Inutile successo dei bianconeri che scendono in C. Fatale il terzultimo posto col Bari, con gli scontri diretti a sfavore. Sale in A il Como di Gabrielloni, per una favola da raccontare

VALLESINA, 10 maggio 2024 – La gara con il Pisa era la partita della vita, da vincere per poi attendere i risultati dagli altri campi.
L’impresa però, si è materializzata solo a metà.
Non è infatti bastata la vittoria degli uomini di Massimo Carrera, per le brutte notizie arrivate dai campi che hanno visto impegnate le dirette concorrenti, tutte vincitrici.
Bari, Ternana e Spezia hanno vinto le rispettive gare contro Brescia, FeralpiSalò e Venezia, lasciando la classifica immutata, con l’Ascoli così condannato alla retrocessione in serie C nonostante l’arrivo a pari merito col Bari, favorito però dall’esito degli scontri diretti nei confronti dei bianconeri.

L’allenatore dell’Ascoli Massimo Carrera. Il suo arrivo non è riuscito a dare la svolta (foto profilo FB ufficiale Ascoli Calcio)
Gara che ha visto, come detto, prevalere l’Ascoli grazie alle reti di Botteghin, e Rodriguez, dopo il momentaneo pareggio del pisano D’Alessandro.
La cronaca, per una volta, può essere accantonata.
Resta una grandissima amarezza per una stagione tutta da dimenticare, in cui l’Ascoli non è mai riuscito a convincere pienamente, con un percorso tra luci ed ombre, più ombre che luci in verità, che ha visto l’alternarsi di ben 3 tecnici, Viali, Castori e Carrera, tutti incapaci di riportare sui giusti binari una squadra apparsa molte volte non all’altezza, e che ha visto anche perdere il suo uomo gol Pedro Mendes, non trovando alternative in zona gol, subendo sconfitte sanguinose contro dirette concorrenti anche al “Del Duca”, una volta fortino pressochè inespugnabile.

Il pubblico ascolano, unico vincitore (foto profilo FB ufficiale Ascoli Calcio)
Le colpe, come sempre in questi casi, vanno suddivise tra tutte le componenti, squadra, staff e società, anche se molte scelte effettuate dai vertici sono state del tutto errate, condizionando negativamente il cammino di una squadra che ha visto gara dopo gara perdere forza e fiducia, finendo presto nelle zone calde, non riuscendo più a venirne fuori.
Peccato, perché in una stagione già tremenda per il calcio marchigiano, la nostra Regione perde la squadra di maggior livello che vanta, senza dubbio, la storia più importante.
Per quanto riguarda la classifica finale invece, sale in A il Como dello jesino Alessandro Gabrielloni, che chiude oggi un cerchio iniziato nel lontano 2018 con l’ingresso in punta di piedi in riva al lago coi lariani allora in Serie D, trascinandoli a suon di gol, ben 61, dalla D alla C, alla B, sino alla A, dopo ben 21 anni. Parma già promosso in A da alcune giornate.

Il bomber jesino Alessandro Gabrielloni, protagonista del Como appena tornato in Serie A dopo ben 21 anni (foto profilo FB ufficiale Como Calcio)
In coda, detto delle retrocesse Lecco, FeralpiSalò ed Ascoli, si giocheranno l’ultimo posto disponibile per la salvezza ai Play-Out, Ternana e Bari.
I risultati: Ascoli-Pisa 2-1, Bari-Brescia 2-0, Catanzaro-Sampdoria 1-3, Como-Cosenza 1-1, Cremonese-Cittadella 3-0, FeralpiSalò-Ternana 0-1, Lecco-Modena 2-3, Reggiana-Parma 1-1, Spezia-Venezia 2-1, Südtirol-Palermo 0-1
La classifica finale: Parma 75 punti, Como 72, Venezia 70, Cremonese 64, Catanzaro 60, Palermo 53, Sampdoria (-2) 52, Brescia 51, Südtirol 47, Cosenza, Cittadella, Pisa e Reggina 46, Modena 44, Spezia 41, Ternana 40, Ascoli e Bari 38, FeralpiSalò 33, Lecco 26.
I verdetti finali:
Promosse in serie A: Parma e Como
Ai Play-Off: Venezia, Cremonese, Catanzaro, Palermo, Sampdoria e Brescia
Ai Play-Out: Ternana e Bari
Retrocedono in Serie C: Ascoli, FeralpiSalò e Lecco
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