Il manager Lube conferma: Julio è uomo che sa concretamente mettere in atto il suo talento e tirar fuori da ogni singolo giocatore, da ogni elemento singolo dello staff, da ogni singolo dirigente il meglio”
JESI, 12 agosto 2024 – Erano gli anni Ottanta, la Golden Age della pallavolo griffata Tre Valli Jesi, quando uno sconosciuto Julio Velasco lasciò l’Argentina e arrivò a Pianello Vallesina in qualità di head coach del roster marchigiano (che si preparava ad affrontare da matricola la serie A2 1983/84).
A scoprirlo, nel lontano 1983, un giovanissimo diesse, made in Jesi, di nome Giuseppe Cormio (foto primo piano Cormio, Velasco, l’allora presidente Volley Jesi Sandrino Casoni), allora ventottenne, attualmente Direttore Generale di uno dei club più importanti al mondo, la Lube Volley Civitanova.

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Ebbene sì, Beppe Cormio, il nome una garanzia. Figura rara e stimata nel panorama nazionale e internazionale, Cormio è divenuto oggi uno dei dirigenti più vincenti a livello mondiale con 32 trofei vinti.
Per il dirigente jesino un curriculum vitae che non ha bisogno di troppe presentazioni, considerando anche che ha cavalcato un po’ tutte le onde dello sport d’élite, dalla palla a spicchi alla pallavolo passando per l’esperienza come Direttore Operativo e Marketing al Siena Calcio nel 2012/13, e direttore generale all’Aurora Sicc Bpa basket Jesi.
Beppe ha spento 69 candeline lo scorso 12 aprile (nato a Jesi il 12 aprile 1955). Lo abbiamo raggiunto in queste ore. Ecco cosa ci ha detto Beppe Cormio. “Quando nel mese di giugno 1983 ho avvicinato telefonicamente Julio Velascoper chiedergli di venire in Italia, e di allenare Jesi, l’ho fatto perché cercavo un allenatore a tempo pieno. In Italia gli allenatori facevano i coach come seconda occupazione, infatti svolgevano altri mestieri. Quando ho visto arrivare Julio mi sono convinto in poche ore di aver pescato una persona che aveva una marcia in più. Da subito è stata una persona che si è messa al servizio della pallavolo per donare a tutti noi quelle che erano le sue intuizioni, il suo credo”.

Giuseppe Cormio in occasione del premio giornalistico Giuseppe Luconi a Jesi nel settembre 2020
Secondo Cormio Julio non è mai stato uomo di miracoli e forse, durante la sua carriera, qualcuno non ha capito fino in fondo il grande Julio. “Ho conosciuto un Velasco capace dell’umiltà di andare ogni sabato a cercare Silvano Prandiper imparare da lui i segreti dell’allenatore. Ogni sera mettere in partica tutte le nozioni che gli arrivavano dai contatti che cercava nel nostro Paese. E così anche quella modesta squadra di Jesi (serie A2 1983-84) ha sfiorato la massima serie. In questo modo Julio Velasco è arrivato a Modena, così ha vinto scudetti consecutivamente, ben cinque, alla guida di Modena, per poi approdare in nazionale nell’annata 1989. E vincere subito un campionato europeo che per noi era già una grandissima soddisfazione. Questo è un Velasco che è cresciuto, è andato alla nazionale maschile, ha vinto, ha rivinto, è andato alla nazionale femminile. Poi è tornato ai club, ha sempre dato tantissimo, qualcuno forse non lo ha capito fino in fondo. Probabilmente qualcuno si aspettava da lui miracoli. Ma lui non è uomo di miracoli. Julio è uomo che sa concretamente mettere in atto il suo talento e concretamente tirar fuori da ogni singolo giocatore, da ogni elemento singolo dello staff, da ogni singolo dirigente il meglio. Questo è quello che Julio Velasco sa fare più di tutti e meglio di tutti. Quello che regalava all’Italia tanti successi. Mancava un oro, quello olimpico, e nella giornata di ieri ce lo ha regalato. Credo quindi che dobbiamo essere grati a lui, dobbiamo veramente riconoscere che senza di lui questo nostro sport sarebbe stato diverso. Sarebbe stato più povero, meno felice e non avrebbe mai potuto vivere una giornata come quella che stiamo vivendo”.
Daniele Bartocci
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