Il non passaggio del Giro D’Italia a Santa Maria Nuova e Mazzangrugno (Jesi) causa anche del “poco interesse della politica jesina”
JESI, 13 aprile 2024 – Ha colto di sorpresa la decisione di Rcs, organizzatrice del Giro D’Italia, che ha mutato percorso annullando di fatto il passaggio dei girini per la tappa del 16 maggio 2024, la Martinsicuro – Fano, a Santa Maria Nuova e Mazzangrugno nel territorio di Jesi. (leggi la notizia qui…)
Allo stesso tempo ha fatto felici i tifosi e i cittadini della zona di Polverigi e Agugliano che vedranno la carovana transitare nelle strade dei loro Comuni.
Anche il Comitato Jesi Gran Ciclismo, che si era speso con successo negli anni precedenti al fianco ed in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Jesi in carica per l’organizzazione della tappa della Tirreno Adriatico e di quella del Gitro D’Italia del 2022, è delusa.
Abbiamo raccolto le considerazioni del vice presidente del Comitato Diego Pierelli.
Come giudichi la decisione di Rcs?
“Una notizia che ci ha lasciato a dir poco sorpresi”.
Come sorpresi? Non eravate a conoscenza della modifica del percorso?
“Assolutamente no. Il Comitato Gran Ciclismo Jesi con questo passaggio della tappa nel nostro territorio, ora marginale, non ne sapeva nulla”.
In passato, anche recente, avete ricoperto un ruolo rilevante per l’organizzazione dei grandi eventi sportivi come quello di aver riportato nel 2022 il Giro D’Italia a Jesi?
“Indubbiamente è così e sono i fatti a testimoniarlo. Di contro ogni Amministrazione è libera di collaborare con chi vuole anche se poi, alla fine, i risultati sono quelli che stiamo commentando”.
Cosa vuoi dire?
“La ragione è molto plausibile: siamo certi che è stato fatto di tutto per scongiurare questo taglio di percorso? Si è parlato in fase di programmazione e poi di definizione della tappa con le persone giuste? Ci si è posti nella maniera giusta? Questa è una occasione persa. Il Giro, oltre che l’evento sportivo in se, è visibilità, popolarità per il territorio e farsi sfuggire una occasione come questa è gravissimo”.
E adesso?
“Niente, accettiamo la decisione amareggiati e basta! I buoi sono scappati, la situazione irrimediabile. Con la precedente Amministrazione ci abbiamo impiegato anni per portare a Jesi l’arrivo della Tirreno – Adriatico e dopo ben 37 anni il Giro D’Italia. Siamo davvero dispiaciuti perchè è un attimo perdere credibilità nei confronti dell’organizzazione”.
Considerando che a distanza di due anni Rcs aveva individuato in parte lo stesso percorso del 2022?
“E non era stato un caso! Come d’altronde non era un altro caso che Jesi era stata scelta per la partenza di una tappa del Giro-E e poi non se ne è fatto più nulla. Evidentemente l’organizzazione del Giro era rimasta soddisfatta di come erano state fatte le cose qui da noi negli anni precedenti”.
Sarete pronti a scendere di nuovo in pista, o meglio in strada?
“Il Comitato ha nel cassetto diverse idee e progetti ma per proporre e gestire le manifestazioni di così alto livello servono due cose: la prima è la volontà, la seconda la forza economica. Per la prima non c’è bisogno di spiegazioni. Per la seconda si chiede all’Amministrazione in carica di iscrivere a bilancio anche piccole cifre che manifestino interesse e poi ricercare aiuti finanziari pubblici e privati come è stato fatto ed abbiamo fatto per la Tirreno Adriatico e per il Giro. Non vedo in questo momento grandi rapporti di questa Amministrazione Comunale jesina con il territorio, ad esempio Confindustria, e dunque i progetti, di conseguenza, resteranno nel cassetto ancora per un po’”.
Ma proprio il 16 maggio prossimo avevate programmato di stare davanti alla tv?
“Sinceramente no! Insieme a Luigi Paoloni, che si era messo a disposizone e che avrebbe messo a disposizione i locali del ristorante di famiglia a Mazzangrugno, avevamo contattato un ex corridore professionista, molto apprezzato da tifosi e sportivi, e stavamo programmando il tutto cercando di coinvolgere magari il Pedale Chiaravallese per delle gare o esibizioni giovanili nel campo da calcio sempre a Mazzangrugno. Tutto questo, purtroppo, dovrà essere riposto nel famoso cassetto di cui s0pra”.