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Calcio

Serie D / Ancona festeggia i 121 anni dell’SSC: svelata la targa “Largo Anconitana del 1925”

Nel piazzale di piazza d’Armi svelata la targa nel luogo dove sorgeva il Campo Divisionale, teatro della storica semifinale del 1925 nel campionato di Prima Divisione, l’allora massima serie del calcio. Presenti autorità, ex giocatori e studenti.

ANCONA, 6 marzo 2026 Accadde il 5 marzo 1905. Una data tutt’altro che casuale: esattamente 121 anni fa, in un magazzino del Teatro delle Muse, alcuni anconetani si riunirono spinti dalla passione per il calcio e decisero di fondare quella che fu l’Unione Sportiva Anconitana. Il resto, come si suol dire, è storia. Sono stati 121 anni di battaglie sportive, con tanti protagonisti che si sono succeduti nel corso dei decenni, in scenari diversi e con un calcio profondamente cambiato nel tempo.

La storia dell’Ancona in Largo Anconitana 

Un lungo percorso fatto di promozioni, grandi gioie ma anche fallimenti e dolori. Una cosa, però, è rimasta immutata: la passione per i colori biancorossi. In occasione del compleanno dell’Ancona 1905, oggi SSC Ancona, ieri mattina è stata svelata la targa “Largo Anconitana del 1925” nel piazzale di fronte alla Marina Militare, in piazza d’Armi. Proprio in quel luogo sorgeva in origine il Campo Divisionale, il primo quartier generale della squadra cittadina, antecedente al campo Littorio, poi divenuto stadio Dorico, teatro – come molti ricorderanno – della storica promozione in Serie A del 1992.

Ma anche l’Anconitana del 1925 segnò una pagina importante della storia calcistica cittadina. In quell’annata i biancorossi conquistarono una prestigiosa semifinale scudetto nel campionato di Prima Divisione 1924-1925, il massimo livello del calcio italiano dell’epoca, contro l’Alba Roma, antenata dell’attuale Roma. Sebbene alla fine i capitolini ebbero la meglio e disputarono poi la finale contro il Bologna – vinta dagli emiliani – quella stagione rappresentò comunque una pietra miliare nella storia del Cavaliere Armato.

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L’intitolazione della Piazza

Ieri mattina, all’inaugurazione della nuova intitolazione con la relativa targa, erano presenti autorità civili e politiche, rappresentanti della stampa e dei media, una delegazione dell’attuale proprietà dell’SSC Ancona e del settore giovanile, ex giocatori e tanti appassionati desiderosi di rendere omaggio a 121 anni di storia e a quella straordinaria annata. Presente l’amministrazione comunale con il sindaco Daniele Silvetti, gli assessori Daniele Berardinelli, Giovanni Zinni e Antonella Andreoli, insieme ad altri consiglieri comunali, autorità militari, rappresentanti del comitato promotore e due classi della scuola primaria Domenico Savio.

«È importante far capire alle nuove generazioni che una squadra di calcio porta in giro per l’Italia il nome della città e della comunità – ha affermato il sindaco – perché va oltre il semplice fatto sportivo: è un elemento identitario. All’epoca disputare la finale della Lega Sud rappresentava il massimo traguardo possibile. Questo è un momento di condivisione che unisce cittadini, istituzioni e giovani studenti. Fa parte della storia e dell’identità del territorio». Non è mancato l’intervento di Franco Lorenzini, presidente del comitato promotore, storico appassionato e autore di diversi libri dedicati alla storia dei biancorossi, tra cui “Ancona e Anconitana nel Novecento” e “Ancona 1925”. Opere frutto di ricerche approfondite che raccontano imprese sportive, aneddoti e spaccati di vita di un mondo ormai lontano.

L’intervento di Lorenzini

«In quest’area di piazza d’Armi sorse il Campo Sportivo Divisionale tra lo scetticismo iniziale – ha ricordato Lorenzini –. Su quel terreno scesero in campo grandi squadre e protagonisti del calcio italiano, come Ezio Sclavi e Fulvio Bernardini, insieme a club storici come Alba Roma e Internaples, antenata dell’attuale Napoli, oltre a formazioni come Lazio, Bari, Taranto, Spal, Modena e il grande Bologna».

La cerimonia si è conclusa con il momento più atteso: lo svelamento della targa da parte del sindaco, tra gli applausi dei presenti e il ricordo dell’Ancona di ieri, con l’augurio di poter scrivere ancora molte altre pagine di storia a tinte biancorosse. Coltivare la memoria, per poter aspirare ad un futuro sano e continuo prendendo spunto dal calcio che fu, quello con poco marketing, zero social e pay tv ma cento per cento autentico.

Valentina Triccoli 

©riproduzione riservata

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