Il duro comunicato della società fabrianese: “Un‘altra società di calcio a 5 ha preso possesso di uno spogliatoio del PalaFermi alla richiesta dell’arbitro di poterlo utilizzare abbiamo dovuto dare una risposta negativa in quanto quello spazio è di pertinenza esclusiva di un’altra società che ne detiene la chiave in maniera esclusiva. Il Comune? Risposte evasive”
FABRIANO, 13 novembre 2025 – Riceviamo e pubblichiamo la nota della Polisportiva Uroboro Calcio a 5 di Fabriano dopo la sanzioni per le condizioni dello spogliatoio del PalaFermi “non adeguatamente predisposte per l’accoglienza dell’arbitro”.
“La Polisportiva Uroboro si trova costretta a dover pagare una sanzione che, molto probabilmente, comprometterà alla società stessa la possibilità di concorrere alla vittoria della coppa disciplina che, tra le altre cose, consente di non dover pagare l’iscrizione al campionato successivo, a causa dell’inefficienza dell’ufficio sport del Comune di Fabriano.
Facciamo chiarezza: la Polisportiva Uroboro, che partecipa al campionato di calcio a 5 e disputa le gare interne al Pala Fermi, da anni denuncia sistematicamente mancanze in ordine di attrezzature, manutenzioni, sporcizia e temperature proibitive nella stagione invernale.
Di fronte a questi problemi l’amministrazione comunale se ne è lavata le mani affidando in maniera diretta, ormai da due anni a questa parte, le palestre cittadine per la durata di un anno con la possibilità ad altre realtà di prendere l’affidamento.
Peccato che alle parole e agli impegni presi dall’amministrazione non siano mai seguiti i fatti. Le palestre, infatti, sono state affidate arbitrariamente agli stessi soggetti scelti la prima volta in cambio di una cospicua somma di denaro utile a far fronte alle aperture, chiusure, piccole manutenzioni e pulizie. Cifre sufficienti, altresì, per assumere un custode e un’azienda di pulizia, come altre realtà fanno in altri impianti di Fabriano.
La Polisportiva Uroboro, sin da subito, ha fatto presente le criticità inerenti sopratutto alla pulizia del Pala Fermi dove gioca a Calcio a 5, tanto da dover pulire in proprio la palestra prima dell’utilizzo; differentemente, invece, non ha avuto mai alcun problema con le Mazzini, dove giocava la squadra di Basket. Infatti la palestra Mazzini, affidata alla Janus, era sempre tenuta pulita ed in ordine ed era sempre presente un loro tesserato per le aperture e chiusure giornaliere. Inoltre, era sempre presente, a fine giornata, una ditta di pulizie.
Questi problemi legati alla pulizia sono stati segnalati puntualmente via mail e Pec agli uffici e all’assessore preposto.
L’affidatario del PalaFermi, nonché altra società di calcio a 5 della città, da più di un anno, ha preso possesso di uno dei due spogliatoi riservati agli arbitri, facendolo diventare il proprio magazzino e sottraendolo alla disponibilità di tutti; tutto ciò
senza che sia stato mai chiaro se con un’autorizzazione scritta degli uffici comunali o meno.
Infatti, alla richiesta inoltrata agli uffici di competenza, sempre molto attenti ad ottemperare alla virgola il regolamento per la concessione degli impianti sportivi comunali, abbiamo sempre avuto risposte evasive.
Le nostre richieste sono state sempre argomentate dal rischio concreto di incorrere in sanzioni del giudice sportivo. E così purtroppo è stato.
Venerdì 7 novembre, infatti, alla richiesta dell’arbitro di poter utilizzare l’altro spogliatoio con la presa di corrente funzionante, abbiamo dovuto dare una risposta negativa in quanto quello spazio è di pertinenza esclusiva di un’altra società che ne detiene la chiave in maniera esclusiva e lo utilizza come magazzino.
Oggi quindi ci vediamo penalizzati e sanzionati per colpe non nostre, nonostante le innumerevoli richieste via Pec, telefoniche e agli incontri con amministratori e uffici. Ci chiediamo se, finalmente, dopo la penalizzazione che ci è stata inflitta, quello spogliatoio verrà nuovamente messo nella disponibilità di tutti e se chi ha ignorato le nostre denunce si farà carico di scalare la multa dalle già elevate tariffe che ci troviamo costretti a pagare per portare avanti la nostra realtà aggregativa”.
Come sempre Vallesina.Tv è aperta a pubblicare eventuali repliche dei soggetti menzionati.
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