Biagio Nazzaro
Promozione / Biagio Nazzaro-Jesina, il ritorno di Gianluca Fenucci al “Carotti”: “Per me è più di un luogo sportivo”
Dopo 13 anni torna a Jesi da avversario sulla panchina dei biagiotti: “La Jesina è una parte fondamentale della mia vita. Il momento più bello? La finale play-off contro il Piano San Lazzaro. Non sta bene in Promozione: la squadra ha superato le difficoltà e ora vola sulle ali dell’entusiasmo. Noi della Biagio Nazzaro cercheremo di fare risultato: abbiamo delle difficoltà, ma ci servono punti per migliorare la classifica
CHIARAVALLE, 24 gennaio 2025 – Le strade di Gianluca Fenucci e della Jesina si incrociano di nuovo dopo 13 anni. Da quel 27 novembre 2011, Jesina-Notaresco 0-1 per la 13^ giornata del girone F di Serie D, ne è passata di acqua sotto i ponti. La Jesina, nonostante l’interruzione del rapporto con il tecnico chiaravallese, riuscì a salvarsi dopo quel campionato, ma 13 anni dopo si ritrova in Promozione, nel punto più basso della sua storia centenaria.
Gianluca Fenucci, invece, dopo aver allenato Biagio Nazzaro, Fermana, Montegiorgio, Fabriano Cerreto, Urbania, Osimo Stazione, Marina e Castelfrettese, è tornato a Chiaravalle dallo scorso novembre 2024. E domenica prossima, 26 gennaio 2025, la Jesina e mister Fenucci si ritrovano, nuovamente, allo stadio “Carotti di Jesi”.
“La Jesina è una parte fondamentale della mia vita. Avrei voluto riabbracciare i tifosi: con loro un rapporto leale, privilegiato e d’umanità”
Non sarà una partita come tutte le altre per il tecnico rossoblù. “Beh certo, tornare mi farà una certa impressione – ammette l’allenatore dei biagiotti – perché sono passati più di 13 anni e la Jesina è una parte fondamentale della mia vita, non solo sportiva ma anche sociale, visto anche che insegno scienze motorie al Liceo Scientifico “Da Vinci” di Jesi. Ho vinto un campionato da calciatore nel 1993-94 con altri ragazzi bravi, guidati da mister Venturini: calciatori eccezionali come Tacchi, Piattella, Morreale, mio fratello Giovanni, Paoletti e Micheloni. Sarebbe ingeneroso continuare a far nomi perché erano tutti splendidi.
Poi, da allenatore, ho allenato la Jesina nel 1999-2000 in Serie D e ottenemmo una splendida salvezza, nonostante tante vicissitudini societarie. Poi, i tre anni più belli tra il 2009 e il 2011: il primo in Eccellenza con la vittoria e poi l’approdo in Serie D. Tornerò con tanto piacere e tanta emozione, perché il ‘Carotti’ è stato tanto per me. Ricordo una foto con i miei figli piccoli mentre mi stavo allenando da giocatori proprio nello stadio jesino: per me è stato più di un luogo sportivo”.
Un ritorno che, però, ha una nota amara. “Avrei voluto riabbracciare i tifosi – ammette Fenucci -, è l’unico rammarico che ho, a prescindere dall’esito della gara: so che probabilmente non ci saranno né “La Vecchia Macchia” né gli altri gruppi organizzati con cui avevo un rapporto leale, privilegiato e bello. Non ho mai avuto ruffianerie, ma hanno capito benissimo il lavoro che c’è stato e l’umanità che c’era tra noi”.

Fenucci saluta i giocatori nel giorno dello spareggio tra Jesina e Kras
“La vittoria contro il Piano San Lazzaro resta indimenticabile: quel gruppo era eccezionale”
Nella sua avventura alla Jesina la data da incorniciare è quella del 16 maggio 2010, finale play-off di Eccellenza. “Beh certamente quello è stato il momento più bello – spiega Fenucci -, con la vittoria dello spareggio contro l’Ancona che si chiamava Piano San Lazzaro al ‘Rocchegiani’ di Falconara. Un ricordo indimenticabile perché eravamo sfavoriti, dovevamo vincere a tutti i costi e ci siamo riusciti, tra le tantissime emozioni e con un pubblico eccezionale. Allenavo una squadra di grandissimi ragazzi, che hanno avuto la quasi totalità del merito di questo successo. Sono cresciuti di giorno in giorno, di domenica in domenica.
Ricordo l’inizio difficile: la società e il presidente Polita sono stati bravi ad avere la pazienza nella rosa, allestita ottimamente da Bonacci. I ragazzi hanno fatto il resto, con Strappini, Focante, Marcoaldi e Niosi, che è stato un po’ il simbolo di quel gruppo, il guascone della compagnia e il più serio quando si trattava di lavorare. Sono ragazzi eccezionali e fortunatamente ne alleno ancora uno, Tommaso Gabrielloni, con cui sono particolarmente legato”.
La Jesina oggi: “Non sta bene in Promozione, la storia merita categorie superiori. Hanno superato alla grande il periodo difficile”
Sembrano essere lontanissimi quei tempi, se torniamo all’attualità. “La Jesina in Promozione non ci sta bene – chiarisce senza mezzi termini il tecnico -, è un’aliena. Intanto ha una storia che deve consentirle di fare categorie superiori, ma a prescindere da questo secondo me in questa stagione ha una rosa più forte rispetto alle altre. Una formazione ben assemblata e ben allenata prima da Igor Giorgini, che è un mio amico, poi da Mirko Omiccioli. Una squadra di grandi giocatori non solo per la Promozione, ma anche per l’Eccellenza. Hanno avuto un periodo difficile, ma lo hanno superato alla grande.
Noi della Biagio Nazzaro verremo a Jesi per far risultato, è chiaro, ma non è il momento migliore perché stanno volando sulle ali dell’entusiasmo. Proveremo, però, a mettere loro qualche sassolino nelle scarpe, i bastoni tra le ruote, con tutti i piccoli problemi che stiamo avendo. Non sarà facile perché la Jesina è la squadra più forte, si sta riprendendo ed è destinata a un campionato di prim’ordine che culminerà quasi sicuramente con la promozione in Eccellenza”.

Gianluca Fenucci in una delle sue prime uscite come nuovo allenatore della Biagio Nazzaro
Qui Biagio Nazzaro: “Nonostante le lacune strutturali e le assenze, andremo a Jesi per fare risultato”
E la sua Biagio Nazzaro come affronta la gara del “Carotti”? “Stiamo bene da un punto di vista morale– spiega Fenucci -, dell’entusiasmo e di belle persone che fanno parte della squadra e della società. Purtroppo, però, ha dei problemi a livello di presenze e di infortuni fisici: la stagione è lunga e questi sono momenti in cui bisogna avere un organico. C’è qualche lacuna strutturale: mancano un attaccante e un centrocampista.
Mi preoccupano e mi fanno anche un po’ male alcune assenze. In primis quella di Cecchetti, che ne avrà ancora per un po’ e per noi è un giocatore molto importante sul campo e non solo, è sempre vicino alla squadra e questo mi fa piacere. Abbiamo perso due giovani molto importanti come Casagrande e Scheffer prima che arrivassi io ad allenare la squadra. Ci sono diversi altri giocatori che hanno problemi fisici e che in questi giorni non si allenano o si allenano a parte”.
“Io sono felice di allenare questa squadra – conclude -, compresi anche quelli che non sono al 100% della condizione, perché sono ragazzi con grandi valori: si è creato subito un clima sereno e molto costruttivo. Anche se giocheranno diversi giovani in più rispetto a quelli previsti dal regolamento, sono convinto che abbiamo ottimi calciatori che sanno dire la loro.
Ci presenteremo a Jesi senza pensare alle assenze e per fare bene: teniamo tutti a una partita del genere e abbiamo bisogno di punti, sia la Jesina che noi. Vogliamo proseguire il nostro momento di forma in campionato, migliorando ancora la classifica senza accontentarci di posizioni anonime e senza incorrere nei pericoli della bassa classifica. I punti sono importanti per tutti e quindi anche per noi”.
Corsi e ricorsi storici: Fenucci, Gabrielloni e Severini
Curiosamente, infine, da quel 26 novembre 2011 saranno della partita altri due personaggi oltre a Gianluca Fenucci: Tommaso Gabrielloni e Nicolò Severini, infatti, erano in campo in quel Jesina-Notaresco di Serie D e probabilmente saranno della partita anche domenica con la maglia della Biagio Nazzaro.
Gabrielloni sogna di salutare per l’ultima volta da calciatore il “Carotti”, come da lui dichiarato in sede di presentazione della sua nuova espierenza chiaravallese. Severini ha segnato nel match di andata ed anche l’autore dell’ultimo gol segnato dai biagiotti domenica scorsa contro il Marina. E Gianluca Fenucci che riabbraccia quella che è diventata la sua seconda città, Jesi: sarà una domenica indimenticabile per tutti, al di là del risultato.
Giacomo Grasselli
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