L’ex bandiera dell’Aurora, il giocatore con più presenze in assoluto (367) con la maglia di Jesi, sta collaborando con persone legate al territorio per garantire un futuro stabile al basket
JESI, 25 gennaio 2024 – La “sua” EA7 Milano ha giocato domenica scorsa alla Vitrifrigo Arena di Pesaro, stritolando letteralmente la Carpegna Prosciutto (65-85). Un’occasione buona concedersi un giorno di riposo a casa sua, a San Marcello.
Stiamo chiaramente parlando della bandiera mai dimenticata del basket jesino Alberto “Lupo” Rossini, incontrato in città e con il quale ci siamo presi un caffè. Direttore Sportivo ormai da anni delle mitiche scarpette rosse di Milano, ha contribuito al rilancio del club più titolato d’Italia lavorando, con la caparbietà che a Jesi conosciamo bene, dietro la scrivania. Lo scorso anno è arrivato un altro scudetto, ma quest’anno la formazione di coach Ettore Messina (a proposito di monumenti nazionali) sta facendo un po’ più fatica e, se in campionato è comunque ancora tra le favorite, in Eurolega ancora non riesce ad ingranare.
Come mai queste difficoltà ‘Lupo’?
“Effettivamente siamo leggermente indietro rispetto alle aspettative, ma l’Eurolega è lunga e abbiamo la possibilità di rientrare, almeno per i play-in. Adesso stiamo recuperando i vari giocatori infortunati, vedremo la “vera” Olimpia al completo cosa sarà in grado di fare. Certo è che se avessimo avuto il roster al completo dall’inizio probabilmente staremmo parlando di altro”.
In Eurolega, anche se in questa stagione vanno alla post-season le prime 10, siete nelle condizioni di non dover sbagliare più niente…
“Vero. Abbiamo 4 partite decisive prima della Coppa Italia. Dovremo cercare di vincerne il più possibile per rientrare. In Eurolega ogni partita ha una storia a se ed è impossibile riuscire a fare dei pronostici”.
Abbiamo detto di Ettore Messina, allenatore tra i più vincenti del basket europeo e notoriamente molto pignolo. Com’è lavorare con lui?
“E’ molto stimolante. Sicuro il coach è esigente, prima con se stesso, figuratevi verso i collaboratori. Ma questo ti aiuta a crescere e migliorare, devi cercare sempre di prevenire quello che potrà succedere, quindi non puoi mai rilassarti”.
Visto il tuo ruolo di talent scout, sicuramente seguirai ancora le serie minori come la A2 e la nuova B nazionale, come giudichi il livello rispetto a quando giocavi tu?
“Sì, da quest’anno poi, con l’arrivo di Gianmaria Vacirca, abbiamo implementato il settore scouting del club. Mi dedico maggiormente a “scoutizzare” giocatori vecchi e nuovi che potrebbero essere ideali per il nostro coach ed il suo sistema di gioco. Quindi non si può tralasciare niente. Ovviamente la B Nazionale e la A2 non sono monitorate in maniera capillare come altri campionati europei o continentali, ma sono comunque nei nostri radar. Il livello della A2 e B Nazionale si è abbassato parecchio se si pensa ad alcuni giocatori passati da Jesi anni or sono, ma questo è un problema molto più ampio che ha radici in un sistema che va migliorato, a partire dai settori giovanili… non basterebbe un giorno per parlarne.”
L’estate scorsa si sono rincorse parecchie voci circa manovre di una cordata di imprenditori del posto per ripartire con una nuova società dalla A2. Quanto c’è di vero?

“L’idea è stata ed è attualmente molto concreta, tant’è che, per quanto ne so io, sono andati molto vicini all’acquisizione di un titolo a giugno scorso, cosa sfumata all’ultimo per vari motivi”.
Ma tu sei coinvolto?
“In effetti sono stato contattato. Mi è stato chiesto se fossi disponibile, da esterno, a sondare in amicizia per coinvolgere imprenditori, sfruttando il mio ruolo di ex bandiera del basket jesino e le competenze acquisite in questi anni trascorsi a Milano”.
Chi erano i tuoi interlocutori?
Non voglio entrare nei dettagli, non spetta a me. Si tratta comunque di imprenditori e professionisti seri. Gente credibile e con le idee ben chiare, per questo ho deciso di dare il mio contributo”.

Rossini e i giornalisti jesini
Ma, che tu sappia, ci sono ancora margini?
A quanto mi risulta il progetto non è affatto tramontato. Si sta lavorando sotto traccia per porre delle basi serie e concrete per creare una nuova realtà, diversa, che possa ridestare passione e interesse intorno alla pallacanestro a Jesi ed in generale allo sport jesino”.
Una società nuova o magari insieme all’attuale squadra che disputa la serie B nazionale?
“E’ stata la prima domanda che ho fatto anch’io… l’idea è quella di creare una nuova realtà, con nuove persone, legate al territorio e che vogliano intraprendere un percorso con un programma serio, credibile e soprattutto ‘sostenibile’, che possa garantire un futuro stabile al basket ed allo sport cittadino. Per questo ho dato la mia disponibilità”.
Lupo Rossini farà parte di questo nuovo progetto?
“Ho un contratto a Milano fino a giugno. Il mio coinvolgimento, come ho detto, era per dare un aiuto, sfruttando la mia esperienza, a creare le condizioni affinché questo progetto possa partire. C’è bisogno dell’aiuto di tutti. A Jesi c’è ancora grande passione per il basket e per lo sport in generale, penso che se tutti, imprenditori, amministratori locali e tifosi, mettessero il proprio mattoncino, grazie all’impegno delle persone che mi hanno contattato l’estate scorsa si possa ricreare quella magia che c’era al PalaTriccoli quando giocavo. Per me tutte le porte sono aperte…“-
Per il Lupo, intanto, ci sono un playoff Eurolega da conquistare e uno scudetto da difendere. In bocca al … Anzi, in culo alla balena!
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