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Calcio / “And the winner is…” Roberto Mancini: il capitolo nel libro del Collettivo Banfield a cura della cingolana Claudia Spadoni

La copywriter e giornalista pubblicista ha raccontato il ct della Nazionale dell’Arabia Saudita nel libro in uscita oggi, venerdì 26 aprile, in cui 9 scrittrici donne raccontano 9 campioni sportivi uomini, a cura del gruppo fondato da Diego Mariottini con la prefazione di Giovanna Trillini

CINGOLI e JESI, 26 aprile 2024 – Una cingolana che racconta uno jesino. Presenta così la copywriter e giornalista pubblicista Claudia Spadoni il suo capitolo dedicato a Roberto Mancini nel libro “And the winner is…” del Collettivo Banfield in uscita oggi, venerdì 26 aprile, con le storie di campioni sportivi raccontate da 9 scrittrici donne.

Claudia Spadoni

Claudia Spadoni racconta Roberto Mancini: “Grazie a Diego Mariottini per la fiducia”

Come nasce la collaborazione di Spadoni con il Collettivo Banfield? “Un collega di lavoro – ci dice la giornalista e copywriter cingolana -, Nicola Fragnelli, già membro del Collettivo Banfield, mi ha fatto sapere che il fondatore del gruppo Diego Mariottini stava mettendo insieme una squadra di autrici per realizzare un nuovo progetto. Si trattava di un libro di racconti su nove campioni dello sport raccontati da altrettante voci femminili. È iniziato tutto così: Nicola mi ha messo in contatto con Diego Mariottini, che ringrazio per la fiducia, e abbiamo subito iniziato a collaborare”.

Perché Claudia ha scelto proprio Roberto Mancini? La scelta è stata, infatti, quasi automatica. “Scegliere lui – spiega – come protagonista del racconto è stato abbastanza naturale, sia per la vicinanza geografica ed emotiva a questo campione, sia perché mi permetteva di raccontare il suo essere “marchigiano” sotto tanti aspetti diversi. L’ho trovato una figura molto interessante anche perché è stato un calciatore che ha vissuto tante stagioni da protagonista, nelle vittorie come nelle sconfitte, senza mai risparmiarsi.

“Roberto è un ‘cagnarì’: non conosce mezze misure”

Se dovessi usare un termine dialettale marchigiano per descriverlo direi che è un ‘cagnarì’, che non conosce mezze misure e che, a volte, ha pagato il prezzo della sua impulsività fuori e dentro dal campo. Per tutti questi motivi l’ho trovato un personaggio interessante da raccontare anche a chi non segue da vicino il calcio. Magari in molti l’hanno scoperto solo dopo la vittoria agli Europei 2021, quando Jesi si è riempita di giornalisti a caccia del Mancini segreto. Sono sicura che anche in veste di allenatore della nazionale saudita ci riserverà belle sorprese”.

Un estratto in esclusiva

Abbiamo letto il capitolo dedicato all’ex ct e possiamo dire che il libro merita davvero di essere acquistato anche per la narrazione che Claudia Spadoni offre di Roberto Mancini. Vi regaliamo un piccolo estratto in esclusiva.

 “Qualcuno azzarda a dire che è forse il primo vero bad boy del calcio italiano. Occorre intendersi: niente a che vedere con i ragazzacci del calcio moderno, tutti Lamborghini e flirt eccellenti, forse più interessati a mostrare uno stile di vita da ricchi che a spendere energie per conquistarsi un posto al sole. Roberto Mancini è un campione d’altri tempi, con un altro modo di intendere il calcio, tanto sfrontato nel difendere le proprie ragioni quanto riservato sulla vita privata (…) .

Viene da Jesi, placida cittadina marchigiana dove il talento agonistico ribolle (..). Da bambino gioca nella squadra dell’oratorio di San Sebastiano, da preadolescente veste la maglia dell’Aurora Jesi. Qui la storia del ragazzino pieno di talento, con un avvenire profetizzato praticamente da chiunque l’abbia visto con il pallone tra i piedi, prende una direzione precisa”. Claudia parla anche di Jesi, Genova e la Samp, gli ultimi anni da calciatore, la carriera di allenatore, sul rapporto con Luca Vialli, sulla vittoria dell’Europeo e sul burrascoso addio alla Nazionale italiana per accasarsi a quella dell’Arabia Saudita.

Giovanna Trillini

La prefazione di Giovanna Trillini e le parole del fondatore del Collettivo Banfield

La prefazione del libro è di un’altra jesina, una certa Giovanna Trillini. “Il mio winner personale – scrive la campionessa olimpica di scherma – Beh, un nome ce l’avrei, anzi ce l’ho. Dovrei forse dire il maestro Ezio Triccoli, l’uomo che mi ha fatto conoscere e amare la scherma, ma vorrei uscire dalla disciplina che per anni ho praticato in pedana con successo e dedizione totale. My winner is… Jury Chechi, il campione ginnico”.

Oltre a Roberto Mancini, nel libro si parla di Sugar Ray Robinson, Paolo Canè, Eric Cantona, Luka Modric, Tommie Smith, John Carlos, Pietro Mennea, Marco Pantani, Bob Morse, Eric Moussambani e Frankie Dettori. Le altre 8 scrittrici protagoniste del libro oltre a Claudia Spadoni sono Morgana Chittari, Germana Brizzolari, Laura Basilico, Laura Scaramozzino, Francesca Lezzi, Ilaria Ciangola, Francesca Coppola e Arianna Cislacchi.

““’And the winner is…’ – conclude Diego Mariottini, fondatore del Collettivo Banfield e coordinatore editoriale del libro, curatore dei capitoli su Bob Morse e Frankie Dettori – è la quinta pubblicazione del gruppo. Ogni volta la formazione del Collettivo cambia, stavolta sono state prese in considerazione tutte scrittrici. Provenienti da esperienze diverse, ma con un’unica passione: lo sport in grado di raccontare la vita, nel bene e nel male. Credo che sia la prima volta in Italia che un collettivo tutto al femminile parla dell’eccellenza al maschile in varie discipline. L’idea era quella di rompere rigide schematizzazioni e steccati ormai privi di senso. Nove ottime scrittrici (+1) hanno dimostrato che si può. Poi, dieci cervelli, venti braccia e cento dita lo hanno fatto”.

Giacomo Grasselli

©riproduzione riservata

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