Il Presidente a tutto tondo sul programma attuato, sulle riprese televisive, arbitri, impiantistica sportiva, il ruolo dei Comitati provinciali, Consulta dello Sport. Le ‘incomprensione’ con la Jesina
JESI, 22 dicembre 2022 – Lunedì 16 gennaio 2023 presso la Sala delle Riunioni del Comitato Regionale Marche F.I.G.C. – L.N.D. sita in Ancona – Via Schiavoni si terrà l’assemblea delle società per l’esame e la discussione sulla Relazione del Consiglio Direttivo e della gestione contabile del Comitato Regionale Marche relative al periodo 2020/2021 e 2021/2022.
Come si ricorderà l’attuale Comitato è stato eletto nel gennaio 2021 ed è presieduto da Ivo Panichi. Vice presidente vicario: Gustavo Malascorta; Vice presidente responsabile C5: Marco Capretti; segretario: Angelo Castellana; responsabile calcio femminile: Mario Borroni; consiglieri: Giancarlo Arriva, Giorgio Bottacchiari, Urbano Cotichella, Andrea Colò, Romano Cremonesi, Mosè Mughetti, Agostino Scarpini.

Conitato Marche Figc il giorno della elezione con il presidente del Coni Fabio Luna
Con il presidente Ivo Panichi abbiamo fatto un bilancio di metà mandato.
Presidente come va la sua squadra dopo due anni di attività?
“La squadra l’ha costruita le società, presidente e consiglieri sono stati votati, siamo soddisfatti perché l’attività sta andando bene, i numeri delle Marche sono di primo livello in ambito nazionale sia come tesserati, ma questo lo si sapeva già, ma anche come numeri gestionali, di organizzazione, di struttura. Sono soddisfatto. Il 16 gennaio ci sarà l’assemblea di metà mandato. Le società prenderanno atto dei consultivi dei primi due anni. A giorni sarà inviato loro il rendiconto e chi avrà tempo, voglia ed interesse di confrontarlo, potrà venire preparato e ne discuteremo”.
Lei nei suoi punti programmatici di presentazione alla candidatura di Presidente nel gennaio 2021 aveva scritto di puntare a migliorare i rapporti ed il coinvolgimento proprio con le società. E’ stato fatto?
“Sono sempre disponibile con le società quando ci sono richieste che rientrano nelle norme, ovviamente. Non ho difficiltà al dialogo ed al colloquio. Fino ad oggi non ho avuto, diciamo, proteste da parte di nessuno. C’è stato il periodo del Covid, due anni siamo stati condizionati. Adesso riprendiamo e dopo la convocazione di gennaio faremo le assemblee con le società nelle cinque delegazioni provinciali”.
A proposito, avete organizzato la struttura in maniera diversa come ad esempio la Seconda Categoria demandata al Provinciale. Che benefici ha portato a livello organizzativo?
“Era previsto dal regolamento della Lega Dilettanti. Ci sono molte Regioni che lo facevano già. Noi abbiamo fatto questa scelta in Consiglio, ogni decisione che viene presa è frutto di decisioni del Consiglio, per due obiettivi. Il primo, per valorizzare il territorio; il secondo, per fare in modo che le società abbiano i riferimenti più vicini alle loro sedi anche se oggi con i sistemi informativi in atto ed utilizzati il contatto diretto, purtroppo, perché incontrare le persone è sempre un piacere, è sempre meno frequente”.
Questa ‘incomprensione’ con il presidente della Jesina per le dirette televisive di una partita di Eccellenza la domenica come si risolve?
“Non è incomprensione. Qui c’è una regola che è normata dalla Lega Dilettanti e non dal Comitato Regionale. Quando le società si iscrivono, firmano un documento. Al presidente della Jesina che chiedeva e faceva delle osservazioni, gli ho detto di leggersi questo documento. Gli aspetti erano due. Uno sostanziale ed uno di forma. Il presidente non può mandare una Pec imponendomi il modo di condotta e di informarlo su certi dati e di rispondere entro un periodo di tempo preciso e limitato. Non ci siamo. Alcuni dati non sono in possesso del Comitato. Con la Jesina abbiamo avuto cinque mesi di confronto serrato che se avessimo avuto cinque Jesine saremo stati nei guai: prima l’affitto del ramo d’azienda, poi l’affitto della matricola. Prima la fusione, poi la scissione ed ancora non stanno a posto. Certe operazioni le fanno il Nazionale che valgono per tutte le società e per tutte le Regioni. Noi siamo disponibili per tutti e per chiunque, basta organizzarsi. Per ciò che riguarda la ripresa televisiva è solo la Jesina che fa queste segnalazioni. Le altre società mi ringraziano, che poi non devono ringraziare me, ho solo applicato una regolamentazione della Lega Dilettanti. Mi ringraziano perché mi dicono che viene data visibilità sia alle società che ai loro sponsor che apprezzano molto.”
A che punto siano con la riorganizzazione delle rappresentative regionali?
“In passato, quando si andava a scegliere i tecnici responsabili delle rappresentative, c’era una sorta di attacco alla diligenza: uno lo scelgo io, uno tu, uno l’altro. Poi il torneo delle Regioni per motivi Covid non è stato più organizzato. Quest’anno abbiamo fatto una scelta diversa per il calcio ad 11 andando sui più titolati che avevamo in Regione: Censi, Baldarelli, Gianangeli e Lombardi. Inizialmente lavoreranno insieme”.
Presidente, viriamo sugli arbitri: qual è il pensiero di Panichi su questa difficoltà numerica nel reperire i direttori di gara?
“E’ un problema non regionale né nazionale ma europeo. Nei giorni scorsi a Coverciano il presidente Federale ha parlato di una carenza di arbitri Europea di circa 40mila unità. Noi fortunatamente, nonostante le difficoltà, ancora riusciamo ad andare avanti. C’è una grande collaborazione con l’Aia ed in particolare con il presidente del Comitato Marche Riccardo Piccioni. A livello di orientamento alcune cose sono state già regolamentate con il doppio tesseramento arbitro e giocatore: era fino a 18 anni e probabilmente l’età verrà innalzata fino a 20, 21 anni. A livello di sezione so che sta andando nella direzione di dare la possibilità a quelli che erano fuori età di essere reinseriti per le attività giovanili, Terza Categoria, calcio a 5 serie D, tornei amatoriali. Altre regioni hanno tolto i guardialinee nel campionato di Promozione. Noi ancora resistiamo, navighiamo con l’acqua a filo di labbro ma respiriamo”.
Sull’impiantistica sportiva regionale?
“Non voglio fare il Pilato ma questa è una questione centrale nazionale dove se ne parla molto. Si spera che all’Italia vengano assegnati gli Europei del 2032 ed allora ci saranno investimenti anche per le attività locali. C’è molta attenzione da parte dei vertici e speriamo che maturi qualche sensibilità in più da parte del ministro dello sport Abodi che viene dal calcio e quindi conosce bene i problemi.”
Che cosa dirà alle società il presidente del Comitato Marche il 16 gennaio?
“Che per ora le cose stanno andando bene ma dobbiamo migliorare. Ringrazierò i presidenti e dirigenti delle società perché il merito principale è loro. Non abbiamo ritoccato le tasse di iscrizione pur se molte Regioni lo hanno fatto. Speriamo di poter migliorare con dei corsi per dirigenti, vogliano fare delle attività che riguardano in particolare il Settore Giovanile. Nel nostro Comitato siamo molto in linea con il responsabile Marziali: tutto parte dalla base. Poi accoglieremo proposte. Avvieremo la Consulta dello Sport ed il coordinamento sarà in mano ad un membro dell’attuale Comitato. E’ già definita ed alla ripresa dopo le feste inizierà la fase operativa individuando i componenti”.
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