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Eccellenza / Jesina, Zagaglia: «al Carotti si sta benissimo, quel boato contro la Sangiustese…»

Titolarissimo del centrocampo della squadra di mister Strappini nella prima parte di stagione, con il classe 2000 tornato in estate abbiamo ripercorso le prime tracce della sua “seconda vita” da leoncello

JESI, 3 gennaio 2024 – Con l’ingresso nell’anno nuovo, ci avviciniamo sempre più alla ripresa del campionato di Eccellenza.

Dopo aver chiuso alla grande il girone d’andata, la Jesina domenica ospiterà al ‘Carotti’ un Montegiorgio tutt’altro che affabile, vista la disperata necessità di punti a cui saranno per forza predisposti i fermani.

All’andata finì 1-1, quando a Bardeggia rispose la zampata da attaccante del centrale difensivo argentino Thiago Capomaggio.

zagaglia

Dal quel debutto in poi, abbiamo imparato a conoscere man mano una Jesina ben plasmata da mister Strappini, che spesso e volentieri, a centrocampo, ha fatto affidamento sulla tecnica e la costanza del rientrante Lorenzo Zagaglia per trovare la giusta quadratura.

Alla seconda stagione in maglia leoncella, le prestazioni di ‘Zaga’ (come lo chiamano i compagni) non sono certo una novità. Cardine fondamentale per lo svolgimento di entrambe le fasi in mezzo al campo, il classe 2000 alla quinta stagione tra i più grandi sta attraversando quel che sembrerebbe a tutti gli effetti un processo di maturità calcistica. Con la personalità che lo contraddistingue da sempre. Senza questa, agli esordi da “under”, come accadde nella stagione 2017/2018 al Villa Musone, non avrebbe segnato, in finale playout, il gol decisivo per mantenere la categoria in Promozione. Oppure, non avrebbe vestito da protagonista la sempre pretenziosa maglia della squadra della sua città (Zagaglia ha giocato per l’Anconitana dal 2018 al 2020, approdando poi a Jesi) vincendo campionato e Coppa Italia regionale, sempre di Promozione.

Lorenzo Zagaglia

Al secondo anno di Eccellenza (dopo un primo disputato sempre nel capoluogo dorico ‘spezzato’ dal covid), in ugual modo tra gli attori principali , non avrebbe raggiunto la finale playoff con un’altra maglia pesante come quella della Jesina. Questo solo per citare alcune delle tappe principali che han portato Lorenzo a scendere in campo con la continuità mostrata fin qui.

Ovvero tredici volte su quindici da titolare, ad esempio. Sinonimo che i tempi del praticantato, ad occhio, siano ormai stati ampiamente superati. Sinonimo di un’affidabilità associatagli, sicuramente non indifferente. Noi abbiamo parlato con lui per ripercorrere la strada della sua Jesina fin qui, provando a dare uno sguardo anche a quel che sarà del girone di ritorno in arrivo.

Ciao ‘Zaga’, buon inizio di 2024 e benvenuto su Vallesina TV!

Grazie mille e buon anno anche a voi!

Tornando a quest’estate, dopo l’esperienza che ti ha coinvolto all’estero, com’è stato il riavvicinamento alla Jesina?

Il riavvicinamento è stato molto semplice e veloce. Il mister mi aveva contattato già a maggio scorso mentre ero ancora in Germania per gli studi. Lasciandomi sorpreso molto positivamente. Sia per la schiettezza e la sincerità con cui si è posto sin da subito, sia per la chiamata in sé. Fatto sta che ho fatto rientro alla base ripartendo dal grande rapporto che si era costruito con tifosi e società durante la stagione 2021/2022, nella quale raggiungemmo la finale play-off. Andare via dopo una stagione come quella mi dispiacque molto, ma avendo fatto una precisa scelta di vita non poteva esser altrimenti in quel momento. Oggi che sono di nuovo qui e sono contentissimo di questo, posso dire che quel rapporto era solo stato lasciato in sospeso. Eran stati fiori… stan fiorendo e fioriranno con un gruppo fantastico. Ringrazio ancora il mister per avermi richiamato e fatto tornare con questo, dandomi tanta tanta fiducia.

Nel girone d’andata sei stato tra i più utilizzati. Vista dal campo, quale è stata la caratteristica più esaltante di questa squadra fin qui?

Penso la stessa che più volte è stata sottolineata anche da chi ci guarda da fuori: la fame e l’umiltà di chi sa che non si deve arrendere mai per emergere e ottenere risultati. Penso che durante l’arco di questa stagione, abbiamo sempre dato prova del fatto che siamo una squadra molto dedita al lavoro. Anche nelle difficoltà, in ogni partita giocata fin qui, facendo forse un’eccezione per la giornata storta di Montecchio alla terza, siamo sempre scesi in campo con la testa e consapevoli di poter fare bene il nostro qualora avessimo mantenuto proprio quella fame ed umiltà di cui dicevo prima. Siamo una squadra che non molla mai.

Nel tuo reparto hai dei colleghi esperti e di qualità. Da chi cerchi di ‘rubare’ più indicazioni possibili per riversarle poi in partita?

Ti dico, in primis da Yassine (Belkaid, ndr), uno che non è mai banale. Né nel modo in cui parla alla squadra, né sul campo vista la caratura del giocatore. Da quando è rientrato a pieno regime dall’infortunio di inizio stagione, secondo me, ci ha dato qualcosa in più sotto molti punti di vista. Poi potrei citartene molti. Penso ovviamente a Zandri, con la quale comunico molto a riguardo delle dinamiche del nostro centrocampo. O ancora, Garofoli, fin qui poco a disposizione a causa di un infortunio piuttosto grave ma con la quale condivido un bel rapporto anche al di fuori del rettangolo di gioco. Chiaramente il nostro capitano, Trudo, anche se spostiamo l’attenzione un po’ più avanti rispetto alla mia zona d’influenza, è una fonte inesauribile di conoscenze che posso cercare di far mie. Un ragazzo davvero straordinario, dentro e fuori dal campo. Punto di riferimento gigante, per me e tutti gli altri.

Durante l’arco della tua carriera, nonostante l’età relativamente giovane, ti sei sempre ritagliato spazi importanti. Il tuo segreto per farti volere così bene?

Fare sempre le cose al cento per cento, qualunque esse siano. Durante il mio percorso ho sempre cercato di adattarmi il più possibile alle esigenze dei vari allenatori con cui ho lavorato negli anni. Mi ha aiutato forse anche questo, perché nel tempo, in base alle indicazioni dei miei diversi maestri, sono finito a giocare in diversi ruoli e avere più conoscenze. Ad Ancona e a Villa Musone in qualche occasione ho giocato da terzino, ad esempio. Poi sia chiaro, a me piace stare lì in mezzo (ride). Probabilmente una caratteristica che mi aiuta e mi ha aiutato è stata proprio quella di aver giocato in più ruoli, del centrocampo e non solo.

Diamo uno sguardo a questa prima parte di stagione. Qualche bella soddisfazione, pensando alle vittorie nel derby con la Maceratese o a quella con la Civitanovese all’ultima, ve la siete tolta. Qual è stata la più bella?

Sì, portare a casa i tre punti da due gare come quelle sicuramente ci ha lasciato qualcosa in più. Vincere un derby è sempre bello, farlo nella nostra casa, davanti al nostro pubblico come abbiam fatto in quelle occasioni lo è stato ancor di più. Pensando all’aspetto mai banale del fattore ‘Carotti’, però, la vittoria più bella è stata quella contro la Sangiustese. In quella partita folle, dopo esser rientrati dagli spogliatoi per giocare il recupero accorciato dal direttore di gara che aveva erroneamente fischiato in anticipo la fine trovammo incredibilmente la rete del vantaggio al 95’. Un boato indicibile, che mi rimarrà dentro molto a lungo.

Con il mister a inizio stagione ci eravamo dati appuntamento per parlare dell’obiettivo finale con questa in corso. Con la vetta a -3, arrivati a questo punto, tra di voi parlate di dove potrete arrivare?

Il nostro obiettivo noi lo sappiamo. Dobbiamo pensare partita per partita, arrivando il più presto possibile alla salvezza. Siamo a -3 dal primo posto, è vero, ma il campionato nel girone di ritorno sarà ancor più difficile ed equilibrato. Quindi ci sarà da lottare, partendo dalla volontà innanzitutto di allungare su quelle sotto, che sono tante e stanno tutte li. Poi tra due mesi se potremo giocare per posizioni più nobili ci faremo trovare sicuramente pronti.

Entrando nel personale…con la Civitanovese ti ha fermato il palo. Contro la Maceratese Cordella ha anticipato più te che il difensore avversario per il tap-in della vittoria. Ci stai andando sempre più vicino, ma non è da te, qualcosa ti manca…

Si sì, (ride) manca il gol… Purtroppo con la maglia della Jesina, nonostante una stagione e mezzo ormai con questi colori, non ho ancora trovato la rete. Ma sto tranquillo, perché chi li segna fortunatamente c’è. Io nel mio so che posso crescere ancora molto, anche sotto porta. Oggi come oggi non è la cosa più importante perché da quando gioco a due e non più da mezzala come facevo originariamente so di avere compiti diversi. Se arriverà sarò felicissimo. Senza dubbio, lo mettiamo tra i buoni propositi del 2024.

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