Grande successo per il saggio di fine anno organizzato dall’ASD Atletica Chiaravalle. Una gestione familiare a cura di Mario e Massimo Pistoni che da oltre 50 anni educa i ragazzi alla cultura dello sport e del benessere psicofisico

CHIARAVALLE, 31 maggio 2025 – Stagione terminata anche per l’Atletica Chiaravallese, e nel migliore dei modi.
Martedì scorso si è svolta allo stadio comunale la festa di fine corso. Il giusto coronamento di un’altra annata ricca di soddisfazioni davanti ad un pubblico acceso e veramente numeroso. Tribuna gremita e tanti applausi per il saggio che ha visto all’opera tanti giovani atleti di tutte le età, dai 5 ai 15 anni. Una sana giornata di sport che rende soddisfatti in primis gli organizzatori. Ne parliamo con l’Educatore Al Movimento e Formatore Massimo Pistoni, figlio del Tecnico e Fondatore dell’ASD Atletica Chiaravalle, Mario Pistoni.
I due pilastri in pratica, dal quale tutto è cominciato fino ai risultati odierni.

L’Educatore Al Movimento e formatore Pistoni Massimo, l’Assessore allo Sport Eleonora Chiappa, il tecnico e fondatore della ASD Atletica Chiaravalle Pistoni Mario
Finale di stagione con il pubblico delle grandi occasioni, lo stadio comunale era gremito. Vi aspettavate tutto questo affetto dalla cittadinanza?
“La festa di fine stagione dell’atletica Chiaravalle si é conclusa nel migliore dei modi, dando vita ad una giornata di grande spettacolo a partire dalla tribuna dello stadio comunale piena zeppa di spettatori. Non è la prima volta che succede: oramai da diversi anni, proprio per questa occasione, i dirigenti della società organizzano un vero e proprio evento aperto a tutta la cittadinanza e ogni anno che passa la risposta é sempre più sentita. Del resto l’atletica a Chiaravalle porta da sempre la firma del “casato” Pistoni. Una gestione a livello familiare che dura da più di 50 anni, che però ha saputo evolversi ed assicurare un servizio alla comunità al passo con i tempi”.
Quale è la vostra formula vincente nel far avvicinare ogni anno sempre più ragazzi di tutte le fasce d’età?
“L’atletica Chiaravalle non si limita all’avviamento della disciplina atletica e alla mera pratica agonistica, ma assicura a tutti gli iscritti un percorso basato sul rispetto del sano sviluppo psicofisico, introducendo il concetto di “scelta consapevole”. Solamente dopo una certa età gli iscritti possono decidere di gareggiare, oppure mantenere un rapporto meno impegnativo a carattere di mantenimento”.

spalti gremti
È questo aspetto dunque, una formazione libera e consapevole adatta a tutte le necessità dei ragazzi, la vostra più grande soddisfazione?
“Resta il fatto che tutto inizia sotto forma di gioco spontaneo, quello che una volta si faceva per strada e che per ovvi motivi oggigiorno non è più fattibile. Al campo è possibile vedere bambini dai 4 anni giocare a “nascondino”, “rubabandiera”, “un due tre stella” o “palla capitano”. Liberi ognuno di sfogare e sviscerare le proprie tensioni. Per le gare c’è tempo. La specializzazione precoce non é contemplata: innanzitutto i bambini devono godere appieno della fanciullezza ed imparare a riconoscersi nel proprio corpo per relazionarsi adeguatamente con il mondo esterno. Nessuna forzatura dunque, nessuna falsa aspettativa, i ragazzi sapranno valutare in autonomia il proprio percorso e tutto sotto gli occhi attenti degli Educatori Al Movimento prima e degli Allenatori poi”.
Avere la piena collaborazione di uno staff tecnico qualificato sicuramente è un altro tassello importante…
“Questo dello staff é un altro prezioso ingrediente che vede il ricircolo degli ex praticanti divenire istruttori certificati. Segno evidente di un ambiente positivo all’interno del quale i ragazzi si trovano bene e si identificano. E quanti pensano che i risultati agonistici non vengano si sbagliano di grosso: è noto quanto la società sia blasonata a livello di vittorie. Non sono da meno i successi personali, quelli intesi dal punto il di vista dello sviluppo cognitivo individuale, indipendentemente dal diventare o meno un bravo atleta. L’atletica a Chiaravalle non lascia indietro nessuno, nei gruppi sono inclusi ragazzi con diversità e bisogni particolari. Non c’è da stupirsi dunque dell’affetto che le persone nutrono per questa società che continua silenziosamente a formare e crescere una marea di bambini con l’unico scopo di educarli alla vita, ancor prima che allo sport”.