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Basket B interregionale / Jesi, sabato al PalaTriccoli arriva Matelica: un test di maturità in un contesto che chiede più spazio allo sport

Dopo due vittorie consecutive, i biancorossi cercano continuità contro la Vigor. Fuori dal campo resta aperto il tema degli impianti e dell’inclusività sportiva in città. Il ‘caso’ del BaskIn

JESI, 29 ottobre 2025 – Dopo la vittoria di carattere conquistata a Termoli, la Pallacanestro Jesi torna in campo sabato 1 novembre (ore 21.00) al PalaTriccoli, dove affronterà la Vigor Basket Matelica in un derby marchigiano che promette intensità e significato.

Una sfida che arriva nel momento migliore per la formazione guidata da coach Sorgentone, capace di inanellare due successi consecutivi e di mostrare una crescita costante in equilibrio, qualità e mentalità.

La squadra jesina sembra aver trovato una propria identità: gioco fluido, difesa compatta e un gruppo coeso che sta iniziando a credere davvero nelle proprie possibilità. A Termoli la PJ ha dimostrato maturità, resistendo alla rimonta avversaria e chiudendo con personalità una gara che, nei minuti finali, si era fatta complicata.

A sottolineare lo spirito del gruppo, le parole del vicepresidente Massimo Stronati, pronunciate dopo la vittoria in Molise: “In un palazzetto quasi pieno di tifosi locali, i nostri ragazzi guidati da un sapiente Sorgentone e sospinti dai ragazzi della Nord, hanno dominato la partita per 36 minuti. Poi la reazione della Air Termoli sembrava averci messi ko, ma i nostri hanno tirato fuori il coraggio che assomiglia in certi momenti a vera spavalderia. È questa la squadra che piace. La nostra squadra è più forte della mancanza di palestre adeguate per allenarci decentemente durante la settimana: PJ c’è e dà spettacolo.”

Una dichiarazione che racconta più di una semplice vittoria. Jesi sta tornando a far parlare di sé sul campo, ma le difficoltà fuori dal parquet restano evidenti. Il tema dell’assenza di spazi adeguati per l’attività sportiva continua a pesare sul lavoro quotidiano di molte realtà locali. E non si parla solo di basket: la questione tocca un intero ecosistema sportivo cittadino che, tra priorità invertite e lentezze amministrative, fatica a trovare una gestione equa e lungimirante delle strutture.

Il caso del BaskIn, l’iniziativa di basket inclusivo che unisce ragazzi con e senza disabilità, è emblematico: un progetto sociale di grande valore, che meriterebbe attenzione e sostegno prioritari, e che invece si trova spesso ai margini di una distribuzione di spazi non sempre ispirata a criteri di equità e sensibilità.

La sensazione è che la “storicità” delle società — chi da più tempo occupa certi spazi o gode di certe abitudini — continui a essere la discriminante principale. Ma lo sport, soprattutto quello che educa, integra e costruisce relazioni, dovrebbe essere tutelato come bene comune, non come privilegio.

Classifica da Basketmarche

La partita di sabato col Matelica vale doppio. Non solo per la classifica, ma perché rappresenta un nuovo passaggio di crescita per una squadra e per un ambiente che, nonostante le difficoltà logistiche, continua a credere nella forza dello sport come motore di coesione. Il campo, come sempre, dirà chi saprà dimostrare più solidità e coraggio, ma la sfida più complessa resta fuori dal parquet: garantire spazi, pari opportunità e dignità a tutte le realtà sportive del territorio. Perché quando l’inclusione diventa un ostacolo, lo sport non sta più vincendo davvero.

Matteo Sebastianelli

©riproduzione riservata

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