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Calcio

Serie D / Ancona, ora serve carattere

Domani a Macerata il derby contro la Maceratese per rialzarsi dopo il ko interno con Montecchio. Maurizi chiede ai suoi più aggressività e trasporto emotivo: «I numeri ci sono, ma non bastano». E domenica al Del Conero arriva L’Aquila.

ANCONA, 15 settembre 2026 – «Ancona, ora serve vedere di che pasta sei fatta». È, in fondo, questo il messaggio che arriva alla squadra di Maurizi alla vigilia della terza giornata di campionato. Domani, alle 18, all’Helvia Recina di Macerata, i biancorossi sono chiamati subito al riscatto nel derby contro la Maceratese, affidata al nuovo tecnico Alfonsi, dopo l’amaro ko della prima giornata in casa contro Montecchio.

Una sfida che, alla luce della partenza, assume già contorni interessanti. E carica di aspettative una squadra – quella dorica – costruita con l’obiettivo dichiarato di puntare al primato e che non può permettersi di perdere contatto con il treno delle prime. Anche perché domenica al Del Conero arriverà L’Aquila, finora a punteggio pieno.

Mister Maurizi alla conferenza stampa pre match contro la Maceratese. Foto tratta da: Il Mio Calcio

Maurizi: «Ci manca il furore agonistico»

«La squadra è consapevole del passo falso commesso in casa. In settimana l’ho vista animata e con molta voglia di fare bene», esordisce mister Maurizi alla vigilia del match.

Poi c’è il derby, sempre una partita particolare, e un’avversaria che arriva all’appuntamento ancora a secco di punti e con la stessa voglia di riscatto, questa volta davanti al proprio pubblico.

«Non possiamo controllare quello che succederà sul campo. Loro hanno due sconfitte in due giornate, noi una. Gli obiettivi dichiarati sono diversi. Quello che so è che l’unico responsabile sono io se le cose non dovessero andare bene. I giocatori danno sempre il massimo e credo stiano facendo bene».

A sostegno delle sue parole, il tecnico porta anche i numeri: «Abbiamo 19 tiri in porta contro i soli 5 degli avversari, il 63% di possesso palla, 9 corner contro 4 e abbiamo vinto il 60% dei duelli».

Numeri importanti, ma che da soli non bastano. «Senza trasporto emotivo, queste statistiche non sono sufficienti. Cosa ci manca? L’indice di aggressività. È una mia responsabilità riuscire a trasmetterlo. Ancora non ci sono riuscito».

Ed è proprio qui che Maurizi individua il punto sul quale lavorare. Non tanto sulla qualità della squadra, quanto sulla capacità di trasformarla in energia, intensità, cattiveria agonistica.

Bulevardi c’è. A centrocampo una pedina in più

Una nota positiva arriva dall’ultimo innesto. L’esperto Danilo Bulevardi è già a disposizione del gruppo ed è stato inserito nella lista dei convocati. La zona nevralgica del campo, quella che contro Montecchio ha probabilmente sofferto maggiormente il gioco degli avversari, guadagna così una pedina importante accanto a Pandolfi, Messori e Proromo.

Bulevardi, però, avrà bisogno di mettere minuti nelle gambe prima di poter esprimere pienamente il proprio potenziale. Un’arma in più, dunque, ma da utilizzare con gradualità.

Anche sugli esterni offensivi, d’altronde, non sono mancate le iniziative. Le sfiammate di Baldassi nel primo tempo, la generosità del capitano Pecci e l’ingresso di Cocola hanno prodotto spunti interessanti, pur con qualche imprecisione di troppo nell’attacco alla porta.

«Non ci manca la tecnica, ma il furore»

Tornando sulla debacle contro Montecchio, Maurizi esclude categoricamente che alla sua squadra manchino qualità tecniche o individuali.

«Se una partita su due è stata vinta in questo inizio di campionato, è perché la tecnica deve esserci. Credo piuttosto che manchi il furore agonistico. È l’aspetto emotivo a fare la differenza».

Ed è proprio quell’aspetto emotivo che una piazza affamata di altri palcoscenici, come quella dorica, pretende di rivedere al più presto. Perché la qualità, da sola, non basta. Serve trasformarla in intensità, coraggio, personalità.

I due test ravvicinati di mercoledì e domenica, quando al Del Conero arriverà una L’Aquila finora a punteggio pieno, potrebbero allora rappresentare già i primi banchi di prova della svolta.

Due partite per capire se questa nuova Ancona saprà reagire. E, soprattutto, se riuscirà finalmente a tirare fuori quell’aggressività che Maurizi indica come la chiave per fare la differenza.

Insomma, è arrivato il momento di far vedere di che pasta è fatta questa Ancona.

Arbitro: Copelli di Mantova.

Valentina Triccoli 

©️riproduzione riservata 

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