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Tennis / Jennifer Ruggeri vuole salire ancora in classifica

Un 2025 al best ranking, numero 313, ma la jesina può ancora migliorare e punta a fare progressi anche sul cemento

JESI, 15 Gennaio 2026 – Jennifer Ruggeri chiude il 2025 col best ranking, ma non vuole certo fermarsi.

La ventiduenne jesina dopo quattro titoli ITF ha terminato lo scorso anno al numero 313 al mondo ma vuole crescere ancora, magari entrando nel tabellone principale di uno Slam.

“È stato un anno sicuramente molto positivo, perché si è concluso nel migliore dei modi. Inaspettato”, sottolinea.

L’inizio, però, non è stato dei più semplici. O no?

“Vero. Ho fatto un po’ fatica, difficoltà nel trovare  continuità, sia in campo che fuori. Vivevo un po’ nel caos, diciamo così”. 

Il caos di una giovane professionista che gira l’Europa con una valigia e una racchetta, che deve gestire tornei, viaggi, aspettative.

Come è arrivata la svolta?

“Lentamente, con l’aiuto del mio team, Alice (Savoretti, coach MTA Jesi), del mio mental coach Paolo (Ticà) e di Massi (Massimiliano Albarella, titolare MTA con Moris Coppari e coach) abbiamo trovato quello che poi si è rivelato un equilibrio”.

Come ci siete riusciti?

“Lavorando su me stessa, più fuori dal campo che dentro. E sicuramente questo ha agevolato tutto il resto”.

Da quel momento, i risultati hanno parlato decisamente chiaro: quattro titoli ITF conquistati, un bilancio di 41 vittorie e 21 sconfitte nel singolo, e soprattutto quel numero che vale più di tutti: 313 WTA, il suo best ranking raggiunto a fine anno.

Quest’anno ha portato anche un’importante novità: la presenza più costante di Daniele Silvestre, coordinatore del settore tecnico femminile FITP.

Quanto è stata importante la sua presenza?

“Sicuramente sapere che c’è, più che in passato, a noi del settore femminile ci stimola molto. La sua visita a Jesi è stata un momento significativo. É venuto per vedere come stavano andando gli allenamenti, parlare della mia programmazione, dei futuri tornei, in sintesi per avere un confronto non solo con me ma con i miei allenatori e tutto il team. Mi ha trovata in buone condizioni, e questo mi ha aiutata. Io ho molta stima nei suoi confronti: è come se la squadra si sia allargata”.

Con Alice Savoretti, l’allenatrice che ha affiancato Massimiliano Albarella, su cosa state lavorando?

“Sull’essere costanti e continui. Non parlo di risultati o vittorie, perché credo che quelle siano una conseguenza. Parlo del continuare a fare un lavoro sempre su se stessi e a provare a trovare quella serenità alla fine dell’anno sono riuscita a ritrovare. 

Dal punto di vista del gioco, mi reputo aggressiva in campo e preferisco giocare sulla terra. E proprio qui nasce la prossima sfida: il cemento. Ci stiamo adoperando perché io riesca a giocare bene anche sul veloce. Sicuramente i primi tornei dell’anno magari inizierò sulla terra, ma andando avanti, alzando il livello, devo mettermi in testa che devo giocare su quella superficie, e che ci posso riuscire con profitto”.

©riproduzione riservata

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