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Calcio / Prima Categoria, la Cingolana SF non riesce a vincere in casa: l’analisi degli addetti ai lavori

In due stagioni, i biancorossi hanno solo vinto 3 partite in casa su 21 giocate: le opinioni dell’ex Schiavoni, dell’allenatore Pispicia, del giornalista Massaccesi e del tifoso Violini

CINGOLI, 29 novembre 2023 – La Cingolana SF non sa più vincere allo “Spivach”. Da quando è tornata in Prima Categoria, infatti, la squadra del “Balcone delle Marche” in casa ha vinto solamente 3 partite su 21 giocate in un anno e mezzo. Ma perché i cingolani fanno fatica a conquistare i tre punti sul campo di casa? Lo abbiamo chiesto ad alcuni addetti ai lavori, tra ex giocatori della squadra, allenatori, tifosi e giornalisti.

I dati

Tra la stagione 2022-2023 e la 2023-2024 la Cingolana SF ha disputato 21 partite in casa. Lo score complessivo parla di sole 3 vittorie (14% complessivo), 9 pareggi e 9 sconfitte, compresa quella nei play-out contro il Montecosaro che ha decretato la retrocessione con due risultati su tre a disposizione per la salvezza.

I tre successi sono stati contro Montemilone Pollenza, Caldarola e Montecosaro nel 22-23. In questa stagione, poi, nelle prime 6 sfide giocate in casa i biancorossi di Ruggeri non hanno ancora vinto, con i pareggi contro Urbis Salvia, Camerino e Montemilone Pollenza e le sconfitte contro Vigor Montecosaro e Pinturetta Falcor. Soprattutto a Cingoli la squadra riceve il pieno sostegno dei sostenitori dell’Inferno Biancorosso, che più volte, grazie al loro calore, hanno trascinato i biancorossi alla conquista di punti importanti. 

Le risposte alla nostra domanda

Come mai la Cingolana SF non riesce ad essere incisiva in casa? Abbiamo fatto questa domanda all’ex giocatore Francesco Schiavoni, ora alla Polisportiva Victoria di calcio a 5, all’allenatore Piero Pispicia, responsabile del settore giovanile del Montemilone Pollenza, al giornalista del Corriere Adriatico Leonardo Massaccesi e al tifoso Daniele Violini.

L’ex Schiavoni

Posso parlare dell’anno scorso – spiega Schiavoni -, perché quest’anno ho visto solo una partita in casa: per me è una sofferenza, perché anche solo mettendo piede allo ‘Spivach’ mi verrebbe voglia di tornare a giocare. Avevamo buttato via dei punti per nostre ingenuità, ma per fare gol su un campo grande come quello di Cingoli bisogna provare a giocare la palla. A Staffolo, ad esempio, si gioca su un campo di dimensioni differenti e con qualche pallone sporco potresti avere qualche occasione in più. Allo ‘Spivach’ bisogna avere una buona manovra e non è facile nel girone C, perché le squadre sono abbastanza agguerrite. C’è tanto equilibrio e non è facile prevalere nel gioc”.

“Mi auguro – prosegue l’ex numero 4 dei biancorossi – che questa ‘maledizione’ venga presto spezzare e che giocare in casa diventi l’arma in più della Cingolana SF: il campo amico deve aiutare a fare qualche punto in più e da due anni questo non sta succedendo. Il gruppo di quest’anno è formato da ragazzi che danno il massimo: il risultato può essere a volte positivo e a volte negativo, ma a livello di impegno non si può dire nulla alla squadra. Non ci sono primedonne e tutti hanno bisogno di essere sostenuti: spero che alla lunga questo aspetto possa dare i suoi frutti”.

L’allenatore Piero Pispicia, responsabile tecnico del Montemilone Pollenza

Quest’anno – commenta, invece, Piero Pispicia, ex allenatore della Cingolana SF ora responsabile tecnico del settore giovanile del Montemilone Pollenza – ho visto due partite e la mia sensazione è che i biancorossi giocano un buon calcio ma pagano a caro prezzo ogni errore che fanno, dettato da parecchia inesperienza. In fase di possesso la squadra ha delle idee, si vede benissimo: Ruggeri sta portando avanti un lavoro di livello, per quanto ho visto nelle due sfide in cui ero presente. Sabato contro il Montemilone la Cingolana ha pagato due disattenzioni e poteva anche perdere la partita qualora Bartolini avesse segnato l’1-3. I cingolani non mollano e stanno dentro il match, nonostante le difficoltà. Le vittorie non si devono ottenere solo con il bel gioco, anzi, ma questa formazione ha un’identità precisa. Le potenzialità per una salvezza tranquilla ci sono, a patto che si riescano a limare gli errori commessi, soprattutto in fase di non possesso”.

Il giornalista Leonardo Massaccesi e il tifoso Daniele Violini

“Quando si gioca – commenta il giornalista Leonardo Massaccesi del Corriere Adriatico e storico speaker dello ‘Spivach’con 4 ragazzi del 2004 (come contro il Montemilone Pollenza) e in panchina altri 6 giocatori di età compresa tra il 2002 e il 2006, qualcosa si paga sul piano del gioco e delle occasioni da gol. Quest’anno il campionato si è alzato di livello e tutte le squadre si sono rafforzate. Ci sono squadre che scendono in campo con 10 trentenni, per non parlare dei ricambi. In casa si soffre perché bisogna fare gioco con più intensità rispetto alle gare esterne e gli avversari tendono a chiudersi. Comunque anche nelle partite perse la Cingolana è stata sempre viva fino all’ultimo minuto. Mettiamoci pure alcuni episodi sfavorevoli che hanno determinato il risultato finale. La politica adottata dalla società è quella giusta, cioè fare crescere i giovani locali (avendo un bel settore giovanile), tenendo d’occhio l’obbiettivo salvezza”.

“Secondo me – spiega il tifoso Daniele Violini, che ha anche giocato nella Cingolana a livello giovanile – ci sono due fattori. In casa, specie dopo una rete a favore, c’è un calo di concentrazione. In difesa, inoltre, il portiere Emiliani non viene aiutato: sui calci piazzati e sui corner, in particolare, i giocatori si parlano poco”. La parola ora spetterà al campo: dopo la trasferta di Porto Recanati, arriva in casa il 9 dicembre la Settempeda, un derby sentito contro l’attuale capolista del girone C di Prima Categoria.

Giacomo Grasselli

©riproduzione riservata

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