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JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte ventunesima)

Giancarlo Falappa, Enrico Fulgenzi, Martina Fratoni, Alessandro Polita, Alessia Polita tutti piloti transitati per primo sotto la bandiera a scacchi

JESI, 16 aprile 2020 – Anche nei motori, due e quattro ruote, Jesi, con i propri atleti, spesso e volentieri è salita alla ribalta non solo nazionale ma anche al di fuori dei confini d’Italia.

Giancarlo Falappa, Enrico Fulgenzi, Martina Fratoni Alessandro Polita, Alessia Polita hanno corso in circuiti di tutto il mondo e sono transitati per primo sotto la bandiera a scacchi vincendo titoli e conquistando le prime pagine dei giornali sportivi.

Alessia Polita Alessia Polita in carriera, per 12 anni, è stata una di quelle che è riuscita a mettersi dietro tanti uomini perché per gareggiare doveva correre con loro. La sua prima gara ufficiale, in pista, è stato nel 2001 e per ben due volte ha vinto il titolo tricolore femminile.

Nel 2012, in gara a Monza, nel Civ Superstock 600, il campionato più importante a livello nazionale, finì terza, poi retrocessa per un cavillo regolamentare. Il 15 giugno 2013 mentre stava correndo il secondo turno di prove ufficiali della categoria Stock 600 del campionato italiano di velocità ha subito un incidente dovendo dire addio alle moto. La sua carriera si è fermata all’improvviso. In seguito ha avuto delle esperienze con le corse in macchina debuttando con dei test su una Seat a Magione ma gli esperimenti con i motori sono terminati lì.

Alessandro Polita Vincitore della coppa del Mondo Superstock 1000 (2006) con una Suzuki per poi esordire la stagione seguente nel campionato mondiale Superbike ottenendo diversi incidenti ma anche punti iridati per un 24º posto nella classifica generale. Nel 2008 corre con la Ducati nella Superstock 1000 salendo alla fine della stagione sul gradino più basso del podio ma giocandosi il titolo fino all’ultima gara e vincendo ad esempio la gara di Misano valida per il Gran Premio di San Marino. La crisi economica lo ha penalizzato e nel 2010 partecipa al campionato italiano Superbike e vince il titolo con una gara d’anticipo rispetto al termine della stagione, primo in 2 gare e salendo sul podio in tutte le prove in calendario. Nel 2016 ha esordito al Tourist Trophy piazzandosi 47° in Superbike e 40° in Superstock.

Giancarlo Falappa  soprannominato il ‘leone di Jesi’ è stato un protagonista assoluto del Superbike ed è inserito anche nella hall of fame del campionato stesso. Falappa, jesino purosangue, nel 1981 è stato campione italiano cadetti e subito, negli anni successivi, è salito alla ribalta nelle varie categorie fino al 1989, l’anno della svolta, quando su Bimota, all’esordio del campionato mondiale Superbike a Donington, ha tagliato subito il traguardo al primo posto. Il bilancio di quella stagione è un 6° posto in classifica finale del mondiale ed un 3° posto nel campionato italiano. Questo gli ha giovato l’ingaggio alla Ducati con il team manager Marco Luchinelli ma la sfortuna si è presto abbattuta sul pilota leoncello. Nelle prove ufficiali a Osterreichring, in quel momento era al terzo posto nella classifica piloti del campionato mondiale, per evitare un altro pilota, è caduto procurandosi 27 fratture e andando in coma per 12 giorni. La ripresa è stata lunga ed i problemi fisici sono stati evidentemente tanti. Falappa è voluto ugualmente ritornare in sella e lo ha fatto nel febbraio 1991 con la Ducati 888. In quella stagione è finito 9° in classifica generale. L’anno successivo si è piazzato 4°. Nel 1993 è ancora pilota ufficiale Ducati: vince tre gare a Brrands Hatch, Hockenheim, all’Österreichring e sulla pista di Misano, finisce in 5ª posizione. Nel 1994, sulla nuova Ducati 916, Falappa ha vinto a Misano l’ultima sua gara da professionista. Perchè ad Albacete, durante le prove, il cambio elettronico della moto ha ceduto e Falappa, cadendo, si è procurato gravissime ferite entrando nuovamente in coma per 38 giorni. Anche questa fase viene superata: guarisce, aiutato dal dottor Claudio Costa e da Giovanni Di Pillo, ma smette di correre, diventando testimonial della Ducati.

Enrico Fulgenzi è pilota Porsche dal 2008 e si è laureato campione del Porsche Carrera Cup Italia. L’inizio della sua carriera nel 2007 con la partecipazione alla Citroen Cup Italia con diversi ottimi piazzamenti e successi. Nella sua carriera, nei monomarca Porsche, ha vinto 19 volte, 58 volte è salito sul podio, con 14 pole positions e 14 giri veloci registrati in gara.

Durante questi anni si è meritato l’appellativo di «Dobermann», per via della sua tenacia unita a correttezza e sportmanship. La sua longevità del monomarca Porsche lo ha reso il pilota icona del marchio verso tutti gli appassionati e possessori che sono soliti frequentare la pista con le loro auto. Ha fondato un team di proprietà: la Enrico Fulgenzi Racing. Nell’ultima stagione, quella del 2019,  ha lottato fino all’ultima gara, quella sul circuito di Monza, per la conquista del titolo.

Martina Fratoni Anche lei Jesina in sella alla due ruote si è distinta ottenendo pole e ottimi piazzamenti in gara gareggiando e lasciandosi alle spalle tutti gli uomini in pista. La passione sembra gli sia nata vedendo delle gare di minimoto. Uno degli anni di maggior successo della Fratoni, da ricordare, è quello del 2012 e soprattutto la prova al Mugello.

L’allora 21enne jesina su Yamaha YZF R6, ha vinto ripetendo i successi in stagione di Misano e Franciacorta.

La motociclista leoncella è arrivata prima davanti a Ilena Faeckl (2° in gara, 3° in campionato), e a Manuela La Licata.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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