Basket Jesi
Basket Serie B Nazionale / General Contractor Jesi, la storia di Kristinn Palsson tra sogno e realtà
L’ala classe ‘97 è una delle novità della General Contractor Jesi più interessanti da tenere sott’occhio. Alla sua prima vera e propria esperienza in una squadra di basket italiana in età adulta, ci racconta qualcosa di sé e del suo primo approccio con la città di Federico II.
JESI, 24 settembre 2025 – “Chi ben comincia è a metà dell’opera” così recita un noto detto e se così fosse, la General Contractor Jesi non farebbe certo eccezione. La nuova stagione, appena iniziata domenica scorsa, è stata inaugurata con una prima, seppur sofferta, vittoria interna contro la Andrea Costa Imola agli overtime. Eppure degli spunti interessanti si sono visti.
Una squadra profondamente rinnovata, quella allenata dall’ormai veterano coach Marcello Ghizzinardi, che nonostante sia ancora in piena fase rodaggio è riuscita infine a fare la differenza con orgoglio e personalità.
E a proposito di personalità, non possiamo non aver notato l’ottima prestazione di una delle new entry più interessanti del roster leoncello che proprio domenica scorsa ha saputo rendersi decisivo: stiamo parlando dell’astro della nazionale islandese Kristinn Palsson. L’ala classe 1997, rappresenta la vera scommessa di quest’anno. Alla sua prima vera e propria esperienza in una squadra italiana dopo la positiva parentesi nell’U19 della Stella Azzurra di Roma dove vinse il campionato nel 2015, arriva a Jesi alla corte di Ghizzinardi tra sogni e determinazione. Un giocatore dal profilo apparentemente timido ma con tanta determinazione dentro, ecco il primo quadro che emerge. Ma andiamo a conoscerlo meglio..
D -Buonasera Kristinn. Un esordio direi, brillante per lei: prima giornata di campionato coronata con un successo seppur agli overtime, dove tra l’altro il suo intervento dalla lunetta si è rilevato determinante e miglior realizzatore (18 p.) . Ci racconti le sue prime impressioni..
R – “E’ stata una bella esperienza. Secondo me anzi, la potevamo chiudere anche prima. Eravamo avanti di 13 punti e abbiamo pagato alcuni errori, specie nelle azioni di fase offensiva. Alcuni tiri forzati e troppo veloci ci hanno magari penalizzato un po’ ma abbiamo vinto e sono comunque soddisfatto”.
D . Quale è stato a suo avviso, l’elemento decisivo che ha saputo fare la differenza e vi ha permesso di spuntarla contro un’avversaria, che si è rivelata comunque ostica fino alla fine?
R – “Nonostante gli errori commessi, abbiamo continuato a guardare sempre avanti con determinazione, non puntando il dito sulle singole mancanze ma continuando a giocare di gruppo. La prestazione del gruppo, direi sia stato questo l’elemento determinante”.
D – Come è stato il primo impatto con il PalaTriccoli, come si è sentito accolto dal suo pubblico?
R – “Il primo approccio è stato molto positivo. Addirittura tra il pubblico ho visto un supporter con una bandiera dell’Islanda e mi ha fatto molto piacere. Ho visto un bel tifo e avvertito tanto calore. E’stato bello vedere i ragazzi in piedi in curva e tutto il pubblico applaudirci e incitarci fino alla fine. Uno stimolo per me”.
D – Come si è trovato invece all’interno del gruppo squadra in queste prime settimane di lavoro?
“Sono ancora in modalità rodaggio. Mi sento in piena fase di esplorazione dell’ambiente e sto tutt’ora cercando di inserirmi al meglio. In queste due settimane sto lavorando non solo su di me ma anche sul gruppo squadra. Sto cercando di capire come giocano i miei compagni e come posso cooperarci al meglio, anche per quanto riguarda gli schemi di gioco, i passaggi ecc., integrandomi e migliorando questi aspetti. Sono certo che nelle prossime sfide potremmo evitare alcuni errori”.
D – In piena fase di esplorazione anche per quanto riguarda la città di Jesi?
“Jesi è una città molto bella. Ho già avuto modo di vedere il suo centro storico e con la mia famiglia, avendo una bimba piccola, siamo già andati ai giardini e abbiamo visto i parchi, trovandoci molto bene. La differenza che ho notato con Roma, città che anche conosco in quanto giocavo con la Stella Azzurra, è che qui i ritmi di vita sono meno frenetici rispetto alla capitale, un punto a vantaggio sicuramente. Tra l’altro insieme alla squadra ho assistito alla tradizionale tombola di San Settimio. In Islanda la chiamiamo Pingoo”.
D – Quale è la prima differenza che ha notato tra il tipo di basket giocato in Italia e quello islandese?
R – “In Italia ho notato relativamente pochi giocatori stranieri. Qui a Jesi io sono l’unico in squadra ad esempio, in Islanda ne puoi avere 4 e altrettanti ne puoi espatriare. Per quanto riguarda il campo invece, la prima differenza che noto è lo stampo decisamente più tecnico qui in Italia. Il basket islandese rimane di tipo più fisico”.
D -Andando invece sul profilo personale, tutti hanno un piatto preferito tipico della cucina italiana, un po’ come fosse un “must” irrinunciabile. E il suo quale è ?
R – “Adoro la pasta alla carbonara. Me ne sono innamorato mentre ero a Roma, e anche qui a Jesi infatti ne sono alla ricerca, accetto consigli”.
D – Tornando al campo, sotto quali aspetti lavorerete maggiormente in settimana, in vista della prima trasferta in casa del PaperdiCaserta?
R – “Ci concentreremo in particolare sui tiri aperti. Abbiamo ancora un ampio margine di miglioramento e ne siamo consapevoli. Rimango tuttavia molto fiducioso, possiamo fare bene e regalare tante soddisfazioni”.
D – Guardando con un occhio al futuro, cosa si aspetta da questa stagione e anche a livello personale?
R – “Questa è la mia prima vera e propria esperienza in un una prima squadra. Un sogno per me, dato che quando sono approdato alla Stella Azzurra ero molto giovane. La circostanza ora è diversa, ora ho la mia famiglia che ringrazio molto per il sostegno mai mancato. Non è facile trasferirsi in un paese straniero lontano da tutti avendo solo me, perciò gliene sono grato. Come obiettivo, che vorrei invece per il gruppo, è quello di poter vincere tantissime partite e saper prendere sempre di più il nostro pubblico. Vogliamo divertirci e far divertire, insomma creare entusiasmo intorno alla squadra”.
D – In ultimo, quale slogan vorrebbe lanciare ai supporter della General Contractor Jesi?
R – “Accorrete numerosi al palazzetto, vi aspettiamo!”.
Valentina Triccoli
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