Jesi / Assegnato a Daniele Bartocci il premio Eccellenza Italiana 2025

Il giornalista jesino, collaboratore di Vallesina Tv, ha ricevuto in Senato l’ambito riconoscimento

JESI, 21 dicembre 2025 – Il marchigiano Daniele Bartocci, jesino, collaboratore anche di Vallesina Tv, ha ricevuto in Senato il premio Eccellenza Italiana 2025.

Ex addetto stampa Jesina Calcio, Daniele Bartocci ha ricevuto nei giorni scorsi il Premio Speciale per l’Eccellenza Italiana 2025, nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica.

Daniele Bartocci

Una cerimonia alla presenza di esponenti di rilievo del panorama istituzionale e televisivo quali il politico Gianni Letta, Nicola Caputo (Consigliere del Ministro degli Affari Esteri per l’Export e l’Internazionalizzazione della Filiera Agroalimentare) e il conduttore Zona Bianca Giuseppe Brindisi, con gli interventi tra gli altri del Senatore Maurizio Gasparri e del Presidente Confimpreseitalia Guido D’Amico.

“È per me una grande emozione ed un onore ricevere questo speciale riconoscimento Eccellenza Italiana al Senato della Repubblica – ha dichiarato Daniele Bartocci, premiato in diretta sul canale tv del Senato, riconosciuto per il suo impegno proficuo all’interno del panorama sport e food Non è soltanto un riconoscimento individuale, ma un premio che sento di condividere con tutte le persone che mi hanno sostenuto negli anni, dandomi sempre più stimoli per continuare a lavorare con determinazione ed entusiasmo”.

Nato nel 2014 con il patrocinio del Ministero degli Esteri nell’ambito delle Giornate Internazionali dell’Emigrazione con l’Asmef, promosso da Fondazione E-Novation, il Premio Eccellenza Italiana viene consegnato tra Washington e Roma da ormai 12 anni.

Celebra professionisti, realtà imprenditoriali e prodotti italiani di successo che si distinguono per innovazione, sostenibilità, creatività e promozione del Made in Italy nel mondo, valorizzando talento e meritocrazia.

Durante la cerimonia si è parlato anche di emigrazione, di spopolamento dei borghi e del turismo delle radici.

Bartocci, diventato papà da pochi giorni, a tal proposito ha scritto – sul fronte emigrazione – un saggio storico esclusivo sul primo anno italiano di Julio Velasco (Volley Jesi, serie A2 1983/84), sotto lo sponsor Tre Valli), giunto nelle Marche dall’Argentina 42 anni fa, prima di passare alla Panini Modena e diventare uno dei tecnici più vincenti a livello mondiale.

Nei giorni scorsi era stato eletto tra i migliori 40 under 40 d’Europa ai Business Elite Awards Top 40 Under 40 2025.

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Jesi / Grande successo per il pranzo con Velasco, Giardinieri: “da rifare” (fotogallery)

Un pranzo amarcord di straordinario successo: lo storico Volley Jesi Tre Valli (allenato da Julio Velasco nelle annate di serie A2 ’83-84 e ’84-85) emblema puro di amicizia all’interno di una società sportiva

JESI, 30 settembre 2024 –  Divertimento, risate, relax e spensieratezza durante il pranzo amarcord di ieri al Ristorante Da Giovanni by Coconuts (Palombina Nuova).

Ex giocatori, collaboratori, staff, amici ed ex colleghi jesini di Julio Velasco si sono ritrovati intorno alla tavola, in compagnia del ‘Re Mida’ Julio Velasco, per un pranzo all’insegna dell’amicizia e del piacere di stare insieme.

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Un pranzo, organizzato dallo jesino Romano Piaggesi (grande amico di Velasco ed ex coach della Nazionale Italiana Sitting Volley), dove gli storici componenti del Volley Jesi hanno potuto ricordare aneddoti incredibili e indimenticabili esperienze di lavoro.

Unico assente Waldo Kantor: per lui un emozionante video-saluto.

Un’atmosfera piacevolissima, di assoluta convivialità. Il tutto preceduto dall’incontro mattutino alla Palestra Carbonari (rileggi qui…), alla presenza delle autorità cittadine.

Tra sorrisi, risate, amarcord e indelebili (e toccanti!) ricordi di vita sportiva vissuta, non potevano mancare numerosi selfie, flash e video. Il pranzo si è concluso con la foto di gruppo e il forte auspicio di poter riorganizzare in futuro ritrovi emozionanti come quello di ieri. Che altro aggiungere, una gran bella amicizia, celebrata nel migliore dei modi, che va ben oltre le vicende sportive vissute sul parquet.

Certamente un risultato piacevole, molto partecipato e ricco di ricordi, come confermato da alcuni presenti che abbiamo intercettato subito dopo il pranzo, conclusosi intorno alle ore 17 di ieri. “Giornata memorabile e densa di ricordiracconta Anna Vincenzoni, moglie dell’indimenticato patron Sandro Casonicon i ragazzi del 1983 ormai uomini che mi hanno abbracciata e salutata con grande affetto. Mi ha fatto molto piacere che Julio, appena ha preso la parola alla Carbonari, ha parlato con orgoglio di Sandro Casoni e salutato tutti i presenti. Anche Beppe Cormio della Lube mi ha salutata con calore, ricordando con affetto Sandro, e con mia sorpresa è scoppiato anche un grande applauso. A pranzo, al Ristorante da Giovanni by Coconuts, c’è stata molta allegria e sono rimasti tutti soddisfatti di essersi ritrovati dopo oltre 40 anni, con tanto di famiglie, mogli e figli. Alcuni mi hanno perfino chiamato presidentessa, si sono azzardati ad utilizzare questo termine ed è scoppiata un’altra risata…”.

Gli fa eco l’organizzatore Romano Piaggesi a cui va fatto un plauso grande per aver messo in moto una perfetta macchina organizzativa: “Julio è stato felicissimo nel rivedere tutti i suoi ex giocatori e collaboratori. Un’atmosfera fantastica, con persone che si sono ritrovate per la prima volta da quel lontano 1983-84. Una cosa meravigliosa, emozioni difficili da descrivere”.

Altro protagonista Paolo Giardinieri, oggi dirigente alla Clementina Volley in B1.Giornata molto bella e divertente. Ringraziamo Romano per l’organizzazione e Velasco per aver voluto fortemente questa rimpatriata a cui tutti hanno aderito con entusiasmo. Una cosa da rifare assolutamente. Come ho visto Julio al pranzo? In forma ma un po’ stanco sinceramente (ride, ndr), ma è normale dopo le fatiche delle Olimpiadi di Parigi. Adesso tutto il mondo vuole Velasco, è ormai il personaggio del momento. Speriamo possa continuare così. Credo che ora in Argentina si riposerà un mesetto, se lo merita, non è più un bambino (altra risata, ndr). L’abbraccio di ieri della città a Velasco rimarrà negli annali: la tribuna della Carbonari era piena e c’erano anche ragazzi che allora non erano neanche nati ma che hanno sentito parlare di Julio da genitori e parenti jesini. D’altronde Velasco a Jesi girava parecchio per la città, soprattutto il secondo anno, ed è stato sempre molto alla mano”.

Stesso pensiero anche per Alberto Santoni, jesino in pensione e primo vice-allenatore a Jesi di Julio Velasco: “Iniziativa indimenticabile, ben organizzata e a tratti commovente, all’insegna dei veri valori dell’amicizia”.  

A margine di una giornata di successo da evidenziare un’azione che per Velasco resterà indelebile nel ricordo della sua esperienza jesina. Anna Vincenzoni l’ha omaggiato del primo contratto firmato a Jesi:Gli ho portato in dono il primo contratto che ha firmato con Sandro nel 1983 è stato felicissimoci ha raccontato.

Daniele Bartocci

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Jesi / Julio Velasco, grande rimpatriata dopo 41 anni

Cresce l’attesa per il ritorno nelle Marche di Julio Velasco, fresco vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024. Ex giocatori, staff e dirigenti del suo primo club italiano (Tre Valli Volley Jesi, stagioni di serie A2 1983-84 e 1984-85) si ritroveranno domenica 29 settembre per un pranzo amarcord col ‘Re Mida del volley’

JESI, 19 settembre 2024 – “Non sono rimasto affatto stupito dalla medaglia d’oro conquistata con l’Italvolley alle recenti Olimpiadi di Parigi. Conoscendo bene Julio Velasco sapevo che avrebbe fatto un lavoro straordinario”.

Romano Piaggesi

Queste le parole dello jesino Romano Piaggesi, ex allenatore Nazionale Italiana Pallavolo Sordi e Sitting Volley nonché ex collaboratore di Julio Velasco, ancora oggi suo grande amico fuori dal rettangolo di gioco

Ebbene sì, la carriera italiana di Julio Velasco iniziò a Jesi nel lontano 1983, alla guida del Tre Valli Volley matricola di serie A2, sfiorando subito la promozione nel massimo campionato. A distanza di 41 anni dal debutto in Italia del tecnico argentino – proprio nell’anno 2024 in cui la città di Jesi festeggia i 10 anni dalla proclamazione di Città Europea dello Sport – Piaggesi ha deciso di organizzare un pranzo amarcord.

Appuntamento clou fissato per domenica 29 settembre presso il Ristorante da Giovanni by Coconuts (Palombina Nuova), con l’obiettivo di celebrare al meglio il ‘Re Mida del volley’ Julio Velasco.

Una festa al gran completo sotto il segno dell’amicizia: saranno presenti, oltre a Velasco, tutti gli ex giocatori, dirigenti e membri dello storico staff di Velasco targato Tre Valli Volley Jesi (stagioni di serie A2 1983-84 e 1984-85).

Tra essi l’attuale dirigente Lube Civitanova Beppe Cormio, ‘Buby’ Carlos Wagenpfeil, ‘Babbo Scout’ Paolo Giardinieri (personaggio storico della Nazionale Azzurra di Velasco), l’anconetano Roberto Masciarelli (campione d’Europa e del mondo con la Nazionale), Anna Vincenzoni (moglie dell’indimenticabile Presidente del Volley Jesi Sandrino Casoni) e tantissimi altri come Roberto Viscuso, Roberto Velletrani e i figli dell’allora dirigente di spicco Gianfranco Fioretti Gianluca e Giampaolo.

Unica presenza in dubbio quella di Waldo Kantor, che in quegli anni illuminava con le suo giocate la Palestra Carbonari di Jesi: in ogni modo è in programma con lui una calorosa videochiamata durante il pranzo da Giovanni.

Bartocci Daniele

Di Jesi ricordo molto bene il corso. Per me la cosiddetta passeggiata rappresentava un’autentica novità, quella di trovarsi per strada in mezzo alla gente e avere questo piacevole appuntamento con la camminata”, questi i ricordi jesini di Julio Velasco, intercettato di recente dal giornalista marchigiano Daniele Bartocci che in questi anni gli ha dedicato un saggio pluripremiato.  “Spesso portavo anche mia figlia più piccolina lungo Corso Matteotti perché le piaceva prendere le olive con la coca cola. Al Corso Matteotti di Jesi incontravamo un po’ tutti. Questo era il momento più sociale anche perché, per il resto, io facevo solo casa e lavoro in palestra. Se mi sarei mai aspettato di fare questa carriera? Assolutamente no. Come massima aspirazione avevo quella di allenare almeno un anno in A1, prima di tornare in Argentina. E, a dire il vero, non mi aspettavo nemmeno che mi chiamasse la Panini Modena”. 

E’ da parecchio tempo che Julio Velasco chiedeva ad alcuni amici jesini di poter fare una bella rimpatriata con il suo primo club italiano. “Ho deciso di fargli questo regalo dopo il grande successo alle Olimpiadi di Parigi 2024”, fa sapere in queste ore l’amico Romano Piaggesi. “E’ stato in realtà molto semplice organizzare l’incontro del 29 settembre, in quanto tutti gli storici componenti del Volley Tre Valli Jesi hanno aderito con entusiasmo e un’energia contagiosa al pranzo amarcord”.

la redazione di VALLESINATV

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Olimpiadi / Gli jesini Santoni e Vincenzoni: “Julio Velasco? Oro Parigi meritato”

Ricordi e testimonianze indimenticabili del primo Velasco italiano da chi con il coach argentino ha vissuto da vicino l’inizio di una esperienza irripetibile 

JESI, 12 agosto 2024 – Le parole degli jesini Alberto Santoni e Anna Virginia Vincenzoni Casoni. “Abbiamo scritto a Julio, siamo orgogliosi averlo avuto al nostro fianco: medaglia d’oro Parigi 2024 assolutamente meritata”. 

Santoni aggiunge: “Julio Velasco unico nel suo genere. E’ riuscito a creare un gruppo con lItalvolley. Medaglia d’oro Parigi 2024probabilmente oltre ogni tipo di aspettativa. Il primo Velasco italiano? Già ai tempi di Jesi, nel 1983, fece subito vedere di che pasta era fatto. Aveva una mentalità diversa dall’uomo comune, riusciva a tirare fuori il meglio da ogni singolo giocatore di quel nucleo targato Volley Jesi serie A2.Lavorava sulla testa dei giocatori e fece incredibili rivoluzioni in allenamento. Ci allenavamo perfino nel corridoio della Palestra Carbonari, andando poi di corsa fino alla palestra Body Line, tornando poi di nuovo alla struttura del quartiere San Giuseppe a piedi. L’introduzione della pesistica in allenamento? Fu una genialata di Julio.

Parola di Alberto Santoni, ex bancario nato a Jesi (oggi in pensione) e primo vice-allenatore italiano di Julio Velasco (stagione ’83-84).

All’epoca, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, Santoni riuscì a suon di vittorie a trascinare lo Jesi del volley maschile fino ai gradini importanti della pallavolo italiana. In quella società c’erano personaggi incredibili dello sport cittadino: una rete di professionisti che resero possibile l’impresa, portando la Carbonari ad essere un fortino difficilmente espugnabile.Subito dopo aver sfiorato, al fianco di Velasco, l’imminente promozione da matricola (serie A2 ’83-84), per Santoni (che allora lavorava in banca) l’esperienza ad Ascoli (società pallavolistica), in Serie B, trascinandola al fianco di coach Damiani in Serie A2 (’85’).

Ricordiamo che nel 1983-84 lo Jesi di Velasco e Santoni affrontava da matricola il campionato di Serie A2.

Davvero indimenticabile la vittoria al debutto nell’ostico parquet del Catania. Era il 15 ottobre 1983 e la squadra di Velasco (alla prima giornata di campionato) sconfisse per 3-0 una squadra (Catania) che si ‘fregiava’ del titolo di Campione d’Italia negli anni precedenti (’77-78). Chapeau Julio!

Ma soprattutto meriti a Beppe Cormio, attuale Direttore Generale Lube Volley Civitanova, che portò a Jesi Velasco dall’Argentina. Cormio non ha bisogno di presentazioni e oggi è diventato uno dei manager più vincenti del volley internazionale. Una mossa di mercato, quella dell’anno 1983, condivisa da Cormio con l’allora patron della società jesina Sandrino Casoni.

Abbiamo raggiunto in queste ore anche la moglie dell’allora Presidente del Volley Jesi, Anna Virginia Vincenzoni Casoni.

Quasi commossa la dott.ssa Vincenzoni. “Dopo questo bellissimo 3-0 contro gli Stati Uniti, ho scritto subito un messaggino a Julio Velasco, complimentandomi con lui. Davvero emozionante ricordare quegli anni vissuti con lui a Jesi tra il 1983 e il 1985. Una storia indimenticabile!”.

In quegli anni stava nascendo quella che sarebbe diventata la Lube Civitanova dei giorni d’oggi. Poi purtroppo mancò lo sponsor, come ci hanno confermato Paolo Giardinieri e Beppe Cormio in tempi recenti.

 

Daniele Bartocci

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foto di primo piano: Diego Bassotti, Peppe Cormio, Julio Velasco, Alberto Santoni, Romano Piaggesi



Jesi / Beppe Cormio, buon compleanno: “La Jesi del volley poteva vincere tutto…”

Il Direttore Generale della Lube Civitanova si racconta in occasione del suo (quasi) 69° compleanno: “Roberto Mancini in Arabia? Sempre al suo fianco…esperienza a Dubai mi piacerebbe”

JESI, 8 aprile 2024 – Il tempo passa, classe e stile restano.

Erano gli anni ’80, il periodo d’oro del volley griffato Latte Tre Valli Jesi, quando uno sconosciuto Julio Velasco lasciò l’Argentina e sbarcò nella piazza del Verdicchio (leggi qui…) in qualità di Capo Allenatore del team marchigiano (matricola della serie A2 1983/84).

Diego Bassotti, Beppe Cormio, Julio Velasco, Alberto Santoni, Romano Piaggesi

A scoprirlo, nel lontano 1983, un giovanissimo diesse jesino di nome Giuseppe Cormio, allora ventottenne, attualmente diggi di uno dei club più importanti al mondo, la Lube Volley Civitanova. Ebbene sì, Beppe Cormio, il nome una garanzia.

Romano Piaggesi, Alberto Santoni, Bepppe Cormio

Passione, conoscenza, competenza e disponibilità, una ricca dose di ingredienti che rendono il buon Beppe figura rara e stimata nel panorama nazionale e internazionale. E soprattutto uno dei manager più vincenti a livello mondiale (con 32 trofei).

Per il dirigente jesino un curriculum sportivo che non ha bisogno di presentazioni, considerando anche che ha cavalcato un po’ tutte le onde dello sport d’élite, dal basket al volley passando per l’esperienza come Direttore Operativo e Marketing al Siena Calcio nel 2012/13.

Beppe spegnerà 69 candeline il prossimo 12 aprile (nato a Jesi il 12 aprile 1955) e non potevamo non cogliere l’occasione per incontrarlo e fargli qualche domanda.

Un’intervista come piace a lui, a tutto campo e senza filtri, con grande carica ed emozioni, e soprattutto con tante cartucce ancora da sparare. Alla faccia dei quasi 69 anni (e non sentirli!).

69 anni (quasi) e non sentirli. Ci sono trucchi o retroscena di questo incredibile ‘cocktail vincente’ targato Beppe Cormio? 

Alla mia età i compleanni sono come i paletti di uno slalom gigante o speciale. Si evitano, se li prendi li subisci. Non ho idee particolari su cosa fare per il mio compleanno, non sono stato mai infatti fan di compleanni o ricorrenze in genere. Quello che festeggerò è una nuova vita, una buona salute e un sorriso che durante la giornata, quando arriva, non mi coglie mai di sorpresa ma diventa un’abitudine. Queste sono le cose, pensando alla mia persona, a cui tengo di più. Poi è ovvio, penso a tutte quelle persone a me care e festeggiarlo sarà sapere che tutti stanno bene e sono in salute, niente di più e niente di meno.

E’ proprio vero che il vino più invecchia e più diventa buono. Ti senti ormai un personaggio, tra i migliori al mondo, del volley internazionale? E davvero non hai ingredienti segreti che ti hanno consentito di diventare uno dei manager più vincenti a livello internazionale?

Il personaggio cambia, ma in realtà chiamarlo personaggio mi fa un certo effetto. Il termine persona è più corretto, non mi sento sicuramente un personaggio. La persona cambia perché purtroppo invecchia e fortunatamente matura, impara tante cose. Passa da semplice addetto stampa nella pallavolo che conta, il primo anno nel ‘90 a Padova, a team manager, e a direttore commerciale e direttore generale. Fa una carriera tanto fortunata, perché ho sempre trovato società e persone meravigliose che mi hanno dato fiducia. E solo così si può riuscire a lavorare 35 anni in un mondo che è un mondo piccolo e che stava nascendo in quel momento

Cormio anni ’80 vs Cormio del nuovo millenni: quanto e cosa è cambiato?

Sicuramente ci sono stati dei cambiamenti. Cambia perché il Beppe degli anni ‘80 era un sognatore, il Beppe del 2024 è una persona che ragiona sulla realtà, sugli eventi, avendo in mano la possibilità di gestire meglio il suo presente. Cambia perché il Beppe degli anni ‘80 ha davanti tutto i suo futuro; il Beppe del 2024 spera di avere ancora un po’ di futuro davanti. In realtà vincere per me è stato un po’ quello che è accaduto nella vita con i figli. Sono arrivato a quasi 40 anni che non ne avevo, poi ne ho fatti 5. E la vittoria è stata lo stesso. Sono arrivato a 40 anni che non avevo vinto neanche la coppa della parrocchia sotto casa, poi sono arrivati tanti trofei, credo siano 32 trofei in tutte le competizioni nazionali e internazionali. Non ci sono trucchi, c’è la fortuna di trovare persone che credono in te e che ti danno la possibilità di comporre squadre vincenti con grandi campioni

Ci sarà anche un po’ di fiuto e competenza, dai, non essere troppo modesto. 32 trofei sono davvero tantissimi

Indubbiamente c’è anche un po’ di fiuto nel pescare qualche sconosciuto che poi diventa campione; fiuto nell’arrivare prima degli altri, soprattutto di metterli insieme e di saperli gestire. Ho avuto la fortuna di lavorare con i più grandi allenatori al mondo: i miei allenatori sono stati Velasco, Prandi, Pupo Dall’Olio, Fefè de Giorgi, Chicco Blengini, Medei. Forse dimentico qualcuno però sicuramente sono fra gli uomini che hanno caratterizzato la pallavolo mondiale e che mi hanno dato e insegnato tanto. Mi ritengo un uomo fortunato e in particolare un uomo che è riuscito a lavorare nello sport permettendosi due divagazioni, per così dire, nel basket e calcio di Serie A. Sono sempre riuscito a lavorare e rimanere a galla con buoni rapporti con tutti. Forse il segreto è stato questo. Saper ingoiare qualche rospo amaro, saper sorridere a tutti ed essere disponibile sempre. Se devo riconoscere a me stesso un merito, o un pregio, direi che sono stato sempre disponibile con tutti, dal dirigente di terza categoria al collega più bravo di me di Superlega

Viaggiamo indietro nel tempo. Che ricordi hai del magico volley jesino che, promozione dopo promozione, sognava la serie A1?

Tanti ricordi emozionanti. Vincemmo quasi per caso, o comunque senza avere ad inizio stagione molta speranza, un campionato di Serie B, ritrovandoci in A2 nel 1983 con una squadra fatta di elementi locali. Una formazione composta da ragazzi in prevalenza da Falconara e con qualche innesto di giovani del vivaio di Jesi. Andare in serie A voleva dire cambiare completamente registro. In quegli anni nasceva tra l’altro la Liga Volley: io sono stato uno dei fondatori proprio nel 1983. Ebbene, con il volley Jesi targato Tre Valli andammo a sfidare questa categoria (A2), cominciando dallo scegliere un allenatore a tempo pieno. L’idea era quella di avere un allenatore che potesse stare con noi dalla mattina alla sera, e pensare a come organizzare la società. La scelta cadde, su suggerimento dei due argentini che ero riuscito a portare a Jesi (Waldo Kantor e Carlos Wagenpfeil, ndr), sul viceallenatore della nazionale argentina. Un tecnico argentino che l’anno precedente aveva ottenuto – da secondo allenatore ma in realtà era il primo – un terzo posto ai campionati del mondo con una nazionale di atleti sconosciuti poi finiti tutti in Italia. Di Velasco mi aveva parlato bene anche Tarcisio Pacetti che all’epoca era uno dei più importanti dirigenti italiani del mondo della pallavolo. E quindi scelsi di prendere Julio Velasco, e di portarlo a Jesi dall’Argentina. Devo dire che il passaggio dalla B alla A2 fu veramente una cavalcata… Il rimanere saldamente attaccati alla A2 fu addirittura facile

Che tipo di squadra era quella che affrontò da matricola (annata 1983-84) la Serie A2? Ancora oggi che sensazioni provi in merito?

Un’annata difficile da dimenticare. Una squadra composta da giocatori bravi come Pozzi, Fanesi, Esposto. A loro si aggiunsero dei campioni come Waldo Kantor e Carlos Wagenpfeil, che ci diedero la possibilità al primo anno di sfiorare la promozione in A1. Perdemmo la partita decisiva in casa: ci bastava vincere contro Santa Croce, invece perdemmo. Probabilmente fu un gioco dettato dall’emozione

E la seconda stagione di Julio Velasco alla guida del Volley Jesi (1984-85)? Fu un po’ meno positiva rispetto alla precedente, ce lo puoi confermare? 

Ci riprovammo, inseriti nel girone nord che era un girone molto più difficile ed arduo rispetto al sud. Comprammo giocatori giovani, cambiando completamente il nostro progetto. Andammo a fare spesa nella nazionale juniores di volley. Portammo ragazzi molto interessanti come Viscuso, Martinelli, Velletrani, che si aggiunsero ovviamente ai nostri due argentini e ai migliori ragazzi di Falconara che avevamo ancora con noi.  Purtroppo in quella stagione fallimmo per modo di dire, perché arrivammo quarti. Non riuscimmo ad ottenere quella che a quel punto era l’importante promozione in A1, che ci avrebbe tenuto molto legati ad uno sponsor già importante… ad un’azienda leader nel suo settore quello del latte e derivati. E la Tre Valli, all’epoca diretta dal Dottor Conti, ci era molto vicina e ci teneva moltissimo al salto di categoria. Non ci riuscimmo appunto e arrivammo quarti: lì si spensero tante delle nostre speranze, anche se poi continuammo chiaramente ad organizzarci e a portare avanti il nostro lavoro.

L’allenatore di Jesi Julio Velasco andò poi a Modena, sponda Panini. Onestamente Beppe: come mai decidesti di non raggiungerlo in Emilia?

Ricordo che già a dicembre Julio Velasco era stato contattato dalla più grande società italiana che era la Panini Modena. Lui aveva scelto quella strada, io avevo scelto di non andare con lui e forse questo è stato un mio errore.  Con Velasco andò lo jesino Paolo Giardinieri; io rimasi a Jesi a provare a fare il giornalista e a tirar su un’altra squadra che potesse tornare nella massima serie

Svelaci ora qualche aneddoto indimenticabile vissuto alla Tre Valli Jesi negli anni Ottanta

Aneddoti? Ce ne sono tantissimi, è successo di tutto in quegli anni. Dallo scordarci uno dei giocatori più importanti a Jesi, partendo per Roma, lasciandolo a casa e trovarcelo che rimontava il pullman sulla statale 16 all’altezza di Moie. Il tutto facendo segno con la mano ‘io sono qui in macchina’. Era Carlos Wagenpfeil, ce lo avevamo dimenticato a Jesi

Altro aneddoto, che vogliamo riportare, è quello legato al Velasco in auto. Ce lo confermò di recente lo stesso Cormio

Riusciva ad esprimersi molto bene in campo, molto meno nel guidare la macchina. Ora per fortuna è migliorato alla guida. In quegli anni riuscì a demolire un’auto societaria, nella zona di Fabriano, mentre si stava recando a Roma da un suo conoscente. Oppure ricordo con piacere l’episodio vissuto con lui alla vigilia del mondiale Juniores in Francia. Dovevamo viaggiare e guidare per 14 ore di seguito; i patti erano chiari ovvero dovevamo darci il cambio. E invece Julio si svegliò in Francia, per me fu tutta una tirata

Ma ci sono tanti bei ricordi anche legati alla prima trasferta in campionato a Catania (Serie A2) nell’ottobre 1983. Jesi sconfisse per 3 a 0 una società scudettata

Esattamente. E’ forse uno degli episodi più belli. Arrivammo, dopo un lungo viaggio in pullman, fino a Roma e da Roma a Catania in aereo. Quando arrivammo in Sicilia, Catania stava vivendo un periodo molto complicato tra attentati e malavita mafiosa che stava facendo da padrona. Velasco, che era arrivato da meno di un mese in Italia, aveva il sogno di vistare l’Italia e anche la Sicilia. Arrivati lì, infatti, sapeva molto meglio di me quali erano i quartieri più belli della città, da poter visitare… Arrivammo alle 8 di sera, alle 9 mangiammo. E alle 10 Julio voleva uscire. A questo punto il portiere dell’albergo ci dice che non potevamo uscire.  Ci disse: questa è via Etnea, appena entrate nei vicoli di Catania vecchia rischiate la pelle di notte… Velasco non ne volle sapere e disse subito: io magari sto un anno in Italia e poi torno per sempre in Argentina. Voglio vedere tutto! Io personalmente lo accompagnai con fare un po’ sospetto, ci aggirammo in questi vicoli e alla fine fortunatamente filò tutto liscio. Ricordo che uscimmo senza soldi e senza orologio, ma era davvero un momento difficile lì. Nemmeno un mese dopo, esattamente davanti a quell’hotel che si chiamava hotel Etna in via etnea e di fronte aveva l’Upim, scoppiò una bomba che distrusse proprio l’Upim, con danni alle persone piuttosto importanti

Insomma, Jesi stava per diventare la Lube dei giorni d’oggi, poi purtroppo mancò lo sponsor, ce lo hai detto anche di recente. Potrà mai tornare, veramente, quel periodo d’oro del volley jesino?

Questa è una speranza, ci vuole la palla di vetro e occorre sapere se qualcuno si appassiona perché a Jesi non mancherebbe davvero niente. E’ una città che allo sport ha dato tanto e credo a livello mondiale… Una città che, nel rapporto tra numero abitanti e medaglie vinte alle Olimpiadi, è al primo posto. Quindi è una località che vive di sport, ha buone attrezzature sportive che possono garantire questo cammino. Poi servono idee e soldi. Serve chi finanzia le idee; e le due cose vanno di pari passo. Qualcuno deve avere le idee e poterle mettere in pratica. Al tempo stesso qualcuno deve dare a questa persona la possibilità di farlo. A dire il vero c’è stata un’opportunità anche nel femminile con la famiglia Pieralisi che ha portato per tanti anni la pallavolo femminile ad altissimi livelli. E’ mancato qualcosa a tal proposito? Io avrei potuto forse fare di più, qui mi sento un po’ in colpa perché firmai un contratto con l’Ingegner Pieralisi e 3 giorni dopo mi tirai indietro. Questo perché in quei giorni intervennero degli episodi e delle situazioni che non mi erano piaciute. E chiesi dunque la possibilità di uscire da quel contratto. Certo, non credo che io avrei risolto la situazione di Jesi ma quella era una Jesi che veramente poteva vincere veramente tutto, a livello mondniale, perché aveva davvero la migliore organizzazione, la migliore persona in assoluto, la più appassionata e quella che metteva più finanza in quel momento in tutta Italia. Quello è un grande rammarico. Potrà tornare il periodo d’oro del volley jesino? Speriamo, me lo auguro. Se devo dare una mano io ci sono sempre, come ho sempre detto

Gli anni d’oro del volley jesino contro il Beppe d’oro di tutti questi anni. La tua straordinaria carriera potrà proseguire ancora per tanti anni, ne siamo convintiDove ti vedremo da qui in avanti? O meglio ancora, dove ti vedi in futuro? 

Alla Lube Civitanova fino a quando mi vorranno. Nel senso che in questi anni ho avuto tante proposte anche allettanti, ma mi è sempre piaciuto pensare di essere un uomo di questa società, finché mi vorranno. E credo non ci siano grossi problemi perché questa della Lube è una proprietà illuminata. E c’è cuore. A volte magari non si è d’accordo su certe cose, però capisco che io sono una persona alla quale la proprietà della Lube vuole bene. Questa è la cosa più importante. Non è solo la stima ma considerare una persona quasi uno di casa

E se un giorno sarà addio alla Lube Civitanova? Facciamo un attimo questa ipotesi

So che questo può finire, può cambiare. In quel caso busserò alla porta degli Emirati Arabi e cercherò di lavorare a Dubai che è una cosa che mi piacerebbe fare

Pronostici sulla pallavolo italiana. Qual è il tuo commento sugli europei?

Euro 2024 un bel banco di prova perché adesso l’Italia è tra le nazioni favorite, tra le nazionali più forti. Non credo abbia una strada spianata per arrivare facile facile a giocarsi il titolo. Penso che è una squadra che dovrà soffrire, però sono sicuro che abbia le caratteristiche morali per saper soffrire. Ha giocatori che si sono rinforzati e affermati, diciamo che almeno 4 giocatori sono di altissimo livello e potrebbero rivincere l’europeo; ritengo a tal punto Balaso, Giannelli, Michieletto e Lavia tra i migliori in assoluto, nel ruolo, a livello mondiale. Penso che debba trovare forza e conferme al centro, e così nel ruolo di opposto. Se saprà, come già ha saputo fare, regalarci centrali in buona forma, e un Romanò capace di dare un grande contributo come è stato quando l’Italia ha vinto, non escludo che possa vincere. Al tempo stesso ricordiamoci però di Francia e Polonia che a mio avviso devono essere di diritto considerate le favorite

Piccola curiosità: un tuo ritorno nel calcio, dopo l’esperienza di Siena, potrà essere in futuro una valida alternativa al pianeta volley?

Ormai non credo ci siano l’opportunità, il tempo e l’occasione. Il calcio per me ha rappresentato un’esperienza importante ma di quelle che confermano che è positivo stare lontano dal calcio. Direi di no, dunque…. Del calcio mantengo grandi amicizie con dei calciatori, soprattutto con dei colleghi, segretari, segretarie, amministrativi, ufficio stampa e con tutto ciò che ruota intorno ai vertici di una società. Ed è ancora qualcosa che io apprezzo; faccio parte ancora oggi di un club che racchiude allenatori e dirigenti che sono passati dalla città di Siena, quando era in serie A. A tal proposito non può non far piacere esserci, sentire i miei ex colleghi e continuare a parlare di calcio con persone come Serse Cosmi, Beppe Iachini, Mario Beretta per citare qualche allenatore. Lo posso ribadire: col calcio direi che ho chiuso

Roberto Mancini, Valentina Vezzali, Alessandro Gabrielloni e tanti altri nomi importanti nella Jesi dello Sport. Qual è il tuo commento a riguardo?

Ce ne sono chiaramente numerosi altri rispetto a quelli che hai citato. Questi sono solo alcuni nomi che fanno capire come lo sport a Jesi sia importante e abbia espresso tanto

Capitolo Nazionale Azzurra. Ti aspettavi, con tutta onestà, l’addio di Roberto Mancini?

Roberto Mancini in Arabia è un fatto che ha fatto discutere tantissimo. E’ stata una scelta improvvisa, che tutti hanno così abbinato all’incredibile guadagno che lui avrebbe avuto firmando quel contratto. Io penso che alla base ci fosse altro. E ho anche il sospetto di cosa ci possa essere stato per andarsene in quel momento dalla Nazionale, dopo aver vinto l’europeo ed esser diventati così popolari… Io personalmente sono dalla parte di Roberto, sempre. Seconda cosa che vorrei dire: io amo moltissimo il mondo arabo, mi incuriosisce da morire. Ho parlato prima di Dubai anche se lui non sta a Dubai, bensì in un paese molto più difficile e complesso anche dal punto di vista politico. È’ indubbiamente un’esperienza di vita importante, ci vuole anche il coraggio a farla. Si guadagna molto. Ma se uno guadagna molto… evidentemente ha anche meritato questa opportunità. Quindi Roby approvato

Valentina Vezzali da figura politica all’Isola dei Famosi, era assai difficile immaginarselo. Condividi questo nuovo percorso di Valentina? 

Valentina Vezzali è una persona che, solo a nominarla, ci inorgoglisce come jesini e come italiani nel mondo. Valentina è un nome di assoluto livello. Ho avuto modo di apprezzarla nel suo ruolo politico quando, nel Ministero dello Sport, abbiamo insieme elaborato alcune cose. Adesso è fuori e una politica che passa all’Isola può destare qualche perplessità. Credo tuttavia debba sentirsi viva, è donna, mamma, persona intelligente. E dà lustro a tutte le cose che la vedono coinvolta. Sono dunque felice di poterla vedere in tv. Di persona ci vediamo poco anche se facciamo parte di uno stesso CDA

Un tuo breve giudizio riassuntivo su Julio Velasco, nuovo CT dell’Italvolley che si prepara al percorso verso le Olimpiadi di Parigi 2024

Sono contento che Julio sia tornato ai vertici della pallavolo, stavolta nel femminile… Una persona alla quale non posso che essere molto legato. L’ho fatto venire io in Italia e siamo rimasti sempre l’uno vicino all’altro. Piccola curiosità, il Sole 24 Ore Radio 24 ci ha anche dedicato una bellissima puntata che si chiama Destini Incrociati: due persone sconosciute si conoscono e la conoscenza cambia a ciascuno il destino di una vita. Io l’ho cambiata a Velasco di sicuro ma anche lui ha cambiato la mia, portandomi a fare questo mestiere. Gli voglio bene, gli devo tanto, forse anche lui mi deve qualcosa. Siamo molto legati. Che dire, sono veramente orgoglioso che sia tornato al vertice del volley… Un forte in bocca al lupo per il suo nuovo percorso

Sullo jesino Alessandro Gabrielloni, che sogna la Serie A col Como, e più in generale sul mondo del calcioqual è il tuo pensiero?

Gabrielloni è un giocatore che chiaramente sogna la serie A. E nel calcio è tutto molto più difficile. Ricordo che quando arrivai nel calcio in serie A, durante il primo ritiro che abbiamo fatto, avevo le telecamere di tutte le tv del mondo, per l’intera giornata, davanti al nostro hotel. Il motivo? Avevamo un giocatore, Mattia Destro, che aveva segnato un sacco di gol nella stagione precedente ed era dunque nel mirino di tante squadre di tutto il momento. Per questo motivo, da un momento all’altro, sarebbe potuto andar via. Tante auto (con telecamere…) erano parcheggiate davanti all’albergo perché volevano cogliere l’attimo, che poi arrivò dato che Destro andò alla Roma per un sacco di soldi. Nonostante ciò, Mattia Destro non fece poi tutta questa carriera. Perché il calcio è così. Ti punisce oltre i meriti, oltre la serietà, oltre l’impegno. Ci sono meccanismi, nel calcio, che solo entrandoci dentro si possono capire. E in realtà non sono sempre interessanti da capire. Concludo con un forte in bocca al lupo a Gabrielloni:  un augurio vero per un grande futuro. Non lo conosco di persona ma spero che Gabrielloni possa fare una grande carriera

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intervista a cura di Daniele Bartocci che cordialmente ha concesso di pubblicare al nostro giornale VALLESINATV



Jesi / Julio Velasco è il nuovo Ct della nazionale italiana di pallavolo femminile

Il saluto di Samuele Animali: “Oltre a Mancini e Cerioni, in bocca al lupo all’altro “nostro” CT”. Il nuovo coach prenderà in mano le redine della squadra dal 1 gennao 2024

JESI, 8 novembre 2023 – La Federazione Pallavolo ha deciso per Julio Velasco nuovo Commissario Tecnico della nazionale italiana di pallavolo femminile.

Succede a Davide Mazzanti.  Il tecnico argentino, era già stato Ct dell’Italia in rosa tra il 1997 e 1998 e Ct dell’Italia al maschile dall’89 al ’96.

Il palmares di Velasco con la nazionale è di primordine: argento olimpico ad Atlanta nel 1996 contro l’Olanda, 3 ori europei, 2 titoli mondiali e 5 vittorie nella World League, oltre ad altri numerosi trofei.

L’incarico partirà dal 1° gennaio e il coach sarà presentato martedì 21 novembre presso il Centro Federale Pavesi di Milano.

Come tutti sanno Velasco è molto legato a Jesi, il suo primo club da allenatore, portato da ‘Beppe’ Giuseppe Cormio, allora direttore sportivo della Tre Valli, e dal presidente Sandrino Casoni nel 1983 in serie A2.

 

In piedi Giuseppe Cormio accanto a Julio Velasco nel 1983 e Sandrino Casoni

La notizia è stata salutata dal vice Sindaco nonchè assessore allo sport del Comune di Jesi Samuele Animali: “Oltre a Mancini e Cerioni, in bocca al lupo all’altro “nostro” CT”.

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AMARCORD / Volley: Jesi in serie A con la Tre Valli, Ipersidis e Monte Schiavo

Julio Velasco e la serie A; la palestra Carbonari troppo piccola, il palazzetto dello sport di via Tabano grazie all’allora assessore Rocchetti; le finali scudetto della Monte Schiavo

JESI, 3 maggio 2020 – Il periodo d’oro della pallavolo jesina maschile è targata Julio Velasco mentre in quella femminile il Palatriccoli è stato teatro del film della serie A1 con le ragazze che hanno scritto anche pagine importanti della storia del volley nazionale.

Palestra Carbonari

La storia della pallavolo maschile inizia praticamente nel 1982 con l’allora Tre Valli che vince il campionato e sale in A2.

Due campionati di serie A ai massimi livelli, giocati alla palestra Carbonari, a volte strapiena oltre ogni limite, con un secondo e quarto posto.

Poi la squadra cambia nome, diventa Illy Jesi, e nel campionato 1985-86 retrocede in serie B.

Ancora un cambio di casacca con Ipersidis primo sponsor e di nuovo nel 1986-87 la promozione in A2 è cosa fatta: 1988 (4° posto), ’89 (12°), 1990 (10°).

Nel 1991 il volley Jesi ritorna in serie B.

L’esordio in serie A di Jesi avvenne nell’ottobre 1983 a Catania allenatore Julio Velasco, vice Alberto Santoni.

Casoni Sandro, presidente

Il sestetto sceso in campo era composto da Giannini, Kantor, Esposto, Petrelli, Wagenpfiel, Fanesi.

Altri componenti la squadra Martelli, Scortichini, Quartini, Sasso, Squartini, Pigliapoco, Pozzi.

Jesi vinse 3-0: 10-15, 7-15, 11-15.

La stagione successiva 1984-85 Velasco fu confermato dal presidente Sandrino Casoni e dal direttore sportivo Giuseppe ‘Beppe’ Cormio.

In squadra anche Roberto Masciarelli, Martinelli, Velletrani, Cecato, Viscuso, Kantor, Wagenpfeil, Fanesi, Petreli, Martelli, Pigliapoco e Pozzi.

La stagione successiva Velasco prese la strada di Modena e ritornò a Jesi nel giugno 1987 con la Panini

Amarcord Tre Valli

avversario della Kutiba Falconara.

Un Palazzetto dello Sport di via Tabano, fortemente voluto dall’allora assessore allo sport del Comune di Jesi Leonello Rocchetti, inaugurato per l’occasione, occupato dal oltre 4000 spettatori, per la finale scudetto.

Scudetto poi vinto dalla squadra di Velasco.

L’altra apparizione in serie A per Jesi nel 1988-89.

L’anno precedente la squadra di Lamberto Giordani, sempre con Cormio direttore sportivo, e Sebastiano D’Onofrio presidente, targata Ipersidis vince la serie B.

La squadra era così composta: Petrini, Bocchini, Pozzi, Lucconi, Angelucci, Badiali, Cerioni, Giuliani, Lucchetti, Mancinelli, Moretti, Pigliapoco.

La stagione della serie A, al vertice del club Gianfranco Fioretti, il riconfermato coach Giordani può contare su: Bocchini, Giuliani, Lucchetti, Mancinelli, Moretti, Pigliapoco, Lucconi, Badiali,  Zappoli, Petrov. 

9 marzo 2016 Palazzo dei Convegni

Il 9 marzo del 2016 con il supporto del Comune di Jesi e del Panathlon, organizzato dal Volley Cub Jesi con la collaborazione attiva di Marco Massaccesi, a Palazzo dei Convegni è andato in scena l’evento “volley Jesi riabbraccia la sua storia”.

Ospiti d’onore, Waldo Kantor e Peppe Cormio.

All’appuntamento erano presenti Roberto Masciarelli e Gianfranco Fanesi, giocatori dell’allora Tre Valli, l’attuale presidente del sodalizio Mario Rango, Sandrino Casoni, Alberto Santoni ed altri.

 

 

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Dal maschile al femminile la strada è breve.

La pallavolo Giannino Pieralisi nasce nel 1969 e dopo decenni di attività nel 1983-84 sale in serie A2.

Cinque anni consecutivi di A2, dove sfiora la massima serie, ma poi retrocede in B dopo il campionato 1988-89.

Nuova promozione in A2 nel 1995-96.

L’obiettivo della serie A1 viene centrato a conclusione del campionato 2000-2001.

Nella massima serie nazionale la Monte Schiavo Banca Marche diventa una protagonista assoluta e nel 2005-2006, dopo aver ottenuto il quinto posto a conclusione della stagione regolare, accede alla finale scudetto sconfitta da Bergamo 3-0.

I parziali: 3-1 (16-25, 25-21, 25-22, 25-15); 1-3 (25-19, 16-25, 26-28, 21-25); 3-0 (25-17, 25-19, 25-22).

La squadra jesina allenata da Emanuele Fracascia era composta da: Petkova, Togut, Orazi, Kilic, Arimattei, Marinova, Borgogelli, Ritschelova Marcela, Zilio, Mifkova, Aldrich, Cimoli.

Altra finale scudetto la stagione successiva, dopo un secondo posto in campionato, ed ancora sconfitta questa volta da Perugia sempre per 3-0.

Gara1, 2-3: 23-25, 25-15, 21-25, 25-22, 13-15; gara2, 3-0: 25-23, 25-20, 25-22; gara3, 0-3: 18-25, 13-25, 27-29.

La formazione jesina allenata da Marcello Abbondanza era composta da Petkova, Togut, Orazi, Giogoli, Marinova, Rinieri, Bown, Zilio, Carvalho, Imprescia, Calloni, Bartolini, Padua, Travaglini, Cella, Zamora.

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Insomma anche il volley a Jesi ha avuto le sue stagioni da protagonista salendo alla ribalta del panorama sportivo nazionale.

Una disciplina che ha avuto altre storie fantastiche proprio a Jesi e che nei prossimi giorni avremo modo di raccontare e approfondire.

Evasio Santoni

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Si ringrazia per la collaborazione e per il materiale fotografico: Anna Vincenzoni, Marco Massaccesi, Daniele Bartocci, Pierino Gagliardini, Tiziano Lenti