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Basket B interregionale / Pallacanestro Jesi, Mario Mancini: il capitano che vuole scrivere una nuova pagina per il basket jesino

Alla prima subito un risultato importante: vittoria, responsabilità e futuro. Sabato ritornerà da avversario sul parquet di Porto Recanati

JESI, 1 ottobre 2025 – Esordio con il piede giusto per la Pallacanestro Jesi, che ha superato Gualdo Tadino nella prima di campionato.

A guidare la squadra c’era per la prima volta con la fascia di capitano Mario Mancini, chiamato a incarnare lo spirito di un gruppo completamente rinnovato e di un progetto che guarda al futuro con ambizione.

Tra responsabilità nuove, difficoltà logistiche negli allenamenti e il fascino di una città con grande tradizione cestistica, Mancini racconta emozioni, prospettive e attese alla vigilia della prossima sfida: il ritorno da avversario sul parquet di Porto Recanati.

Mario, la vittoria all’esordio e il tuo primo passo da capitano coincidono nello stesso giorno: quanto pesa, a livello personale ed emotivo, scrivere subito una pagina così significativa?

«Era fondamentale partire bene e sono molto contento che sia andata così. Gualdo Tadino è una squadra ostica, che tende a farti giocare male e a metterti in difficoltà. Per questo sono soddisfatto di me e dei miei compagni: siamo riusciti a conquistare subito un risultato importante già alla prima giornata, e questo ha un valore ancora più significativo.»

Essere capitano significa guidare dentro e fuori dal campo. Quali valori vuoi incarnare e trasmettere alla squadra in questa nuova avventura?

«Quello che cerco di trasmettere ai miei compagni è soprattutto un senso di serenità. Alla fine stiamo giocando a basket, facendo ciò che amiamo, e siamo fortunati ad avere la possibilità di trasformare la nostra passione in un lavoro. Tenacia e consapevolezza dei propri mezzi sono qualità indispensabili per non farsi intimorire da squadre con nomi importanti o maggiore esperienza. Sono convinto che, con il passare del campionato, emergeranno sempre più le nostre qualità, che prevarranno sui difetti.»

Vi allenate tra orari e spazi non sempre certi: in che modo questa fatica logistica può diventare parte della vostra identità, un punto di forza anziché un limite?

«Il continuo cambiamento di orari e strutture d’allenamento, soprattutto all’inizio, è stato strano e complicato per trovare un vero equilibrio, anche psicofisico. Quello che inizialmente era un deficit, però, credo che riusciremo a trasformarlo in un punto di forza: grazie a resilienza e attitudine saremo più pronti ad adattarci a ogni variazione, soffrendo meno le trasferte o gli orari insoliti delle partite. Per una squadra giovane, motivata e mentalmente elastica, questa sarà una risorsa preziosa.»

La società ha parlato di ambizione e crescita. Tu che vivi lo spogliatoio ogni giorno, che orizzonte immagini per questa squadra e per te in questa città?

«Sono convinto che ci toglieremo molte soddisfazioni, sorprendendo diversi addetti ai lavori. Faremo bene, soprattutto considerando che siamo una squadra completamente nuova, inserita in una società giovane ma con idee già molto chiare: professionalità, attenzione al risultato e forte legame con il territorio.»

Un gruppo interamente rinnovato porta entusiasmo ma anche incognite: dove vedi già i segni di una chimica che può fare la differenza?

«Una squadra giovane ha inevitabilmente pro e contro. Qui vedo tanta voglia di fare, dedizione al lavoro e grande serietà. Tutti sono disponibili, attenti e pronti a dare il massimo ogni giorno in campo. Non è scontato, con qualche anno di esperienza posso dirlo: raramente si trova un gruppo che rema unito in questa direzione fin da subito. Credo che questo spirito ci aiuterà a superare le difficoltà inevitabili di un campionato.»

Sabato affronterete Porto Recanati, la società dove hai vissuto le ultime stagioni, guidata da Piero Coen, figura molto legata a Jesi: che significato avrà per te giocare questa partita, tra ricordi personali e nuova responsabilità da capitano?

«Non posso negare che questa partita abbia un significato speciale per me. Affrontiamo la squadra che è stata casa mia per quattro stagioni, dove ho vinto due campionati e sono cresciuto come giocatore. La stiamo preparando con grande attenzione: se riusciremo a mettere in campo tutto ciò che il coach ci sta trasmettendo in questi giorni, sarà una vera battaglia. Porto Recanati ha un valore indiscutibile, con ottime individualità e un contesto solido. Ma da parte nostra non mancano la voglia di fare, di dimostrare e di crescere: su questo non abbiamo rivali.»

Jesi ha una tradizione cestistica profonda: che rapporto vuoi costruire, da capitano, con i tifosi e con la comunità che vi sostiene?

«Già dalla prima partita ho percepito una comunità fortemente legata a questa società. È un piacere immenso, perché non tutte le realtà hanno un tifo e un seguito così caloroso. Ringrazio i tifosi e il pubblico che ci sostengono al palazzetto: sono davvero il nostro sesto uomo. Faremo di tutto per meritarci, giorno dopo giorno, una simile passione e un sostegno tanto autentico. Spero che la sinergia tra squadra, tifosi, società e città continui a crescere e rafforzarsi: è un progetto bello e importante, che merita il massimo da parte di tutti.»

Matteo Sebastianelli

©riproduzione riservata

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