Jesi / Festa delle Fiamme Oro: scenetta fuori luogo Di Francisca – Vezzali

La prima lancia l’invito ‘facciamo pace’, il rifiuto della seconda è netto “quando imparerai a rispettare le persone….” 

JESI, 19 novembre 2024 – Stupore e scenetta fuori luogo alla festa del 70° compleanno delle Fiamme Oro (gruppo sportivo della Polizia di Stato) con protagoniste le due jesine campionesse di fioretto: Valentina Vezzali ed Elisa Di Francisca.

Che tra le due non correvano buoni rapporti personali lo sapevano tutti ma l’occasione forse serviva per ricomporre una situazione che dura da…sempre! La Di Francisca almeno ci ha provato ma dopo le stoccate in pedana, adesso anche quelle verbali. 

Quando la Di Francisca è stata chiamata sul palco con altri ex atleti ed aver risposto a delle domande su quello che oggi è il suo ruolo completamente fuori dall’ambiente del fioretto, di quella disciplina sportiva che l’ha vista protagonista induscussa, ha lanciato il ‘ramoscello d’ulivo’: “Vorrei cogliere l’occasione e mandare un messaggio di pace alla mia collega Valentina Vezzali e chiederle se facciamo pace”.

La risposta della ‘rivale’ è stata netta senza bisogno di interpretazioni: “Dal punto di vista sportivo ti stimo ma per quanto riguarda il livello umano non sei proprio il massimo. Quando imparerai a rispettare le persone…” a questo punto poi interrotta dal conduttore la manifestazione interpretando in anticipo dove forse si andava a parare.

Come riportato dal sito internet della Gazzetta dello Sport a margine della festa le due hanno così commentato.

“Non ho in sospeso nulla con nessunoha sostenuto la Vezzalinon ho nulla da chiarire, abbiamo visioni della vita diverse, ognuna vive la propria come crede. Lo sport ci accomuna perché sono valori trasversali e universali ma la prima cosa che lo sport mi ha insegnato è il rispetto verso sé stessi e gli altri, quindi questo deve portare a riflettere”. Il commento della Di Francisca è invece decisamente ironico: “Non dobbiamo uscire a cena, pensavo fosse una cosa giusta da fare. Il mio stato d’animo? Davvero triste, non so se pranzerò o cenerò”.

 

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Senigallia / Un volume racconta (anche) la storia dello Sport nelle Marche dal 1797 al 2022

Giovedì 30 maggio a Senigallia la prima presentazione dopo il successo al Salone del Torino.
Autori e autrici (il curatore Severini, Pupilli, Carbone, Pongetti, Diambra, Forlini e Sabbatini) raccontano tra le altre cose anche le vicende di Renato Cesarini, Roberto Mancini, Pietro Recchi, Gimbo Tamberi, la scherma jesina, il volley mondolfese, le prime gare di ciclismo, calcio e nuoto

SENIGALLIA, 29 Maggio 2024 – Prima presentazione pubblica in regione giovedì 30 maggio a Senigallia, nella Biblioteca Antonelliana alle ore 17.15, per un corposo volume che racconta la storia delle Marche dal 1797 al 2022 in chiave politica, economica, culturale e civile.

Il libro “Storia delle Marche in età contemporanea 1797-2022”, è edito da 1797 edizioni: curato da Marco Severini, foto a destra, docente Università di Macerata, nelle 401 pagine oltre a quelli del curatore sono contenuti i saggi di Lidia Pupilli, Sara Carbone, dello storico e giornalista di Vallesina Tv Andrea Pongetti e di Monica Diambra, Rita Forlini e Vanessa Sabbatini.

Ognuno dei sei capitoli dedica un paragrafo alla storia delle donne, del turismo, della stampa, della cultura storiografica e dello sport, riscoprendo personaggi e curiosità dimenticati, con uno stile semplice e lineare ma rigoroso sul piano scientifico.

Proprio di sport, si parla tanto, con un’analisi approfondita delle vicende sportive marchigiane fin dall’Ottocento.

Ecco allora che tra Risorgimento, i drammi della prima e della seconda guerra mondiale e la difficoltosa ricostruzione, vengono studiate le figure affascinanti ad esempio dei calciatori Pietro Recchi (fondatore dell’Anconitana le cui maglie sono biancorosse in omaggio al Liverpool, che scaldò il cuore dello stesso Recchi durante un viaggio in Inghilterra) e Renato Cesarini, senigalliese celebre per i gol all’ultimo minuto.

“Lo sport – sottolinea l’Associazione di Storia Contemporanea che ha promosso il progetto – è stato costantemente disprezzato da certa storiografia scientifica, mentre in questo volume entra non a gamba tesa, ma in maniera discreta e gustosa, con il racconto delle prime gare ciclistiche, calcistiche e di nuoto tenutesi nel primo Novecento, con figure come il giovane ed eclettico atleta Pietro Recchi e Renato Cesarini, il noto calciatore e allenatore, inventore della famosa “zona”, per arrivare all’ascolano Simone Vagnozzi, l’allenatore di Jannik Sinner, all’appena ritirata maceratese Camila Giorgi, all’ex ct della Nazionale di calcio Roberto Mancini e ai ct mondolfesi del volley femminile Mazzanti e Bertini, passando per Gianmarco Tamberi, la fucina jesina di campioni e campionesse di scherma e tanti altri”.

Il volume, appena uscito, è stato presentato in precedenza, qualche giorno fa, soltanto al salone del libro di Torino, riscuotendo un gran successo.

Gli intervenuti lo potranno avere con uno sconto sul prezzo di copertina; nei giorni seguenti il volume arriverà nelle librerie e, dal mese di giugno, grazie al distributore nazionale, in tutta la penisola.

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Jesi / Beppe Cormio, buon compleanno: “La Jesi del volley poteva vincere tutto…”

Il Direttore Generale della Lube Civitanova si racconta in occasione del suo (quasi) 69° compleanno: “Roberto Mancini in Arabia? Sempre al suo fianco…esperienza a Dubai mi piacerebbe”

JESI, 8 aprile 2024 – Il tempo passa, classe e stile restano.

Erano gli anni ’80, il periodo d’oro del volley griffato Latte Tre Valli Jesi, quando uno sconosciuto Julio Velasco lasciò l’Argentina e sbarcò nella piazza del Verdicchio (leggi qui…) in qualità di Capo Allenatore del team marchigiano (matricola della serie A2 1983/84).

Diego Bassotti, Beppe Cormio, Julio Velasco, Alberto Santoni, Romano Piaggesi

A scoprirlo, nel lontano 1983, un giovanissimo diesse jesino di nome Giuseppe Cormio, allora ventottenne, attualmente diggi di uno dei club più importanti al mondo, la Lube Volley Civitanova. Ebbene sì, Beppe Cormio, il nome una garanzia.

Romano Piaggesi, Alberto Santoni, Bepppe Cormio

Passione, conoscenza, competenza e disponibilità, una ricca dose di ingredienti che rendono il buon Beppe figura rara e stimata nel panorama nazionale e internazionale. E soprattutto uno dei manager più vincenti a livello mondiale (con 32 trofei).

Per il dirigente jesino un curriculum sportivo che non ha bisogno di presentazioni, considerando anche che ha cavalcato un po’ tutte le onde dello sport d’élite, dal basket al volley passando per l’esperienza come Direttore Operativo e Marketing al Siena Calcio nel 2012/13.

Beppe spegnerà 69 candeline il prossimo 12 aprile (nato a Jesi il 12 aprile 1955) e non potevamo non cogliere l’occasione per incontrarlo e fargli qualche domanda.

Un’intervista come piace a lui, a tutto campo e senza filtri, con grande carica ed emozioni, e soprattutto con tante cartucce ancora da sparare. Alla faccia dei quasi 69 anni (e non sentirli!).

69 anni (quasi) e non sentirli. Ci sono trucchi o retroscena di questo incredibile ‘cocktail vincente’ targato Beppe Cormio? 

Alla mia età i compleanni sono come i paletti di uno slalom gigante o speciale. Si evitano, se li prendi li subisci. Non ho idee particolari su cosa fare per il mio compleanno, non sono stato mai infatti fan di compleanni o ricorrenze in genere. Quello che festeggerò è una nuova vita, una buona salute e un sorriso che durante la giornata, quando arriva, non mi coglie mai di sorpresa ma diventa un’abitudine. Queste sono le cose, pensando alla mia persona, a cui tengo di più. Poi è ovvio, penso a tutte quelle persone a me care e festeggiarlo sarà sapere che tutti stanno bene e sono in salute, niente di più e niente di meno.

E’ proprio vero che il vino più invecchia e più diventa buono. Ti senti ormai un personaggio, tra i migliori al mondo, del volley internazionale? E davvero non hai ingredienti segreti che ti hanno consentito di diventare uno dei manager più vincenti a livello internazionale?

Il personaggio cambia, ma in realtà chiamarlo personaggio mi fa un certo effetto. Il termine persona è più corretto, non mi sento sicuramente un personaggio. La persona cambia perché purtroppo invecchia e fortunatamente matura, impara tante cose. Passa da semplice addetto stampa nella pallavolo che conta, il primo anno nel ‘90 a Padova, a team manager, e a direttore commerciale e direttore generale. Fa una carriera tanto fortunata, perché ho sempre trovato società e persone meravigliose che mi hanno dato fiducia. E solo così si può riuscire a lavorare 35 anni in un mondo che è un mondo piccolo e che stava nascendo in quel momento

Cormio anni ’80 vs Cormio del nuovo millenni: quanto e cosa è cambiato?

Sicuramente ci sono stati dei cambiamenti. Cambia perché il Beppe degli anni ‘80 era un sognatore, il Beppe del 2024 è una persona che ragiona sulla realtà, sugli eventi, avendo in mano la possibilità di gestire meglio il suo presente. Cambia perché il Beppe degli anni ‘80 ha davanti tutto i suo futuro; il Beppe del 2024 spera di avere ancora un po’ di futuro davanti. In realtà vincere per me è stato un po’ quello che è accaduto nella vita con i figli. Sono arrivato a quasi 40 anni che non ne avevo, poi ne ho fatti 5. E la vittoria è stata lo stesso. Sono arrivato a 40 anni che non avevo vinto neanche la coppa della parrocchia sotto casa, poi sono arrivati tanti trofei, credo siano 32 trofei in tutte le competizioni nazionali e internazionali. Non ci sono trucchi, c’è la fortuna di trovare persone che credono in te e che ti danno la possibilità di comporre squadre vincenti con grandi campioni

Ci sarà anche un po’ di fiuto e competenza, dai, non essere troppo modesto. 32 trofei sono davvero tantissimi

Indubbiamente c’è anche un po’ di fiuto nel pescare qualche sconosciuto che poi diventa campione; fiuto nell’arrivare prima degli altri, soprattutto di metterli insieme e di saperli gestire. Ho avuto la fortuna di lavorare con i più grandi allenatori al mondo: i miei allenatori sono stati Velasco, Prandi, Pupo Dall’Olio, Fefè de Giorgi, Chicco Blengini, Medei. Forse dimentico qualcuno però sicuramente sono fra gli uomini che hanno caratterizzato la pallavolo mondiale e che mi hanno dato e insegnato tanto. Mi ritengo un uomo fortunato e in particolare un uomo che è riuscito a lavorare nello sport permettendosi due divagazioni, per così dire, nel basket e calcio di Serie A. Sono sempre riuscito a lavorare e rimanere a galla con buoni rapporti con tutti. Forse il segreto è stato questo. Saper ingoiare qualche rospo amaro, saper sorridere a tutti ed essere disponibile sempre. Se devo riconoscere a me stesso un merito, o un pregio, direi che sono stato sempre disponibile con tutti, dal dirigente di terza categoria al collega più bravo di me di Superlega

Viaggiamo indietro nel tempo. Che ricordi hai del magico volley jesino che, promozione dopo promozione, sognava la serie A1?

Tanti ricordi emozionanti. Vincemmo quasi per caso, o comunque senza avere ad inizio stagione molta speranza, un campionato di Serie B, ritrovandoci in A2 nel 1983 con una squadra fatta di elementi locali. Una formazione composta da ragazzi in prevalenza da Falconara e con qualche innesto di giovani del vivaio di Jesi. Andare in serie A voleva dire cambiare completamente registro. In quegli anni nasceva tra l’altro la Liga Volley: io sono stato uno dei fondatori proprio nel 1983. Ebbene, con il volley Jesi targato Tre Valli andammo a sfidare questa categoria (A2), cominciando dallo scegliere un allenatore a tempo pieno. L’idea era quella di avere un allenatore che potesse stare con noi dalla mattina alla sera, e pensare a come organizzare la società. La scelta cadde, su suggerimento dei due argentini che ero riuscito a portare a Jesi (Waldo Kantor e Carlos Wagenpfeil, ndr), sul viceallenatore della nazionale argentina. Un tecnico argentino che l’anno precedente aveva ottenuto – da secondo allenatore ma in realtà era il primo – un terzo posto ai campionati del mondo con una nazionale di atleti sconosciuti poi finiti tutti in Italia. Di Velasco mi aveva parlato bene anche Tarcisio Pacetti che all’epoca era uno dei più importanti dirigenti italiani del mondo della pallavolo. E quindi scelsi di prendere Julio Velasco, e di portarlo a Jesi dall’Argentina. Devo dire che il passaggio dalla B alla A2 fu veramente una cavalcata… Il rimanere saldamente attaccati alla A2 fu addirittura facile

Che tipo di squadra era quella che affrontò da matricola (annata 1983-84) la Serie A2? Ancora oggi che sensazioni provi in merito?

Un’annata difficile da dimenticare. Una squadra composta da giocatori bravi come Pozzi, Fanesi, Esposto. A loro si aggiunsero dei campioni come Waldo Kantor e Carlos Wagenpfeil, che ci diedero la possibilità al primo anno di sfiorare la promozione in A1. Perdemmo la partita decisiva in casa: ci bastava vincere contro Santa Croce, invece perdemmo. Probabilmente fu un gioco dettato dall’emozione

E la seconda stagione di Julio Velasco alla guida del Volley Jesi (1984-85)? Fu un po’ meno positiva rispetto alla precedente, ce lo puoi confermare? 

Ci riprovammo, inseriti nel girone nord che era un girone molto più difficile ed arduo rispetto al sud. Comprammo giocatori giovani, cambiando completamente il nostro progetto. Andammo a fare spesa nella nazionale juniores di volley. Portammo ragazzi molto interessanti come Viscuso, Martinelli, Velletrani, che si aggiunsero ovviamente ai nostri due argentini e ai migliori ragazzi di Falconara che avevamo ancora con noi.  Purtroppo in quella stagione fallimmo per modo di dire, perché arrivammo quarti. Non riuscimmo ad ottenere quella che a quel punto era l’importante promozione in A1, che ci avrebbe tenuto molto legati ad uno sponsor già importante… ad un’azienda leader nel suo settore quello del latte e derivati. E la Tre Valli, all’epoca diretta dal Dottor Conti, ci era molto vicina e ci teneva moltissimo al salto di categoria. Non ci riuscimmo appunto e arrivammo quarti: lì si spensero tante delle nostre speranze, anche se poi continuammo chiaramente ad organizzarci e a portare avanti il nostro lavoro.

L’allenatore di Jesi Julio Velasco andò poi a Modena, sponda Panini. Onestamente Beppe: come mai decidesti di non raggiungerlo in Emilia?

Ricordo che già a dicembre Julio Velasco era stato contattato dalla più grande società italiana che era la Panini Modena. Lui aveva scelto quella strada, io avevo scelto di non andare con lui e forse questo è stato un mio errore.  Con Velasco andò lo jesino Paolo Giardinieri; io rimasi a Jesi a provare a fare il giornalista e a tirar su un’altra squadra che potesse tornare nella massima serie

Svelaci ora qualche aneddoto indimenticabile vissuto alla Tre Valli Jesi negli anni Ottanta

Aneddoti? Ce ne sono tantissimi, è successo di tutto in quegli anni. Dallo scordarci uno dei giocatori più importanti a Jesi, partendo per Roma, lasciandolo a casa e trovarcelo che rimontava il pullman sulla statale 16 all’altezza di Moie. Il tutto facendo segno con la mano ‘io sono qui in macchina’. Era Carlos Wagenpfeil, ce lo avevamo dimenticato a Jesi

Altro aneddoto, che vogliamo riportare, è quello legato al Velasco in auto. Ce lo confermò di recente lo stesso Cormio

Riusciva ad esprimersi molto bene in campo, molto meno nel guidare la macchina. Ora per fortuna è migliorato alla guida. In quegli anni riuscì a demolire un’auto societaria, nella zona di Fabriano, mentre si stava recando a Roma da un suo conoscente. Oppure ricordo con piacere l’episodio vissuto con lui alla vigilia del mondiale Juniores in Francia. Dovevamo viaggiare e guidare per 14 ore di seguito; i patti erano chiari ovvero dovevamo darci il cambio. E invece Julio si svegliò in Francia, per me fu tutta una tirata

Ma ci sono tanti bei ricordi anche legati alla prima trasferta in campionato a Catania (Serie A2) nell’ottobre 1983. Jesi sconfisse per 3 a 0 una società scudettata

Esattamente. E’ forse uno degli episodi più belli. Arrivammo, dopo un lungo viaggio in pullman, fino a Roma e da Roma a Catania in aereo. Quando arrivammo in Sicilia, Catania stava vivendo un periodo molto complicato tra attentati e malavita mafiosa che stava facendo da padrona. Velasco, che era arrivato da meno di un mese in Italia, aveva il sogno di vistare l’Italia e anche la Sicilia. Arrivati lì, infatti, sapeva molto meglio di me quali erano i quartieri più belli della città, da poter visitare… Arrivammo alle 8 di sera, alle 9 mangiammo. E alle 10 Julio voleva uscire. A questo punto il portiere dell’albergo ci dice che non potevamo uscire.  Ci disse: questa è via Etnea, appena entrate nei vicoli di Catania vecchia rischiate la pelle di notte… Velasco non ne volle sapere e disse subito: io magari sto un anno in Italia e poi torno per sempre in Argentina. Voglio vedere tutto! Io personalmente lo accompagnai con fare un po’ sospetto, ci aggirammo in questi vicoli e alla fine fortunatamente filò tutto liscio. Ricordo che uscimmo senza soldi e senza orologio, ma era davvero un momento difficile lì. Nemmeno un mese dopo, esattamente davanti a quell’hotel che si chiamava hotel Etna in via etnea e di fronte aveva l’Upim, scoppiò una bomba che distrusse proprio l’Upim, con danni alle persone piuttosto importanti

Insomma, Jesi stava per diventare la Lube dei giorni d’oggi, poi purtroppo mancò lo sponsor, ce lo hai detto anche di recente. Potrà mai tornare, veramente, quel periodo d’oro del volley jesino?

Questa è una speranza, ci vuole la palla di vetro e occorre sapere se qualcuno si appassiona perché a Jesi non mancherebbe davvero niente. E’ una città che allo sport ha dato tanto e credo a livello mondiale… Una città che, nel rapporto tra numero abitanti e medaglie vinte alle Olimpiadi, è al primo posto. Quindi è una località che vive di sport, ha buone attrezzature sportive che possono garantire questo cammino. Poi servono idee e soldi. Serve chi finanzia le idee; e le due cose vanno di pari passo. Qualcuno deve avere le idee e poterle mettere in pratica. Al tempo stesso qualcuno deve dare a questa persona la possibilità di farlo. A dire il vero c’è stata un’opportunità anche nel femminile con la famiglia Pieralisi che ha portato per tanti anni la pallavolo femminile ad altissimi livelli. E’ mancato qualcosa a tal proposito? Io avrei potuto forse fare di più, qui mi sento un po’ in colpa perché firmai un contratto con l’Ingegner Pieralisi e 3 giorni dopo mi tirai indietro. Questo perché in quei giorni intervennero degli episodi e delle situazioni che non mi erano piaciute. E chiesi dunque la possibilità di uscire da quel contratto. Certo, non credo che io avrei risolto la situazione di Jesi ma quella era una Jesi che veramente poteva vincere veramente tutto, a livello mondniale, perché aveva davvero la migliore organizzazione, la migliore persona in assoluto, la più appassionata e quella che metteva più finanza in quel momento in tutta Italia. Quello è un grande rammarico. Potrà tornare il periodo d’oro del volley jesino? Speriamo, me lo auguro. Se devo dare una mano io ci sono sempre, come ho sempre detto

Gli anni d’oro del volley jesino contro il Beppe d’oro di tutti questi anni. La tua straordinaria carriera potrà proseguire ancora per tanti anni, ne siamo convintiDove ti vedremo da qui in avanti? O meglio ancora, dove ti vedi in futuro? 

Alla Lube Civitanova fino a quando mi vorranno. Nel senso che in questi anni ho avuto tante proposte anche allettanti, ma mi è sempre piaciuto pensare di essere un uomo di questa società, finché mi vorranno. E credo non ci siano grossi problemi perché questa della Lube è una proprietà illuminata. E c’è cuore. A volte magari non si è d’accordo su certe cose, però capisco che io sono una persona alla quale la proprietà della Lube vuole bene. Questa è la cosa più importante. Non è solo la stima ma considerare una persona quasi uno di casa

E se un giorno sarà addio alla Lube Civitanova? Facciamo un attimo questa ipotesi

So che questo può finire, può cambiare. In quel caso busserò alla porta degli Emirati Arabi e cercherò di lavorare a Dubai che è una cosa che mi piacerebbe fare

Pronostici sulla pallavolo italiana. Qual è il tuo commento sugli europei?

Euro 2024 un bel banco di prova perché adesso l’Italia è tra le nazioni favorite, tra le nazionali più forti. Non credo abbia una strada spianata per arrivare facile facile a giocarsi il titolo. Penso che è una squadra che dovrà soffrire, però sono sicuro che abbia le caratteristiche morali per saper soffrire. Ha giocatori che si sono rinforzati e affermati, diciamo che almeno 4 giocatori sono di altissimo livello e potrebbero rivincere l’europeo; ritengo a tal punto Balaso, Giannelli, Michieletto e Lavia tra i migliori in assoluto, nel ruolo, a livello mondiale. Penso che debba trovare forza e conferme al centro, e così nel ruolo di opposto. Se saprà, come già ha saputo fare, regalarci centrali in buona forma, e un Romanò capace di dare un grande contributo come è stato quando l’Italia ha vinto, non escludo che possa vincere. Al tempo stesso ricordiamoci però di Francia e Polonia che a mio avviso devono essere di diritto considerate le favorite

Piccola curiosità: un tuo ritorno nel calcio, dopo l’esperienza di Siena, potrà essere in futuro una valida alternativa al pianeta volley?

Ormai non credo ci siano l’opportunità, il tempo e l’occasione. Il calcio per me ha rappresentato un’esperienza importante ma di quelle che confermano che è positivo stare lontano dal calcio. Direi di no, dunque…. Del calcio mantengo grandi amicizie con dei calciatori, soprattutto con dei colleghi, segretari, segretarie, amministrativi, ufficio stampa e con tutto ciò che ruota intorno ai vertici di una società. Ed è ancora qualcosa che io apprezzo; faccio parte ancora oggi di un club che racchiude allenatori e dirigenti che sono passati dalla città di Siena, quando era in serie A. A tal proposito non può non far piacere esserci, sentire i miei ex colleghi e continuare a parlare di calcio con persone come Serse Cosmi, Beppe Iachini, Mario Beretta per citare qualche allenatore. Lo posso ribadire: col calcio direi che ho chiuso

Roberto Mancini, Valentina Vezzali, Alessandro Gabrielloni e tanti altri nomi importanti nella Jesi dello Sport. Qual è il tuo commento a riguardo?

Ce ne sono chiaramente numerosi altri rispetto a quelli che hai citato. Questi sono solo alcuni nomi che fanno capire come lo sport a Jesi sia importante e abbia espresso tanto

Capitolo Nazionale Azzurra. Ti aspettavi, con tutta onestà, l’addio di Roberto Mancini?

Roberto Mancini in Arabia è un fatto che ha fatto discutere tantissimo. E’ stata una scelta improvvisa, che tutti hanno così abbinato all’incredibile guadagno che lui avrebbe avuto firmando quel contratto. Io penso che alla base ci fosse altro. E ho anche il sospetto di cosa ci possa essere stato per andarsene in quel momento dalla Nazionale, dopo aver vinto l’europeo ed esser diventati così popolari… Io personalmente sono dalla parte di Roberto, sempre. Seconda cosa che vorrei dire: io amo moltissimo il mondo arabo, mi incuriosisce da morire. Ho parlato prima di Dubai anche se lui non sta a Dubai, bensì in un paese molto più difficile e complesso anche dal punto di vista politico. È’ indubbiamente un’esperienza di vita importante, ci vuole anche il coraggio a farla. Si guadagna molto. Ma se uno guadagna molto… evidentemente ha anche meritato questa opportunità. Quindi Roby approvato

Valentina Vezzali da figura politica all’Isola dei Famosi, era assai difficile immaginarselo. Condividi questo nuovo percorso di Valentina? 

Valentina Vezzali è una persona che, solo a nominarla, ci inorgoglisce come jesini e come italiani nel mondo. Valentina è un nome di assoluto livello. Ho avuto modo di apprezzarla nel suo ruolo politico quando, nel Ministero dello Sport, abbiamo insieme elaborato alcune cose. Adesso è fuori e una politica che passa all’Isola può destare qualche perplessità. Credo tuttavia debba sentirsi viva, è donna, mamma, persona intelligente. E dà lustro a tutte le cose che la vedono coinvolta. Sono dunque felice di poterla vedere in tv. Di persona ci vediamo poco anche se facciamo parte di uno stesso CDA

Un tuo breve giudizio riassuntivo su Julio Velasco, nuovo CT dell’Italvolley che si prepara al percorso verso le Olimpiadi di Parigi 2024

Sono contento che Julio sia tornato ai vertici della pallavolo, stavolta nel femminile… Una persona alla quale non posso che essere molto legato. L’ho fatto venire io in Italia e siamo rimasti sempre l’uno vicino all’altro. Piccola curiosità, il Sole 24 Ore Radio 24 ci ha anche dedicato una bellissima puntata che si chiama Destini Incrociati: due persone sconosciute si conoscono e la conoscenza cambia a ciascuno il destino di una vita. Io l’ho cambiata a Velasco di sicuro ma anche lui ha cambiato la mia, portandomi a fare questo mestiere. Gli voglio bene, gli devo tanto, forse anche lui mi deve qualcosa. Siamo molto legati. Che dire, sono veramente orgoglioso che sia tornato al vertice del volley… Un forte in bocca al lupo per il suo nuovo percorso

Sullo jesino Alessandro Gabrielloni, che sogna la Serie A col Como, e più in generale sul mondo del calcioqual è il tuo pensiero?

Gabrielloni è un giocatore che chiaramente sogna la serie A. E nel calcio è tutto molto più difficile. Ricordo che quando arrivai nel calcio in serie A, durante il primo ritiro che abbiamo fatto, avevo le telecamere di tutte le tv del mondo, per l’intera giornata, davanti al nostro hotel. Il motivo? Avevamo un giocatore, Mattia Destro, che aveva segnato un sacco di gol nella stagione precedente ed era dunque nel mirino di tante squadre di tutto il momento. Per questo motivo, da un momento all’altro, sarebbe potuto andar via. Tante auto (con telecamere…) erano parcheggiate davanti all’albergo perché volevano cogliere l’attimo, che poi arrivò dato che Destro andò alla Roma per un sacco di soldi. Nonostante ciò, Mattia Destro non fece poi tutta questa carriera. Perché il calcio è così. Ti punisce oltre i meriti, oltre la serietà, oltre l’impegno. Ci sono meccanismi, nel calcio, che solo entrandoci dentro si possono capire. E in realtà non sono sempre interessanti da capire. Concludo con un forte in bocca al lupo a Gabrielloni:  un augurio vero per un grande futuro. Non lo conosco di persona ma spero che Gabrielloni possa fare una grande carriera

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intervista a cura di Daniele Bartocci che cordialmente ha concesso di pubblicare al nostro giornale VALLESINATV



Jesi / Sofia Giordani, altra atletica del club scherma leoncello arruolata

Tanti atleti jesini, o che sono stati tali, si allenano in via Solazzi e arruolati nei gruppi sportivi delle varie armi delle forze armate italiane

JESI, 23 dicembre 2023 – Come ogni anno sono stati ufficializzati i nuovi atleti che entrano a far parte dei vari gruppi sportivi delle forze armate italiane.

Qeust’anno è toccato a Sofia Giordani, club scherma Jesi, tra i 40 giovani vinvitori della procedura di selezione, grazie ai risultati conseguiti in ambito nazionale e internazionale, arruolata nel Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle della Guardia di Finanza. 

Marini – Dellabella

L’ingresso di tanti nuovi talenti nelle Fiamme Gialle, conferma il costante impegno e la consolidata tradizione della Guardia di Finanza nel comparto sportivo” – ha dichiarato il Comandante del Centro Sportivo Gen.B. Antonio Marco Appella – “a testimonianza dell’importanza del ruolo svolto dalla nostra componente agonistica nell’ambito del movimento sportivo nazionale, anche in prospettiva dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024”.+

Sofia Giordani è l’ultima di una serie di arruolamenti di atleti tesserati col club scherma di via Solazzi o che si allenano nella storica palestra jesina.

In dettaglio gli atleti che non sono tesserati per il club scherma Jesi ma che hanno scelto il Club come società di allenamento e che hanno parte del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato sono Alice Volpi, Tommaso Marini, Francesco Ingargiola e Matilde Calvanese; delle Fiamme Gialle Guardia di Finanza Beatrice Monaco e Sofia Giordani; dell’Esercito Lucia Tortellotti ed Elena Tangherlini.

Anche ex atlete come Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Claudia Pigliapoco, Stefano Cerioni e Danilo Montanari ora tecnico in Ancona appatengono al Gruppo Sportivo Polizia. Infine Giovanna Trillini in rappresentanza dei Carabinieri.

Come Presidente del Club Scherma Jesi, è con immenso orgoglio che estendo le mie più calorose congratulazioni a Sofia Giordani per questo suo straordinario traguardo. La sua selezione e l’arruolamento nel prestigioso gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle sono un chiaro riconoscimento del suo impegno, della sua dedizione e del suo eccezionale talento nel mondo della scherma. Sono convinto che Sofia rappresenterà il nostro club e il gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle con la stessa forza, eleganza e spirito competitivo che l’ha sempre contraddistinta” – sono le parole del Presidente della compagine schermistica jesina Maurizio Dellabella – “Congratulazioni Sofia, vai avanti con lo stesso spirito e la stessa determinazione che ti hanno portato fin qui. Il futuro è luminoso e pieno di possibilità, e siamo certi che tu continuerai a renderci fieri con ogni tua futura impresa”.

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Sport / Fondazione Gabriele Cardinaletti: “Jesi e il ‘900 verso il 2050”

Il premio Atletico 2023 è andato a Elisabeth Egharevba e Gianfranco Paolini. Conclusione della serata con Andrea Cardinaletti e Roberto Mancini

JESI, 20 dicembre 2023 – Serata al teatro Pergolesi di Jesi con la Fondazione Gabriele Cardinaletti ed il Premio Atletico, quella del 19 dicembre, che ritorna nella città d’origine dopo aver toccato diverse sedi in giro per l’Italia.

Ritorna con il lancio del progetto “Jesi nel novecento-verso il 2050”, che si terrà dal 1 aprile al 15 maggio, coinvolgendo soprattutto le scuole e la città nella sua interezza riproponendo gli stessi personaggi rappresentativi jesini del ‘900 già mostrati nella passata edizione del 2010 con l’aggiunta di tutto quello che la città ha poi evidenziato fino ad oggi.

Il premio Atletico 2023 è andato a Elisabeth Egharevba e Gianfranco Paolini.

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La Egharevb, ancora minorenne, gioca in porta nella squadra Under 15 dell’Ancona Respect. E’stata vittima di insulti razzisti in un campo di calcio, insultata da un genitore di una squadra avversaria.

Gianfranco Paolini, allenatore della squadra di calcio Esordienti del Portuali Ancona ha ritirato i suoi giovani giocatori dal campo a causa del comportamento troppo falloso dei suoi dando una lezione di fairplay.

A premiarli Valentina Vezzali, socia onoraria della Fondazione Gabriele Cardinaletti e Manuela Olivieri, vedova dello scomparso socio onorario Pietro Mennea.

Tante le figure sportive e non tra i presenti al Pergolesi: Andrea Zorzi, Beppe Cormio, Luca Marchegiani, Luca Savoiardi (presidente CIP Marche), Fabio Luna (presidente regionale CONI), il presidente Francesco Acquaroli, il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, l’Assessore allo sport Samuele Animali, altri membri della Giunta jesina, la dott.ssa Leprotti di BPER Banca, altri sponsor.

Ad intrattenere la platea anche momenti di spettacolo con Tati Makarena Severini, Alice Bellagamba, Alessia Polita e altre ragazzine.

Tra gli argomenti trattati è riemerso il progetto presentato anni fa del “Parco dello sport”, nella zona attorno al campo di calcio ‘Cardinaletti’ che in questo momento si sta arricchendo del nuovo palazzetto della scherma: non solo strutture sportive ma anche parco naturale con tanti alberi da piantumare per far diventare la zona un punto di riferimento per qualsiasi attività fisico-sportiva, per tutti.

Il finale a sorpresa. Oltre ai saluti di Andrea Cardinaletti, presidente della Fondazione, la presenza di Roberto Mancini che nella sua città riceve sempre calore, applausi sinceri e di stima, anche lui socio della Fondazione.

La serata è stata presentata da Andrea Carloni.

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Jesi / A Valentina Vezzali la laurea honoris causa in ‘sport management’

La campionessa jesina ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Passato, presente e futuro: l’empowerment e l’emancipazione femminile attraverso lo sport” 

JESI, 13 dicembre 2023 – Valentina Vezzali, nove medaglie olimpiche di cui sei oro, ha ricevuto ieri presso l’università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale la laurea honoris causa in ‘sport management’.

A consegnarsi tale attestato il magnifico rettore dell’ateneo Marco Dell’Isola alla presenza del presidente del Coni Giovanni Malagò, di quello della federazione italiana scherma Paolo Azzi. 

La Vezzali ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Passato, presente e futuro: l’empowerment e l’emancipazione femminile attraverso lo sport” portando la sua esperienza di atleta, donna, madre, deputata e sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport (Governo Draghi).

Le sue parole di dedica ai genitori ed ai figli.

Attualmente la campionessa jesina è responsabile nazionale delle Sezioni Giovanili delle Fiamme Oro e coordinatrice per la scherma e il pentathlon dello stesso Gruppo Sportivo della Polizia di Stato.

Malagò, nel suo intervento, come riportato dalla Federazione Italiana Scherma ha sottolineato che “testimonianze come quella di Valentina Vezzali qui a Cassino sono esempi importanti di quanto le donne hanno saputo fare negli ultimi decenni, con ruoli da protagoniste”.

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Cingoli / La benedizione di Valentina Vezzali alle promesse dell’atletica leggera cingolana

Rachele Tittarelli, Sofia Marchegiani, Riccardo Ricci e Federico Vitali sono stati premiati dalla Polisportiva Victoria nel corso del seminario pubblico “Il bullismo nella pre-adolescenza e adolescenza e l’importanza dello sport per la vita” 

CINGOLI, 7 aprile 2023 – La campionessa olimpica Valentina Vezzali “benedice” le promesse dell’atletica leggera cingolana. Nel corso del convegno di ieri sera, giovedì 6 aprile, su sport e bullismo (leggi l’articolo), infatti, la Polisportiva Victoria ha voluto premiare Rachele Tittarelli, Riccardo Ricci, Sofia Marchegiani e Federico Vitali.

Abbiamo già parlato nei mesi scorsi di questi quattro talenti dell’atletica leggera, tutti residenti a Cingoli, portacolori dell’Atletica Avis Macerata. Rachele Tittarelli, classe 2005, pratica salto con l’asta e corsa ad ostacoli; Riccardo Ricci, anche lui 18 anni appena compiuti, è specializzato nel salto in alto; Sofia Marchegiani, anche lei classe 2005, pratica tutte le specialità del mezzofondo veloce, in particolare 2000 siepi, 3000 piani e staffetta 4×400; Federico Vitali, il più grande dei tre con i suoi 20 anni, si cimenta nei 400 e negli 800 metri piani. Ricci e Vitali, in particolare, abitano a Mummuiola e Villa Strada, territorio in cui opera la Polisportiva Victoria.

Nel nostro convegno sullo sport e il bullismo – spiega Giorgio Giorgi, presidente onorario della società – abbiamo voluto premiare gli atleti dell’atletica leggera, la disciplina regina delle Olimpiadi, anche se è molto poco considerata dalle istituzioni e dai mass media locali e nazionali. Si tratta di uno sport di sacrificio e direi sia proprio in tema con il seminario pubblico che abbiamo proposto. Due di loro sono di Villa Strada: per noi è un grande motivo di orgoglio”.

A consegnare i riconoscimenti a Tittarelli, Ricci, Marchegiani e Vitali sono stati i testimonial del progetto “Il bullismo nella pre-adolescenza e adolescenza e l’importanza dello sport per la vita”, la campionessa olimpica Valentina Vezzali e l’arbitro della Can A Juan Luca Sacchi. Considerando il palmares alle Olimpiadi dell’ex schermitrice jesina, chissà se questa consegna possa essere di buon auspicio per qualcuno di questi 4 ragazzi: magari non li vedremo a Parigi 2024, ma tutta la Cingoli sportiva si auspica di vedere nel 2028 queste promesse cingolane nello stadio olimpico di Los Angeles.

Giacomo Grasselli

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L’Evento / Valentina Vezzali e Juan Luca Sacchi a Villa Strada di Cingoli per dire no al bullismo e sì allo sport

Giovedì al Centro “Vittoria” il seminario pubblico “Il bullismo nella pre-adolescenza e adolescenza e l’importanza dello sport per la vita”

CINGOLI, 5 aprile 2023 – La campionessa olimpica Valentina Vezzali e l’arbitro della Can A Juan Luca Sacchi domani, giovedì 6 aprile, saranno a Villa Strada di Cingoli come testimonial di un seminario pubblico su tematiche legate al bullismo e all’attività sportiva in generale.

Con questi due personaggi sportivi d’eccezione, infatti, la Polisportiva Victoria organizza l’incontro dal titolo “Il bullismo nella pre-adolescenza e adolescenza e l’importanza dello sport per la vita”, evento clou dell’omonimo progetto della società villastradese. Appuntamento alle 21 presso il centro comunale “Vittoria” della frazione a nord di Cingoli.

L’evento

L’evento è patrocinato dal Comune di Cingoli e dal Coni Regionale, con il contributo del Dipartimento dello Sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la collaborazione dell’Istituto Comprensivo “Enrico Mestica” e del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Il seminario pubblico è volto ad approfondire in un’ottica multidisciplinare e con un taglio concreto il tema degli atti di prepotenza e del bullismo nella pre-adolescenza, anche dopo l’impatto che ha avuto la pandemia sui bambini e gli adolescenti, oltre a promuovere l’importanza dello sport e delle attività ludico-motorie nella vita.

Gli interventi

Dopo i saluti introduttivi del sindaco di Cingoli Michele Vittori, della dirigente scolastica dell’IC “Mestica” prof.ssa Emanuela Tarascio, della sindaca del Consiglio Comunale dei Ragazzi, Vanessa David, e del suo consigliere allo sport, Corrado Carotti, il dott. Giorgio Giorgi, presidente onorario della Polisportiva Victoria e responsabile amministrativo del progetto, modererà gli interventi del seminario.

Prenderanno la parola l’avv. Lorenzo Cignali, giurista, che parlerà di “Profili giuridici e Responsabilità in materia – in particolare il cyberbullismo e il ruolo della Polizia Postale”, e il dottor Massimo Mari, direttore del dipartimento salute mentale dell’Ast di Ancona, il quale, insieme a Jessica Grelloni, discuterà de “Il linguaggio dello sport: una particolare visione del mondo”. Al termine degli interventi, seguirà un dibattito pubblico.

I testimonial

A fare da testimonial all’evento ci saranno, come detto, Valentina Vezzali e Juan Luca Sacchi. La jesina Valentina Vezzali è stata campionessa olimpica di scherma, con 6 medaglie d’oro, una d’argento e due di bronzo conquistate in 5 olimpiadi consecutive (Atlanta 1996, Sydney 2000, Atene 2004, Pechino 2008, Londra 2012). Ha vinto anche 16 medaglie d’oro ai Mondiali e 13 agli Europei.

È stata impegnata nel sociale e nella vita politica nazionale, visto che fino al 22 ottobre scorso è stata sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo sport, oltre ad essere stata deputata della Repubblica Italiana dal 2013 al 2018. Il suo nome è stato legato a Cingoli in varie circostanze, visto che è stata testimonial del Maglificio Pamira e il suo ex marito, Domenico Giugliano, ha allenato la Cingolana Apiro nel febbraio 2014 nel campionato di Promozione.

Juan Luca Sacchi, invece, è un arbitro di Serie A della sezione di Macerata. Ha arbitrato in massima serie per la prima volta il 18 dicembre 2016, in occasione di Udinese-Crotone. Nel 2013 ha vinto il premio Sportilia, mentre nel 2016 è stato premiato all’Italian Sport Awards. In questa stagione ha arbitrato 7 partite di Serie A (tra cui Inter-Salernitana, Verona-Roma e Monza-Inter) e 3 di Serie B. È già stato testimonial di un altro evento della Polisportiva Victoria in questo progetto nel maggio 2022, in occasione della “Settimana europea dello Sport”.

Giacomo Grasselli

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Fabriano / Le atlete della Ginnastica Fabriano incantano alla finale regionale di Miss Italia

Le atlete fabrianesi si sono esibite sulle note di “Perfect” di Ed Sheeran nella versione con Bocelli e hanno incontrato Valentina Vezzali

FABRIANO, 31 agosto 2022 – Le ginnaste fabrianesi hanno stupito e incantato il pubblico della finale Regionale del concorso Miss Italia, a Civitanova Marche.

In una piazza gremita, il pubblico che ha assistito alla finale della più bella delle Marche, è stato ammaliato dalla grazia e leggiadria delle ginnaste pluricampionesse Italiane, che si sono esibite sulle note “Perfect”, la versione di Ed Sheeran con Andrea Bocelli, accompagnate dalla tecnica Lora Temelkova.

La Ginnastica Fabriano, eccellenza del territorio marchigiano e italiano sin dal 1972, ha potuto incontrare il sottosegretario allo sport Valentina Vezzali, anche lei presente alla serata.

Il vice-presidente Maila Morosin, invitata sul palco a presentare le ginnaste, ha voluto ringraziare a nome del presidente e di tutto il direttivo il main sponsor Halley Informatica, eccellenza marchigiana nel settore informatico, che dal 2022 affianca e sostiene la Ginnastica Fabriano.

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JESI / Scherma, buon sangue non mente: i figli della Trillini e Vezzali sul podio

Claudia Rotella, figlia di Giovanna, ha vinto l’oro nel fioretto femminile; Pietro Giugliano, figlio di Valentina, il bronzo nella spada

JESI, 5 aprile 2022 – Nell’ultimo week end, ai campionati (leggi qui…) regionali Cadetti e Giovani svoltisi in Ancona sono andati a medaglia la figlia di Giovanna Trillini, Claudia Rotella, oro nel fioretto femminile, e il figlio di Valentina Vezzali, Pietro Giugliano, nella spada.

Claudia Rotella sul podio con il presidente Angelelli e Valentina Vezzali

Due figli d’arte appartenENti entrambi, e non poteva essere diversamente, al club scherma Jesi.

Non sarà facile per Claudia e Pietro replicare le gesta delle loro illustri mamme ma la strada intrapresa lascia ben sperare.

Nella palestra di via Solazzi Claudia si allena con la mamma Giovanna, Pietro è invece allenato da Mario Ismael Durruthy.

La soddisfazione di quanto è accaduto la Vezzali lo ha scritto sulla propria pagina facebook: “Insieme a Giovanna ne abbiamo vinte di medaglie… ma vedere i nostri figli Pietro e Claudia fare sport e divertirsi è la gioia più bella…”.

(e.s.)

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SCHERMA / Regionali cadetti e giovani: per Jesi 3 medaglie d’oro, 2 argento, 8 bronzo

Sul gradino più alto del podio Claudia Rotella (fioretto cadetti), Francesco Cercaci (fioretto cadetti), Jetmid Giacchetti (spada)

JESI, 4 aprile 2022 – Ottima riuscita ai Campionati Regionali Cadetti e Giovani di Fioretto e Spada svoltisi in Ancona con risultati tecnici importanti conseguiti dagli atleti in gara.

Rotella 1° classificata

Nel Fioretto femminile categoria Cadetti (under 17) il titolo è andato a Claudia Rotella del Club Scherma Jesi davanti a Giulia Carlotti del Club Scherma Pesaro. Terzo posto ex aequo per Margherita Frulla del Club Scherma Jesi e Lucrezia Monti del Club Scherma Pesaro.

Nelle prove maschili di Spada, Tommaso Pensato del Club Scherma Recanati ha ottenuto il 1° posto. Secondo Claudio Lupi del Club Scherma Pesaro e terzi pari merito gli atleti del Club Scherma Jesi Federico Barboni e Pietro Giuliano.

1° classificato Francesco Cercaci

I colori del Club Scherma Jesi, invece, hanno monopolizzato il podio del Fioretto maschile cadetti con Francesco Cercaci che si è aggiudicato il titolo regionale, seguito al 2° posto da Simone Santarelli e da Andrea Chiaramonti e Federico Greganti al terzo pari merito.

La gara di Spada femminile categoria cadetti, ha visto la vittoria di Asia Volpi del Fanum Fortunae Scherma su Alice Armezzani del Club Scherma Fabriano. Terzo posto per Sara Tonelli del Fanum Fortunae Scherma e Lisa Barraco del Club Scherma Jesi.

Jetmir Giacchetti 1° classificato spada

Anche nella spada un oro per Jesi con Jetmir Giacchetti del Club Scherma Jesi è campione regionale di Spada maschile categoria giovani, davanti a Federico Barboni del medesimo club. Terzi ex aequo Mattia Scarpetti del Fanum Fortunae Scherma e Tommaso Pensato del Club Scherma Recanati.

Primo posto nel Fioretto maschile giovani per Marco Proietti davanti a Federico Greganti del medesimo club. Terzi pari merito Luca Ceccolini del Club Scherma Pesaro e Simone Santarelli del Club Scherma Jesi.

Infine, nella gara Spada femminile giovani si è laureata campionessa regionale Alice Armezzani del Club Scherma Fabriano davanti a Sara Tonelli del Fanum Fortunae Scherma. Terze classificate Sara Lonigro del Club Scherma Pesaro e Giulia Francolini del Fanum Fortunae Scherma.

Alla premiazione ha presieduto Stefano Angelelli presidente del Comitato FIS Marche e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo sport Valentina Vezzali oltre all’Istruttore tecnico della nazionale di fioretto femminile e Consigliere Nazionale FIS Giovanna Trillini.

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JESI / Scherma, prove regionali e qualificazioni nazionali: Ascani, Fattori e Trombetti d’oro

L’atleta fabrianese si è imposta nella spada ragazze allieve, la Fattori (scherma Jesi) nel fioretto ragazze allieve, la Trombetti (scherma Jesi) in quello bambine

JESI, 25 ottobre 2021 – Ottimi risultati nel fine settimana al Palascherma di Ancona per quanto riguarda le specialità della scherma a livello giovanile.

Presenti alla manifestazione il presidente regionale Stefano Angelelli e la sottosegretaria allo Sport del Governo nazionale Valentina Vezzali.

Sul podio molti atleti del club scherma Jesi e di quello di Fabriano.

Nella Spada Ragazze Allieve prima classificata la fabrianese Margherita Ascani davanti alle compagne di Club Margherita Zeljkovic e Thea Vignoli.

Margherita Ascani (Fabriano)

Nella categoria Cadetti Giovani Spada primo posto per Antonio Roman Gai, del Club Scherma Pesaro davanti a Jetmir Giacchetti del Club Scherma Jesi. Terzi classificati Federico Barboni del Club Scherma Jesi e Mattia Scarpetti del Fanum Fortunae Scherma.

Nella Spada Femminile Cadetti Giovani, primo posto per Sara Pintucci del Club Scherma Recanati seguita da Alice Armezzani del Club Scherma Fabriano.

Maria Elisa fattori (Jesi)

Nel Fioretto Ragazze Allieve ha vinto Maria Elisa Fattori del Club Scherma Jesi, davanti a Sophia Di Paolo del Club Scherma Ancona. Terze pari merito Zoe Segat del C.S. Jesi e Anna Sofia Cantarini del C.S. Ancona.

Nel Fioretto Maschietti ha prevalso Matteo Olivi del Club Scherma Senigallia, davanti a Enrico Maurino del Club Scherma Jesi e Carlo Secchiaroli del Club Scherma Pesaro.

Emma Venerucci, del Club Scherma Pesaro, prima classificata davanti a Chiara Maltoni del Club Scherma Jesi nella categoria Giovanissime di Fioretto.

Maria Vittoria Trombetti (Jesi)

Maria Vittoria Trombetti del Club Scherma Jesi ha conquistato il podio della categoria Fioretto Bambine, precedendo Fabiola Badiali del Club Scherma Senigallia.

(red)

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CALCIO / Europei 2020: anche un altro jesino a Wembley, Roberto Pellegrini

Insieme al figlio era ad assistere alla gara di finale tra Italia ed Inghilterra. I precedenti che avevano portato fortuna all’Italia

JESI, 14 luglio 2021– Roberto Mancini domenica sera 11 luglio a Wembley per la finale di Euro2020 tra Italia e Inghilterra non era solo.

Certo sugli spalti dello stadio londinese, oltre ai tanti tifosi inglesi, c’erano anche circa 7000 italiani e tra questi, di Jesi come Roberto Mancini, anche il sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali che accompagnava in forma ufficiale il presidente della Repubblica Mattarella.

Ma non erano soli perchè a Wembley c’era anche un altro di Jesi con tanto di felpa che pubblicizzava la sua città di provenienza: Roberto Pellegrini.

Il tifoso leoncello era insieme al figlio in curva a tifare Italia.

 

Porta bene la presenza di uno jesino a Londra ad assistere alle gare dell’Italia.

Ricordiamo come nella stessa Londra nel 2012 quando Elisa Di Francisca nel fioretto femminile singolare e la stessa Di Francesca assieme a Valentina Vezzali nel fioretto a squadre vinsero due ori Olimpici, in quella occasione, con la presenza anche di Stefano Cerioni, che faceva parte della delegazione della nazionale italiana di scherma, c’era anche Michele Cittadini, giocatore di basket nelle file della Sicc Bpa in serie A nella stagione 2004-2005, che in quel periodo lavorava e viveva a Londra.

(e.s.)

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JESI / Scherma: a Cassino gli assoluti di fioretto maschile e femminile

Da mercoledì 26 maggio a giovedì 27. Ieri presentazione dell’evento con la presenza della sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali

JESI, 25 maggio 2021 – Domani mercoledì 26 e giovedì 27 maggio a Cassino si svolgeranno i Campionati assoluti individuali 2021 di fioretto maschile e femminile.

La presentazione della manifestazione che assegnerà lo ‘scudetto 2021’ si è tenuta nei giorni scorsi con la presenza della sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali.

Marini Tommaso

Nel Polo logistico a Piedimonte San germano sulle 32 pedane allestite tantissimi atleti a meno di due mesi dall’inizio delle Olimpiadi di Tokyo si contenderanno il titolo nazionale.

Il programma prevede per mercoledì 26 maggio inizio ore 10 la gara fioretto femminile mentre per giovedì 27 maggio stesso orario quella di fioretto maschile.

Elena Tangherlini

Le fasi semifinali e finali di ogni giornata di gara saranno trasmesse in diretta video streaming su Federscherma TV o sulla pagina Facebook della Federazione Italiana Scherma.

Foltissima la rappresentanza jesina sia di atleti o atlete appartenenti al club scherma Jesi, sia degli jesini di nascita, sia di chi ha vissuto una vita nella palestra di via Solazzi per migliorarsi ed ottenere risultati importantissimi a livello nazionale, europeo e mondiale.

Fioretto Femminile: Elena Tangherlini, Beatrice Monaco, Serena Rossini, Alice Volpi, Lucrezia Cantarini, Matilde Calvanese, Maria Allegra Sorini, Maria Angelica Rossolini, Sofia Giordani

Fioretto Maschile: Tommaso Marini, Francesco Ingargiola, Leonardo Pieralisi, Matteo Bartozzi, Francesco e Marco Vannucci, Simone Santarelli

Intanto nei giorni scorsi a Riccione c’è stato l’anticipo con i campionati nazionali Giovani e Cadetti, under 17 e under 20, sempre di fioretto maschile e femminile.

Buoni i risultati degli atleti del club scherma Jesi con il 6° posto nella categoria Giovani di Maria Allegra Sorini, il 9° di Lucrezia Cantarini e il 10° Matilde Calvanese. In campo maschile 8° posizione per Francesco Cercaci (Fioretto Cadetti).

(e.s.)

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JESI / Ezio Triccoli: su Sky la storia dei prigionieri italiani a Zonderwater

Raccontata dal giornalista Federico Buffa e tratta dal libro di Carlo Annese ‘I diavoli di Zonderwater’ 

JESI, 8 maggio 2021 – E’ in visione in questi giorni sui canali Sky una documentazione a cura di Federico Buffa che racconta la storia di quasi centomila soldati che, fra il 1941 e il 1947, si ritrovarono esiliati in Sudafrica, nel campo di Zonderwater, il più popoloso della Seconda Guerra Mondiale.

La puntata, tratta dal libro di Carlo Annese, dal titolo I Diavoli di Zonderwater e stata trasmessa nei giorni scorsi e sarà disponibile on demand.

La storia parla di come i prigionieri italiani riuscirono a sopravvivere alla guerra grazie allo sport e del colonnello Hendrik Fredrik Prinsloo, un capo illuminato, che capì che a quei giovani bisognava restituire una vita normale e scelse lo sport come alleato proponendo anche gare di scherma.

Tra loro anche la storia di Ezio Triccoli, il compianto maestro jesino che a Zonderwater apprese i primi rudimenti della scherma per poi aprire, dopo la fine della guerra, la scuola jesina prima presso la palestra Carducci poi nella sede Acli di via Pergolesi a cui fece seguito l’attuale destinazione in via Solazzi.

La scuola jesina è ancor oggi sui gradini più alti del mondo con 23 medaglie olimpiche oltre a tantissimi altri trionfi. Quando il maestro Triccolì morì il medagliere del club scherma Jesi contava 525 ori, 308, argenti 407 bronzi.

Tra i suoi campioni Stefano Cerioni, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca.

L’11 luglio 1992, il sindaco di Jesi Ernesto Girolimini ha conferito al maestro Triccoli la cittadinanza benemerita, che aveva fatto seguito alla nomina a commendatore dell’ordine al merito della Repubblica da parte del presidente Francesco Cossiga nel marzo del ‘91 con la seguente motivazione “una vita per lo sport”.

(e.s.)

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CALCIO / Assist di Valentina Vezzali alla nazionale italiana di Roberto Mancini

Autorizzata la presenza per il 25% della capienza del pubblico all’Olimpico di Roma, conditio sine qua non, per gli Europei di giugno

JESI, 13 aprile 2021 – Il sottosegretario allo sport del Governo Draghi, la jesina Valentina Vezzali, ha detto sì per la presenza del pubblico all’Olimpico di Roma per gli Europei di calcio dove la nazionale azzurra allenata da Roberto Mancini sarà una delle protagoniste.

La lettera di conferma la Vezzali l’ha indirizzata al presidente della Federcalcio Gravina che di conseguenza l’ha girata all’Uefa.

Questo era un atto dovuto ed essenziale considerato che l’Uefa senza la presenza, almeno in parte, del pubblico alle partite, non avrebbe dato l’assenso per l’organizzazione delle stesse.

Dunque l’Olimpico vedrà almeno il 25% della capienza di spettatori e l’Italia potrà giocare la prima parte delle gare di qualificazione alla fase finale in casa.

L’inaugurazione avverrà l’11 giugno con Italia – Turchia mentre il 16 giugno ci sarà Italia – Svizzera e il 20 giugno Italia – Galles.

Infine il 3 luglio lo stadio romano ospiterà una partita di un quarto di finale.

La manifestazione si concluderà a Londra con semifinali e finali.

Quello della Vezzali è stata una stoccata vincente ed un assist importante al suo concittadino Mancini Ct dell’Italia.

(e.s.)

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JESI / Mancini e Vezzali, lo sport in Italia parla jesino

Circostanza unica: due personaggi in vetta nelle rispettive mansioni a livello nazionale nati e quotidianamente impegnati nella città di Federico II  

JESI, 14 marzo 2021Roberto Mancini e Valentina Vezzali.

Due personaggi conosciuti nel mondo dello sport e non solo. Due figure di spicco e di riferimento per

continua…




JESI / Fabio Luna: «Valentina riporterà al centro della politica lo sport con voce autorevole e competente»

Per il presidente del Coni Marche oltre ai complimenti la notizia ha reso il mondo dello sport e tutta la regione orgogliosa 

ANCONA, 12 marzo 2021 – A salutare la nomina a sottosegretario con delega allo Sport di Valentina Vezzali è intervenuto il presidente del Coni Marche Fabio Luna.

«Non possiamo che salutare con soddisfazione la nomina di Valentina Vezzali a sottosegretario con delega allo Sport” ha sottolineato il primo dirigente dello sport marchigiano.

“Una notizia che rende il mondo dello sport e tutte le Marche orgogliose» le parole di Fabio Luna che ha aggiunto «Con Valentina sono certo lo sport tornerà al centro della discussione e della programmazione politica e dall’alto della sua esperienza sportiva sul campo – è l’atleta donna più medagliata della storia – saprà dare una voce autorevole e competente al mondo sportivo e credo anche al nostro territorio. Abbiamo sempre detto che le Marche sono terra di sport, dal movimento di base agli alti livelli, oggi possiamo dire fino ai massimi livelli. A Valentina Vezzaliconclude Lunai complimenti del CONI Marche e l’augurio di buon lavoro».

(e.s.)

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JESI / Valentina Vezzali, ministro dello sport nel Governo Draghi

Lo ha anticipato in diretta televisiva ospite della trasmissione “l’aria che tira” su La7 l’ex ministro dello sport Spadafora

JESI, 11 marzo 2021 – Non è solo una indiscrezione perchè poco fa lo ha confermato l’ex ministro dello sport Vincenzo Spadafora ospite della trasmissione di Myrta Merlino ‘l’aria che tira’ su LA7.

L’ex ministro dello sport Vincenzo Spadafora

Il primo ministro Mario Draghi starebbe proprio pensando alla pluricampionessa del fioretto femminile, dunque un tecnico, ma anche un politico considerato che la Vezzali ha avuto esperienza in materia.

Valentina Vezzali Londra 2012

Infatti si era presentata candidata, e poi eletta, alle elezioni politiche del 2013 nelle liste per la Camera dei deputati nelle liste ‘Scelta Civica’ di Mario MontiCome parlamentare ha fatto parte della Commissione cultura, scienza e istruzione occupandosi anche di materie inerenti sport, diritti delle donne, educazione fisica, salute, alimentazione.  

In campo sportivo non ha uguali. Il suo palmares, nella disciplina del fioretto femminile, parla da solo: 3 ori, un argento ed un bronzo olimpici nell’individuale; 3 ori e 1 bronzo a squadre;  5 ori individuali ai campionati del mondo, 10 a squadre. Oltre a tante vittorie in Europa, agli assoluti italiani ed oltre.

La campionessa di scherma è stata anche insignita di onorificenza al merito della Repubblica italiana, medaglie al merito sportivo.

La Vezzali ai giochi olimpici di Londra 2012 è stata la portabandiera azzurra. 

Un compito, quello di ministro allo sport, importante che premia una grande atleta e che adesso dovrà misurarsi con tante realtà e problematiche da risolvere soprattutto dopo la riforma dello sport approvata nei giorni scorsi in Par

Evasio Santoni

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OLIMPIADI / Italia senza inno e senza bandiera, decisione senza precedenti

Chi a Jesi non ricorda o non si è emozionato il giorno delle aperture delle Olimpiadi di Atlanta (1996) e Londra (2012)  

JESI, 25 gennaio 2021Giovanna Trillini, Atlanta 1996, e Valentina Vezzali, Londra 2012.

Chi a Jesi non ricorda o non si è emozionato il giorno delle aperture delle Olimpiadi di Atlanta (1996) e Londra (2012) con l’inno nazionale che accompagnava le due jesine porta bandiere del tricolore d’Italia?

Cerioni, Cittadini, Vezzali, Di Francisca – Londra 2012

Tutti lo ricordano e forse quelle immagini non si ripeteranno più. Forse!

Perchè mercoledì prossimo 27 gennaio il Cio (Comitato Olimpico Internazionbale) annuncerà una notizia senza precedenti: l’Italia non potrà usare il tricolore alle Olimpiadi di Tokyo al via, se sarà confermato, il prossimo 23 luglio. 

Trillini Giovanna Atlanta 1996

La riforma del Coni, indispensabile per partecipare con pieni diritti ai giochi Olimipici, non è stata attuata dal Governo italiano ed il Cio ha pronto il documento di sospensione del Coni Italia.

Una umiliazione per l’Italia, per gli sportivi, per il tricolore, per l’inno di Mameli.

Valentina Vezzali Londra 2012

L’Italia sarà equiparata a Paesi come la Bielorussia e la Russia.

La sospensione del Coni, avrà pesanti ripercussioni anche su Milano-Cortina, i Giochi invernali che l’Italia ospiterà nel 2026 e bloccherebbe anche i finanziamenti e penalizzerebbe ogni disciplina sportiva.

La riforma dello sport, è stata emanata in Italia sotto il governo Lega-M5s, a firma Giorgetti.

L’attuale  ministro Spadafora non è riuscito a sanare.

Il tempo è trascorso ed il giorno del giudizio è inesorabilmente arrivato.

In pratica il Coni ha perso la sua autonomia. Dopo la rinuncia di organizzare le Olimpiadi a Roma ora la perdita di inno e simbolo tricolore.

Qualcuno sta correndo per bruciare le tappe e recuperare in zona Cesarini ma certo l’incertezza governativa del momento non aiuta.

Basterà approvare il decreto prima di luglio 2021? 

Forse si, forse no.

Ma è lo sport italiano, la sua tradizione, i suoi campioni, il popolo sportivo tutto è sul punto di perdere quello che per molto, tanto tempo, ha unito tutti: l’inno nazionale e la bandiera verde bianco rossa che si alzava per raccontare le imprese di tanti campioni nazionali.

E per noi di Jesi anche di quelli di casa nostra.

 

Evasio Santoni

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JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte diciasettesima)

Ori Olimpici nati e cresciuti sportivamente in via Solazzi: Cerioni, Trillini, Vezzali, Di Francisca: Luigi Lenti e Antonio Novelli i pionieri 

JESI, 11 aprile 2020 – Club scherma Jesi: società più titolata al mondo con 23 medaglie olimpiche 14 delle quali d’oro.

Nell’anno in cui si dovevano disputare i giochi olimpici di Tokio 2020 in Giappone questo medagliere poteva anche essere aggiornato in positivo ma se questo accadrà si dovrà attendere un anno in più considerato che la rassegna a cinque cerchi è stata posticipata appunto di un anno.

In questo periodo tutti gli atleti sarebbero stati impegnati nell’affilare le armi di gara per prepararsi al meglio ma sono saltati tutti gli appuntamenti in programma come quelli di Brno (Cze), Goeppingen (Ger) e Budapest per gli europei under 23 e quello di Coppa del Mondo Tauber in Germania.

A Jesi la scherma ebbe inizio nel 1947 grazie a Ezio Triccoli e l’attività prese effettivamente campo alla Palestra Carducci prima di trasferirsi in via Pergolesi.

Luigi Lenti

Il primo vero successo è targato Luigi Lenti e Antonio Novelli nel 1966 e poi Maria Cristina

Pigliapoco Doriana

Triccoli, Gabriella Fracassi, Annarita Sparaciari e Viviana Magini.

Il primo a salire sul gradino più alto del podio in una competizione mondiale fu proprio Novelli nel 1968.

Negli anni successivi prendeva forma il Palazzetto in via Solazzi e ci fu la prima partecipazione Olimpica nel 1976 a Montreal in Canada  con la presenza di Susanna Batazzi, Doriana Pigliapoco, Annarita Sparaciari che conquistarono il quinto posto a squadre di fioretto femminile eliminate ai quarti dalla Francia. Poi il team azzurro nella pool finale per il quinto posto si è imposto su Romania e Polonia.

Ancora due jesine, Batazzi e Sparaciari, quattro anni dopo ai Giochi Olimpici di Mosca.

Poi un’altra jesina viene alla ribalta, Annalisa Coltorti.

La prima medaglia d’oro Olimpica la conquistò a Los Angeles nel 1984 Stefano Cerioni nel fioretto a squadre insieme a Mauro Numa, Andrea Borella, Andrea Cipressa ed Angelo Scuri.

In quell’occasione Cerioni salì sul podio anche nell’individuale giungendo terzo battendo nella finalina il francese Pietruska per 10-5.

Lo stesso Cerioni nel 1988 a Seul arrivò primo nella gara di fioretto individuale superando il tedesco dell’est Wagner.

A quel punto, nel fioretto, iniziò il dominio femminile jesino, a livello mondiale, con protagoniste assolute Giovanna Trillini (4 ori, 1 argento e 3 bronzi olimpici) e Valentina Vezzali (6 ori, 1 argento, 2 bronzi olimpici), mentre sulle pedane di casa le nuove leve, molto promettenti, si facevano largo a suon di stoccate e tra queste Elisa Di Francisca (2 ori, 1 argento olimpici).

Fino a giungere ai tempi moderni con alcuni atleti che si stanno imponendo a livello giovanile come Elena Tangherlini, Tommaso Marini, Francesco Ingargiola, Matilde Calvarese, Beatrice Monaco che promettono davvero bene.

Senza dimenticare Alice Volpi, all’attivo già tanti podi nazionali, europei e mondiali, che si allena a Jesi con Giovanna Trillini e Annalisa Coltorti.

Il medagliere del Club Scherma Jesi è forse tra i più ricchi del mondo.

Olimpiadi: 14 ori, 3 argenti e 6 bronzi.

Poi successi a ripetizione per oltre 1500 altre medaglie tra Olimpiadi mediche, campionati mondiali, coppe del Mondo, mondiali militari,campionati europei, coppa Europa, campionati mondiali giovani, coppa del Mondo giovani, Universiadi, campionati mondiali cadetti, campionati europei cadetti, giochi del Mediterraneo, campionati italiani, campionati regionali.

Per concludere un filmato realizzato nel 2009 dalla collega Laura Tangherlini proprio sulla scherma a Jesi.

(e.s.)

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SCHERMA / Elisa di Francisca nella top ten del decennio 2010-2019

JESI, 1 gennaio 2020 – Nei giorni scorsi le riviste e la critica specializzata ha esaminato e divulgato i nomi dei dieci schermidori e schermitrici mondiali che con i loro successi hanno segnato gli ultimi dieci anni dal 2010 al 2019 della scherma mondiale, in riferimento a tutte le discipline.

Di Francisca oro Londra 2012

Tra essi 5 italiani, tre del gentil sesso e due uomini.

I loro nomi: Elisa Di Francisca (fioretto femminile); Arianna Errico (fioretto e sciabola femminile); Inna Deriglazova (Russia, fioretto femminile); Daniele Garozzo (fioretto maschile); Olga Kharlan (Ucraina, sciabola femminile); Sofia Velikaya (Russia, sciabola femminile); Aron Azilagyi (Ungheria, sciabola maschile); Rossella Flamingo (spada femminile); Paolo Pizzo (spada maschile); Yannick Borel (Francia, spada maschile).

La motivazione per la jesina Di Francisca è la seguente: “Prodotto della gloriosa scuola di Jesi, Elisa Di Francisca non è stata da meno rispetto alle campionesse che l’hanno preceduta e ha iscritto il proprio nome all’albo d’oro delle Olimpiadi, dopo aver conquistato l’oro Mondiale nel 2010: oro a Londra 2012 in una giornata storica per la scherma italiana, argento quattro anni dopo a Rio, a un passo dal riacciuffare la Deriglazova in fuga verso la gloria. Campionessa di eleganza in pedana e di testa, come dimostra la grande rimonta ai danni della stessa russa nella finale a squadre dell’Europeo 2014, e i tanti, tantissimi assalti recuperati quando tutto sembrava perduto”.

Il riferimento “in una giornata storica per la scherma italiana” all’oro di Londra per la Di Francisca è davvero significativo con la fiorettista jesina che in finale aveva battuto Arianna Errigo e poi la medaglia di bronzo di Valentina Vezzali a garantire una davvero storica tripletta tutta italiana.

Ora alle prossime Olimpiadi, quelle di Tokio 2020 in Giappone, mancano pochissimi mesi.

Elisa Di Francisca è sulla strada giusta per trovare la forma migliore e presentarsi ancora una volta protagonista assoluta della sua specialità.

Evasio Santoni

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