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Ciclismo

Ciclismo / Agugliano, al via ‘l’impestata’ una sfida con se stessi

Non tanto con il cronometro ma per capire fino a che punto arriva la passione per la bici. Una fondo non competitiva di 190 km divisi su 4 percorsi che costituiscono il tracciato

AGUGLIANO, 4 aprile 2024Appuntamento domenica prossima 7 aprile ad Agugliano per la prima dell’Impestata.

Una fondo non competitiva con partenza alla francese in un percorso costituito da quattro circuiti diversi da affrontare in ordine cronologico. L’arrivo di ogni percorso ad Agugliano. I ciclisti che completeranno l’intero percorso copriranno 190 km per 3900 metri di dislivello.

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Il primo anello misura km 65, il secondo km 58, il terzo km 55, l’ultimo km 23.

L’organizzazione a carico del Pedale Aguglianese del presidente Gianluca Biondi in collaborazione con la Fci Marche. Premi per tutti ed anche per il ciclista che coprirà solo parte del percorso completo.

 Impestata, sinonimo di duro!

La storia di questo evento e di come è nato narrata da Emanuele Serrani e Alessandro Santoni. I due hanno scritto: All’alba del nuovo secolo, due ragazzi della zona si divertivano a farsi staccare nelle gare del calendario italiano “dilettanti”: erano gli anni dei vari Visconti, Nibali, Riccò, ecc ecc che imperversavano nelle nostre categorie in gare corse dal primo all’ultimo chilometro sempre con il coltello tra i denti. Fu durante gli allenamenti di quelle stagioni che venne fuori l’idea folle di poter organizzare un giorno una gara per vendicarci di tutte le tirate di collo prese in quegli anni: una gara talmente dura da far passare la voglia di correre anche al più forte del gruppo! Ma i tempi non erano ancora maturi: non eravamo ancora in grado di organizzare una gara simile! Tra l’altro fino ai primi anni 2000, non si sa perché, le Marche erano considerate una regione facile da pedalare, senza salite particolarmente impegnative. Ovvio: nella nostra regione non abbiamo le Dolomiti, lo Stelvio o lo Zoncolan, ma per noi che ci allenavamo su queste strade, insomma proprio semplici non ci sembravano. Il primo ad avere un’intuizione fu il funambolico Gaetano Gazzoli, che ebbe la brillante idea di spostare l’arrivo del GP Capodarco lassù in cima all’ormai celebre Muro. Poi pian piano fu tutto un fiorire di strappi, strappetti e muri, spesso dalle pendenze in doppia cifra, tant’è che ad un certo punto se ne accorsero anche gli organizzatori del Giro e la Tirreno e nacque la leggenda dei Muri Marchigiani! Ecco allora che, in questo contesto di bici superleggere e super performanti, con rapporti che ormai consentono di scalare anche i muri di casa, dove il nome Marche è associato sempre più all’idea di salite brevi ma durissime, e dove tutti noi ciclisti cerchiamo nuove sfide, ci è passato per la testa un flash: un ricordo accantonato per molto tempo. E allora, trovata la formula giusta, abbiamo deciso di rispolverare quella vecchia idea a cui, a dirla tutta, avevamo anche dato un nome: l’impestata”.

Lo scorso anno ci fu una prova generale di quello che accadrà domenica e l’attesa sta per finire!

(e.s.)

©riproduzione riservata

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