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PALLANUOTO SERIE B / La Jesina è in quarantena ancor prima di cominciare

La società leoncella chiederà agli organi Federali di sospendere le retrocessioni. Se non verrà accolta potrebbe maturarsi l’idea di un ritiro

JESI, 7 febbraio 2021 – Un giovane della pallanuoto Jesina è risultato positivo al tampone rapido e venerdì sera il team leoncello è stato costretto a stoppare gli allenamenti che erano ripresi in vista delle gare di campionato fissato per il 20 febbraio.

Tutta la squadra si è sottoposta a tamponi che fortunatamente hanno dato esito totale negativo ma la Asur ha deciso ugualmente di mettere tutti i componenti della squadra in quarantena. 

Inizio di campionato a rischio? Forse no perchè da oggi al 20 febbraio il tempo è abbastanza lungo ma a rischio è la veridicità del campionato.

La squadra infatti non si allena e arriverà a ridosso della gara, trasferta di Pescara, senza allenamenti e preparazione.

Il dilemma che campeggia su tutto e tutti non è secondario.

Un dilemma che tra i dilettanti è generale e comune: ma chi lavora è disposto a rischiare un’altra quarantena?

Il ragazzo positivo sta comunque bene, e questo è quel che di più conta, ha lievi sintomi ma sembrano supportabili e superabili. Tutti quelli in quarantena stanno bene!

Oggi, parlando di partita e di agonismo, l’under 16 della Jesina giocherà a Moie un torneo contro Moie e Perugia. Alcuni compagni del giocatore positivo della Jesina, per precauzione, non sono stati convocati.

In casa leoncella tutti si interrogano sul da farsi. Va detto che nel campionato di serie B sono previste le retrocessioni e Jesi non ci sta.

Nei prossimi giorni saranno interessati gli organi Federali e l’idea del club è di chiedere di sospendere le retrocessioni. Se questa proposta non sarà accettata valuteranno anche l’idea di ritirarsi e magari ripartire dalla serie C.

Dalla società ci hanno detto: “Credo che sia giusto tornare a giocare nella massima sicurezza possibile anche se è chiaro a tutti che il rischio zero non esiste però le società sportive non vanno massacrate. E’ assurdo: ci sono società che chiedono di giocare in casa propria, in vasca più corta, per non andare incontro a spostamenti massacranti e poi non viene accetta la deroga della non retrocessione in una situazione di emergenza come quella che stiamo attraversando”.

Insomma il Covid colpisce tutti. Da più parti, e soprattutto dagli addetti ai lavori, specialmente e soprattutto nel mondo dilettantistico, si alza sempre di più la voce di non giocare e rimandare tutto a dopo l’estate 2021.

Possibile che nessuno riesca a prendere una decisione ferma e netta?

(e.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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