I tre portacolori dell’Atletica Cingoli raccontano il loro viaggio nella nota città statunitense: “La maratona è una celebrazione dell’umanità in movimento”
CINGOLI, 23 ottobre 2025 – Alla 47^ edizione della Maratona di Chicago c’erano anche tre cingolani, portacolori dell’Atletica Cingoli. Parliamo di Mauro e Daniele Scattolini e di Francesco Giannobi, i quali domenica 12 ottobre hanno portato a termite tre le 3 e le 4 ore la celebre corsa podistica che attraversa la nota città degli Stati Uniti d’America, una delle maratone più attese e prestigiose del panorama mondiale.
Al di là delle posizioni finali di classifica (Mauro 4157° in 3:00:26, Daniele 5529° in 3:07:32, Francesco 34278° in 4:36:55), quello dei tre podisti made in Cingoli è stato un vero e proprio viaggio che si fa fatica anche a dover descrivere: tanta bellezza non è riassumibile in un articolo di giornale.

La loro esperienza
“Tra strade affollate, pubblico festoso e grandi numeri – spiegano i fratelli Scattolini e Giannobi -, la ‘Città del Vento’ ha reso omaggio a noi atleti che abbiamo affrontato i 42,195 km con coraggio, strategia e speranza di entrare nella storia. Siamo arrivati sul traguardo in 53.000, se si calcola la partecipazione effettiva: pensate che il percorso attraversa 29 quartieri della città”. I vincitori, tra l’altro, sono stati l’ugandese Jacob Kiplimo in 2:02:23 e l’etiope Hawi Feysa in 2:14:57 per le donne.
“Ci siamo meravigliati – spiegano i tre cingolani – del milione di spettatori che ha affollato le strade per incitarci. Dai professionisti agli amatori, dai debuttanti ai veterani, ognuno ha corso la propria sfida personale. Tra i volti, storie di riscatto, di amicizia, di motivazioni intime che vanno ben oltre il cronometro. In fondo, il senso della maratona non è scritto nella classifica, ma nei volti di chi arriva al traguardo.
È nei sorrisi di chi taglia la linea dopo mesi di allenamenti, nei pianti liberatori di chi non credeva di farcela, nelle sfide contro sé stessi, nei chilometri condivisi con sconosciuti che diventano compagni di viaggio.O gni corridore porta con sé una storia, un piccolo universo di motivazioni, dolori e speranze. È questo che fa della maratona di Chicago — e di ogni maratona — una celebrazione dell’umanità in movimento, più che una semplice gara”.

I ringraziamenti
Daniele, Mauro e Francesco, infine, sono stati preparati dal massofisioterapista Matteo Nuccelli e da una vecchia conoscenza della Maratona di Chicago, avendola corsa nel 2018 e ottenendo in quell’occasione la medaglia per aver partecipato alle 6 maratone più importanti del Mondo.

“Ringraziamo sentitamente – spiegano gli Scattolini e Giannobi – il coach Simone Giglietti per la competenza, la dedizione e il costante supporto con cui ci ha guidato passo dopo passo nella preparazione. Ha curato con attenzione sia l’aspetto fisico che quello mentale, perché la maratona è molto più di una corsa: è un viaggio di testa, cuore e gambe”. E chissà se, in futuro, Daniele, Mauro e Francesco non vogliano emulare proprio il “guru” Giglietti andando a partecipare alle altre 5 maratone di Boston, New York, Londra, Tokyo e Berlino…
Giacomo Grasselli
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