Jesi / Grande successo per il pranzo con Velasco, Giardinieri: “da rifare” (fotogallery)

Un pranzo amarcord di straordinario successo: lo storico Volley Jesi Tre Valli (allenato da Julio Velasco nelle annate di serie A2 ’83-84 e ’84-85) emblema puro di amicizia all’interno di una società sportiva

JESI, 30 settembre 2024 –  Divertimento, risate, relax e spensieratezza durante il pranzo amarcord di ieri al Ristorante Da Giovanni by Coconuts (Palombina Nuova).

Ex giocatori, collaboratori, staff, amici ed ex colleghi jesini di Julio Velasco si sono ritrovati intorno alla tavola, in compagnia del ‘Re Mida’ Julio Velasco, per un pranzo all’insegna dell’amicizia e del piacere di stare insieme.

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Un pranzo, organizzato dallo jesino Romano Piaggesi (grande amico di Velasco ed ex coach della Nazionale Italiana Sitting Volley), dove gli storici componenti del Volley Jesi hanno potuto ricordare aneddoti incredibili e indimenticabili esperienze di lavoro.

Unico assente Waldo Kantor: per lui un emozionante video-saluto.

Un’atmosfera piacevolissima, di assoluta convivialità. Il tutto preceduto dall’incontro mattutino alla Palestra Carbonari (rileggi qui…), alla presenza delle autorità cittadine.

Tra sorrisi, risate, amarcord e indelebili (e toccanti!) ricordi di vita sportiva vissuta, non potevano mancare numerosi selfie, flash e video. Il pranzo si è concluso con la foto di gruppo e il forte auspicio di poter riorganizzare in futuro ritrovi emozionanti come quello di ieri. Che altro aggiungere, una gran bella amicizia, celebrata nel migliore dei modi, che va ben oltre le vicende sportive vissute sul parquet.

Certamente un risultato piacevole, molto partecipato e ricco di ricordi, come confermato da alcuni presenti che abbiamo intercettato subito dopo il pranzo, conclusosi intorno alle ore 17 di ieri. “Giornata memorabile e densa di ricordiracconta Anna Vincenzoni, moglie dell’indimenticato patron Sandro Casonicon i ragazzi del 1983 ormai uomini che mi hanno abbracciata e salutata con grande affetto. Mi ha fatto molto piacere che Julio, appena ha preso la parola alla Carbonari, ha parlato con orgoglio di Sandro Casoni e salutato tutti i presenti. Anche Beppe Cormio della Lube mi ha salutata con calore, ricordando con affetto Sandro, e con mia sorpresa è scoppiato anche un grande applauso. A pranzo, al Ristorante da Giovanni by Coconuts, c’è stata molta allegria e sono rimasti tutti soddisfatti di essersi ritrovati dopo oltre 40 anni, con tanto di famiglie, mogli e figli. Alcuni mi hanno perfino chiamato presidentessa, si sono azzardati ad utilizzare questo termine ed è scoppiata un’altra risata…”.

Gli fa eco l’organizzatore Romano Piaggesi a cui va fatto un plauso grande per aver messo in moto una perfetta macchina organizzativa: “Julio è stato felicissimo nel rivedere tutti i suoi ex giocatori e collaboratori. Un’atmosfera fantastica, con persone che si sono ritrovate per la prima volta da quel lontano 1983-84. Una cosa meravigliosa, emozioni difficili da descrivere”.

Altro protagonista Paolo Giardinieri, oggi dirigente alla Clementina Volley in B1.Giornata molto bella e divertente. Ringraziamo Romano per l’organizzazione e Velasco per aver voluto fortemente questa rimpatriata a cui tutti hanno aderito con entusiasmo. Una cosa da rifare assolutamente. Come ho visto Julio al pranzo? In forma ma un po’ stanco sinceramente (ride, ndr), ma è normale dopo le fatiche delle Olimpiadi di Parigi. Adesso tutto il mondo vuole Velasco, è ormai il personaggio del momento. Speriamo possa continuare così. Credo che ora in Argentina si riposerà un mesetto, se lo merita, non è più un bambino (altra risata, ndr). L’abbraccio di ieri della città a Velasco rimarrà negli annali: la tribuna della Carbonari era piena e c’erano anche ragazzi che allora non erano neanche nati ma che hanno sentito parlare di Julio da genitori e parenti jesini. D’altronde Velasco a Jesi girava parecchio per la città, soprattutto il secondo anno, ed è stato sempre molto alla mano”.

Stesso pensiero anche per Alberto Santoni, jesino in pensione e primo vice-allenatore a Jesi di Julio Velasco: “Iniziativa indimenticabile, ben organizzata e a tratti commovente, all’insegna dei veri valori dell’amicizia”.  

A margine di una giornata di successo da evidenziare un’azione che per Velasco resterà indelebile nel ricordo della sua esperienza jesina. Anna Vincenzoni l’ha omaggiato del primo contratto firmato a Jesi:Gli ho portato in dono il primo contratto che ha firmato con Sandro nel 1983 è stato felicissimoci ha raccontato.

Daniele Bartocci

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Volley / Jesi e Monte Roberto con Velasco: domenica tutti in piedi alla ‘Carbonari’

ore 11,30 ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. I Comuni di Jesi e Monte Roberto omaggeranno il ‘Re Mida del Volley’

JESI, 26 settembre 2024 – Lo sport non è soltanto vittoria ma anche rapporti umani e amicizia.

E’ praticamente questo il leit motiv dell’appuntamento di domenica 29 settembre: il Comune di Jesi omaggia Julio Velasco alla Palestra Carbonari (ore 11,30).

Tutti in piedi per il ‘Re Mida del Volley’: ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Come avevamo anticipato, amici, ex giocatori, staff e dirigenti del suo primo club italiano (Tre Valli Volley Jesi, stagioni di serie A2 1983-84 e 1984-85) si ritroveranno domenica mattina per rivolgere un caloroso abbraccio a Velasco, fresco vincitore della medaglia d’oro con l’Italvolley alle Olimpiadi Parigi 2024.

Entusiasmo ed emozione collettiva per salutare con orgoglio e passione un fenomeno dello sport internazionale, Julio Velasco, la cui carriera iniziò proprio nella terra marchigiana di Federico II nel 1983, in serie A2.

A seguire pranzo presso il Ristorante Da Giovanni by Coconuts (Palombina Nuova)

Tra i presenti Romano Piaggesi, Beppe Cormio, Paolo Giardinieri, Roberto Masciarelli, ‘Buby’ Wagenpfeil, Roberto Viscuso, Roberto Velletrani, Alberto Santoni e la moglie dell’allora patron Casoni Anna Vincenzoni. Unico in dubbio Waldo Kantor: in caso di assenza è in programma una video-chiamata direttamente dal ristorante.

E’ da parecchio tempo che Julio Velasco chiedeva ad alcuni amici jesini di poter fare una bella rimpatriata con il suo primo club italiano. “Ho deciso di fargli questo regalo dopo il grande successo alle Olimpiadi di Parigi 2024”, fa sapere l’amico e ‘organizzatore’ Romano Piaggesi. “E’ stato in realtà molto semplice organizzare l’incontro del 29 settembre, in quanto tutti gli storici componenti del Volley Tre Valli Jesi hanno aderito con entusiasmo e un’energia contagiosa al pranzo amarcord”.

Daniele Bartocci

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Jesi / Julio Velasco, grande rimpatriata dopo 41 anni

Cresce l’attesa per il ritorno nelle Marche di Julio Velasco, fresco vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024. Ex giocatori, staff e dirigenti del suo primo club italiano (Tre Valli Volley Jesi, stagioni di serie A2 1983-84 e 1984-85) si ritroveranno domenica 29 settembre per un pranzo amarcord col ‘Re Mida del volley’

JESI, 19 settembre 2024 – “Non sono rimasto affatto stupito dalla medaglia d’oro conquistata con l’Italvolley alle recenti Olimpiadi di Parigi. Conoscendo bene Julio Velasco sapevo che avrebbe fatto un lavoro straordinario”.

Romano Piaggesi

Queste le parole dello jesino Romano Piaggesi, ex allenatore Nazionale Italiana Pallavolo Sordi e Sitting Volley nonché ex collaboratore di Julio Velasco, ancora oggi suo grande amico fuori dal rettangolo di gioco

Ebbene sì, la carriera italiana di Julio Velasco iniziò a Jesi nel lontano 1983, alla guida del Tre Valli Volley matricola di serie A2, sfiorando subito la promozione nel massimo campionato. A distanza di 41 anni dal debutto in Italia del tecnico argentino – proprio nell’anno 2024 in cui la città di Jesi festeggia i 10 anni dalla proclamazione di Città Europea dello Sport – Piaggesi ha deciso di organizzare un pranzo amarcord.

Appuntamento clou fissato per domenica 29 settembre presso il Ristorante da Giovanni by Coconuts (Palombina Nuova), con l’obiettivo di celebrare al meglio il ‘Re Mida del volley’ Julio Velasco.

Una festa al gran completo sotto il segno dell’amicizia: saranno presenti, oltre a Velasco, tutti gli ex giocatori, dirigenti e membri dello storico staff di Velasco targato Tre Valli Volley Jesi (stagioni di serie A2 1983-84 e 1984-85).

Tra essi l’attuale dirigente Lube Civitanova Beppe Cormio, ‘Buby’ Carlos Wagenpfeil, ‘Babbo Scout’ Paolo Giardinieri (personaggio storico della Nazionale Azzurra di Velasco), l’anconetano Roberto Masciarelli (campione d’Europa e del mondo con la Nazionale), Anna Vincenzoni (moglie dell’indimenticabile Presidente del Volley Jesi Sandrino Casoni) e tantissimi altri come Roberto Viscuso, Roberto Velletrani e i figli dell’allora dirigente di spicco Gianfranco Fioretti Gianluca e Giampaolo.

Unica presenza in dubbio quella di Waldo Kantor, che in quegli anni illuminava con le suo giocate la Palestra Carbonari di Jesi: in ogni modo è in programma con lui una calorosa videochiamata durante il pranzo da Giovanni.

Bartocci Daniele

Di Jesi ricordo molto bene il corso. Per me la cosiddetta passeggiata rappresentava un’autentica novità, quella di trovarsi per strada in mezzo alla gente e avere questo piacevole appuntamento con la camminata”, questi i ricordi jesini di Julio Velasco, intercettato di recente dal giornalista marchigiano Daniele Bartocci che in questi anni gli ha dedicato un saggio pluripremiato.  “Spesso portavo anche mia figlia più piccolina lungo Corso Matteotti perché le piaceva prendere le olive con la coca cola. Al Corso Matteotti di Jesi incontravamo un po’ tutti. Questo era il momento più sociale anche perché, per il resto, io facevo solo casa e lavoro in palestra. Se mi sarei mai aspettato di fare questa carriera? Assolutamente no. Come massima aspirazione avevo quella di allenare almeno un anno in A1, prima di tornare in Argentina. E, a dire il vero, non mi aspettavo nemmeno che mi chiamasse la Panini Modena”. 

E’ da parecchio tempo che Julio Velasco chiedeva ad alcuni amici jesini di poter fare una bella rimpatriata con il suo primo club italiano. “Ho deciso di fargli questo regalo dopo il grande successo alle Olimpiadi di Parigi 2024”, fa sapere in queste ore l’amico Romano Piaggesi. “E’ stato in realtà molto semplice organizzare l’incontro del 29 settembre, in quanto tutti gli storici componenti del Volley Tre Valli Jesi hanno aderito con entusiasmo e un’energia contagiosa al pranzo amarcord”.

la redazione di VALLESINATV

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Olimpiadi / Beppe Cormio: “Velasco a Jesi mi convinse subito, senza di lui volley italiano meno felice”

Il manager Lube conferma: Julio è uomo che sa concretamente mettere in atto il suo talento e tirar fuori da ogni singolo giocatore, da ogni elemento singolo dello staff, da ogni singolo dirigente il meglio”

JESI, 12 agosto 2024 – Erano gli anni Ottanta, la Golden Age della pallavolo griffata Tre Valli Jesi, quando uno sconosciuto Julio Velasco lasciò l’Argentina e arrivò a Pianello Vallesina in qualità di head coach del roster marchigiano (che si preparava ad affrontare da matricola la serie A2 1983/84).

A scoprirlo, nel lontano 1983, un giovanissimo diesse, made in Jesi, di nome Giuseppe Cormio (foto primo piano Cormio, Velasco, l’allora presidente Volley Jesi Sandrino Casoni), allora ventottenne, attualmente Direttore Generale di uno dei club più importanti al mondo, la Lube Volley Civitanova. 

piaggesi velasco giardinieri massaccesi

Ebbene sì, Beppe Cormio, il nome una garanzia. Figura rara e stimata nel panorama nazionale e internazionale, Cormio è divenuto oggi uno dei dirigenti più vincenti a livello mondiale con 32 trofei vinti.

Per il dirigente jesino un curriculum vitae che non ha bisogno di troppe presentazioni, considerando anche che ha cavalcato un po’ tutte le onde dello sport d’élite, dalla palla a spicchi alla pallavolo passando per l’esperienza come Direttore Operativo e Marketing al Siena Calcio nel 2012/13, e direttore generale all’Aurora Sicc Bpa basket Jesi.

Beppe ha spento 69 candeline lo scorso 12 aprile (nato a Jesi il 12 aprile 1955). Lo abbiamo raggiunto in queste ore. Ecco cosa ci ha detto Beppe Cormio.  “Quando nel mese di giugno 1983 ho avvicinato telefonicamente Julio Velascoper chiedergli di venire in Italia, e di allenare Jesi, l’ho fatto perché cercavo un allenatore a tempo pieno. In Italia gli allenatori facevano i coach come seconda occupazione, infatti svolgevano altri mestieri. Quando ho visto arrivare Julio mi sono convinto in poche ore di aver pescato una persona che aveva una marcia in più. Da subito è stata una persona che si è messa al servizio della pallavolo per donare a tutti noi quelle che erano le sue intuizioni, il suo credo”.

Giuseppe Cormio in occasione del premio giornalistico Giuseppe Luconi a Jesi nel settembre 2020

Secondo Cormio Julio non è mai stato uomo di miracoli e forse, durante la sua carriera, qualcuno non ha capito fino in fondo il grande Julio. “Ho conosciuto un Velasco capace dell’umiltà di andare ogni sabato a cercare Silvano Prandiper imparare da lui i segreti dell’allenatore. Ogni sera mettere in partica tutte le nozioni che gli arrivavano dai contatti che cercava nel nostro Paese. E così anche quella modesta squadra di Jesi (serie A2 1983-84) ha sfiorato la massima serie. In questo modo Julio Velasco è arrivato a Modena, così ha vinto scudetti consecutivamente, ben cinque, alla guida di Modena, per poi approdare in nazionale nell’annata 1989. E vincere subito un campionato europeo che per noi era già una grandissima soddisfazione. Questo è un Velasco che è cresciuto, è andato alla nazionale maschile, ha vinto, ha rivinto, è andato alla nazionale femminile. Poi è tornato ai club, ha sempre dato tantissimo, qualcuno forse non lo ha capito fino in fondo. Probabilmente qualcuno si aspettava da lui miracoli. Ma lui non è uomo di miracoli. Julio è uomo che sa concretamente mettere in atto il suo talento e concretamente tirar fuori da ogni singolo giocatore, da ogni elemento singolo dello staff, da ogni singolo dirigente il meglio. Questo è quello che Julio Velasco sa fare più di tutti e meglio di tutti. Quello che regalava all’Italia tanti successi. Mancava un oro, quello olimpico, e nella giornata di ieri ce lo ha regalato. Credo quindi che dobbiamo essere grati a lui, dobbiamo veramente riconoscere che senza di lui questo nostro sport sarebbe stato diverso. Sarebbe stato più povero, meno felice e non avrebbe mai potuto vivere una giornata come quella che stiamo vivendo”.

Daniele Bartocci

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Olimpiadi / Gli jesini Santoni e Vincenzoni: “Julio Velasco? Oro Parigi meritato”

Ricordi e testimonianze indimenticabili del primo Velasco italiano da chi con il coach argentino ha vissuto da vicino l’inizio di una esperienza irripetibile 

JESI, 12 agosto 2024 – Le parole degli jesini Alberto Santoni e Anna Virginia Vincenzoni Casoni. “Abbiamo scritto a Julio, siamo orgogliosi averlo avuto al nostro fianco: medaglia d’oro Parigi 2024 assolutamente meritata”. 

Santoni aggiunge: “Julio Velasco unico nel suo genere. E’ riuscito a creare un gruppo con lItalvolley. Medaglia d’oro Parigi 2024probabilmente oltre ogni tipo di aspettativa. Il primo Velasco italiano? Già ai tempi di Jesi, nel 1983, fece subito vedere di che pasta era fatto. Aveva una mentalità diversa dall’uomo comune, riusciva a tirare fuori il meglio da ogni singolo giocatore di quel nucleo targato Volley Jesi serie A2.Lavorava sulla testa dei giocatori e fece incredibili rivoluzioni in allenamento. Ci allenavamo perfino nel corridoio della Palestra Carbonari, andando poi di corsa fino alla palestra Body Line, tornando poi di nuovo alla struttura del quartiere San Giuseppe a piedi. L’introduzione della pesistica in allenamento? Fu una genialata di Julio.

Parola di Alberto Santoni, ex bancario nato a Jesi (oggi in pensione) e primo vice-allenatore italiano di Julio Velasco (stagione ’83-84).

All’epoca, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, Santoni riuscì a suon di vittorie a trascinare lo Jesi del volley maschile fino ai gradini importanti della pallavolo italiana. In quella società c’erano personaggi incredibili dello sport cittadino: una rete di professionisti che resero possibile l’impresa, portando la Carbonari ad essere un fortino difficilmente espugnabile.Subito dopo aver sfiorato, al fianco di Velasco, l’imminente promozione da matricola (serie A2 ’83-84), per Santoni (che allora lavorava in banca) l’esperienza ad Ascoli (società pallavolistica), in Serie B, trascinandola al fianco di coach Damiani in Serie A2 (’85’).

Ricordiamo che nel 1983-84 lo Jesi di Velasco e Santoni affrontava da matricola il campionato di Serie A2.

Davvero indimenticabile la vittoria al debutto nell’ostico parquet del Catania. Era il 15 ottobre 1983 e la squadra di Velasco (alla prima giornata di campionato) sconfisse per 3-0 una squadra (Catania) che si ‘fregiava’ del titolo di Campione d’Italia negli anni precedenti (’77-78). Chapeau Julio!

Ma soprattutto meriti a Beppe Cormio, attuale Direttore Generale Lube Volley Civitanova, che portò a Jesi Velasco dall’Argentina. Cormio non ha bisogno di presentazioni e oggi è diventato uno dei manager più vincenti del volley internazionale. Una mossa di mercato, quella dell’anno 1983, condivisa da Cormio con l’allora patron della società jesina Sandrino Casoni.

Abbiamo raggiunto in queste ore anche la moglie dell’allora Presidente del Volley Jesi, Anna Virginia Vincenzoni Casoni.

Quasi commossa la dott.ssa Vincenzoni. “Dopo questo bellissimo 3-0 contro gli Stati Uniti, ho scritto subito un messaggino a Julio Velasco, complimentandomi con lui. Davvero emozionante ricordare quegli anni vissuti con lui a Jesi tra il 1983 e il 1985. Una storia indimenticabile!”.

In quegli anni stava nascendo quella che sarebbe diventata la Lube Civitanova dei giorni d’oggi. Poi purtroppo mancò lo sponsor, come ci hanno confermato Paolo Giardinieri e Beppe Cormio in tempi recenti.

 

Daniele Bartocci

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foto di primo piano: Diego Bassotti, Peppe Cormio, Julio Velasco, Alberto Santoni, Romano Piaggesi



Olimpiadi / Volley femminile: l’Italia di Velasco (il coach partito da Jesi) d’oro

Dopo i tanti successi alla guida della nazionale maschile il coach della Tre Valli Jesi ha conquistato il metallo più prezioso anche alla guida della nazionale di Paola Enogu e compagne

JESI, 11 agosto 2024 – Oro per l’Italia, la prima volta in assoluto nella storia a cinque cerchi, nella pallavolo femminile alle Olimpiadi di Parigi 2024 con il successo in finale sugli Usa per 3-0 (25-18, 25-20, 25-17).

 

La squadra: Sylla, Omoruyi, Lubian, Antropova, Giovannini, Orro, Egonu, Fahr, De Gennaro, Danesi, Cambi, Bosetti. Lo staff che collabora con Velasco: Massimo Barbolini (2° Allenatore), Lorenzo Bernardi (3° Allenatore), Manuela Leggeri (Ass. Allenatore).

Una nazionale fatta di qualità e di gran cuore. E’ stato un 3-0 periodico nella competizione (solo 3-1 al debutto contro la Repubblica Dominicana), segno di una superiorità clamorosa. La gara di finale è stata anche imbarazzante per le avversarie, campionesse olimpiche uscenti, distrutte senza appello.

Velasco ha fatto un gran capolavoro, gestendo le persone nella maniera più assoluta ricavandone il massimo.  E’ stata la managerialità del coach che ha fatto la differenza dando ad ognuna delle giocatrici ruolo e importanza.

E’ stato il successo di un gran lavoro di gruppo quello che Velasco già ai tempi di Jesi (all’inizio abitava a Pianello Vallesina) aveva chiaramente dimostrato di saper imporre e gestire. leggi qui

Anche in campo maschile Velasco, con la nazionale italiana, aveva disputato una finale olimpica con l’argento del secondo posto ai Giochi di Atlanta 1996 (oro all’Olanda).

Volley / Velasco, Jesi indimenticabile: “la prima riunione, le passeggiate per il Corso e le olive”

A caldo il coach nel post partita intervistato dalle Tv ha dichiarato: “Abbiamo vissuto alla giornata partita per partita. Abbiamo fatto una Olimpiadi mostruosa perdendo un solo set. Ragazze e staff tutti straordinari. La Federazione ci ha messo in condizioni straordinarie per lavorare. Vittoria del movimento pallavolistico italiano. Siamo stati soprattutto una squadra. La pallavolo italiana è sempre al vertice, dobbiamo continuare così senza mai avere ossessione della vittoria ma determinazione”.

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Pallavolo / Jesi, Paolo Giardinieri: “Mi chiamavano ‘babbo scout’. Velasco? Un amico, un padre e un fratello”

Oggi direttore sportivo alla Clementina 2020: “siamo in linea con i programmi, il nostro obiettivo era quello di fare un campionato tranquillo”

JESI, 9 aprile 2024 – Dopo Velasco (leggi qui…) e Cormio (leggi qui…), il trio che ha fatto la storia della pallavolo jesina si chiude con l’esperienza ed i racconti di Paolo Giardinieri.

“Per me Julio Velasco è stato un amico, un padre, un fratello. Mi ha insegnato a vivere, con lui un corso di specializzazione in pallavolo durato oltre 20 anni”. Così Paolo Giardinieri, attuale DS della Clementina 2020 Volley. “Non so davvero quante trasferte ho fatto con Julio, tra aereo e treno e quante pizze ho mangiato insieme a lui e ad Alberto (Santoni, ndr) al ristorante Settimo Cielo di Jesi. Si parlava di pallavolo fino alle 2 di notte. Che dire, Velasco è e resterà un esempio che va oltre il concetto della pallavolo. Il suo è un insegnamento di vita: quello di non avere alibi, quello di chiedere scusa se si sbaglia, quello del duro lavoro che poi paga. D’altronde dobbiamo insegnare ai ragazzi a sognare che non vuol dire deprimersi se non ci si riesce. Il bello è il viaggio, il provarci, il plasmare il carattere, il crescere come persona e come uomo. E’ un sogno che un bambino deve avere”.

Un professionista di livello internazionale chiamato Paolo Giardinieri. Uno dei personaggi più vincenti della nazionale italiana di Julio Velasco. Una persona tutta made in Jesi, umile e competente in grado di stravolgere il pianeta pallavolistico nazionale e mondiale.

“È stato davvero bello vedere e condividere questa grande evoluzione di Velasco, partita dalla città di Jesi nel lontano 1983. Julio, anche il secondo anno, nella stagione 1984-85 (meno positiva della prima in termini di piazzamento in classifica, ndr), è rimasto a Jesi con la famiglia. E ricordo che fu stupito dalla differenza tra l’estate e l’inverno, stagione fredda in cui dopo le 21 non si esce normalmente. Si innamorò subito di questa Regione dove in poco tempo riesci a spostarti dal mare alla montagna. Insieme andavamo anche alle varie Sagre di paese. Dalla festa dell’uva a quella della porchetta, passando perfino alle pappardelle se non ricordo male”.

Sulla seconda stagione del Volley Jesi in Serie A2 (’84-’85), Giardinieri si esprime così: “Julio voleva fare il girone nord e non il sud, perché ti permetteva di salire in A1 con maggior probabilità di rimanerci. Il problema è che in quella stagione ci fregò per così dire la Federazione. Avevamo infatti quattro atleti della nazionale juniores che lavoravano con Skiba a Bologna. Solo che fino a Natale non avevano le strutture: andavano a Bologna e tornavano il giovedì da noi. C’è stato questo forte problema a livello logistico. Se non ricordo male erano Petrelli, Viscuso, Velletrani e Martinelli. Per mezza settimana, insomma, ci allenavamo senza di loro; è stata un po’ una fregatura perché erano obbligati, da Bologna, a tornare da noi in formissima. E’ inutile nascondere l’altro problema principale: il compianto Sandrino Casoni fece debiti per fare un’altra stagione, e non ci arrivammo più con i soldi”. 

Jesi sarebbe potuta diventare, come più volte sottolineato da esperti come Beppe Cormio, la “Lube dei giorni d’oggi”. Purtroppo mancò lo sponsor…

“Nelle Marche c’era davvero una grande scuola di pallavolo. Jesi era molto attrezzata anche se non era paragonabile, come scuola talenti, a Falconara e Fano”.

Ebbene sì, lo jesino Paolo Giardinieri è ritenuto ancora oggi uno degli inventori, insieme a Julio Velasco (di cui fu secondo allenatore alla Tre Valli Volley Jesi nella stagione ‘84-85), della rilevazione statistica nel panorama del volley. Nel 1985 Paolo Giardinieri (con alle spalle studi in Medicina prima di spiccare il volo con la Nazionale) seguì Julio Velasco a Modena e proprio in quell’anno frequentò un corso in Fipav con un “fuoriclasse” CEO come Emilio Spirito, fondatore di Data Project: da lì in avanti una carriera ricca di trionfi personali e professionali.

Ex schiacciatore della Pieralisi, chiamato in seguito dalla Valeria Volley/Tre Valli, si ritrovò a inizio anni ’80 in panchina con Velasco che gli chiese di prendere appunti e registrare a mano i dati delle partite, prendendo per certi versi spunto dal modello cinese, con penne di colore diverso e con un occhio bionico proiettato al futuro. A fine gara si tiravano le somme e si giungeva ad un’analisi accurata e oggettiva su ciò che era avvenuto sul parquet.

“Nel campionato mondiale Juniores 1985 (Ancona ospitava un girone, ndr) incontrai Emilio Spirito e con l’Olivetti precursore dei moderni computer nacque la prima rilevazione di tipo statisticocosì ai nostri microfoni Paolo Giardinieri La Fipav mi convocò per le finalissime di Milano. Tra l’altro ricordo che c’erano dei futuri campioni azzurri in quella squadra (che ottenne l’argento, ndr) come Tofoli, Zorzi, Cantagalli, Petrelli. Da lì ci fu un autentico stravolgimento di pensiero e di metodologia di lavoro: i quattro scudetti consecutivi vinti a Modena, conditi da tre coppa Italia e dalla Coppa Cev, e quell’indimenticabile articolo scritto su quella che era la prestigiosa rivista ‘Pallavolo’ convinsero anche i più scettici sull’utilità di una metodologia tutta nuova, che sarebbe stata ben presto definita come rilevazione statistica e scouting”.

Ci volle dunque del tempo prima che i manager dello sport riuscissero finalmente a conoscere più da vicino la possibilità e l’efficacia di usare un personal computer, che non solo consentiva con una sola persona di elaborare tutti i dati, bensì riusciva a completare l’informazione, mantenendo integra la sequenza temporale dei colpi in relazione al palleggio ad esempio. Tanto per intenderci: i totali dopo un campionato potevano assumere un significato determinante, anche in relazione al fatto che la figura di scoutman poteva avere degli errori che andavano, però, ad appiattirsi nei cosiddetti “grandi numeri.

Come Giardinieri può confermare, il dossier statistico oggi più che mai risulta essere di fondamentale importanza per poter dare un preciso feedback a ogni singola pedina riguardo ad esempio alla ricezione, alla percentuale di attacco, a determinati movimenti. In altri termini, il dossier va a rappresentare un autentico “termometro” per comprendere nel migliore dei modi quanto vale la propria squadra e ogni singolo, per analizzare ciò che si sbaglia in un determinato arco di tempo, ossia per cercare i motivi di un errore ma non il colpevole come direbbe Velasco. E questo il tecnico argentino, in sintonia con un grande professionista come Paolo Giardineri, lo capì molto prima degli altri, stravolgendo il panorama pallavolistico sotto il profilo del management ma anche dell’organizzazione e della leadership. Rispetto al passato oggi si studiano i numeri e le statistiche molto più a fondo, si incrociano i dati in tempo reale tramite appositi software e frontiere evolutive, si scoutizzano perfino gli allenatori, si procede ad analisi e montaggio video della settimana e del weekend per studiare ad esempio gli avversari nel modo più proficuo possibile e per prevedere come attaccheranno nel prossimo match. Si tratta in altri termini di un lavoro vero e proprio che può andare oltre le 8 ore giornaliere, mixando campo e scrivania, e che può portare un notevole valore aggiunto”.

Giardinieri non ha certamente bisogno di troppe presentazioni: oltre ad essere stato vice-allenatore e scoutman di Julio Velasco per molti anni, Paolo vanta un curriculum importante sia come figura manageriale di carisma nei settori giovanili, sia come statistico e assistente allenatore. Tante le esperienze, le soddisfazioni e i successi ottenuti da Giardinieri con la Nazionale maschile, con quella femminile (riuscì a portarla per la prima volta alle Olimpiadi, Sidney 2000) e con team di serie A come Piacenza, Urbino, Modena e Perugia. Non solo nazionale Italiana, non solo 2 Mondiali, 3 Europei e 5 World League. Anche all’estero Giardinieri ha fatto molto bene, in nazioni come Iran “In Iran si mangia molto bene, sia carne che pesce”, Corea, Qatar ed Azerbaigian, oltre ad essere stato consulente di spicco della nazionale croata. “Ho dei bellissimi ricordi anche fuori dall’Italia”, ammette Paolo Giardinieri. Il suo ritorno in Italia avvenne nel 2016, per allenare la Moncaro Moie in B1. Ora Direttore Sportivo della Clementina 2020.

“Siamo al quinto posto e il nostro obiettivo era quello di fare un campionato tranquillo. Quest’anno, nella pallavolo, c’è stata la riforma dello sport e bisogna vedere a fine stagione quanto costerà a livello economico alle società. Direi che sono aumentati molto i costi, c’è poi il discorso cartellini. Insomma è un’annata particolare per le squadre minori, vedremo come andrà a finire. Intanto voglio fare un grande in bocca al lupo all’Italvolley di Velasco. Sono sicuro che Julio è l’uomo giusto. Ho una grande fiducia nella Nazionale Femminile di Julio. Poi è inutile nascondere che spesso in Italia si respira un’atmosfera da bar dello sport. La prima volta che vinci sei un fenomeno, poi devi vincere sempre. Ma in campo c’è anche l’avversario e dunque non è detto che vinci. A tal proposito ammiro molto Jannik Sinner. Ha detto in un’intervista: devo approfittare di questo grande momento, non so se ricapiterà più. Se poi nasce uno più forte di me?”.

Infine un aneddoto su Doha, la città più popolata dello stato del Qatar: “Ho fatti 5 anni a Doha, se volevo ero ancora lì e prendevo una barca di soldi (scherza, ndr).  Ricordo che in quegli anni tornavo a casa dal 15 dicembre al 15 gennaio. Avevo una donna con cui stavo che lavorava in banca, si prendeva ogni anno 3 o 5 mesi di aspettativa per stare con me. Doha è stata un’esperienza per il sottoscritto di pregevole fattura, sia sotto la sfera personale che professionale. Ho anche lavorato con Juan Manuel Cichello e con Piazza, l’allenatore di Milano, con importanti risultati raggiunti nel ranking mondiale. Davvero un bel lavoro abbiamo fatto”.

“Mi chiedete se consiglio, per il prossimo futuro, questa avventura all’altro marchigiano Beppe Cormio?”risposta: “Dipende cosa vuole fare, sicuramente è una bella esperienza di vita e di pallavolo.  Io, lo ripeto, sono stato benissimo”.

Bartocci Daniele

intervista a cura di Daniele Bartocci che cordialmente ha concesso di pubblicare al nostro giornale VALLESINATV

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Volley / Velasco, Jesi indimenticabile: “la prima riunione, le passeggiate per il Corso e le olive”

Tutto iniziò dalla palestra Carbonari. I ricordi del suo vice Alberto Santoni e della vedova del presidente patron Sandrino Casoni, Anna Vincenzoni

JESI, 6 aprile 2024 – Sotto il segno del ‘Re Mida’.

Una serena Pasqua in Argentina per poi iniziare a pieno ritmo il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi di Parigi 2024.

In piedi Giuseppe Cormio accanto a Julio Velasco e al presidente Sandrino Casoni nel 1983

E’ un Julio Velasco versione “Leader Calmo” quello intercettato in questi giorni. Approfittando di qualche giorno di meritato relax, abbiamo scambiato quattro chiacchiere in esclusiva con il ‘Re Mida’ del Volley Mondiale, prof. Julio Velasco, la cui carriera italiana scattò ben 41 anni fa, alla guida della Tre Valli Volley Jesi (matricola della Serie A2, stagione 1983-84).

Buongiorno Julio e grazie per la disponibilità…Che ricordi ha di quel fantastico volley Jesi, club dal quale partì la sua incredibile carriera da allenatore?

“Ricordo bene quando feci la prima riunione con i giocatori: io avevo chiesto di allenare 3 ore (l’allenamento del team jesino durava 2 ore a quel tempo, ndr). Le donne di un’altra società locale finivano di allenarsi in palestra (Carbonari, ndr) alle ore 21. E allora chiesi di poter allenare dalle 20 alle 21 nel corridoio della palestra che è una specie di L, con riscaldamento e preparazione fisica. Poi, dalle 21 alle 23, con la palla. I dirigenti dissero subito che i giocatori del club non erano professionisti di Serie A e non avrebbero assolutamente accettato questa richiesta. Ricordo che, poco dopo, i giocatori uscirono da questa riunione, insieme al presidente Sandrino Casoni e all’allora direttore sportivo Beppe Cormio. Questi due, in particolare, si erano un pochino ‘straniti’: erano stupiti e protestavano molto, dicendo: questo Julio è un pazzo, andiamo via… Alla fine, senza così tanti problemi, iniziammo ad allenarci dalle 20 alle 23”

Quanto si sente legato a Jesi e a personaggi come Beppe Cormio e all’indimenticato Sandrino Casoni? Che aneddoti può svelarci in merito?

“Beppe faceva part-time, lavorava infatti in una società di assicurazione. Ma era sempre presente e già a partire dalle ore 18 era operativo, anche il fine settimana. Insomma, era molto efficace ed efficiente nel suo lavoro. Ma ricordo anche l’allora presidente Sandrino Casoni, una grande persona… Il suo era vero amore nei confronti della pallavolo: pallavolo, e basta. Di presidenti come lui non se ne trovano più. Sandrino mi accoglieva a casa sua molte volte, anche quando io ero da solo. Ricordo che le mie figlie andavano a giocare con i suoi figli. Io e il presidente giocavamo molto spesso a biliardo. Riassumendo, era una persona di poche parole ma di straordinaria presenza affettiva per il sottoscritto che era al primo anno in Italia con la famiglia”.

la ‘panchina’ della Tre Valli

Due anni indimenticabili alla guida del Volley Jesi: il primo da matricola con il vice-allenatore Alberto Santoni, il secondo insieme all’altro coach jesino Paolo Giardinieri. Può farci un breve confronto tra queste due stagioni?

“Al primo anno (1983/84) la squadra me la sono praticamente trovata. Erano per la maggior parte giocatori esperti che avevano giocato a Falconara. Nel secondo anno, invece, siccome abbiamo rischiato di salire in A1 la stagione precedente, dissi ai dirigenti che sarebbe stato un disastro andare in A1 per una società piccola in queste condizioni. Chiesi dunque ai dirigenti: per sapere se siamo veramente in grado di andare in serie A1, dobbiamo fare innanzitutto il girone nord e non il sud (il nord era molto più duro del sud, ndr). Seconda cosa, dobbiamo disputarlo con una squadra giovane; ciò in modo tale che, se andiamo in A1, con pochi innesti si potrà mantenere la categoria. Il mio messaggio era chiaro: se vinciamo l’A2 nel girone sud, in A1 c’è poi da rifare la squadra e questo non serve, anche perché magari si riscende subito l’anno dopo. A parte queste considerazioni, abbiamo presto iniziato a lavorare sul mercato. Con Beppe Cormio parlavo tutti i giorni e insistevo spesso: gli dicevo che avrebbe dovuto cercare ed ingaggiare giocatori della nazionale Juniores. Lui mi rispose che era impossibile. Ma io replicavo subito, dicendo che doveva insistere e basta. Ricordo che abbiamo chiamato Bagnacavallo per Gardini: ci dissero di metterci in fila perché c’erano 3 o 4 squadre di A1 interessate. Gardini sarebbe andato poco dopo a Torino da Prandi. Alla fine abbiamo preso ragazzi di un altro livello perché a quel livello non potevamo davvero arrivare. Sicuramente io ero un pochino ingenuo in quel periodo, non conoscevo il contesto italiano”.

Dall’Argentina a Jesi: fu subito amore per la città a primo impatto?

“Di Jesi ricordo bene il corso. Per me la ‘cosiddetta’ passeggiata era una grande novità, quella di trovarsi per strada e avere questo ‘appuntamento’ con la camminata. Spesso portavo anche mia figlia più piccolina lungo Corso Matteotti perché le piaceva prendere le olive con la coca cola. Lungo il corso incontravamo un po’ tutti. Questo era il momento più sociale anche perché, per il resto, io facevo solo casa e lavoro in palestra”.

Si sarebbe mai aspettato questa straordinaria carriera partita proprio da Jesi: dalla città del Verdicchio alla conquista del mondo?

“Assolutamente no, non mi sarei mai aspettato tutto questo. Avevo come massima aspirazione allenare almeno un anno in A1, prima di tornare in Argentina. Questo era il mio obiettivo. La prima scuola di A1 è stata la Panini Modena. E non mi aspettavo neanche che mi chiamasse la Panini”.

Grazie Julio e in bocca al lupo per il cammino verso le Olimpiadi“Crepi il lupo e grazie a voi. Un saluto caloroso a tutto il popolo di Jesi”

Bellissimo anche il ricordo, di quel grande Volley Jesi, targato Alberto Santoni “Una delle grandi rivoluzioni targate Julio fu quella di introdurre la pesistica in allenamento”, così lo jesino Alberto Santoni, primo vice-allenatore italiano di Julio Velasco (a Jesi, stagione 1983-84 in Serie A2), attualmente pensionato dopo una lunga carriera in banca. “Quella fu una cosa da autentico stratega. Ricordo che la società fece a tal proposito un accordo con la palestra di Biundo (Body Line, ndr). Ricordo anche che, dalla palestra Carbonari a San Giuseppe dove facevamo allenamento di tecnica con la palla, i ragazzi andavano fino ai pesi, lì in zona Gallodoro di corsa, sia all’andata che al ritorno. Io e Velasco andavamo in macchina ovviamente. Piccolo aneddoto simpatico, Julio spesso abbassava il finestrino e di fronte ai ragazzi, che stavano correndo, diceva: il potere è qui. Il tutto ovviamente per sdrammatizzare un po’”. Per far capire la grande forza mentale di Julio, che da Jesi spiccò il volo in pochi anni, arriva un altro aneddoto da parte dello stesso Santoni: “Ognuno di noi in società aveva un lavoro al di fuori della palestra. Julio, a me che lavoravo in un istituto di credito, mi ripeteva sempre: meno banca e più  pallavolo, e faremo grandi cose insieme”.

Infine, di fronte alle belle parole di Velasco nei confronti dell’indimenticato Patron Sandrino Casoni, abbiamo raggiunto anche la moglie Anna Virginia Vincenzoni Casoni. “Mi sono sentita a Natale con Velasco. Julio ha detto che ci tiene sempre nel cuore. È vero quello che dice Julio su mio marito Sandrino Casoni: ha dato davvero tanto alla pallavolo e a Jesi ha coinvolto tanti giovani che oggi ritrovo come medici, dentisti, dirigenti di azienda, avvocati. Quello che più mi fa piacere è che quando li incontro, ancora oggi che sono passati tantissimi anni, si ricordano di Sandro e me ne parlano con grande affetto”. Queste le parole ai nostri microfoni di Anna Virginia Vincenzoni, moglie dell’indimenticato patron del volley jesino Sandrino Casoni.

 

 

intervista a cura di Daniele Bartocci che cordialmente ha concesso di pubblicare al nostro giornale VALLESINATV



Jesi / Julio Velasco è il nuovo Ct della nazionale italiana di pallavolo femminile

Il saluto di Samuele Animali: “Oltre a Mancini e Cerioni, in bocca al lupo all’altro “nostro” CT”. Il nuovo coach prenderà in mano le redine della squadra dal 1 gennao 2024

JESI, 8 novembre 2023 – La Federazione Pallavolo ha deciso per Julio Velasco nuovo Commissario Tecnico della nazionale italiana di pallavolo femminile.

Succede a Davide Mazzanti.  Il tecnico argentino, era già stato Ct dell’Italia in rosa tra il 1997 e 1998 e Ct dell’Italia al maschile dall’89 al ’96.

Il palmares di Velasco con la nazionale è di primordine: argento olimpico ad Atlanta nel 1996 contro l’Olanda, 3 ori europei, 2 titoli mondiali e 5 vittorie nella World League, oltre ad altri numerosi trofei.

L’incarico partirà dal 1° gennaio e il coach sarà presentato martedì 21 novembre presso il Centro Federale Pavesi di Milano.

Come tutti sanno Velasco è molto legato a Jesi, il suo primo club da allenatore, portato da ‘Beppe’ Giuseppe Cormio, allora direttore sportivo della Tre Valli, e dal presidente Sandrino Casoni nel 1983 in serie A2.

 

In piedi Giuseppe Cormio accanto a Julio Velasco nel 1983 e Sandrino Casoni

La notizia è stata salutata dal vice Sindaco nonchè assessore allo sport del Comune di Jesi Samuele Animali: “Oltre a Mancini e Cerioni, in bocca al lupo all’altro “nostro” CT”.

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OLIMPIADI / Julio Velasco cita Jesi, Valentina Vezzali, Roberto Mancini e papà Aldo

Commentatore su Rai2 durante la sfilata di apertura di Tokio2020 ricorda il suo vissuto a Jesi e cita papà Mancini

JESI, 23 luglio 2021 – Julio Velasco, coach che con la pallavolo ha vinto tutto, e che nella sua carriera ha avuto anche una esperienza ai massimi livelli con il calcio professionistico, oggi ha commentato in diretta su Rai 2 la sfilata delle Nazioni partecipanti nel giorno dell’inaugurazione dei giochi Olimpici Tokio 2020.

In piedi Giuseppe Cormio accanto a Julio Velasco nel 1983

Nel mentre sfilava la sua Argentina il coach, che ha iniziato a Jesi con la Tre Valli nel 1983 il suo percorso di allenatore di pallavolo, ha appunto ricordato quando uscì dalla sua nazione per venire a Jesi ed iniziare una esperienza che poi, grazie alle capacità, l’ha portato sul tetto del mondo.

E nel ricordare Jesi Velasco ha menzionato Valentina Vezzali, sottosegretario allo sport del Governo Draghi, e Roberto Mancini, neo campione d’Europa con la nazionale di calcio azzurra.

Nel citare Mancini Velasco ha ricordato una curiosità che lo lega al Ct. Ha detto infatti che il papà Aldo, falegname, nel periodo trascorso a Jesi, gli aveva preparato la tavola di legno da mettere sotto il materasso per riposare meglio e prevenire il mal di schiena.

Ricordiamo che Velasco in carriera oltre a tanti successi con i club con la nazionale italiana ha vinto 2 campionati del mondo, 3 ori europei 5 world league mancando la vittoria alle Olimpiadi (dove è stato argento ad Atlanta 1996).

Nel calcio ha avuto esperienze da manager nell’Inter di Moratti e nella Lazio di Cragnotti.

Insomma quando si parla di sport Jesi è sempre presente anche, come in occasione di questa Olimpiade, non è rappresentata da nessun atleta in gara.

Ricordiamo che l’unica atleta jesina avente diritto sarebbe stata Elisa Di Francisca che tuttavia ha rinunciato per una scelta personale ben precisa e che comunque della delegazione azzurra fanno parte Giovanna Trillini e Annalisa Coltorti nello staff del fioretto maschile e femminile.

(e.s.)

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VOLLEY / Da Velasco ai successi alla Lube, la carriera vincente di Giuseppe Cormio

Lo jesino, direttore sportivo della società civitanovese fresca scudettata, ha ancora un forte legame con la città

JESI, 1° maggio 2021 – C’è un pezzo di Jesi nel sesto scudetto della Cucine Lube Civitanova Marche in SuperLega Credem Banca di pallavolo. Il direttore sportivo della società, infatti, è lo jesino Giuseppe Cormio, per tutti Beppe. Negli anni ‘80 è stato giornalista e in seguito dirigente della Pallavolo Trevalli Jesi ai tempi di mister Julio Velasco, chiamato proprio da lui ad allenare la squadra di volley della città nel 1983.

Le emozioni da giornalista

Nato a Jesi nel 1955, da giovanissimo è stato corrispondente di diverse testate televisive e radiofoniche locali e nazionali, come Tv Centro Marche, Il Resto del Carlino e Telemontecarlo. Raccontò via radio una pagina storica dello sport della città di Federico II, ovvero la storica promozione in Serie C2 della Jesina nello spareggio di Arezzo contro il Riccione, il 7 luglio 1981.

«Non sono un nostalgico – spiega Cormio – ma ricordo tutto di quella giornata. La mia telecronaca con le interviste ancora si può trovare su YouTube ed ogni tanto me la vado a risentire. Ero molto giovane e molto tifoso della squadra, mi ricordo questo esodo di 7 mila persone da Jesi verso la Toscana, qualcosa di irripetibile. Mi ricordo il caldo di quella giornata, il gol di Ballarini, le emozioni vissute con la dirigenza della Jesina nelle persone dei compianti Latini, Fazi e tanti altri che hanno fatto la storia del calcio importante a Jesi. Ricordo bene il ritorno nella nostra città, con la festa in un albergo-ristorante. E’ una di quelle belle emozioni che restano indelebili nella memoria. Da giornalista l’avevo vissuta con tanta intensità e passione, realizzando servizi per Tv Centro Marche sia lungo la strada che alla stazione, con un treno speciale di mille tifosi leoncelli».

Il passaggio alla carriera dirigenziale e l’incontro con Velasco

Nel 1983 lasciò il giornalismo e divenne direttore sportivo della TreValli Jesi di pallavolo. «Ripenso spesso – spiega Cormio – alla casualità di questa carriera fortunata che ho avuto nello sport. Ho scelto di lasciare il mio mestiere di giornalista a quasi 30 anni, per provare a lavorare in ambito sportivo. All’epoca sembrava una cosa folle, un passo azzardato, in un momento in cui la pallavolo non aveva nulla di professionistico».

Poco dopo il suo ingresso nella società jesina, ingaggiò come allenatore un tecnico argentino sconosciuto ai più, ovvero Julio Velasco. L’accoppiata Cormio-Velasco portò alla società una storica promozione in Serie A2, prima che l’argentino diventasse uno degli allenatori sportivi più famosi e vincenti al mondo, vincitore di 2 mondiali, 3 europei e 5 World League con l’Italia, 4 scudetti e 3 Coppe Italia con squadre di club.

In piedi Giuseppe Cormio accanto a Julio Velasco nel 1983 – foto dall’album di Alberto Santoni

«Aver scelto Velasco – racconta Giuseppe Cormio – ha condizionato non solo la mia vita, ma anche quella di tante altre persone nella pallavolo. I suoi successi, specie con la “Generazione di fenomeni”, ci ha fatto capire che la nostra passione poteva diventare una professione. Penso che io sia stato fortunato quando ho chiamato il mister argentino, su consiglio di alcuni atleti suoi connazionali già in squadra. Penso spesso che ci siano delle concomitanze con la vita di tutti che cambiano il corso degli eventi. Poco tempo fa, la trasmissione “Vite incrociate” di Radio 24 ha analizzato l’incrocio della mia vita con quella di Velasco e come quest’incontro abbia introdotto tante novità nella pallavolo e nello sport in Italia».

In successi in giro per l’Italia

Anche la carriera dirigenziale di Giuseppe Cormìo è stata costellata da grandi successi. Nel 1990 passò al Petrarca Padova in Serie A1 nel ruolo di team manager. «E’ stato – spiega Cormìo – il primo passo nella pallavolo professionistica, dove ero anche il responsabile dell’ufficio stampa, per cui potevo conciliare queste due passioni».

E’ passato all’Alpitur Cuneo nel 1993, contribuendo alla vittoria di diversi trofei italiani ed internazionali. Dopo le parentesi alla Sicc Jesi di basket come direttore generale tra il 2000 e il 2001 e alla Bre Banca Cuneo, tornò a Padova fino al 2005, quando accettò la carica di General Manager del Trentino Volley a Trento. Grazie alle sue scelte di mercato e alla sua lungimiranza, la società in 7 anni vinse i suoi primi trofei in Italia e nel mondo, diventando una delle più vincenti del panorama nazionale. Ha fatto parte successivamente della dirigenza del Siena Calcio e della Robur Costa Ravenna di pallavolo.

Da sinistra Osmany Juantorena, il patron della Lube Fabio Giulianelli e Beppe Cormio con la coppa dello Scudetto 2021

Il ritorno a casa: Civitanova e Jesi

E’ tornato poi nelle Marche nel 2016, diventando il direttore sportivo della Lube Civitanova, dove sta vivendo un ciclo vincente di trionfi, con il culmine del triplete del 2019 con Scudetto, Champions League e Mondiale per Club, mentre in questa stagione è arrivato il double Campionato-Coppa Italia. Con Cormio in dirigenza, la società civitanovese ha vinto in totale anche 3 campionati italiani, 3 Coppe Italia. Anche sua figlia Gaia (nella foto di copertina) fa parte da quest’anno dello staff societario.

Giuseppe Cormio in occasione del premio giornalistico Giuseppe Luconi a Jesi nel settembre 2020

Il dirigente, nonostante i tanti anni “fuori casa”, ha ancora un forte legame con Jesi. «Torno in città – spiega Cormio –  quasi tutte le settimane, ho ancora tanti amici. Quando ho organizzato eventi importanti, come i campionati mondiali di Beach Volley e Soccer in collaborazione con Sky, ho sempre scelto la mia città, ce l’ho nel cuore. Con lo spostamento della Fontana dei Leoni in Piazza Federico II, certi eventi non si riuscirebbero più ad organizzare. Seguo gli eventi e le notizie della città attraverso i quotidiani ed i siti specializzati. Ho un affetto molto particolare per Jesi e la Vallesina: un’associazione socio-culturale appena nata, rappresentata da persone che lavorano in diversi settori importanti per la vita sociale, ha chiesto il mio contributo per delle proposte per il futuro della vallata, e ho detto subito sì. Mi ricordo bene, inoltre, del vostro Evasio Santoni, soprattutto quando giocava a calcio: era molto bravo e tecnico, anche se un po’ lento».

Giacomo Grasselli

giacomo.grasselli@qdmnotizie.it

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AMARCORD / Volley: Jesi in serie A con la Tre Valli, Ipersidis e Monte Schiavo

Julio Velasco e la serie A; la palestra Carbonari troppo piccola, il palazzetto dello sport di via Tabano grazie all’allora assessore Rocchetti; le finali scudetto della Monte Schiavo

JESI, 3 maggio 2020 – Il periodo d’oro della pallavolo jesina maschile è targata Julio Velasco mentre in quella femminile il Palatriccoli è stato teatro del film della serie A1 con le ragazze che hanno scritto anche pagine importanti della storia del volley nazionale.

Palestra Carbonari

La storia della pallavolo maschile inizia praticamente nel 1982 con l’allora Tre Valli che vince il campionato e sale in A2.

Due campionati di serie A ai massimi livelli, giocati alla palestra Carbonari, a volte strapiena oltre ogni limite, con un secondo e quarto posto.

Poi la squadra cambia nome, diventa Illy Jesi, e nel campionato 1985-86 retrocede in serie B.

Ancora un cambio di casacca con Ipersidis primo sponsor e di nuovo nel 1986-87 la promozione in A2 è cosa fatta: 1988 (4° posto), ’89 (12°), 1990 (10°).

Nel 1991 il volley Jesi ritorna in serie B.

L’esordio in serie A di Jesi avvenne nell’ottobre 1983 a Catania allenatore Julio Velasco, vice Alberto Santoni.

Casoni Sandro, presidente

Il sestetto sceso in campo era composto da Giannini, Kantor, Esposto, Petrelli, Wagenpfiel, Fanesi.

Altri componenti la squadra Martelli, Scortichini, Quartini, Sasso, Squartini, Pigliapoco, Pozzi.

Jesi vinse 3-0: 10-15, 7-15, 11-15.

La stagione successiva 1984-85 Velasco fu confermato dal presidente Sandrino Casoni e dal direttore sportivo Giuseppe ‘Beppe’ Cormio.

In squadra anche Roberto Masciarelli, Martinelli, Velletrani, Cecato, Viscuso, Kantor, Wagenpfeil, Fanesi, Petreli, Martelli, Pigliapoco e Pozzi.

La stagione successiva Velasco prese la strada di Modena e ritornò a Jesi nel giugno 1987 con la Panini

Amarcord Tre Valli

avversario della Kutiba Falconara.

Un Palazzetto dello Sport di via Tabano, fortemente voluto dall’allora assessore allo sport del Comune di Jesi Leonello Rocchetti, inaugurato per l’occasione, occupato dal oltre 4000 spettatori, per la finale scudetto.

Scudetto poi vinto dalla squadra di Velasco.

L’altra apparizione in serie A per Jesi nel 1988-89.

L’anno precedente la squadra di Lamberto Giordani, sempre con Cormio direttore sportivo, e Sebastiano D’Onofrio presidente, targata Ipersidis vince la serie B.

La squadra era così composta: Petrini, Bocchini, Pozzi, Lucconi, Angelucci, Badiali, Cerioni, Giuliani, Lucchetti, Mancinelli, Moretti, Pigliapoco.

La stagione della serie A, al vertice del club Gianfranco Fioretti, il riconfermato coach Giordani può contare su: Bocchini, Giuliani, Lucchetti, Mancinelli, Moretti, Pigliapoco, Lucconi, Badiali,  Zappoli, Petrov. 

9 marzo 2016 Palazzo dei Convegni

Il 9 marzo del 2016 con il supporto del Comune di Jesi e del Panathlon, organizzato dal Volley Cub Jesi con la collaborazione attiva di Marco Massaccesi, a Palazzo dei Convegni è andato in scena l’evento “volley Jesi riabbraccia la sua storia”.

Ospiti d’onore, Waldo Kantor e Peppe Cormio.

All’appuntamento erano presenti Roberto Masciarelli e Gianfranco Fanesi, giocatori dell’allora Tre Valli, l’attuale presidente del sodalizio Mario Rango, Sandrino Casoni, Alberto Santoni ed altri.

 

 

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Dal maschile al femminile la strada è breve.

La pallavolo Giannino Pieralisi nasce nel 1969 e dopo decenni di attività nel 1983-84 sale in serie A2.

Cinque anni consecutivi di A2, dove sfiora la massima serie, ma poi retrocede in B dopo il campionato 1988-89.

Nuova promozione in A2 nel 1995-96.

L’obiettivo della serie A1 viene centrato a conclusione del campionato 2000-2001.

Nella massima serie nazionale la Monte Schiavo Banca Marche diventa una protagonista assoluta e nel 2005-2006, dopo aver ottenuto il quinto posto a conclusione della stagione regolare, accede alla finale scudetto sconfitta da Bergamo 3-0.

I parziali: 3-1 (16-25, 25-21, 25-22, 25-15); 1-3 (25-19, 16-25, 26-28, 21-25); 3-0 (25-17, 25-19, 25-22).

La squadra jesina allenata da Emanuele Fracascia era composta da: Petkova, Togut, Orazi, Kilic, Arimattei, Marinova, Borgogelli, Ritschelova Marcela, Zilio, Mifkova, Aldrich, Cimoli.

Altra finale scudetto la stagione successiva, dopo un secondo posto in campionato, ed ancora sconfitta questa volta da Perugia sempre per 3-0.

Gara1, 2-3: 23-25, 25-15, 21-25, 25-22, 13-15; gara2, 3-0: 25-23, 25-20, 25-22; gara3, 0-3: 18-25, 13-25, 27-29.

La formazione jesina allenata da Marcello Abbondanza era composta da Petkova, Togut, Orazi, Giogoli, Marinova, Rinieri, Bown, Zilio, Carvalho, Imprescia, Calloni, Bartolini, Padua, Travaglini, Cella, Zamora.

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Insomma anche il volley a Jesi ha avuto le sue stagioni da protagonista salendo alla ribalta del panorama sportivo nazionale.

Una disciplina che ha avuto altre storie fantastiche proprio a Jesi e che nei prossimi giorni avremo modo di raccontare e approfondire.

Evasio Santoni

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Si ringrazia per la collaborazione e per il materiale fotografico: Anna Vincenzoni, Marco Massaccesi, Daniele Bartocci, Pierino Gagliardini, Tiziano Lenti