Il capitano Santiago “Tato” Bruno della Jesi Academy Basket analizza la sfida con la Virtus Roma e guarda alla trasferta di Livorno
JESI, 22 gennaio 2026 – Reduce da una prestazione difficile ma anche di carattere contro la capolista Virtus Roma, la General Contractor Jesi ha sfiorato un’impresa che avrebbe avuto il sapore dell’epica rimonta.
Sotto anche di oltre venti punti, i marchigiani hanno reagito con orgoglio nell’ultimo quarto, mostrando intensità, personalità e spirito di squadra.
A commentare la prova e a guardare avanti verso la difficile trasferta di Livorno è il capitano Santiago “Tato” Bruno, punto di riferimento tecnico ed emotivo del gruppo.
Reduci da un’ultima prova impegnativa contro la capolista, con un’impresa solo sfiorata dopo essere riusciti a colmare oltre venti punti di gap e protagonisti di una rimonta notevole negli ultimi dieci minuti. C’è qualche rammarico?
“Sì, è vero, un’impresa sfiorata. Ma contro una squadra forte e attrezzata come la Virtus Roma, dopo essere stati sotto per tre quarti, non era affatto facile vincere. Siamo stati però bravi nell’ultimo quarto a reagire, aumentando l’intensità difensiva. Complessivamente credo che abbiamo disputato una buona partita: è vero, nei primi tre quarti gli avversari hanno avuto percentuali molto alte al tiro, ma nell’ultimo siamo tornati sul parquet con un’altra mentalità e la differenza si è vista. Purtroppo non è bastato. Ora dobbiamo ripartire puntando proprio sull’intensità e sulla mentalità mostrata nell’ultimo periodo.”
Analizzando più a fondo il match, come ha fatto notare, il quintetto capitolino si è mostrato granitico: forte fisicità, molta velocità e un gioco aggressivo, con grande presenza a rimbalzo e continuità sotto canestro per circa 30’. Poi, negli ultimi 10’, il cambio di rotta e l’inerzia ritrovata stavano facendo la differenza. Peccato per quel fallo nel finale…
“Negli ultimi 10’ abbiamo sbagliato davvero poco. L’avversaria aveva tutto da perdere ed è stato un rincorrere continuo fino agli ultimi due possessi. Avevamo costruito un buon tiro, purtroppo non realizzato; poi il fallo sistematico e i successivi tiri liberi concessi a loro hanno chiuso la partita. A quel punto eravamo praticamente allo scadere e non c’era più nulla da fare.”
Avete pagato di più una minore precisione al tiro o una mancanza di continuità?
“Quando i tiri iniziano a non entrare perdi fiducia. Anche quando riesci a costruire qualcosa di buono e vedi gli avversari segnare subito dopo, finisci per perdere aggressività, soprattutto contro una squadra come Roma, che ha un talento offensivo clamoroso e una rotazione profonda. Noi siamo una squadra offensiva: se non riusciamo a segnare, facciamo più fatica a mantenere concentrazione e lucidità.”
Quali sono, a suo avviso, i limiti attuali o quel qualcosa in più che ancora manca?
“Lavoriamo molto intensamente in settimana, ma a volte ci è capitato di sprecare partite giocate anche bene. Dobbiamo continuare a provarci e insistere, perché il gruppo si allena già molto bene. Serve avere ancora più fiducia nel nostro progetto, che è quello di provare a centrare i playoff. Il campionato è lungo e abbiamo davanti un buon margine di miglioramento. Dobbiamo curare meglio i dettagli, sia tecnici che mentali, perché sono due aspetti strettamente collegati.”
Tanti spunti interessanti che potrebbero tornare utili già nel prossimo, difficilissimo impegno in casa dell’altra corazzata, la Pielle Livorno.
“Le motivazioni sono alte di per sé quando affronti partite del genere. Entrare in un palazzetto pieno e giocare contro squadre così attrezzate è impossibile non gasarsi. Sono queste le partite belle da giocare e, contro le corazzate, ce la siamo sempre giocata fino alla fine.”
Livorno arriva però da una sconfitta, nello scontro diretto contro Juvecaserta a interrompere un trend molto positivo. Che tipo di avversario vi aspettate e quali sono le caratteristiche più pericolose del roster toscano?
“Livorno ha avuto una brusca battuta d’arresto nell’ultima giornata, ma resta una squadra molto fisica, in grande condizione atletica e con un gioco veloce. Possono contare su giocatori d’esperienza riconfermati dalla scorsa stagione, che si conoscono molto bene. Vincere sarà davvero arduo: mi aspetto una battaglia per tutti i 40 minuti.”
Ci sono elementi in particolare che l’hanno colpita?
“Potrei citare pilastri come Venucci, Leonzio, il playmaker Bonacini o lo stesso Klyuchnyk ma anche il Lungo Gabrovsek che vanta alte percentuali anche dalla lunga. Hanno tante individualità valide e giocatori in grado di coprire più ruoli. Questo permette loro di avere tutti i reparti ben coperti e diversi quintetti da utilizzare durante la gara.”
Com’è l’atmosfera in settimana all’interno del gruppo?
“Ho la fortuna di far parte di un gruppo molto unito. Per questo, quando la domenica non riusciamo a vincere, dispiace davvero tanto. Lavoriamo intensamente e stiamo bene insieme: proprio per questo fa male non portare a casa i due punti. Forse, come ci ripete spesso coach Ghizzinardi, dobbiamo trovare maggiore continuità e intensità”.
Tutte doti utili e da sfruttare appieno, considerando anche il prossimo calendario…
“Esatto, perché la domenica successiva ci aspetta un’altra trasferta molto difficile, a Latina. Speriamo di poter offrire al pubblico una bella giornata di sport e di sano agonismo.”
©riproduzione riservata