Mattia Mancuso, Giovanni Spinaci e Alex Belardinelli hanno partecipato all’assistenza sanitaria per le prove libere e le qualifiche: la testimonianza
APIRO, 22 maggio 2025 – Tra i 220 volontari che hanno prestato servizio di Assistenza Sanitaria al Gran Premio di Formula 1 a Imola nello scorso weekend, ce n’erano anche tre della Piros di Apiro. Mattia Mancuso, Giovanni Spinaci e Alex Belardinelli, infatti, hanno partecipato all’evento in qualità di soccorritori nelle giornate di venerdì 16 e sabato 17 maggio. “Un’esperienza unica e indimenticatbile – spiega uno dei tre partecipanti -, un sogno che si avvera. Fare volontariato è anche vivere esperienze straordinarie facendo del bene”.
I tre volontari dell’associazione hanno partecipato dunque alle prove libere e alle qualifiche della settima prova del Campionato del Mondo più famoso di automobilismo. “La nostra partecipazione – chiarisce Mattia Mancuso – è stata resa possibile grazie al supporto e alla fiducia del Comitato ANPAS Marche, in collaborazione con ANPAS Emilia Romagna. Per me, che da bambino sognavo guardando le Ferrari correre in TV, trovarmi proprio lì – sul circuito, a pochi passi dalle monoposto – è stato qualcosa di indescrivibile. Vederle dal vivo e far parte del team di assistenza durante un evento di portata internazionale… è stato molto più di un servizio: è stato un sogno che si avvera”. Erano presenti ben 30 ambulanze lungo tutto il circuito, per un totale di 220 soccorritori impiegati.
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Cosa fa, nello specifico, il volontario in Assistenza Sanitaria durante un GP di Formula 1? “Il nostro compito – continua Mancuso – è stato garantire la sicurezza e il primo soccorso all’interno dell’Autodromo, in un contesto ad alta affluenza e intensità. Squadre coordinate, postazioni attrezzate e un lavoro impeccabile, sempre pronti a intervenire. Personalmente in questi due giorni ho vissuto intensamente ogni momento, condividendo il lavoro e le emozioni con volontari provenienti da tantissime altre associazioni. Persone straordinarie, con cui ho stretto legami umani e professionali che porterò con me a lungo. A nome mio e della mia associazione, un grazie sincero a chi ha reso possibile tutto questo. Volontariato è anche questo: vivere esperienze straordinarie facendo del bene“.
Giacomo Grasselli
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