Calcio / Roberto Mancini torna ad allenare, contratto fino al giugno 2026 in Qatar sulla panchina dell’Al Sadd

Il tecnico potrebbe essere a Doha già nei prossimi giorni. Il debutto il 23 novembre in Champions d’Asia

JESI, 11 novembre 2025 – Roberto Mancini torna in panchina.

Il mister jesino avrebbe accettato l’offerta dell’Al Sadd, il più importante club del Qatar, campione in carica, che vorrebbe tornare a vincere per incrementare la propria bacheca di successi con 18 campionati vinti e due Champions d’Asia nell’albo d’oro.

Attualmente il Al Sadd è oltre metà classifica (9 gare disputate 14 punti per 4 vittorie e 2 pareggi) e l’impegno dell’ex Ct della nazionale italiana sarebbe a termine, fino al giugno 2026, con l’eventuale debutto il 24 novembre in Champions sul campo dell’Al-Eahda.

Mancini potrebbe essere a Doha già nei prossimi giorni.

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Jesi / Mancini ritorna sulla panchina della Nazionale? Secondo mamma Marianna si: “è un vincente”

Intervistata telefonicamente da Lauro e Geppi Cucciari durante la trasmissione radio Rai ‘un giorno da pecora’

JESI, 11 giugno 2025 – La mamma è sempre la mamma e quando c’è da difendere o sponsorizzare il proprio figlio non ci sono peli sulla lingua e ‘pane al pane’.

Così è stato per Marianna la mamma di Roberto Mancini che oggi, contattata telefonicamente alla trasmissione radio Rai ‘un giorno da pecora’, senza girarci intorno, ha affermato: “Mio figlio quando va nei posti vince, non so cosa pensi lui ma io lo vedo proprio di nuovo ct della Nazionale! Roberto non è una testa calda, qualcuno nei suoi confronti non è stato onesto”.

In questi giorni tutti gli italiani, d’altronde siamo tutti commissari tecnici, dopo l’esonero di Spalletti, dicono la loro a chi affidare la panchina dell’Italia per cercare di salvare il salvabile per evitare la terza esclusione consecutiva ai mondiali di calcio del prossimo 2026.

Ed ai conduttori Lauro e Geppi Cucciari che l’hanno intervistata, dicendo se Mancini potrebbe tornare, Marianna ha replicato:Ci vorrebbero delle scuse, che in certi casi ci vogliono”.

(e.s.)

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Calcio / Roberto Mancini direttore tecnico alla Sampdoria

Con lui Chicco Evani allenatore ed Attilio Lombardo vice. Probabile anche il ritorno di Andrea Mancini figlio del ‘Mancio’ dopo essere stato direttore sportivo alla Samp un anno fa

JESI, 7 aprile 2025 – La Sampdoria prova a dare una svolta ad una stagione, campionato di seriri B, che la vede fortemente inguaiata e che richia di retrocedere.

Dopo la sconfitta di ieri per 2-0 a La Spezia ora la squadra è terzultima in classifica generale. 

La società nelle ultime ore ha deciso di esonerare il tecnico Leonardo Semplici e il ds Pietro Accardi.

In panchina chiamato Chicco Evani e con lui, come vice allenatore,  Attilio Lombardo.

Un ruolo importante è stato assegnato a Roberto Mancini che sarà il direttore tecnico.

Uno staff tutto di sampdoriani considerato che sia  il ‘Mancio’ che Evani che Lombardo hanno scritto pagine e pagine, come giocatori, della storia del club.

Con ogni probabilità tornerà a far parte dell’area tecnica anche Andrea Mancini figlio di Roberto dopo essere stato direttore sportivo alla Samp un anno fa.

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Corinaldo / Successo per “Il Mio Luca”, monologo dedicato a Vialli

Un teatro gremito, ha applaudito l’attore Andrea Carlini che ha ricordato il Campione scomparso. L’evento è stato fortemente voluto dal Samp Club “Magna Romagna”

VALLESINA, 4 marzo 2025 – Successo di pubblico allo splendido “Teatro Goldoni” di Corinaldo, per il monologo dal titolo “Il Mio Luca” dell’attore Andrea Carlini.

La serata, dedicata a Gianluca Vialli, ha visto l’attore genovese e sampdoriano doc protagonista in un racconto virtuale al proprio figlio, in procinto di nascere, del suo mito: Gianluca Vialli.

L’attore Andrea Carlini, protagonista dello splendido monologo dedicato al Campione Gianluca Vialli

Tra ricordi, aneddoti, pensieri e gesta del Campione, Carlini ha voluto trasmettere al pubblico le emozioni vissute ammirando il Campione da poco scomparso, in uno spettacolo denso, forte e coinvolgente.

Un fuoriclasse trasversale, che ha sempre saputo attrarre le simpatie non solo degli appassionati delle squadre in cui ha militato, ma anche quelle degli sportivi tutti, per l’immagine da sempre trasmessa e, soprattutto, le sue straordinarie gesta sportive.

Dalla sua Cremona sino alla consacrazione alla Sampdoria, dal passaggio alla Juventus sino all’esperienza al Chelsea, per concludere il suo percorso sportivo in Nazionale nel ruolo di Capo Delegazione, contribuendo grazie alla sua grandissima esperienza, alla vittoria dell’Europeo nell’estate 2021.

Un rapporto di stima, affetto e rispetto con tutti i compagni di squadra, tra cui il “nostro” Roberto Mancini, il suo “Gemello”, per una coppia che, difficilmente, rivedremo in futuro su un campo di calcio.

La maglia di Roberto Mancini indossata nella sfortunata Finale di Coppa dei Campioni con il Barcellona allo Stadio di “Wembley” il 20 maggio 1992

La maglia personalizzata per la Finale

La maglia del “Mancio” insieme a quella del suo “Gemello” Gianluca Vialli

L’evento, fortissimamente voluto dal Samp Club “Magna Romagna”, nella persona del suo fondatore Roberto Mitrotta, dal Comune di Corinaldo e da Mauro Morsucci della Compagnia “Teatro Time” di Corinaldo, ha visto esposte anche alcune maglie dello stesso Gianluca Vialli, di Roberto Mancini, quella della maledetta Finale di Coppa dei Campioni a “Wembley” nel 1992, di Moreno Mannini e tante altre, che hanno contribuito a rendere ancora più emozionante la serata, gentilmente concesse dal “Museo della Samp” del Presidente Maurizio Medulla.

Il fondatore del Samp Club “Magna Romagna” Roberto Mitrotta, con l’ex giocatore della Samp Ivano Bonetti

Ospite d’eccezione, l’ex compagno dell’attaccante alla Samp Ivano Bonetti, anche lui protagonista dell’incredibile Scudetto del 1991, dopo averne vinto un altro in precedenza nel 1986 con la Juventus.

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Jesi / Imbrattato il murales di via del Prato dedicato a Roberto Mancini

Inaugurato nel 2021 all’indomani del successo dell’Italia, con Roberto Mancini CT, dopo la vittoria agli europei di calcio in Inghilterra

JESI, 12 febbraio 2025 – Grave atto di sfregio al murales con la figura di Roberto Mancini in via del Prato.

 

Sicuramente vandali incontrollati, hanno imbrattato il murales con vernice nera.

Murales originale il giorno dell’inaugurazione nel 2021

Non è la prima volta, ma nel 2022 si era rimediato anche se pochi gioni dopo fu di nuovo imbrattato e di nuovo messo a nuovo.

Questa volta, considerate le tante scritte e graffi, non sarà facile sistemarlo con poco ma potrebbe servire una azione complessiva che probabilmente costa.

Ricordiamo che il murales fu inaugurato nel 2021, all’indomani del successo dell’Italia, con Roberto Mancini CT, dopo la vittoria agli europei di calcio in Inghilterra. 

Allora l’autore Federico Zenobi dichiarò: “Abbiamo scelto questa foto, perché per noi rappresenta la gioia della vittoria, ma anche la fatica e l’emozione che hanno accompagnato la finale dell’Europeo. Si ringraziano il Comune di Jesi, la signora Nadia per aver concesso la parete, la Cemi per il carrello elevatore, e Marche Color per i fondi”.

Ci piacerebbe apprendere che il Sindaco Fiordelmondo intervenga con immediatezza per riconsegnare un murales nel ricordo di un successo sportivo, non di tutti i giorni, che ha visto come protagonista uno jesino doc.

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Calcio, “Gabrigol” e il “Mancio”, la prima gioia in A nella stessa porta

Un curioso particolare lega i due campioni jesini. La prima rete in A siglata nella stessa porta del medesimo Stadio. Per entrambi infatti, il “Sinigaglia” rappresenta un luogo speciale

JESI, 17 dicembre 2024 – Non si sono ancora spenti gli echi della prima rete in A dello jesino Alessandro Gabrielloni, evento da festeggiare e sottolineare giustamente con tanto clamore, sia per l’incredibile storia vissuta dall’attaccante dal suo approdo al Como, sia per l’affetto incredibile della Jesi calcistica che gli è sempre stata vicina sin dal suo esordio in maglia leoncella da giovanissimo, fino al debutto in A.

Alessandro Gabrielloni festeggiato dai compagni di squadra dopo la rete dell’1-0 contro la Roma di domenica scorsa (foto profilo FB ufficiale Como Calcioi)

Ma c’è un altro particolare, incredibile, che lega “Gabrigol” a un altro campione jesino, il grande Roberto Mancini.

Il gol appena segnato domenica scorsa con la Roma infatti, è stato realizzato non solo nello stesso Stadio dove il “Mancio” mise a segno la sua prima rete in carriera in A, il “Sinigaglia” di Como, ma anche nella stessa porta, sotto la Curva Nord, cuore pulsante della tifoseria comasca.

Mancini infatti, allora al Bologna, siglò la sua prima rete in carriera nel lontano 4 ottobre 1981 a Como, la prima di una lunghissima serie, che lo ha visto poi raggiungere tantissimi traguardi e diventare nel corso degli anni uno dei giocatori più importanti della storia del calcio italiano.

Roberto Mancini con la maglia del Bologna nella stagione 1981/82 (foto Wikipedia)

Era un Como-Bologna, che si concluse col punteggio di 2-2 grazie alle reti di Nicoletti e De Rosa per i lariani, e di Pileggi e Mancini per i felsinei, con l’attaccante jesino che pareggiò i conti nel finale, al 78’, regalando un punto prezioso ai suoi.

Purtroppo, la stagione non si concluse bene per entrambe le formazioni, che andarono incontro ad un’amarissima retrocessione in Serie B, insieme al Milan. Il Bologna poi, in preda a grandi difficoltà finanziarie, si vide praticamente costretta, per far cassa, a cedere il gioiellino alla Sampdoria, dove Roberto Mancini iniziò un percorso incredibile prima di concludere una carriera strepitosa con la maglia della Lazio, passando per la Nazionale.

Un unico filo conduttore che lega quindi i due, entrambi originari poi del “Prado”, il noto quartiere jesino, oltre agli stessi inizi con la maglia dell’Aurora al Campo Sportivo “San Sebastiano” che, come in un segno del destino, sta a testimoniare per entrambi, capitani e bandiere delle rispettive società, un qualcosa di davvero speciale, sperando che per “Gabrigol” sia soltanto l’inizio di una altrettanto lunga serie di reti.

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Calcio / “Roberto Mancini? Roma soluzione ideale”, parla Pietrella (Gazzetta dello Sport)

Nostra intervista esclusiva al giornalista della ‘rosa’.  Ha scritto anche per Sky Sport e Gianlucadimarzio.com. Nel 2022 ha vinto il Premio Ussi Roma, categoria Giovani, come miglior giornalista sportivo under 35

JESI, 12 dicembre 2024 – “Roma sarebbe soluzione ideale per lo jesino Roberto Mancini”.

Queste le parole di Francesco Pietrella, giornalista de ‘La Gazzetta dello Sport’  incontrato e intervistato in esclusiva in queste ore.

Francesco Pietrella

“Quando Ranieri andrà via e prenderà un ruolo magari diverso, Mancini potrebbe rivestire benissimo l’incarico di allenatore della Roma. Direi che con l’Inter ha iniziato un ciclo, che si è poi chiuso col triplete di Mourinho. Ma l’aveva iniziato proprio lui. Alla Fiorentina è riuscito a portare a casa la Coppa Italia, alla Lazio ha vinto la Coppa Italia, con la Nazionale il campionato europeo. Anche al di fuori dei confini nazionali, sponda City e Galatasaray, ha fatto bene. A mio avviso il Mancio resta un allenatore di elevato livello e sarebbe bello rivederlo in Italia. Tralasciando la rivalità con la Lazio, da buon professionista, la Roma giallorossa potrebbe essere la destinazione ideale in futuro, lo ribadisco. E tra l’altro Mancini conosce bene la città”.

Pane e pallone, innamorato del calcio grazie a Pippo Inzaghi, Pietrella, classe 1993, ex numero 11 che si inseriva sulla fascia. Un’infanzia correndo – più del pallone – tra i campi in terra della periferia romana, fino ai 20 anni. “Quel mondo mi ha formato”, ammette il ragazzo di Roma.

Gli abbiamo quindi chiesto un commento sulla Nazionale Azzurra post-Mancini: “Spalletti, dopo la delusione europea, si sta riscattando partita dopo partita. Un campionato europeo direi da dimenticare con scelte discutibili come la convocazione di Fagioli. Avrebbe a mio avviso potuto fare altri tipi di scelte. Ad esempio, avendo la nostra Nazionale come sappiamo difficoltà in fase offensiva, avrei portato all’ultimo europeo un Ciro Immobile nonostante il campionato non positivo. Ma ora Spalletti, grazie anche a Gasperini, è stato bravo a riprendere per i capelli Retegui. Potrebbe essere lui l’uomo giusto lì davanti che mancava alla nostra Nazionale. Chi meriterebbe un posto in Nazionale? A mio parere un Zaccagni. Ma poi dove lo metti in un 3-5-2? Questo è un altro tema…”.

Daniele Bartocci

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Jesi / A Roberto Mancini e Daniele Bartocci il premio ‘Andrea Fortunato’

La cerimonia di gala questa mattina al salone d’Onore del Coni a Roma alla presenza del Presidente Giovanni Malagò

JESI, 9 dicembre 2024 – C’erano anche gli jesini Roberto Mancini (lo sport è vita) e Daniele Bartocci (premio giovani giornalisti) tra i premiati della XV edizione del prestigioso Premio Andrea Fortunato, assegnato annualmente a personaggi dello sport italiano, della medicina e del giornalismo.

Malagò – Bartocci

La cerimonia di gala si è consumata questa mattina al Salone d’Onore del Coni a Roma, alla presenza del Presidente Giovanni Malagò.

Bartocci – Coni Roma Salone d’Onore

Obiettivo del Premio Andrea Fortunato, uno dei più importanti riconoscimenti nazionali, ideato dalla Fondazione Polito (Museo del Calcio Andrea Fortunato), è quello di rendere obbligatorio il Passaporto Ematico intitolato a quattro compianti calciatori (Andrea Fortunato, Piermario Morosini, Flavio Falzetti e Carmelo Imbriani).

Al Salone d’Onore del Coni a Roma sono stati premiati l’ex allenatore della Nazionale Italiana di Calcio Roberto Mancini e il giovane giornalista Daniele Bartocci, entrambi jesini doc.

Tra i presenti e premiati c’erano anche Dino Zoff e Andrea Barzagli. Avrebbe dovuto essere presente anche Edoardo Bove, colpito purtroppo dal malore in Fiorentina-Inter.

 

Gli altri premiati

Leonardo Massa (premio merito professionale); Fabio Pecchia (premio miglior allenatore); Andrea Barzagli (premio carriera esemplare); Saverio Sticchi Damiani (premio miglior presidente); Francesco Caputo (premio resilienza e dedizione nel calcio); Marco Lollobrigida (miglior giornalista sportivo); Alessandro Lucarelli (premio alla carriera); Alessio Cracolici (premio miglior team manager); Carmelo Salerno (premio impegno nello sport); Paolo Piani (premio eccellenza nella formazione tecnica sportiva); Roberto Ventre (premio sport e calcio); Eustachio Da Piano (premio solidarietà e visione sociale); Alessandro Molaro (premio Fioravante Polito fratellanza e solidarietà).

Proprio negli ultimi anni, a proposito di Passaporto Ematico, sono state presentate due proposte e un disegno di legge in Parlamento, e ne sarà presentata un’altra a inizio 2025.

Giovanni Malagò, Gabriele Gravina e Mauro Balata hanno già firmato da tempo l’adesione al Passaporto (che mira a introdurre gli esami a carattere ematico e cardiaco tra quelli ad oggi previsti per ottenere l’idoneità sportiva, al fine di evitare tragedie), come sottolineato dal Presidente della Fondazione Polito Davide Polito.

Ora mancherebbe solo la ‘ciliegina’ sulla torta da parte della politica e del Ministro Andrea Abodi.

(e.s.)

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Jesi / Buon compleanno Roberto Mancini, gli auguri per i suoi 60 anni 

Dal ‘Prado’ (San Sebastiano) agli scudetti da giocatore fino al titolo di campione d’Europa allenatore dell’Italia il ‘Mancio’ sempre in contatto con la sua terra d’origine

JESI, 27 novembre 2024 –  Roberto Mancini compie 60 anni: auguri ‘Mancio’!

Tanti saranno i messaggi tramite social, o chi personalmente porgerà a Roberto Mancini gli auguri per il suo compleanno.

Infinita la lista di trofei e risultati ottenuti in carriera.

Gli amici di Jesi e non solo gli hanno preparato una festa privata per condividere con lui gli auguri speciali alla quale si associa anche la redazione di VALLESINA TV.

Evasio Santoni

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Calcio / Roberto Mancini, esperienza in Arabia Saudita al capolinea?

Le ultime due prestazioni ed i risultati del campo contro il Giappone, sconfitta, ed il pareggio contro il Bahrain, potrebbero aver scritto la parole fine

JESI, 24 ottobre 2024 – Gli ultimi risultati nelle gare di qualificazione ai mondiali in America, Messico e Canada del 2026, dall’11 giugno al 19 luglio, e precisamente la sconfitta contro il Giappone ed il pareggio contro il Bahrain, potrebbero aver scritto la parola fine dell’esperienza di Roberto Mancini alla guida tecnica dell’Arabia Saudita.

Il ‘Mancio’ era approdato sulla panchina dell’Arabia Saudita nell’estate del 2023, dopo l’uscita non senza polemiche con la Figc,  ed in particolare con il presidente Gravina, dal giro della nazionale italiana.

Mancini non è riuscito a far compiere quel salto di qualità alla nazionale araba.

Nelle ultime gare alcune forti esternazioni ed atteggiamenti di risposte polemiche di Mancini, sia in campo che in conferenza stampa, sono stati il segnale di una rottura che, stando alla stampa specializzata, manca solo dell’ufficialità.

I prossimi impegni per l’Arabia Saudita sono il 14 novembre in Australia ed il 19 novembre in Indonesia. Per quei due appuntamenti in panchina ci potrebbe già essere il suo sostituto che i ‘si dice’ hanno individuato già in Zinedine Zidane.

Mancini è ritornato in Italia per alcuni giorni, notato anche a Jesi, e potrebbe non far più ritorno in Arabia anche se dal punto di vista burocratico, se ciò avverrà, comporterà delle lunghe operazioni per annullare e riportare la residenza dall’Arabia in Italia.

Evasio Santoni

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Calcio / Lele Adami: “Mancini di Jesi, un rivoluzionario: tornerà in Italia”

L’opinionista Rai alla kermesse sportiva Overtime festival 2024 a Macerata. “Alessandro Gabrielloni in Nazionale? C’è spazio per tutti”

VALLESINA, 12 ottobre 2024 – Prosegue all’insegna del successo la kermesse sportiva Overtime Festival 2024 (14^ edizione): special guest Lele Adani che ha espresso al nostro Daniele Bartocci, nel backstage del Festival Nazionale Giornalismo e Racconto Sportivo, un punto di vista anche su Alessandro Gabrielloni e Roberto Mancini.

Ieri sera Lele Adani e Nicola Ventola hanno infiammato il cuore degli appassionati di calcio al Teatro Lauro Rossi, nel cuore della città maceratese.

In collegamento Antonio Cassano che non ha risparmiato critiche nei confronti di Cristiano Ronaldo (“Non sa giocare a calcio”) e nei confronti dei nuovi talenti italiani (“In Italia non vedo talenti, è inutile dire facciamo giocare i giovani se i giovani non ci sono”).

Il trio ha fatto divertire i presenti: tutto esaurito al Teatro Rossi con ‘ Viva el Futbol On the Road’.

Di seguito l’intervista integrale Esclusiva firmata Daniele Bartocci amico e collaboratore di VALLESINATV

Adami, dai Bagni Andrea di San Benedetto del Tronto all’Overtime di Macerata: hai sempre espresso parole al miele, a distanza di tempo, nei confronti di Roberto Mancini. Avevi ragione tu a San Benedetto, il Mancio alla fine ci ha fatto vincere l’Europeo…

Roberto Mancini è un tecnico rivoluzionario, soprattutto che ama un certo tipo di calcio. Ha una grande visione. Ora sta facendo un percorso lontano dall’Italia, però io credo che tornerà sicuramente nel nostro Paese in un progetto, diciamo, che dia fiducia sia alla ricerca dei giocatori che a un determinato tipo di gioco

Esistono oggi, a tuo modo di vedere, dei nuovi Lele Adani in difesa, Antonio Cassano o Nicola Ventola in attacco? Come vedi la nostra Nazionale, manca un po’ chi salta l’uomo in Italia?

Io dico che la nostra Nazionale sta lavorando bene. Luciano Spalletti sta cercando di dar fiducia ai giovani e le ultime convocazioni vanno in questo senso. Credo che Adani e Ventola si possano trovare sempre nelle caratteristiche. Il tutto deve però essere accompagnato da qualità umane e dalla fame. Antonio Cassano era un genio e un genio rimane una storia a sé…

Champions League 2024/2025 e campionato di Serie A 2024-2025: qual è il tuo pronostico a tal proposito?

Sarei contento se vincesse il PSG, Luis Enrique è davvero un grande tecnico. In campionato, oltre alla solita Inter, tra i team direi che anche la Juve può essere una delle candidate a un certo percorso di crescita che porti allo scudetto. Il Milan? Paulo Fonseca è a mio modo di vedere un bravo allenatore. Credo debba essere supportato dalla società. Paulo ha buone idee, in questo momento un po’ in difficoltà anche se ha dimostrato, sia nel derby che negli incontri successivi, di avere una visione di crescita per un percorso. Ma tutto parte dalla società rossonera

Qui nelle Marche abbiamo due ottimi attaccanti, Alessandro Gabrielloni del Como e Walid Cheddira (dal Napoli all’Espanyol). Se Cheddira è ormai un calciatore della Nazionale del Marocco, Alex Gabrielloni – che ha trascinato il Como dalla serie C fino alla serie A – potrebbe rivelarsi utile alla causa azzurra nel prossimo futuro  secondo te?

Credo che in Nazionale ci sia spazio per tutti, specie in questo momento dove non ci sono tanti selezionabili. Quando un ragazzo dimostra qualità, per esempio abbiamo visto Niccolò Pisilli, e riesce ad onorare il merito… poi arriva anche il riconoscimento da parte del selezionatore. Selezionatore che ha bisogno di attingere dagli italiani giovani per provare a realizzare un percorso virtuoso con la Nazionale

Doping e scommesse: che opinione hai a riguardo?

Il doping in particolare è un problema che c’è da sempre. Va gestito condannandolo sempre, prendendo le distanze e semplicemente con la certezza della pena e con la rigidità nel seguire chi truffa il calcio, e truffa anche la gente… Perché il veicolo di tutto è la passione popolare. Sempre Viva el Futbol!

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Calcio / Amarcord, l’ultimo pienone al ‘Carotti’ di Jesi

9 anni fa, la mattina del 16 agosto 2015, in occasione dell’allenamento dell’Inter allenata da Roberto Mancini

JESI, 15 agosto 2024 – Ricordi indelebili e colpo d’occhio che resteranno per sempre impressi nella mente degli sportivi jesini, di querlli della Vallesina tutta, dei tifosi dell’Inter che il 16 agosto 2015 invasero il ‘Carotti’ di Jesi leggi qui – per assistere all’allenamento dell’Inter a suo ntempo allenata da Roberto Mancini.

In un periodo di nstasi per il calcio leoncello rivivere quelle emozioni e rivedere le prove di un impianto sportivo pieno di spettatori, forse al di là della capienza regolare consentita, è occasione per meditare e sperare che in un futuro breve si possa ritornare non a quei numeri, ma riportare entusiasmo e passione.

JESI / 16 agosto 2015: quando l’Inter e Roberto Mancini riempirono il Carotti

(e.s.)

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Calcio / Roberto Mancini, qualche ora di relax a Senigallia

A Jesi per il compleanno di mamma Marianna. Ha fatto visita all’amico Daniele Dottori al Kalypso ed è stata una festa con i tanti ragazzini presenti

VALLESINA, 5 agosto 2024 – Roberto Mancini è notorio che quando ritorna a Jesi oltre che stare delle ore con i genitori fa sempre il giro degli amici.

Questa volta nella città di Federico II è tornato per un evento speciale: il compleanno della mamma Marianna (auguri anche da parte della redazione di Vallesina Tv).

In questo periodo, considerato il gran caldo, ha anche deciso di trascorrere un bel pomeriggio in spiaggia al Kalipso sul lungomare Nord di Senigallia gestito dall’amico Daniele Dottori, raggiunto in compagnia dell’inseparabile Marino Zannotti.

Come sempre gran festa per il ‘Mancio’ che non si tira mai indietro parlando con tutti, firmando autografi e posando con i tanti ragazzini che glie lo chiedono.

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Calcio Giovanile / Junior Jesina ad Ascoli, proseguono i confronti con i club professionistici

Mercoledì 15 maggio a Castel di Lama. In campo i 2010 della scuola calcio Elite Roberto Mancini allenati da Lorenzo Carotti

JESI, 11 maggio 2024 – Continua in casa Junior Jesina scuola calcio Roberto Mancini, riconosciuta scuola Elite, i confronti con i pari età di club professionistici atti a migliorare la conoscenza e perfezionare la qualità sia delle squadre che dei giovani.

La crescita è importante e ben si sa che giocare contro avversari qualificati serve a tutti per migliorare.

Mercoledì prossimo 15 maggio alle 15,45 a Castel di Lama, i 2010 della Junior Jesina allenata da Lorenzo Carotti affronterà in amichevole, undici contro undici, l’Ascoli.

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Calcio / “And the winner is…” Roberto Mancini: il capitolo nel libro del Collettivo Banfield a cura della cingolana Claudia Spadoni

La copywriter e giornalista pubblicista ha raccontato il ct della Nazionale dell’Arabia Saudita nel libro in uscita oggi, venerdì 26 aprile, in cui 9 scrittrici donne raccontano 9 campioni sportivi uomini, a cura del gruppo fondato da Diego Mariottini con la prefazione di Giovanna Trillini

CINGOLI e JESI, 26 aprile 2024 – Una cingolana che racconta uno jesino. Presenta così la copywriter e giornalista pubblicista Claudia Spadoni il suo capitolo dedicato a Roberto Mancini nel libro “And the winner is…” del Collettivo Banfield in uscita oggi, venerdì 26 aprile, con le storie di campioni sportivi raccontate da 9 scrittrici donne.

Claudia Spadoni

Claudia Spadoni racconta Roberto Mancini: “Grazie a Diego Mariottini per la fiducia”

Come nasce la collaborazione di Spadoni con il Collettivo Banfield? “Un collega di lavoro – ci dice la giornalista e copywriter cingolana -, Nicola Fragnelli, già membro del Collettivo Banfield, mi ha fatto sapere che il fondatore del gruppo Diego Mariottini stava mettendo insieme una squadra di autrici per realizzare un nuovo progetto. Si trattava di un libro di racconti su nove campioni dello sport raccontati da altrettante voci femminili. È iniziato tutto così: Nicola mi ha messo in contatto con Diego Mariottini, che ringrazio per la fiducia, e abbiamo subito iniziato a collaborare”.

Perché Claudia ha scelto proprio Roberto Mancini? La scelta è stata, infatti, quasi automatica. “Scegliere lui – spiega – come protagonista del racconto è stato abbastanza naturale, sia per la vicinanza geografica ed emotiva a questo campione, sia perché mi permetteva di raccontare il suo essere “marchigiano” sotto tanti aspetti diversi. L’ho trovato una figura molto interessante anche perché è stato un calciatore che ha vissuto tante stagioni da protagonista, nelle vittorie come nelle sconfitte, senza mai risparmiarsi.

“Roberto è un ‘cagnarì’: non conosce mezze misure”

Se dovessi usare un termine dialettale marchigiano per descriverlo direi che è un ‘cagnarì’, che non conosce mezze misure e che, a volte, ha pagato il prezzo della sua impulsività fuori e dentro dal campo. Per tutti questi motivi l’ho trovato un personaggio interessante da raccontare anche a chi non segue da vicino il calcio. Magari in molti l’hanno scoperto solo dopo la vittoria agli Europei 2021, quando Jesi si è riempita di giornalisti a caccia del Mancini segreto. Sono sicura che anche in veste di allenatore della nazionale saudita ci riserverà belle sorprese”.

Un estratto in esclusiva

Abbiamo letto il capitolo dedicato all’ex ct e possiamo dire che il libro merita davvero di essere acquistato anche per la narrazione che Claudia Spadoni offre di Roberto Mancini. Vi regaliamo un piccolo estratto in esclusiva.

 “Qualcuno azzarda a dire che è forse il primo vero bad boy del calcio italiano. Occorre intendersi: niente a che vedere con i ragazzacci del calcio moderno, tutti Lamborghini e flirt eccellenti, forse più interessati a mostrare uno stile di vita da ricchi che a spendere energie per conquistarsi un posto al sole. Roberto Mancini è un campione d’altri tempi, con un altro modo di intendere il calcio, tanto sfrontato nel difendere le proprie ragioni quanto riservato sulla vita privata (…) .

Viene da Jesi, placida cittadina marchigiana dove il talento agonistico ribolle (..). Da bambino gioca nella squadra dell’oratorio di San Sebastiano, da preadolescente veste la maglia dell’Aurora Jesi. Qui la storia del ragazzino pieno di talento, con un avvenire profetizzato praticamente da chiunque l’abbia visto con il pallone tra i piedi, prende una direzione precisa”. Claudia parla anche di Jesi, Genova e la Samp, gli ultimi anni da calciatore, la carriera di allenatore, sul rapporto con Luca Vialli, sulla vittoria dell’Europeo e sul burrascoso addio alla Nazionale italiana per accasarsi a quella dell’Arabia Saudita.

Giovanna Trillini

La prefazione di Giovanna Trillini e le parole del fondatore del Collettivo Banfield

La prefazione del libro è di un’altra jesina, una certa Giovanna Trillini. “Il mio winner personale – scrive la campionessa olimpica di scherma – Beh, un nome ce l’avrei, anzi ce l’ho. Dovrei forse dire il maestro Ezio Triccoli, l’uomo che mi ha fatto conoscere e amare la scherma, ma vorrei uscire dalla disciplina che per anni ho praticato in pedana con successo e dedizione totale. My winner is… Jury Chechi, il campione ginnico”.

Oltre a Roberto Mancini, nel libro si parla di Sugar Ray Robinson, Paolo Canè, Eric Cantona, Luka Modric, Tommie Smith, John Carlos, Pietro Mennea, Marco Pantani, Bob Morse, Eric Moussambani e Frankie Dettori. Le altre 8 scrittrici protagoniste del libro oltre a Claudia Spadoni sono Morgana Chittari, Germana Brizzolari, Laura Basilico, Laura Scaramozzino, Francesca Lezzi, Ilaria Ciangola, Francesca Coppola e Arianna Cislacchi.

““’And the winner is…’ – conclude Diego Mariottini, fondatore del Collettivo Banfield e coordinatore editoriale del libro, curatore dei capitoli su Bob Morse e Frankie Dettori – è la quinta pubblicazione del gruppo. Ogni volta la formazione del Collettivo cambia, stavolta sono state prese in considerazione tutte scrittrici. Provenienti da esperienze diverse, ma con un’unica passione: lo sport in grado di raccontare la vita, nel bene e nel male. Credo che sia la prima volta in Italia che un collettivo tutto al femminile parla dell’eccellenza al maschile in varie discipline. L’idea era quella di rompere rigide schematizzazioni e steccati ormai privi di senso. Nove ottime scrittrici (+1) hanno dimostrato che si può. Poi, dieci cervelli, venti braccia e cento dita lo hanno fatto”.

Giacomo Grasselli

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Jesi / Beppe Cormio, buon compleanno: “La Jesi del volley poteva vincere tutto…”

Il Direttore Generale della Lube Civitanova si racconta in occasione del suo (quasi) 69° compleanno: “Roberto Mancini in Arabia? Sempre al suo fianco…esperienza a Dubai mi piacerebbe”

JESI, 8 aprile 2024 – Il tempo passa, classe e stile restano.

Erano gli anni ’80, il periodo d’oro del volley griffato Latte Tre Valli Jesi, quando uno sconosciuto Julio Velasco lasciò l’Argentina e sbarcò nella piazza del Verdicchio (leggi qui…) in qualità di Capo Allenatore del team marchigiano (matricola della serie A2 1983/84).

Diego Bassotti, Beppe Cormio, Julio Velasco, Alberto Santoni, Romano Piaggesi

A scoprirlo, nel lontano 1983, un giovanissimo diesse jesino di nome Giuseppe Cormio, allora ventottenne, attualmente diggi di uno dei club più importanti al mondo, la Lube Volley Civitanova. Ebbene sì, Beppe Cormio, il nome una garanzia.

Romano Piaggesi, Alberto Santoni, Bepppe Cormio

Passione, conoscenza, competenza e disponibilità, una ricca dose di ingredienti che rendono il buon Beppe figura rara e stimata nel panorama nazionale e internazionale. E soprattutto uno dei manager più vincenti a livello mondiale (con 32 trofei).

Per il dirigente jesino un curriculum sportivo che non ha bisogno di presentazioni, considerando anche che ha cavalcato un po’ tutte le onde dello sport d’élite, dal basket al volley passando per l’esperienza come Direttore Operativo e Marketing al Siena Calcio nel 2012/13.

Beppe spegnerà 69 candeline il prossimo 12 aprile (nato a Jesi il 12 aprile 1955) e non potevamo non cogliere l’occasione per incontrarlo e fargli qualche domanda.

Un’intervista come piace a lui, a tutto campo e senza filtri, con grande carica ed emozioni, e soprattutto con tante cartucce ancora da sparare. Alla faccia dei quasi 69 anni (e non sentirli!).

69 anni (quasi) e non sentirli. Ci sono trucchi o retroscena di questo incredibile ‘cocktail vincente’ targato Beppe Cormio? 

Alla mia età i compleanni sono come i paletti di uno slalom gigante o speciale. Si evitano, se li prendi li subisci. Non ho idee particolari su cosa fare per il mio compleanno, non sono stato mai infatti fan di compleanni o ricorrenze in genere. Quello che festeggerò è una nuova vita, una buona salute e un sorriso che durante la giornata, quando arriva, non mi coglie mai di sorpresa ma diventa un’abitudine. Queste sono le cose, pensando alla mia persona, a cui tengo di più. Poi è ovvio, penso a tutte quelle persone a me care e festeggiarlo sarà sapere che tutti stanno bene e sono in salute, niente di più e niente di meno.

E’ proprio vero che il vino più invecchia e più diventa buono. Ti senti ormai un personaggio, tra i migliori al mondo, del volley internazionale? E davvero non hai ingredienti segreti che ti hanno consentito di diventare uno dei manager più vincenti a livello internazionale?

Il personaggio cambia, ma in realtà chiamarlo personaggio mi fa un certo effetto. Il termine persona è più corretto, non mi sento sicuramente un personaggio. La persona cambia perché purtroppo invecchia e fortunatamente matura, impara tante cose. Passa da semplice addetto stampa nella pallavolo che conta, il primo anno nel ‘90 a Padova, a team manager, e a direttore commerciale e direttore generale. Fa una carriera tanto fortunata, perché ho sempre trovato società e persone meravigliose che mi hanno dato fiducia. E solo così si può riuscire a lavorare 35 anni in un mondo che è un mondo piccolo e che stava nascendo in quel momento

Cormio anni ’80 vs Cormio del nuovo millenni: quanto e cosa è cambiato?

Sicuramente ci sono stati dei cambiamenti. Cambia perché il Beppe degli anni ‘80 era un sognatore, il Beppe del 2024 è una persona che ragiona sulla realtà, sugli eventi, avendo in mano la possibilità di gestire meglio il suo presente. Cambia perché il Beppe degli anni ‘80 ha davanti tutto i suo futuro; il Beppe del 2024 spera di avere ancora un po’ di futuro davanti. In realtà vincere per me è stato un po’ quello che è accaduto nella vita con i figli. Sono arrivato a quasi 40 anni che non ne avevo, poi ne ho fatti 5. E la vittoria è stata lo stesso. Sono arrivato a 40 anni che non avevo vinto neanche la coppa della parrocchia sotto casa, poi sono arrivati tanti trofei, credo siano 32 trofei in tutte le competizioni nazionali e internazionali. Non ci sono trucchi, c’è la fortuna di trovare persone che credono in te e che ti danno la possibilità di comporre squadre vincenti con grandi campioni

Ci sarà anche un po’ di fiuto e competenza, dai, non essere troppo modesto. 32 trofei sono davvero tantissimi

Indubbiamente c’è anche un po’ di fiuto nel pescare qualche sconosciuto che poi diventa campione; fiuto nell’arrivare prima degli altri, soprattutto di metterli insieme e di saperli gestire. Ho avuto la fortuna di lavorare con i più grandi allenatori al mondo: i miei allenatori sono stati Velasco, Prandi, Pupo Dall’Olio, Fefè de Giorgi, Chicco Blengini, Medei. Forse dimentico qualcuno però sicuramente sono fra gli uomini che hanno caratterizzato la pallavolo mondiale e che mi hanno dato e insegnato tanto. Mi ritengo un uomo fortunato e in particolare un uomo che è riuscito a lavorare nello sport permettendosi due divagazioni, per così dire, nel basket e calcio di Serie A. Sono sempre riuscito a lavorare e rimanere a galla con buoni rapporti con tutti. Forse il segreto è stato questo. Saper ingoiare qualche rospo amaro, saper sorridere a tutti ed essere disponibile sempre. Se devo riconoscere a me stesso un merito, o un pregio, direi che sono stato sempre disponibile con tutti, dal dirigente di terza categoria al collega più bravo di me di Superlega

Viaggiamo indietro nel tempo. Che ricordi hai del magico volley jesino che, promozione dopo promozione, sognava la serie A1?

Tanti ricordi emozionanti. Vincemmo quasi per caso, o comunque senza avere ad inizio stagione molta speranza, un campionato di Serie B, ritrovandoci in A2 nel 1983 con una squadra fatta di elementi locali. Una formazione composta da ragazzi in prevalenza da Falconara e con qualche innesto di giovani del vivaio di Jesi. Andare in serie A voleva dire cambiare completamente registro. In quegli anni nasceva tra l’altro la Liga Volley: io sono stato uno dei fondatori proprio nel 1983. Ebbene, con il volley Jesi targato Tre Valli andammo a sfidare questa categoria (A2), cominciando dallo scegliere un allenatore a tempo pieno. L’idea era quella di avere un allenatore che potesse stare con noi dalla mattina alla sera, e pensare a come organizzare la società. La scelta cadde, su suggerimento dei due argentini che ero riuscito a portare a Jesi (Waldo Kantor e Carlos Wagenpfeil, ndr), sul viceallenatore della nazionale argentina. Un tecnico argentino che l’anno precedente aveva ottenuto – da secondo allenatore ma in realtà era il primo – un terzo posto ai campionati del mondo con una nazionale di atleti sconosciuti poi finiti tutti in Italia. Di Velasco mi aveva parlato bene anche Tarcisio Pacetti che all’epoca era uno dei più importanti dirigenti italiani del mondo della pallavolo. E quindi scelsi di prendere Julio Velasco, e di portarlo a Jesi dall’Argentina. Devo dire che il passaggio dalla B alla A2 fu veramente una cavalcata… Il rimanere saldamente attaccati alla A2 fu addirittura facile

Che tipo di squadra era quella che affrontò da matricola (annata 1983-84) la Serie A2? Ancora oggi che sensazioni provi in merito?

Un’annata difficile da dimenticare. Una squadra composta da giocatori bravi come Pozzi, Fanesi, Esposto. A loro si aggiunsero dei campioni come Waldo Kantor e Carlos Wagenpfeil, che ci diedero la possibilità al primo anno di sfiorare la promozione in A1. Perdemmo la partita decisiva in casa: ci bastava vincere contro Santa Croce, invece perdemmo. Probabilmente fu un gioco dettato dall’emozione

E la seconda stagione di Julio Velasco alla guida del Volley Jesi (1984-85)? Fu un po’ meno positiva rispetto alla precedente, ce lo puoi confermare? 

Ci riprovammo, inseriti nel girone nord che era un girone molto più difficile ed arduo rispetto al sud. Comprammo giocatori giovani, cambiando completamente il nostro progetto. Andammo a fare spesa nella nazionale juniores di volley. Portammo ragazzi molto interessanti come Viscuso, Martinelli, Velletrani, che si aggiunsero ovviamente ai nostri due argentini e ai migliori ragazzi di Falconara che avevamo ancora con noi.  Purtroppo in quella stagione fallimmo per modo di dire, perché arrivammo quarti. Non riuscimmo ad ottenere quella che a quel punto era l’importante promozione in A1, che ci avrebbe tenuto molto legati ad uno sponsor già importante… ad un’azienda leader nel suo settore quello del latte e derivati. E la Tre Valli, all’epoca diretta dal Dottor Conti, ci era molto vicina e ci teneva moltissimo al salto di categoria. Non ci riuscimmo appunto e arrivammo quarti: lì si spensero tante delle nostre speranze, anche se poi continuammo chiaramente ad organizzarci e a portare avanti il nostro lavoro.

L’allenatore di Jesi Julio Velasco andò poi a Modena, sponda Panini. Onestamente Beppe: come mai decidesti di non raggiungerlo in Emilia?

Ricordo che già a dicembre Julio Velasco era stato contattato dalla più grande società italiana che era la Panini Modena. Lui aveva scelto quella strada, io avevo scelto di non andare con lui e forse questo è stato un mio errore.  Con Velasco andò lo jesino Paolo Giardinieri; io rimasi a Jesi a provare a fare il giornalista e a tirar su un’altra squadra che potesse tornare nella massima serie

Svelaci ora qualche aneddoto indimenticabile vissuto alla Tre Valli Jesi negli anni Ottanta

Aneddoti? Ce ne sono tantissimi, è successo di tutto in quegli anni. Dallo scordarci uno dei giocatori più importanti a Jesi, partendo per Roma, lasciandolo a casa e trovarcelo che rimontava il pullman sulla statale 16 all’altezza di Moie. Il tutto facendo segno con la mano ‘io sono qui in macchina’. Era Carlos Wagenpfeil, ce lo avevamo dimenticato a Jesi

Altro aneddoto, che vogliamo riportare, è quello legato al Velasco in auto. Ce lo confermò di recente lo stesso Cormio

Riusciva ad esprimersi molto bene in campo, molto meno nel guidare la macchina. Ora per fortuna è migliorato alla guida. In quegli anni riuscì a demolire un’auto societaria, nella zona di Fabriano, mentre si stava recando a Roma da un suo conoscente. Oppure ricordo con piacere l’episodio vissuto con lui alla vigilia del mondiale Juniores in Francia. Dovevamo viaggiare e guidare per 14 ore di seguito; i patti erano chiari ovvero dovevamo darci il cambio. E invece Julio si svegliò in Francia, per me fu tutta una tirata

Ma ci sono tanti bei ricordi anche legati alla prima trasferta in campionato a Catania (Serie A2) nell’ottobre 1983. Jesi sconfisse per 3 a 0 una società scudettata

Esattamente. E’ forse uno degli episodi più belli. Arrivammo, dopo un lungo viaggio in pullman, fino a Roma e da Roma a Catania in aereo. Quando arrivammo in Sicilia, Catania stava vivendo un periodo molto complicato tra attentati e malavita mafiosa che stava facendo da padrona. Velasco, che era arrivato da meno di un mese in Italia, aveva il sogno di vistare l’Italia e anche la Sicilia. Arrivati lì, infatti, sapeva molto meglio di me quali erano i quartieri più belli della città, da poter visitare… Arrivammo alle 8 di sera, alle 9 mangiammo. E alle 10 Julio voleva uscire. A questo punto il portiere dell’albergo ci dice che non potevamo uscire.  Ci disse: questa è via Etnea, appena entrate nei vicoli di Catania vecchia rischiate la pelle di notte… Velasco non ne volle sapere e disse subito: io magari sto un anno in Italia e poi torno per sempre in Argentina. Voglio vedere tutto! Io personalmente lo accompagnai con fare un po’ sospetto, ci aggirammo in questi vicoli e alla fine fortunatamente filò tutto liscio. Ricordo che uscimmo senza soldi e senza orologio, ma era davvero un momento difficile lì. Nemmeno un mese dopo, esattamente davanti a quell’hotel che si chiamava hotel Etna in via etnea e di fronte aveva l’Upim, scoppiò una bomba che distrusse proprio l’Upim, con danni alle persone piuttosto importanti

Insomma, Jesi stava per diventare la Lube dei giorni d’oggi, poi purtroppo mancò lo sponsor, ce lo hai detto anche di recente. Potrà mai tornare, veramente, quel periodo d’oro del volley jesino?

Questa è una speranza, ci vuole la palla di vetro e occorre sapere se qualcuno si appassiona perché a Jesi non mancherebbe davvero niente. E’ una città che allo sport ha dato tanto e credo a livello mondiale… Una città che, nel rapporto tra numero abitanti e medaglie vinte alle Olimpiadi, è al primo posto. Quindi è una località che vive di sport, ha buone attrezzature sportive che possono garantire questo cammino. Poi servono idee e soldi. Serve chi finanzia le idee; e le due cose vanno di pari passo. Qualcuno deve avere le idee e poterle mettere in pratica. Al tempo stesso qualcuno deve dare a questa persona la possibilità di farlo. A dire il vero c’è stata un’opportunità anche nel femminile con la famiglia Pieralisi che ha portato per tanti anni la pallavolo femminile ad altissimi livelli. E’ mancato qualcosa a tal proposito? Io avrei potuto forse fare di più, qui mi sento un po’ in colpa perché firmai un contratto con l’Ingegner Pieralisi e 3 giorni dopo mi tirai indietro. Questo perché in quei giorni intervennero degli episodi e delle situazioni che non mi erano piaciute. E chiesi dunque la possibilità di uscire da quel contratto. Certo, non credo che io avrei risolto la situazione di Jesi ma quella era una Jesi che veramente poteva vincere veramente tutto, a livello mondniale, perché aveva davvero la migliore organizzazione, la migliore persona in assoluto, la più appassionata e quella che metteva più finanza in quel momento in tutta Italia. Quello è un grande rammarico. Potrà tornare il periodo d’oro del volley jesino? Speriamo, me lo auguro. Se devo dare una mano io ci sono sempre, come ho sempre detto

Gli anni d’oro del volley jesino contro il Beppe d’oro di tutti questi anni. La tua straordinaria carriera potrà proseguire ancora per tanti anni, ne siamo convintiDove ti vedremo da qui in avanti? O meglio ancora, dove ti vedi in futuro? 

Alla Lube Civitanova fino a quando mi vorranno. Nel senso che in questi anni ho avuto tante proposte anche allettanti, ma mi è sempre piaciuto pensare di essere un uomo di questa società, finché mi vorranno. E credo non ci siano grossi problemi perché questa della Lube è una proprietà illuminata. E c’è cuore. A volte magari non si è d’accordo su certe cose, però capisco che io sono una persona alla quale la proprietà della Lube vuole bene. Questa è la cosa più importante. Non è solo la stima ma considerare una persona quasi uno di casa

E se un giorno sarà addio alla Lube Civitanova? Facciamo un attimo questa ipotesi

So che questo può finire, può cambiare. In quel caso busserò alla porta degli Emirati Arabi e cercherò di lavorare a Dubai che è una cosa che mi piacerebbe fare

Pronostici sulla pallavolo italiana. Qual è il tuo commento sugli europei?

Euro 2024 un bel banco di prova perché adesso l’Italia è tra le nazioni favorite, tra le nazionali più forti. Non credo abbia una strada spianata per arrivare facile facile a giocarsi il titolo. Penso che è una squadra che dovrà soffrire, però sono sicuro che abbia le caratteristiche morali per saper soffrire. Ha giocatori che si sono rinforzati e affermati, diciamo che almeno 4 giocatori sono di altissimo livello e potrebbero rivincere l’europeo; ritengo a tal punto Balaso, Giannelli, Michieletto e Lavia tra i migliori in assoluto, nel ruolo, a livello mondiale. Penso che debba trovare forza e conferme al centro, e così nel ruolo di opposto. Se saprà, come già ha saputo fare, regalarci centrali in buona forma, e un Romanò capace di dare un grande contributo come è stato quando l’Italia ha vinto, non escludo che possa vincere. Al tempo stesso ricordiamoci però di Francia e Polonia che a mio avviso devono essere di diritto considerate le favorite

Piccola curiosità: un tuo ritorno nel calcio, dopo l’esperienza di Siena, potrà essere in futuro una valida alternativa al pianeta volley?

Ormai non credo ci siano l’opportunità, il tempo e l’occasione. Il calcio per me ha rappresentato un’esperienza importante ma di quelle che confermano che è positivo stare lontano dal calcio. Direi di no, dunque…. Del calcio mantengo grandi amicizie con dei calciatori, soprattutto con dei colleghi, segretari, segretarie, amministrativi, ufficio stampa e con tutto ciò che ruota intorno ai vertici di una società. Ed è ancora qualcosa che io apprezzo; faccio parte ancora oggi di un club che racchiude allenatori e dirigenti che sono passati dalla città di Siena, quando era in serie A. A tal proposito non può non far piacere esserci, sentire i miei ex colleghi e continuare a parlare di calcio con persone come Serse Cosmi, Beppe Iachini, Mario Beretta per citare qualche allenatore. Lo posso ribadire: col calcio direi che ho chiuso

Roberto Mancini, Valentina Vezzali, Alessandro Gabrielloni e tanti altri nomi importanti nella Jesi dello Sport. Qual è il tuo commento a riguardo?

Ce ne sono chiaramente numerosi altri rispetto a quelli che hai citato. Questi sono solo alcuni nomi che fanno capire come lo sport a Jesi sia importante e abbia espresso tanto

Capitolo Nazionale Azzurra. Ti aspettavi, con tutta onestà, l’addio di Roberto Mancini?

Roberto Mancini in Arabia è un fatto che ha fatto discutere tantissimo. E’ stata una scelta improvvisa, che tutti hanno così abbinato all’incredibile guadagno che lui avrebbe avuto firmando quel contratto. Io penso che alla base ci fosse altro. E ho anche il sospetto di cosa ci possa essere stato per andarsene in quel momento dalla Nazionale, dopo aver vinto l’europeo ed esser diventati così popolari… Io personalmente sono dalla parte di Roberto, sempre. Seconda cosa che vorrei dire: io amo moltissimo il mondo arabo, mi incuriosisce da morire. Ho parlato prima di Dubai anche se lui non sta a Dubai, bensì in un paese molto più difficile e complesso anche dal punto di vista politico. È’ indubbiamente un’esperienza di vita importante, ci vuole anche il coraggio a farla. Si guadagna molto. Ma se uno guadagna molto… evidentemente ha anche meritato questa opportunità. Quindi Roby approvato

Valentina Vezzali da figura politica all’Isola dei Famosi, era assai difficile immaginarselo. Condividi questo nuovo percorso di Valentina? 

Valentina Vezzali è una persona che, solo a nominarla, ci inorgoglisce come jesini e come italiani nel mondo. Valentina è un nome di assoluto livello. Ho avuto modo di apprezzarla nel suo ruolo politico quando, nel Ministero dello Sport, abbiamo insieme elaborato alcune cose. Adesso è fuori e una politica che passa all’Isola può destare qualche perplessità. Credo tuttavia debba sentirsi viva, è donna, mamma, persona intelligente. E dà lustro a tutte le cose che la vedono coinvolta. Sono dunque felice di poterla vedere in tv. Di persona ci vediamo poco anche se facciamo parte di uno stesso CDA

Un tuo breve giudizio riassuntivo su Julio Velasco, nuovo CT dell’Italvolley che si prepara al percorso verso le Olimpiadi di Parigi 2024

Sono contento che Julio sia tornato ai vertici della pallavolo, stavolta nel femminile… Una persona alla quale non posso che essere molto legato. L’ho fatto venire io in Italia e siamo rimasti sempre l’uno vicino all’altro. Piccola curiosità, il Sole 24 Ore Radio 24 ci ha anche dedicato una bellissima puntata che si chiama Destini Incrociati: due persone sconosciute si conoscono e la conoscenza cambia a ciascuno il destino di una vita. Io l’ho cambiata a Velasco di sicuro ma anche lui ha cambiato la mia, portandomi a fare questo mestiere. Gli voglio bene, gli devo tanto, forse anche lui mi deve qualcosa. Siamo molto legati. Che dire, sono veramente orgoglioso che sia tornato al vertice del volley… Un forte in bocca al lupo per il suo nuovo percorso

Sullo jesino Alessandro Gabrielloni, che sogna la Serie A col Como, e più in generale sul mondo del calcioqual è il tuo pensiero?

Gabrielloni è un giocatore che chiaramente sogna la serie A. E nel calcio è tutto molto più difficile. Ricordo che quando arrivai nel calcio in serie A, durante il primo ritiro che abbiamo fatto, avevo le telecamere di tutte le tv del mondo, per l’intera giornata, davanti al nostro hotel. Il motivo? Avevamo un giocatore, Mattia Destro, che aveva segnato un sacco di gol nella stagione precedente ed era dunque nel mirino di tante squadre di tutto il momento. Per questo motivo, da un momento all’altro, sarebbe potuto andar via. Tante auto (con telecamere…) erano parcheggiate davanti all’albergo perché volevano cogliere l’attimo, che poi arrivò dato che Destro andò alla Roma per un sacco di soldi. Nonostante ciò, Mattia Destro non fece poi tutta questa carriera. Perché il calcio è così. Ti punisce oltre i meriti, oltre la serietà, oltre l’impegno. Ci sono meccanismi, nel calcio, che solo entrandoci dentro si possono capire. E in realtà non sono sempre interessanti da capire. Concludo con un forte in bocca al lupo a Gabrielloni:  un augurio vero per un grande futuro. Non lo conosco di persona ma spero che Gabrielloni possa fare una grande carriera

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intervista a cura di Daniele Bartocci che cordialmente ha concesso di pubblicare al nostro giornale VALLESINATV



Eventi Sportivi / “Jesi e il ’900, verso il 2050”, Roberto Mancini e la “sua” Jesi, tra nostalgia e ricordi

Il campione jesino ha raccontato il suo percorso nel mondo del calcio, senza dimenticare il legame, sempre strettissimo, con la propria città natale

JESI, 6 aprile 2024 – Nell’ambito della Mostra della “Fondazione Gabriele Cardinaletti Onlus” dal titolo “Jesi e il ’900, verso il 2050 – Le farfalle arriveranno”, oggi è stata la volta di uno dei soci onorari, Roberto Mancini.

Campione che non ha certo bisogno di presentazioni l’ex calciatore, oggi allenatore della Nazionale dell’Arabia Saudita, si è messo a nudo raccontando il proprio rapporto, sempre speciale, con la sua città natale, Jesi.

Un momento dell’incontro con il campione Roberto Mancini

Partito giovanissimo a 13 anni e mezzo per la sua prima esperienza calcistica, al Bologna, Mancini ha raccontato i suoi primi giorni lontano da casa, difficilissimi. Aiutato però, da un ambiente che ha fatto di tutto per metterlo a suo agio, ed una città accogliente per sua natura, il distacco da Jesi, la famiglia e gli amici, è stato via via meno traumatico, e superato.

«Il mio obiettivo era quello di arrivare a giocare in serie A», ha raccontato Roberto Mancini, «ho fatto tanti sacrifici, ma sono stati ampiamente ripagati. Il sogno era quello di giocare, non certo di guadagnare. Ricordo la prima somma che arrivò, allora una semplice diaria di 40.000 lire. Fu molto strano per me ricevere del denaro per giocare e divertirmi».

Mancini, stuzzicato dalle domande di alcuni ragazzi della Fondazione su eventuali imposizioni nella sua vita, anche da giovanissimo, ha risposto così: «I giovani devono essere liberi. Personalmente, ho sempre fatto di testa mia. Un ragazzo deve sempre fare quello che si sente, seguire il proprio istinto. Si può anche fallire, anzi, sarà certo molto più probabile fallire, ma arriveranno prima o poi anche dei successi, che nasceranno magari proprio da quei fallimenti. Penso di aver vissuto negli anni ’80, ’90 e 2000, i momenti più belli sia del calcio che dell’Italia. Mi dispiace molto che i ragazzi di oggi non possano rivivere quei momenti. Oggi il mondo del calcio, come quello della società, è completamente diverso da allora».

La sagoma del campione jesino adottata, insieme a quelle degli altri personaggi storici della città, dalle attività commerciali e dalle aziende

Poi, il campione jesino è tornato sul rapporto con la propria città: «Ricordo la mia infanzia a Jesi, quando si poteva girare tranquillamente per strada, senza alcun pericolo. Jesi è stata e continua ad essere un punto di riferimento importantissimo per me, in ogni momento, anche in quelli più difficili. A Jesi posso ritrovare gli amici di sempre, quelli coi quali sono cresciuto e condiviso tanti ricordi della mia infanzia. Jesi è una città bellissima, piena di storia che, nello sport in particolare, ha fatto qualcosa di straordinario».

Un pensiero inoltre, va al suo amico fraterno Gianluca Vialli, amico e compagno di squadra per tantissimi anni sia alla Samp che in Nazionale, prematuramente scomparso: «È rimasto ancora tutto di lui. Gianluca per me è un fratello, e fa parte di quegli sportivi immortali. È stata una persona speciale. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo lo sa. È come se fosse ancora vivo».

Infine, in merito ai quesiti su un bilancio della propria carriera, l’attuale esperienza in Arabia Saudita e un giudizio sulla Nazionale di Spalletti, Mancini ha concluso così: «Sono felicissimo di quello che ho fatto, sia da allenatore che da calciatore. L’importante è avere voglia di sfide, e cercare di vincerle. In Arabia il calcio sta migliorando, ovviamente non è ancora al livello di quello europeo. Lì ho trovato persone perbene, ed i ragazzi sono migliorati tantissimo. La nostra Nazionale invece, è sempre pericolosa e temuta. Anche questa l’Italia volta arriva agli Europei non certo da favorita, ma in una competizione di un mese può succedere di tutto, e il gruppo vanta giocatori molto forti che possono fare la differenza in questi casi».

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Jesi / Roberto Mancini e il rapporto con la sua città

“Jesi e il ‘900 – verso il 2050”. Questo pomeriggio alle ore 17 sarà presente nello spazio mostra in Corso Matteotti 

JESI, 6 aprile 2024- Appuntamento da non perdere questo pomeriggio alle ore 17 nello spazio mostra in corso Matteotti nell’ambito della rassegna ‘Jesi e il ‘900 – verso il 2050’ organizzata dalla Fondazione Gabriele Cardinaletti onlus.

“Sarà un’occasione unica per ascoltare direttamente da lui riflessioni sul passato, sul presente e sulle sue visioni per il futuro scrivono gli organizzatori.

Un appuntamernto importante visto che il ‘Mancio’ la sua Jesi non l’ha mai dimenticata e sistematicamente è sempre presenze nei momenti liberi dalla sua attività professionale. Anche ieri pomeriggio era a passeggio nel ‘salotto’ della città assieme ai suoi amici.

Avrà di certo da dire come vorrebbe che sia la Jesi del 2050 visto che la vive e la conosce alla perfezione.

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Jesi / 10 anni dalle celebrazioni di città Europea dello sport, presentazione del libro di Marco Drogini

A Palazzo Pianetti venerdì 23 febbraio ore 18, prima di una serie di iniziative che organizza il “Club delle balette”

JESI, 22 febbraio 2024 – Domani, venerdì 23, alle ore 18.00, a Palazzo Pianetti Marco Droghini presentaPallacorda e non solo. Il meraviglioso caso di Jesi”.

E’ solo la prima di una serie di iniziative che organizza il “Club delle balette”, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Jesi in occasione del decennale di Jesi città europea dello sport.

Jesi non è soltanto la culla di Federico II o di Pergolesi o la custode dei capolavori di Lorenzo Lotto. È anche il luogo in cui si conservano le cosiddette ‘balette’, nove palline in pelle che sono la prova tangibile e rara di una tradizione jesina legata al gioco della palla ‘piccola’, che comprende la disciplina della pallacorda, antesignana dell’odierno tennis.

Il volume di Droghini, toccando anche episodi come la celebre partita di pallacorda con omicidio che ebbe per protagonista il pittore Caravaggio, esamina la fase cinque-settecentesca della cultura sportiva di una città. Cultura sportiva che nel tempo si è evoluta fino ai recenti successi di atleti nelle più varie discipline ed in particolare nella scherma.

Insieme all’autore saranno presenti ospiti importanti come la professoressa Catherine Farwell dell’Università di Urbino e il prof. Francesco Rognoni dell’Università Cattolica, oltre al prof. Giuliano Amato in collegamento video.

Si tratta, come detto, solo del primo incontro di un ciclo di iniziative che, promosso dal Club delle Balette in occasione del decennale di Jesi città europea dello sport, si svilupperà per tutto il 2024 approfondendo in particolare lo stretto legame tra pratica sportiva e benessere psicofisico.

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Promozione / Moie Vallesina, mister Roberto Mancini visita la squadra in vista del derby a Chiaravalle

Il presidente Roberto Possanzini fa le carte: “Il nostro gruppo è ambizioso ma la Biagio ci sta aspettando a braccia aperte per la partita della vita” 

MOIE, 9 febbraio 2024 – Gradita sorpresa in casa Moie Vallesina: nella serata di ieri, giovedì 8 febbraio, mister Roberto Mancini ha fatto visita alla squadra, caricando i rossoblù in vista dei prossimi impegni.

E’ indubbiamente una delle settimane più calde della stagione, infatti, per il Moie Vallesina. Dopo le sei vittorie consecutive e il consolidamento della seconda posizione ad un solo punto dalla capolista Fabriano Cerreto, la formazione di mister Matteo Rossi si prepara ad affrontare domenica 11 febbraio la Biagio Nazzaro, in trasferta a Chiaravalle.

Un match sentitissimo da sempre ma ancor più oggi, in un momento come questo in cui qualsiasi punto può rivelarsi decisivo per le sorti del campionato.

Roberto Possanzini

Il Moie in questa stagione ha senza dubbio dimostrato qualità e carattere, consolidando il buon andamento di un percorso che punta ad un costante salto di qualità anno dopo anno per crescere come squadra e per far crescere i tanti talenti provenienti dal settore giovanile.

In merito alla sfida di domenica contro la Biagio, il Presidente del Moie Vallesina Roberto Possanzini la definisce “una partita importatissima che ci vede affrontare una squadra di grande spessore e di alto livello che siamo consapevoli ci sta aspettando a ‘braccia aperte’, pronta a giocarsi la ‘partita della vita’. Sarà una sfida decisiva per definire veramente le nostre possibilità. Non nascondo infatti che in caso di un risultato positivo per noi, avremmo molto probabilmente salda la zona playoff. Sarà una partita ricca di passione e di emozioni, gli stessi giocatori si conoscono tutti molto bene, ma quello che mi interessa più di tutti è che vinca lo sport in un clima comunque amichevole e rispettoso”.

Possanzini tiene, inoltre, ad elogiare l’ottimo cammino finora fatto dalla sua squadra: “Non possiamo che essere veramente soddisfatti di come sta andando la squadra soprattutto perché i nostri giovani stanno crescendo, stanno facendo esperienza e stanno giocando bene. Questo è il nostro sogno che si avvera, è ciò che ci ha spinti ad intraprendere questa avventura e che ci stimola ogni giorno a dare il cento per cento. Un altro elemento che ci inorgoglisce è l’avere intorno alla squadra un clima che appassiona, coinvolge e fa emozionare. Proprio da questa unione credo derivino la forza e l’ambizione di questo gruppo.”

CAMPIONATO PROMOZIONE GIRONE A

6° GIORNATA girone di ritorno

Portuali – Valfoglia (Uncini di Jesi), Villa San Martino – Osimostazione (Lombi di Macerata), MondolfoMarotta – Castelfrettese (Bardi di Macerata), Fermignanese – S.Orso (Tarli di Aascoli Piceno), Marina – Barbara Monserra (Caporaletti di Macerata), Vismara – Gabicce Gradara (Pasqualini di Macerata), Biagio Nazzaro – Moie Vallesina (Spadoni di Pesaro), Fabriano Cerreto – Pergolese (Domizi di Macerata)

 

MARCATORI

Montagnoli

Reti 10: Montagnoli (Biagio Nazzaro); reti 9: De Marco (Portuali), Canulli (Biagio Nazzaro), Nardone (Barbara Monserra);

reti 8: Pieralisi (Moie Vallesina); reti 7: Zuppardo (Fabriano Cerreto), Bartomioli (Valfoglia), Messina (Villa San Martino), Donati (S.Orso)

CLASSIFICA

Fabriano Cerreto 40; Moie Vallesina 39; Portuali, S.Orso 36; Fermignanese 31;  Biagio Nazzaro 29; Marina, Valfoglia 28; Barbara Monserra, Pergolese 27; Gabcce Gradara 22; Osimostazione 20; Villa San Martino 19; Castelfrettese, Mondolfo Marotta, 16;  Vismara 14

Promozione direttaplay offplay outretrocessione diretta

PROSSIMO TURNO 17 febbraio 2024

Castelfrettese – Villa San Martino, Moie Vallesina – Vismara, Osimostazione – Portuali Dorica, S.Orso – Barbara Monserra, Biagio Nazzaro – Fabriano Cerreto, Gabicce Gradara – Marina, Pergolese – Fermignanese, Valfoglia – MarottaMondolfo

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Jesi / Calcio, Mancini (Arabia Saudita) fuori di rigore dalla Coppa D’Asia

Passa la Corea del Sud, questa volta i tiri dagli undici metri sono stati fatali al contrario di quando l’Italia del Mancio nel 2021 vinse l’Europeo

JESI, 31 gennaio 2024 – Eliminata l’Arabia Saudita del Ct Roberto Mancini dalla Coppa D’Asia. La sua nazionale è stata eliminata ai rigori agli ottavi di finale.

Avanti 1-0 contro la Corea del Sud allenata da Jurgen Klinsmann l’Arabia Saudita, alla vigilia data favorita da tutti i pronostici, ha subito il pari al 54′ del secondo tempo (12 i minuti di recupero concessi dall’arbitro), quando il recupero stava per concludersi, e poi eliminata ai rigori.

Al termine il ‘Mancio’, contestatissimo, che si era allontanayto dal campo prima della conclusione dei tiri dagli undici metri, in sala stampa, si è scusato sostenendo che non voleva mancare di rispetto a nessuno ma il suo atteggiamento è stato criticato dai dirigenti della Federazione Araba giudicandolo ‘inaccettabile”. Nei prossimi giorni, la critica nei confronti del Ct, sicuramente monterà sempre di più.

La squadra di Mancini, prima della gara contro la Corea del Sud, aveva superato nel proprio girone, arrivando primo, Thailandia, Oman e Kirghizistan.

Fatali dunque i tiri dagli undici metri, gli stessi che, al contrario, erano stati favorevoli a Mancini quando la sua nazionale italiana nel 2021 aveva trionfato sia in semifinale contro la Spagna che in finale contro l’Inghilterra, nell’Europeo.

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Calcio / Il viaggio di Mauro Bertarelli, da Jesi a Genova: “oggi torno al passato grazie ai giovani”

Indimenticabile il primo gol con la maglia leoncella al Carotti. Oggi è responsabile del settore giovanile del Loreto. Con Roberto Mancini non ha mai avuto un rapporto se non nell’ambito sportivo

JESI, 29 dicembre 2023 – A cavallo tra la fine degli anni ’80 e la prima metà dei ’90, emerge fra Jesi e Ancona un giovane attaccante toscano, classe 1970.

 

Si chiama Mauro Bertarelli ed è figlio d’arte, il padre Giuliano giocava in serie A nel Cesena, nella Fiorentina.

Mauro Bertarelli con i suoi amici jesini tra i quali Marco cerioni, Pietro Recchi, Leonardo Giaccaglia, Roberto Pace

Aretino di nascita ma jesino d’adozione, sportivamente di conseguenza il giovanissimo Mauro compie i primi passi nel mondo del pallone partendo proprio dalla città dei castelli.

Prima di prendere definitivamente il volo decollando verso l’élite del calcio. Centravanti archetipo di quel che oggi definiamo moderno, agile, tecnico ed abile sotto porta, le pagine migliori della propria storia le scrive probabilmente con l’Ancona. Mostrando, negli anni dell’estasi biancorossa valevoli il primo storico accesso a quella che poi fu la Serie A 1992-1993, talento da vendere.

A tal punto che ad accorgersi di lui, dopo una stagione di serie B a dir poco magica con i dorici, è la Juventus che lo fa suo prima di girarlo alla Sampdoria. Gullit, Platt, Vierchowod, Mancini. Inizialmente il salto non risulta semplicissimo. Visti i nomi di quella Samp, anche lecitamente…

Poi quando Mauro sembra esser propenso ad affermarsi, nel 1994 uno scontro di gioco durante una gara di Coppa delle Coppe lo condanna ad un infortunio al ginocchio molto grave anche per i canoni del calcio d’oggi, figuriamoci per quelli di quell’epoca.

Probabilmente non sarà più lo stesso. Almeno a livello di calcio giocato. Perché come sta dimostrando nella sua seconda vita legata al mondo del calcio, fuori dal campo, la passione è rimasta a tal punto da volerla manifestare trasferendola verso quei giovani che, come faceva lui, sognano con un pallone tra i piedi.

Mauro oggi è il responsabile del settore giovanile del Loreto, dopo aver collaborato sempre al servizio dei ragazzi, per altre società del panorama marchigiano. Ancona, Jesi, Academy Civitanovese.

Benvenuto Mauro. E buone feste innanzitutto. Partendo dalle origini, come finisti a dover dare i primi calci al pallone proprio a Jesi?

Fu l’insieme di diverse dinamiche legate ovviamente alla mia famiglia. Al tempo avevo all’incirca 8-9 anni e seguii mio padre, calciatore da queste parti e quindi volenteroso di stabilirsi nella città natale di mia mamma. Ho iniziato a giocare con l’Aurora Jesi prima di passare nelle giovanili della Jesina.

Un ricordo degli anni passati in terra esina?

Impossibile non citare il mio primo gol in C2 al Carotti. Una sensazione speciale, perché a sedici anni, giovanissimo, siglai la prima rete in un campionato professionistico nella stagione 1987-88. L’anno dopo mi acquistò l’Ancona, dove partii dalla primavera.

Poi Rimini e quel salto in serie B all’Ancona. Come si viveva da professionisti?

Professionista lo sono diventato un’po’ dopo se vogliamo, nonostante qualcosa avessi già masticato prima di trasferirmi nel capoluogo, avendo anche segnato memorabilmente in giovane età come dicevo prima. All’Ancona giocai un campionato in primavera prima di esser girato in prestito al Rimini e calcare nuovamente i campi dell’allora C2. Da qui in poi ho cominciato a far sul serio. Una vita molto legata alla routine degli allenamenti settimanali e dei ritiri. Ho sempre vissuto in maniera tranquilla così da focalizzarmi alla gara del fine settimana. Anche questo valse il successivo rientro nelle Marche, per quella grande occasione che poi rappresentarono quei due campionati di Serie B giocati in biancorosso, per me e per tutta la città.

Da Ancona a Genova. Dove si stava più ‘al caldo’ in quegli anni, al Dorico o al Marassi?

Beh, erano due stadi molto infuocati e con il supporto del pubblico strettamente a contatto con noi in campo. Risposta difficile, quindi. Il ‘Ferraris’ ovviamente potendo contare su un numero più elevato di tifosi ti trasferiva molto, ma l’atmosfera che si respirava ogni domenica in quel gremitissimo ‘Dorico’ non era molto inferiore. Soprattutto nella stagione della cavalcata del ’92 che ci portò in Serie A.

Nelle stagioni con la Samp ha condiviso lo spogliatoio con tante leggende. Chi è stato il compagno più forte? Mentre l’avversario?

Sicuramente in quella squadra non mancava il talento. Tra i compagni avevo Mihajlovic, Lombardo, Platt, Pagliuca e compagna bella, bellissima. Una vera fortuna aver potuto condividere delle esperienze con questi giocatori. Se devo pensare al più forte, mi viene in mente ovviamente Gullit. Per quanto riguarda l’avversario, anche se non era propriamente un avversario visto che ci giocavo contro nelle partitelle d’allenamento settimanali, dico Pietro Vierchowod.

Una di queste è Mancini, con la quale avete condiviso il punto di partenza. Lei cosa ha pensato del suo addio alla nazionale? Avete mantenuto i rapporti al di fuori dello spogliatoio negli anni?

Non ho avuto grande rapporto con lui, si limitava all’ambito sportivo\professionale. Al di fuori del campo poco più tant’è vero che quando le mie strade e quelle della Samp si divisero non ci sentimmo neanche più. La scelta della nazionale vista da fuori è un’po’ difficile da digerire, non è difficile arrivare alla conclusione che allenare la nazionale italiana sia differente rispetto all’allenare quella saudita. Poi, quanto accaduto internamente al contesto non è dato saperlo, se ne sono sentite di tutti i colori e anche partendo da queste avrà avuto le sue motivazioni...

Da anni ormai lavora al servizio dei giovani. Quando le è venuta in mente l’idea di dedicarsi a questi?

Appena ho lasciato, ormai venticinque anni fa. Dopo aver smesso ho sempre lavorato nei settori giovanili dedicandomi subito alla causa perché nei giovani vedo quella possibilità di imparare e divertirsi genuinamente. Cosa che alle volte, tra adulti, manca un po’. La spinta nell’intraprendere questa strada me l’ha spianata scuramente il mio carattere, vedere i ragazzini sognare mi diverte e rimanda al passato.

Oggi cosa trasferisce Bertarelli alla società loretana?

Quella con il Loreto è una collaborazione che portiamo avanti ormai da cinque anni. La nostra è una bella società, piccola nei numeri ma molto ben organizzata. Io contribuisco direttamente allenando le squadre dei più piccoli, oltre che essere il responsabile del settore giovanile. La volontà è quella di trasferire a piccole dosi quel sentore di professionismo, sia tra i ragazzini sia tra genitori e società, che poi potenzialmente permetterebbe l’emergere di qualche giocatorino.

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Jesi / Gli ‘azzurri di Jesi’ a cena con Roberto Mancini e Francesco Acquaroli

Oltre al Ct dell’Arabia Saudita e al presidente della Regione Marche anche il Sindaco di Maiolati Tiziano Consoli

JESI, 22 dicembre 2023 – Hanno colto l’occasione della visita di Roberto Mancini a Jesi per gli auguri di Natale gli ‘azzurri di Jesi’, quelli insomma che da sempre escono in biclicletta con il ‘Mancio’, quando si presenta l’occasione, per ritrovarsi a cena, una serata in allegria, ed infine brindare alle festività ed al nuovo anno.

Alla serata, presenti anche altri amici ‘illustri’ come il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, il Sindaco di Maiolati Tiziano Consoli, il presidente della società di calcio Moie Vallesina Roberto Possanzini.

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Sport / Fondazione Gabriele Cardinaletti: “Jesi e il ‘900 verso il 2050”

Il premio Atletico 2023 è andato a Elisabeth Egharevba e Gianfranco Paolini. Conclusione della serata con Andrea Cardinaletti e Roberto Mancini

JESI, 20 dicembre 2023 – Serata al teatro Pergolesi di Jesi con la Fondazione Gabriele Cardinaletti ed il Premio Atletico, quella del 19 dicembre, che ritorna nella città d’origine dopo aver toccato diverse sedi in giro per l’Italia.

Ritorna con il lancio del progetto “Jesi nel novecento-verso il 2050”, che si terrà dal 1 aprile al 15 maggio, coinvolgendo soprattutto le scuole e la città nella sua interezza riproponendo gli stessi personaggi rappresentativi jesini del ‘900 già mostrati nella passata edizione del 2010 con l’aggiunta di tutto quello che la città ha poi evidenziato fino ad oggi.

Il premio Atletico 2023 è andato a Elisabeth Egharevba e Gianfranco Paolini.

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La Egharevb, ancora minorenne, gioca in porta nella squadra Under 15 dell’Ancona Respect. E’stata vittima di insulti razzisti in un campo di calcio, insultata da un genitore di una squadra avversaria.

Gianfranco Paolini, allenatore della squadra di calcio Esordienti del Portuali Ancona ha ritirato i suoi giovani giocatori dal campo a causa del comportamento troppo falloso dei suoi dando una lezione di fairplay.

A premiarli Valentina Vezzali, socia onoraria della Fondazione Gabriele Cardinaletti e Manuela Olivieri, vedova dello scomparso socio onorario Pietro Mennea.

Tante le figure sportive e non tra i presenti al Pergolesi: Andrea Zorzi, Beppe Cormio, Luca Marchegiani, Luca Savoiardi (presidente CIP Marche), Fabio Luna (presidente regionale CONI), il presidente Francesco Acquaroli, il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, l’Assessore allo sport Samuele Animali, altri membri della Giunta jesina, la dott.ssa Leprotti di BPER Banca, altri sponsor.

Ad intrattenere la platea anche momenti di spettacolo con Tati Makarena Severini, Alice Bellagamba, Alessia Polita e altre ragazzine.

Tra gli argomenti trattati è riemerso il progetto presentato anni fa del “Parco dello sport”, nella zona attorno al campo di calcio ‘Cardinaletti’ che in questo momento si sta arricchendo del nuovo palazzetto della scherma: non solo strutture sportive ma anche parco naturale con tanti alberi da piantumare per far diventare la zona un punto di riferimento per qualsiasi attività fisico-sportiva, per tutti.

Il finale a sorpresa. Oltre ai saluti di Andrea Cardinaletti, presidente della Fondazione, la presenza di Roberto Mancini che nella sua città riceve sempre calore, applausi sinceri e di stima, anche lui socio della Fondazione.

La serata è stata presentata da Andrea Carloni.

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Jesi / 59 anni: buon compleanno Roberto Mancini

Nato il 27 novembre 1964 a Jesi, l’attuale ct della nazionale dell’Arabia Saudita, festeggia in famiglia  con papà Aldo e mamma Marianna

JESI, 27 novembre 2023 – Auguri ‘Mancio’.

Roberto Mancini compie 59 anni e, come oramai abitudine, è in città a pranzo dalla mamma Marianna e papà Aldo. Menù? Di solito quello classico: tortellini, polpettone con patate, frittelle e il classico ciambellone.

Gli auguri particolari anche dal Comitato Jesi Gran Ciclismo del presidente Marco Scarponi, di cui Mancini è presidente onorario, che negli ultimi anni, grazie anche alla sua collaborazione, è riuscito ad organizzare a Jesi importanti manifestazioni ciclistiche di  catatura internazionale.

Nei giorni scorsi il Ct dell’Arabia Saudita, con la sua nazionale, ha ottenuto la seconda vittoria consecutiva con il 2-0 in casa contro la Giordania nelle qualificazioni al prossimo Mondiale conquistando la vetta del gruppo G a punteggio pieno. Nei giorni precedenti aveva battuto il Pakistan per 4-0.

Questi risultati positivi, e il primo posto del Girone, serviranno per conquistare la qualificazione ai mondiali in America per il 2026.

Come si ricorderà nel 2026 le partite del mondiale verranno disputate tra Nord e Centro America: Stati Uniti, Canada e Messico. Sarà la prima volta che vedrà l’allargamento del numero di squadre partecipanti da 32 a 48, una rivoluzione programmata dalla FIFA.

L’inizio del Mondiale americano è previsto il 25 maggio 2026, mentre la finale è in programma il 5 luglio 2026. Dopo l’ultima edizione disputata in inverno, la massima competizione ritorna in un Paese caldo ma ci sarà il rischio, considerando il fuso orario, rispetto all’Italia gli Stati Uniti sono indietro di cinque/sei ore, di vivere un Mondiale in notturna.

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Jesi / Deceduto Alfredo Mancini tifoso, arbitro e dirigente di calcio

Il quartiere Prato piange uno sportivo dirigente dell’Aurora e arbitro di calcio. Tifosissimo di Roberto Mancini era presente al Dall’Ara per Bologna – Roma il 20 marzo 1982 

JESI, 1 novembre 2023 – 77 anni, è deceduto a Cingoli Alfredo Mancini appassionato di calcio ma anche dirigente dell’Aurora Jesi ed arbitro di calcio del Csi (Centro Sportivo italiano).

Tifosi del Prado, e tra essi Alfredo Mancini, nei pressi del Dall’Ara di Bologna con Roberto Mancini in occasione di Bologna Roma del 20 marzo 1982

Era super tifoso di Roberto Mancini, sicuramente lo conosceva benissimo perchè come lui era cresciuto nel quartiere Prato ed abitavano nello stesso condominio davanti al campo di San Sebastiano, ed era presente a Bologna il 20 marzo 1982 in occasione di Bologna – Roma.

L’Aurora calcio, dove svolge la sua attività di allenatore il figlio Leonardo, lo ha ricordato con un post: “L’Aurora Calcio Jesi si stringe intorno a Leonardo Mancini e alla sua famiglia per la scomparsa del padre Alfredo  per molti anni un dirigente aurorino”.

La salma sarà a disposizione dei visitatori nella Sala del Commiato Ciccoli & Brunori in via Don Battistoni nella giornata di domani.

I funerali venerdì 3 novembre alle ore 10,30 nella chiesa parrocchiale di San Massimiliano Kolbe.

Alla famiglia le condoglianze della redazione sportiva di Vallesina Tv.

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Calcio / A Milano murales contro Roberto Mancini, rimosso

Le opere di protesta aleXandro Palumbo, quasi tutte nelle vicinanze dello stadio San Siro, che raffiguravano anche altri calciatori, sono state subito rimosse nelle ore successive  

JESI, 22 settembre 2023 – Murales di protesta contro Roberto Mancini e non solo sono apparsi martedì sera a Milano nelle vicinanze dello stadio di San Siro e non solo in occasione del match Milan – Newcastle.

Murales che ritraggono il Ct dell’Arabia Saudita con un pallone insanguinato in mano. Anche altre figure di calciatori ora nelle squadre arabe erano rappresentate come ad esempio Ronaldo, Benzema, Neymar.

Si tratta ovviamente di un’opera di protesta come il writer artista aleXandro Palombo ha denunciato.

Figure subito rimosse nelle ore successive.

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Calcio / Il debutto di Roberto Mancini sulla panchina dell’Arabia Saudita

Questa sera a Newcastle contro il Costa Rica. Manifestazione di protesta dei tifosi inglesi contro la proprietà araba del club che schiera Tonali. Crozza nel panni del Mancio lancia il 4-4-25

JESI, 8 settembre 2023 – Roberto Mancini debutterà sulla panchina dell’Arabia Saudita questa sera a Newcastle nella prima amichevole in vista della Coppa d‘Asia, contro Costa Rica. Prima della partita, davanti lo stadio, ci sarà una protesta dei tifosi inglesi per protestare contro la proprietà del Newcastle.

Le probabili formazione.

ARABIA SAUDITA (4-2-3-1): Al Owais; Al Ghannam, Tambakti, Al Bulaihi, Al Shahrani; Kanno, Abdulhamid; Al Buraikan, Al Najir, S. Al Dawsari; Al Shehri. C.T. Mancini.

COSTA RICA (4-3-3): Navas; Calvo, Valverde, J. Vargas, Matarrita; Campbell, Nuñez, Aguilera; K. Vargas, Bennette, Contreras. C.T. Vivas.

Intanto Maurizio Crozza ha lanciato come promo una sua personale rivisitazione imitando Roberto Mancini e lanciando il nuovo modulo tattico 4-4-25: “Giocheremo così! Un nuovo schema? No, sono i milioni”.

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Calcio / Sulla nomina di Roberto Mancini Ct dell’Arabia: “Quanti di noi avrebbero saputo dire di no?”

Riportiamo integralmente la riflessione del giornalista Marino Bartoletti, amico di Roberto Mancini, spesso a Jesi per presentare tante manifestazioni con l’ex Ct azzurro protagonista

JESI, 28 agosto 2023La riflessione è stata pubblicata dal giornalista Marino Bartoletti sulla propria pagina facebook.

Non sarei onesto con chi mi segue su questa pagina, né con me stesso, né con un amico (a cui – come l’amicizia vera comanda – non ho mai negato la franchezza di una critica) se non commentassi la nomina di Roberto Mancini a Commissario Tecnico della Nazionale dell’Arabia Saudita: l’unica squadra – per la cronaca – che ai Mondiali dello scorso anno, ha battuto l’Argentina che poi avrebbe vinto il titolo.

Mancini al Palatriccoli intervistato da Marino Bartoletti nel giorno del conferimento del titolo “ambasciatore di Jesi” assegnatogli dal Consiglio Comunale di Jesi

L’incarico verrà ufficializzato domani. Si parla di un contratto quadriennale per un totale di 100 milioni di euro complessivi: con la possibilità di portare con se uno staff di collaboratori completamente scelto da lui (e sul quale ovviamente nessuno potrà effettuare cambi, sostituzioni o licenziamenti)

Sinceramente non so (come ovviamente non lo sa nessuno, anche chi si avventurerà in commenti pieni di “certezze”) quando Roberto abbia ricevuto questa proposta: so di sicuro però, che durante i suoi cinque anni e tre mesi come CT azzurro (il record assoluto del dopo-Bearzot e quindi da quasi 40 anni a questa parte), di richieste ne ha avute parecchie – e alcune anche molto prestigiose – e a tutte ha sempre detto di no, per amore della Nazionale. Evidentemente questa è capitata in un momento (e con motivi) che l’hanno convinto ad accettare.

Lo ha fatto in tempi e con argomenti sinceramente rivedibili: anche se al massimo la decisione poteva essere presa una decina di giorni prima, non di più. Non credo che la Nazionale ne avrà un nocumento, perché al suo posto è stato scelto un ottimo tecnico, appena vincitore di uno scudetto strepitoso. Credo invece che Roberto avrebbe dovuto riflettere maggiormente su alcune dichiarazioni che ha rilasciato più o meno informalmente: tanto valeva parlare in maniera “ufficiale” al momento giusto e con affermazioni – come dire – più convincenti.

Di sicuro la “magia” del suo rapporto con la Nazionale si era ormai sfilacciata. E ovviamente il colpo di grazia lo hanno dato alcune ingerenze e soprattutto alcune scelte che lo hanno completamente spiazzato (e anche amareggiato: per esempio, sul “sostituito” di Vialli, ingaggiato senza nemmeno interpellarlo)

Poteva dimettersi prima? Certo che sì. E forse lo avrebbe potuto fare anche qualcun altro. Ma non è detto che sia stato più responsabile restare dopo la mancata qualificazione ai Mondiali che non andarsene. Se è per questo un amico che gli vuole molto bene gli aveva addirittura consigliato di lasciare la Nazionale subito dopo la vittoria all’Europeo: sarebbe stato il CT più rimpianto della storia del calcio. Ma era comprensibile che volesse portare avanti la sua sfida per poter finalmente disputare quel Mondiale che da calciatore aveva sempre e solo sfiorato.

Ci lascia un titolo europeo inimmaginabile e pieno di gioia (che sarebbe molto ingrato rinnegare) e la ricostruzione di una “base azzurra” a cui ha contribuito lanciando e individuando talenti e prospetti a volte sconosciuti persino dalle società di appartenenza.

E’ un professionista che a quasi 60 anni si lancia in una sfida molto stimolante. E a chi di questa sfida critica e giudica i risvolti economici io domando (nel nome di quell’onestà intellettuale che ho invocato all’inizio di questa riflessione): quanti di noi avrebbero saputo dire di no?

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Calcio / Roberto Mancini nuovo allenatore dell’Arabia Saudita

Presentazione domani a Riad e poi subito in campo con due gare in Inghilterra contro il Costa Rica (8 settembre) e Corea del Sud (12 settembre)

Jesi, 27 agosto 2023 – Roberto Mancini che nelle ultime ore è stato a Jesi insieme a famiglia ed amici, domani 28 agosto, ore 16 italiane, sarà presentato nella sede della Saudi Arabia Football Federation come nuovo allenatore dell’Arabia.

La notizia è stata riportata dall’Ansa che dice di averla appresa “da ambienti vicini al tecnico”.

Il suo impegno è fissato fino al 2027 e già nel prossimo gennaio 2024 la sua nuova squadra competerà per il titolo della Coppa D’Asia.

Il debutto ufficiale sul rettangolo verde sarà per venerdì 8 settembre in Inghilterra a Newcastle contro il Costa Rica ed alcuni giorni dopo contro la Corea del Sud.

Per ciò che riguarda la qualificazione al Mondiale del 2026 l’Arabia è nel gruppo con Giordania, Tagikistan e la vincente tra Cambogia e Pakistan.

Nelle ultime ore si è parlato molto dello staff che collaborerà con l’ex Ct dell’Italia e domani si conosceranno anche i nomi dei suoi assistenti che dovrebbero essere gli stessi che hanno lavorato con lui negli ultimi anni alla guida dell’Italia.

Altri italiani prima di Mancini hanno allenato le nazionali estere e tra questi Fabio Capello (Inghilterra e Russia), Marco Rossi (Ungheria), Marcello Lippi (Cina), Fabio Cannavaro (Cina). Come si sa poi dopo la Copa America 2024 Carlo Ancellotti diventerà il Ct del Brasile.

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Calcio / Junior Jesina, porte aperte a chi vuol sperimentare le prime emozioni col pallone

Venerdì 25 agosto alle ore 18,15 si terrà l’OPEN DAY della scuola calcio Roberto Mancini al campo ‘Paolo Pirani’ di Jesi. Lo slogan è: “fate felici i vostri figli”

JESI, 5 agosto 2023 – Pochi giorni ancora e la stagione calcistica 2023/2024 prenderà ufficialmente il via.

Molti club hanno già avviato le loro attività e sono in pieno svolgimento i riti di preparazione.

programma categorie attività di base

Anche i settori giovanili stanno plasmando le loro iniziative e tra queste la Junior Jesina L. Scuola Calcio Roberto Mancini con un ricco calendario di appuntamenti ed un Open Day di rilievo. Soprattutto a livello giovanile il calcio è un importante gioco di squadra dove si costruiscono amicizie. Tutte le società credono moltissimo negli Open Day per poter trasmettere da subito i valori del calcio e dello stare insieme. L’Open Day, rigorosamente gratuito, è rivolto agli atleti che vogliono approcciarsi per la prima volta ad uno sport di squadra in un ambiente serio e competente in cui il divertimento dei ragazzi e la loro crescita personale vengono messi davanti a tutto.

In questi giorni le società perfezionano le conferme ed anche in casa Junior Jesina i giovani confermano la loro attività. Al tempo stesso si aprono le porte anche a chi non ha mai conosciuto il mondo della scuola calcio Roberto Mancini con i primi calci al pallone.

E così venerdì 25 agosto alle ore 18,15 si terrà l’OPEN DAY al campo ‘Paolo Pirani’ di Jesi.

Lo slogan è: “fate felici i vostri figli”.

“Lo scopo primario della scuola calcio Roberto Mancini – si legge nel manifesto – è quello di sviluppare in modo corretto armonico e graduale la personalità degli allievi iscritti, favorendo la progressiva conoscenza di sé, della palla, dei compagni e del gioco, nonché promuovere qualità”.

A ricevere i giovanissimi – nati nel 2107, 2018, 2019 – ci saranno l’osteopata prof. Attilio Ciarmatori e mister Renato Bargnesi oltre al responsabile tecnico Alessandro Basili. Per ulteriori informazioni 3495953298.

Ma c’è di più. Sono state programmate altre sette giornate per convocare tutti i giovani della fascia di età che va dal 2011 al 2019 come da volantino allegato. Allenatori qualificati ed anche specifici come quello dei portieri – Davide Pucci e Francesco Tantucci – saranno a completa disposizione per insegnare e mettere a disposizione la loro esperienza ai futuri campioncini.

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Jesi / L’ultima volta del ‘Carotti’ stracolmo quando Roberto Mancini si presentò con la sua Inter

Era il 16 agosto 2015: presenze in tribuna, curva, gradinata dell’impianto jesino senza precedenti. Solo in altre due occasioni il tutto esaurito 

JESI, 16 agosto 2023 – Otto anni fa, alle 10 di mattino, lo stadio Carotti si riempì di oltre 8000 tifosi: un vero bagno di folla, per assistere all’allenamento dell’Inter allenata da Roberto Mancini.

Il giornalista Evasio Santoni intervista Roberto Mancini dopo l’allenamento

Una cosa mai vista da queste parti. Allora scrivemmo: irripetibile fino a chissà quando! A distanza di 8 anni ancora abbiamo ben visibile tutta quella gente festante, ed ancora si vive di ricordi.

L’Inter schierata in campo per la foto di rito

A nostra memoria solo altre due date con il tutto esaurito: 9 giugno 1985 in occasione dell’ultima di campionato di C1 Jesina – Brescia, 0-0; 6 aprile 1997 in serie D Jesina – Sambenedettese finita 2-2, con l’allora Jesina allenata da mister Gianfranco Ferretti, il maghetto.

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Jesi / La verità di Roberto Mancini sulle sue dimissioni da Ct dell’Italia

Il Mancio affonda il colpo e punta il dito contro il presidente della Figc Gabriele Gravina che a suo dire gli ha cambiato lo staff e che da diverso tempo le loro idee e visioni sul futuro erano diametralmente opposte

JESI, 15 agosto 2023 – Dopo ore ed ore di interrogativi sul perchè Roberto Mancini si fosse dimesso dalla guida tecnica della Nazionale di calcio italiana puntualmente è arrivata la sua voce ufficiale come riportato da La Repubblica che testualmente proponiamo:Non ho fatto niente per essere massacrato così. Mi sono solo dimesso e ho detto che è stata una mia scelta. Mi sono assunto tutta la responsabilità della decisione. Non mi sono nascosto. Avevo parlato con il presidente Gravina e cercato di spiegargli le mie ragioni. Non mi sono mai permesso di accusare nessuno e mi ritrovo accusato. Ho cercato più volte di parlare con Gravina ed esporgli le mie ragioni. Gli ho spiegato che in questi mesi mi doveva dare tranquillità, lui non l’ha fatto e io mi sono dimesso. Si è mai visto un presidente federale che cambia lo staff di un ct? Gravina è da un anno che voleva rivoluzionarlo, io gli ho fatto capire che non poteva, che al massimo poteva inserire un paio di figure in più, ma che non poteva privarmi di due persone di un gruppo di lavoro che funzionava, che funziona e che ha vinto l’Europeo. Semmai sono io che potevo sostituire un membro dello staff. Sapete la verità? È da un po’ di tempo che lui pensava cose opposte alle mie. Ma allora perché intervenire sullo staff? Cosa c’entra? A quel punto doveva mandare via me. Invece ha colto l’occasione perché alcuni miei collaboratori erano in scadenza e ha giocato su questo. Io potevo essere più duro, certo, ma pensavo lo capisse da solo”.

E a Libero che per primo aveva dato la notizia delle sue dimissioni ha aggiunto: “Niente contro la nomina di Buffon a capo delegazione azzurra, anzi solo grande stima. Tutta inventata anche la storia di Bonucci. Il mio futuro in Arabia? Non nego che ci sia l’interesse da parte loro. Le due situazioni sono però indipendenti e comunque ora non voglio pensare a niente”.

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JESI / Roberto Mancini: un’estate italiana, cicloni e anticicloni

Sulle dimissioni del Ct ed il cicaleggio da ombrellone. L’auspicio è che il nuovo selezionatore sia messo nelle condizioni di lavorare bene sin da subito

di Attilio Carducci

JESI, 14 agosto 2023 – Se ancora c’erano dubbi sugli effetti nefasti del cambiamento climatico, ora ne abbiamo una prova incontrovertibile.

Sulla nostra estate italiana si è abbattuto il ciclone delle dimissioni da CT di Roberto Mancini. La cosa ha sorpreso molti, quasi tutti: da illustri addetti ai lavori all’ultimo vicino di ombrellone.

Dopo la sorpresa iniziale, si è scatenata la ridda di sfoghi e reazioni, più o meno significative, alcune delle quali alquanto scomposte e plateali.

C’è chi si strappa le vesti gridando al tradimento nazionale per la scelta del momento (a ridosso delle convocazioni per le qualificazioni ad Euro 2024), c’è chi avrebbe voluto che Mancini se ne andasse da mesi. Addirittura ci sono i soliti “geni incompresi” (categoria assai diffusa nel Paese, che meriterebbe quantomeno un riconoscimento sindacale) che già si affrettano a stigmatizzare la vittoria ad Euro 2021 e la lunga serie di record, riducendoli a semplice “fortuna”, enfatizzando però i demeriti di Mancini per la mancata qualificazione al Mondiale Qatariota.

Ah, benedetta coerenza!

Da italiano, da sportivo appassionato di calcio – se non fosse per l’alibi del cambiamento climatico – voglio confessare la nostra italica anti cultura sportiva. L’argomento calcio per noi italiani basta per asservire le persone più ragionevoli ed evolute ai più bassi istinti umani. Ecco che allora non stupisce leggere o ascoltare i “grugniti” di taluni esperti, non sorprende più neanche vederli schiumare dalla bocca quando pronunciano il nome di Roberto Mancini.

In queste righe vorrei rimettere qualche punto al proprio posto. E quindi inizierei dal tema centrale, ovvero il tempismo delle dimissioni.

A dir la verità, dovremmo essere grati perché questa scelta ci distoglie almeno un po’ dal recente tormentone della “festa del cornuto” nella Torino che conta. Parlando seriamente, si tratta senz’altro dell’aspetto più discutibile di questa scelta. Per affrontare serenamente questo aspetto, bisogna però non lasciare in secondo piano la sostanza, ovvero le dimissioni stesse.

I soliti “bene informati” (altra categoria affine ai “geni incompresi”) vorrebbero ridurre la scelta di Mancini ad una questione di soldi, viste le voci che lo vorrebbero in trattativa con la Federazione Saudita. Ora, ammessa la veridicità di questa trattativa multi milionaria che non mi sorprenderebbe affatto, chi blatera di “tradimento” non sa. Non sa o ha dimenticato (o finge di dimenticare) che Roberto Mancini nel 2018 ha rinunciato ad un contratto di 40 milioni di euro per venire ad allenare la Nazionale Italiana quando tutti ne giravano alla larga.

A chi accusa Mancini di essere un “traditore mercenario” consiglio prima di mangiarsi 40 milioni di semi di zucca (volgarmente chiamate becche), che potrebbero giovare all’onestà intellettuale. Il mio sospetto in realtà è un altro e risiede in un diffuso vizio italico, quello dell’invidia.

Non vorrei generalizzare, ma ho notato che di solito chi vuole cacciare qualcuno (è una dinamica valida per il calcio e per altro) in realtà non può accettare che questi possa pure guadagnarci. Questa cosa, signori cari, ha un nome preciso: si chiama invidia, in molti casi prodotto del rancore represso. Dunque la questione discutibile resta il tempismo della scelta. Si rimproverebbe cioè a Mancini uno scarso attaccamento alla Nazionale, poiché tale scelta comprometterebbe la competitività della nostra Nazionale nelle prossime partite di qualificazione ad Euro 2024.

Non si può ignorare che solo pochi giorni prima Mancini aveva ottenuto maggiori poteri, con il ruolo di coordinatore delle 3 Nazionali maggiori, una novità assoluta nella storia della FIGC. E allora come si spiegano le dimissioni? E perché oggi? La risposta a questa domanda non spetta a noi. Ci penserà Mancini stesso al tempo opportuno a spiegare tutto nel merito, tempistica compresa.

Noi sportivi italiani – oltre al rispetto che si dovrebbe sempre e comunque a tutti – dobbiamo solo gratitudine e riconoscenza a Mancini, che rappresenta uno dei massimi esponenti della storia del calcio italiano. Credo del resto che nessun altro possa vantare di aver militato in tutte le Nazionali (dall’Under 15 alla Maggiore) e poi allenato e vinto una competizione internazionale con gli azzurri.

Gli dobbiamo riconoscenza per aver voluto fortemente accettare la sfida di far rinascere la Nazionale, ricostruendo il senso di appartenenza alla maglia dopo anni di disamoramento generale. Gli dobbiamo da sportivi gratitudine e riconoscenza per aver trasformato quella che era una sua personale “visione” in una splendida realtà. Per averci fatto vivere da sportivi e da italiani una meravigliosa favola.

“Visionario”, “irresponsabile”, questo gli si diceva quando faceva esordire Zaniolo ed altri. “Illuso” gli si diceva quando diceva di andare in Inghilterra per vincere.

Il calcio italiano gli deve riconoscenza per aver dato fiducia e valorizzato giovani sconosciuti, creando un circolo virtuoso per tutto il calcio italiano, oltre che vincente.

E già, perché mentre i selezionatori nel passato si lamentavano per il mancato utilizzo dei giovani da parte dei club, Mancini ha avuto il coraggio di affidarsi a quei giovani andandoli a scovare nelle giovanili.

Al posto della riconoscenza e gratitudine oggi molti gli rimproverano il tempismo inopportuno di queste dimissioni. Come se tutto il movimento calcistico italiano, le società, i giornalisti, i tifosi, noi sportivi, tenessimo veramente al bene della nostra Nazionale. Come se qualcuno fosse disposto a muovere un dito per il bene della Nazionale.

Si può esser certi che se si fosse dimesso – che so – tra uno o due mesi, gli avrebbero rimproverato di non averlo fatto prima.

Eppure oggi basterebbe poco da parte nostra: come prima cosa augurarci che il nuovo selezionatore sia all’altezza e che sia messo nelle condizioni di lavorare bene. E poi far tesoro nella sostanza dell’insegnamento di fondo, l’orgoglio azzurro, il coraggio e la
mentalità che Mancini ha portato nella sua gestione, affinché non si disperda, ma diventi una base di partenza su cui continuare a costruire.

In ultimo, non sarebbe male augurare tutto il meglio (io lo faccio con convinzione ed orgoglio) a Mancini per la vita e per la carriera futura, che porta lustro all’Italia nel mondo.

Ed infine la serenità per continuare a vedere ed illuminare autostrade dove gli altri vedono solo sentieri bui e tortuosi.

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Jesi / Dimissioni Mancini, gli amici: “siamo sorpresi, non ce le aspettavamo”

Bruno Sassaroli e Marino Zannotti increduli. Il primo gli ha mandato un messaggio ancora senza risposta, il secondo ci aveva parlato telefonicamente ieri pomeriggio ma non era trapelato nulla

JESI, 13 agosto 2023 –  Ha suscitato molte sorprese, a caldo anche incredulità, le dimissioni di Roberto Mancini tra i suoi amici di Jesi.

Uno dei più stretti del Mancio, Bruno Sassaroli, si è così espresso come riportato dall’Ansa: “Siamo tutti sorpresi, le dimissioni di Roberto non ce le aspettavamo. Inizialmente ho pensato che la notizia fosse una bufala, se non altro perché proprio pochi giorni fa era stato definito il nuovo staff della Nazionale. Cosa sia accaduto non lo sappiamo, Roberto non si è hai confidato con noi su eventuali problematiche. Gli ho appena inviato un messaggio, ma ancora non mi ha risposto. Vedremo nelle prossime ore di capire meglio i motivi alla base di questa decisione”.

Anche i compagni di bicicletta, ‘gli azzurri di Jesi’, con i quali Roberto Mancini trascorre gran parte delle giornate quando si trova a Jesi in visita ai suoi genitori sono rimasti sorpresi. Su tutti Marino Zannotti: “Dopo la delusione dell’eliminazione al mondiale Roberto era dispiaciuto e non era più felice e soddisfatto come in precedenza. L’ultima organizzazione in Federazione ha forse ulteriormente fatto maturare in lui certi convincimenti ma mai mi sarei aspettato una decisione così improvvisa anche e soprattutto perchè ci avevo parlato ieri pomeriggio per telefono, lui è in vacanza e rientra a Jesi dopo ferragosto, e non mi ha fatto capire nulla di ciò che poi è accaduto. Adesso aspettiamo di parlarci quando sarà di nuovo qui a Jesi con noi”. 




Calcio / Clamoroso, Roberto Mancini si è dimesso da Ct della Nazionale italiana

Nominato Ct dell’Italia esattamente 5 anni fa: 14 maggio 2018. Colpo durissimo sia per il Mancio stesso che per tutta la Federazione

JESI, 13 agosto 2023 – Notizia clamorosa rimbalzata negli ultimi minuti: Roberto Mancini si è dimesso da Ct della nazionale italiana.

Decisione maturata da giorni, e solo ieri sera formalizzata, considerato che Mancini attualmente non è in Italia ma in vacanza all’estero.

Dimissioni e addio all’Italia e all’azzurro alla vigilia dei primi impegni per le qualificazioni agli Europei 2024 dove l’Italia dovrà difendere il titolo vinto con la finale di Wembley contro l’Inghilterra.

Ancora manca l’ufficialità della Federazione ma il colpo sembra durissimo sia per il Mancio stesso che per tutta la Federazione che ne ha preso atto senza ancora commentare.

Mancini era stato nominato Ct precisamente 5 anni fa, il 14 maggio 2018. Sulla panchina azzurra ha tagliato tantissimi traguardi come il record assoluto di imbattibilità ai campionati europei, con 40 risultati utili consecutivi e quello di vittorie consecutive: 11 successi in fila.

La tempistica stupisce, non certo le dimissioni!

Nel primo pomeriggio la nota ufficiale della Federazione: “La Federazione Italiana Giuoco Calcio comunica di aver preso atto delle dimissioni di Roberto Mancini dalla carica di Commissario Tecnico della Nazionale italiana, ricevute ieri (sabato, ndr) nella tarda serata. Si conclude, quindi, una significativa pagina di storia degli Azzurri, iniziata nel maggio 2018 e conclusa con le Finali di Nations League 2023; in mezzo, la vittoria a Euro 2020, un trionfo conquistato da un gruppo nel quale tutti i singoli hanno saputo diventare squadra. Tenuto conto degli importanti e ravvicinati impegni per le qualificazioni a UEFA Euro 2024 (10 e 12 settembre con Nord Macedonia e Ucraina), la FIGC comunicherà nei prossimi giorni il nome del nuovo CT della Nazionale”.

Sul proprio profilo facebook il giornalista Marino Bartoletti, molto vicino all’oramai ex Ct, ha commentato: “Come ha confermato ufficialmente la Federcalcio – Roberto Mancini CT campione d’Europa (e quindi nel Pantheon dei vincitori, assieme a Pozzo, Valcareggi, Bearzot e Lippi) – ha rassegnato le dimissioni dalla Nazionale. Credo che sia un gesto legato alla coerenza, al rispetto e, se lo conosco bene, persino al suo senso dell’amicizia. Comunque sia non mi sembra una bella notizia per il calcio italiano”.

In serata, dopo le 18, tramite twitter Roberto Mancini ha scritto: “Le dimissioni da CT della nazionale sono state una mia scelta personale. Ringrazio il presidente Gabriele Gravina per la fiducia, insieme a tutti i membri della Figc. Saluto e ringrazio tutti i miei giocatori e i tifosi che mi hanno accompagnato in questi 5 anni. Porterò nel cuore la straordinaria vittoria dell’Europeo 2020. È stato un onore”.

Chi al suo posto? Subito sono stati fatti i nomi di Spalletti e Conte. Sta di fatto che la Federazione dovrà far presto visti gli imminenti impegni dell’Italia: sabato 9 settembre a Skopje con la Macedonia del Nord; martedì 12 settembre l’Ucraina a San Siro; 14 e 17 ottobre contro Malta a Bari e a Wembley ospite dell’Inghilterra.

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(in aggiornamento)




Calcio / Italia, Roberto Mancini coordinatore di tutte le Nazionali

Le scelte fatte dal Consiglio Federale della Figc questa mattina a Roma presieduto dal presidente Gabriele Gravina: dalla squadra maggiore all’Under 20

JESI, 4 agosto 2023 – Più incarichi e più poteri a Roberto Mancini all’interno del sistema calcio italiano.

Il Consiglio Federale della Figc riunitosi questa mattina e presieduto da Gabriele Gravina ha infatti deciso che Roberto Mancini coordinerà tutte le Nazionali dalla maggiore all’Under 20.

Vice del ‘Mancio’ Alberto Bollini e nello staff della nazionale maggiore ci sarà anche il debutto di Andrea Barzagli, ex giocatore della Juventus, con la conferma di Attilio Lombardo che guiderà anche l’Under 20. Confermati Massimo Battara (Preparatore dei portieri) e Simone Scanavino (Preparatori Atletici), Filippo Salsano.

Volti nuovi quello di Antonio Gagliardi, specialista tattico in campo; Francesco Antonioli, preparatore dei portieri. Allenatore della Under 21 Carmine Nunziata mentre Maurizio Viscidi guiderà la formazione tecnica della base azzurra.

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Castelbellino / Dediche speciali per i 39 anni di Dorijana Mirto

Roberto Mancini e Federico Chiesa tramite social hanno fatto gli auguri  alla proprietaria del ‘Nero caffè’. L’attaccante juventino ha firmato la maglia della nazionale come regalo

CASTELBELLINO, 15 luglio 2023 – Buon compleanno Dorijana Mirto.

Nel momento di brindare per i suoi 39 anni la proprietaria del ‘Nero caffè’, punto di ritrovo di tanti sportivi della zona e non solo, ed anche del Ct della Nazionale che predilige spesso il locale per una tappa ristoratrice e di relax, si è trovata alcuni regali e dediche davvero speciali.

Federico Chiesa e Roberto Mancini, tramite social, hanno inviato i loro auguri ed addirittura l’attaccante della Juventus ha fatto recapitare la maglia numero 14 autografata della nazionale italiana.

Agli auguri degli illustri personaggi si associano ovviamente quelli della redazione di Vallesina Tv.

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Ciclismo / Jesi ricorda Michele Scarponi festeggiando i 5 anni della Fondazione

Presenze illustri del mondo del ciclismo nazionale in piazza delle Monachette alle 21. Poche ore prima, nella sede della Fondazione in corso Matteotti, proiezione del video “Nel nido dell’Aquila”

JESI, 3 luglio 2023 – Mercoledì 5 luglio festeggiamenti per i 5 anni della Fondazione Michele Scarponi.

Nata nel 2018 per iniziativa dei genitori dell’Aquila di Filottrano’ Giacomo e Flavia oltre al fratello Marco e la sorella Silvia per far si che i valori di uno dei più grandi ciclisti italiani, morto accidentalmente sulle strade della su Filottrano mentre si allenava, continuassero a vivere e soprattutto perchè quanto successo a lui non si ripetesse.

Da sinistra Marino Bartoletti, Marco Scarponi e Roberto Mancini

L’Associazione ha iniziato a parlare di strade sicure, di mobilità sostenibile, di nuova cultura stradale, di formazione.

Per tutto questo si ricorderà Michele con inizio alle 18.30 presso la sede in Corso Matteotti 48 con la proiezione del video “Nel nido dell’Aquila” e poi alle 21 in piazza delle Monachette per un talk con tanti ospiti.

Hanno già confermato la loro presenza: Marino Bartoletti, Daniele Bennati, Andrea Colombo, Matteo Dondé, Alessandra Giardini, Giuseppe Martinelli oltre a Marco Scarponi e gli educatori della Fondazione. In caso di maltempo la serata si svolgerà al Palazzo dei Convegni.

Tra le autorità il sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo, il presidente del Coni Marche, Fabio Luna, il presidente Fci Marche, Lino Secchi.

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Jesi / 27 giugno 2023 giornata storica: Jesina e Junior Jesina si sono stretti la mano

Presenti per la Jesina oltre al presidente Chiariotti anche Andrea Chiariotti e Gianfranco Amici. Per la parte Junior il presidente Tantucci, Simone Morici e Lorenzo Carotti. Avviato un percorso propedeutico all’unione in un’unica società. In questo periodo transitorio sarà valutato l’interscambio di alcuni tesserati per favorire la crescita sportiva e professionale di tutti i tesserati

JESI, 28 giugno 2023 – Finalmente Jesina e Junior Jesina hanno sottoscritto un accordo di collaborazione: il 27 giugno 2023 è una data storica per il calcio jesino dove sono caduti tanti tabù e dove si sono lasciati alle spalle anni ed anni di ‘incomprensioni’ aprendo la strada ad altre possibili ed auspicabili soluzioni.

chiariotti – tantucci

Un accordo storico e non solo dal punto di vista sportivo ufficializzato con una stretta di mano tra il presidente della Jesina calcio Giancarlo Chiariotti e quello della Junior Jesina scuola calcio Roberto Mancini Sirio Tantucci.

Un primo fondamentale passo in avanti di un progetto che unisce due società molto importanti della Vallesina.

Avevamo annunciato e titolato il 30 maggio scorso “Che sia la volta buona! Incontro tra Jesina e Junior Jesina per decidere un futuro insieme” (leggi qui…).

Non tutti avevano capito lo spirito della nostra uscita, ma volente o nolente, i fatti di ieri, hanno confermato che se esiste la volontà delle persone di raggiungere un obiettivo questa trova soluzione nella concretezza, come appunto in questo caso, che  andrà a favore non delle singole persone o delle singole società ma dell’intera collettività e del mondo del calcio giovanile sia di Jesi che della Vallesina tutta.

Ecco il comunicato congiunto emesso dalle due società: “La Jesina Calcio e la Junior Jesina comunicano di aver raggiunto un accordo di collaborazione, nel rispetto delle proprie autonomie, al fine di sviluppare un programma di crescita professionale e sportiva dei ragazzi dei settori giovanili. I rispettivi presidenti Chiariotti Giancarlo e Sirio Tantucci hanno sottolineato l’importanza di avviare un percorso propedeutico all’unione in un’unica società che possa mettere a disposizione di tutti i propri tesserati le migliori opportunità, sia per il calcio che per il calcio a 5, che le competenze, oltre che la possibilità rafforzata di investire nelle varie strutture sportive. Ove necessario, in questo periodo transitorio, sarà valutato l’interscambio di alcuni tesserati per favorire la crescita sportiva e professionale di tutti i tesserati. Entrambi i presidenti e i lori più diretti collaboratori riunitisi negli ultimi periodi per definire i termini dell’accordo esprimono piena soddisfazione e rinnovata reciproca fiducia per quello che vorrà essere un progetto a sostegno della città e dello sviluppo sportivo dei ragazzi del territori”.

Il prossimo passo sempre più decisivo saranno le strutture sportive.

Il ‘Paolo Piranigestito dalla Junior Jesina dovrà essere sistemato e già esiste un piano di riqualificazione che dovrà essere messo in atto.

Nelle prossime settimane poi l’Amministrazione Comunale di Jesi assegnerà la realizzazione del ‘Mosconi’ che diventerà un campo in sintetico, come lo stesso Assessore allo sport Samuele Animali ha anticipato nel portare i saluti al raduno degli ex leoncelli.

“C’è grande soddisfazione” hanno detto all’unisono Sirio Tantucci e Simone Morici, presidente ed amministratore della Junior Jesina. “Il lavoro fatto da ambo le società è stato davvero proficuo. Abbiamo raggiunto un gran risultato che porterà benefici per il calcio sia locale che della Vallesina. Come società è da tempo che cercavamo una soluzione in tal senso e con l’impegno di tutti l’abbiamo trovata. Ora si lavorerà per completare nel tempo tutte le soluzioni che ci siamo proposti”.

Dal canto suo il presidente Chiariotti così ha commentato: “Abbiamo dato fiducia ed il via ad un progetto che ci dovrebbe portare lontano. Siamo tutti soddisfatti”.

Fondamentale era partire, adesso sarà necessario marciare con unità di intenti e dalle premesse la strada sembra davvero quella giusta

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Jesi / Roberto Mancini, al via le riprese per la promozione della Regione Marche

Il Ct azzurro è il testimonial della nuova campagna promozionale. Nel corso delle riprese il presidente Francesco Acquaroli è passato per un saluto a Mancini

JESI, 26 maggio 2023 – Questa mattina sono iniziate le riprese della nuova campagna promozionale delle Marche con mister Roberto Mancini, testimonial, jesino e commissario tecnico della Nazionale di Calcio Italiana.

Mancini al club delle balette a Palazzo Pianetti nel primo spot promozionale della Regione Marche

E’ quanto comunica la Regione Marche in una nota che specifica: “Le nuove immagini andranno a raccontare le eccellenze delle Marche in strategia con le numerose iniziative di promozione intraprese quest’anno dalla Regione e dall’Atim (agenzia regionale per il turismo e l’internazionalizzazione delle Marche). Nel corso delle riprese anche il presidente della Regione Francesco Acquaroli, assessore al Turismo, è passato per un saluto a Mancini”

Il direttore dell’Atim Marco Bruschini ha precisato: “Stiamo girando i nuovi spot con il nostro Roberto Mancini testimonial delle eccellenze delle Marche, una regione sempre più protagonista del turismo di qualità in queste location meravigliose che vogliamo siano conosciute in tutto il mondo”.  

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Vallesina / Esteban Cambiasso a cena con i tifosi interisti locali

Soddisfazione per Alberto Bucci titolare del ristorante e di fede interista. La serata come promozione del centro di formazione calcistica Leoni di Potrero 

VALLESINA, 23 aprile 2023Esteban Cambiasso, uno degli eroi del “triplete”, Inter anno 2009-2010, con i tifosi interisti della Vallesina e dintorni, nei giorni scorsi è stato ospite alla Locanda della Posta di Castelplanio.

Cambiasso con il presidente della società Jesina femminile Massimo Coltorti

La presenza di El Cuchu era legata alla promozione del centro di formazione calcistica Leoni di Potrero di cui Cambiasso è fondatore insieme a Javier Zanetti e che farà tappa a Jesi la prima settimana di luglio in collaborazione con l’associazione Sogni e Passioni.

Il giocatore è stato accolto dal sindaco Fabio Badiali. Durante la serata si è registrata anche una conversazione via telefono con Roberto Mancini – nel locale erano presenti i genitori Aldo e Marianna – e questo ha permesso ai tifosi presenti di apprezzare la riconoscenza che l’ex centrocampista argentino ha nei confronti del tecnico jsino ed il profondo legame che lo lega a lui, confidando la felicità per essere venuto nel suo territorio in questa piacevole occasione.

Per Alberto Bucci, titolare del ristorante e di fede interista, una serata piena soddisfazione.

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Jesi / Calcio giovanile: il 25 aprile la 2° edizione del ‘pulcino doro’

Organizzato dalla Junior Jesina ‘scuola calcio Roberto Mancini’. Si sfideranno 16 squadre sui campi del ‘Carotti’ e del ‘Cardinaletti’

JESI, 22 aprile 2023 – Il ‘pulcino d’oro’ giunto alla sua 2° edizione tornerà, dopo il successo dello scorso anno, ad animare i campi del ‘Cardinaletti’ e del ‘Carotti’ di Jesi martedì 25 aprile coinvolgendo una moltitudine di piccoli calciatori, quest’anno classe 2012 – 2013, provenienti da tutta la Regione.

Al centro dell’intera manifestazione – organizzata dalla Junior Jesina ‘scuola calcio Roberto Mancini’ – lo spirito educativo del gioco di squadra e la condivisione di valori positivi.

Jesi, stadio Carotti: edizione 2021-2022

Le squadre partecipanti sono: Us Ancona – Asd Aurora Calcio Jesi – Ssd Biagio Nazzaro – Ssd Borghetto – Asd Castel di Lama – Asd Fabriano Cerreto – Asd Giovane Santorso – Asd Jesi – Us Junior Jesina Libertas – Asd Academy Marotta Mondolfo – Asd Moie Vallesina – Asd Palombina Vecchia – Asd Ponterosso Calcio – Asd Senigallia Calcio – Asd Union Tre Colli – Fc Vigor Senigallia.

Quattro i gironi. Quello A e B giocheranno al ‘Carotti’, il C e D al ‘Cardinaletti’

Girone A – Ancona – Borghetto – Junior Jesina Libertas – Senigallia Calcio

Girone B – Castel di Lama – Jesi – Ponterosso Calcio – Vigor Senigallia

Girone C – Aurora Calcio Jesi – Biagio Nazzaro – Ssd Borghetto – Fabriano Cerreto – Academy Marotta Mondolfo

Girone D –  Giovane Santorso – Moie Vallesina – Palombina Vecchia – Union Tre Colli

Le gare inizieranno il mattino alle ore 9,45 e proseguiranno fino al pomeriggio e poi la premiazione avverrà aòle ore 18 al Carotti.

Lo scorso anno, alla 1° edizione, vinse il Senigallia calcio e il momento della premiazione fu allietato dalla presenza del Ct della nazionale di calcio italiana Roberto Mancini.

La finale del Torneo Internazionale Pulcino d’Oro, dedicato ai giovani calciatori di 8-10 anni, si terrà da giovedì 15 a domenica 18 giugno 2023 a Levico Terme – Valsugana – Trentino.

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Calcio e solidarietà / Roberto Mancini in campo a Senigallia per “La Partita del Cuore”

Il Ct dell’Italia nel Charity Team per gli alluvionati, con lui anche Ciro Ferrara, Fabio Galante, Dj Ringo.
Attesa per la rosa della Nazionale Cantanti

SENIGALLIA, 7 Aprile 2023 – Arrivano i primi nomi dei presenti alla “Partita del Cuore” di Senigallia, prevista domenica 16 aprile allo stadio Bianchelli su iniziativa della Caritas locale ed in solidarietà agli alluvionati del 15 settembre 2022, a cui andrà l’incasso.

La Nazionale Cantanti, le cui partecipazioni saranno rese note da abitudine soltanto a ridosso dell’evento, affronterà il Charity Team, che vedrà presente anche il Commissario Tecnico della Nazionale italiana di calcio Roberto Mancini.

L’allenatore jesino, fuoriclasse da calciatore con Sampdoria e Lazio, giocherà insieme ad altri nomi del calcio e dello spettacolo come Ciro Ferrara, uno dei migliori difensori degli anni 80 e 90 con Napoli, Juventus e Italia, Fabio Galante, ex Inter e Italia Under 21, dj Ringo, Federico Quaranta, storico conduttore di Decanter su RaiRadio2 e Nicolò De Deviitis, direttamente delle Iene.

La presenza di Mancini – spiegano gli organizzatori – “è un chiaro segno della grande sensibilità del mister e dei componenti del Chasolidarietrity Team verso chi ha sofferto le conseguenze dell’alluvione”.

E’ possibile acquistare i biglietti al costo di 10 euro su Vivaticket(https://www.vivaticket.com/it/Ticket/partita-del-cuore-insieme-per-senigallia/204876) oppure presso la Libreria Mastai in via Felice Cavallotti 15 con orari limitati (da martedì a sabato 9-12.30, lunedì, mercoledì e venerdì anche 17-19).

Lo stadio Bianchelli di Senigallia può contenere fino a quasi 5.000 spettatori.

Foto di repertorio

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Jesi / Per il CT Roberto Mancini, una sconfitta ed una vittoria verso Euro 2024

Iniziate le qualificazioni per Euro 2024 per la Nazionale italiana. Dopo la sconfitta all’esordio con l’Inghilterra, è arrivata la vittoria a Malta. Tanto il lavoro ancora da fare  

JESI, 29 marzo 2023 – C’era molta attesa per l’esordio della Nazionale Italiana in vista dell’esordio nel girone di qualificazione in vista di Euro 2024, azzurri campioni in carica, la prima senza Gianluca Vialli, ex capo delegazione degli Azzurri.

In suo ricordo, la FIGC ha voluto creare e far indossare agli atleti della Nazionale una maglia a lui dedicata con la scritta: «Luca, Azzurro per sempre».

L’esordio con l’Inghilterra al San Paolo di Napoli, ha evidenziato un’Italia a due facce, lenta ed impacciata nel primo tempo, in cui ha attraversato enormi difficoltà incassando due reti.

Mancini – Vialli

Nella ripresa, grazie al gol dell’oriundo Retegui, gli Azzurri hanno rialzato la testa e, grazie anche ai cambi operati dal CT, ripreso a macinare gioco mettendo in più di un’occasione alle corde gli inglesi. È mancato il guizzo vincente per arrivare al pareggio, ma l’Italia vista nel secondo tempo è stata di gran lunga da preferire a quella vista inizialmente, mai veramente in partita.

Nel secondo incontro, a Malta, la Nazionle è andata subito in vantaggio, ancora una volta con Retegui che, pur non impressionando nelle due gare, tantissime ovviamente le attenuanti a suo favore, come l’ambientamento in un altro Paese, la scarsa conoscenza dei compagni, e la pressione dell’Italia intera tutta addosso, ha sfruttato comunque a pieno le occasioni avute. È arrivato poi il raddoppio di Pessina che ha chiuso virtualmente la gara. Gli Azzurri poi, non sono però stati più capaci di creare altre nitidissime occasioni, che avrebbero portato in dote altre reti che avrebbero fatto comodo nel proseguo.

Un bilancio dunque in chiaroscuro, per una Nazionale che ha comunque bisogno di trovare lo smalto dei tempi migliori, e soprattutto la buona condizione dei suoi uomini chiave, oltre al rientro di Immobile che, pur incontrando tante difficoltà con la maglia azzurra, è stato pur sempre il principe dei cannonieri del campionato italiano negli ultimi anni.

Mancini a palazzo dei Convegli nella sua Jesi con la maglia numero 10 dellla Sampdoria

Queste le parole del tecnico jesino alla fine della gara a Malta, ben consapevole dell’enorme lavoro ancora da fare per portare l’Italia ai livelli che ci hanno permesso di raggiungere la scorsa vittoria all’Europeo: «son partite dove hai tutto da perdere, diventano partite brutte. Abbiamo fatto cose buone, altre meno. È chiaro che la cosa importante era vincerla. Avremmo potuto fare qualche gol in più. Potevamo fare meglio, tutto».

Ora, per il CT, non rimane che continuare a lavorare, con la speranza magari di scoprire qualche altro talento che possa fare al caso della Nazionale, soprattutto in avanti, settore che in cui la squadra al momento sta soffrendo di più.

Sembrano lontanissimi i tempi in cui c’erano polemiche a non finire per la mancata convocazione di alcuni giocatori, quando c’era sino a qualche anno fa, davvero l’imbarazzo della scelta, soprattutto in attacco.

L’Italia per fortuna, ha potuto contare sempre su tanti top-player con esperienze anche internazionali, con i CT spesso costretti a fare delle scelte obbligate, lasciando fuori nomi altisonanti, scegliendo a volte giocatori solo più funzionali al proprio gioco, dando vita a vere e proprie schiere di tifosi dell’uno o dell’altro.

Speriamo, per il tecnico jesino, che torni anche per lui l’imbarazzo della scelta, e che venga dato sempre più spazio, anche ad alti livelli, ai giovani, soprattutto a quelli di talento, per il bene della nostra Nazionale e di tutto il calcio italiano in generale.

A Roberto Mancini, il nostro più grande in bocca al lupo per il proseguo del cammino, augurandoci di rivedere presto un’Italia di nuovo protagonista.

Questa l’attuale classifica del Gruppo C dopo le 2 gare giocate: Inghilterra 6 punti, Italia e Macedonia del Nord 3, Ucraina e Malta 0.

Il prossimo impegno per l’Italia il 15 giugno per le semifinali di Nations League contro la Spagna, partita che si giocherà in Olanda. L’altra semifinale Olanda- Croazia. la finale domenica 18 giugno a Rotterdam.




Sport / Roma, palazzo Poli : “Le Marche. L’unicità delle molteplicità”

La mostra, inaugurata con la presenza del Ct della nazionale di calcio italiana, lo jesino Roberto Mancini. 8 isole dedicate allo sport, una delle quali a Michele Scarponi

JESI, 29 marzo 2023 -Inaugurata a Roma, a Palazzo Poli, che insiste sulla Fontana di Trevi, la mostra “Le Marche. L’unicità delle molteplicità”.

Soddisfatto il presidente della Giunta delle Regione Marche Francesco Acquaroli: “E’ stata un’ottima intuizione allestire la mostra in questa prestigiosa cornice che affaccia sulla Fontana di Trevi. La mostra darà la possibilità di scoprire le Marche attraverso tante storie di personaggi ed anche ammirare dei pezzi unici a loro appartenuti, in un luogo straordinario. Sono convinto dell’efficacia dell’iniziativa che inauguriamo perché riesce a mettere insieme una molteplicità di aree di interesse: lo sport, la cultura, l’arte, la scienza. Vari aspetti come varie sono le Marche, l’unica Regione rimasta in Italia a declinarsi ancora al plurale. Questo va visto con orgoglio, come pure l’idea di dare lustro e ringraziare chi con il suo operato, nel presente e nel passato, ha reso importante la nostra storia e il nostro territorio e l’Italia intera, conservando sempre un attaccamento alla terra d’origine”.

Ospite d’eccezione il CT della nazionale di calcioRoberto Mancini, testimonial delle Marche. “Le Marche sono una regione fantastica ma non solo perché ci sono nato, per cui è chiaro che è un sentimento che viene dal cuore. Penso davvero che sia una Regione piena di persone perbene, di luoghi fantastici e poi, come la storia dimostra, è stata piena di personaggi incredibili. Questa mostra lo illustra bene. E il calcio può trovare spazio in questa esposizione perché arte e calcio sono sulla stessa lunghezza d’onda. Il calcio è arte”.

L’esposizione è dedicata alle figure che hanno reso le Marche “una regione sempre creativa e competitiva”.

Donne e uomini illustri che hanno cambiato la storia operando con modalità vincenti in molteplici ambiti, tutti rappresentati nell’esposizione da un’opera originale, un oggetto, un filmato o delle fotografie, distribuiti in 56 isole: 20 dedicate all’arte, 3 alla letteratura, 7 alla musica, 4 alle scienze, 6 alla società, 8 allo spettacolo, 8 allo sport. Tra quelle dello sport un’isola dedicata a Michele Scarponi

Tra i presenti all’inaugurazione: Vittorio Sgarbi, sottosegretario di Stato alla Cultura; Lucia Albano, sottosegretaria di Stato all’Economia e Finanze; il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco; Guido Castelli, commissario straordinario per il sisma; Mirco Carloni, presidente Commissione Agricoltura della Camera; l’assessore regionale Francesco Baldelli.

L’esposizione è curata da Alessandro Nicosia.

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Calcio Amarcord / Mateo Retegui l’ultimo oriundo, ma nessuno come “La Bibbia del Football” Renato Cesarini

Il nativo di Senigallia fu uno dei primi oriundi a giocare con l’Italia.
Un personaggio unico, non solo per la sua ancora celebre “Zona”

SENIGALLIA, 23 Marzo 2023 –  Mateo Retegui numero 50, Renato Cesarini numero 1, in campo e fuori.

L’attaccante italo-argentino del Tigre contro l’Inghilterra, il 23 marzo nel match valido per le qualificazioni agli Europei 2024, sarà il cinquantesimo oriundo a giocare nella Nazionale italiana.

Non sono mancate le polemiche sull’opportunità, o meno, di far debuttare in azzurro un calciatore che in Italia non ha mai giocato e che è in possesso della cittadinanza soltanto per un nonno materno siciliano.

La crisi che colpisce il calcio italiano, che pare ormai incapace di produrre attaccanti anche solo di medio livello internazionale, in futuro potrà – crediamo – presentare casi analoghi se non ancora più clamorosi ma intanto l’attaccante classe 1999 si aggiunge alla lunga lista di oriundi che hanno indossato la gloriosa maglia dell’Italia.

Gli oriundi, infatti, ci sono sempre stati, anche se qualcuno pare essersene ricordato soltanto ora: ben prima di Retegui, o di Joao Pedro e Luiz Felipe, questi ultimi due brasiliani di origine recentemente convocati ma apparentemente già fuori dal giro azzurro.

Esattamente 25 su 50 provenivano dall’Argentina, a partire dal primo, Eugenio Mosso da Mendoza, che giocò in azzurro già nel 1914: la gran parte di loro non ha lasciato il segno, e c’è anche chi poi ha cambiato idea, come Franco Vazquez, nato e cresciuto in Argentina, che prima nel 2015 accetta di giocare per l’Italia in amichevole, poi nel 2018 esordisce nella maggiore argentina, ribadendo di essersi sempre sentito albiceleste: potenza dei regolamenti, che consentono di cambiare nazionale a chi abbia disputato soltanto amichevoli.

Alcuni di questi oriundi però lasciarono il segno eccome, come Luis Monti e Raimundo Orsi, campioni del mondo con l’Italia nel 1934.

E come Renato Cesarini, soprattutto.

A differenza della gran parte degli altri, Cesarini era nato in Italia, sulle colline di Senigallia.

Era il 1906: poco dopo, con la famiglia, come tanti altri, emigrò in cerca di fortuna verso l’Argentina.

Tempi grami, e vita di fatiche, di lavori umili e improbabili (persino acrobata in un circo) anche per il futuro fuoriclasse, come per tanti altri emigrati del tempo.

Fuori e dentro la patria d’origine.

Un personaggio carismatico Cesarini, una vera Bibbia del Football, in campo prima e da allenatore poi: un po’ filosofo, tanto da sostenere, in una delle sue frasi ad effetto:

“Quale è la cosa che assomiglia di più alla vita? Un campo di calcio. Lì dentro ci sono tutti i personaggi”.

Renato Cesarini è ancora oggi famoso per la sua “Zona”, cioè i minuti finali di una partita nei quali in più circostanze (ma soprattutto, in una, come vedremo), il campione segnò gol decisivi: il termine è ormai diventato d’uso comune anche fuori dallo sport tanto che il Dizionario ricorda che “l’espressione è ancora oggi spesso adoperata in senso estensivo e figurativo come equivalente della locuzione “appena in tempo””.

In fondo, le nostre esistenze scorrono sul filo dei minuti, proprio come una partita di calcio.

Centrocampista offensivo/attaccante dal talento precoce, idolo del Chacarita Juniors, squadra di un quartiere di Buenos Aires, già a 20 anni debutta nell’Argentina, mettendosi definitivamente da parte una giovinezza di tante speranze e altrettante fatiche.

Quindi, torna in Italia, acquistato dalla Juventus: è il 1930 ed ha 24 anni. 

Alla Juve, “El Tano” (L’Italiano) o “Il Cè” diventa leggenda, vincendo 5 scudetti consecutivi e segnando oltre 50 gol.

Poco dopo Cesarini debutta anche nella nazionale italiana, per la rabbia del governo argentino che accusa quello fascista italiano di voler “depredare” il meglio del football sudamericano per costruire una nazionale azzurra più forte: polemiche a non finire in quei giorni in cui anche Orsi, suo amico e compagno alla Juventus, inizia a vestire l’azzurro ma Cesarini – ricordiamolo – è nato a Senigallia e senigalliese è percepito dai suoi concittadini tanto che nel 1932, quando gioca una amichevole con la maglia della Vigor contro l’Anconitana, la tribune dello stadio di Senigallia sono gremite per riabbracciare un proprio figlio.

Perché “Il Cè” era uno che ce l’aveva fatta, diventando qualcuno di cui andare fieri.

In quel 1932 d’altronde è già famoso per i suoi gol in extremis: tutto nasce quando contro l’Ungheria il 13 dicembre 1931, segna al 90′ il gol della vittoria. 

E’ in quel momento che si sente parlare sui giornali per la prima volta di “Zona Cesarini”, arrivata fino ad oggi.

Cesarini però non era soltanto un calciatore; o meglio, era un calciatore atipico, un artista in campo e fuori: ciuffo costantemente ribelle, amante delle belle donne, coraggioso anche a parole, con considerazioni non di rado polemiche che spesso dividevano gli appassionati ma non di meno sapevano essere acute e non banali.

Dopo la Juventus torna in Argentina per giocare nella più famosa squadra del paese, il River Plate, continuando a vincere pure da allenatore prima creando in Sud America l’imbattibile “La Maquina” – il più forte River Plate di tutti i tempi -, e poi in Italia, dove nel 1959 si ripresenta a guidare la Juventus, scoprendo anche futuri grandi campioni (Giampiero Boniperti, Omar Sivori).

Allena anche in Messico a metà degli anni sessanta e poi la nazionale argentina.

Muore a Buenos Aires il 24 marzo 1969 dopo una breve malattia, ad appena 62 anni.

“Quando dai il tuo nome a un pezzetto di tempo – il quale è solo di Dio, dice la Bibbia – qualcosa nella vita lo hai fatto”, scrive il romanziere Alessandro Baricco pensando a Cesarini, l’unico giocatore diventato un modo di dire.

E l’oriundo Cesarini, quel nome al tempo lo ha dato e attraverso la sua “Zona” ancora vive nel linguaggio di tutti i giorni, ricordandoci la leggenda de “El Tano” di Senigallia.

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Jesi / Deceduto Gabriele Ganzetti, uno dei fondatori del Club Juventus ‘2 stelle’

E’ stato sempre al fianco del presidente Paolo Paoloni. Ha dato i primi calci al pallone al San Sebastiano nell’Aurora insieme a Roberto Mancini. Ha giocato con il Mazzangrugno

Redazione

JESI, 12 marzo 2023 – Un altro lutto nel mondo del calcio jesino.

A soli 56 anni, improvvisamente, la notte scorsa è deceduto Gabriele Ganzetti, detto ‘el cachino’.

Un personaggio molto conosciuto a Jesi, e soprattutto nell’ambito sportivo, amico con tutti, sempre pronto alla battuta ed allo scherzo.

Era tifosissimo della Juventus tanto che ha contribuito concretamente a far nascere, al fianco del presidente Paolo Paoloni, il club Juventus Jesi 2 stelle.

Gabriele Ganzetti terzo accosciato partendo da dx: ancora non giocava a porta, era schierato terzino

Da giovane ha giocato al calcio nel ruolo di portiere, numero uno per tanti anni nella squadra del Mazzangrugno dove ha vinto anche un campionato di Terza Categoria e promosso in Seconda.

L’inizio della sua attività da portiere l’ha visto in squadra con Roberto Mancini nei giovanissimi dell’Aurora calcio 

In seguito ha anche allenato i portieri e soprattutto nella società Aurora Jesi, lui che abitava proprio vicinissimo al campo sportivo San Sebastiano nel quartiere Prato.

Era un super tifoso anche della Jesina.

L’Aurora calcio nella sua pagina facebook ha scritto: “Apprendiamo con sincera e profonda tristezza la notizia della scomparsa di Gabriele Ganzetti. Ciao Gabriele per sempre Pradarolo e Aurorino. A tutta la famiglia, l’Aurora Calcio esprime le più sentite condoglianze e invia un caloroso abbraccio”.

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Marche / Jesi super premiata, sfilata di campioni: Mancini, Cerioni, Marini, Di Francisca

Al salone del Coni a Roma alla manifestazione ‘ Marche una regione da podio” celebrate società sportive e campioni (foto)

JESI, 27 gennaio 2023  – “Le Marche una regione da podio”.

A Roma, nel Salone d’Onore del Coni, al Foro Italico, nato da un’idea dell’ex atleta e promoter Vladimiro Riga si è celebrata la giornata dello sport delle Marche, presentata da Rosanna Vaudetti e Pino Insegno.

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Presenti personaggi, società sportive e campioni che si sono distinti per i risultati raggiunti, capaci di esaltare lo sport italiano e le Marche in Italia e nel mondo.

L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Marche, dal Coni Nazionale e dal Panathlon Nazionale.

Il progetto è nato per celebrare le eccellenze che hanno contribuito a rendere protagonista lo sport italiano e la Regione Marche nel mondo.

I Premiati sul palco: Roberto Mancini, Gianmarco Tamberi, Tommaso Martini (club scherma Jesi), Stefano Cerioni, Lube Civitanova, Davide Mazzanti, Giada Al Halwani, Claudia e Alberto Rossi, Elia Sdruccioli, Comitato Italiano Paralimpico Regionale Marche, Squadra Città di Falconara, Andrea Tonti e la campionessa olimpionica Jesina Elisa di Francisca in veste di premiante.

Un premio speciale al giornalista, scrittore e Vicedirettore del Daytime Rai, Angelo Mellone. Presenti i commentatori sportivi Luca Marchegiani e Maurizio Compagnoni, l’attore Sebastiano Somma e il cantautore Michele Pecora, il duo Operapop e il violinista Marco Santini.

Protagoniste dell’evento anche alcune aziende che hanno contribuito a portare l’eccellenza Marchigiana nel mondo. Presenti anche alcuni illustri personaggi della Regione Marche, come il Presidente della Commissione Bilancio, Sport e Cultura Renzo Marinelli, il presidente del Coni Regionale Fabio Luna, il vice Marco Porcarelli ma anche molti imprenditori espressione del Made in Italy e dell’eccellenza marchigiana.

Roberto Mancini alla domanda come si diventa un campione e quale messaggio dare ai giovani ha risposto: “agli esordi, quando un giovane comincia ad allenarsi verso i 6 o 7 anni come è stato per me, la leva più importante deve essere il divertimento, poi se ci sono le qualità tecniche, le parole chiave sono impegno e perseveranza nel rispetto di un lavoro fisico e mentale che dovrà essere mantenuto nel tempo se si vuole vincere la sfida a livello professionistico”.

Assenti giustificate Sofia Raffaeli Milena Baldassari della Ginnastica Fabriano.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò infine ha omaggiato Vladimiro Riga sottolineando che “questa grande festa non sarebbe stata possibile senza il suo impegno».

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L’Evento / “Le Marche una regione da podio”, a Roma verranno premiate le eccellenze dello sport marchigiano

Il 27 gennaio la cerimonia al Salone d’Onore del Coni, tra i premiati Roberto Mancini, Gianmarco Tamberi, Stefano Cerioni, Sofia Raffaelli, Milena Baldassarri, Tommaso Marini e la Società Ginnastica Fabriano

ANCONA, 12 gennaio 2023 – Grandi nomi in arrivo al Salone d’Onore del Coni, al Foro Italico di Roma. Il 27 gennaio, infatti, Pino Insegno presenterà le eccellenze marchigiane nel mondo dello sport e annuncerà premi speciali agli sportivi marchigiani, da Roberto Mancini ad Angelo Mellone.

Le Marche una regione da podio: l’evento

Nel titolo anche il concept dell’evento in programma il 27 Gennaio , presso il Salone d’Onore del Coni, al Foro Italico di Roma, nato da un’idea dell’ex atleta e promoter Vladimiro Riga per celebrare società sportive e i campioni che si sono distinti per avere conseguito importanti risultati esaltando lo sport italiano e la Regione Marche in Italia e  nel mondo.

L’organizzazione, a cura della Vladimiro Riga promotion, è prodotta dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, presieduta da Giampiero Feliciotti, con la supervisione dell’autore televisivo Dario Di Gennaro, insieme all’architetto Paola Sessa e alla poliedrica Melissa Di Matteo per le premiazioni, con i video formativi del regista Gabrio Marinelli, che renderanno l’evento indimenticabile. L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Marche, dal Coni Nazionale e dal Panathlon nazionale.

Gianmarco Tamberi

I premiati: da Mancini a Sofia Raffaeli, passando per Gimbo Tamberi

Il progetto è nato per celebrare le eccellenze  che hanno contribuito a rendere protagonista lo sport italiano e la Regione Marche nel mondo. Saranno premiati, infatti, Roberto Mancini, Gianmarco Tamberi, Tommaso Marini, Stefano Cerioni, Sofia Raffaelli, Milena Baldassarri, la Società Ginnastica Fabriano, la Lube Civitanova, Davide Mazzanti, Giada Al Halwani, Claudia e Alberto Rossi, Elia Sdruccioli, Mirko Savoretti, il Comitato Italiano Paralimpico Regionale Marche, Andrea Tonti.

Grandi nomi si alterneranno nelle premiazioni a cominciare da Rosanna Vaudetti, che annuncerà l’inizio dell’evento con il suo stile inconfondibile. La conduzione è affidata a Pino Insegno, che scandirà le premiazioni alternandole a momenti di spettacolo. Un premio speciale è riservato al giornalista, scrittore e Vicedirettore del Daytime Rai, Angelo Mellone. Presenti i commentatori sportivi Luca Marchegiani e Maurizio Compagnoni.

Sofia Raffaeli

Una testimonial d’eccezione e le istituzioni presenti

Tra gli ospiti anche Susanna Messaggio che dal palco lancerà un messaggio sulla salute legato all’epigenetica, con le parole chiave buona alimentazione, sport e movimento. Protagoniste dell’evento saranno anche alcune aziende che hanno contribuito a portare l’eccellenza Marchigiana nel mondo (Pasta di Camerino, EuroBuilding, Fidea, Quacquarini, Agroservice, IceService).

Le Marche sono l’unica regione d’Italia che ha un nome al plurale, un destino che le concede di raccogliere e vantare di un territorio versatile anche geograficamente: appare come un quadro d’arte disegnato dalla natura, dal blu del mare, al verde e dai colori delle colline, al giallo dei girasoli, dai monti Sibillini ai grandi poeti ed autori che in ogni tempo l’hanno descritta o celebrata con le loro opere, come Leopardi e Rossini.

Tra i premiatori spiccano nomi importanti come quello di Giovanni Malagò, Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, o quello di Roberto Mancini, ct dell’Italia e a sua volta premiato. Saranno presenti alcuni illustri personaggi della Regione Marche, come il presidente Francesco Acquaroli, il presidente del Coni Regionale Fabio Luna, ma anche molti imprenditori espressione del made in Italy e dell’eccellenza marchigiana, noti non solo in Italia ma nel mondo.

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Jesi / E sono 88! Auguri di buon compleanno ad Aldo Mancini

Il padre del commissario tecnico della nazionale italiana Roberto Mancini ha tagliato il traguardo degli 88 anni

JESI, 12 gennaio 2023 –  Buon compleanno ad Aldo Mancini, papà di Roberto il commissario tecnico della nazionale di calcio italiana.

Tutto il mondo calcistico di Jesi e della Vallesina, ma non solo, festeggia questo traguardo. Aldo sarà a pranzo con la famiglia e sarà presente anche Roberto giunto appositamente per poi ripartire nel pomeriggio.

Aldo è sempre attivo e sempre si reca al campo ‘Paolo Pirani’, partite ed allenamenti, per osservare i giovani e promettenti ragazzi partecipando sempre e con competenza alla vita sportiva della Junior Jesina.

Auguri Aldo!

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Jesi / Weplay, non solo sport: associazione che si occuperà di cultura, teatro, libri e musica

Presentata al bar Paoloni di via Gallodoro dalla presidente Rita Marconi con i fratelli Luigi e Paolo Paoloni. L’obiettivo? Stimolare, quasi provocare, i giovani  

Jesi, 9 gennaio 2023 – Le tante maglie firmate dei campioni mondiali del calcio hanno fatto da sfondo alla presentazione della nuova associazione Weplay.

Una iniziativa dei fratelli Luigi e Paolo Paoloni, presidente Rita Marconi moglie di Luigi. Con loro ci sarà anche il musicista Ernesto Talacchia. L’associazione è stata presentata nel locali del bar Paoloni in via Gallodoro.

“In questi giorni sono stato scosso dalla scomparsa di due personaggi mondiali, due calciatori di fama come Pelè e Vialli”. Ci ha raccontato Luigi Paoloni un passato da giornalista e da attore comico con importanti presenze televisive come alla nota trasmissione Rai ‘Bagaglino’.

«Vogliamo creare la possibilità di incontriha dettagliato Luigi Paolonicon personaggi famosi dello sport, teatro, musica, letteratura come quando ero giovane ed a Jesi c’era l’occasione e l’opportunità di conoscere personaggi importanti. Il tutto per risvegliare le attività culturali, attualmente sottotono, soprattutto, ovviamente, per mancanza di fondi. L’associazione si autofinanzierà, e dovrà stimolare i giovani, quasi come una provocazione. Proveremo ad attivare, per esempio, una convenzioni con le scuole per organizzare visite al Museo della cultura contadina di Mazzangrugno allestito proprio da mia moglie Rita Marconi”.

La parte sportiva sarà curata da Paolo Paoloni, presidente del Club Juventus 2 stelle di Jesi, una vera e propria enciclopedia calcistica, già in contatto con tanti campioni soprattutto, appunto, del calcio.

In bella mostra circa 25 maglie di calciatori, tutte autografate, e tra questi Pelè, Vialli, Mancini, Platini, Paolo Rossi, Baggio, Crespo, Chiellini, Buffon, Trezegue, Maresca.

Anche due maglie significative di quello che Jesi rappresenta per lo sport e come lo vive: la maglia rosa che ricorda la tappa del 17 maggio 2022 del Giro d’Italia Pescara-Jesi e l’altra che identifica le origini di quello che al momento è il personaggio sportivo più in voga a livello mondiale, Roberto Mancini: ‘il Mancio è di Jesi’.

 

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Calcio / Morte Vialli, Roberto Mancini sta rientrando in Italia

Il Ct della nazionale italiana potrebbe subito ripartire per Londra per i funerali strettamente privati dell’amico fraterno

JESI, 6 gennaio 2023 Gianluca Vialli e Roberto Mancini, amici fraterni.

Dall’annuncio della morte di Gianluca Vialli di ieri mattina, venerdì 6 gennaio, il ct della nazionale italiana non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Mancini non è in Italia e sta rientrando a Roma per poi, probabilmente, ripartire subito e volare a Londra per i funerali strettamente privati dell’amico fraterno.

Tra le immagini indimenticabili del successo dell’Italia all’Europeo nel giugno 2021 c’è l’abbraccio in lacrime dopo la vittoria contro l’Inghilterra fra Gianluca Vialli e Roberto Mancini.

Una istantanea che aveva confermato il rapporto speciale, irripetibile, e il legame tra i due che va oltre il calcio e lo sport.

La natura dell’amicia tra i due si è tutta materializzata proprio nell’incontro tra i due in Nazionale: l’uno ha cercato l’altro.

Vialli e Mancini, l’ultima volta che sono apparsi insieme in Tv, non è stato per una partita di calcio ma nella trasmissione televisiva condotta da Fabio Fazio ed avevano parlato della impresa sportiva, quella compiuta dalla Sampdoria nella stagione 1990-1991. Uno scudetto storico che è diventato trama del documento-film di Marco Ponti “la bella stagione”.

Mancini è sicuramente scosso per la perdita in poco tempo di due amici carissimi, Mihajlovic e Vialli, con i quali aveva condiviso gran parte della sua carriera calcistica. Pochi giorni fa alla Gazzetta dello Sport il Mancio aveva dichiarato: «Se n’è andato un 2022 triste, per me molto triste: la morte di Sinisa, la malattia di Gianluca. Queste sono le cose che pesano sul cuore: quelle per le quali non puoi fare nulla. Dopo una delusione sportiva, invece, si può sempre rimediare»

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Calcio / E’ morto Gianluca Vialli, il ricordo di Paolo Paoloni (club Juventus Jesi 2 stelle)

Il decesso in un ospedale di Londra. Prima di Natale Roberto Mancini si era recato personalmente a Londra a trovare l’amico malato

JESI, 6 gennaio 2023 – Ancora un lutto per il mondo del calcio.

E’ morto a Londra dove era ricoverato Gianluca Vialli, 58 anni, calciatore della Cremonese, Samp, Chelsea e soprattutto della Juventus. Vialli ha indossato anche la maglia azzurra e di recente è stato capo delegazione dell’Italia allenata da Roberto Mancini.  

Vialli – Mancini

La notiza del decesso l’ha diffusa la sua famiglia con una nota: “Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l’hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori”.

A Jesi la notizia è subito rimbalzata.

Roberto Mancini, suo compagno di squadra ma soprattutto grande amico, non è in Italia per impegni personali. Il Ct della nazionale italiana pochi giorni prima di Natale si era recato personalmente a Londra a trovare il suo amico malato.

La famiglia del ‘Mancio’ è addoloratissima visto che Aldo e Marianna considerano Vialli come un figlio.

foto Candolfi – Olimpico Roma

Il mondo del calcio, all’unanimità, sta esprimendo condoglianze e ricordi.

Il presidente della Figc Gravina, sperando fino all’ultimo nel miracolo, si è detto “profondamente addolorato e mi conforta la certezza che quello che ha fatto per il calcio italiano e la maglia azzurra non sarà mai dimenticato”.  

La stessa Figc ha disposto un minuto di raccoglimento da osservare prima di tutte le gare dei campionati di calcio in programma nel prossimo fine settimana.

Vialli ha avuto rapporti con il territorio della provincia di Ancona e della Vallesina (leggi qui…).

“Ci lascia un campione, un grande uomoci dice Paolo Paoloni (nella foto di copertina con Vialli) presidente del club Juventus Jesi 2 stelle – . L’ho conosciuto al suo primo ritiro con la Juventus a Vipiteno allenatore Trapattoni. Si è subito mostrato con un carattere da leader. Mi ricordo una partita al vecchio delle Alpi. Juventus Fiorentina, prio tempo 0-2. Nella ripresa la Juve ribalto il risultato anche grazie ad un gol di del Piero ma Vialli trascinò la squadra per l’impresa. Poi l’abbiamo avuto ospite in Ancona in occasione di Ancona-Juventus al Fortino Napoleonico. Lui era con il presidente Boniperti, con noi c’era anche Alldo Mancini. Era una gran persona con una personalità forte, trascinatore, intelligente e sempre disponibile”.

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Calcio / Lutto per la scomparsa di Sinisa Mihajlovic

Il decesso in una clinica romana. L’annuncio diffuso dalla famiglia. Il cordoglio dell’amico Roberto Mancini

JESI, 16 dicembre 2022 – Calcio nazionale in lutto per la scomparsa di Sinisa Mihajlovic.

A dare l’annuncio l’Ansa che ha riportato una lota diffusa dalla famiglia del tecnico serbo: “Uomo unico professionista straordinario, disponibile e buono con tutti. Coraggiosamente ha lottato contro una orribile malattia. Ringraziamo i medici e le infermiere che lo hanno seguito in questi anni, con amore e rispetto, in particolare la dottoressa Francesca Bonifazi, il dottor Antonio Curti, il Prof. Alessandro Rambaldi, e il Dott. Luca Marchetti. Sinisa resterà sempre con noi. Vivo con tutto l’amore che ci ha regalato”.

Il giocatore è morto in una clinica romana. Mondo del calcio ovviamente sconvolto.

Mihajlovic da calciatore aveva giocato nella Sampdoria e nella Lazio insieme a Roberto Mancini e nel club della capitale aveva vinto lo scudetto del 2000, l’anno del Giubileo. In quella squadra scudettata giocava anche il portiere Jesino Luca Marchegiani. Poi l’inizio della carriera da allenatore cone secondo di Roberto Mancini all’Inter dal luglio 2006 al maggio 2008 vincendo due scudetti (2007 e 2008) e la Supercoppa italiana 2006. Dal novembre 2008 ha guidato il Bologna.

Proprio a Bologna aveva scoperto la malattia annunciata con una diretta televisa alla presenza della dirigenza della società affermando: “Ho fatto alcuni esami dove si son scoperte alcune anomalie. Ho la leucemia. Ho passato la notte a piangere e ancora adesso ho lacrime ma non sono di paura: io da martedì andrò in ospedale e non vedo l’ora di iniziare a lottare per guarire. Ho spiegato ai miei giocatori che lotterò per vincere come ho insegnato loro a fare sul campo”.

Il cordoglio dell’amico Roberto Mancini: “Questo è un giorno che non avrei mai voluto vivere, perché ho perso un amico con cui ho condiviso quasi 30 anni della mia vita, in campo e fuori – le parole di Mancini -. Non è giusto che una malattia così atroce abbia portato via un ragazzo di 53 anni, che ha lottato fino all’ultimo istante come un leone, come era abituato a fare in campo. Ed è proprio così che Sinisa resterà per sempre al mio fianco, anche se non c’è più, come ha fatto a Genova, a Roma e a Milano e successivamente anche quando le nostre carriere hanno preso strade diverse”. 

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Jesi / Buon compleanno Roberto Mancini

Il Ct della nazionale italiana compie 58 anni. Gli auguri di tutti gli sportivi jesini. Anche il sito dell’Inter fa gli auguri al Mancio

JESI, 27 novembre 2022Roberto Mancini compie 58 anni e tutto il mondo sportivo fa gli auguri al Ct della nazionale azzurra di calcio.

Anche il sito dell’Inter festeggia il compleanno del Mancio. Anche noi di Vallesina Tv ci accodiamo rappresentando tutto il mondo sportivo jesino.

Per quindici anni Mancini è stato il volto della Sampdoria che guidò alla conquista dello scudetto nella stagione 1990-91, primo storico trofeo per i “blucerchiati”.  Il viaggio di Mancini e dei suoi compagni di squadra nella Sampdoria dei record è stato raccontato in un libro che ora è diventato un docufilm diretto da Marco Ponti “La bella stagione”. Il film sarà nelle sale da domani 28 novembre fino al 1° dicembre.

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Jesi / Mancini e Bennati, la prima stretta di mano al Giro d’Italia: ieri di nuovo insieme

I due si erano conosciuti personalmente sul traguardo il 17 maggio in occasione dell’arrivo della tappa del Giro d’Italia Pescara-Jesi

JESI, 20 novembre 2022 – Il Ct della nazionale di ciclismo professionisti ha fatto visita a Coverciano al Ct della nazionale di calcio.

Jesi 17 maggio 2022, Bennati-Mancini

Roberto Mancini e Daniele Bennati si erano conosciuti personalmente a Jesi il 17 maggio 2022, sulla linea del traguardo, in occasione dell’arrivo della tappa del Giro d’Italia Pescara-Jesi.

“Ho conosciuto Roberto Mancini ha detto Bennatiin occasione della tappa del Giro d’Italia a Jesi. In quell’occasione Mancini mi ha invitato a Coverciano e la cosa si concretizzata. È stata, da parte mia, l’opportubità di manifestare vicinanza alla Nazionale da parte di tutto il mondo del ciclismo. So bene quanto è importante il supporto degli appassionati, soprattutto in questi momenti in cui le cose non vanno come uno vorrebbe. Per questo, oggi più che mai, forza Azzurri!”

La nazionale di calcio è in ritiro a Coverciano in vista dell’ amichevole di questa sera a Vienna contro l’Austria.

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Jesi / Carlo Pirani, un giorno a Coverciano con ‘Cicerone’ Roberto Mancini

Una giornata tutta particolare per il dirigente del settore giovanile della Junior Jesina scuola calcio ‘Roberto Mancini’

JESI, 18 novembre 2022 – Giornata speciale per mister Carlo Pirani, dirigente del settore giovanile della Junior Jesina scuola calcio ‘Roberto Mancini’ in visita a Coverciano ospite del Ct e della nazionale azzurra di calcio.

“Mi sembra è sembrato di toccare il cielo con dito” ci ha raccontato Carlo Pirani dopo l’esperienza di una giornata, quella odierna al fianco di Roberto Mancini e della nazionale di calcio azzurra che si sta preparando per l’amichevole di domenica sera in Austria. “È stato davvero un piacere vedere dei professionisti che si allenano”. E poi ha aggiunto: “Il Centro Figc Coverciano è una struttura eccellente e tutti i giocatori sono stato cordialissimi e professionali”. Perchè questa uscita nel Centro Federale degli azzurri? “Roberto ha accolto una mia richiesta fatta tempo fa. Nonostante la lontananza il Mancio è sempre vicino a Jesi ed alla Junior Jesina. Speriamo di rivederlo presto sul campo con i nostri bambini”.

C’era stato già un precedente della presenza di Carlo Pirani con Roberto Mancini ospite con la scuola calcio a Manchester nel 2013.

Quattro giorni in Inghilterra con tanto di foto di gruppo all’Etihad Stadium per la partita di Premier League contro il Newcastle.

Anche allora, come oggi, tanta adrenalina ed entusiasmo.

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Calcio / Roberto Mancini a quota 57 panchine, davanti a lui Pozzo (95) e Bearzot (88)

I suoi amici jesini, organizzati da Marino Zannotti, sempre insieme davanti la Tv per sostenere il Ct della nazionale di calcio italiana 

JESI, 17 novembre 2022 – Con quella di domenica 20 novembre in Austria, nell’amichevole che l’Italia giocherà a Vienna all’ Ernst Happel Stadion, Roberto Mancini toccherà le 57 presenze sulla panchina dell’Italia da commissario tecnico e salirà da solo al terzo posto dietro Bearzot (88 presenze) e Pozzo (95).

gli amici del ‘Mancio’

Attualmente il Ct azzurro è a quota 56 insieme a Lippi e Prandelli e sul campo ha conseguito 35 vittorie, 15 pareggi e subito 6 sconfitte.

Come di consueto, nella buona e nella cattiva sorte, parte degli amici jesini del ‘Mancio’ organizzati come sempre da Marino Zannotti, hanno assistito alla gara tutti insieme e questa volta al ‘Nero Caffè’ di Castelbellino luogo abitudinale del mister jesino nei suoi viaggi in macchina di ritorno da Roma.

 

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Ciclismo / ‘Staffetta della Speranza’, Roma – Ancona: il via con Roberto Mancini

La sei giorni era iniziata lunedì 12 settembre da Taormina e terminerà sabato 17 a Padova. Oggi il via dalla sede della Figc 

JESI, 15 settembre 2022 – Questa mattina 5 ciclisti e un podista dell’Arma dei Carabinieri sono partiti dalla sede romana della FIGC alla presenza del Commissario Tecnico della Nazionale italiana di calcio Roberto Mancini per compiere la quarta tappa della Staffetta per la Speranza “Facciamo correre i Campioni” organizzata da Fondazione Città della Speranza e patrocinata dall’Arma dei Carabinieri.

Gli atleti dopo 285 km scortati dall’Arma dei Carabinieri sono giunti nel tardo pomeriggio in Ancona.

La staffetta “Facciamo correre i Campioni” è un’iniziativa fondamentale per Città della Speranza perché ci permette di sensibilizzare le persone sulla realtà della ricerca, e a tal fine è molto importante il supporto di realtà come la FIGC e di personalità come il CT Roberto Mancini per dare visibilità al lavoro dei nostri ricercatori e agli ottimi risultati raggiunti nel tempo.  Mira a supportare la ricerca oncologica pediatrica e toccherà 8 diverse regioni Italiane.

IL PERCORSO

Lunedì 12 settembre partenza maratona percorso Taormina Giardini Naxos – Messina – Villa San Giovanni – Scilla
Martedì 13 settembre: maratona percorso Tropea – Cosenza
Mercoledì 14 settembre: tappa ciclistica Matera – Napoli
Giovedì 15 settembre: percorso ciclistico Roma – Ancona
Venerdì 16 settembre: maratona percorso Riccione– Bologna
Sabato 17 settembre: maratona percorso Ferrara – Padova

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foto di primo piano dal sito della FIGC



Jesi / Roberto Mancini, per lui l’Alfa Romeo Stelvio V6 510 cavalli

Ritirata ieri presso la concessionaria jesina “Leonello Antonietti”. L’auto è stata fornita dall’azienda in comodato d’uso

JESI, 25 giugno 2022 – Gran regalo ieri pomeriggio per Roberto Mancini da parte dell’Alfa Romeo.

Presso la concessionaria Alfa Romeo ‘Leonello Antonietti’ di Jesi alla presenza del titolare, di Aristide Antonietti responsabile commerciale, di Paolo Mancinelli responsabile di tutto il parco auto della concessionaria e di Andrea Antonietti, oltre a diversi addetti ai lavori curiosi, è stata consegnata al Commissario Tecnico della nazionale italiana Roberto Mancini una Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio verde 2900 di cilidrata Biturbo V6 510 cavalli di colore rosso competizione.

Il Ct dell’Italia del calcio era accompagnato dall’amico dott. Massimo Albonetti commercialista della Antonietti spa.

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La formula è stata quella del comodato d’uso con una piccola ma significativa cerimonia di consegna delle chiavi con il Ct ovviamente entusiasta e soddisfatto della nuova autovettura.

Un look decisamente diverso per mister Roberto Mancini alla guida di un auto tutta italiana, come il suo undici azzurro, prodotta negli stabilimenti Alfa Romeo di Cassino.

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Calcio / L’Italia di Roberto Mancini torna alla vittoria, ‘Azzurri di Jesi’ presente!

Battuta l’Ungheria 2-1. Gli amici jesini del ‘Mancio’ sono un vero e proprio talismano: quando ci sono loro l’Italia non perde mai

JESI, 7 giugno 2022 – L’Italia batte l’Ungheria 2-1 – reti di Barella, Pellegrini autogol di Mancini – nella seconda partita di Nations League e balza in testa alla classifica del girone con 4 punti che comprende anche la Germania e l’Inghilterra.

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Coraggio di Mancini con delle scelte ai più inimagginabili. Una prova molto convincente ed una Nazionale con lo spirito e la voglia dell’ultimo campionato Europeo. Una Italia insomma che fa sperare e che convince.

Il Ct jesino in due partite, a Bologna contro la Germania e a Cesena contro l’Ungheria, ha fatto debuttare due diciottenni sconosciuti al grande pubblico: Gnonto e Zerbin.

A Cesena c’erano anche gli ‘Azzurri di Jesi’, quelli che portano bene all’Italia: con la loro presenza non perde mai!

Classifica girone 3: Italia 4; Ungheria 3; Germania 2; Inghilterra 1

Prossimo turno: Inghilterra – Italia (Wolverhampton Molineux stadium) sabato 11 giugno; Germania – Italia (Borussia Park) martedì 14 giugno.

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Ciclismo / Giro d’Italia: Jesi, – 3 giorni dal grande evento

Certa la presenza di tanti personaggi e campioni: Roberto Mancini, Marino Bartoletti, Alessandra De Stefano, Moser, Bugno, Fondriest

JESI, 14 maggio 2022 – Più si avvicina il giorno dell’evento, il 17 maggio, più cresce l’emozione e la curiosità.

Martedì a Jesi, oltre all’interesse per l’arrivo della tappa del Giro d’Italia, molti sportivi e gente comune saranno lì sul traguardo e sulle vie limitre per un pomeriggio da raccontare.

Infatti, ad esempio, lungo viale Cavallotti saranno parcheggiati i pullman delle squadre, 22 i team in gara, ognuno con i propri colori, oltre alle ammiraglie di ogni squadre per quello, vista l’esperienza del marzo 2019 con la Tirreno Adriatico, sarà uno spettacolo nello spettacolo.

Poi la carovana pubblicitaria che precede la corsa. Questa subirà una variazione al programma ufficiale visto che alle 15,05 sarà davanti allo stabilimento New Holland, all’interno della zona industriale di Jesi, per omaggiare uno dei top sponsor del Giro d’Italia. Poi la carovana ritornerà nel percorso ufficiale della gara per essere alle 15,30 al traguardo di viale della Vittoria. A proposito di New Holland al mattino sarà innaugurata l’aiuola in via Ancona, sponsorizzata dalla ditta che annovera tante maestranze a Jesi, con la presenza certa di tutto il vertice aziendale.

Da sinistra Marino Bartoletti, Marco Scarponi e Roberto Mancini

Infine le singole ma importanti presenze. Certi di vedere all’arrivo saranno il Ct della nazionale azzurra di calcio Roberto Mancini, la direttrice di Rai Sport Alessandra de Stefano, il giornalista Marino Bartoletti, i campioni del mondo su strada Francesco Moser, Gianni Bugno, Maurizio Fondriest.

Ricordiamo infine che l’arrivo della decima tappa del 105° Giro d’Italia previsto per le ore 17,15 circa, sarà preceduto dal ‘Giro E’ gara effettuata da personaggi dello sport e altre personalità che partendo da Civitanova Marche seguiranno lo stesso percorso sino all’arrivo a Jesi intorno alle ore 15,45.

Dalle ore 14 in viale Cavallotti intersezione con viale dela Vittoria fino all’arco Clementino ed in via Veneto verrà allestito il ‘Villaggio’ della tappa: un’animazione dedicata che accompagna tutte le attività.

Tante saranno le strade interessate alla corsa, anche quelle dove non transiteranno i ciclisti. Tra queste, quelle che saranno chiuse dall ore 6 del 17 maggio: Via R. Sanzio, Via Veneto, Via Montello, Via Montegrappa, Via San Francesco (senso di marcia invertito), Via Chiappetti, Via dell’Orfanatrofio, Via Radiciotti (variazione sensi di marcia), via Sante Ferrari, Via Piave, Via Dante Alighieri, Via Rinaldi.

Per ciò che riguarda la tappa di ieri, la settima da Diamante a Potenza di 196 km, ha vinto Koen Bouwman davanti a Bauke Mollema e Davide Formolo. Lopez Perez conserva la maglia rosa. Al secondo posto Kämna a 38″ e terzo Taaramae a 58″. Primi degli italiani 20° Ciccone a 2′ 32”, 21° Pozzovivo a 2’37”.

Oggi la corsa sarà breve, intensa, bella e particolare: 149 km la Napoli – Napoli tutta da correre tra il capoluogo campano e la penisola flegrea. Ci sarà un circuito di 19 km da ripetere 5 volte tra Bacoli e il monte Procida. Poi si ritorna in città sul lungomare Caracciolo per la probabile volata finale.

Infine ieri mattina a Diamante, come da noi anticipato ieri, il sindaco Ernesto Magorno ha anche conferito la cittadinanza onoraria alla famiglia di Michele Scarponi. Presenti papà  Giacomo e mamma Flavia oltre a marco Scarponi fratello del grande campione e presidente del Comitato Jesi Gran Ciclismo. «Sono emozionatoha detto Marcosento di avere un fratello grandissimo, che ha seminato tanti sorrisi, tanta voglia di vivere. Vedere tutta questa gente che lo ricorda è la prova ulteriore che Michele è stato un grande».

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Jesi / Pulcino d’oro, vince il Senigallia calcio alla presenza del Ct Roberto Mancini

Perfetta l’organizzazione della fase regionale da parte della Junior Jesina, seconda classificata. Messaggio del ‘Mancio’ ai genitori presenti

JESI, 26 aprile 2022Roberto Mancini, il CommissarioTecnico della nazionale di calcio italiana, ha partecipato alla fase regionale Marche del Torneo Internazionale Pulcino d’Oro, a Jesi organizzata dalla Junior Jesina L. Scuola Calcio Roberto Mancini.

A vincere è stato il Senigallia Calcio, che a giugno affronterà la finale.

La manifestazione si è tenuta allo Stadio Comunale P. Carotti e al Campo Cardinaletti di Jesi con la presenza di 16 società della regione Marche, di cui 7 sono riconosciute dalla FIGC come scuole calcio Elitè come la Junior Jesina.

Calorosa l’accoglienza da parte di tutti i bambini al Ct Mancini, al quale è dedicata la Scuola calcio jesina.

Mancini ha rivolto parole di incoraggiamento a tutti i bambini e, rivolgendosi ai genitori ha affermato: «Tra tutti questi bambini probabilmente ci sarà qualcuno che arriverà in serie A, ma ognuno di loro gioca a calcio per divertirsi, stare bene e fare sport in maniera salutare. E per questo è necessario che tutti siano supportati dalle famiglie senza creare in loro aspettative, perché l’importante è che ogni bambino faccia sport in modo sereno».

La presenza di Roberto Mancini, «inaspettata e molto gradita, ha dato ancora più valore e significato alla fase regionale del Pulcino d’Oro”afferma lo staff della Junior Jesina – Il suo messaggio rivolto alle famiglie è stato importante per far capire come ci si deve comportare nei confronti dei bambini che si approcciano al calcio».

«Un grazie speciale, per la riuscita della giornata va al presidente della scuola calcio Sirio Tantucci, al responsabile della scuola calcio Alessandro Basili che si è adoperato per l’organizzazione della fase regionale, nonché a tutto lo staff tecnico che si è occupato dell’ospitalità delle squadre», sottolinea Marco Cerioni, direttore generale della Junior Jesina L. Scuola Calcio Roberto Mancini.

Le squadre partecipanti suddivise in 4 gironi sono state

Girone A: Vigor Senigallia, Cupramontana, Treiese, Jesina calcio

Girone B: Senigallia calcio, Junior Jesina, Cluentina, Virtus Fortitudo

Girone C: Academy Civitanova, Moie Vallesina, Aurora Jesi, Montefano

Girone D: Palombina, Cingolana, Biagio Chiaravalle, Altidona

La finale del Torneo Internazionale Pulcino d’Oro, dedicato ai giovani calciatori di 8-10 anni, si terrà dal 16 al 19 giugno a Levico Terme (Trentino Alto Adige).

(e.s.)

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JESI / Club Scherma “ambasciatore di Jesi nel mondo”

L’attestato conferito durante l’evento dedicato alle manifestazioni legate al Giro D’Italia dal presidente del Consiglio Comunale Massaccesi e dal Sindaco Bacci

JESI, 7 aprile 2022“Il Club Scherma Jesi non può che ringraziare tutta la comunità jesina”.

Il ringraziamento giunge dal club scherma Jesi di via Solazzi all’indomani del conferimento per mano del presidente del Consiglio Comunale Daniele Massaccesi e del Sindaco Massimo Bacci dell’attestato di “ambasciatore di Jesi nel mondo”, durante l’evento dedicato alle manifestazioni legate al Giro D’Italia dello scorso martedì 5 aprile.

“E’ stato un momento importantissimo per la storia della scherma jesina scrivono dalla societàvissuto questa volta all’interno del proprio comune ed è stato veramente emozionante ricevere un tale riconoscimento alla storia e ai risultati raggiunti nel corso di tanti anni di duro e gratificante lavoro”.

Le parole del presidente Maurizio Dellabella: “Un grande ringraziamento va all’Amministrazione Comunale che ha deciso di premiarci con questo attestato. E’ doveroso riconoscere questo titolo a tutti coloro che negli anni, dal 1947, si sono prodigati per far diventare il Club, con le sue 26 medaglie olimpiche, un simbolo della città di Jesi noto in tutto il mondo. Prima di tutto un grazie agli atleti e alle atlete di tutte le categorie che nelle varie competizioni nazionali ed internazionali hanno onorato il Club portandolo nei gradini più alti del podio. Un grazie a tutti i maestri, agli istruttori e ai preparatori per la grande dedizione nei confronti dei ragazzi. Un grazie allo staff organizzativo che con il supporto sono a servizio del Club. Un grazie ai vari consiglieri che hanno sostenuto la gestione amministrativa. Un doveroso grazie al nostro Presidente Onorario Proietti Mosca al timone del Club per quasi 40 anni. Non possiamo inoltre dimenticarci delle aziende sponsor che ci hanno sostenuto e che continuano a farlo anche oggi, tra queste, fondamentale per lo sviluppo, l’allora Banca Popolare di Ancona che ha passato il testimone ad Ubi Banca ed ora a Banca Intesa Sanpaolo”.

L’attestato consegnato al club jesino è il secondo del tipo. Ilprimo era stata conferito a Roberto Mancini nel settembre scorso durante un evento appositamente organizzato al palaTriccoli, dopo che il Ct azzurro aveva conquistato alla guida della nazionale italiana il titolo Europeo di calcio a Londra.

(e.s.)

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JESI / Roberto Mancini resta testimonial della Regione Marche

La nota apparsa questa mattina sul sito istituzionale dell’Ente in riferimento ad indiscrezioni dopo la non qualificazione dell’Italia ai mondiali 

JESI, 26 marzo 2022 -La caccia al colpevole è iniziata e nel mirino Roberto Mancini. 

La sconfitta contro la Macedonia, che ha escluso la nazionale di calcio dell’Italia dai mondiali in Quatar, una doccia fredda ed inaspettata, ha ridato fiato al partito di quelli che aspettano le sconfitte per puntare sempre il dito contro qualcuno. In questo caso l’allenatore.

Puntualmente, per questi, il bersaglio è Mancini che lo vedono o vorrebbero adesso fuori da tutto, anche come testimonial della Regione Marche, dimenticandosi di ciò che in passato ha fatto e che, cosa non di poco conto, il mister è jesino e dunque figlio di questa terra, le Marche. A meno che le Marche, e forse qui sta il nocciolo di tutto il discorso, non sia solo Ancona.

“In relazione a quanto emerso sulla stampa locale – si legge nella nota- la Regione Marche conferma la massima stima nei confronti del commissario tecnico Roberto Mancini. Mancini è stato scelto come testimonial della Regione non solo per la sua indiscussa carriera sportiva ma, soprattutto, perché rappresenta un illustre marchigiano conosciuto in tutto il mondo, figura di grande rilievo e di riconosciuta stima, che rappresenta a pieno l’identità marchigiana. La mancata qualificazione non cambia l’intenzione del Presidente Acquaroli e della Regione di proseguire con la campagna di promozione insieme alla figura di Roberto Mancini, così come già programmata. Si ribadisce il sostegno totale e il ringraziamento per quanto mister Mancini ha fatto fino ad oggi e farà per le Marche”.

Assemblea OdG Marche con il presidente Elisei e Acquaroli

Concetto che il presidente Acquaroli ospite all’assemblea regionale dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche ha ribadito elogiando il ‘Mancio’ per quello che ha fatto con l’Europeo invitandolo a rimanere a lungo alla guida della Nazionale e ringraziandolo per la figura di testimonial delle Marche, personaggio importante per far conoscere la Regione in tutto il mondo.

Il rapporto di collaborazione tra il Ct della nazionale e la Regione Marche è risultato vincente e lo sarà ache in futuro.

L’immagine di Mancini e delle bellezze marchigiane sono state e saranno vincenti: a dimostrarlo i ritorni concreti fin qui registrati.

(red)

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JESI / Aldo Mancini compie 87 anni

Compleanno in famiglia per il babbo di Roberto Mancini. Tanti i messaggi di auguri ad un personaggio stimato da tutti

JESI, 12 gennaio 2022 – 87 anni (Jesi 12 gennaio 1935) per Aldo Mancini, il babbo di Roberto commissario tecnico della nazionale di calcio italiana. 

Compleanno festeggiato in casa con la presenza anche del Ct azzurro appositamente giunto ieri da Roma. 

Sarà una giornata normale, come tutti i giorni, per Aldo. Con le sue abitudini giornaliere non ultima quella del primo pomeriggio quando sarà al ‘Paolo Pirani’ per seguire da vicino gli allenamenti dei giovani calciatori della scuola calcioOltre ovviamente a trascorrere in casa con la moglie Marianna gran parte delle ore prima dei festeggiamenti privati alla presenza anche dei due figli Roberto e Stefania

Tanti come sempre i messaggi di auguri per un personaggio sempre disponibile e stimato.

Auguri Aldo!

(redazione)

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JESI / L’anno d’oro del ‘Mancio’

Record sportivi a ripetizione, allenatore campione d’Europa, dottore in scienze dello sport, ambasciatore di Jesi, testimonial per la Regione Marche

JESI, 30 dicembre 2021 – Quello che sta per chiudersi è stato l’anno d’oro per Roberto Mancini.

Il Commissario Tecnico della nazionale di calcio italiana in campo e fuori dal campo, nel 2021, ha ottenuto successi importantissimi ed assoluti, quasi da dire irripetibili.

In campo ha conquistato il massimo con l’Italia che nel luglio 2021 si è laureata campione d’Europa imponendosi 3-2 dopo i calci di rigore contro l’Inghilterra a Wembley. Oltre al bronzo alla Uefa Nations League.

Fuori dal campo i tanti riconoscimenti come la scelta delle Marche di individuarlo nel giugno 2021 come testimonial.  Nel luglio 2021 la laurea ad honorem in Scienze dello Sport conferitagli dall’Università ‘Carlo Bo’ di Urbino mentre nel settembre il conferimento da parte del Comune di Jesi del titolo di ambasciatore della città e di recente il ‘Picchio d’oro’ la massima onorificenza attribuita ogni anno dalla Regione durante la Giornata delle Marche.

Ma, ritornando, alla figura di testimonial nelle Marche miglior scelta Acquaroli non poteva fare. I dati di fine anno sono un vero e proprio trionfo. Un investimento da parte del Governatore fatta prima della vittoria azzurra all’Europeo che ha creato un effetto addirittura inaspettato proprio con il primo posto dell’Italia in Europa e che avrà ancora ripercussioni considerato che Mancini resterà come figura di riferimento con le Marche fino al 2023.  I numeri dicono che nel luglio 2021 lo spot di Mancini a favore delle Marche ha visto oltre 250 milioni di telespettatori con le Marche nella Top Ten delle Regioni più cercate in estate.

(e.s.)

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JESI / In libreria “un capitano c’è solo un capitano” di Michele Grilli

Il libro è acquistabile nelle librerie di Jesi ‘Cattolica’ e ‘Incontri’ ed online. Parte del ricavato sarà devoluta in beneficenza all’Aism. Tra i 20 calciatori anche Roberto Mancini  

JESI, 26 dicembre 2021 – “Un capitano c’è solo un capitano”.

Non è solo una canzone da stadio per inneggiare alla bandiera della propria squadra ma anche il titolo dell’ultimo libro scritto da Michele Grilli dedicato alla storia di 20 grandi capitani e bandiere degli anni ’80 delle squadre di calcio sia di serie A – B – C, tra cui ovviamente Roberto Mancini.

A Grilli l’ispirazione è venuta durante il lockdown nell’aprile scorso quando chiuso in casa riascoltando una canzone di Antonello Venditti “Tradimento e Perdono”, dedicata alla grande bandiera della Roma Agostino Di Bartolomei ha pensato di iniziare a scrivere.

Ha scelto 20 giocatori simbolo con almeno 200 presenze: oltre al ‘Mancio’, Antognoni (Fiorentina), i fratelli Baresi (Giuseppe – Inter, Franco – Milan), Borgo (Pistoiese), Bruscolotti (Napoli), Cagni (Sambenedettese), Ceccarelli (Cesena), De Falco (Triestina), Di Bartolomei (Roma), Di Somma (Avellino), Loseto (Bari), Marulla (Cosenza), Neri (Arezzo), Nobili (Pescara), Palanca (Catanzaro), Saini (Monza), Scirea (Juventus), Scorrano (Campobasso), Zaccarelli (Torino).

Prefazione di Luca Pellegrini, capitano della Samp dello scudetto, introduzione di Stefano Tacconi, bandiera della Juve.

Il libro è acquistabile nelle librerie di Jesi ‘Cattolica’ e ‘Incontri’ ed online. Parte del ricavato sarà devoluta in beneficenza all’Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla).

(e.s.)

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JESI / ‘Sport e Media’ convegno in ricordo di Gianni Rossetti

Tutto pronto per martedì 7 dicembre nella location della sala maggiore del palazzo della Signoria. Presente il Ct dell’Italia Roberto Mancini

JESI, 4 dicembre 2021 – Un uomo, un giornalista, un presidente. Alla serata in ricordo di Gianni Rossetti, per oltre vent’anni presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche ci sarà anche Roberto Mancini, ct della nazionale azzurra di calcio, molto legato al giornalista scomparso poco più di un anno fa.

Rossetti – Mancini ai tempi dell’Aurora Jesi

L’evento si svolgerà martedì 7 Dicembre alle ore 18 nella Sala Maggiore del Palazzo della Signoria di Jesi. Oltre a Mancini interverranno Franco Elisei (presidente Ordine dei Giornalisti delle Marche), Lella Mazzoli (direttore Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino), Massimo Carboni (Giornalista), Claudio Sargenti (direttore Festival Giornalismo d’Inchiesta di Osimo).

Nell’occasione, il ct jesino della nazionale parlerà di ‘Media e sport’ con Guido D’Ubaldo caposervizio centrale del Corriere dello sport e attuale presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio.

Coordinerà Andrea Carloni.

L’evento è stato presentato in mattinata presso la nuova sede dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche in Corso Garibaldi in Ancona.

Gianni Rossetti ci ha lasciato il 30 marzo dello scorso anno, strappato ai suoi affetti familiari da un malore improvviso. Aveva 74 anni e la sua scomparsa ha suscitato un profondo dolore nel mondo del giornalismo.

È stato un protagonista dell’Ordine dei giornalisti delle Marche, fin dalla sua nascita, nel 1986, quando si è staccato dall’Emilia-Romagna: subito segretario e poi per oltre vent’anni Presidente, un incarico interrotto solo da una parentesi come consigliere nazionale.

«Gianni Rossetti era l’Ordine e l’Ordine nelle Marche era Gianni. Si è battuto per difenderne autorevolezza e importanza. Ha lasciato la presidenza solo per assumere la direzione della Scuola di Giornalismo di Urbino che ha fortemente voluto, fondato e sostenuto dal 2011 fino al 2017» hanno scritto Carlo Verna (Presidente Nazionale Ordine giornalisti) e Franco Elisei (Presidente Ordine giornalisti Marche). «Infaticabile, tenace e creativo, ha iniziato la sua carriera professionale al Corriere Adriatico per poi passare al Resto del Carlino e quindi alla Rai, Tgr Marche. Come presidente è stato promotore di innumerevoli iniziative per la categoria dei giornalisti. È stato anche fiduciario per la Casagit. E ha guidato l’Ordine in anni difficili, è riuscito a dargli una sede di proprietà, unico allora in Italia. Con la sua forte determinazione e quella dei consigli che lo hanno sostenuto, è riuscito a superare ogni ostacolo, soprattutto di natura economica. Ha coinvolto tutte le scuole delle Marche nell’iniziativa “Il Giornale delle scuole” che anche quest’anno seguiva personalmente. Ha realizzato “Le Voci delle Marche”, un volume che per la prima volta raccoglieva tutte le testate della regione. Si è dedicato ai giovani, insegnando per anni giornalismo all’Università di Urbino. Un collega pieno di interessi, poliedrico, a cavallo della storia del giornalismo: ha visto la trasformazione dell’informazione, dal piombo al web, dalla televisione al multimediale. Ed è con profonda gratitudine per la sua straordinaria volontà di trasmettere momenti di esperienza e saggezza, che vogliamo ricordarlo».

Per partecipare al convegno è obbligatoria la prenotazione https://easyplanning.easystaff.it/portalePlan…/jesi-eventi.

Il Convegno è organizzato in collaborazione tra l’associazione Massa Actii editore di Qdmnotizie e l’Odg Marche.

Si ricorda che nei luoghi chiusi vanno rispettate le norme anti-Covid19. I partecipanti dovranno indossare la mascherina ed esibire il green pass, osservando i distanziamenti di sicurezza.

(redazione)

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JESI / Convegno “Sport e Media”, gli ultimi posti in sala per ricordare Gianni Rossetti

L’evento in ricordo del giornalista jesino si terrà martedì prossimo 7 dicembre presso il Palazzo della Signoria, ci sarà anche il ct Mancini

JESI, 2 dicembre 2021 – Sono disponibili gli ultimi posti al convegno “Sport e Media – un 2021 di successi meravigliosi” di martedì 7 dicembre a Jesi a Palazzo della Signoria alle 18, organizzato dall’ordine dei Giornalisti delle Marche e dall’editore di QdMNotizie, Massa Actii, in memoria di Gianni Rossetti. Tutti gli interessati, infatti, possono partecipare all’evento, ma i posti sono limitati ed è necessaria la prenotazione online.

Il compianto giornalista jesino scomparso nel 2020 sarà ricordato attraverso i racconti di Roberto Mancini, commissario tecnico della nazionale di calcio, di Franco Elisei, uno dei successori come presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, di Lella Mazzoli, direttrice dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino del quale Rossetti è stato fondatore e docente, del giornalista Massimo Carbone e di Claudio Sargenti, direttore del Festival sul Giornalismo d’Inchiesta di Osimo.

L’acquarello di Giannetto Magrini

Coordinerà il giornalista Andrea Carloni presidente dell’Ussi (Unione stampa sportiva italiana) Marche.

Si parlerà anche e soprattutto dei tanti successi sportivi di quest’anno, primo su tutti il successo della nazionale italiana di calcio di mister Mancini agli Europei. L’artista jesino Giannetto Magrini, amico di Gianni Rossetti, consegnerà ai relatori ed alla vedova un suo acquarello raffigurante l’Arco Clementino di Jesi.

Per partecipare al convegno è necessaria la prenotazione (clicca qui)

L’evento è patrocinato dai comuni di Jesi e Cupra Montana, con il sostegno di Tecnoresina, Enovetro, Gagliardini, Caprari Auto e QdMNotizie.

(g.g.)

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Leggi ancheJESI / Il convegno “Sport e Media” in memoria di Gianni Rossetti




JESI / Il convegno “Sport e Media” in memoria di Gianni Rossetti

Organizzato da “Massa Actii”, editore di QdmNotizie, e dall’Ordine dei Giornalisti delle Marche, ci sarà anche Roberto Mancini  

JESI, 30 novembre 2021 – L’Ordine dei Giornalisti delle Marche e l’associazione “Massa Actii”, editore di QdmNotizie, ricordano Gianni Rossetti con il convegno “Sport e Media – un 2021 di successi meravigliosi”.

Martedì prossimo 7 dicembre, infatti, alle 18 si terrà la serata in ricordo del compianto presidente dell’Ordine marchigiano, scomparso nel 2020, presso la Sala Maggiore del Palazzo della Signoria di Jesi, organizzata con il patrocinio dei comuni di Jesi e di Cupra Montana, alla presenza anche del commissario tecnico della nazionale italiana di calcio, Roberto Mancini.

Chi è Gianni Rossetti

Gianni Rossetti, nato a Jesi nel 1946, è stato un affermato giornalista professionista e ha lavorato con la Voce Adriatica, il Corriere Adriatico, il Resto del Carlino e con la Rai dal 1992 al 2010: è stato a lungo il volto del Tg Regione su Rai3. Rossetti è stato anche uno dei fondatori della Scuola di Giornalismo di Urbino, di cui è stato direttore e docente.

Ha insegnato “Teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo” nella facoltà di sociologia dell’Università di Urbino.

Nello sport, lo si ricorda per aver fondato l’Aurora Basket Jesi insieme a Primo Novelli e Carlo Barchiesi: Gianni Rossetti ne è stato anche il primo presidente.

E’ scomparso improvvisamente nella sua abitazione jesina il 30 marzo 2020, lasciando un vuoto incolmabile nel giornalismo marchigiano. Per oltre vent’anni, infatti, è stato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, diventando un punto di riferimento per tanti suoi colleghi.

Il convegno

Per questo l’associazione “Massa Actii” di Cupra Montana, editrice della nostra testata QdmNotizie, ha voluto organizzare il convegno “Sport e Media – Un 2021 di successi meravigliosi” insieme all’Ordine, al fine di ricordare con una serata nella sua città la sua figura e metterla accanto ai grandi trionfi sportivi made in Italy di quest’anno che sta per terminare.

La cornice dell’evento sarà la Sala Maggiore del Palazzo della Signoria alle 18 di martedì 7 dicembre e sarà presente anche Roberto Mancini (nella foto insieme a Rossetti), commissario tecnico della nazionale italiana di calcio, uno dei protagonisti per eccellenza della grande estate sportiva italiana con la vittoria del Campionato Europeo di calcio. Accanto a lui ci sarà anche Guido D’Ubaldo, caposervizio centrale del Corriere dello Sport.

Gli interventi

Interverranno nel corso della serata il presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, Franco Elisei, la direttrice dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino, Lella Mazzoli, il giornalista Massimo Carboni e il direttore del Festival del Giornalismo d’Inchiesta di Osimo, Claudio Sargenti.

Coordinerà gli interventi Andrea Carloni, presidente dell’Unione Stampa Sportiva delle Marche.

Il convegno è patrocinato dai comuni di Jesi e Cupra Montana, mentre è sostenuto dal fondamentale contributo degli sponsor Tecnoresina, Enovetro, Gagliardini e Caprari Auto.

La nostra testata Qdmnotizie assicurerà la copertura mediatica dell’evento.

Foto Candolfi – Jesi

Giacomo Grasselli

giacomo.grasselli@qdmnotizie.it

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JESI / Buon compleanno Roberto Mancini

Oggi il Commissario Tecnico della nazionale italiana di calcio compie 57 anni. Il 2021 è stato un anno davvero eccezionale

JESI, 27 novembre 2021 – Buon compleanno a Roberto Mancini.

Il Commissario Tecnico della nazionale italiana di calcio, nato il 27 novembre 1964 a Jesi, compie 57 anni.

Nella sua vita la palla rotonda è stata sempre in primo piano, prima come calciatore al Bologna, dopo l’infanzia nel quartiere Prato a Jesi e all’ombra del campanile della chiesa di San Sebastiano e con la maglia dell’Aurora, poi alla Sampdoria e Lazio. Quindi come allenatore di Lazio, Fiorentina, Inter, Manchester City, Galatasaray, Zenit San Pietroburgo, Italia.

Mancini ed i suoi amici di Jesi con i quali spesso ha festeggiato la ricorrenza del suo compleanno

Il 2021 per Mancini è stato un anno eccezionale.

Nel mese di maggio, dopo il rinnovo quinquennale alla guida dell’Italia calcistica, inizia la marcia trionfale ai campionati d’Europa 2020 superando la fase a gironi a punteggio pieno e mantenendo la porta inviolata, impresa mai riuscita in precedenza in un campionato europeo ad alcuna selezione nazionale.

Nel giugno 2021 è stato scelto dal governatore delle Marche Francesco Acquaroli come testimonial della regione.

Il 26 giugno 2021 gli azzurri agli ottavi battono l’Austria (2-1 dts), il 2 luglio ai quarti di finale il Belgio 2-1, il 6 luglio in semifinale la Spagna ai rigori.

L’11 luglio l’Italia si laurea campione d’Europa con il successo in finale per 3-2 dopo i calci di rigore (tempi regolamentari e supplementari terminati 1-1) sull’ Inghilterra, 53 anni, dopo il precedente di Italia 1968.

L’Italia con Mancini nel 2021 ha anche  vinto il bronzo alla UEFA Nations League.

Il 23 luglio l’Università ‘Carlo Bo’ di Urbino gli ha conferito la laurea ad honorem in Scienze dello Sport. Il 16 settembre gli è stato conferito dal Comune di Jesi il titolo di ambasciatore della città.

Alla vigilia del suo compleanno, ieri sera, a Zurigo, i sorteggi della fase dei play off per la qualificazione ai mondiali in Quatar, il prossimo novembre 2022.

L’Italia, testa di serie insieme al Portogallo, è stata inserita in un girone comprendente anche Macedonia del Nord e Turchia.

La prima uscita, partita unica, il 24 marzo (in Italia ma sede ancora da definire pur se la favorita sembra l’Olimpico di Roma) contro la Macedonia del Nord. In caso di vittoria il 29 marzo, partita ancora unica, la squadra di Mancini incontrerà la vincente tra Portogallo e Turchia a Lisbona o a Istanbul.

Servirà vincere per ottenere il ticket mondiale.

Evasio Santoni

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CICLISMO / Giro d’Italia 2022, Pescara – Jesi: un mix di soddisfazione, impegno, emozione

I commenti di un evento unico, uno dei maggiori appuntamenti sportivi e occasione forse unica per mostrare al mondo la bellezza del territorio

JESI, 9 novembre 2021 – C’è grande soddisfazione per l’ufficialità di Jesi come sede di tappa dell’edizione 105 del Giro d’Italia.

Dopo 35 anni esatti il 17 maggio 2022 (l’altra volta fu il 23 maggio 1985; ndr) lungo Viale della Vittoria, all’altezza dell’incrocio con via San Francesco e via Chiappetti, sarà fissato lo striscione del traguardo con i corridori provenienti da Pescara dopo un percorso di 194 km.

Comitato Jesi Gran Ciclismo

Una tappa per finisseur che il tre volte campione del mondo Peter Sagan ha definito “molto interessante perchè aperta a più soluzioni, fughe da lontano, attacchi nel finale o volate ristrette. Questi sono percorsi che mi piacciono molto perchè adatti alle mie caratteristiche”.

L’organizzazione ha invece presentato la Pescara – Jesi come “tappa mista con la prima parte pianeggiante e costiera e la seconda ondulata lungo i Muri della zona di Jesi dopo aver scalato Civitanova Alta, Sant’Ignazio di Montelupone, Recanati, Filottrano, Santa Maria Nuova e Monsano: tutte salite impegnative, con alcuni tratti molto ripidi, che porteranno a Jesi un gruppetto selezionato per lo sprint finale”.

Il tratto finale attorno a Jesi è interessante con i corridori che dovrebbero scendere proveniente dalla provinciale sp 362 Jesina in località Torre per via Minonna in direzione ingresso Jesi-Centro della Superstrada SS76 e prendere per Mazzangrugno.

Raggiunta la piccola frazione di Jesi percorrendo la sp della Barchetta fino a Sant’Ubaldo di Monsano e salire verso il centro città direzione San Marcello. Al bivio di Montelatiere scendere di nuovo verso Jesi e all’incrocio con il viale del Lavoro salire per l’ultimo chilometro percorrendo viale della Vittoria fino al traguardo finale all’incrocio con via Chiappetti e via San Francesco.

Roberto Mancini, Marco Scarponi, Ugo Coltorti

Si avvera anche la speranza espressa nel marzo scorso da Roberto Mancini quando nel sostenere “quanto è bella una tappa del Giro D’Italia a Jesiaveva auspicato che “si dovrebbe fare di tutto per portare la corsa in rosa a Jesi e sarebbe giusto anche per ricordare Michele Scarponi“. Praticamente una anticipazione a 360° di quello che oggi l’organizzazione Rcs ha annunciato.

Alanphilippe – Bacci

Il primo ad informare la città è stato ovviamente il Sindaco Massimo Bacci: “Ci è appena stata confermata una bellissima notizia: il prossimo Giro d’Italia di ciclismo farà tappa a Jesi” ha scritto sulla sua pagina facebook aggiungendo “dopo 37 anni la nostra città tornerà di nuovo ad accogliere la carovana rosa nella tappa che partirà da Pescara e raggiungerà Jesi dopo 194 chilometri. Un grande evento popolare per uno sport che unisce il nostro paese, con un ritorno di immagine straordinario. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a questo eccezionale risultato ed un primo pensiero all’indimenticabile Michele Scarponi che queste strade le ha percorse in lungo ed in largo. Ora subito al lavoro per la migliore organizzazione possibile”.

Bacci sindaco – Coltorti Assessore allo sport

Soddisfatto, e come non poteva esserlo, l’assessore allo sport del Comne di Jesi Ugo Coltorti che si è speso molto ma che mai, della serie “non dire gatto quando non ce l’hai nel sacco”, seppur sollecitato, aveva fatto trapelare nulla. Oggi, diversamente, e giustamente, dice la sua: “E’ dal 2015 che ci proviamo ma va anche messo in conto gli ultimi due anni di Covid. Prima l’arrivo di una tappa del Giro d’Italia femminile (8 luglio 2014; ndr), poi la Tirreno Adriatico (17 marzo 2019; ndr), oggi finalmente possiamo dire che ce l’abbiamo fatta. Dopo 37 anni dall’ultimo evento possiamo dire di essere davvero soddisfatti. Ci prepareremo al meglio“. Lo sforzo è stato ripagato? “E’ un mese e mezzo che ci avevano detto di poter contare su questo evento ma fino a che oggi non c’è stata l’ufficialità, la certezza non c’era”Adesso inizia la fase di preparazione per farsi trovare pronti? “Adesso inizia il vero impegno. Per prima cosa speriamo che per quella data il parcheggio del vecchio ospedale sia fruibile ed attivo. Poi per i dettagli e gli aspetti tecnici ci dovremo di nuovo incontrare con l’organizzazione, coinvolgendo anche il Comitato di tappa, che sarà l’attuale Comitato Jesi Gran Ciclismo, già operativo e attivo anche la volta scorsa con la Tirreno Adriatico, ed insieme, in sinergia, valuteremo ogni cosa ad iniziare dall’identificare il quartiere di tappa”. Che sarà il palaTriccoli? “Vedremo!”. Al di la di tutto sarà un bell’impegno? “Certamente, quel giorno li dovrà coincidere con l’ultimo giorno di tutta una programmazione perchè dovremmo anche organizzare nei giorni precedenti degli eventi per arrivare al 17 maggio tutti carichi e pronti ad accogliere il momento finale. Ci impegneremo a raccontare già da un mese prima una bella storia preparando la città alla giornata. Intanto godiamoci questo annuncio“.

Roberto Mancini e Marco Scarponi

Infine Marco Scarponi, sorpreso del passaggio della corsa a Filottrano, al quale abbiamo dato noi la notizia e che così ha reagito: “Grande emozione, che bello! Pensa che il prossimo anno ricorrerà cinque anni dalla morte di Michele (22 aprile 2018; ndr) e questo penso sia un grande omaggio a lui con la corsa rosa che passa sia a Filottrano e poi l’arrivo a Jesi che è la città dove è nato e dove è cresciuto ciclisticamente. Veramente una emozione grande, grande, grande… e penso che sia giusto così!”.

Evasio Santoni

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SPORT / Alessandro Cossu nel Comitato Jesi Gran Ciclismo

Tutti si stanno preparando qualora da Rcs arrivasse la conferma ufficiale di Jesi come sede di tappa del Giro d’Italia 2022

JESI, 28 ottobre 2021 – I tempi della presentazione del Giro d’Italia 2022 si allungano.

L’organizzazione Rcs, a differenza degli altri anni, non ha ancora stabilito il giorno che saranno rese ufficiali le tappe della corsa rosa la quale partirà il 6 maggio 2022 per concludersi il 29 dello stesso mese.

Nel frattempo mercoledì 3 novembre 2021 ci sarà la presentazione della sola partenza che avverrà in Ungheria.

Oramai è noto che anche Jesi potrebbe essere interessata e coinvolta in un arrivo e dalle indiscrezioni il giorno fatidico dovrebbe cadere a ridosso tra domenica 15 maggio e martedì 17 maggio.

Sui siti specializzati sono iniziate a trapelare anche delle anticipazioni, alcune anche ufficiali come la nota stampa della regione Basilicata che annuncia l’arrivo e la partenza da Potenza per il 13 e 14 maggio, e parlano di una tappa Pescara – Jesi o Sarnano – Jesi. Niente di definitivo, ovviamente, ma solo voci.

Nel frattempo a Jesi gli appassionati della due ruote e dell’antichissima corsa a tappe, quella del 2022 sarebbe la 107° edizione, descrivono di tale evento e della possibilità di poter assistere dal vivo, come lo fu per la Tirreno Adriatico del marzo 2019 dove il successo fu totale da qualsiasi parte la si guardi, ad un arrivo magari sempre lungo Viale della Vittoria con i girini direzione Ancona – Roma provenienti da viale del Lavoro e da via Setificio.

Per non farsi trovare impreparati o arrivare lunghi l’eventuale macchina organizzativa si sta riscaldando, considerato che gli eventi collaterali potranno occupare spazio e tempo, e sta affilando le armi per essere pronta a stilare un programma in maniera tale da poter coinvolgere non solo Jesi ma l’intera Vallesina.

Tra questi il Comitato Jesi Gran Ciclismo che, qualora arrivasse da Rcs l’ufficialità dell’arrivo di tappa a Jesi, dovrà farsi trovare subito produttivo.

Infatti i Comitati sono il punto di riferimento della Direzione del Giro per ottenere i risultati previsti.

In tal senso nelle ultime ore è stata ufficializzata la figura di Alessandro Cossu, personaggio legato allo sport cittadino, essenzialmente nel mondo del calcio, ma personaggio e manager capace di poter dirigere ed organizzare un lavoro di squadra all’esame di un grande evento.

Il Comitato Jesi Gran Ciclismo presieduto da Marco Scarponi (fratello di Michele e presidente della Fondazione Michele Scarponi) con Diego Pierelli vice presidente e Eddo Romagonli segretario, del quale fa parte anche come presidente onorario Roberto Mancini, ha deliberato l’ingresso di Cossu che si è dichiarato pronto a mettersi subito al lavoro qualora le indiscrezioni sull’evento diventassero realtà.

Il manager jesino ha commentato: “Per me è un grosso piacere far parte del Comitato e ci metteremo al lavoro il prima possibile qualora da Rcs venisse scelta la nostra città come sede di tappa del Giro d’Italia 2022. Sarò totalmente a disposizione per far si che la giornata ciclistica del maggio prossimo riesca nel miglior modo possibile perchè ne vale per la nostra Jesi”. 

(e.s.)

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CICLISMO / Il Giro d’Italia farà tappa a Jesi, manca solo l’ufficialità

A giorni Rcs renderà ufficiale il percorso della 105esima edizione del Giro d’Italia 2022. Tutte le indiscrezioni portano ad un unico risultato

JESI, 23 ottobre 2021 – Forse ci siamo e forse manca solo l’ufficialità che verrà data il giorno della presentazione della 105esima edizione del Giro d’Italia che ancora Rcs (azienda organizzatrice che fa capo alla Gazzetta dello Sport), non ha fissato.

Alaphilippe 18 marzo 2019

Sta di fatto, pur se nessuno conferma ma neanche smentisce, che dopo 37 anni (1985 tappa Cervia – Jesi vinta da Orlando Maini), nel maggio prossimo, il Giro rosa dovrebbe far tappa nuovamente a Jesi.

Il condizionale è d’obbligo ma tutto lascia prevedere che anche l’auspicio del 18 marzo scorso di Roberto Mancini quando a noi aveva dichiarato “quanto è bella una tappa del Giro d’Italia a Jesi” troverà riscontro.

Il Comitato Jesi Gran Ciclismo – presidente Marco Scarponi, vice Diego Pierelli, segretario Eddo Romagnoli – non si pronuncia ma i bene informati sostengono che l’ottimismo regna sovrano e che lo spumante targato Verdicchio dei Castelli Jesi è pronto in ghiaccio per festeggiare.

Sarebbe anche un successo dell’attuale amministrazione guidata dal Sindaco Massimo Bacci e soprattutto dell’assessore allo sport Ugo Coltorti che si è veramente speso per portare in città tale evento.

Un noto sito online specializzato in ciclismo, tra le anticipazioni e indiscrezioni, ha inserito Jesi come arrivo di tappa di una edizione 2022 in programma dal 6 al 29 maggio prossimi. Tra le altre cose si legge di una partenza da Budapest per poi trasferire la carovana in Sicilia, proseguire in Calabria e dopo un rapido passaggio in Molise l’approdo in Abruzzo.

Da qui la partenza della tappa direzione Marche con l’ipotesi più accreditata di coinvolgere Jesi. Se tutto si avvererà l’arrivo di Jesi, sulla carta, sarà con ogni probabilità per velocisti e la linea del traguardo la stessa in viale della Vittoria come lo fu nel marzo 2019 quando la Matelica – Jesi della Tirreno Adriatico vide vincere l’attuale campione del mondo Julian Alaphilippe.

Quella volta, oltre allo spettacolo tecnico e di pubblico, ci fu un successo organizzativo oltre ogni previsione: buon viatico per essere ripetuto e magari ulteriormente migliorato.

Evasio Santoni

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CICLISMO / Giro d’Italia, attesa per la presentazione della corsa 2022

Slitta a novembre rispetto agli anni precedenti, ottobre, l’ufficializzazione del percorso. Attesa nelle Marche per una città possibile sede di arrivo di tappa

JESI, 13 ottobre 2021 – Slitta di alcune settimane rispetto agli anni precedenti la presentazione della 104° edizione del Giro d’Italia 2022 che si disputerà da venerdì 6 maggio a domenica 29 maggio.

L’ultima edizione, con il successo finale del colombiano Egan Bernal davanti a Damiano Caruso, la corsa rosa ha offerto, come al solito, spettacolo ed anche emozioni.

Ora l’attesa per conoscere il percorso e la sede della partenza e dell’arrivo nel maggio 2022 è enorme non solo tra gli addetti ai lavori ma anche e soprattutto tra gli sportivi ed appassionati della due ruote.

Attesa che nelle Marche è ancor più frenetica considerate alcune indiscrezioni e anticipazioni che sono state nette e fornite da personaggi molto legati alla bicicletta ed al Giro nazionale.

Come ad esempio quelle fatte di Beppe Conti (15 aprile 2021; ndr) in occasione della conferenza stampa di presentazione di Roberto Mancini come testimonial della regione Marche il quale, collegato da remoto, aveva regalato alcune conoscenze riguardo la possibilità della partenza del giro 2022 dalle Marche.

Nelle settimane successive altre indiscrezioni sono emerse come quella che la partenza potrebbe avvenire dall’estero (Budapest o Praga), situazione sanitaria permettendo. E poi altre voci che vedrebbe il traguardo finale (Verona?) e arrivi in Sicilia o sulla Marmolada, Tre Cime di Lavaredo, Val d’Aosta, Liguria.

Le Marche comunque non dovrebbero essere lasciate fuori e comunque un arrivo di tappa dovrebbe essere previsto.

Noi facciamo il tifo per Jesi.

Evasio Santoni

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JESI / Conviviale per la festa di laurea con Roberto Mancini

I fondi raccolti sono stati donati ad un importante progetto sportivo, l’avvio delle attività della società New Baskin Jesi

JESI, 1 ottobre 2021 – L’Accademia Marchigiani dell’anno in Italia e nel Mondo e dall’Associazione Prodotti Nobili Marchigiani e Italiani hanno festeggiato alla Palazzina Sabatelli di Sant’Ippolito (PU) con una conviviale la laurea ad honorem dell’Università di Urbino conferita a Roberto Mancini ct della Nazionale di calcio italiana campione d’Europa.

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Una vera e propria festa per Mancini, che ha accolto l’invito del presidente delle due associazioni, Mario Civerchia, ed ha ricevuto il calore e la stima di autorità nazionali e locali, nonché del mondo accademico marchigiano (presenti a complimentarsi con il dottor Mancini e con l’Università di Urbino anche Camerino, Macerata ed il Politecnico di Ancona).

“Grazie a Roberto Mancini  così il presidente Mario Civerchia – per aver partecipato con noi ad un momento di convivialità, che mette in risalto i prodotti eccellenti del nostro territorio. La nostra stima ed affetto vanno al dottor Mancini, che è figlio di questa terra meravigliosa, le Marche, con i suoi sapori eccezionali. Oggi abbiamo festeggiato la sua laurea e lui ha fatto un regalo a tutti i suoi tifosi, che hanno brindato alla valorizzazione delle eccellenze del territorio, selezionate con tanta cura secondo i principi della nostra Associazione”.

Hanno risposto all’invito Prefetti, Questori, Magistratura e Forze dell’ordine, le autorità nazionali, regionali, provinciali e comunali delle Marche. Tra i 250 invitati, un’affluenza importante di clinici e accademici marchigiani. Presente all’evento anche Confindustria.

Il presidente Civerchia ha consegnato come regalo di laurea al ct della nazionale: un pallone d’argento. “Questo vale più del pallone d’oro nella carriera di un calciatore ”, ha scherzato Roberto Mancini.

Al tavolo, accanto a Mancini, si sono seduti il Ministro del turismo Massimo Garavaglia, il presidente delle Marche Francesco Acquaroli, il rettore dell’Università di Urbino Giorgio Calcagnini, il Prefetto di Pesaro Tommaso Ricciardi, Gabriele Cipriani consigliere della Corte di Giustizia Europea, il sindaco di Urbino Maurizio Gambini, il promotore dell’evento Mario Civerchia presidente dell’Accademia Marchigiani dell’anno, l’assessore regionale all’edilizia Stefano Aguzzi e l’assessore all’istruzione della regione Veneto Elena Donazzan.

La serata, condotta dalla giornalista Rai Giorgia Cardinaletti – anche lei marchigiana – è stata un importante momento di convivialità, per degustare i piatti preparati con i prodotti dei fornitori associati e tutto sotto il servizio eccellente dello staff messo a disposizione dal dirigente Impoco, con gli studenti dell’Istituto Alberghiero Panzini di Senigallia.

Molto sentito il momento dedicato alla solidarietà. I fondi raccolti durante la cena sono stati donati ad un importante progetto sportivo, l’avvio delle attività della società New Baskin Jesi. Si tratta di uno sport agonistico e a ricevere la donazione e presentare la società sono stati i giocatori e cofondatori Andrea Nobili e Danilo Bordoni, insieme al capitano della squadra Matteo, che si è sciolto in un abbraccio con Roberto Mancini.

(red)

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JESI / Roberto Mancini, Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze dello Sport

Il neo dottore ha chiuso il suo discorso con le parole di Papa Francesco: “Lo sport quando è vissuto bene è come una celebrazione”

JESI, 27 settembre 2021 – Dagli scarpini da calcio ed il fischietto di allenatore alla toga ed al tocco. Dal pallone alla pergamena. Dal rettangolo verde di gioco al teatro Raffaelo Sanzio di Urbino.

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Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale azzurra di calcio e fresco campione d’Europa, ha ricevuto ad Urbino presso l’Università degli Studi Carlo Bo dal Rettore Giorgio Calcagnini la Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze dello Sport.

Ad aprire l’evento proprio il Rettore che ha evidenziato come il riconoscimento a Mancini viene da lontano e precisamente da circa due anni che l’Ateneo stava discutendo di voler rendere omaggio ad un marchigiano sempre contraddistintosi.

Le motivazioni della laurea sono state lette dal direttore del dipartimento di Scienze biomolecolari Orazio Cantoni che ha ripercorso la carriera calcistica di Mancini dal debutto in serie A il 12 settembre 1981 al suo ruolo di allenatore fino alla chiamata in azzurro.

Il Ct ha letto la tesi magistrale: “Leadership, coesione, spirito di gruppo, clima relazionale: come costruire una team vincente nello sport”.

“E’ un legittimo orgoglio ha sottolineato nell’introduzione della tesiperché con questo riconoscimento viene confermato il valore dello sport a livello sociale e l’importanza nella vita di molte persone e nei riguardi delle giovani generazioni” ricordando poi che “l’allenatore oggi più che mai svolge un compito da team leader, deve avere la leadership e fare in modo che il gruppo sia coeso oltre alla componente fondamentale che è il processo decisionale, dalla scelta del team stesso alle strategie“.

Ed a conclusione dell’esposizione della sua tesi di 16 pagine ha citato Papa Francesco: “Lo sport quando è vissuto bene è come una celebrazione”.

(e.s.)

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JESI / A Roberto Mancini la Laurea Honoris Causa in Scienze dello sport

Lunedì 27 settembre, tema: ““Leadership, coesione, spirito di gruppo, clima relazionale: come costruire un team vincente nello sport”

JESI, 20 settembre 2021 – Dopo l’onorificenza di ‘Ambasciatore di Jesi’ lunedì prossimo 27 settembre Roberto Mancini diventerà dottore.

Il rettore dell’Università degli studi di Urbino ‘Carlo Bo’ Giorgio Calcagnini conferirà infatti la Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze dello Sport al Commissario Tecnico della Nazionale italiana il quale per l’occasione pronuncerà la Lectio Magistralis sul tema “Leadership, coesione, spirito di gruppo, clima relazionale: come costruire un team vincente nello sport”.

La cerimonia, a partire dalle 16.30 al Teatro Sanzio, sarà in diretta streaming sul canale www.uniurb.it/live ma chi vorrà partecipare dal vivo lo potrà fare rispettando le restrizioni sanitarie in corso e l’esibizione del green pass.

(e.s.)

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CICLISMO / Filottrano, Cingoli e Vallesina tra i protagonisti della III Gran Fondo “Michele Scarponi”

Domenica 26 settembre la terza edizione della manifestazione ciclistica sulle vie d’allenamento dell’indimenticato campione di Filottrano

FILOTTRANO, 18 settembre 2021 – Filottrano ricorda Michele Scarponi con la III Gran Fondo “Strade Imbrecciate” a lui dedicata. Domenica prossima, 26 settembre, si svolgerà la gara ciclistica amatoriale dedicata all’indimenticato campione filottranese, vincitore del Giro d’Italia 2011, organizzata dal gruppo ciclistico “Michele Scarponi”. Le zone protagoniste della gara saranno, oltre alla città natale del campione, i Castelli di Jesi, il territorio di Cingoli e il Monte San Vicino, dove sarà posizionato un Gran Premio della Montagna.

La Gran Fondo

La manifestazione, giunta alla terza edizione, è valevole per il campionato nazionale Acsi ciclismo Gran Fondo e medio Fondo 2021 e prevede tre percorsi: il lungo, il medio e il corto non competitivo, con partenza alle 8.30 ed arrivo a Filottrano. La corsa si svolge proprio sulle strade di allenamento di Michele Scarponi, proprio quelle che gli sono costate la vita il 22 aprile 2017 nella sua Filottrano, a pochi metri da casa. L’iniziativa è nata per seguire un’idea dello stesso Michele, con tratti di strade bianche, da cui deriva la denominazione “Strade imbrecciate”.

Il percorso lungo

Il percorso “nero”, lungo 135 km per 2800 metri di dislivello, ed attraverserà i castelli di Jesi, tra Pianello Vallesina, Maiolati Spontini e Cupra Montana, per poi proseguire dal Lago di Castreccioni a Moscosi di Cingoli fino a Castel San Pietro, dove inizierà l’ascesa al Monte San Vicino. La salita, di 11,5 km con pendenza media del 6% e punte massime del 17/18%, sarà cronometrata ed in cima sarà posto il Gran Premio della Montagna “Michele Scarponi”. Chissà se i ciclisti, arrivando in vetta, si sentiranno come Michele nel giorno della fantastica impresa al Colle dell’Agnello nel Giro 2016, dove andò in fuga e, nonostante la vittoria in tasca, aspettò il compagno di squadra e capitano dell’Astana Vincenzo Nibali, risultando decisivo per la vittoria della grande classica del siciliano. 

Il percorso lungo

La discesa di 10 km, che attraversa luoghi incantevoli come Elcito e Isola di San Severino, chiuderà l’anello passando per Apiro e tornando al Lago di Castreccioni. Passando dalla provinciale “Cervara” e da Mummuiola, i fondisti inizieranno la salita della “Pineta” di Villa Pozzo verso il quartiere San Giuseppe, uno strappo di 2km con pendenza del 7%. I ciclisti arriveranno a Cingoli per poi scendere verso Grottaccia e Chiesanuova di Treia sulla Sp25 “Cingolana” e risalire a Filottrano passando da Appignano, Osteria Nuova e Imbrecciata.

Da sinistra Marino Bartoletti, Marco Scarponi e Roberto Mancini

Il percorso “rosso”, invece, è di 90 km per 1800 metri di dislivello, mentre il corto non competitivo misura 70 km per 1000 metri di dislivello. Saranno effettuati tre rifornimenti a Cupra Montana, sul Monte San Vicino e a Grottaccia di Cingoli, mentre ad Elcito di San Severino Marche ci sarà un punto acqua. Le strade saranno regolarmente aperte al pubblico, pertanto i partecipanti dovranno mantenere la destra e rispettare il codice della strada. Il tempo massimo d’arrivo è entro le ore 15.

Le categorie

La manifestazione è aperta alle categorie Junior (18-29 anni), Senior 1 (30-34), Senior 2 (35-39), Veterani 1 (40-44), Veterani 2 (45-49), Gentleman 1 (50-54 anni), Gentleman 2 (55-59), Super Gentleman A (60-64), Super Gentleman B (65-69, non possono gareggiare nel percorso lungo), Femminile 1 (fino ai 39 anni), Femminile 2 (40-49) e Femminile 3 (oltre i 50 anni). Le iscrizioni sono aperte fino a venerdì prossimo 24 settembre ed ogni partecipante dovrà presentarsi al PalaGalizia di Filottrano per il ritiro dei pettorali e dei pacchi gara sabato 25 dalle 10 alle 19 e domenica 26 dalle 7 alle 8. Per ulteriori informazioni, si può consultare il sito www.michelescarponi.it.

L’incontro alla vigilia con Marino Bartoletti

Venerdì 25 settembre, infine, la Fondazione Onlus “Michele Scarponi” incontrerà al Teatro Torquis di Filottrano il noto giornalista sportivo Marino Bartoletti, amico di Michele e protagonista del “Mancini Day” di mercoledì scorso al PalaTriccoli: nel corso della serata, Bartoletti aveva citato Scarponi nel corso della chiacchierata con il ct della nazionale italiana di calcio Roberto Mancini, anch’esso amico del ciclista filottranese, invitando i familiari del campione ad alzarsi dalla platea, con gli applausi convinti degli jesini presenti. L’ingresso all’incontro organizzato anche dal Comune è riservato ai possessori del Green Pass su prenotazione al numero 347 59 29 666 e sarà trasmesso in diretta sui canali social della Fondazione.

Giacomo Grasselli

giacomo.grasselli@qdmnotizie.it

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JESI / Prima del ‘Mancini day’ il Ct con gli allievi della Junior Jesina Scuola Calcio (foto)

Roberto Mancini ha incontrato a sorpresa i giovanissimi della scuola che porta il suo nome. Il Dg Cerioni “E’ per noi un punto di riferimento”

JESI, 16 settembre 2021 – Al ‘Paolo Pirani’ del Campo Boario di Jesi si è presentato ieri pomeriggio. Autografi, foto ricordo ed anche un appello sincero a tutti: “L’importante è divertirsi!”.

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“Tra la scuola e Roberto Mancini c’è un legame profondo. Visti i suoi numerosi impegni, spesso Roberto non è fisicamente presente, ma la sua presenza è comunque costante attraverso il dialogo che si è instaurato tra lui e i dirigenti. Molto frequentemente il padre Aldo, che è il nostro presidente onorario, si fa suo portavoce. Roberto ci riempie enormemente di gioia ogni volta che può venire a farci visita perché porta sempre grande entusiasmo e parole importanti per i ragazzi”, sottolinea Marco Cerioni, direttore generale della Junior Jesina L. Scuola Calcio Roberto Mancini.

“Roberto Mancini è per tutti noi un grande esempio, ha fatto sì che un grande risultato sia stato possibile e anche noi, nel nostro piccolo facciamo del nostro meglio a partire dalla scelta dello staff. Grazie Roberto di essere qui con noi!”, le parole di Sirio Tantucci, presidente della Junior Jesina L. Scuola Calcio Roberto Mancini

“Ai bambini e ai ragazzi che riiniziano insieme dopo molto tempo, e questa è la cosa più bella, l’augurio che questo non si interrompa mai più e che possano sempre avere la possibilità di stare insieme, giocare e divertirsi ha detto Roberto Mancini a centro campo rivolgendosi ad atleti, allenatori, staff della scuola e genitori della Junior Jesina L. Scuola Calcio Roberto Mancini.A voi tutti l’augurio di un buon inizio e un grande in bocca al lupo!”

La sua è stata una presenza che non era stata annunciata né agli atleti né ai genitori. “Abbiamo voluto tenere riservata la notizia dell’arrivo di Roberto Mancini al campo per fare una sorpresa ai bambini e ai ragazzi che sono stati convocati per le foto ufficiali delle squadre sottolinea il dg Marco Cerioni – Un grazie a tutta la famiglia Mancini e Roberto per la collaborazione e la disponibilità ad essere presente per l’inizio della stagione calcistica, che per molti bambini è la prima della loro vita”.

Ad accogliere Roberto Mancini tutto lo staff della scuola, tra cui il padre Aldo che ne è presidente onorario. “Mio figlio Roberto ha dato alla città di Jesi un grande orgoglio in tutto il mondo. Gli  Europei sono stati una grandissima vittoria, per gli italiani sportivi e non sportiviha detto Aldo Mancini – Ai bambini e ai ragazzi dico di continuare a giocare a calcio e a voi genitori di avere fiducia!”.

(e.s.)

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JESI / In attesa del ‘Mancini day’ mattinata in bicicletta nel ricordo di Michele Scarponi

Gli ‘Azzurri di Jesi’ e Marino Bartoletti hanno accompagnato Roberto Mancini in una uscita verso Serra San Quirico indossando la maglia del campione filottranese 

JESI, 15 settembre 2021 – Mattinata di relax quella di Roberto Mancini alla viglia della serata al Palatriccoli dove sarà accolto dalla sua Jesi e dove il Sindaco Bacci gli conferirà il titolo di ‘Ambasciatore di Jesi’.

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L’uscita in bicicletta con gli amici ‘Azzurri di Jesi’ era d’obbligo ed al gruppo si è aggregato anche Marino Bartoletti. Alla partenza, direzione Serra San Quirico, era presente anche Marco Scarponi che ha consegnato alcune maglie in ricordo di Michele Scarponi grande amico sia del Ct della nazionale azzurra di calcio che del noto giornalista.

Nel pomeriggio Mancini farà tappa anche alla ‘scuola calcio Roberto Mancini’ al ‘Paolo Pirani’ ex campo Boario dove sarà accolto da decine e decine di giovani promesse iscritte alla Junior Jesina.

Prima del ‘Mancini day’ previsto per le ore 21 il Ct terrà una conferenza stampa concordata con la Figc che si terrà all’interno del palasport.

(e.s.)

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JESI / Fioretto, Stefano Cerioni verso il si all’incarico di Commissario Tecnico

Giovedì 16 settembre ci sarà il Consiglio Federale. Si attende solo il si dell’interessato. Jesi città dei Commissari Tecnici

JESI, 13 settembre 2021 – Dopo Roberto Mancini anche Stefano Cerioni.

Siamo oramai in dirittura d’arrivo e giovedì prossimo il Consiglio Federale della Fis presieduto da Paolo Azzi, del quale fa parte anche Giovanna Trillini,  dovrà dare ufficialmente l’incarico di Commissario Tecnico per il prossino triennio in vista delle Olimpiadi di Parigi nel 2024 per il fioretto maschile e femminile.

Di Francisca – Cerioni

“Cerioni è la nostra prima sceltaha confermato di recente alla gazzetta dello Sport il presidente della Federscherma -. Aspetto a giorni una sua risposta, sono fiducioso anche se sappiamo della trattativa con la nazionale francese”.

Stefano Cerioni subito dopo la ‘sfiducia’ a Cipressa da parte del gruppo atleti della spedizione Olimpica a Tokio, e dopo la spinta di Elisa Di Francisca ad un suo ritorno, aveva confermato che la pista per la guida della Nazionale azzurra di fioretto era aperta.

Cerioni aveva ammesso anche contatti con altre Nazionali come ad esempio la Francia e la Repubblica Ceca.

In carriera Cerioni era stato il primo uomo d’oro della scuola del club di via Solazzi: a squadre a Los Angeles ’84, individuale a Seul 88.

Da Commissario Tecnico lo jesino era stato alla guida del fioretto azzurro (maschile dal 2005 al 2008, poi anche femminile a Londra 2012).

Di seguito si era trasferito in Russia: due ori a Rio 2016. Anche a Tokyo 2020 l’erede di Ezio Triccoli si era tolto soddisfazioni con gli atleti che allena a Jesi come Alexander Choupenitch (bronzo) della Repubblica Ceca e la francese Ysaora Thibus (argento a squadre).

Se Cerioni dirà di sì Jesi avrà contemporaneamente due Commissari Tecnici in carica: Roberto Mancini (calcio) e Stefano Cerioni (fioretto).

Un prestigio ed un valore aggiunto che da lustro alla città.

(e.s.)

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CALCIO / L’Italia di Roberto Mancini batte la Lituania (5-0), Jesi c’è

La nazionale azzurra, con questo ennesimo successo, ha ottenuto il 37esimo risultato utile consecutivo, record assoluto mondiale

JESI, 8 settembre 2021 – L’Italia vince la partita per le qualificazioni mondiali in Quatar 2022 battendo a Reggio Emilia la Lituania per 5-0. In gol Kean (doppietta), Raspadori (doppietta), Di Lorenzo.

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A seguire da vicino non potevano mancare gli ‘Azzurri di Jesi’ che sin dal pomeriggio si sono portati nella città del tricolore andando salutare il Ct della nazionale prima della gara.

La presenza degli ‘Azzurri di Jesi’ è una sorta di amuleto considerato che sin dalla prima partita del debutto di Mancini sulla panchina dell’Italia, nelle gare disputate nel territorio nazionale, hanno sempre portato bene.

Per la qualificazione mondiale manca davvero poco e la partita del 12 novembre a Roma contro la Svizzera diventa davvero decisiva.

Con il 5-0 sulla Lituania l’Italia ha ottenuto il 37esimo risultato utile consecutivo, record assoluto mondiale.

Il prossimo appuntamento di Mancini con Jesi sarà per il 15 settembre quando al Palatriccoli  è stato organizzato il ‘Mancini day’ per festeggiare la vittoria della nazionale di calcio a Wembley contro l’Inghilterra l’11 luglio scorso che è valsa la conquista dell’ Europeo 2020.

Nella serata del Palas di via Tabano, presentata dal giornalista Marino Bartoletti, che presentò anche al teatro Pergolesi il 4 marzo 2019 la tappa della Tirreno Adriatico Matelica – Jesi, a Mancini sarà conferito ufficialmente dal Sindaco Massimo Bacci il titolo di ‘Ambasciatore di Jesi’ su decisione unanime del Consiglio Comunale di Jesi.

(e.s.)

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foto di Gino Candolfi



JESI / Calcio e scherma: la prima città in Italia con due Commissari Tecnici in carica

Potrebbe avvenire a breve se Stefano Cerioni venisse nominato Ct del fioretto come suggerito dalla Di Francisca qualche giorno fa

JESI, 9 agosto 2021 – Sono stati due mesi intensi per lo sport quelli da metà giugno ad oggi per quanto riguarda lo sport.

Prima il calcio con il successo dell’Italia ai campionati Europei e poi le Olimpiadi con tante medaglie conquistate dalla spedizione azzurra.

In quest’ultima occasione però non tutto è andato per il verso giusto come ad esempio per la scherma, specialità fioretto. In questa disciplina, maschile e femminile, nel passato, tanto era stato vinto anche e soprattutto grazie agli atleti e alle atlete di Jesi nate e cresciute nella storica palestra di via Solazzi.

Questa volta, a Tokio2020, non è stato così e subito le prime critiche e le prime osservazioni.

Di Francisca – Cerioni

Aveva iniziato Elisa di Francisca.

La campionessa olimpica, medaglia d’oro a Londra 2012 e d’argento a Rio 2016, è stata durissima con l’attuale Ct Cipressa  attaccando i vertici della Federazione per la scelta sbagliata proprio del Ct azzurro sostenendo che Cipressa “non è all’altezza del suo compito e lo dicono i risultati. Serve una personalità più forte. A Londra con Cerioni ct prendemmo 3 ori e 5 medaglie. Io non so se Stefano sia disponibile a tornare ma lui sarebbe il più indicato a ricoprire quel ruolo”.

Alle dichiarazioni della Di Francisca è seguita una lettera di sfiducia firmata dagli atleti della spedizione giapponese indirizzata al presidente federale Azzi in cui si chiede la testa del ct Andrea Cipressa: “Troppa disorganizzazione, è venuta meno la fiducia”.

Adesso tutti gli indizi portano proprio a Stefano Cerioni e la scelta della Fis (federazione italiana scherma) sarà fatta probabilmente al termine delle para olimpiadi di Tokio che si concluderanno fra circa due settimane.

Se Cerioni sarà nominato Ct azzurro del fioretto Jesi avrà in contemporanea due Ct in carica: Mancini (calcio) e Cerioni (Fioretto).

Un altro motivo di orgoglio per la città che sta per organizzare la festa dello sport dopo un anno di sospensione causa l’emergenza sanitaria.

Festa dello sport in programma all’incirca a metà marzo: in quell’occasione Jesi potrebbe festeggiare i suoi due alfieri.

Evasio Santoni

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JESI / Roberto Mancini in città per stare accanto alla mamma dimessa dall’ospedale

Ne ha approfittato per l’abituale uscita in bicicletta con gli amici, poi via alle vacanze: al rientro le convocazioni per la qualificazione al mondiale 2022 in Quatar

JESI, 4 agosto 2021 – Due giorni di relax quelli di Roberto Mancini di nuovo a Jesi e per un motivo ben preciso.

Infatti il Ct della nazionale azzurra di calcio, che circa un mese fa ha vinto gli Europei a Londra, è tornato in città per accogliere la mamma Marianna dimessa dall’ospedale e ritornata a casa per la convalescenza.

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Mancini ha colto l’occasione per una uscita in bicicletta direzione Senigallia con alcuni amici degli “Azzurri di Jesi” quali Marino, Massimo, Pietro, Marcello ed Eddo. Per l’occasione ha fatto sfoggio della maglia ufficiale che la squadra italiana di ciclismo, compreso Ganna, sta indossando alle Olimpiadi di Tokio2020. 

Nelle prossime ore il Ct lascerà Jesi per alcuni giorni di meritate vacanze per poi, al rientro, rituffarsi subito nell’impegno azzurro con le convocazioni per le tre gare di qualificazione al Campionato del Mondo in Quatar dal 21 novembre al 18 dicembre 2022.

Infatti, a settembre l’Italia giocherà tre partite in sei giorni:  il 2 settembre a Firenze contro la Bulgaria;  il 5 settembre a Basilea ospite della Svizzera e l’8 settembre a Reggio Emilia contro la Lituania.

Poi nessun impegno fino a novembre, quando il 12 e il 15 l’Italia chiuderà il girone con la partita di ritorno contro la Svizzera a Roma e contro l’Irlanda del Nord in trasferta.

(e.s.)

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JESI / Roberto Mancini Grande Ufficiale, gli Azzurri Cavalieri

Onorificenze del presidente Mattarella alla nazionale campione d’Europa. Il Ct azzurro in vacanza pensando ai prossimi impegni azzurri

JESI, 17 luglio 2021 – Roberto Mancini è Grande Ufficiale della Repubblica.

Il Presidente Sergio Mattarella, ha infatti conferito onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica ai giocatori e allo staff della Nazionale dopo il successo della nazionale di calcio azzurra al campionato europeo.

Il Capo dello Stato ha conferito l’onorificenza di Grande Ufficiale al Presidente della FIGC, Gabriele Gravina e al Ct, Roberto Mancini, di Commendatore al Team Manager, Gabriele Oriali e al Capo Delegazione, Gianluca Vialli, di Ufficiale al capitano della squadra, Giorgio Chiellini e di Cavaliere a tutti i titolari e alle riserve della Nazionale.

Intanto Mancini che nei giorni scorsi ha trascorso le giornate a Jesi è andato in vacanza magari pensando al futuro.

Di certo ritornerà in città a Ferragosto, forse prima perché poi dovrà di nuovo rivolgere le attenzioni al campionato di serie A ed a quelli di tutta Europa per diramare le prime convocazioni in vista degli impegni per le qualificazioni al mondiale del Quatar 2022.

Tredici posti a disposizione per cinquantacinque squadre. L’Italia è stata sorteggiata nel girone C con SvizzeraIrlanda del Nord, Bulgaria e Lituania.

Al momento il girone C vede in testa gli azzurri con 9 punti: la prima vinta 2-0 il 25 marzo a Parma contro l’Irlanda del Nord grazie alle reti di Berardi e Immobile; la seconda a Sofia, contro la Bulgaria, sempre 0-2 gol di Berardi e Locatelli; il successo in Lituania 0-2 firmato da Sensi e  Immobile.

Subito dietro l’Italia c’è la Svizzera, a 6 punti, ma con sole due partite giocate. Chiudono la classifica Irlanda del Nord e Bulgaria a 1 e Lituania a 0.

Prossimi impegni il 2 settembre a Firenze contro la Bulgaria, il 5 settembre in Svizzera e l’ 8 settembre a Reggio Emilia contro la Lituania. Poi qualche settimana di campionato serie A ed ancora Nazionale a San Siro per le Final Four di UEFA Nations League del 6 ottobre tra Italia e Spagna. L’altra partita Belgio- Francia il 7 ottobre allo Juventus Stadium.

Dicevamo di Mancini che ritornerà a Jesi anche per ricominciare le sue uscite con la bici pedalando con gli ‘Azzurri di Jesi’. Che in questi giorni hanno avuto anche loro un bel da fare per rispondere alle varie interviste e servizi che soprattutto la Rai, sia la redazione delle Marche che Rai Uno, ha realizzato per parlare del selezionatore azzurro tramite i suoi amici.

Chiellini, Mancini, Gravina, Mattarella foto Ansa

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JESINA / Chiarito ogni addebito sulla correttezza della gestione Polita presidente

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria territoriale dello Stato di Bologna – ha accolto le istanze difensive e archiviato gli atti

JESI, 15 luglio 2021 – Nei giorni scorsi il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria territoriale dello Stato di Bologna – dopo aver esaminato il procedimento amministrativo a carico di Marco Polita in veste di presidente della Jesina,  riguardante gli esercizi della società 2013 e 2014, ha sentenziato che “non vi è stato nessun trasferimento di denaro tra due diversi centri di interesse” e di conseguenza ha accolto le istanze difensive e archiviato  gli atti.

A comunicarlo è stato lo stesso Marco Polita che in una nota dopo aver espresso orgoglio e gratitudine nei confronti di Roberto Mancini e dei calciatori della Nazionale per o straordinario risultato sportivo ottenuto ha comunicato a nome anche degli ex Dirigenti della Jesina Calcio che “Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria territoriale dello Stato di Bologna – ha accolto le istanze difensive della società sportiva (ex gestione) e ha affermato che negli esercizi 2013 /2014 non è stata violata alcuna normativa sull’antiriciclaggio e che le risorse economiche della società sono state tutte utilizzate legittimamente per i tesserati e non vi è stato trasferimento di denaro tra due diversi centri di interesse”.

La nota continua nel dire che “era accaduto il 25 ottobre 2018 quando gli Uffici preposti avevano notificato un verbale di contestazione della violazione del disposto di cui all’art. 49 del D.L.vo 21.11.2207 nr. 23.” e precisa “tale verbale è stato impugnato avanti all’Ente Gerarchico (Ministero Economia e Finanze, ragioneria Territoriale dello Stato di Bologna). La decisione di tale Ente è conforme alla decisione assunta alcuni mesi fa dalla Commissione Tributaria Provinciale e conclude definitivamente la vicenda”.

Come si ricorderà tutto nacque nel luglio 2019 quando la Guardia di Finanza fece emergere un sistema di frode milionaria nei confronti di una società calcistica del territorio che poi risultò la Jesina.

L’operazione denominata “Cartellino giallo”, a distanza di due anni, è praticamente archiviata con le accuse alla Jesina e all’allora presidente Marco Polita tutte respinte a conferma della correttezza della gestione della società leoncella con Polita presidente.

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Evasio Santoni

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CALCIO / Europei 2020: anche un altro jesino a Wembley, Roberto Pellegrini

Insieme al figlio era ad assistere alla gara di finale tra Italia ed Inghilterra. I precedenti che avevano portato fortuna all’Italia

JESI, 14 luglio 2021– Roberto Mancini domenica sera 11 luglio a Wembley per la finale di Euro2020 tra Italia e Inghilterra non era solo.

Certo sugli spalti dello stadio londinese, oltre ai tanti tifosi inglesi, c’erano anche circa 7000 italiani e tra questi, di Jesi come Roberto Mancini, anche il sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali che accompagnava in forma ufficiale il presidente della Repubblica Mattarella.

Ma non erano soli perchè a Wembley c’era anche un altro di Jesi con tanto di felpa che pubblicizzava la sua città di provenienza: Roberto Pellegrini.

Il tifoso leoncello era insieme al figlio in curva a tifare Italia.

 

Porta bene la presenza di uno jesino a Londra ad assistere alle gare dell’Italia.

Ricordiamo come nella stessa Londra nel 2012 quando Elisa Di Francisca nel fioretto femminile singolare e la stessa Di Francesca assieme a Valentina Vezzali nel fioretto a squadre vinsero due ori Olimpici, in quella occasione, con la presenza anche di Stefano Cerioni, che faceva parte della delegazione della nazionale italiana di scherma, c’era anche Michele Cittadini, giocatore di basket nelle file della Sicc Bpa in serie A nella stagione 2004-2005, che in quel periodo lavorava e viveva a Londra.

(e.s.)

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JESI / Italia, dopo il titolo Mancini e gli ‘Azzurri di Jesi’ a Santiago di Compostela

Nel video gli ‘Azzurri di Jesi’ avevano anticipato la promessa senza mai citarla. Ora il sogno si è avverato e probabilmente la promessa esaudita

JESI, 12 luglio 2021 – Il giorno dopo gli amici jesini di Roberto Mancini, quelli che vanno in bicicletta, sono ancora al settimo cielo e svelano quello che solo 40 giorni fa era una sorta di secreto che nessuno, per scaramanzia, voleva anticipare: “tutti a Santiago di Compostela”.

Ovviamente in bici

 

L’idea sembra essere nata durante il lockdown e confermata il 5 giugno in un ristorante di Bologna quando il Mancio, dopo l’amichevole contro la Repubblica Ceca a Firenze vinta dagli azzurri per 4-0, nel giorno di riposo concesso alla nazionale, aveva radunato tutti i suoi più diretti amici, bolognesi e jesini, confermando quanto settimane prima avevano proposto.

“Questo mese dobbiamo approfittare per allenarci perchè sicuramente quando tornerà il mister con il titolo sarà carico ed andrà più forte di prima. E dove dobbiamo andare dopo l’11 luglio? Quella è una promessa e non si dice ma il mister lo sa!”

Queste le parole che si possono ascoltare nel video e che gli ‘Azzurri di Jesi’ avevano anticipato in un servizio prodotto a Jesi da Sky Sport dal giornalista Massimiliano Nebuloni.

“Dopo l’11 luglio” la tappa dovrebbe essere Santiago di Compostela, ovviamente in bici, partendo da Lourdes per una sette giorni pedalando per circa 800 chilometri.

I pellegrini che percorrono il Cammino di Santiago per raggiungere il capoluogo della Galizia ed entrare nella  Cattedrale lo fanno per realizzare un sogno che Roberto Mancini e gli ‘Azzurri di Jesi’ vorranno ora provare a concretizzare come ringraziamento.

(e.s.)

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JESI / Inghilterra Italia sale l’attesa in città, striscione al Circolo Cittadino

Lo striscione degli ‘azzurri di Jesi’ campeggia sul balcone del Circolo Cittadino. Già in bella mostra e porta fortuna negli stadi di Bologna e Roma 

JESI, 9 luglio 2021 – Nessuno vorrà mancare domenica sera all’appuntamento televisivo con la finale del campionato Europeo di calcio con l’Italia che affronterà l’Inghilterra.

A Jesi sono tutti già orientati e pronti per tifare la nazionale azzurra ed ovviamente il suo Ct Roberto Mancini.

Roma

Più di tutti i suoi amici che sin dall’inizio del percorso azzurro di Mancini sulla panchina dell’Italia gli sono stati vicino andando  a sostenere la squadra sui campi di calcio italiani, portando anche fortuna.

Bologna

Ricordiamo la presenza degli ‘Azzurri di Jesi’ a Bologna (7 settembre 2018) per Italia – Polonia 1-1, e quell’occasione coincide con il debutto del ‘Mancio’ in panchina.

Poi la cosa si è ripetuta a Milano per Italia – Portogallo (17 novembre 2018) 0-0, Udine per Italia – Finlandia (23 marzo 2019) 2-0 e Roma per Italia – Grecia (12 ottobre 2019) 2-0.

Ora non potendo portare lo striscione a Wembley gli ‘Azzurri di jesi’ hanno ben pensato di appenderlo sulla terrazza del Circolo Cittadino, di buon auspicio per domenica sera.

(e.s.)

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JUNIOR JESINA / Fabio Favi ai saluti, in arrivo Tarabelli e Mancinelli

In cantiere una possibile collaborazione a livello settore giovanile con la Jesina. Il grazie della società all’ex responsabile tecnico della scuola calcio

JESI, 9 luglio 2021  – Si è conclusa la stagione sportiva della U.S. Junior Jesina L. Scuola Calcio Roberto Mancini.

Dopo il recente successo al Velox nella categoria giovanissimi c’è da registrare la fine dell’esperienza di Fabio Favi come responsabile tecnico della scuola calcio.

 

Fabio Favi

Favi va a ricoprire lo stesso ruolo alla Biagio Chiaravalle. 

Al riguardo Marco Cerioni, direttore generale della Scuola Calcio Roberto Mancini, ha sottolineato: “Mi preme ringraziare, a nome di tutta la società, Fabio Favi per il lavoro svolto negli anni in qualità di responsabile tecnico, a lui i nostri migliori auguri”.

Ad ottobre del 2020 la U.S. Junior Jesina L. Scuola Calcio Roberto Mancini aveva  iniziato la stagione sportiva con 300 allievi, classificandosi come la scuola calcistica jesina con più iscritti.

Durante i mesi tanti sono stati gli Stage Mitama, per avere occasioni di confronto con nomi di spicco del mondo calcistico.

Marco Cerioni

Gli allenamenti, che si sono svolti in tre campi (Collegio Pergolesi, San Pietro Martire e Boario) hanno portato a risultati importanti quali la vittoria, appunto, per la categoria giovanissimi, del Velox, considerato uno dei tornei più prestigiosi della regione Marche.

“Una stagione sicuramente memorabile per il periodo storico che stiamo vivendo. Nonostante le emergenze da gestire, la stagione 2020 – 2021 ha regalato molte soddisfazioni sia a livello sportivo sia a livello umano afferma Marco CerioniÈ stato fatto un ottimo lavoro di squadra e dirigenti, tecnici e piccoli atleti hanno saputo dimostrare, con la pandemia in corso, che lo spirito sportivo e gli insegnamenti che uno sport come il calcio trasmette, sono importanti anche nella gestione di emergenze, imprevisti e difficoltà quotidiane. Un grazie va a tutte le famiglie dei nostri tesserati per la disponibilità dimostrata in questo periodo difficile. Un plauso allo staff per l’impegno e la dedizione che hanno dimostrato nei confronti di tutti gli allievi della scuola”.

Stefano Tarabelli

Per ciò che riguarda il futuro in questi giorni ci sono stati dei contatti con la Jesina per approfondire la possibilità di una collaborazione tra i due club mentre sul piano tecnico i nomi di Stefano Tarabelli e Paolo Mancinelli sono molto gettonati per iniziare con loro un nuovo rapporto tecnico.

(e.s.)

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CALCIO / Euro2020 Inghilterra – Italia: scaramanzia, non è vero ma ci credo

Alla vigilia della finale se ne tirano fuori e se ne fanno di tutte pur di essere vicini alla nazionale di calcio italiana allenata da Roberto Mancini

JESI, 8 luglio 2021 – A Napoli, ma non solo, come ben si sa, la scaramanzia ha un posto importante nelle azioni quotidiane. Nel mondo del calcio è la stessa cosa dove ogni giocatore o allenatore, a tutti i livelli, si affida a riti ed oggetti per il buon esito delle partite.

Si dice che Sivori e Maradona prima delle gare si dirigevano sempre verso una porta per poi calciare il pallone in rete senza portiere.

Nell’ultima partita tra Italia e Spagna le telecamere si sono soffermate, durante la fase di riscaldamento, su Immobile, Insigne e Chiesa che tiravano in porta da fuori area smettendo con questo rito solo dopo aver messo la palla dentro la porta: non importa se c’era o non c’era il portiere.

Si narra che ad ogni partenza del pullman da Coverciano, centro sportivo della Figc e sede del ritiro azzurro, in questo periodo, Vialli viene sempre dimenticato.

La prima volta quando l’Italia partì per Roma per scendere in campo per il debutto contro la Turchia la cosa fu casuale ma tutte le altre volte l’azione è stata volutamente ripetuta e tutto organizzato ai minimi dettagli.

Ergo, domenica sera alle 21 tutti al proprio posto seduti ed allineati come le volte precedenti.

Anche Aldo Mancini, papà di Roberto, nella intervista rilasciata ieri al nostro giornale (leggi qui…) si è dimostrato scaramantico confermando che le partite dell’Italia per gli Euro2020 le ha viste tutte in casa solo insieme alla moglie Marianna e così sarà anche domenica sera nella finale contro l’Inghilterra.

Marino Zannotti – Roberto Mancini

Anche il ‘Mancio’ ha i suoi riti...fuori dal calcio. Si narra che ogni volta che esce con la bicicletta a Jesi con i suoi amici non si parte fino a che non è arrivato Marino. Il rito insomma è aspettare Marino perché è sempre in ritardo e Roberto Mancini impone a tutti di aspettarlo!

Per gli amanti della scaramanzia ricordiamo alcuni numeri.

Domenica 11 luglio 1982 l’Italia conquistò il titolo mondiale a Madrid contro la Germania (3-1 reti di Rossi, Tardelli Altobelli; ndr).

L’Italia ha già vinto due volte a Wembley nel 1973 (14 novembre Inghilterra – Italia 0-1 rete di Capello; ndr) e 24 anni dopo nel 1997 (12 febbraio Inghilterra – Italia 0-1 rete di Zola; ndr) e domenica sarà ancora 24 anni dopo….

Considerato che la scaramanzia alla vigilia è la miglior amica di tutti anche il presidente Mattarella domenica sarà a Wembley.

Perché? Presto detto: a Madrid 1982 c’era Sandro Pertini, a Berlino 2006 (Italia ancora campione del mondo) c’era Giorgio Napolitano.

Chiamatela scaramanzia, chiamatela azioni per propiziare la buona sorte, chiamatela come vi pare ma domenica sera 11 luglio alle ore 21 tutti al proprio posto!

Evasio Santoni

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JESI / Aldo Mancini, Roberto ha creato un gruppo, una famiglia a lui il 40% dei meriti

Tre i precedenti in Inghilterra per il Ct azzurro: lo scudetto a Manchester e le finali come calciatore di Coppa Campioni e Coppa delle Coppe

JESI, 7 luglio 2021  – Se in tutta Italia e tutti gli italiani stanno rispolverando il tricolore e gridano tutti insieme ‘forza azzurri’ a Jesi la festa è doppia ed il tifo è anche e soprattutto per Roberto Mancini il Ct della nazionale di calcio italiana che martedì sera ha battuto la Spagna ai rigori e domenica prossima a Wembley, in finale, proverà a conquistare il titolo di campione d’Europa Euro 2020.

In Inghilterra Mancini ha già esultato come allenatore nel 2012 quando alla guida del Manchester City ha vinto la Premiere League. Quel giorno, il 13 maggio, a Manchester c’era pure anche Aldo Mancini papà di Roberto e mamma Marianna a festeggiare l’impresa.

13 maggio 2012, Manchester – Roberto Mancini con papà Aldo e mamma Marianna il giorno dello scudetto

Una vittoria storica e molto sofferta. Al 90′ infatti l’undici di Mancini era sotto di 1-2 contro il Queens Park Rangers. Per diventare campioni d’Inghilterra la squadra doveva solo vincere. Al minuto 91 Edin Dzeko segna il goal del 2-2 e poco dopo Balotelli porgeva un assist ad Aguero che scartava un avversario e scaricava in porta la rete del 3-2 e dello scudetto che dopo 44 anni ritornava sul petto del Manchester City.

“Ricordo benissimo quel giornoci dice Aldo fu una gran gioia ed una gran festa. Ma Roberto in Inghilterra ha anche altre due esperienze, entrambe come giocatore, una con la Sampdoria nella finale di Coppa dei Campioni nel maggio 1992 con la vittoria del Barcellona e in Coppa delle Coppe a Birmingham contro il Real Mallorca nel maggio 1999 con la Lazio che vinse 2-1″.  

Ha parlato con Roberto nelle ultime ore?

“Certamente e come tutti gli ho fatto i complimenti per il risultato conquistato non solo e non tanto con la Spagna ma per tutto il Torneo”.

E cosa dice Aldo Mancini dell’Italia?

“Contro la Spagna l’Italia è stata, specialmente a centrocampo, leggermente inferiore ma la prestazione degli azzurri va valutata nel suo complesso. I giocatori all’inizio sono partiti per puntare ad arrivare fino in fondo. Il merito di Roberto è aver creato un gruppo, una famiglia che nella nazionale non c’era ed ha raccolto i frutti. La mia soddisfazione è ancor più forte perchè hanno giocato soprattutto i giovani. Abbiamo fatto un gran passo avanti e Roberto è stato l’attore principale, ha creduto in questi ragazzi creando un gruppo dove tutti gli vogliono bene e dove tutti hanno il piacere di stare insieme. Insomma proprio come una famiglia”. 

Aldo e Roberto Mancini

Questo è un grande merito?

“Certo e sono contento. Il merito maggiore è dei giocatori ma anche l’allenatore ci ha messo del suo”.

Contento anche che tutti parlano dell’Italia e di Mancini?

“Come non esserlo. Se l’Italia vince si è soddisfatti anche se qualcuno trova sempre il modo ed il tempo di fare qualche critica. Ora l’Italia è ritornata nel giro delle grandi squadre a livello mondiale”. 

Quanto è il merito di un allenatore in una squadra che vince?

“Il 40% ed è importante in una squadra”. 

amici di Roberto Mancini al Lady Green di Moie la sera della partita Italia – Spagna

Dove guarda la partita Aldo Mancini?

“Come sempre fatto per tutte le partite fin qui giocate dall’Italia in casa da solo con mia moglie e così sarà anche domenica prossima. Mi avevano invitato i suoi amici ad unirmi qualche volta a loro ma preferisco così”.

Oramai è anche scaramanzia? 

“Una volta c’è stato anche mio nipote con me ma preferisco essere da solo si è più tranquilli ed anche più liberi di poter dire ed esprimere la propria opinione”.

Evasio Santoni

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JESI / Roberto Mancini: non solo ranking e record, il suo nome sulla bocca di tutti

In città ci sono turisti che chiedono addirittura di poter vedere dove è nato e dove abitano i suoi genitori

JESI, 4 luglio 2021 – In un videoclip che gira sui canali televisivi si vede il Commissario Tecnico della nazionale di calcio italiana Roberto Mancini dare mandato di preparare il tormentone per la Nazionale per Euro2020.

In questi giorni i ritornelli di Arisa ‘Coro Azzurro’, di Alessandra Amoroso ‘Sorriso Grande’, di Jovanotti e Morandi ‘L’allegria’, sono sulla bocca di tutti.

Obiettivo centrato!

Ma in ogni angolo d’Italia le parole più gettonate sono Mancini e Jesi: un tormentone!

Tutti sono testimoni diretti di quanto si parli di Mancini e di Jesi in ogni trasmissione televisiva, non solo sportiva, in ogni angolo d’Italia ed addirittura a Jesi, alcuni turisti, si stanno preoccupando di chiedere dove è situata la casa che ha dato i natali al Ct azzurro e dove abitano i suoi genitori.

Anche la risposta è un tormentone e musica per le orecchie jesine: giù ‘l Prado!

Che dire? ‘Italiamania’ e non solo. Certamente dopo mesi e mesi difficili c’era bisogno di questo entusiasmo.

Roba da non credere ma che fa parte, finalmente, di una ritrovata normalità che si spera duri a lungo come si spera che l’Italia azzurra possa continuare a regalarci un sogno ed un ‘sorriso grande’.

Le premesse c’erano tutte. Abbiamo vissuto da vicino l‘interesse che in un batter d’occhio ha coinvolto Jesi, gli amici di Mancini, quelli della bicicletta e dintorni, i suoi genitori, i luoghi della città di Federico II dove il Roberto jesino è nato e con piacere ritorna per rilassarsi, raccontati uno dietro l’altro, quasi a sovrapporsi come in una competizione, da Sky, Rai, Gazzetta dello Sport. E chi più ne ha più ne metta.

Jesi, insomma, nello sport primeggia ancora e sempre di più.

Non è solo la città più medagliata al mondo grazie al club scherma, alle Olimpiadi, a Cerioni, Trillini, Vezzali, Di Francisca ma nell’immediato a ‘dettar legge’ è Roberto Mancini.

Gossip e sport vanno a braccetto e figuratevi poi, se arrivano i risultati, l’escalation è incontenibile.

Azzurri di Jesi

Anche gli amici di Roberto, quelli con i quali trascorre le ore libere jesine, Marino, Diego, Eddo, Massimo, Pietro, Gino, Marcello, Tonino,  quelli che hanno pure il numero del telefonino del ‘capitano’, gli ‘azzurri di Jesi’ tanto per intenderci, devono fare gli straordinari perché tutti chiedono, tutti vogliono sapere, tutti sanno tutto e ne vogliono sapere ancora del ‘Mancio’ di Jesi.

Praticamente l’Italia il vero fuoriclasse, il vero leader ce l’ha in panchina.

Londra 2012

In una vignetta che sta girando si legge:’l fatto è che a no’ antri de Jesi a perde, ce tira ‘l culo muntobè!”

Muntobè echeggiava già a Londra, guarda che coincidenza, anche nel luglio 2012 quando Elisa Di Francisca conquistava la medaglia d’oro individuale nel fioretto femminile alle Olimpiadi ed anche in quello a squadre assieme a Valentina Vezzali.  

Ora l’Italia di Mancini è in semifinale. Wembley sarà il palcoscenico del campionato Europeo e l’Italia e il Ct, dopo aver conquistato tutti i record che appartenevano a Vittorio Pozzo, ora rincorrono la leadership d’Europa e la scalata al ranking mondiale Fifa che non fa vincere niente ma fa parlare di te tutto il mondo del calcio.

L’Italia dopo la non qualificazione ai mondiali del 2018 era uscita dalla top 20.

Una brillante intuizione di Billy Costacurta, che in quel momento era in Federazione con il ruolo di vice commissario, individuò Mancini come il Ct della ripartenza, del rilancio in assoluto.

All’inizio della fase degli Europei l’Italia era 7°, la classifica si aggiornerà ad agosto 2021, rientrando a pieno diritto nell’hit parade del calcio mondiale.

Dopo il successo contro il Belgio la posizione dovrebbe essere 5° per puntare al podio.

La situazione parziale dovrebbe essere la seguente: 1° Belgio, 2° Brasile, 3° Francia, 4° Inghilterra, 5° Italia, 6° Argentina, 7° Spagna.

In fatto di Europei da ricordare che l’Italia non aveva mai vinto cinque gare consecutive durante la manifestazione (nessuna squadra ha mai fatto meglio – eguagliate Francia, Olanda, Repubblica Ceca), è arrivata prima una volta nel 1968 con finale a Roma, seconda due volte nel 2000 sconfitta 2-1 dalla Francia al golden gol e nel 2012 sconfitta 4-0 dalla Spagna.

Evasio Santoni

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CALCIO GIOVANILE/ Dalla Vigorina Senigallia all’Empoli: Luca Belardinelli campione d’Italia Primavera

Il centrocampista senigalliese tra i protagonisti di una storica impresa: battuta 5-3 in finale l’Atalanta. Già nel mirino di Roberto Mancini

SENIGALLIA, 1 Luglio 2021 – Dalla Vigorina allo scudetto giovanile, col sogno della serie A che prima o poi non potrà che avverarsi.

Nello storico titolo italiano conquistato ieri sera, 30 giugno, a Sassuolo dall’Empoli, che ha vinto 5-3 la finale contro l’Atalanta aggiudicandosi il campionato Primavera, c’è anche un pizzico di Senigallia.

Luca Belardinelli

Uno dei giocatori imprescindibili della rosa a disposizione di mister Buscè è infatti Luca Belardinelli, nato a Senigallia nel marzo 2001, dunque 20 anni da poco compiuti, cresciuto nella Vigorina prima di passare nel 2015 all’Empoli, dove ha militato nelle giovanili sempre da titolare e da ultimo nella Primavera.

Belardinelli ha giocato da titolare e per tutti i 90 minuti pure la finale vittoriosa contro l’Atalanta.

Il suo nome non è nuovo agli appassionati di calcio: dal suo passaggio all’Empoli il centrocampista ha suscitato le attenzioni delle Nazionali giovanili azzurre, dove è stato più volte convocato ed anche del Commissario Tecnico della Maggiore Roberto Mancini, che nel 2020 inserì il senigalliese tra i convocati di uno stage con le migliori premesse del calcio azzurro.

Pur essendo andato anche in panchina in serie A, nella stagione 2019-2020, Belardinelli con l’Empoli non è riuscito a debuttare fino a questo momento né in massima serie, né in serie B: l’occasione, ancor più dopo un titolo storico, che mancava a Empoli dal 1999, non dovrebbe tardare troppo.

 

Andrea Pongetti

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JESI / Europeo 2020: l’Italia va, Roberto Mancini è record

Gli azzurri hanno superato l’Austria ed ottenuto il pass per i quarti. Il Mancio sorpassa Pozzo, sono 31 i risultati utili consecutivi 

JESI, 27 giugno 2021 – 24 gare con punti in palio e 7 amichevoli. Totale 31 risultati utili consecutivi. E’ record!

Roberto Mancini dopo il successo dell’Italia contro l’Austria di ieri sera a Wembley nella gara degli ottavi di finale del campionato europeo di calcio (2-1 con reti di Chiesa e Pessina; ndr) ha superato il record di Vittorio Pozzo che durava da 82 anni, ottenuto sicuramente in un’epoca storica e calcistica totalmente diversa.

Pozzo guidò la nazionale di calcio per la prima volta nel 1912 e l’ultima nel 1948.

Mancini ha iniziato nell’ottobre del 2018 con l’1-1 contro l’Ucraina a Genova.

L’Italia poi ha vinto le ultime 12 gare con 34 gol realizzati ed 1 subito proprio quello contro l’Austria.

Anche qui si deve parlare di record, quello di imbattibilità con 1168 minuti senza subire reti. E’ stato infatti migliorato il primato che apparteneva all’Italia di Dino Zoff (1143 minuti) e che durava dal 1974.

Decisamente soddisfatto Roberto Mancini di questo prestigioso traguardo che resterà a lungo nella storia del calcio italiano.

Sull’argomento il Ct jesino è stato tuttavia sempre chiaro e preciso: “Pozzo ha vinto tanto, io ancora no”.

(e.s.)

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JESI / La ‘rosa’ al Circolo Cittadino con lo sport locale per tifare Roberto Mancini

Servizio nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport con gli amici del Ct. Presente al gran completo lo staff dirigenziale del locale Club scherma

Jesi, 17 giugno 2021 – Italia – Svizzera 3-0.

Al Circolo Cittadino erano in tanti, tutti insieme, a tifare Italia e Roberto Mancini.

C’era anche Francesco Velluzzi giornalista della Gazzetta dello Sport che insieme al ‘grande’ Gino Candolfi hanno raccontato e immortalato la serata.

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Il Sindaco Massimo Bacci si è presentato per un breve saluto e poi, per precedenti impegni, è dovuto andare via.

Gli ‘Azzurri di Jesi’, quelli che vanno in bicicletta con il ct della nazionale italiana oltre ad altri della stessa comitiva, erano al gran completo con il vice capitano Massimo Albonetti e Massimo Tramontana.

C’era l’assessore allo sport Ugo Coltorti, il presidente uscente della scherma jesina Alberto Proietti Mosca ed il neo eletto Maurizio Dellabella, il presidente regionale Stefano Angelelli e Stefano Cerioni.

Poi Carla Saveri vice presidente del club delle Ballette ed il vice presidente del Circolo Cittadino Marcello Liuti.

Una serata divertente iniziata con l’inno nazionale e conclusasi con i festeggiamenti per il successo azzurro.

Jesi è con Roberto Mancini, ma questo lo sanno tutti.

(e.s.)

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EUROPEI CALCIO / L’Italia di Mancini, in bocca al lupo dagli ‘Azzurri di Jesi’

Il giornalista Massimiliano Nebuloni ha organizzato un servizio che andrà in onda oggi alle ore 10.30, 14.30, 17.00 e 21.30 su Sky SPORT24 (canale 200)

JESI, 10 giugno 2021 – Convocati da Massimo Tramontana e da Marino Zannotti gli amici jesini di Roberto Mancini, gli Azzurri di Jesi, si sono ritrovati per girare uno spot organizzato da Sky Sport con la presenza del giornalista Massimiliano Nebuloni.

Il servizio andrà in onda oggi alle ore 10.30, 14.30, 17.00 e 21.30 su Sky SPORT24 (canale 200).

La nazionale di calcio italiana farà il suo esordio venerdì sera a Roma contro la Turchia.

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E’ notorio che Roberto Mancini quando viene a Jesi per riabbracciare i suoi genitori passa molto tempo con gli amici ed ama andare in bicicletta.

Nel servizio vengono raccontati aneddoti del Mancini ciclista ed anche curiosità inedite.

Il luogo del ritrovo è stato piazza Pergolesi e davanti al monumento del compositore campeggiava lo striscione che in diverse occasioni è stato anche ripreso dalle telecamere che trasmettevano le partite di calcio dell’Italia nei vari stadi e che sembra portare fortuna: “grande Mancio gli Azzurri di Jesi sono con te”.

Erano presenti tutti: Massimo Tramontana, Giovanni Frezzotti, Bruno Sassaroli, Pietro Bologna, Massimo Albonetti, Marino Zannotti, Diego Pierelli, Eddo Romagnoli, Gino Bolletta, Tonino Morgante, Marcello Racchini, Attilio Carducci, Francesco Focarelli, Daniele Dottori, Gino Candolfi, Fausto Scarponi.

Due i momenti più emozionanti. L’inno di Mameli cantato dai presenti e accompagnato dalla tromba di Attilio Carducci, che per l’occasione indossava la maglia nr 18 della nazionale azzurra, quella di Roberto Mancini, agli Europei del  1988, e quando lo stesso Carducci, sempre con la sua tromba, ha suonato la celebre ‘vincerò’ che conclude il “Nessun dorma” della Turandot di Puccini, nella speranza che sia di buon auspicio per le fortune dell’Italia e di Mancini.

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Tra le varie si è anche molto ricordato del Mancini giovane promettente calciatore prima della sua partenza dal quartiere Prato per Bologna. Già Roberto dava segnali di promessa, cosa poi verificatasi marcata dalla sua brillante carriera sia come calciatore (Bologna, Sampdoria, Lazio) che come allenatore (Lazio, Fiorentina, Inter, Manchester City, Galatasaray, San Pietroburgo).

Sulla panchina dell’Italia, esordio il 28 maggio 2018, Mancini ha diretto gli azzurri 32 volte per 23 vittorie, 7 pareggi e 2 sconfitte.

La nazionale di Mancini è quella dei record con 27 risultati utili consecutivi, a -3 da Vittorio Pozzo, e 8 partite consecutive vinte senza subire gol.

Evasio Santoni

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