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Calcio

Promozione / Fenucci si mette di nuovo in discussione: “dobbiamo mantenere la categoria”

La matricola si è affidata ad un allenatore esperto ma ancora motivato: “a Bonacci non potevo dire di no, sento ancora di poter dare tanto”

CASTELFERRETTI, 27 luglio 2023 – Gianluca Fenucci  alla guida della US Castelfrettese.

Un ritorno per il mister chiaravallese dal sapore di rivalsa e con l’obiettivo di voler far bene per la prossima stagione 2023/24 nel campionato Promozione, ritrovando inoltre il presidente Bonacci.

Nonostante una trentennale carriera sui campi da calcio e nonostante i numerosi impegni su vari ambiti, mister Fenucci ha ancora qualcosa da dire e soprattutto da trasmettere.  

 

Castelfrettese – il presidente Bonacci e il diesse Tittarelli

Partiamo dal principio: cosa l’ha spinta ad accettare questa ulteriore sfida, in quanto si tratta di una squadra neo promossa?

“Il motivo principale per il quale sono tornato a Castelferretti ha un nome, Augusto Bonacci. A lui è quasi impossibile dire di no. Dopo 30 anni stavo valutando  l’ipotesi di fermarmi per un po’, perché se fatto con serietà e passione questo è un mestiere appagante ma altresì usurante. È successo che la società ha avuto problemi con il loro ex allenatore che tra l’altro conosco bene perché è stato un giocatore che ho allenato  a Jesi. A quel punto Bonacci mi ha contattato e mi sono sentito in dovere di accettare a causa della lunga amicizia e rapporto di stima maturati prima come compagni di squadra, poi a Castelferretti dove lui era direttore sportivo e io allenatore nonché nella stagione fortunata a Jesi sempre nei ruoli prima citati.  Con queste premesse e sapendo l’ambiente che avrei trovato qui a Castelferretti, non potevo certo tirarmi indietro. Ed eccomi qua, pronto ancora a rimettermi  in gioco e a dare il massimo”.

Magari spinto anche da un desiderio di rivalsa, dopo un anno difficile: prima l’esonero dall’Osimo Stazione e successivamente il proseguimento non proprio come sperato in Eccellenza con il Marina.

“Quella scorsa è stata un’annata strana e difficile. Ad Osimo avevamo in due anni costruito una bella realtà. Poi ad un certo punto il Presidente è voluto intervenire, e a mio avviso senza alcun presupposto dato che la squadra complessivamente non andava male. Poi c’è stata l’occasione a Marina, una bella esperienza anche se pure quella sfortunata.  Ma non rinnego nulla, nella vita faccio tesoro di tutto ed ora riparto spinto da una grande motivazione ritrovando oltre Bonacci, un ambiente a me familiare e tanti vecchi amici. Quindi le premesse direi che sono buone: l’affettività non è l’unico fattore che conta ma è indubbiamente importante nei lavori di squadra come questo”.

Una squadra molto giovane e pure con diversi under inseriti. Ci sarà ancora qualche altro innesto prima della chiusura del mercato? Come sarà in pratica  la nuova Castelfrettese?

“Partiremo con molti giovani inserendo intanto Sampaolesi, giocatore d’esperienza seppur reduce da un grave infortunio avuto la scorsa stagione. Inoltre Simone, un difensore da me già seguito. Ma i giovani e giovanissimi presenti, di cui molti del posto aggiungo, sono tutti validi e dalle buone abilità tecniche come ad esempio Ginesi, ex Matelica. Una squadra insomma  da scoprire e da far crescere con entusiasmo  e serenità, senza troppe pressioni”.

La stagione ormai alle porte si preannuncia impegnativa, date le numerose squadre locali presenti. Quali sono i vostri obiettivi? Che tipo di campionato vi aspettate?

“Dobbiamo mostrarci umili ma sfrontati e coraggiosi. I giovani in particolare lo devono essere. Lo sport inoltre è fatto per sognare e migliorare, non si deve scendere in campo con la paura. È chiaro che sarà un girone importante, molto vicino all’Eccellenza come qualità data la presenza di squadre come la Biagio, Marina, Portuali, Fabriano, Gabicce Gradara, Moie e Vigor Castelfidardo tanto per fare alcuni nomi. Ma non pensiamo troppo agli altri, ora è il momento di iniziare a costruire un gruppo senza porsi limiti. A me interessa vedere dei ragazzi motivati, attenti e appassionati. La Castelfrettese, comunque, ha vinto due campionati consecutivi  e vanta un passato anche in serie D,  quindi ha una storia e un’identità all’interno del calcio marchigiano e queste meritano di essere rispettate quantomeno con un mantenimento di categoria. Persone che lavorano con me quali Glauco Simonetti il preparatore atletico o Gambadori e Bachieca, gli allenatori dei portieri sono tutti vecchi amici e collaboratori di cui mi fido molto e sono certo che daranno una grossa mano”.

In una recente intervista ha asserito che in questo ambito spesso non vengono riconosciuti i meriti ma vanno avanti gli allenatori e quelle figure che portano più sponsor, a scapito quindi della qualità. Un’ annotazione piuttosto forte..

“Non amo criticare, premetto. Ma è vero che faccio parte di quella schiera, forse più di vecchio stampo data l’età anagrafica, con un’impostazione ben precisa, ad esempio: se fossi il presidente di una società penserei in primis ad un allenatore che abbia qualità e non che abbia sponsor. Non sono mai andato avanti grazie a procuratori ma pensando solo a lavorare al meglio. Attualmente, almeno, alleno guadagnando meno di prima ma va bene uguale, fa parte del gioco altrimenti te ne esci. Non critico tanto gli allenatori ma piuttosto alcuni dirigenti che si ritengono molto competenti per poi in realtà perdersi in cose che con il calcio e lo sport non c’entrano nulla. Sono convinto che il vero allenatore vincente è colui che riesce a costruire qualcosa al di là di promozioni o meno. Se ad esempio, sei l’allenatore del Lecce e salvi la squadra a mio avviso sei un vincente…”.

È molto impegnato anche in altri ambiti oltre lo sport, come riesce a conciliare tutto e quanto pensa di poter dare, ancora?

“Se ho proseguito il mio cammino nel calcio è perché è la mia passione. Chiaramente qualcosa dovrò tralasciare. Hai ragione, sono impegnato in tante cose ma alcune non posso evitarle come il ruolo di insegnante nelle scuole. Su altri ambiti come la politica o altro dovrò limitarmi in qualche modo. Ma il massimo impegno ora è tutto rivolto a questa nuova avventura a Castelferretti. Darò tutto me stesso, ho ancora intenzione di crescere, migliorare e fare bene. Eh no, Gianluca Fenucci non ha ancora terminato il suo impegno con il calcio. Sento di poter ancora dare”.

©riproduzione riservata

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