Viene denunciato il fatto di preparatori dei portieri che tesserati per una società svolgono lo stesso ruolo anche in altre o nei settori giovanili. La nota dell’AIAC (associazione italiana allenatori calcio) Marche
VALLESINA, 19 dicembre 2025 – Abbiamo ricevuto una lunga nota da parte di alcuni firmatari, che abbiamo deciso di non citare, che integralmente pubblichiamo
Nel calcio attuale, la figura del portiere è sempre più centrale nello sviluppo del gioco. L’introduzione della costruzione dal basso, ha fatto

portiere
del portiere la fonte da cui inizia l’azione e per questo c’è sempre maggiore cura ed attenzione al suo piano di allenamento. Nel calcio professionistico la figura del preparatore dei portieriprende sempre più valore e anche a livello burocratico è paragonata a quella del primo allenatore. Nel dilettantismo invece tale figura resta ancora relegata in secondo piano, soprattutto a livello burocratico, con molti preparatori impegnati in varie società, spesso senza essere tesserati. Una situazione in antitesi con quelle che sembrerebbero le linee guida della Figc, che negli ultimi anni ha introdotto appositi corsi per ottenere il tesserino da preparatore dei portieri, al pari di quelli per gli allenatori. Alla luce di questo non mancano le segnalazioni sull’argomento. Vorremo fare luce e porre l’ attenzione su un malcostume che ormai da troppo tempo si verifica nel calcio dilettantistico in questi anni la Figc ha introdotto corsi ufficiali per ottenere il tesserino di preparatore dei portieri, che ne certifica dunque la qualifica. Corsi per cui come sempre accade, si paga una quota di iscrizione non certo modesta e si investe anche del tempo, visto che durano alcuni mesi. Al di là di questo, vogliamo sottolineare come spesso purtroppo, vi siano preparatori dei portieri che tesserati per una società, svolgono poi lo stesso ruolo anche in altre o nei settori giovani. In casi anche peggiori, capita anche che le società si avvalgono di preparatori senza qualifica ufficiale. Abbiamo denunciato alcune situazioni ormai da tre mesi all’ associazione allenatori di cui facciamo parte, anche qui pagando una tassa di iscrizione, ma senza ricevere alcun tipo di risposta. Se hanno fatto dei controlli o segnalato a loro volta la situazione agli organi competenti, perché tutto resta invariato? Possibile che nessuno controlli nonostante nelle segnalazioni abbiamo indicato nomi e cognomi, società ed orari di allenamento? Non ci sentiamo dunque tutelati da chi invece dovrebbe farlo. Alcuni di noi dopo il corso fortunatamente hanno trovato squadra, altri purtroppo no, proprio perché il “mercato” è saturo da chi opera in più squadre, facendo così diminuire la richiesta. Ci chiediamo quindi che senso abbia regolarizzare la figura dell’allenatore dei portieri se poi chiunque può svolgerla? La nostra speranza è che venga data maggiore dignità al ruolo di allenatore dei portieri, che solo coloro che hanno la certificazione possano allenare e in una sola società, così come accade per gli allenatori. In questo modo ci sarebbe maggiore spazio per tutti coloro che hanno deciso di intraprendere questo ruolo, anche nel calcio dilettantistico
Da parte dell’Aiac (associazione italiana allenatori calcio) Marche la questione è nota e la posizione ufficiale è stata trasmessa attraverso un comunicato. Il presidente regionale Gianluca Dottori da noi raggiunto ha specificato: “Il percorso di verifica è in itinere ed alla fine se si matureranno le condizioni il tutto sarà inoltrato alla Procura Federale”
COMUNICATO AIAC
In merito alla lettera pervenuta in forma anonima a diverse testate giornalistiche, l’AIAC Marche (Associazione Italiana Allenatori Calcio),
per voce del presidente regionale Gianluca Dottori, ritiene opportuno precisare quanto segue. Il percorso di verifica è attualmente in corso. L’Associazione sta svolgendo le dovute attività di accertamento e, al termine delle verifiche, qualora se ne ravvisino i presupposti, procederà con la presentazione di una denuncia alla Procura Federale. Le società interessate e i singoli tesserati risultano già informati in merito alle indagini in atto. L’AIAC Marche ritiene inoltre di non dover fornire risposte a soggetti che abbiano eventualmente operato in maniera scorretta o che abbiano fatto emergere tali situazioni. Al termine del procedimento saranno assunte le opportune decisioni sulla base delle verifiche effettuate e dei fatti riscontrati. Per quanto concerne la durata dei corsi, si precisa che questi sono sempre stati strutturati secondo modalità consolidate. In particolare, i corsi riservati ai preparatori dei portieri hanno una durata di due settimane e non di mesi, come erroneamente riportato nella lettera anonima. Si ricorda infine che le figure del Preparatore Atletico, del Collaboratore Tecnico e del Preparatore dei Portieri (nelle categorie in cui è previsto) sono oggi ufficialmente presenti in panchina grazie all’impegno e alle battaglie condotte dall’AIAC, che si è adoperata affinché tali ruoli venissero riconosciuti e inseriti ufficialmente.
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