Tra un successo sofferto, l’assenza di Palsson e la sfida imminente a Ravenna: il regista jesino analizza il momento della squadra e il suo impatto nella nuova realtà marchigiana
JESI, 27 novembre 2025 – In un campionato in cui ogni dettaglio può fare la differenza, la General Contractor Jesi sta dimostrando di saper crescere settimana dopo settimana, trovando nuove soluzioni anche nelle difficoltà.
La vittoria contro Chiusi, arrivata dopo una gara intensa e fisica, ha messo in luce carattere, determinazione e la capacità del gruppo di reagire nei momenti chiave.
Protagonista in cabina di regia, il playmaker Lucas Maglietti ci apre le porte del parquet e dello spogliatoio, raccontandoci sensazioni, chiavi tattiche e spirito di squadra.
Dalla sfida punto a punto con Chiusi alla preparazione del prossimo impegno sul parquet di Ravenna, passando per l’adattamento alla città e il legame sempre più forte con i compagni.
Emerge il ritratto di un atleta consapevole e concentrato al progetto Jesi. Una conversazione che offre uno sguardo autentico su ciò che accade dentro e fuori dal campo, nel cuore della stagione.
Domenica scorsa, altra vittoria centrata nel turno contro Chiusi dando seguito alla precedente trasferta romana. Una vittoria meritata, ma in parte anche sofferta, contro una squadra ostica. Che tipo di match ha vissuto sul campo?
“Abbamo disputato una partita, sicuramente molto intena, e pure piuttosto fisica soprattutto nel primo tempo dove abbiamo sofferto molto la differenza a rimbalzo. Gli avversari ne hanno avuti il doppio rispetto a noi ma nonostante ciò, all’intervallo lungo eravamo quasi riusciti ad agganciare”.
Come vi ha spronato coach Ghizzinardi negli spogliatoi prima di aprire la seconda da parte di gara?
“Abbiamo visualizzato le caratteristiche cui prestare più attenzione. E poi siamo rientrati cercando di tirare con maggior fiducia rispetto a quanto fatto prima, considerando il fatto anche gli avversari si erano chiusi all’interno della loro area”.
Infatti si è quasi vista una gara dai due volti. Più sofferta e macchinosa nei primi due quarti, per poi progressivamente riattivarvi nei ritmi di gioco, riuscendo anche ad aumentare l’intensità infine premiandovi..
“Soprattutto nell’ultimo quarto abbiamo alzato di molto l’intensità difensiva. Se riesci ad attivare questo fattore, poi anche lo slancio offensivo diventa più efficace, e si è visto quando nei momenti clou siamo riusciti ad incidere”.
Indubbiamente questo successo porta anche la sua firma. Distinguendosi in cabina di regia e nelle sue penetrazioni, oltre alla precisione al tiro poi emersa, riuscendo a trovare le giuste soluzioni per portare a casa i due punti.
“Ho cercato di avere il controllo dei ritmi della partita non andando “oltre i giri” come si usa dire e, fattore non secondario, cercando di servire al meglio i mei compagni. Ad esempio, quando attacco il ferro e c’è una situazione in cui tendono a chiudersi tutti dentro la propria area, allora passo la palla al compagno in quel momento libero, anziché provare a fare tutto da solo. Sono tutti aspetti per me importanti sui quali mi concentro ogni giorno”.
Guardando avanti vi aspetta la trasferta a Ravenna, reduce tra l’altro da una sconfitta di misura contro Quarrata. Che tipo di match si aspetta?
“Mi aspetto una partita ardua, del resto non credo ci siano scontri facili e soprattutto se in trasferta. Un match da affrontare con la giusta intensità, cercando di tenere sotto d’occhio per tutti i 40’ le caratteristiche individuali avversarie. Delle volte siamo stati un po’ distratti a riguardo, ma ogni settimana che passa stiamo migliorando molto e pure di fronte ad assenze importanti anzi, uno stimolo per dare quel qualcosa in più”.
A proposito di assenze, credo faccia riferimento all’assenza forzata e prolungata di Palsson. Se da una parte i suoi tiri possono fare la differenza, dall’altra come nel caso di domenica scorsa, vi ha stimolato a trovare altre soluzioni per non perdere l’inerzia..
“Esatto, è successo proprio così. Maggior ragione che abbiamo dato il 110 %. Aggiungo che metterei il focus sulla difesa, perché se difendiamo bene, anche le azioni offensive saranno più efficaci. Stiamo lavorando molto anche per quanto riguarda le palle perse, tra l’altro”.
Proiettandoci alla prossima giornata, quali sono le caratteristiche avversarie sulle quali vi concentrerete in settimana?
“l’Orasì Ravenna è una squadra caratterizzata dal gioco intenso e dai ritmi alti con degli abili playmaker, vedi Dron e Feliciangeli, ad esempio. Avere il controllo dei ritmi di gioco sarà una delle chiavi per avere la meglio. Sappiamo che avremo di fronte una squadra che lotta e corre tanto fino alla fine, perciò sarà importante mantenere alta l’intensità e centrare un buon approccio. Nell’ultima gara, specie nei primi 10’, siamo stati un po’ soft soprattutto in difesa, e ne abbiamo risentito”.
Prima esperienza anche per lei a Jesi, come è stato l’approccio con la città e il pubblico jesino?
“Jesi città offre molto, inutile negarlo, bella da girare e piuttosto tranquilla. Noto con piacere che sempre più persone stanno tornando sugli spalti del Palas e questo è solo che uno stimolo per me. Inoltre, si sta formando un gruppo unito a livello di squadra. Spesso ci ritroviamo anche al di fuori del parquet a girare insieme per il centro, ci piace quando la gente ci riconosce. Abbiamo sempre trovato persone cordiali e alla mano, quindi devo dire che la sto vivendo molto bene l’esperienza qui a Jesi”.
A questo punto la domanda è inevitabile, con quale compagno di squadra sta legando maggiormente?
“A primo impatto ti direi Bruno, dato che siamo entrambi argentini e la nazionalità in comune chiaramente unisce. Ma onestamente mi sto trovando bene con tutti. Ho la fortuna di aver trovato degli ottimi compagni, sia dentro che fuori dal campo”.
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