Il centrocampista tarantino, classe 2003, porta esperienza e duttilità alla squadra di Maurizi. Intanto, sul caso Giulianova arriva un Daspo di cinque anni per il tifoso ritenuto responsabile del ferimento della giornalista Silvia Trillini.
ANCONA, 14 ottobre 2026 – Era nell’aria da settimane, ora è arrivata la conferma ufficiale: Antonello Serra è un nuovo giocatore dell’Ancona di mister Maurizi. Un innesto che risponde all’esigenza di rinforzare ulteriormente una rosa già ampia, ma messa alla prova dalle numerose assenze, soprattutto nella zona nevralgica del campo. La società ha individuato nel centrocampista tarantino il profilo giusto per aggiungere qualità, duttilità ed esperienza a un reparto che ha bisogno di nuove soluzioni.
Serra, un centrocampista a tutto campo
Classe 2003, destro naturale e originario di Taranto, Serra arriva in biancorosso con un bagaglio di esperienze già significativo per la sua età. Centrocampista moderno e versatile, può ricoprire più ruoli in mediana: dal metodista, chiamato a dettare i tempi della manovra, alla mezzala capace di accompagnare l’azione e inserirsi negli spazi. Una duttilità che consentirà a Maurizi di ampliare le alternative tattiche e gestire con maggiore flessibilità le rotazioni.
I numeri raccontano un percorso già consistente: oltre 115 presenze complessive e più di 5.700 minuti disputati tra Serie D e professionismo. Nelle ultime stagioni, con la maglia del Campobasso, Serra ha collezionato 80 presenze, contribuendo al percorso che ha portato la formazione molisana alla Poule Scudetto di categoria.
Nel girone B di Serie C ha inoltre totalizzato 51 presenze con il Campobasso, realizzando tre reti nelle stagioni 2024-2025 e 2025-2026, tra campionato e Coppa Italia. Nel suo percorso figurano anche l’esperienza con l’Altamura, con cui ha raccolto 32 presenze e un gol, e quella al FC Lamezia Terme.
Un curriculum che offre all’Ancona un giocatore con una discreta esperienza già maturata, nonostante la giovane età, e con caratteristiche utili per dare equilibrio e nuove soluzioni alla mediana.
Infermeria, segnali di ripresa
L’arrivo di Serra assume un peso ancora maggiore alla luce delle difficoltà con cui Maurizi sta facendo i conti sul fronte degli infortuni. Menghi e Proromo sono fuori da tempo. Per il primo, la frattura del quinto metatarso rimediata nella gara d’esordio di Coppa Italia, lo scorso 30 agosto, ha comportato una prognosi di almeno 50 giorni.
A queste assenze si erano aggiunte quelle di Pandolfi, del giovane Proromo, il terzino Balestra e forse anche l’altro mediano Messori. Alle prese con problemi muscolari anche quest’ultimo, oltre gli altri che sono lontani dal rettangolo verde da ormai diverse settimane.
Non mancano, però, segnali incoraggianti. Pandolfi, ex Vigor e L’Aquila, ha ripreso ad aggregarsi al gruppo durante gli allenamenti infrasettimanali, un primo passo verso il rientro. Le sue condizioni andranno monitorate, ma il recupero potrebbe restituire al tecnico un’ulteriore opzione in mezzo al campo.
Con Serra, dunque, la mediana biancorossa guadagna una pedina in più e un bagaglio di esperienza prezioso in una fase della stagione condizionata dalle assenze. Un contributo che si aggiunge alla crescita di Bulevardi, altra recente novità del reparto, già protagonista di prestazioni convincenti lungo la linea mediana, anche nella trasferta di Giulianova.

lo stadio “Rubens Fadini” dove si svolgono le partite interne del Giulianova Calcio.
Caso Giulianova, Daspo di cinque anni
Dal campo alle cronache che nessuno vorrebbe raccontare. Proseguono gli sviluppi legati agli episodi verificatisi domenica scorsa allo stadio Fadini di Giulianova, al termine della gara che ha visto coinvolta la giornalista anconetana Silvia Trillini, rimasta ferita alla testa dopo la rottura del plexiglas della cabina stampa.
Secondo quanto ricostruito, un tifoso avrebbe sferrato un pugno contro la struttura riservata agli addetti ai lavori, provocando la rottura della barriera trasparente che separava la postazione dall’esterno. Da qui il ferimento della giornalista, già raccontato nelle cronache successive alla partita.
In mattinata è arrivato il provvedimento del prefetto di Teramo, Beatrice Agata Mariano, adottato a seguito dell’attività investigativa condotta dalla Digos sotto la guida del questore Pasquale Sorgonà. Il tifoso individuato come responsabile del gesto è stato raggiunto da un Daspo della durata di cinque anni, oltre a essere denunciato per lesioni e danneggiamento.
Il provvedimento si aggiunge alle sanzioni già inflitte dal giudice sportivo al Giulianova Calcio. La società è stata multata di 2.500 euro per una serie di comportamenti contestati ai propri sostenitori durante e dopo l’incontro.
Nel dettaglio, il provvedimento sportivo fa riferimento al lancio di getti d’acqua verso la panchina avversaria. Al lancio in campo di bottiglie di plastica, alcune delle quali piene o semipiene, che avrebbero ostacolato il regolare e sicuro svolgimento della gara, costringendo l’arbitro a interrompere più volte il gioco. Contestati anche gli insulti e le minacce rivolti alla terna arbitrale al termine della partita, con conseguenti difficoltà nell’accesso agli spogliatoi.
La sicurezza non può essere un dettaglio
Quanto accaduto al Fadini va ben oltre il risultato sportivo. Una partita di calcio, che dovrebbe essere occasione di confronto e passione, si è trasformata in un episodio segnato da comportamenti violenti e gravi rischi per chi era presente allo stadio per lavorare o assistere alla gara.
Il Daspo e le sanzioni sportive rappresentano provvedimenti concreti, ma resta aperta una questione più ampia: quella della cultura del tifo e della sicurezza negli impianti. Il rispetto degli avversari, degli arbitri, dei giornalisti e di tutti gli operatori non può essere considerato un optional, né può essere sacrificato sull’altare di una rivalità sportiva.
Servono responsabilità individuali, controlli adeguati e misure preventive realmente efficaci, affinché episodi simili non si ripetano. Perché il calcio possa continuare a essere vissuto come una festa collettiva, la passione deve restare entro i confini del rispetto. E la sicurezza di chi frequenta gli stadi, per giocare, lavorare o semplicemente tifare, deve tornare a essere una priorità assoluta se non si voglia rovinare del tutto quel resta di quello che era comunemente considerato: “lo sport più bello”.
Crediti foto di copertina: SSC Ancona.
Crediti foto nell’articolo: Giulianova Calcio 1924
Valentina Triccoli
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