Il difensore centrale argentino, nuovo arrivato nello scacchiere leoncello, si è subito inserito nei meccanismi della formazione biancorossa, garantendo compattezza e solidità difensiva
JESI, 3 ottobre 2022 – Nato a La Plata (Argentina) nel 2000 e cresciuto nell’Estudiantes di La Plata, Thiago Capomaggio ha militato successivamente nella Serie C argentina con la maglia dei Defensores de Cambaceres.
Poi il trasferimento in Italia, dove risiedono già dei parenti e l’acquisizione del passaporto italo-argentino. Da qui le esperienze con Stilese, Gioiese e Pro Dronero, prima del passaggio alla Jesina.

Thiago Capomaggio
Thiago, quale è stato il tuo percorso calcistico?
«Ho 21 anni, 22 li compierò a fine ottobre, e sono nato a La Plata in Argentina. Dopo aver fatto la trafila nell’Estudiantes, sono passato con i Defensores de Cambaceres, nella Serie C argentina, un po’ la Serie C italiana. Successivamente, c’è stata la possibilità di venire in Italia dove vivevano già dei parenti, e prendere la cittadinanza italo-argentina. In Italia con me ci sono ora anche i miei due fratelli, uno all’Audace Cerignola in LegaPro e l’altro nella Primavera della stessa squadra, in attesa della documentazione per essere tesserato. Qui ho militato con la Stilese (Promozione ed Eccellenza calabrese). Rientrato in Argentina a causa del Covid, sono ritornato in Italia con la Gioiese (Promozione calabrese), anche se per giocare solo poche gare per la ripresa della pandemia. Da qui il passaggio alla Pro Dronero (Eccellenza Piemontese), sino all’arrivo alla Jesina».
Come ti trovi a Jesi?
«Anche se sono arrivato da appena un mese, a Jesi mi sto trovando benissimo, con squadra, città e società, dove ho trovato tantissima disponibilità nei miei confronti. Si sente molto il calcio a Jesi, c’è un po’ il clima dell’Argentina. Prima di venire avevo parlato con il mister e mi è piaciuto da subito il progetto, che ho sposato in pieno».
Quale è al momento la tua condizione fisica e come ti stai inserendo nei meccanismi difensivi anche se, buttato nella mischia, te la sei sempre cavata molto bene?
«Ho effettuato la preparazione in Piemonte alla Pro Dronero. È ovvio che mi mancava qualcosina a livello fisico per stare al top ma sto lavorando per arrivarci a breve, anche perché a noi argentini ci piace andare sempre al massimo, quello che noi chiamiamo “garra”. In squadra mi sono trovato molto bene, anche se ho giocato solo poche gare, debuttando a Fabriano alla seconda giornata. A Jesi poi, ho trovato un altro argentino, Grillo. Lui invece è alla prima esperienza in Italia, e mi fa molto piacere poterlo aiutare per inserirsi al meglio».
Come hai trovato invece il livello del torneo e soprattutto quello degli attaccanti?
«Ho l’impressione che l’Eccellenza Marche sia di altissimo livello, molto più duro di quello piemontese o calabrese. Ho trovato attaccanti molto forti e squadre ben organizzate. Anche noi comunque abbiamo giocatori validissimi, penso ad esempio a Iori, un attaccante fortissimo».
Hai un sogno nel cassetto?
«Il mio sogno è quello di diventare un calciatore professionista e poter andare più avanti possibile, magari ripercorrendo lo stesso percorso di mio fratello, già da alcuni anni nel professionismo. Ho giocato sempre a calcio sin da piccolo, e questo è sempre stato il mio desiderio».
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