La presentazione del volume di Alex Campanelli si tiene martedì 29 novembre al “Fratelli di Luppolo” di Senigallia.
Un periodo quasi mai citato, ma che anche gli juventini non dovrebbero dimenticare
SENIGALLIA, 27 Novembre 2022 – Senigallia ospita la prima presentazione al pubblico di un libro dedicato al periodo buio della Juventus, quello dopo lo scandalo Calciopoli.
A scriverlo è stato un giovane senigalliese, Alex Campanelli, che sarà ospite nel locale “Fratelli di Luppolo” nel centro storico della città martedì 29 novembre, alle ore 19 (ingresso libero), per presentare il suo recente “Espiazione Juve. Il quinquennio buio della Signora”, che può vantare la prefazione di una firma storica del giornalismo italiano, Roberto Beccantini.
A dialogare con Campanelli i giornalisti del Resto del Carlino Nicolò Scocchera ed Andrea Pongetti, quest’ultimo anche collaboratore di Vallesina Tv.
Si è parlato tanto, da vari punti di vista, di Calciopoli, poco o nulla del dopo: Campanelli, di fede juventina, ha voluto farlo raccontando il periodo 2006-2011 della Juventus, quello lontano dai successi, con prima un’annata in serie B per decisione della giustizia sportiva e poi, dopo l’immediato ritorno in A, le fatiche, con allenatori e giocatori cambiati di continuo e risultati ben lontani dai fasti di poco tempo prima.
Sono passati relativamente pochi anni, ma rileggere i nomi di alcuni giocatori/meteore di quel periodo (Kapò, Boumsong, Andrade) susciterà i ricordi in particolare dei tifosi juventini, ma “Espiazione Juve” è decisamente un libro per tutti gli appassionati di calcio: una riflessione sulle difficoltà che anche una società storica, priva delle problematiche economiche di tanti altri club, può trovare nel ripartire improvvisamente (quasi) dal principio, come se la tradizionale abitudine a vincere (“che è l’unica cosa che conta”, frase che la vulgata attribuisce proprio al mondo Juve) si perdesse improvvisamente, tra l’incapacità di azzeccare le scelte societarie e tecniche e la perdita di alcuni giocatori cardine.
“Non sono anni di vittorie – sottolinea l’autore senigalliese – ma credo siano comunque un capitolo della storia bianconera da non dimenticare. Per questo ho deciso di raccontarlo”.
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