A raccontarcela l’attuale presidente onorario Mario Ceppi, per tantissimi anni il presidente ufficiale del club. Nel frattempo proseguono le iniziative e per domani 15 ottobre serata con Max Cimatti
JESI, 14 ottobre 2025 – “Sono nato il 12 settembre 1936, nel Comune di Maiolati Spontini”.
Così inizia il racconto di Mario Ceppi, a proposito auguroni!!!!, per tantissimi anni presidente della Spes Jesi ed oggi presidente onorario della stessa.
Ceppi ha praticamente vissuto da vicino e dal vivo tutto il lungo percorso della società cresciuta all’ombra del campanile della parrocchia ed insieme al quartiere San Giuseppe.
“Con la mia famiglia – continua Ceppi – ci siamo trasferiti a Jesi nel quartiere di San Giuseppe, in una casa adiacente la chiesa omonima nel novembre del 1947. Frequentavo i locali parrocchiali e ricordo il parroco di allora Don Arduino Rettaroli. Vi erano molti giovani aderenti alle associazioni parrocchiali e tramite loro venni a conoscenza delle attività che venivano proposte, comprese quelle di natura sportiva. Era nata nell’anno 1945 la US Spes Jesi”.
Cos’era la Spes? “In un primo tempo veniva praticato solo il calcio. Si andava a gareggiare presso la villa Baleani, dove i militari delle truppe di liberazione avevano improntato un campo di calcio. Fin da principio la Spes colse allori quando si incontrava con le squadre di estrazione politica quali la Marusca, la Mazzini, la Libertas, il Fronte della Gioventù e la stessa Fortitudo del Collegio Pergolesi. Successivamente vennero promossi ed organizzati dagli enti di promozione sportiva soprattutto dal CSI (Centro Sportivo Italiano) regolari tornei a cui la Spes prendeva parte; offrendo soprattutto ai giovani del popoloso e popolare quartiere di San Giuseppe l’opportunità di un sano divertimento”.

Spes, non solo calcio? “Dopo il calcio venne l’atletica: corse campestri e mezzofondo e a seguire il ciclismo. Tale disciplina sportiva venne sospesa nel 1960, quando per miracolo l’allievo Dino Fava non morì in uno scontro mentre era in testa ad Osimo su un circuito chiuso, investito da un’auto che procedeva in senso contrario rispetto alla corsa. Il malcapitato ciclista fu ricoverato all’Ospedale per 60 giorni al costo di 600 Lire al giorno. Oltre il danno materiale di avere la bicicletta distrutta, per la mancanza di un’adeguata assicurazione, i vertici della società pensarono che non fosse il caso di correre ulteriormente rischi così gravi e sospesero l’attività ciclistica”.

La formazione della Spes Jesi che ha vinto il primo campionato in 3° Categoria (1967)
Alla fine degli anni ’60 l’iscrizione alla Figc? “Ai primi di luglio del 1967 l’US Spes si affiliò anche alla FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) con relativa matricola federale n. 50180. Dal 1970 al 1992 la Spes organizzò annualmente, senza alcuna interruzione, il Torneo Notturno di Calcio presso il campo del Collegio Pergolesi. Le avvincenti sfide all’interno delle due categorie dei Cadetti e degli Amatori, formate da squadre aziendali e di quartiere, venivano seguite da un pubblico numeroso di oltre 1000 spettatori per serata. Nel 1975 prese avvio l’attività agonistica della Palla a volo Femminile, svolgendo all’inizio solo attività sportiva in seno al CSI, per poi affiliarsi alla FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) ottenendo nel tempo risultati importanti, come la meritata promozione al Campionato Nazionale di C1. Per mancanza di fondi ed assenza degli sponsor, si rinunciò alla promozione continuando a militare nelle categorie inferiori, fino a cessare l’attività nel 1995. Dal 1985 al 1990 alcuni giovani appassionati di Basket chiesero alla Spes aiuto e sostegno finanziario per poter intraprendere un’attività amatoriale in questo sport; procedendo alla regolare affiliazione alla Federazione Basket nazionale, partecipando per diverse stagioni sportive al campionato regionale di serie D”.

Caminada de San Giuseppe 2023
E venne l’intuizione della ‘Caminada di San Giuseppe? “Nel ricordare quanto già affermato in precedenza, la disciplina trainante praticata in seno alla Spes è stata sempre quella calcistica. Non va comunque dimenticata la tradizionale “Caminada de San Giuseppe”, iniziativa “fiore all’occhiello” della Spes per averla ideata e realizzata a partire dal 1980 grazie al parroco di allora Don Giuseppe Quagliani e al compianto Paolo Pirani, vera anima della Spes. Nella 43 edizione di quest’anno, hanno preso parte alla manifestazione circa 4000 persone. La manifestazione che cade all’inizio della primavera, viene vissuta da tutti, concorrenti e spettatori, come un momento gioioso di incontro tra interi nuclei familiari, scolaresche, gruppi sportivi associati, desiderosi soltanto di stare insieme riscaldati oltreché dal calore umano, anche da un tiepido sole primaverile”.
Spes Jesi al passo con i tempi? “La Spes sin dal 1967 si è dotata di un proprio statuto societario, regolarmente registrato, conforme alle disposizioni emanate dalla FIGC, nel pieno rispetto delle normative vigenti. Nel mese di giugno del 1999 la dirigenza di allora mise mano allo statuto, ritenendo necessario ed opportuno aggiungere alla denominazione sociale l’indicazione Jesi, specificazione necessaria in quanto altre società portavano lo stesso nome della Spes, come ad esempio la Spes Corinaldo e la Spes Valdaso. Fu assunta la seguente denominazione: Unione Sportiva Spes Jesi. Tale denominazione è stata ratificata dagli organi federali nazionali della FIGC e pubblicata sul comunicato ufficiale n. 11 del 30.09.1999 del comitato regionale Marche”.

Mario Ceppi festeggiato dai giocatori Lido Carbini, Giuseppe Gagliardini, Saviano Mecarelli e Gilberto Brecciaroli
Spes uno stile di vita ed i traguardi raggiunti? “La Spes è vissuta sempre e vive tutt’ora grazie al volontariato dei propri dirigenti e collaboratori, succedutisi nel tempo. Impossibile elencare tutti i loro nomi, dalla sua nascita sono trascorsi 80 anni che vengono oggi festeggiati con varie iniziative, proseguendo tutt’ora il suo cammino. Anni ricchi di prestigiosi traguardi sportivi raggiunti, ma ancora più ricchi di calore umano, di atti di solidarietà e aiuto reciproco, di entusiasmo e felicità assaporata per una vittoria, magari sofferta conseguita non solo per bravura del singolo, ma con il contributo di tutta la squadra. Sono episodi che rimangono nella vita di ognuno fino all’età adulta”.

Fra qualche giorno si festeggeranno gli 80 anni: il contributo di ognuno dei tanti giovani che sono passati per questa società contribuiranno a scrivere un film che resterà indelebile nella storia sportiva della città di Jesi? “Mi piace richiamare un saluto augurale natalizio dell’allora presidente del Comitato Regionale della FIGC prof. Paolo Cellini inviato a tutte le società calcistiche marchigiane: “Passo dopo passo costruiamo insieme la gioia di uno sport nella consapevolezza che vittorie e sconfitte sono episodi, luci e ombre che formano l’avventura e la bellezza del gioco e della vita”.
Evasio Santoni
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