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Jesi / ‘Cordate’ sparite simili a telenovele

Sembrava che tutto dovesse cambiare, invece….!! Jesi meriterebbe tanto e molto di più ma teniamoci stretto quello che abbiamo

JESI, 18 luglio 2024 – Nel giorno in cui la Jesi Basket Academy ufficializza il rinnovato rapporto con lo sponsor General Contractor, all’indomani della ufficializzazione delle aventi diritto ai vari campionati di serie B e C nazionali di pallacanestro (Taurus basket Jesi) e dei rispettivi gironi di appartenenza e all’indomani della presentazione ufficiale da parte della Jesina calcio della domanda di ammissione alla categoria superiore (Eccellenza), è doveroso, sicuramente logico, domandarsi quello che doveva o poteva essere, ma non è stato, in base alle varie iniziative ed interventi di singoli soggetti o di ‘cordate’, e che fine hanno fatto.

Interventi veri o presunti materializzatesi, e poi scomparsi, nell’ottica di portare novità e forze fresche sotto l’aspetto economico finanziario, sia nel settore del basket e non solo.

Da mesi avevamo posto all’attenzione dell’opinione sportiva jesina l’intenzione di qualche personaggio impegnato e propostosi per sostituire o addirittura creare delle situazioni alternative alle attuali compagini societarie presenti nel territorio jesino: acquisizione del titolo sportivo, creazione di un soggetto sportivo alternativo acquisendo titoli sportivi altrui per poi trasferirli nel nostro territorio.

Abbiamo sempre parlato, intervistato e pubblicato le opinioni dei vari personaggi preposti per capire la situazione, alcuni ci hanno messo la faccia, e di questo va loro dato atto perché poi sono sicuramente i primi e gli unici a risponderne, mai abbiamo avuto la possibilità di far conoscere i nomi di chi stava alle loro spalle, leggasi imprenditori, sempre rimasti dietro le quinte, che li avevano mandati in avanscoperta a nome e per conto del progetto.

Vista la conclusione ci è sembrata una sorta di telenovela arrivata alla fine senza concretezza alcuna, che forse non c’era neanche al momento che l’iniziativa ha preso campo per mancanza di idee specifiche, finalità, condivisione.

C’era veramente un progetto? C’erano i presupposti e le condizioni minime indispensabili per poterlo perseguire? Dove sono finiti gli imprenditori di cui tanto si è parlato che avevano paventato risorse nuove e programmi futuristici per lo sport jesino?

La situazione dello sport jesino e delle società che lo rappresentano è chiara a tutti. Come è chiara la situazione delle strutture sportive obsolete ed in parte anche inesistenti nel territorio del Comune di Jesi.

E’ altresì chiaro, a questo punto, che si va avanti con le attuali compagini societarie in primis la pallacanestro, tutta a capitale di figure e società non del territorio, ed anche del calcio, con l’attuale Jesina da poco trasformata da Asd a Srl.

Insomma la cordata o le cordate, invisibili, hanno avuto vita breve forse perché con basi poco solide e con capitali non adatti per poter concretizzare gli obiettivi, oppure perché i tanti personaggi ed imprenditori che si volevano far credere coinvolti in realtà non erano proprio pronti al coinvolgimento.

E’ ovvio che Jesi meriterebbe di più, è ovvio che i Latini (Alfiero e Leopoldo), i Polita, i Bartera, i Tardioli, i Cerioni, i Liera, quelli conosciuti dalla nostra generazione, non esistono più, ma è anche ovvio che i bei tempi del coinvolgimento quasi totale di tutto il mondo imprenditoriale locale è solo un lontano e piacevole ricordo.

Conclusione: teniamoci stretto, magari a volte associandoci all’espressione “non vedo, non sento, non parlo” e cioè ignorando deliberatamente qualcosa, quello che abbiamo anche se è logico pretendere sempre chiarezza, il meglio ed il massimo.

(e.s.)

©riproduzione riservata

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