La risposta al comunicato del Basket Academy Jesi (rileggi qui…) da parte della Pallacanestro Jesi che integralmente pubblichiamo
La Pallacanestro Jesi facendo seguito alla nota della Basket Academy del 21 dicembre, si vede costretta a precisare
alcuni punti circa quanto accaduto nella serata di venerdì 20 dopo la gara del campionato di DR1, essendo stata
chiamata in causa nonostante sia totalmente estranea all’accaduto, se non come parte lesa.
Durante la partita all’interno della palestra Stefano Filonzi, vinta con merito dai ragazzi dell’Academy, non si è
verificato alcun episodio violento e tutto si è svolto in un clima di leale competizione sportiva, davanti ad una festosa
e partecipata cornice di pubblico.
Qualora fosse avvenuto un episodio spiacevole fra alcuni tifosi ed il figlio di un “dirigente” della squadra ospite, come
sostenuto nella nota Academy, la Pallacanestro Jesi precisa, anche se forse è superfluo, che non ha nulla a che fare
con quanto succede al di fuori dall’impianto. Per quanto concerne il comportamento dei tifosi, è bene sottolineare
che la loro presenza è stata costante, calorosa e corretta in tutte le gare sia casalinghe che esterne, tanto che fino a
questo momento la Pallacanestro Jesi non è mai stata fatta oggetto di alcuna sanzione da parte della F.I.P..
Andrebbe invece stigmatizzato il comportamento del “dirigente” della Basket Academy – per inciso il Sig. Altero
Lardinelli – che ha additato come diretti responsabili dell’accaduto il vice presidente Massimo Stronati ed Alberto
“Lupo” Rossini, offendendoli, denigrandoli e diffamandoli pubblicamente tramite un social network.
Non pago, il “dirigente” Lardinelli ha rivolto precise e circostanziate minacce di morte tramite messaggi audio
Whatsapp ai due esponenti della PJ di cui sopra. Pesanti “avvertimenti” che non possono essere presi alla leggera,
dato quanto si è mostrato capace di fare il “dirigente” Lardinelli la sera stessa dei fatti. Lo stesso, infatti, è stato
filmato mentre, con una spranga di ferro in mano, urla con fare minaccioso fuori da un locale della città.
Sempre nella nota, veniamo invitati a contribuire ad “abbassare i toni” (che non abbiamo mai alzato) e dare un
“segnale di disponibilità”, rassicurandoci paradossalmente che, in quel caso, per il “dirigente” Lardinelli la questione
finirebbe lì.
La Pallacanestro Jesi questo “segnale” lo dà già di per se forte e chiaro, non prevedendo, coerente col proprio
Progetto fondato su valori sportivi ed etici, alcun diritto di cittadinanza per dirigenti e/o tesserati che si rendano
protagonisti di comportamenti analoghi a quello del “dirigente” Lardinelli.
Massimo Stronati e “Lupo” Rossini, dal canto loro, valuteranno il da farsi nelle Sedi opportune.
Ringraziamo i tantissimi cittadini e sportivi jesini e marchigiani che si sono stretti intorno alla nostra Società
esprimendo solidarietà per le offese e le minacce ricevute.
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