Le falchette idilliache al Pala Giovanni Paolo II: 4-3 al Pescara e secondo scudetto conquistato

Pescara, 16 giugno 2025 – È di nuovo un falco a spiccare il volo più d’alta quota in Italia. L’Okasa Falconara batte 4-3 il Pescara e si cuce sul petto il tricolore. Il secondo della sua storia. Il Pala Giovanni Paolo II di Montesilvano rilascia il massimo verdetto della Serie A Fabless incoronando le ragazze di Giulia Domenichetti. Revansciste, mai dome, sorrette da un pubblico a un passo dal delirio. In una parola: storiche.
L’ennesima pagina indelebile della storia del club falconarese va in stampa a caratteri cubitali. Quelli che sottotitolano la fine illustre del ciclo presidenziale dell’uscente patron Marco Bramucci. Una Champions League, due Supercoppe italiane, due Coppe Italia. E ora due Scudetti. L’ultimo, quello di ieri, giudicato impronosticabile dai più. Arriva dopo aver superato con determinazione le sfide più dure, quelle da cui si riparte solo con programmazione, sostanza, caparbietà.
Dopo l’epopea del biennio 2021-2023 — culminata con il trionfo continentale dopo aver fatto incetta di trofei nazionali — la società si ritrova a un bivio, con l’iscrizione al campionato persino in bilico. Ma sceglie di ripartire, con oculatezza e condivisione, insieme alla sua gente. E da quella ripartenza prende forma una seconda gioia tricolore che chiude un cerchio di giottiana memoria. Il cerchio perfetto, che regala all’ormai, dichiarato, ex presidente un epilogo da strapparsi le vesti per la gioia.
I gol di Sestari (due, il primo da lancio del discobolo più che da futsal) ed Elpidio, le trame tarantolate di capitan Ferrara, la furia agonistica di Isa Pereira, l’eleganza di Cortes, la poliedricità di Balardin, le gomitate “d’autore” di Praticò. La perfezione scritta in quello stesso cielo da cui spiove il pallone del 2-2 fiondato dalla “Disum-Ana” . La rimonta annunciata porta all’abbraccio collettivo della sirena. Non c’è più separazione tra parquet e tribuna, tra giocatrici e tifosi, tra lacrime e sorrisi. Dal catino abruzzese rimane solo la consapevolezza di aver fatto qualcosa che resta. Perché vincere è difficile. Ma ricostruirsi — dal dubbio — e tornare a vincere, di più.
L’Okasa Falconara l’ha fa contro tutto e tutti, prendendosi lo scudetto più imprevedibile e, forse, proprio per questo, ancor più dolce di quello già presente in bacheca.
Una squadra trasformata in simbolo, figlia di un’identità mai persa: intensità, cuore, lotta. Ad immagine e somiglianza della sua traghettatrice, e del suo traghettatore.
Quando al minuto 39’47’’ Elpidio firma il 4-2, incide anche il suggello su una cavalcata destinata all’eternità. Il gol di Rozo in extremis accorcia il tabellino, non certo la distanza tra chi ha vinto e chi ha resistito.
Il resto è già storia. E come tutte le storie che valgono, si scrive con la “S” maiuscola. Come Scudetto. Falconara campione d’Italia. Ancora.
FINALE SCUDETTO SERIE A FABLESS
Pescara Femminile-Okasa Falconara 3-4 (2-1 p.t)
PESCARA – Mascia, Belli, Vanelli, Taty, DalMaz, Xaxho, Coppari, D’Incecco, Rozo, Di Sauro, Jessika, Valendino. All. Amparo
FALCONARA – Sestari, Isa Pereira, Elpidio, Cortes, Ferrara, Praticó, Gregori, Balardin, Ciccalè, Gaspari, Scoponi. All. De Rosa (squal. Domenichetti)
Reti: 1’28 Dal’Maz (P), 4’05 aut. Vanelli (P), 16’14 Taty (P), 27’21 Sestari (F), 30’06 Sestari (F), 39’47 Elpidio (F), 39’56 Rozo (P)
Arbitri: Colombin (Bassano del Grappa), Romano (Nola), Copat (Pordenone). CRONO: Filannino (Jesi)