Connect with us

Basket

Basket B Nazionale / Jesi: Piccone positivo, “ripartire per crederci”

Svolta contro Piombino. Fiducia ritrovata e sguardo già rivolto alle prossime due sfide contro Ferrara e Faenza. Il play/guardia analizza il momento in casa General Contractor Jesi

JESI, 12 FEBBRAIO 2026 – Tempo di bilanci in casa General Contractor Jesi, arrivati ad oltre metà campionato.

La vittoria di domenica scorsa contro Piombino ha riacceso le speranze del quintetto guidato da coach Ghizzinardi, un punto da cui ripartire per non rinunciare agli obiettivi stagionali. Le difficoltà non mancano, in un gruppo ripartito quasi da zero con un roster profondamente rinnovato a inizio stagione e un’amalgama che ancora fatica a consolidarsi.

Di questo e di altri aspetti parliamo con uno dei protagonisti della sfida contro Piombino, il play-guardia Fabrizio Piccone, con cui facciamo il punto della situazione.

Domenica siete tornati alla vittoria contro Piombino dopo tre sconfitte consecutive. Una giornata proficua, utile a dare un’iniezione di fiducia all’ambiente e che porta anche la sua firma con 24 punti, miglior realizzatore, decisivo dalla lunga distanza e con grande grinta in campo, permettendo un dominio sull’avversaria per tutti e quattro i quarti. È stata una vittoria, a suo avviso, senza troppo dispendio di energie?

“Diciamo che dopo le tre sconfitte consecutive, giocare contro Piombino, da ex, mi ha dato motivazioni particolari. Sono sceso in campo con l’intenzione di dare subito un’impronta aggressiva alla partita. Quando riesci a costruire un buon parziale difensivo, poi la gara si mette in discesa. Siamo stati bravi a difendere, soprattutto nell’ultimo quarto, quando la lucidità può calare, come è normale che sia. Quando gli avversari hanno cambiato difesa in corsa, mi sono preso qualche responsabilità in più. Ringrazio i miei compagni per avermi messo nelle condizioni ideali per segnare, con blocchi efficaci che mi hanno permesso di trovare spazio. Vincere era importante per la classifica e per il morale. In fondo ce la siamo giocata con tutti, anche nelle sconfitte, spesso cedendo solo nel finale. Spero che questa partita sia un segnale per un finale di stagione positivo”.

Una buona difesa, soprattutto quando nel secondo quarto gli avversari erano riusciti a rientrare, colmando gran parte del divario.

“In Toscana c’è una grande tradizione cestistica e una mentalità che accomuna molte squadre: non mollare mai. Dopo il nostro parziale, ci aspettavamo una loro reazione. Hanno alzato fisicità e aggressività, creando qualche difficoltà a inizio secondo quarto. Sono contento che siamo riusciti a reggere l’urto e a portare a casa la partita”.

Due punti conquistati grazie alla superiorità tecnica complessiva del gruppo, o più per le prestazioni dei singoli?

“Il gruppo non era al meglio: Tato Bruno ha accusato un risentimento all’adduttore, Di Pizzo non stava benissimo e Palsson sta attraversando un momento in cui fatica a ritrovare i suoi spazi, ma questo è anche demerito nostro”.

In che senso?

“Impostiamo un gioco molto veloce, con situazioni rapide in cui noi esterni abbiamo spesso la palla in mano. Credo sia necessario ricreare gerarchie chiare all’interno del gruppo. Anche se nell’ultimo periodo tira meno, la sua presenza resta fondamentale: la difesa si concentra su di lui e questo apre spazi agli altri. Domenica io e Arrigoni ci siamo caricati qualche responsabilità in più, è vero, ma siamo tra i più esperti del gruppo ed è giusto farlo se serve alla squadra. Continuiamo a lavorare tutti insieme”.

Guardando avanti, partite come questa offrono spunti da replicare. Il calendario propone opportunità interessanti per fare punti, a partire dalla prossima gara interna contro Ferrara.

“Contro Piombino abbiamo fatto una scelta difensiva su Raivio e penso adotteremo lo stesso approccio su Pierotti, il giocatore più pericoloso di Ferrara. Le grandi squadre partono dalla difesa per poi correre in contropiede. Ci sono aspetti da migliorare, come i rimbalzi offensivi, ma ci lavoreremo. Ferrara è una squadra giovane, alla ricerca di continuità: servirà una mentalità difensiva solida per poi concretezzare in attacco”.

Mercoledì prossimo poi di nuovo in campo per l’ennesimo turno infrasettimanale, a Faenza.

“Esatto, un’altra occasione per continuare a inseguire l’obiettivo playoff, possibilmente dal sesto posto. Ma preferisco ragionare partita dopo partita: ogni gara fa storia a sé e non sempre vince chi è più in alto in classifica. Personalmente cerco di concentrarmi anche su altro, come la tesi di laurea che sto ultimando: mi aiuta a non cadere nell’overthinking”.

Gli obiettivi fissati a inizio stagione sono da rivedere?

“All’inizio puntavamo ai playoff diretti, evitando i play-in. Oggi dipende dai nostri risultati e da quelli delle concorrenti. Abbiamo già affrontato quasi tutte le big. Alcuni imprevisti – infortuni, cali di forma, malattie e inserimenti tardivi come Palsson e Toniato – hanno inciso. Il sesto posto resta un obiettivo realistico, altrimenti ce la giocheremo ai play-in”.

In questi casi quali aspetti rimangono decisivi per rimanere concentrati e lucidi?

“L’importante è arrivare pronti alla fase decisiva. L’esempio di Mestre insegna: dopo un avvio difficile, ha centrato i playoff da sesta e poi vinto il campionato, trovando la chimica giusta negli ultimi mesi. Questo dimostra che lavorando con continuità e concentrazione si possono ottenere risultati anche quando l’amalgama tarda ad arrivare, soprattutto con un roster quasi del tutto nuovo come il nostro. In alcune partite la giusta chimica si è vista, nel modo in cui ci passiamo la palla e comunichiamo in campo, ad esempio. Dobbiamo curare i dettagli giorno dopo giorno. C’è da lavorare, ma affrontando ogni aspetto passo dopo passo possiamo farcela. Da parte mia, mantengo sempre un atteggiamento positivo”.

©riproduzione riservata

image_pdfimage_print

Advertisement
Advertisement

More in Basket

Segnala a Zazoom - Blog Directory