JESINA CALCIO / Continua la protesta dei tifosi, contatto Bacci Mosconi

Sibilia a Roma va avanti come un treno, retrocessioni anche dall’Eccellenza in giù. Dopo l’8 giugno la palla passerà alla Lnd convocata per il 10 

JESI, 6 giugno 2020 – I tifosi leoncelli continuano la loro protesta affidandosi ancora una volta ad uno striscione esposto in piazza della Repubblica a Jesi per esternare tutto il loro disappunto sull’attuale società.

Mosconi – Bacci

Lo hanno fatto nel giorno in cui c’è stato sicuramente un contatto tra il Sindaco Bacci e il socio di maggioranza della Jesina calcio Mosconi.

In serata l’andamento del colloquio non è stato reso ufficiale ma da indiscrezioni le parti sembrano sempre più distanti nel senso che oramai la soluzione possibile, almeno per quello che si è riusciti a sapere, è che il prossimo passo sarà il passaggio delle quote societarie tra Mosconi e Chiariotti.

Mosconi e Bacci avranno avuto modo di chiarire quanto espresso dalle parti nei giorni scorsi che non hanno partorito al momento nulla di concreto.

Adesso la domenica porterà consiglio e riflessione e da lunedì si cercherà di riprendere in mano la situazione sperando di uscire da un tunnel senza fine. D’altronde continuare a parlare senza produrre niente non giova a nessuna da qualunque parti la si guarda.

Nel mentre, a livello generale, le società di serie D che sono nel mirino della proposta della Lnd riguardante le 4 retrocessioni per ogni girone, da valutare definitivamente nel Consiglio federale dell’8 giugno prossimo, hanno chiesto l’accesso agli atti presso la Lnd per acquisire copia integrale della proposta al fine di verificarne la validità, il presidente Sibilia si è portato avanti confermando la sua intenzione di premiare il merito e penalizzare il demerito.

Le 31 società di serie D sono: U.S. Agropoli, A.S.D. Alfonsine F.C. 1921, A.S.D. Città di Anagni Calcio, S.S.D. Avezzano Calcio a r.l., A.C.D. Bastia 1924, A.S.D. Pol. Calcio Budoni, S.S.D. Chieti F.C. 1922 a r.l., POL. Ciliverghe Mazzano, A.S.D. Corigliano Calabro, U.S.D. Dro Alto Garda Calcio, U.S.D. Fezzanese, A.S.D. Grumentum Val D’Agri, U.S. Inveruno 1945, S.S.D. Jesina Calcio S.r.l., S.D. Academy Ladispoli S.r.l., U.S.D. Levico Terme, S.C.D. Ligorna 1922, S.S.D. a r.l. Milano City B.G. F.C., S.S.D. Marsala Calcio a r.l., A.C. Nardò S.r.l., U.S. Palmese A.S.D., F.C. Ponsacco 1920 S.S.D. a r.l., Sangiustese Calcio S.S.D. a r.l, A.S.D. San Luigi Calcio, A.C.D. San Tommaso Calcio, A.S.D. Savignanese, S.P. Tamai, A.S.D. Pro Calcio Tor Sapienza, F.C. Vado, S.S.D. Vigasio a r.l., A.S.D. Villafranca Veronese.

Cellini Paolo

Premiare il merito e penalizzare il demerito vuol significare che anche nei campionati regionali, dall’Eccellenza in giù, si dovrà applicare la stessa regola.

D’altronde i vari Comitati Regionali non potranno decidere ognuna in maniera autonoma pur se il presidente marchigiano Paolo Cellini è notoriamente indirizzato, e sempre lo è stato, al blocco delle retrocessioni.

Sibilia poi è deciso anche sulla ripartenza della stagione ed ha dichiarato: “L‘annata 2020-2021 inizierà il primo luglio e spero che i campionati riprendano in settembre. Auspico anche che se si riaprono i teatri non vedo il motivo per cui in un impianto all’aperto in grado di accogliere migliaia di persone non possa accedere una percentuale adeguata di spettatori».

Dopo l’8 giugno, comunque, per avere le idee chiare sul futuro del calcio dilettantistico in generale, bisognerà attendere la giornata del 10 giugno quando la Lnd ha già convocato il proprio direttivo.

In quella occasione saranno forse prese definitivamente, sarebbe ora, le ultime decisioni sul da farsi dalla serie D in giù.

(e.s.)

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JESI / Stadio Carotti tra manutenzione straordinaria, ordinaria e…piccioni

Il problema perenne dei piccioni va risolto in fretta e nel frattempo le tribune hanno necessità assoluta di pulizia e disinfestazione

JESI, 6 giugno 2020 – La Jesina calcio sta vivendo un momento particolare sospesa tra la serie D e l’Eccellenza, in uno stato di incertezza circa il futuro societario.

Anche l’impianto di Viale Cavallotti, il Carotti, dove risiede il rettangolo verde di gioco, sta attraversando un momento di alti e bassi dove si alternano lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria, quest’ultima affidata alla volontarietà di alcuni appassionati, e dove il problema ‘piccioni’ ha preso completamente il sopravvento.

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Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha affidato dei lavori per la messa in sicurezza e sostituzione degli accumulatori del sistema centralizzato di alimentazione dell’illuminazione di sicurezza dello stadio oltre alla sostituzione di attrezzature obsolete e non funzionanti, installazione e sostituzione di nuovi estintori, installazione di
cartelli segnaletici finalizzati alla sicurezza antincendio.

Inoltre, per contenere i consumi idrici presso lo stadio comunale, è stata ripristinato il sistema di irrigazione mediante attingimento da un pozzo già in loco con la sostituzione del motore della pompa esistente, sistemazione del quadro elettrico, sostituzione di un tratto di linea elettrica e di una elettrovalvola, nonché sostituzione di due irrigatori a scomparsa all’interno del campo.

magazzino Carotti pieno d’acqua

Sul fronte manutenzione ordinaria, considerato che la Jesina calcio ha rinunciato alla gestione dell’impianto in scadenza il 31 marzo liberando al tempo stessi i suoi addetti dal 1 maggio, il taglio d’erba e la manutenzione della stessa viene comunque eseguito da personale volontario (foto), Claudio e Primo Scarpini, praticamente a costo zero. Qui sicuramente, a questo punto, necessita un intervento urgente dei tecnici comunali per continuare la manutenzione estiva dell’impianto fino ad assegnazione del nuovo gestore.

Infine il problema di sempre: i piccioni.

L’impianto è chiuso dal 1 marzo, giorno dell’ultima partita in casa contro il P.S.Elpidio.

In questi tre mesi le tribune dello stadio sono state sporcate in larghissima parte da escrementi dei piccioni (foto), da piccioni morti, da ogni tipo di sporcizia. Una sorta di immondezzaio.

Senza dimenticare poi una situazione già denunciata tempi indietro con l’acqua piovana che filtra dai gradoni della tribuna, lato curva, penetrando nei locali del magazzino che la Jesina Calcio occupa per tenere il proprio materiale sportivo.

In attesa del nuovo bando sicuramente l’amministrazione comunale dovrà intervenire per fare manutenzione continua non solo al campo di gioco ma a tutta la struttura. lasciarlo completamente decadere creerebbe un problema di difficile risoluzione.

(e.s.)

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AURORA CALCIO / Settore giovanile, Cerioni e Bugatti preparatori dei portieri

I due hanno già esperienza in materia e porteranno un contributo fondamentale per la crescita tecnica dei futuri numeri uno

JESI, 6 giugno 2020 – L’Aurora calcio, settore giovanile, ha ufficializzato la riconferma dei preparatori dei portieri

Cerioni Daniele

che saranno Nicola Bugatti e Daniele Cerioni.

Bugatti Nicola

Per entrambi un passato da numero uno nelle varie categorie e la loro esperienza verrà di nuovo messa a disposizione come allenatori.

Cerioni ha avuto anche esperienze nella prima squadra della Jesina per diversi anni come allenatore dei portieri mentre Bugatti ha sempre seguito i ragazzi dei settori giovanili.

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Mosconi: «Voglio lasciare, dove sono i ‘soggetti interessati’?»

«il differenziale in negativo non supera i 30mila euro. Ripeto per chi non l’avesse ancora capito: Mosconi lascia per sua volontà non perché lo dice il Sindaco»

JESI, 6 giugno 2020“Il mio telefono è sempre acceso ma nessuno mi ha ancora telefonato”.

Mosconi – Bacci

Inizia così Gianfilippo Mosconi socio di maggioranza della Jesina calcio quando venerdì sera ci ha chiamato per esternare ancora una volta tutta la sua preoccupazione e le sue perplessità aggiungendo e precisando con insistenza: “Il Sindaco Bacci mercoledì pomeriggio ci ha informato che personaggi affidabili erano pronti a prendere in mano la Jesina calcio e che mercoledì sera o al massimo giovedì mattino si sarebbero presentati a noi. Così purtroppo non è stato”.

La condizione era, ed è, la vostra uscita dalla società: questo ancora non è avvenuto?

“La condizione è una solareplica Mosconi- ed è quella da me sempre sostenuta. Non è che il Sindaco Bacci manda via l’attuale dirigenza per far posto ai nuovi possibili acquirenti ma è Mosconi che ha deciso di andar via. Concettualmente e praticamente non è la stessa cosa. Sia chiaro una volta per tutte: il messaggio che voglio lanciare, coerente con quanto ho sempre sostenuto, è che il sottoscritto ha deciso di farsi da parte e ben vengano nuovi proprietari. E pure noto a tutti che se questo non accadrà Mosconi le quote comunque le cederà a Chiariotti uscendo di scena”.

Esiste sempre la questione debiti crediti?

“A parte l’erario che ho ereditato, a parte l’accertamento della Guardia di Finanza non riferito alla mia gestione, il differenziale in negativo non supera i 30mila euro. Non vedo dunque il problema. Ripeto per chi non l’avesse ancora capito: Mosconi lascia per sua volontà non perché lo dice il Sindaco. Ma se nessuno si presenta per dare continuità alla Jesina è necessario essere operativi e soprattutto la prossima settimana, quando con ogni probabilità dopo il Consiglio Federale dell’8 giugno se confermate le retrocessioni, saremo chiamati a far ricorso per tentare di mantenere la categoria. Eppoi sono arrabbiato davvero”

Si spieghi?

“I tifosi non ce l’hanno con me e tutti i giorni mi mandano messaggi confermando questo loro stato d’animo invitandomi a lasciare. Stiano tranquilli io lascio ma è pur vero che il mio telefono è sempre attivo ma non squilla mai, arrivano solo i loro messaggi. Dove stanno i ‘soggetti interessati’, dove sono queste ‘figure di alto profilo’?”

(e.s.)

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VOLLEY FEMMINILE / La Pieralisi Jesi verso la B1 e un’idea di ‘CastelMoie’

patron Gabriele Pieralisi ci sta provando; riconfermato coach Sabbatini mentre Solforati lascia e si accasa al Volta Mantovana

JESI, 6 giugno 2020 – C’è fermento nel mondo del volley femminile, e dopo la chiusura anticipata della stagione le società stanno lavorando alacremente per preparare il 2020/21.

Pieralisi pronta al salto di categoria

coach Sabbatini Luciano

La prima indiscrezione riguarda Jesi, con la Pieralisi che sarebbe pronta al salto di categoria. Niente ufficialità e bocche cucite nel sodalizio rossoblu, ma i rumors raccontano di un patron Gabriele Pieralisi deciso ad acquisire i diritti di una formazione di serie B1, ancora sconosciuta. L’esperienza ci insegna che in questi casi la prudenza non è mai troppa, ma la strada sembrerebbe tracciata.

Un premio per un gruppo di giocatrici che hanno dimostrato di saper stupire, ed uno staff che ha lavorato in modo certosino. Proprio da queste certezze si ripartirà, a prescindere dalla categoria: niente rivoluzioni, ma tanta fiducia, con coach Luciano Sabbatini che spegnerà l’undicesima candelina sulla panchina Jesina.

Se non è un record poco ci manca, per colui che a questo punto può essere definito l’Alex Ferguson del volley.

Situazione fluida anche in Vallesina

Castelbellino l’eco sordo di un urlo strozzato in gola è ancora vivo. Il Covid ha interrotto un sogno che sembrava potersi tramutare in realtà. Nonostante la crisi, Termoforgia non avrebbe manifestato l’intenzione di mollare, seppur con un impegno ritoccato verso il basso per ovvie ragioni, ma qualche tegola è caduta in questi giorni dalla costruzione rossoblu.

L’addio di coach Matteo Solforati, accasatosi a Volta Mantovana, è stato per  tanti versi inaspettato, e percepito come un fulmine a ciel sereno. Con lui in viaggio verso nord anche Mila Montani e Cristina Coppi. Una formazione dunque, da ridisegnare.

Riflessioni e pensieri, che intanto hanno portato i dirigenti a sedersi intorno ad un tavolo insieme a quelli della Moncaro Moie.

Difficile dire se siamo di fronte alla nascita di un “CastelMoie”, ma l’idea sembra comunque viva. Certo, il clamoroso esito negativo della trattativa  che aveva coinvolto Filottrano e Macerata, data per portata a termine dagli stessi addetti ai lavori, sta lì a ricordare che tra il dire e il fare ci sono tante cose da sistemare.

I prossimi giorni aiuteranno ad avere uno scenario più chiaro, per una serie B1 che in ogni caso potrebbe regalare emozioni e derby succulenti.

Marco Pigliapoco

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JESINA CALCIO / Il presidente Chiariotti: “Chi vuole la società si deve assumere debiti e crediti”

Ed aggiunge: “Secondo il sindaco Bacci dovevamo già aver ricevuto proposte, aspettiamo che i soggetti interessati da lui annunciati si mostrino alla città”

JESI, 4 giugno 2020“Pronto sono Giancarlo Chiariotti!”

Presidente, il Sindaco è stato netto e chiaro: ci sono soggetti interessati ma alla condizione che tutta l’attuale dirigenza se ne vada?

Amici – Mosconi – Chiariotti

“Il sindaco a noi ha detto pure che questi potenziali soggetti avrebbero chiamato Mosconi già da ieri sera o al massimo questa mattina ma ancora non si sono fatti sentire. In realtà è Mosconi che ha premesso al Sindaco “o vado avanti così o lascio tutto”. Quindi l’attuale dirigenza, se effettivamente ci sono persone o gruppi che vogliono prendere la Jesina,  lascerà tutta la società. Questa è una precisazione doverosa”.

Chi sono?

“Non lo sappiamo, pur se richiesto il Sindaco non ci ha voluto svelare la loro identità. Non sapendo chi sono, non si conosce neanche che intenzione possono avere, è tutto aleatorio. Entro ieri sera o al massimo entro questa mattina a mezzogiorno avrebbero dovuto chiamare. Niente di ciò è avvenuto. Perciò siamo sempre e solo a rincorrere ipotesi e scenari che non si concretizzano mai”.

Chi prende il 100% cosa prende?

“Oneri e onori, è ovvio”.

Al Sindaco sono stati quantificate queste cifre?

“Avevo portate le carte, non le ha volute vedere. Il colloquio è durato 25 minuti scarsi e negli ultimi 5 minuti all’incontro ha partecipato anche l’assessore Coltorti”.

Mosconi aveva dichiarato che chi prende la Jesina la prende a costo zero: non è vero?

Giancarlo Chiariotti

“Si sta commettendo un grosso errore dal punto di fiscale e finanziario. Costo zero significa che il proprietario, in questi caso Mosconi, lascia non prendendo un euro ma chi subentra si accolla quello che c’è. Quindi vengono assunti alla stessa maniera debiti e crediti.”

Ma i debiti sono ingenti: Iva, guardia di finanza, costo della squadra, fornitori…

“Siamo chiari! Molti dei debiti che ci sono non stati fatti da Mosconi e sempre abbiamo detto a tutti qual è la situazione. Se uno la vuole se la prende così! In sostanza Mosconi cede le quote a costo zero ma la società rimane con la stessa partita Iva e restano crediti e debiti”.

I debiti con giocatori e fornitori sono gestibili?

“E’ una somma che si evade con qualche mese senza problemi, ovviamente se resta Mosconi. Il quale ha sempre detto che l’ordinario, le spese che ha generato la sua gestione, se lui prosegue le copre senza problemi. Cioè le paga la Jesina con lui proprietario. Stiamo facendo troppa confusione su una gestione che va gestita in maniera più tranquilla”

Dunque l’attuale proprietà è in attesa di essere contattata?

“Il Sindaco ci ha detto che qualcuno ci avrebbe chiamato. Alle 19 di oggi nessuno si è presentato. Bacci si è dimenticato nel comunicato di scrivere questo passaggio”.

Ma il via tutti del Sindaco è simile a quello dei tifosi?

“Il problema non è via tutti. Noi andiamo via e consegnare le famose chiavi al sindaco cosa vuol dire? Vuol dire lascio la società così com’è e chi la vuole la prende. Si stanno facendo affermazioni molto populiste che all’atto pratico non risolvono niente”.

Corrisponde al vero che negli ultimi giorni ci sono state richieste da parte di società finanziarie che hanno proposto l’acquisto della Jesina?

Micozzi – Mosconi

“Ne sono arrivate due una dalla Campania, l’altra dal Lazio. Non sono proposte da prendere in considerazione. Qui è giusto parlarci chiaro. Lasciamo perdere l’erario. Ma sul tema giocatori e fornitori noi saremo seri: liquideremo tutti. Perché né il sottoscritto, né Mosconi né Amici abbiamo voglia di andare in giro per Jesi ed essere additati come coloro che non hanno rispettato gli impegni verso altri nostri concittadini. La ‘conditio sine qua non’ è che i fornitori ordinari vanno assolutamente pagati. Poi che la cifra debitoria corrisponde più o meno alla situazione patrimoniale della Jesina, escluso sempre l’erario e la guardia di finanza,  è un dato di fatto”.

Come pensa Chiariotti di gestire la situazione, anche ambientale, con una intera città praticamente schierata contro l’attuale dirigenza?

“Secondo me ci sono tre livelli di responsabilità. In primis quella del presidente, la mia insomma, che ho sempre parlato poco e mai dettagliato la reale situazione. Poi c’è la responsabilità vostra dei giornalisti che danno notizie per quello che conoscono ma troppo, a mio giudizio, enfatizzate (scusi Chiariotti ma lei riconosce che in due anni si è sempre sottraggo al confronto? e magari quando lo ha fatto non è stato sempre leale e corretto con i giornalisti?). Poi c’è la responsabilità dei tifosi che preferiscono certe persone anziché altre. A Jesi anch’io conosco molta gente e so perfettamente come la si pensa, cosa vogliono. Qui è necessario capire una cosa: se vogliano il bene della Jesina tutti debbono stare calmi, tranquilli perché i problemi si risolvono. I tifosi debbono fare i tifosi, insomma venire allo stadio, incitare la squadra o fischiarla, perché è un loro sacrosanto diritto, però non bisogna mettere ‘paura’ perché chi vuol investire a Jesi non lo farà mai.  Questo clima fa scappare tutti!”

Certe situazioni sono state create anche dalla sua società, l’inizio della stagione scorsa è stato un delirio?

Maurizio Gagliardini

“Lo scorso anno ci siamo affidati ad un procuratore Bellocchi, che è amico di Gagliardini e Micozzi. Questi hanno mandato via tutti i giocatori dell’anno prima, e ti confermo che in tanti mi chiamavano che volevano restare a Jesi, perché hanno voluto gestire tutto loro: certo, gli è stato permesso. Ma non sanno fare e lo hanno dimostrato e per di più con Bellocchi che conosceva tutto il badget reale a disposizione. Addirittura ho messo loro in mano tutte le entrate certe con la data precisa di quando le sponsorizzazioni sarebbero arrivate nelle casse societarie. Non si poteva sbagliare. Di questo se ne sono fregati spendendo molto ma molto di più. Dopo la partita con il Tolentino (22 settembre 2019, 4° giornata; ndr) ho chiamato tutti e ho detto basta. Ho detto questi sono i debiti e tutti mettiamo mano al portafoglio per ripianare, subito. Risultato? Gagliardini e Micozzi se ne sono andati con Mosconi che si è ritrovato a dover far fronte a debiti fatti da altri. L’errore di Mosconi è essersi ‘innamorato’ di tre personaggi che non sanno fare e lui è andato in difficoltà. Adesso dobbiamo sopperire a problemi creati da terzi come è d’obbligo che tutti sappiano che quando siamo subentrati alla vecchia società abbiamo dovuto coprire oltre 100mila euro di debiti esistenti, oltre sempre all’erario. Insomma noi i debiti e i crediti nel maggio 2018 ce li siamo assunti”.

Se continuate voi cosa succederà?

“Si andrà avanti partecipando a qualunque campionato saremo chiamati ad iscriverci: o serie D o Eccellenza. Mosconi è contento di cedere le quote a me perché dice che sono uno che ci tiene al bene della Jesina. Naturalmente lui resterebbe come sponsor per garantire e soddisfare quello detto prima. Questo passaggio ancora non è stato fatto. Per noi è un discorso sociale, ci piace farlo, ci piace aiutare a fare calcio a Jesi ognuno con i propri ruoli”

Adesso bisogna anche accelerare per poter soddisfare all’inizio regolare della prossima stagione?

“Certo non possiamo perdere tempo perché se c’è da fare iscrizioni ed altre cose sportive vanno fatte nei tempi stabiliti”.

Ultima domanda: la proposta del gruppo che voleva il 49%?

“Respinta al mittente perché Mosconi non vuole fare società con gente che non conosce. Gli è bastato collaborare con Micozzi e Gagliardini”.

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / Il Sindaco Bacci ha la soluzione per ripartire ma «via tutti»

Dalla parte della Jesina ieri sera ed in mattinata invece nessun commento se non un semplice “incontro interlocutorio dunque nulla da comunicare”

JESI, 4 giugno 2020 – Gianfilippo Mosconi ha dato seguito alla sua volontà di incontrare il Sindaco di Jesi Massimo Bacci e nel pomeriggio di ieri mercoledì 3 giugno, assieme al presidente della Jesina Chiariotti e a Gianfranco Amici è stato ricevuto dal primo cittadino.

Questa mattina Bacci ha scritto: “ci sono soggetti interessati ma ad una condizione: via tutta l’attuale dirigenza”. Concretamente il Sindaco sostienedi aver condiviso le forti preoccupazioni dei tifosi circa il futuro della Jesina Calcio ed in particolare la volontà del proprietario della maggioranza delle quote Gianfilippo Mosconi di voler terminare questa esperienza e cedere la società”. Ed ha aggiunto: “Per il ruolo che rivesto mi sono sentito in dovere di sondare il terreno per capire se vi potessero essere potenziali soggetti – seri e credibili – interessati alla società. Posso annunciare che ho trovato disponibilità a discuterne da parte di alcune personalità di alto profilo che mi hanno però posto una precondizione irrinunciabile. E cioè che l’intera attuale dirigenza, a vario titolo rappresentata, esca definitivamente di scena. Tutto questo l’ho comunicato ai signori Gianfilippo Mosconi, Giancarlo Chiariotti e Gianfranco Amici con i quali mi sono incontrato ieri pomeriggio”. Poi il primo cittadino precisa: “Non avevo e non ho alcun potere di interferire nelle vicende di una società, come la Jesina, a tutti gli effetti privata. Ho viceversa il dovere di individuare una possibile soluzione di fronte al rischio – paventato dal diretto interessato e cioè il proprietario delle quote di maggioranza – che una società privata che coinvolge la passione di tantissimi cittadini possa terminare così, dopo oltre 90 anni in cui ha accompagnato i sogni e le emozioni di generazioni di tifosi. Ed è su questo sentiero che mi sono mosso, senza scavalcare alcuno, ma nel rigoroso rispetto sia delle regole sia della gloriosa storia sportiva della città di Jesi”.

Dalla parte della Jesina invece, ieri sera e questa mattina, nessun commento se non un semplice “incontro interlocutorio dunque nulla da comunicare”.

Certo è che l’iniziativa di Bacci adesso apre una profonda riflessione ed un profondo solco che dovrà trovare una soluzione, anche a breve tempo. Ci sono insomma due possibilità.

L’impressione è che Mosconi dia seguito al suo volere di cedere le quote a Chiariotti con quest’ultimo che ha dato mandato ad Amici di iniziare a muoversi per costruire la squadra.

Per giorni Mosconi però aveva parlato di non farcela più, di non voler iscrivere la squadra al prossimo campionato, di cercare soluzioni alternative, di portare le chiavi al Sindaco, di chiedere aiuto comunque al primo cittadino.

Adesso cosa deciderà effettivamente di fare?

A questo punto, dopo le dichiarazioni del Sindaco, Mosconi, Chiariotti, Amici dovranno necessariamente dire la loro in maniera convincente, trasparente, chiara, netta, risolutiva. Se andranno avanti dovranno dettare progetti, budget ed obiettivi a breve, medio, lungo termine.

I tifosi, la piazza, la città, attendono tutti un segnale. Le carte, a questo punto, dovranno essere tutte scoperte.

(e.s.)

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AURORA CALCIO / Altro allenatore per il Settore Giovanile: Leo Mancini

Cresce numericamente lo staff tecnico ma anche i ragazzi che scelgono il san Sebastiano: a vincere è la qualità dell’offerta

JESI, 3 giugno 2020 – Dopo aver presentato Giordano Ganzetti e il professor Alessandro Gigli, l’Aurora Calcio annuncia Leonardo Mancini.

‘Leo’ va ad aggiungersi alla squadra tecnica del settore giovanile che il Responsabile Francesco Bacci sta allestendo per la nuova stagione calcistica 2020-2021.

Mancini non e’ un nome nuovo nel calcio dilettantistico della Vallesina.

Per lui varie esperienze come giocatore, Borgo Minonna e San Marcello su tutte.

Da vari anni alla Jesina come allenatore giovanile e in possesso di abilitazione Uefa B.

Per il nuovo allenatore aurorino Mancini un ritorno all’Aurora, visto che in passato ha vestito la casacca arancio blu.

Numericamente lo staff tecnico sta aumentando di consistenza e questo vuol significare che tanti genitori stanno preferendo che i loro ragazzi maturino una esperienza al San Sebastiano.

Sicuramente altre realtà calcistiche cittadine saranno penalizzate ma come sempre a vincere è la qualità dell’offerta.

L’Aurora oltre a Francesco Bacci, che di per se è una garanzia assoluta, dispone anche delle strutture tra le quali il ‘Cardinaletti’ dove poter far allenare i propri tesserati: un valore aggiunto non indifferente.

(e.s.)

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VOLLEY FEMMINILE / Niente accordo Macerata Filottrano, la Lardini resta in serie A?

Lardini Volley e CBF Balducci Macerata rinunciano per ora al progetto condiviso. Ora che succederà? sarò di nuovo A1?

FILOTTRANO, 3 giugno 2020 – Niente accordo tra la Lardini Filottrano e la Cbf Macerata.

“Con enorme dispiacereè la nota del club Lardinile strade della Polisportiva Filottrano Pallavolo e dell’Helvia Recina Macerata non convergeranno nel progetto ideato e condiviso, non almeno nella prossima stagione. La complicata congiuntura economica e le difficoltà acuitesi nelle ultime settimane nel reperire risorse, non consentono in questo momento al Club filottranese un’equa partecipazione e sviluppo di un progetto sportivo che è stato fortemente voluto e sul quale è stato investito grande impegno. Il senso di responsabilità verso gli impegni presi obbliga a malincuore a sospendere la fattiva collaborazione avviata con la dirigenza dell’Helvia Recina Macerata, con cui è stata condivisa l’uscita dal progetto, nella speranza di riprendere nel prossimo futuro a tessere insieme i fili di una cooperazione che resta un enorme valore aggiunto per un ambizioso progetto di crescita” E concludeLa storia quasi cinquantennale del Club, che ha portato il nome di Filottrano al vertice del movimento pallavolistico femminile italiano, non finisce comunque qui e da domani si inizierà a lavorare per disegnare il futuro, con l’identica passione e la stessa serietà che hanno contrassegnato l’esaltante e coinvolgente percorso della Lardini Volley Filottrano”.

Ora che succederà? Tutte le strade sono percorribili: ripartire dalla serie A1, presentarsi in serie A2, oppure ripartire dalle prime categorie.

Se sarà ancora serie A1 la società potrebbe decidere anche di ritornare a giocare al Palatriccoli di Jesi.

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Tifosi, continua la protesta: «Via tutti!» (foto)

Si prospettano giorni importanti ma difficili, il rapporto società e tifosi è indispensabile e fondamentale 

JESI, 3 giugno 2020 – Immediata, anzi sotto certi aspetti anticipata, la reazione dei tifosi alla possibilità di un passaggio societario interno alla Jesina calcio.

Nel senso che le quote saranno acquistate dal presidente Chiariotti con Mosconi che resterà all’interno della compagine.

Nella tarda serata di ieri hanno appeso degli striscioni in più posti della città manifestando tutto il loro disappunto ed invocando un cambiamento radicale.

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D’altronde il gruppo “..eppure il vento soffia ancora…” l’aveva scritto a chiare note: “Ora si faccia piazza pulita e l’attuale società lasci immediatamente, è stato già perso troppo tempo con voi. Sia chiaro che nessuna vecchia conoscenza deve rientrare a far parte del futuro, perché quello che si sta verificando è una gestione sbagliata che si protrae da molti anni. Qualsiasi persona, imprenditore o gruppo voglia prendere in carico i nostri colori lo faccia per riportare gente allo stadio, passione e soddisfazioni ad una piazza che ha sempre avuto un valore aggiunto nel suo pubblico”.

Della serie, come diceva Albert Einstein, “i problemi non possono essere risolti dallo stesso livello di conoscenza che li ha creati”.

Un momento difficile ed una situazione che Chiariotti dovrà affrontare con tutti gli argomenti più convincenti possibile, e ovviamente con i fatti, per costruire un qualcosa che non c’è più.

Il rapporto società e tifosi è indispensabile e fondamentale anche perché se si è parlato di difficoltà economiche e di situazione debitoria pesante questo è stato fatto dall’interno della Jesina e non certo per puro divertimento o chiacchiericcio esterno.

Si prospettano insomma giorni importanti ma difficili.

Nel frattempo Mosconi ci ha informato di aver preso contatto con la segreteria del Sindaco Bacci ed attende di essere convocato dal primo cittadino.

(e.s.)

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JESI / 3 giugno, giornata internazionale mondiale della bicicletta

Bicicletta, notoriamente, se utilizzata con intelligenza, fa anche il bene alla salute come consigliano tanti cardiologi e medici di medicina dello sport

JESI, 3 giugno 2020 – Nel 2018 l’assemblea generale delle Nazioni Unite aveva dichiarato il 3 Giugno come Giornata Internazionale Mondiale della Bicicletta.

Nella risoluzione approvata dall’Onu la giornata rientra nel programma definito Lo sport per lo sviluppo e la pace: costruzione di un mondo pacifico e migliore attraverso lo sport e l’ideale olimpico.

Molte sono le virtù riconosciute all’utilizzo della due ruote che viene definita “un simbolo di trasporto sostenibile che trasmette un messaggio positivo per incoraggiare il consumo e la produzione sostenibile, ripercuotendosi beneficiosamente sul clima”.

Oltre ad invitare tutte le nazioni “a migliorare la sicurezza sulle strade e ad inserire la bici e le infrastrutture ad essa legate in un programma di mobilità integrata consigliando di rafforzare l’educazione, anche fisica, legata alla bicicletta e ad adottare le migliori pratiche per la promozione della bici stessa”.

Bicicletta, notoriamente, se utilizzata con intelligenza, fa anche il bene alla salute come consigliano tanti cardiologi e medici di medicina dello sport. E’ un mezzo da far utilizzare anche ai bambini.

Anche Legambiente domenica 7 giugno dalle ore 18.30 con una diretta Facebook In viaggio lungo le sponde dell’Esino…nella ciclovia che verrà” festeggerà la giornata della bicicletta sostenendo che “la mobilità dolce e il cicloturismo possono rappresentare la chiave per un ritorno alla normalitàe una componente importante per sostenere la ripresa del turismo e per fruire delle bellezze del territorio all’insegna dell’ambiente e della sostenibilità”.

Anche la Fondazione Michele Scarponi ricorda così la giornata: “3 giugno 2020, giornata mondiale della bicicletta. Oggi, 3 giugno, è la giornata mondiale della bicicletta. Abbiamo deciso di festeggiarla con un video https://www.facebook.com/fondazionemichelescarponi/videos/684668809041242/ : un inno a tutte le biciclette. Oggi non si prende la macchina, oggi si sceglie la bicicletta. E anche domani”.

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Tutto risolto, la società passerebbe da Mosconi a Chiariotti

Mosconi resterà comunque nella compagine societaria mentre Amici assumerà lo stesso incarico dell’estate 2018; iscrizione certa al prossimo campionato

JESI, 3 giugno 2020 – Soluzione trovata e tutta fatta in casa. Dopo tanto tuonare è scoppiato, almeno sembra, ma perchè dubitarne, il sereno.

Ieri pomeriggio a Staffolo Mosconi, Chiariotti e Amici si sono incontrati ed hanno deciso il da farsi.

L’attuale socio di maggioranza Gianfilippo Mosconi, cederà le quote all’attuale presidente Giancarlo Chiariotti.

Le preoccupazioni dei giorni scorsi di Mosconi, il suo annuncio di voler chiedere al Sindaco Bacci di essere ricevuto per un aiuto e sostegno per ricominciare dopo il Covid e dopo la possibile retrocessione in Eccellenza legata alla proposta della Lnd che sarà discussa nel prossimo Consiglio Federale dell’8 giugno, ha trovato un epilogo interno e di conseguenza la soluzione per ripartire.

Non è ufficiale ma Mosconi restererebbe comunque nella compagine societaria, mettendo a disposizione una quota da iscrivere a bilancio, mentre Amici assumerà lo stesso incarico dell’estate 2018.

In queste ore Mosconi chiederà comunque al Sindaco Bacci di essere ricevuto per presentare la situazione della Jesina calcio e per prospettare la possibile soluzione del passaggio delle quote azionarie al presidente Chiariotti.

Chiederà due tipi di aiuti: uno economico nel senso di poter riuscire ad avere delle disponibilità dal tessuto economico della città, l ‘altro, come ha fatto già diverse amministrazioni comunali italiane, sostegno per quanto riguarda la possibilità di evitare la retrocessione a tavolino.

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Mosconi si assuma il rischio d’impresa, una soluzione va trovata

I giorni passano, il Sindaco Bacci attende, i tifosi protestano, addetti ai lavori contattano giocatori e allenatore per costruire la squadra

JESI, 2 giugno 2020 – Difficile capire come stanno le cose perché da qualsiasi lato la si voglia vedere non ci si capisce nulla.

Il socio di maggioranza da oltre dieci giorni ha manifestato l’intenzione di andare dal Sindaco Bacci, se non altro per presentare la sua difficoltà attuale a sanare la situazione debitoria della Jesina calcio come da lui stesso confermata, e a manifestare l’intenzione di non voler più andare avanti essendo convinto a cedere le quote.

Il socio di maggioranza, nel frattempo, sta facendo anche il giro delle sette chiese in cerca di aiuto. Passa per un buono Mosconi, per un uomo semplice, un amicone, una brava persona ma in questo momento sembra non trovare credito.

Il presidente della Jesina calcio Chiariotti invece non parla, non l’ha mai fatto, se non nei primi periodi del suo mandato. Poi si era dato all’arte del comunicato stampa per manifestare il proprio pensiero. Ha smesso anche di mettere nero su bianco perché tantissime cose di quelle che aveva scritto pochissime sono andate a buon fine.

Il vice presidente operativo, chiamato in società per “andare avanti – parole del presidente nonostante i risultati sportivi al momento sono purtroppo quelli che sono. Cossu  darà una mano ad Amici per quello che riguarda l’organizzazione sia sportiva che organizzativa. Noi non abbandoniamo e non battiamo un colpo. Dobbiamo costruire una società che vada avanti a dispetto dei risultati sportivi qualunque essi siano per avere una struttura solida che dia risposte serie alla cittadinanza. Per questo ci servono persone del posto che abbiano esperienza che ci aiutino nella gestione ordinaria della società a lungo termine. Tutto non dipende dal risultato sportivo, necessita meno improvvisazione”.

Quando Alessandro Cossu era ancora nel pieno delle funzioni un comunicato della società tra le altre cose così recitava: “ad oggi registriamo diverse manifestazione d’interesse da parte di alcuni soggetti che hanno chiesto informazioni. La Società è impegnata a verificare se sussistono le basi per proseguire nelle trattative. Continua con determinazione il confronto con le altre realtà locali volto alla riorganizzazione e al rafforzamento dei settori giovanili. Nei prossimi giorni contiamo di fornire importanti novità”.

Poi, come tutti sanno, nei giorni scorsi Cossu ha lasciato il suo incarico sostenendo che “ci siamo incontrati con la società ed è venuto fuori che la programmazione per la prossima stagione non si può fare per delle gravi difficoltà economiche. Il proprietario Mosconi vuole cedere le quote e oggi c’è anche il pensiero di non iscrivere la squadra al prossimo campionato. E’ molto complicato che ci sia qualcuno disposto ad aiutare questa società”.

L’ex presidente Polita alcuni giorni fa dopo aver annunciato che la Commissione Tributaria Provinciale aveva accolto le ‘istanze cautelari’ circa i ricorsi della Jesina calcio e dello stesso ex presidente circa l’accertamento della Guardia di Finanza riguardanti le contestazioni fiscali ed altro ed aveva anche tenuto a informare il Sindaco Bacci e la stampa locale che “la Jesina calcio ritorna ad essere una società che può interessare gli imprenditori che pur in un momento particolare intendono seriamente sostenere lo sport ed in particolare il calcio della città”.

Ora è notizia dell’ultima ora che personaggi della società stanno telefonando e incontrando allenatore e giocatori per provare ad iniziare a costruire la squadra per la prossima stagione.

Non si conosce né il progetto né il budget ma se qualcuno lavora in tal senso avrà avuto incarichi specifici e dettagliati, sicuramente non a titolo personale.

A noi sembra un gran casino, una serie di contraddizioni l’una dietro l’altra.

Di solito spetta a chi comanda mettere ordine. In questo caso al socio di maggioranza! O forse no!

Intanto i giorni passano, il Sindaco attende, i tifosi protestano: del futuro del calcio jesino continua a non esserci né idee chiare nè certezze.

L’unica soluzione seria è stata quella confermata dallo stesso Mosconi di un gruppo che voleva entrare acquistando il 49% delle quote e respinta, per il momento, con la motivazione che se cessione ci deve essere questa sarà solo dell’intero pacchetto azionario. Davvero non è possibile riprendere in mano questa trattativa?

Evasio Santoni

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FILOTTRANO / Frankie sempre a rimorchio sulla bicicletta, da Michele Scarponi a Nibali

Il pappagallo è stato fotografato ieri mattina a Filottrano dopo aver chiesto un ‘passaggio’ sulla due ruote ad Antonio Nibali

FILOTTRANO, 2 giugno 2020 – L’amico fedele di Michele Scarponi ha cambiato ‘casacca’ ed ora viaggia per le strade di Filottrano insieme ad Antonio Nibali fratello di Vincenzo.

Il pappagallo Frankie è stato fotografato dalla moglie di Nibali, Michela, la famiglia Nibali abita ora a Filottrano, ieri mattina.

Frankie era l’amico di Michele Scarponi e non si è lasciato sfuggire l’occasione, incrociando un altro ciclista, di ripetere l’esperienza che quasi quotidiana si permetteva di esaudire con ‘l’aquila di Filottrano’.

Il pappagallo insomma continua a volare e non cambia abitudini.

Ricordiamo che a lui è stata anche dedicata una pagina facebook ‘Frankie il famoso pappagallo libero’ e che nel giorno della scomparsa di Michele nella stessa pagina si leggeva: “ciao caro amico, quanto avrei voluto coprire quel raggio di sole o aver attirato l’attenzione del conducente…per far sì che ti vedesse…Voglio ricordarti così, solare da vero sportivo genuino sempre scherzoso…Il destino crea un intrinseco di millesecondi, lasciando un silenzio da far rabbrividire”.

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JESI / Piscina Comunale: a luglio di nuovo a disposizione della città

I lavori procedono spediti: l’area esterna, con la relativa area verde ampliata, sarà presto a disposizione degli utenti

JESI, 2 giugno 2020 –  Dopo oltre un anno di stop, condito da alcune polemiche e qualche intoppo di troppo,

vasca interna

compreso il maledetto Covid 19 che ha costretto allo stop forzato per 45 giorni, la piscina comunale “G. Bocchini” è quasi pronta a riaprire le porte.

I lavori ora procedono spediti e  tra la fine  del mese e inizio luglio, l’area esterna, con la relativa area verde ampliata, sarà di nuovo a disposizione degli utenti.

piscina esterno

Per il completamento della struttura interna invece, bisognerà attendere l’autunno.

Alla fine si avrà un impianto con una nuova copertura, la vasca principale ripavimentata, e nuovi anche gli spogliatoi con servizi raddoppiati.

In più ci saranno altre due piccole piscine per i bambini sotto i 5 anni e per la terza età o le attività di riabilitazione.

Inoltre gli abbonati, potranno entrare senza passare per il front office, ma attraverso tornelli che si apriranno con badge o braccialetti muniti di chip.

Marco Pigliapoco

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JESINA CALCIO / Mosconi: «Commessi tanti errori, chiederò aiuto a Bacci»

«lascerò risorse come un deposito cauzionale in Federazione, un introito dal Comune di Jesi, un valore di magazzino, il pullman ‘griffato’, un contratto di sponsorizzazione»

JESI, 31 maggio 2020 – Gli errori si pagano a caro prezzo.

E’ questo quello che pensa il socio di maggioranza della Jesina calcio Gianfilippo Mosconi.

Dopo due anni di gestione del club leoncello è fortemente convinto di voler passare la mano senza tirarsi indietro da quelle responsabilità che non nasconde e che intende rimediare.

“Ho preso, convinto da Chiariotti, la società dall’allora presidente Polita in condizioni non proprio ottimali, con tutti gli oneri ed onori in essere, – dice Mosconicon il titolo in Eccellenza, e dopo due anni di gestione posso dire che di errori ne ho commessi tanti ma tutti per inesperienza, perché mal consigliato, e per situazioni tutte avverse. Ora è giunta l’ora di trovare una soluzione alternativa perché voglio lasciare ma di certo non permetterò che la Jesina calcio finisca nel dimenticatoio.”

Cosa farà?

“Chiamerò il Sindaco Bacci chiedendo di aiutarmi. Gli dirò chiaramente quale è la situazione debitoria attuale e gli dirò pure che la mia intenzione, come d’altronde sto facendo, è quella di coprire tutte le perdite che in questi due anni di gestione, ma l’ultimo anno è stato quello più pesante, abbiamo accumulato. Ci vorrà del tempo, sicuramente limitato e ben preciso, ma nessuno un domani potrà dire di avanzare qualcosa dal sottoscritto. Gli dirò pure che sto facendo di tutto per restare in serie D”.

Situazione pesante?

“Pesante no, difficile si. Sono convinto di riuscire nell’intento. Già in queste settimane sono stati fatti passi avanti e concreti per soddisfare i creditori di qualsiasi natura e nei prossimi giorni ne farò ancora. Ma per ripartire serve che qualcuno prenda in mano la situazione e garantisca il futuro. Mosconi penserà al passato, chi vorrà partirà senza alcuna preoccupazione. Anzi lascerò pure qualche risorsa come ad esempio un deposito cauzionale consistente in Federazione, un introito del Comune di Jesi per quanto riguarda la gestione del Carotti, un valore di magazzino con materiale sportivo abbastanza cospicuo, il pullman ‘griffato’, altro materiale oltre ad un contratto di sponsorizzazione da usufruire anche per la prossima stagione. Insomma chi prenderà in mano la situazione potrà partire senza alcun costo pensando solo a fare la squadra”.

Perché allora tutte queste difficoltà?

“Perché all’inizio dello scorso anno ho fatto delle scelte sbagliate, ripeto tutte scelte sbagliate, puntando su Micozzi e Gagliardini, fidandomi di certa gente, e su altri consulenti. Ti ricordi quando ti dicevo nell’ottobre scorso che quest’anno avremmo speso più dell’anno precedente? Tutti mi dicevano che stavo dando i numeri ed invece avevo capito tutto ma già la frittata era fatta”.

Perché ha rifiutato la proposta dei cosi detti ‘riminesi’ dell’acquisto del 49% delle quote?

“Perché io voglio uscire definitivamente. Non intendo minimamente essere coinvolto in una nuova avventura. Saranno le persone più brave al mondo ma Mosconi vuol liberarsi della Jesina. E poi perché eventuali responsabilità ricadono sempre sul socio di maggioranza ed invece io non ne voglio più sapere”.

Come se ne esce fuori?

“Non lo so, so solo che a parte lo sponsor Santarelli non mi ha aiutato nessuno. Poi quando sembrava che qualcuno avesse intenzione di darmi una mano è scoppiato il Covid”.

Qual è la cosa che più le ha dato fastidio?

“Ho fatto danni alla Jesina, forse anche mal consigliato, però il danno me lo sono fatto da solo e per questo pagherò. Purtroppo sta pagando anche la Jesina ed i tifosi ce l’hanno con me. Questo mi dispiace tantissimo”.

Evasio Santoni

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AURORA CALCIO / Settore Giovanile: Bacci chiama Alessandro Gigli come preparatore atletico

Gigli in passato aveva lavorato con Francesco Bacci alla Jesina ed era stato anche il preparatore atletico alla Sicc Cucine Componibili

JESI, 31 maggio 2020 – Ancora novità per il Settore Giovanile dell’Aurora Calcio.

La società di Largo Grammercato infatti ha raggiunto l’accordo di collaborazione con il Prof. Alessandro Gigli come Preparatore Atletico.

Quella del Preparatore Atletico e’ una figura importante a supporto dell’Area Tecnica, voluta fortemente da tutta la Società e dal responsabile Francesco Bacci.

“La scelta è caduta subito sul Prof. Giglisi legge nella nota societariafigura conosciutissima nell’ambiente sportivo, grande spessore e grande esperienza, maturata per tanti anni nelle palestre della Scuole, nelle palestre delle società sportive di basket e di altre discipline e nei campi di calcio di tutta la regione. La sua esperienza e la sua professionalità verrà messa a disposizione del settore giovanile”.

L’Aurora calcio Settore Giovanile con questa figura, rafforza ancora di più la struttura tecnica , confermando la volontà di credere nel progetto di crescita e consolidamento.

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JESINA CALCIO / Bacci in cabina di regia: chiesto a gran voce il suo intervento

Dopo l’uscita di Cossu il Sindaco invitato a riallacciare qualche nodo della tela che con pervicacia il dirigente aveva provato a tessere

JESI, 31 maggio 2020 – Uno striscione si affaccia dalle 19 di ieri su Piazza della Repubblica.

I tifosi della Jesina, delusi ma non  rassegnati, chiedono rispetto e dignità.

Impossibile non comprenderli e sostenerli di fronte ad uno spettacolo che ha le sembianze di una commedia tragica.

Cossu – Pigliapoco

Come nel più classico gioco dell’oca, dopo 120 giorni di speranza, Mosconi e Chiariotti sono tornati da soli al punto di partenza, Alessandro Cossu, che fino all’ultimo si è speso per trovare soluzioni, ha dovuto prendere atto di una situazione attualmente  senza sbocchi, il progetto avviato di collaborazione con gli altri settori giovanili è stato gioco forza riposto nel cassetto, e anche l’addetto stampa ha salutato la compagnia.

Nel caos, una realtà inconfutabile: la parte economica della città, già provata dalla crisi finanziaria, come ampiamente dimostrato negli ultimi due anni e ancor più in questa ultima fase, non è minimamente disposta a concedere linee di credito all’attuale proprietà, e la tifoseria non vuole giocare un ruolo da semplice spettatrice.

Vorremmo almeno sicurezza che Mosconi e Chiariotti abbiamo contezza di questo.

Bacci – Coltorti

Come pure dovrà prenderne atto il Sindaco Massimo Bacci, a cui nessuno chiede il miracolo, ma  se da un lato sarà chiamato ad esternare tutto il malumore della città, dall’altro si spera almeno possa riallacciare qualche nodo della tela che con pervicacia aveva tessuto Alessandro Cossu.

Altri discorsi, che non vedrebbero l’uscita di scena definitiva dell’attuale gestione, suonerebbero irrispettosi di una piazza che vive ancora il calcio come una passione irrinunciabile.

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CALCIO DILETTANTI / Movimenti panchine: dalla Serie D alla Seconda Categoria

Serie D ed Eccellenza, esclusa la Biagio Chiaravalle, quasi tutto in alto mare; Pasquini confermato a Staffolo, Mencarelli a Castelbellino

VALLESINA, 31 maggio 2020 – Primi movimenti sulle panchine per gli allenatori dei club della Vallesina dal campionato di Eccellenza a quello di Seconda Categoria.

Alcune situazioni già sono state ufficializzate, in altre manca solo il nero su bianco, in altre ancora ci sono degli accordi tra le parti – club e mister interessato – che però devono essere perfezionati magari in attesa di capire a quale campionato la società interessata si iscriverà.

SERIE D

Ci sarà la Jesina? Per il momento è assolutamente un grosso punto di domanda sia perchè la Lnd ha proposto la retrocessione della squadra leoncella, ultima in classifica nel giorne F della serie D, sia perchè a livello societario al momento è un caos.

Se riuscirà a salvarsi, e ripresentarsi in serie D, come allenatore le soluzioni a nostro modo di vedere sono due ben distinte: o un giovane debuttante di Jesi o della Vallesina da lanciare come prima esperienza, o un esperto conosciuto ed apprezzato già alla piazza che sposi un progetto e che sia apprezzato e stimato dalla tifoseria.

Ma la partita, in questo momento, si gioca solo in società nell’attesa di capire le mosse del socio di maggioranza Mosconi.

Solo lui può e deve decidere il da farsi, il resto sono solo chiacchiere di chi ha già dimostrato sin troppo di non essere all’altezza della situazione

ECCELLENZA

sergio spuri

Fabriano Cerreto certo di partecipare, Sassoferrato Genga e Biagio Chiaravalle in attesa entrambe delle decisioni definitive del Comitato Regionale Marche.

A Fabriano Gianluca Fenucci e la dirigenza si dovranno incontrare a breve per parlare di futuro.

Il Sassoferrato Genga, se resterà in categoria, quasi certamente ripartirà con Sergio Spuri così come Gianmarco Malavenda sarà sicuramente l’allenatore della Biagio Chiaravalle che dopo un anno di Promozione ritornerà in Eccellenza avendo dimostrato sul campo di meritare il primo posto in classifica generale.

PROMOZIONE

Matteo Rossi

Al momento l’unica rappresentante della Vallesina è il Moie.

La squadra del presidente Roberto Possanzini ha già confermato Matteo Rossi che in corsa aveva sostituito Stefano Tiranti.

Se ci saranno novità tra le partecipanti queste potrebbero corrispondere a qualche club della Prima Categoria ben piazzate nelle rispettive classifiche prima che l’emergenza sanitaria ha imposto lo stop a tutti i campionati.

Anche il Sassoferato Genga potrebbe ritrovarsi nella categoria inferiore ma stando alle illazioni circa la volontà espressa dal presidente regionale Paolo Cellini, contrario alle retrocessioni a tavolino, il Moie Vallesina resterebbe da sola a difendere i colori del territorio in questa categoria.

PRIMA CATEGORIA

Pasquini

Ai nastri di partenza Cupramontana, Le Torri Castelplanio, Borgo Minonna, Sampaolese, Chiaravalle, Monserra, Labor, Staffolo e la neo promossa del presidente Augusto Bonacci Castelfrettese.

Già quattro i tecnici confermati: Ortolani (Cupramontana), Massaccesi (Le Torri), Pasquini (Staffolo), Togni (Castelfrettese).

Anche per Latini (Sampaoloese), Luchetta (Borgo Minonna), Onorato (Chiaravalle), Moretti (Monserra), Giovagnetti (Labor) il si è vicinissimo.

Dunque pochi stravolgimenti e girone come sempre interessantissimo con tanti derby e scontri diretti che renderanno ancora avvincente la prossima stagione.

SECONDA CATEGORIA

Ritorna l’Aurora Jesi promossa dalla Terza Categoria considerato che al momento dello stop forzato era in testa alla classifica del proprio girone davanti al P.S.Lazzaro.

Il direttore sportivo Gilberto Focanti ha già confermato mister Mattia Bocchini ed ora ci sarà da risolvere il problema del campo dove disputare le gare di campionato.

Forse l’undici aurorino ritornerà al ‘Petraccini’, l’impianto del Borgo Minonna, che però non può condividere con il Largo Europa. Quest’ultima potrebbe valutare un ritorno al ‘Cardinaletti’ mentre sta decidendo il da farsi e tutta la situazione per ciò che riguarda la conduzione tecnica e le varie riconferme dei giocatori in organico nel precedente campionato.

Altri club del territorio il Castelbellino, Villa Strada, San Francesco Cingoli, Maiolati, Monsano.

Solo il Castelbellino ha ufficializzato la riconferma di Claudio Mencarelli mentre per il resto le parti sono tutte vicino ad una decisione definitiva come quella di Simone Fugante (Victoria Strada) e Luca Ballini (San Francesco Cingoli).

(e.s.)

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JESI / Il calcio non sa decidere: il futuro sempre più lontano, i tifosi protestano

Decisi i tifosi leoncelli e dorici: i primi vogliono un confronto pubblico con Mosconi e Chiariotti, i secondi non vogliono il ritorno di Pieroni

JESI, 30 maggio 2020 – Rinviato ancora il Consiglio Federale e decisioni rimandate.

Prima era stato posticipato di un giorno, dal 3 al 4 giugno, ora a lunedì 8 giugno.

Come noto si doveva decidere sulla proposta della Lnd circa le promozioni in LegaPro delle prime otto classificate in serie D e sulle 4 retrocessioni di ogni girone.

Questa decisione avrebbe comportato una ulteriore convocazione del direttivo della Lnd che avrebbe preso atto e poi a scalare le convocazioni di tutti i Comitati regionali chiamati a scegliere il futuro dei campionati di competenza dall’Eccellenza alla Terza categoria nei rispettivi territori.

Tutto rinviato e stando ai tempi ed alla burocrazia si arriverà di certo oltre il 20 giugno.

Una decisione che farà spazientire tante componenti del calcio italiano che incomincia a non poterne più di questo non decidere mai.

Chi invece ha le idee chiare è la tifoseria della Jesina e dell’Anconitana.

La prima dopo il comunicato dei giorni scorsi a firma ‘…eppure il vento soffia ancora…’, dove tra le altre cose chiaramente si invitava a fare piazza pulita e all’attuale società di lasciare immediatamente, ora, dopo l’uscita di Cossu, qualche tifoso vuol chiedere chiarezza nel senso di poter vedere e discutere le carte contabili tramite un confronto pubblico con Chiariotti e Mosconi.

Incontro per capire effettivamente com’è la vera situazione debitoria considerando la Jesina, come sempre hanno fatto e sostenuto, un patrimonio della città.

In Ancona, invece, la Curva Nord non vuole un ritorno di Ermanno Pieroni, come paventato ed auspicato dal presidente Marconi.La Curva nord Anconasi legge tra l’altro nella notatorna a prendere parola dopo mesi di silenzio tenendo a far presente il proprio sdegno, in maniera chiara e netta, rispetto alla ventilata possibilità del rientro nell’organigramma societario della figura di Ermanno Pieroni.  Deve essere chiaro continua il comunicatoche  non ci saranno infatti, in alcun modo, risultati sportivi in grado di riabilitarlo agli occhi degli ultras. Ci teniamo a precisare che ci facciamo carico di questa protesta in maniera esclusiva, senza trascinarci dietro l’intera tifoseria, proprio perché queste ruggini riguardano solo ed esclusivamente gli ultras e Pieroni; non accetteremo nessun tipo di provocazione, perché siamo pronti in qualsiasi momento ad alzare i toni secondo le nostre modalità, che in passato ci hanno contraddistinto”.

Situazioni difficili in contesti diversi. Il calcio è passione e per i tifosi di ogni città anche un orgoglio e un patrimonio che va difeso e salvaguardato.

Infine come anticipato da Alessandro Cossu anche il responsabile della Comunicazione della Jesina calcio ha dichiarato esaurito il suo mandato. Tramite la propria pagina facebook ha titolato: ai tifosi, alla “mia” gente, al mio popolo. E tra le altre cose ha scritto: “Avevo detto che “alla Jesina non si dice di no” e non rimpiango nulla della scelta fatta. Pensavo ad un epilogo diverso: ci abbiamo creduto, abbiamo lottato per salvare e rilanciare 93 anni di storia. Quella storia che è tesoro di tutti gli appassionati, ed in minuscola parte anche mia. Posso dire di averci provato; è andata male. La prova a cui il nostro già provato vecchio cuore biancorosso sarà sottoposto nei prossimi giorni è di quelle epiche, tante ne abbiamo passate e l’unico di desiderio è quello di superare anche questo scoglio. Per quello che conta, come sempre, la storia assegnerà torti e ragioni, mentre il presente impone scelte drastiche, forse drammatiche. Io, mi fermo qui, ma non smetterò di soffrire per questa “maledetta” squadra della mia città”.

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / Cossu al capolinea, la palla passa al sindaco Bacci

L’ultimo regalo di Chiariotti e Mosconi alla città: respinta al mittente l’unica proposta seria e credibile messa per iscritto pervenuta alla società

Cossu Alessandro

JESI, 30 maggio 2020 – Finisce dopo 120 giorni il periodo di ‘prova’ di Alessandro Cossu, inizia un mese di giugno dove per non scomparire definitivamente saranno importanti i fatti e quello che il Sindaco Massimo Bacci sarà capace di proporre e fare per salvare il titolo

Mosconi – Bacci

sportivo e, dopo 93 anni, il calcio in città.

Lunedì 1 giugno Chiariotti e Mosconi si presenteranno al primo cittadino per presentare i conti in rosso del club leoncello e chiedere aiuto.

A meno di una clamorosa marcia indietro, della serie ognuno per la sua strada alla ricerca di un futuro, che ci può stare se le voci di dissenso totale e di continue litigate tra il presidente della Jesina (Chiariotti) ed il socio di maggioranza

Tifosi

(Mosconi), venissero confermate, sembra finire nel peggiore dei modi, dopo 24 mesi di gestione, la storia di un glorioso club che ha nei tifosi un patrimonio ineguagliabile, un vero e proprio valore aggiunto che in questi anni è stato rifiutato, abbandonato e deluso.

 

Alessandro Cossu, come suo stile quando si prende un impegno, è stato puntale e preciso: “Come avevo detto è giunto il 30 maggio per tirare le somme. Mi sono incontrato con la società ed è emerso che la programmazione per la prossima stagione non si può fare perchè ci sono delle difficoltà economiche per ripartire. Mi sono dedicato in questo periodo a trovare delle soluzioni alternative, che stanno ancora in piedi. Quando sono arrivato si era detto che non avrebbe contato la categoria ma si doveva cercare la soluzione per dare un seguito. Per avere un seguito necessitano le risorse che al momento non ci sono. Mosconi è stato chiaro: vuol cedere le quote. Se non può cederle c’è anche un pensierino di non poterla iscrivere e lo manifesterà a chi di dovere. Arrivato a questo punto, dunque, non ha più senso che resti alla Jesina confermando che anche dall’esterno continuerò a cercare le soluzioni adatte. Con questa società trovare qualcuno che aiuti è molto difficile, c’è distacco da parte di tutti. La mia decisione è di non proseguire. Tornerei in ballo se le trattative che ho in piedi si concretizzassero e a quel punto le rappresenterò al sindaco a meno che prima, personalmente, non mi si presentassero delle soluzioni di poter svolgere il mio lavoro con un altro club.  Se c’è da dare una mano la darò per tenere in vita la Jesina. Chi è venuto con me in questi tre mesi, sempre a titolo gratuito, come l’avv. Panettieri, il responsabile della comunicazione Marco Pigliapoco, Graziano Tittarelli escono di scena con il sottoscritto”.

Parole chiare che confermano tutte le difficoltà del caso e già ben note.

Cossu, in sostanza, ci ha provato ma, sicuramente complice anche l’emergenza sanitaria che non lo ha favorito alla ricerca di rapporti con l’imprenditoria locale, ha alzato le mani.

A questo punto, sempre di più, non si spiega come il presidente Chiariotti abbia per l’ennesima volta respinto la proposta dei tre dirigenti, così detti ‘riminesi’, avanzata con lettera scritta e bollata senza se e senza ma.

L’ultimo regalo fatto al calcio Jesino da una società inadeguata e poco competente.

Ricordiamo che a firma di tre personaggi – uno di Chiaravalle, uno di Senigallia, uno domiciliato a Cattolica – con un documento scritto, dunque ufficiale, è stato chiesto l’acquisizione del 49% delle quote con una lettera di intenti di cessione da parte di Mosconi dell’altro 51% entro 30 Aprile 2021 da depositare presso un legale mentre la conduzione della nuova stagione sarebbe rimasta in carico totalmente ai nuovi acquirenti.

La richiesta ha ricevuto una lettera di risposta ufficiale netta e decisa: “come già comunicato viene ribadito che la proprietà della Jesina calcio valuta solamente la vendita al 100% delle quote societarie con effetto immediato”.

Ora, dopo la rinuncia di Cossu, forse si comprende che questa risposta è stata troppo frettolosa e magari avrebbe avuto bisogno di essere approfondita prima di essere respinta.

Ribadiamo che questi tre personaggi dall’estate scorsa provano a trovare una soluzione con l’attuale dirigenza, sempre respinti, e che già nell’ottobre scorso si erano presentati anche dal Sindaco Bacci per manifestare le loro intenzioni.

Perchè hanno sempre ricevuto un secco no? Forse oggi decade pure il concetto di ‘persone non convincenti’ sempre manifestato dagli addetti ai lavori leoncelli nei loro confronti.

Vista la situazione Chiariotti e Mosconi dovrebbero spiegare ai tifosi il loro concetto di ‘convincenti’.

Cosa accadrà nelle prossime ore? Da come si evince dalle parole di Cossu probabilmente Chiariotti  e Mosconi chiederanno un incontro con il Sindaco a cui passeranno la patata bollente, se già non si è fuori tempo massimo.

Evasio Santoni

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JESI / Il calcio riparte, la serie D (Jesina) sospesa alle decisione del Consiglio Federale

L’unica cosa certa l’utilizzo degli under. In serie D uno nato nel 1999, due 2000 e un 2001. In Eccellenza e Promozione conferma del 2000 e 2001

JESI, 29 maggio 2020 –  Il calcio riparte.

Ai massimi livelli nazionali il 13 giugno si ritornerà in campo con le semifinali della Coppa Italia, Juventus-Milan (13 giugno) e Napoli-Inter (14 giugno) con la finale prevista il 17 giugno a Roma. Il campionato riprenderà il 20 giugno per concludersi in agosto quando sarà assegnato lo scudetto più strano della storia calcistica italiana.

Prima del campo, molti verdetti saranno decisi a tavolino il 4 giugno quando è convocato il Consiglio Federale: posticipato di un giorno rispetto alla data preannunciata del 3 giugno.

Sul tavolo la proposta della Lnd per la serie D: promozione della prima in classifica al momento dello stop e retrocessione delle ultime quattro di ogni girone.

Sul tavolo anche una bozza di riforma che potrebbe cambiare tutto. Bozza che prevede per la stagione 2020-2021 per la serie A un girone unico a 20 squadre con e retrocessioni in B.

Serie B: 2 gironi a 20 squadre con le 20 della serie B aventi diritto oltre ad altre 20 ripescate dall’attuale serie C; 3 promozioni in serie A (la vincente di ciascun girone e la miglior seconda) e 6 retrocessioni in C.

Serie C:  3 gironi da 20 squadre composti dalle 40 attuali in LegaPro; 9 promosse dalla D, 11 ripescate in base ai meriti sportivi dalla D. 6 promozioni in B e 9 retrocessioni in D.

Serie D: 9 gironi (8 da 20, 1 da 18 squadre) composti dalle 142 aventi diritto (tra cui ovviamente le 28 prime di Eccellenza) più le 7 migliori seconde di Eccellenza e 1 ripescata dalla Coppa Italia di Eccellenza ed inoltre le 36 proposte dalla Lnd retrocesse a tavolino. 9 promozioni, la prima di ogni girone e 36 retrocessioni cioè 4 per ogni girone come da tradizione.

L’unica cosa certa al momento sono l’utilizzo degli under tra i dilettanti che interessa in campionati di serie D, Eccellenza e Promozione.  Nella prossima stagione, così com’è avvenuto nella stagione passata, le squadre dovranno schierare in campo almeno un calciatore nato nel 1999, due 2000 e un 2001. Per quanto riguarda le categorie di Eccellenza e Promozione conferma del 2000 e 2001.

Sempre per quello che riguarda il prossimo Consiglio Federale, si parlerà dell’inizio della prossima stagione. L’ipotesi più probabile che i tornei potrebbero prenderebbe il via tra fine settembre ed inizio ottobre.

Tutte decisioni definitive, dall’Eccellenza in giù, che dovrà prendere il Comitato Marche il quale sembra orientato a chiedere la deroga alla Lnd per bloccare le retrocessioni da tutti i campionati regionali promuovendo ovviamente alla categoria superiore le attuali prime.

Evasio Santoni

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AURORA CALCIO / Settore Giovanile: Giordano Ganzetti nello staff tecnico

Tanta esperienza maturata con i giovani. Da giocatore in maglia Jesina vanta ancora il record per numero di gol in altrettante partite disputate: 30 gol su 31 partite giocate 

JESI, 29 maggio 2020 – Dopo le riconferme degli allenatori e collaboratori l’Aurora Calcio per il proprio settore giovanile annuncia la nuova figura di Giordano Ganzetti.

Il presidente Emiliano Togni e il responsabile tecnico Francesco Bacci rinforzano il proprio staff di tecnici con l’inserimento di Ganzetti, persona conosciuta nell’ambiente calcistico locale sia per un passato da calciatore che da allenatore.

Anche per lui un trascorso con la maglia dell’Aurora, varie esperienze maturate in giro e poi quella importantissima della Jesina in serie C.

Un record ancora attivo da battere per numero di gol in altrettante partite disputate, 30 gol su 31 partite giocate.

In possesso di abilitazione per allenare  Coni Figc settore giovanile e Scolastico, Ganzetti è persona preparata e con tanto entusiasmo da anni allenatore dei settore giovanile, prima della Aesina, poi della Jesina ed ora nella società di Largo Grammercato.

(e.s.)

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AURORA BASKET / 28 maggio 2004, Jesi entra nella storia della pallacanestro italiana

Al PalaMalaguti la Sicc Cucine basket conquista la serie A vincendo gara3 contro la Virtus Bologna. I ricordi di coach Gresta e Federico Manzotti

JESI, 28 maggio 2020 – Sedici anni fa, sempre di giovedì, con il successo in gara3 al Palamalaguti di Casalecchio di Reno contro la Virtus Bologna, che portava la serie di finale play off sul 3-0 per la Sicc Jesi, il basket aurorino scriveva il proprio nome nella storia della pallacanestro italiana.

Ricordiamo gara3 con le parole di coach Gigio Gresta rilasciate alcuni mesi fa proprio al nostro giornale: ” I giocatori erano convinti di farcela, io invece pensavo che saremmo arrivati a gara 5. Tatticamente ci conoscevamo alla perfezione, quindi dovevo inventarmi qualcosa. Utilizzammo la difesa 1-3-1 con il numero 2, come facevamo con la zona 3-2. Anche se non l’avevamo mai fatta durante l’anno, recuperammo diversi palloni, aprendo il solco decisivo. Prima della partita invece, avevo appeso negli spogliatoi, il manifesto con le dichiarazioni del loro Presidente, il quale sosteneva che tra la Virtus e Jesi ci fossero almeno venti punti di differenza, a loro favore. E anche un volantino della Virtus, che recitava “Vogliamo tornare a Jesi”. Aggiunsi con il pennarello: “Anche noi. Questa sera”

Pure Federico Manzotti, team manager, ha ricordi indelebili: “Dopo la sirena neanche ho potuto festeggiare

perchè costretto nello spogliatoio con alcuni nostri giocatori chiamati all’antidoping. Poi usciti dal palasport abbiamo annullato la cena già prenotata a Bologna per giungere il prima possibile a Jesi dove sapevamo che i tifosi si stavano radunando in Piazza della Repubblica per festeggiare. Durante il tragitto avrò ricevuto 200 telefonate e più ci avvicinavamo a Jesi più erano insistenti le chiamate di Alfiero Latini che chiedeva dove eravamo. L’entrata in città è stato una sorta di trionfo. Siamo passato sotto l’arco Clementino e da li in Piazza della Repubblica il clacson del pullman è stato sempre in funzione. Se pensi che erano passate già le 3 di notte praticamente abbiano svegliato tutti. Poi il bagno di folla che difficilmente dimenticherò”

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Marini in campo con i capitani: «no ad una retrocessione a tavolino»

Idea lanciata dal capitano del Città di Anagni Francesco Cardinali. Anche Luca Patrizi della Sangiustese tra i 27 firmatari 

JESI, 28 maggio 2020 – Dopo l’iniziativa delle società con il ‘Salviamoci’ anche 27 capitani delle stesse società si sono mossi stilando un documento inviato alla Lega dilettanti e alla FIGC per ribadire il concetto di non voler accettare una retrocessione a tavolino.

L’idea è stata lanciata dal capitano del Città di Anagni Francesco Cardinali ed ha avuto subito il consenso, quasi unanime, dei colleghi tra cui quello di Alex Marini, capitano della Jesina, ed anche di Luca Patrizi della Sangiustese.

«Riteniamo che non si possa retrocedere per colpa di una pandemia, con tante gare ancora da dover giocare» si legge nella nota «ci domandiamo perchè noi calciatori dovremmo avere, all’interno del nostro curriculum, una retrocessione non arrivata sul campo e perché dovremmo rischiare, in questo modo, di condizionare la nostra carriera. Chiediamo, quindi, che venga rivista la decisione di far retrocedere a tavolino le ultime quattro in classifica, e che venga valutato l’impegno delle società a mantenere gli accordi economici rispetto a chi, evidentemente, non lo ha fatto».

Va ricordato che quella delle 4 retrocessioni dalla serie D in Eccellenza è stata la proposta avanzata dalla Lega Nazionale Dilettanti presieduta da Cosimo Sibilia ora al vaglio definitivo del Consiglio Federale della Figc in programma per il 3 giugno prossimo.

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / ‘Cartellino giallo’, sospensiva della Commissione Tributaria Provinciale

Accolte le istanze cautelari per i ricorsi del club leoncello e di Marco Polita relativi alle contestazioni fiscali accertate dalla Giardia di Finanza

JESI, 27 maggio 2020 – Nella giornata di ieri martedì 26 maggio la Commissione Tributaria Provinciale ha accolto le istanze cautelari circa i ricorsi presentati dalla Jesina e dall’avv. Marco Polita relativi alle contestazioni fiscali riguardanti gli anni 2014, 2015, 2016, 20917.

In sostanza una sorta di sospensiva in attesa dei provvedimenti definitivi relativi al merito che verranno presi da una successiva seduta della Commissione Tributaria stessa.

Il tutto in riferimento all’accertamento della Guardia di Finanza denominato ‘cartellino giallo’ che si era concluso nel luglio 2019.

Le Fiamme gialle avevano denunciato un sistema di frode da parte della società calcistica Jesina attraverso la fittizia corresponsione di compensi sportivi e la contestuale annotazione in contabilità di elementi passivi indeducibili per oltre 2 milioni di euro. 

Nel dicembre 2019 erano stati emessi due avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate uno alla Jesina calcio e l’altro personalmente a Polita come presidente pro tempore.

Le due parti si erano opposte alla Commissione Tributaria provinciale.

L’oggetto degli accertamenti riguardavano la corresponsione dei rimborsi spese chilometrici ai calciatori residenti fuori Comune di Jesi, le spese per pasti e alberghi, una fattura rateizzata e non saldata in una unica soluzione dallo stesso presidente.

In riferimento alla decisione di cui sopra l’avv. Polita ha informato il Sindaco Bacci sostenendo che “la Jesina calcio ritorna ad essere una società che può interessare gli imprenditori che pur in un momento particolare intendono seriamente sostenere lo sport ed in particolare il calcio della città”

Evasio Santoni 

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CALCIO DILETTANTI / Panchine: Malavenda, Latini, Luchetta verso la riconferma

Fumata bianca per i diesse: Stefano Senesi al Borgo Minonna, Federico Topa al Moie Vallesina, Claudio Latini a Cupramontana  

VALLESINA, 27 maggio 2020 – Dopo la riconferma di Matteo Rossi al Moie Vallesina (Promozione), Angelo

Malavenda

Ortolani sulla panchina del Cupramontana (Prima Categoria) e Diego Massaccesi (Le Torri), anche la Biagio Chiaravalle (in attesa della promozione in Eccellenza), il Borgo Minonna (Prima Categoria) e la Sampaolese (Prima Categoria) stanno per mettere nero su bianco per affida di nuovo la conduzione tecnica delle loro squadra a Gianmarco Malavenda, Cristiano Luchetta e Giorgio Latini.

Tra Biagio e Malavenda la continuità del rapporto non è in discussione.

La società del presidente Parasecoli attende l’ufficialità del salto di categoria per rendere nota la riconferma del tecnico che al primo colpo è riuscito a riportare il club rossoblu nel massimo campionato regionale.

Al momento dello stop la Biagio era in testa alla classifica del Girone A di Promozione con 47 punti, 6 in più della Vigor Castelfidardo, che aveva proprio battuto in trasferta per 1-0 (rete di Parasecoli) nell’ultima partita utile disputata.

L’undici biagiotto aveva raggiunto anche la semifinale di Coppa Italia contro il Gabicce Gradara in attesa di disputare la gara di ritorno, che ovviamente non si giocherà più, dopo aver perso la partita d’andata in trasferta per 4-3.

Centanni

In casa jesina dalle parti del Borgo Minonna la continuità è di casa.

A giorni il presidente Centanni ed i suoi collaboratori, compreso il direttore sportivo Stefano Senesi, si incontreranno per decidere e programmare la prossima stagione.

A meno di clamorose rinunce il club dovrebbe programmare un’altra stagione per tentare di essere ancora protagonista, ovviamente tenendo ben in evidenza il budget su cui puntare.

Nelle ultime due stagione la squadra ha fatto sempre decisamente bene e al momento dello stop forzato era terza in classifica generale a 5 punti dai Portuali (prima) e a 3 dalla Sampaolese (seconda). Con otto giornate da giocare e tanti scontri diretti tutto sarebbe stato possibile.

Quando si ripartirà lo si dovrebbe fare ancora con mister Cristiano Luchetta.

Latini

A San Paolo di Jesi l’appuntamento per incominciare a decidere sul futuro sarà per il prossimo fine settimana quando mister Giorgio Latini si incontrerà con la dirigenza.

Anche qui tutto lascia pensare ad un proseguimento del rapporto tra il mister jesino e il club del presidente Romolo Marchegiani.

Tra i riconfermati, sul lato sportivo, da segnalare i tre direttori sportivi: Federico Topa (Moie Vallesina), e Stefano Senesi (Borgo Minonna), Claudio Latini (Cupramontana).

Al di là dei movimenti e dell’organizzazione delle singole società ci sarà da rispettare però delle scadenze importanti per il futuro della programmazione del calcio dilettantistico in generale e per i campionati regionali marchigiani in particolare.

Il 3 giugno il Consiglio Federale dovrà ratificare la proposta della Lega Nazionale Dilettanti riguardo la promozione della prima dalla serie D in LegaPro e le retrocessioni delle ultime 4 in Eccellenza.

Poi il 5 giugno ancora direttivo della Lnd per prendere le decisioni finali che riguarderanno anche i comportamenti dei rispettivi Comitati Regionali per i campionato minori.

L’orientamento nei campionati regionali è quello di promuovere al campionato superiore la prima in classifica al momento dello stop e bloccare le retrocessioni. Il presidente marchigiano Paolo Cellini dovrebbe seguire le intenzioni direttive già espresse dai suoi colleghi della Lombardia, Sardegna e Liguria di bloccare tutto.

Ma autonomamente nessuno può fare come vuole. I Comitati regionali non hanno il potere di prendere provvedimenti diversi da quello che dicono le Carte Federali e neanche la Lnd può farlo.

Poi anche i protocolli sanitari avranno il loro peso e dovranno essere chiari e semplici, forse pure con qualche apertura non richiesta, altrimenti sarà dura ricominciare considerato come sono strutturati gli impianti sportivi minori in tutta Italia.

Evasio Santoni

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Prima Categoria / Le Torri e Diego Massaccesi ancora insieme

Qualunque sarà la categoria il tecnico jesino siederà di nuovo sulla panchina del club di Castelplanio

CASTELPLANIO, 27 maggio 2020Diego Massaccesi sarà l’allenatore del Le Torri Castelplanio anche per il prossimo campionato 2020-2021.

Il tecnico jesino era stato chiamato a sostituire alla fine del novembre 2019, dopo la sconfitta interna contro il Chiaravalle, Lorenzo Morici che nelle prime 10 giornate di stagione aveva collezionato 8 punti.

Massaccesi aveva esordito con uno 0-0 a Falconara e nel proseguire la sua squadra è riuscita a mettere in classifica 13 punti in 13 gare.

Posizione in graduatoria decisamente migliorata con la conquista della penultima posizione, a 5 punti dalla zona salvezza e prima della sosta forzata e dunque del definitivo stop al campionato. Nelle ultime uscite la squadra era in netto crescendo ed aveva colto due vittorie consecutive: 3-2 in casa contro la Laurentina e 3-0 a Villa Musone. Dimostrando così che la cura Massaccesi stava iniziando veramente a dare i frutti voluti e la salvezza era diventato un obiettivo ambizioso e davvero credibile e raggiungibile.

Il mister ha accolto con soddisfazione la sua riconferma. “Ringrazio la società per la fiducia, spero di ricambiare dando tutto me stesso con impegno e serietà. Obiettivo di tutti ritrovare la gioia di tornare a quella normalità perduta”.

Nei prossimi giorni la società saprà se la prossima stagione conserverà la categoria oppure dovrà ‘accontentarsi’ di ripartire dalla Seconda.

L’intenzione del presidente del Comitato Regionale Marche Cellini è quello di puntare al blocco delle retrocessioni ma ovviamente l’input, qualunque esso sia, dovrà venire dall’alto soprattutto se ci dovrà essere una deroga ai regolamenti delle carte federali.

Come finirà? Staremo a vedere!

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Le retrocesse diffidano Figc e Lnd: il virus ha penalizzato 31 società

Hanno scritto che “solo in Serie D si retrocede a tavolino per Covid 19”. I club si sono incontrati sotto il nome di ‘salviamoci’ coordinati dall’avv. Petraglia

JESI, 26 maggio 2020 – Puntuale, dopo la proposta della Lnd, ora la vaglio del prossimo Consiglio federale del 3 giugno, di far retrocedere a tavolino le ultime 4 in classifica generale al momento della sospensione dei campionati nei nove gironi della serie D 31 dei 36 club hanno stilato un documento dal titolo: “solo in Serie D si retrocede a tavolino per Covid 19: 31 club diffidano la FIGC e la LND”

Nella nota si respinge “la illegittima, irricevibile ed umiliante proposta dell’ultimo Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti che vorrebbe sancire oltre che la sospensione dei campionati pure la retrocessione delle ultime quattro squadre classificate di ogni raggruppamento senza che queste ne avessero terminato sportivamente la disputa (ed impedendo loro di ottenere la salvezza sul campo); peraltro, in un momento storico terrificante a causa del Covid-19 (saremmo l’unico esempio negativo di tutto il panorama nazionale)”.

31 dei 36 club incontratisi sotto il nome di ‘salviamoci’ e coordinati dall’Avv. e Presidente del Grumentum Val D’Agri, Antonio Petraglia e dal portavoce Antonio Erario hanno ritenuto doveroso “diffidare la FIGC dal recepire la aberrante proposta della Lega Nazionale Dilettanti con l’avvertimento che, in difetto, si faranno tutta una serie di azioni giudiziarie a tutela di diritti violati sportivi e patrimoniali. Della circostanza sono stati resi edotti il Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte, il Ministro della Sport Dott. Vincenzo Spadafora, il Ministro del Lavoro e delle politiche Sociali Dott.ssa Nunzia Catalfo ed il Presidente del CONI Dott. Giovanni Malagò”

“Un danno sociale enorme per i territori e per i sindaci” continua il comunicato “a parte la mancanza di ratio sportiva e giuridica della proposta di cui sopra,  ciò che ne scaturirebbe sarebbe molto grave, ovvero la possibilità di mancata iscrizione di 36 realtà sportive di tutta Italia, di importante riferimento nel territorio di appartenenza (molte delle quali colpite pesantemente dalla pandemia), che non accetterebbero tale bulgara retrocessione, non iscrivendosi più a nessun campionato; con la conseguenza che verrebbero meno anche i relativi settori giovanili che ospitano migliaia di atleti di ogni categoria, con un impatto su tante famiglie. In merito, abbiamo già ricevuto l’appoggio di tutte le amministrazioni locali che si sono impegnate a coadiuvarci in questa nostra “battaglia” sportiva e sociale”.

Infine suggeriscono la soluzione sostenendo che “basterebbe bloccare totalmente le retrocessioni per la stagione sportiva corrente, per la causa di forza maggiore di cui sopra, proponendo che, in via transitoria, nella stagione 2020/21, vi sia un aumento delle squadre in Serie D, prevedendo un riequilibrio del numero dalla stagione sportiva successiva, includendo magari più retrocessioni nella prossima stagione sportiva; anche se questa non è l’unica soluzione, ce ne sono altre egualmente valide che possono essere considerate. Viceversa, si dubita fortemente che la riforma organica dell’ordinamento dello sport come ventilata sia di pronta realizzazione ai fini della risoluzione del grave problema in atto”.

(e.s.)

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JESI / Riaperte le palestre: anche Roberto Mancini prenotato

Tutto a norma e anche di più, si parte a rilento ma con entusiasmo: tra le prenotazioni anche quella di Roberto Mancini

JESI, 25 maggio 2020 – La ripresa dopo il lockdown è quasi completa: da oggi anche palestre e piscine riaprono le loro porte ai clienti, ma con rigide misure di sicurezza.

continua….




JESINA CALCIO / «Vergogna! Chi ama questa maglia vuole rispetto»

Il gruppo ‘…eppure il vento soffia ancora…’ si appella al Sindaco Bacci affinchè «si faccia supervisore e prenda in mano la situazione»

JESI, 25 maggio 2020 – La tifoseria leoncella è preoccupata.

Non è la prima volta che interviene per dire la propria opinione circa l’andamento  di una situazione che giorno dopo giorno diventa sempre più difficile ed incontrollabile.

Jesi 23 dicembre 2018

Il gruppo ‘….eppure il vento soffia ancora…’ interviene per affermare che «La Jesina Calcio con una società inadeguata e una squadra costruita da incompetenti si è meritata la retrocessione. Il covid-19 ha fermato giustamente un campionato che non aveva senso continuasse ma il destino della nostra maglia era già scritto. L’attuale compagine societaria ci ha riportato a due stagioni fa, prima della loro acquisizione, con un campionato ignobile senza un futuro… è stata solo allungata l’agonia con nessun progetto portato a termine. Vergogna!»

Sulla possibilità di un futuro diverso ricorda, come sempre ha fatto, che la Jesina appartiene al territorio e sostiene che «in questo periodo abbiamo letto tante favole su cordate di fuori Jesi, provincia e regione. Una società in difficoltà, con dei processi in corso è solo pane per squali in cerca di affari per i propri comodi. Oggi siamo a ricordarvi che la Jesina è di tutti quelli che avranno vissuto poche soddisfazioni, ma hanno un enorme passione per quei colori. Per noi e tutti quelli come noi che amano quella maglia dovete rispetto».

E suggerisce: «Ora si faccia piazza pulita e l’attuale società lasci immediatamente, è stato già perso troppo tempo con voi. Sia chiaro che nessuna vecchia conoscenza deve rientrare a far parte del futuro, perché quello che si sta verificando è una gestione sbagliata che si protrae da molti anni. Qualsiasi persona, imprenditore o gruppo voglia prendere in carico i nostri colori lo faccia per riportare gente allo stadio, passione e soddisfazioni ad una piazza che ha sempre avuto un valore aggiunto nel suo pubblico».

Infine vuole e chiede che «sia tramandata la jesinità a chi indossa quei colori e che della nostra città è un vanto. Chiediamo al comune, nella persona del Sindaco Bacci, si faccia supervisore e prenda in mano la situazione. Siamo disposti a rinascere in qualsiasi categoria se questo è il prezzo per riavere i valori che ci hanno fatto innamorare».  

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / Mosconi porta le chiavi al Sindaco: da dove, come e con chi si ripartirà

Due i fronti aperti compreso il nodo retrocessione. Respinta nei giorni scorsi la proposta d’acquisto ufficiale del 49% delle quote societarie

JESI, 24 maggio 2020Gianfilippo Mosconi sembrerebbe veramente deciso a lasciare.

Maggio 2019, Mosconi tranquillizza i tifosi

Tramite le colonne del Corriere Adriatico ha annunciato che porterà le chiavi al Sindaco.

Suggerimento lanciato nei giorni scorsi anche da queste colonne. Ora vedremo se dalle parole passerà ai fatti oppure è l’ennesima strategia per prendere tempo considerato che solo 100 giorni fa, nel giorno della presentazione di Alessandro Cossu come vice presidente operativo, con al fianco il presidente Chiariotti, lo stesso Mosconi aveva dichiarato  “non vogliamo mollare in alcun modo”.

Un passo ufficiale verso nuove soluzioni. Quali? Sicuramente a fermare temporaneamente le bocce pensando che sia la cosa migliore.

Ben venga un periodo di riflessione anche se, ripetiamo, siamo passati dal “non vogliamo mollare in alcun modo” 30 gennaio 2020 al “credo che non rimarrà altro che rivolgersi al Comune, portandole chiavi al sindaco e chiarendo che io non potrei iscrivere la squadra al prossimo campionato” 24 maggio 2020!

A questo punto, quale potrebbe essere la strada maestra in grado di dare davvero l’impulso giusto alla ripartenza del calcio a Jesi? In assenza dell’avvento di forze imprenditoriali locali, pura chimera alle nostre latitudini, almeno in questo periodo, il futuro è più che incerto.

Il passo indietro da parte di chi detiene la proprietà per concepire un progetto nuovo è una missione che può apparire impossibile stando alla situazione debitoria ma di fronte a un orizzonte cupo e con pochissime speranze solo uno sforzo di umiltà e una vena di visionaria follia possono aiutare a ritrovare il bandolo della matassa.

Sta anche per scadere il periodo di Alessandro Cossu che puntava e certamente ancora punta  su delle soluzioni che però si dovranno maturare entro i prossimi dieci giorni.

Cossu ci ha confermato che la trattativa avviata con i cosi detti ‘riminesi’ anche se con Rimini non hanno nulla a che fare considerato che i tre personaggi che si sono fatti avanti sono due del territorio, Chiaravalle e Senigallia, ed uno di Roma domiciliato a Cattolica.

Nel dettaglio Cossu ci ha detto che la proposta avanzata riguardava l’acquisizione del 49% delle quote con una lettera di intenti di cessione da parte di Mosconi dell’altro 51% entro 30 Aprile 2021 da depositare presso un legale mentre la conduzione della nuova stagione sarebbe rimasta in carico ai nuovi acquirenti.

A questa proposta la Jesina ha risposto ufficialmente che “come già comunicato viene ribadito che la proprietà della Jesina calcio valuta solamente la vendita al 100% delle quote societarie con effetto immediato”.

Da quel giorno in poi la trattativa si è bloccata.

Ora la palla passerebbe al Sindaco Bacci a meno appunto di altre proposte che potrebbero emergere nei prossimi giorni.

Poi la questione retrocessione e campionato di competenza per la prossima stagione qualora si trovasse il modo di ripartire.

Nella giornata di domani lunedì 25 maggio le 36 società, le ultime quattro in classifica per ogni girone della serie D, che la Lnd ha proposto di far retrocedere a tavolino, si ritroveranno in video conferenza per alzare tutte insieme la voce prima del 3 giugno prossimo, giorno del Consiglio Federale, dove verrà ufficializzato o meno il tutto, per far fronte comune e promuovere una sorta di documento provando anche a chiedere di essere ricevuti direttamente a Roma per esprimere il proprio dissenso alla retrocessione d’ufficio.

Insomma nessuno lascerà nulla di intentato per far valere le proprie ragioni ed è certo che se la proposta della Lnd diventerà ufficiale ogni club agirà poi per proprie conto in tutte le sedi perché una retrocessione a tavolino aveva solo il precedente per illecito sportivo mai per emergenza sanitaria.

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / La fede per i colori leoncelli non retrocede mai

JESI, 25 maggio 2020 – La possibilità che la proposta della Lnd di dichiarare retrocesse le ultime quattro in classifica di ogni girone della serie D, ora al vaglio del Consiglio Federale del prossimo 3 giugno, possa comunque essere confermata ha scatenato la delusione tra la tifoseria.

C’è stata subito una reazione ed alcuni hanno manifestato la loro fede alla squadra leoncella mostrando i simboli del tifo – foto che parlano da sole –  dai balconi delle loro abitazioni.

Ancora si pensa e si spera che la serie D venga salvata ma è altrettanto vero che serve una svolta radicale, netta e chiara che permetta di cambiare registro e ricominciare un percorso nuovo che assicuri soddisfazioni e continuità.

Chiariottti e Mosconi devono, cosa che hanno fatto pochissime volte e mai con concretezza, alzare bandiera bianca oppure dimostrare quello che negli ultimi 24 mesi non hanno saputo o voluto fare.

D’altronde il presidente alla vigilia della gara contro l’Avezzano aveva dichiarato: “Stiamo facendo di tutto per dare una base solida, seria, credibile e duratura alla Jesina Calcio. La prossima stagione? Sarà comunque serie D o Eccellenza a seconda del risultato sul campo e saranno comunque evitati la scomparsa o doppi e tripli salti di categoria all’indietro”.  

Jesi ha fame di calcio, non a parole, ma nei fatti.

I messaggi che in queste ore i tifosi hanno lanciato dai loro balconi ne è la testimonianza più viva e sincera.

Ci si può anche dividere, si possono vedere e giudicare le cose in maniera opposta e critica, alla fine però tutti si ritrovano sotto la stessa ‘stella’. Il segnale è di quelli forti, va colto senza indugi.

L’auspicio è che sia ancora serie D. Se, al contrario, si dovrà partire dall’Eccellenza è fin troppo chiaro che lo si dovrà fare con una società al di sopra di ogni sospetto e con una squadra…imbattibile!

Vietato indugiare e prendere o perdere tempo. Se ci sono state trattative respinte o se alcune di queste sono ancora in corso è necessario farle conoscere. L’ultimo comunicato della Jesina parlava di “diverse manifestazioni d’interesse da parte di alcuni soggetti che hanno chiesto informazioni“.

A che punto siamo arrivati?

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Una retrocessione giusta ma inaspettata, sarà comunque un’estate di ricorsi

Per la Jesina il ritorno nel massimo campionato regionale Marche d’Eccellenza avviene dopo dieci anni consecutivi di serie D

JESI, 23 maggio 2020 – Se la decisione della Lnd circa le promozioni delle prime in classifica e le quattro retrocessioni per ogni girone è stata netta e decisa, ora si attende l’ufficialità del Consiglio Federale, che tuttavia potrebbe anche ribaltare tale proposta, la reazione delle società interessate è stata altrettanto energica e convinta.

Tutti hanno preso la decisione in malo modo e quasi tutti hanno già annunciato ricorso.

Sarà un’estate calda in tutti i sensi.

E’ stato giusto con otto giornate ancora da giocare e 24 punti a disposizione, con la possibilità per molti di aggrapparsi anche alla gara play out, proporre una soluzione del genere?

Il merito, o dir si voglia demerito, sportivo è sicuramente venuto meno, gli sforzi delle società decise a tavolino e non dal rettangolo di gioco sembra alquanto lontano da ogni logica.

Ricapitoliamo

Per la serie D è stata proposta la cristallizzazione delle classifiche al momento dell’interruzione del campionato, prevedendo la promozione delle prime classificate di ciascun girone e la retrocessione delle ultime quattro squadre  di ogni raggruppamento.

Decisione un po’ a sorpresa visto che le ipotesi circolate nelle settimane, nei giorni e nelle ore precedenti l’assise parlavano di blocco delle retrocessioni con la certezza che molti presidenti dei Comitati Regionali, quelli che sono a contatto con la realtà del territorio, hanno dato battaglia sulla questione seppur alla fine è prevalsa la tesi nota.

Nel girone F della serie D, in Legapro, sarà promosso il Matelica; a retrocedere nell’Eccellenza marchigiana Sangiustese e Jesina, in quella abruzzese Avezzano e Chieti.

La reazione degli interessati è così riassunta

Alessandro Cossu, vice-presidente della Jesina: Rispettiamo le decisioni che sono state prese ed in attesa dell’ufficialità che verrà dal Consiglio Federale ribadisco che il verdetto  giunto  senza che il campionato sia stato portato a compimento, con ancora 8 gare da giocare, lascia l’amaro in bocca. La Jesina ha  sperato fino all’ultimo nel blocco delle retrocessioni. Ci dispiace e vedremo in da farsi in ottica futura”.

Il presidente dell’Avezzano Gianni Paris invece si è sfogato a caldo contro la squadra. Sulla pagina facebook della società si legge: “Squadra da tre in pagella tutte le domeniche. Sono contento che sia finito lo strazio di una squadra incapace di esprimere il minimo gioco. Li ringrazio per la retrocessione. Sono convinto che non mi capiterà più di incontrare giocatori impotenti e privi di verve. Non hanno avuto il coraggio nemmeno di chiedermi scusa per il disastro che hanno compiuto in questa stagione. Oggi nessuna scusa da parte di alcuno dei miei ex giocatori. Spero provino vergogna e che il pubblico avezzanese li possa fischiare se dovessero tornare ad Avezzano da avversari”.

Antonio Mergiotti, presidente del Chieti, invece, ha già detto che presenterà ricorso. In una nota rilasciata ad un quotidiano locale ha sostanzialmente affermato: “La decisione presa dalla Lnd  viene accolta con disappunto. C’è stupore di fronte ad una delibera che penalizza fortemente tutto il mondo dei Dilettanti. Presenteremo ricorso. Non si può penalizzare e far retrocedere una squadra quando mancano ancora otto giornate alla fine. Esistevano dunque concrete possibilità di migliorare la nostra classifica. Il campionato era da annullare, senza promozioni e senza retrocessioni. Non lasceremo nulla di intentato per far valere le nostre ragioni e agiremo in tutte le sedi”.

In casa Sangiustese invece bocche cucite. La società ha deciso di non rilasciare dichiarazioni. La strada del ricorso però potrebbe essere praticabile considerato che il club del presidente Tosoni ha delle carte da giocare in fatto di merito sportivo come la quartultima posizione in classifica generale, la vittoria della Coppa Disciplina per due anni di seguito, la posizione tra le prime tre al momento dello stop nella speciale classifica ‘giovani D valore’.

La speranza ora viene pure da ciò che accadrà in serie C. Se in Legapro si dovessero disputare solo i play off non ci sarebbero retrocessioni e allora lo scenario per la serie D cambierebbe.

Per la Jesina il ritorno in Eccellenza avviene dopo dieci anni consecutivi di serie D. Nel campionato 2017-2018 i leoncelli avevano perso lo spareggio contro il San Nicolò, retrocedendo sul campo, ma poi rientrò grazie al ripescaggio.

(e.s.)

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CALCIO DILETTANTI / Effetto domino: Chiaravalle, Castelfrettese e Aurora Jesi pronte a festeggiare

Delle ‘nostre’ dovrebbero retrocedere il Sassoferrato Genga in Promozione, Le Torri in Seconda Categoria e il Maiolati in Terza

JESI, 22 maggio 2020 – Le decisioni assunte dalla Lnd nazionale circa le promozioni e le retrocessioni dei nove giorni della serie D (la prima promossa, le ultime quattro in Eccellenza), come d’altronde era il regolamento prima dell’avvio dei campionati, per effetto domino saranno trasferite nei vari Comitati Regionale ed applicate ai campionati minori regionali.

Così facendo Biagio Chiaravalle, Castelfrettese e Aurora Jesi sono pronte a stappare lo spumante e festeggiare la promozione al campionato superiore.

Ovvio che si dovrà attendere che tutto venga ufficializzato dal Consiglio Federale del prossimo 3 giugno e poi la decisione finale spetterà al presidente del Comitato regionale della Figc Marche Paolo Cellini e al suo direttivo.

Questa la probabile situazione.

Eccellenza – promossa: Castelfidardo, retrocesse: Grottammare, San Marco Lorese, Sassoferrato Genga.

Promozione Girone A: promossa Biagio Chiaravalle, retrocesse: Osimostazione, Valfoglia, Camerano.

Prima Categoria Girone B – promossa: Portuali; retrocesse: Laurentina/Castelleonese (il criterio da adottare non è noto), Le Torri, Falconarese

Seconda categoria Girone D – promossa: Castelfrettese; retrocesse: Maiolati, Falconara

Terza Categoria Girone D: promossa: Aurora Jesi

Per eventuali ripescaggi, come scritto nel comunicato della Lnd, si terrà conto dei titoli e meriti sportivi.

(e.s.)

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JESINA CALCIO / La Lega ha deciso, quattro retrocessioni, leoncelli in Eccellenza

L’incompetenza e l’incapacità portano a queste situazioni. L’ufficialità nel Consiglio federale del 3 giugno. Cosa accadrà ora nella Jesina?  

JESI, 22 maggio 2020 – Finisce nel peggior modo possibile l’attesa per quella che poteva essere una salvezza sancita a tavolino.

stadio carotti mestamente vuoto

Invece la Lnd riunitasi oggi a Roma, oltre a decidere che le prime in classifica dei nove giorni della serie D saranno promosse in LegaPro, salvo rinunce, ha anche proposto che le ultime quattro di ogni girone retrocederanno in Eccellenza.

Questo comporta che nel girone F della Serie D a ritornare nei campionati dilettanti regionali saranno Sangiustese, Avezzano, Chieti e Jesina.

Queste proposte dovranno ora essere ratificate e ufficializzate il prossimo 3 giugno dal Consiglio Federale.

La Jesina, dopo la retrocessione sul campo del 2018 con la sconfitta nello spareggio a Sant’Egidio alla Vibrata e successivo ripescaggio, dopo la salvezza dello scorso campionato, deve accettare quello che poi i risultati maturati sul terreno di gioco, in questa stagione, aveva ampiamente confermato.

Una stagione iniziata con la promessa dei play off, continuata e poi bloccata per l’emergenza sanitaria come tutti sanno. Un’annata molto complicata figlia di scelte dettate da nessun progetto e obiettivo, da nessuna chiarezza.

L’ennesima retrocessione è sicuramente un dramma sportivo per il calcio a Jesi ma è la conferma che l’incompetenza e l’incapacità prima o poi si pagano a caro prezzo.

Avevamo sperato fino alla fine sul blocco delle retrocessioni perchè sapevano che i Comitati Regionali dell’area Centro, tra gli altri le Marche, Toscana, Umbria, Emilia Romagna e Lazio si sarebbero presentate con  questa proposta decisa all’unanimità, ma è giusto e logico che società come la Jesina, con il tipo di gestione attuata e dimostrata, devono essere ridimensionate, forse scomparire, per essere totalmente ricostruite.

Ora come ripartire? Il lavoro di Alessandro Cossu in questi mesi a che punto era arrivato? La retrocessione cosa comporterà? Tutte situazioni che nelle prossime ore usciranno allo scoperto e verranno analizzate.

E’ chiaro più che mai che Mosconi e Chiariotti dopo le tante parole, i tanti scritti e pochissimi risultati, passino all’azione e si facciano veramente da parte.

Potrebbe servire anche un gesto clamoroso come quello estremo di chiudere tutto e recarsi immediatamente, già nelle prossime ore, dal Sindaco di Jesi per consegnare simbolicamente le chiavi.

Sostanzialmente si sono persi due anni e ripartire in queste condizioni non sarà proprio facile.

Con chi, quando e come lo vedremo strada facendo.

Di seguito il comunicato della Lnd al termine della riunione

Il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, tenutosi oggi in videoconferenza, ha messo a punto le proposte (votate all’unanimità), che saranno portate al vaglio del prossimo Consiglio Federale, in ordine ai meccanismi di conclusione dei campionati nazionali e regionali, per la necessaria ratifica. Per quanto riguarda la Serie D, la LND proporrà al massimo organismo federale la cristallizzazione delle classifiche al momento dell’interruzione del campionato, prevedendo in questo modo la promozione delle prime classificate di ciascun girone e la retrocessione delle ultime quattro squadre classificate di ogni raggruppamento. Quest’ultimo aspetto, peraltro, aderisce a quanto già indicato dal Consiglio Federale in relazione ai campionati professionistici. Tra le richieste, anche quella relativa ad una graduatoria di merito per gli eventuali ripescaggi laddove si verificasse una carenza di organico, sempre tenendo conto di privilegiare il valore primario del merito sportivo”.   

(e.s.)

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JESI / Aurora calcio, settore giovanile: la squadra dei tecnici riconfermati

I tecnici riconfermati dal club aurorino sono Francesco Uncini, Matteo Mastri, Simone Grattini, Luca Sesterzi e Fabrizio Santoni

JESI, 22 maggio 2020 – L’ Aurora Calcio Jesi, dopo aver confermato il Responsabile Tecnico del settore giovanile Francesco Bacci, rafforza la propria programmazione, assicurandosi gli allenatori e i collaboratori che per la stagione 2020/2021 faranno parte della squadra tecnica.

La nuova squadra voluta da Bacci è pressochè fatta, con nomi riconfermati e nomi nuovi.

Le riconferme degli allenatori, tutti in possesso di abilitazione Uefa /attestati laurea in Scienze Motorie riguardano Francesco Uncini, Matteo Mastri, Simone Grattini, Luca Sesterzi e Fabrizio Santoni.

Con loro i collaboratori Riccardo Santoni, Mattia Curzi, Lorenzo Pisconti, Gabriele Ragaglia, Alessandro Martiniello, Nicola Giampaoletti.

Bacci conferma la professionalità, serietà e umanità applicata da tutti. Ma dietro a dei risultati importanti c’è sempre una società solida e con idee chiare, senza le quali è impossibile programmare il futuro.

Un ringraziamento particolare, si legge nel comunicato diffuso dalla società “va a Federico Pieroni, Nicolas Cantarini e Marco Vicari che per esigenze lavorative hanno dovuto declinare l’impegno per il prossimo anno. Persone
affidabili, serie e con grande senso di responsabilità. A loro un grandissimo, sincero e vero ringraziamento”.

Il Presidente Togni ci tiene a ringraziare tutti: “allenatori, collaboratori, dirigenti, tutte le persone che dietro le quinte’ si sono adoperati affinchè ognuno mettesse a disposizione il proprio tempo, la propria passione e la voglia di condividere un progetto che darà sicuramente degli ottimi frutti”.

(e.s.)

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JESI / La scherma si rimette in movimento

Questa mattina ripresa degli allenamenti nell’impianto sportivo del Liceo Scientifico agli ordini di Annalisa Coltorti

JESI, 22 maggio 2020 – Dopo una lunga sosta finalmente questa mattina riparte lo sport a Jesi e che sia di buon auspicio per tutte le altre discipline.

calvanese matilde

Riprendono infatti a correre e sudare dopo un fermo di tre mesi gli atleti

Marini Tommaso

della scherma con gli allenamenti, ovviamente di natura fisico atletica, considerata la lunga sosta.

Lo faranno gli atleti d’interesse nazionale del club scherma Jesi.

Sotto la guida della preparatrice Annalisa Coltorti, nell’impianto sportivo del Liceo Scientifico, Tommaso Marini, Francesco Ingargiola, Beatrice Monaco, Matilde Calvanese riprenderanno l’attività.

In attesa che sia dato il via libera all’apertura delle palestre ed in attesa che anche Elisa Di Francisca e Alice Volpi, ancora fuori città, si aggreghino al gruppo.

(e.s.)

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CALCIO DILETTANTI / Domani giornata decisiva per i verdetti: rompicapo e dita incrociate

La Lnd si riunisce a Roma per prendere provvedimenti che poi il Consiglio Federale a giugno dovrà approvare. Caos con la LegaPro

JESI, 21 maggio 2020 Domani 22 maggio il Consiglio della Lnd farà le sue valutazioni ed avanzerà proposte che proporrà al Consiglio Federale, al quale spetta l’ultima decisione, che si riunirà di nuovo i primi giorni di giugno.

In sostanza si dovrà decidere sui verdetti che riguardano promozioni e retrocessioni oltre ai criteri per eventuali ripescaggi ma, affinchè tutto ciò risulti alla fine ufficiale, bisognerà appunto attendere il prossimo Consiglio Federale.

Varie tuttavia le ipotesi sul tavolo.

La prima è quella espressa da sempre da più parti e da molti esponenti dei Comitati Regionali della Figc domani presenti con propri rappresentanti al tavolo della riunione, fisicamente o in video conferenza, ed è quella di procedere alle promozioni e di bloccare le retrocessioni.

Un’altra ipotesi vuole un congelamento totale della stagione (ma qui i ricorsi saranno infiniti) oppure quella di far retrocedere solo le ultime (rischio analogo sui ricorsi).

Ma è sufficiente leggere le classifiche della serie D per capire che sarà un rompicapo. In più della metà ci sono situazioni che vedono in fondo alla graduatoria squadre con gli stessi punti oppure penultima e ultima con un sol punto di distacco. Addirittura una situazione dove l’ultima ha solo un punto di distacco ma pure una partita in meno. Come si farà a far capire alle ultime di dover retrocedere?

Per quanto riguardano poi gli scenari futuri, tutto è in alto mare e nessuno sa come e quando ricominciare l’attività con il rischio concreto di dover rimandare tutto addirittura gennaio 2021.

Nella riunione citata si discuterà anche dei costi che le società dovranno affrontare per iscrizione alla prossima stagione e l’ipotesi è quella di scontare di un terzo le spese a loro carico ma sono sempre costi.

Ci potrebbe anche essere una sorta di gratuità totale per le iscrizioni ma questa dipenderà molto dalle risorse che il Governo metterà a disposizione.

Alla vigilia della riunione della Lnd dunque è fin troppo evidente che gli scontenti non mancheranno con tanti club pronti ai ricorsi e ad adire le vie legali.

Anche se sarà difficile per tutti però far valere i propri diritti nelle opportune sedi complice il Decreto Rilancio che ha accorciato i tempi della Giustizia Sportiva prevedendo un unico ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni e poi, in via amministrativa, al Tar e in secondo grado al Consiglio di Stato.

Oltre alle ipotesi sopra espresse montano altre considerazioni sui criteri da adottare come quelle avanzate da un noto quotidiano sportivo nazionale dove viene preannunciato che a salire dalla serie D in Serie C sarebbero le prime di ognuno dei nove gironi mentre a retrocedere in Eccellenza, senza appello, le ultime quattro di ognuno dei nove gironi.

In pratica, nei numeri, si rispecchierebbe i canoni del regolamento ma a otto giornate dalla conclusione prendere un provvedimento del genere, con ancora 24 punti a disposizione, sarebbe fin troppo punitivo.

Se così sarà, nel caso del girone F della serie D a retrocedere sarebbero le marchigiane Sangiustese e Jesina ma anche Avezzano e Chieti.

Mentre in Eccellenza a scendere di categoria toccherà a Sassoferrato Genga, San Marco Lorese, Grottammare.

Comunque la si guarda e comunque andrà la previsione che la protesta divamperà è davvero forte. 

Il calcio sta tirando fuori tutto il peggio di se.

Le altre Federazioni da tempo hanno detto stop ai campionati congelando le classifiche, dunque né promozioni né retrocessioni né scudetto,  e nessuno ha alzato un dito.

Quello che succede nel calcio è unico. L’esempio della serie C è eloquente.

La Lega aveva dichiarato, tutte le società concordi, di non voler più giocare mentre il Consiglio Federale ha ribaltato quel volere dicendo di ritornare in campo.

Oggi il presidente della LegaPro Ghirelli ha dichiarato senza mezzi termini che la Serie C non è in grado di far riprendere i campionati perché i club non sono in grado di mettere in atto il protocollo sanitario e quindi non potendo salvaguardare la salute di tutti la ripresa è impossibile. Si è passati insomma ad un braccio di ferro.

Considerato che la serie C è composta da 60 club figuriamoci se il braccio di ferro sarà attuato nei dilettanti dove la Lnd rappresenta ben 12350 società per 66025 squadre e oltre 1milione di tesserati.

Un caos.

Evasio Santoni

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CALCIO / Dilettanti, campionati ufficialmente sospesi: venerdì consiglio di Lega

Serie A, B, LegaPro riprendono invece tutti a giocare. Per promozioni e retrocessioni il Consiglio della Lnd proporrà formule da presentare poi alla FIGC

JESI, 20 maggio 2020 – Campionati dilettantistici e giovanili ufficialmente sospesi.

Dalla serie D alla Terza Categoria la stagione si è conclusa sul campo il 1 marzo 2020.

Con otto giornate ancora da giocare e con l’emergenza sanitaria in corso il Consiglio Federale, riunitosi questa mattina in via Allegri a Roma, ha decretato ufficialmente la fine definitiva dei campionati dilettantistici.

Ora si attendono le decisioni sulle promozioni dalla serie D alla serie C, ed a caduta tutto il resto del panorama calcistico regionale, Eccellenza, Promozione, Prima, Seconda e Terza Categoria, oltre alle eventuali retrocessioni e possibili ripescaggi.

Questi annunci dovrebbero arrivare nella giornata di venerdì 22 maggio quando si terrà il Consiglio direttivo della Lega Nazionale Dilettanti dove parteciperà il presidente del Comitato Regionale Marche Paolo Cellini. L’orientamento resta quello di promuovere le prime e bloccare le retrocessioni ma tutto ancora, per queste decisioni, potrebbe accadere.

Come potrebbe accadere che dalla riunione di venerdì si decida per le promozioni e si rimandi il criterio sul blocco o meno delle retrocessioni. Tuttavia al Consiglio spetterà invece il compito di formulare delle proposte al riguardo da presentare poi al Consiglio della FIGC.

Nell’uscire dalla riunione il presidente della Lnd Cosimo Sibilia nel rispondere alle domande dei cronisti è stato lapidario: “Hanno bloccato la Lega Dilettanti, il Consiglio Federale della Figc ha deciso di far proseguire i campionati professionistici e fermare quelli dilettantistici”.

In sostanza oltre alla serie A ripartiranno pure serie B e serie C pur se la LegaPro in maniera autonoma aveva dichiarato di volersi fermare. Ma come si suol dire ‘il calcio va avanti’ a differenza di tutti gli altri sport di squadra che si sono fermati senza assegnare lo scudetto.

La stagione, a questo punto,  se le condizioni dell’emergenza Covid non cambieranno, dovrebbe concludersi entro il 20 agosto ma la riunione decisiva, l’ennesima, sarà quella di giovedì 28 maggio quando davanti al ministro dello sport Spadafora Governo e istituzioni calcistiche (Gravina) assieme a Dal Pino (presidente della Lega di serie A) valuteranno appunto l’andamento del contagio per ufficializzare la ripresa dei campionati.

Questo vuol significare che la prossima stagione federale, quella 2020-2021, inizierà il 1 settembre con iscrizioni e quant’altro. Deduzione: i campionati prima della fine di ottobre 2020 non riprenderanno.

A prendere parte alla seduta in Figc presieduta da Gabriele Gravina, tutti collegati in video conferenza a parte Gravina, Lotito, Ghirelli, Sibilia, Montemurro presenti in sede, i consiglieri Dal Pino, Marotta e Lotito per la Lega di A; Balata per la Lega B; Ghirelli, Baumgartner e Lo Monaco per la Lega Pro; Sibilia, Acciardi, Baretti, Frascà, Franchi e Montemurro per la Lega Nazionale Dilettanti; Tommasi. Calcagno, Gama e Zambrotta per l’Aic; Beretta e Giatras per l’Aiac; il presidente dell’AIA Nicchi; il presidente del Settore Giovanile e Scolastico Tisci; il presidente del Settore Tecnico Albertini; il segretario generale Brunelli; la presidente della Divisione Calcio Femminile Mantovani; vice presidente UEFA Uva: il membro UEFA nel Consiglio della FIFA Christillin; presidente ECA e membro Comitato Esecutivo della UEFA Agnelli. Invitato, in qualità di uditore, il presidente dell’AIAC Ulivieri.

 

Evasio Santoni

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CALCIO DILETTANTI / Domani ore 12 Consiglio Federale, Biagio Chiaravalle pronta a festeggiare

Come pure Castelfrettese e Aurora Jesi; spera nel salvataggio la Jesina e il Sassoferrato

JESI, 19 maggio 2020 – Domani Consiglio Federale dove si deciderà sulla fine dei campionati dilettantistici ed i relativi provvedimenti.

Sicuramente pronte a festeggiare Biagio Chiaravalle, Castelfrettese e Aurora Jesi; manca solo l’atto ufficiale.

Da capire, ma il presidente della Lnd Sibilia è stato sempre favorevole, se ci sarà il blocco delle retrocessioni oppure da via Allegri uscirà fuori la sorpresa che le ultime scenderanno di categoria.

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JESI / Aurora basket e Marcello Ghizzinardi ancora insieme

Lardinelli ha confermato che entro il 10 giugno salderà la rata straordinaria obbligatoria per tutte le Società affiliate alla FIP  

JESI, 18 maggio 2020 – Secondo una indiscrezione riportata da Spicchi d’Arancia, una newsletter esclusiva sul basket  l’Aurora Jesi ha rinnovato il contratto a coach Marcello Ghizzinardi come capo allenatore per la prossima stagione.

Ghizzinardi era arrivato a Jesi in sostituzione di Alessandro Valli a stagione in corso con accordo fino a giugno e opzione per il 2020-2021.

Nelle ultime ore il presidente Altero Lardinelli, contattato, ha confermato che entro il 10 giugno prossimo soddisferà agli impegni con la Federazione saldando la rata straordinaria obbligatoria per tutte le Società affiliate alla FIP nella stagione sportiva 2019/2020.

(e.s.)

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CALCIO / Jesina e non solo: conto alla rovescia per promozioni e salvezza

In attesa anche Biagio Chiaravalle, Castelfrettese e Aurora Jesi; anche il Sassoferrato Genga come i leoncelli puntano sul blocco delle retrocessioni

JESI, 18 maggio 2020 –  Mercoledì 20 maggio Consiglio Federale, venerdì 22 maggio direttivo della Lnd.

Da questi due appuntamenti usciranno le risposte necessarie e tanto attese circa la chiusura dei campionati all’ultima giornata disputata, alle promozioni, al blocco delle retrocessioni, alle disposizioni per programmare la stagione 2020-2021.

E, in base all’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha dato ampi poteri all’organo Federale, potrebbe anche essere presa in considerazione la riforma strutturale dei campionati: dalla serie B alla Terza Categoria.

Siamo insomma alla vigilia di decisioni importanti che riguardano anche le nostre formazioni rappresentate al momento dalla Biagio Chiaravalle che dovrà salire in Eccellenza, dalla Castelfrettese in Prima Categoria, dall’Aurora Jesi in Seconda Categoria.

Poi la decisione dovrebbe favorire pure Jesina e Sassoferrato Genga che usufruiranno del blocco delle retrocessioni per ripresentarsi la prossima stagione in serie D i leoncelli e Eccellenza i sentinati.

Tutto facile sulla carta, di meno all’atto pratico, anche se i nodi di campionato sospeso, promozioni e blocco delle retrocessioni dovrebbero essere confermati come da settimane ipotizzato da tutti gli addetti ai lavori.

Quello che non è chiaro sono i criteri di eventuali ripescaggi, la data dell’inizio della stagione 2020-2021 e la possibile riforma dei campionati che in tanti auspicano. Soprattutto la ripresa fa pensare.

L’utilizzo degli impianti, spogliatoi, palestra, magazzino, docce impone alle società sanificazioni costanti degli ambienti dopo ogni allenamento.

Questo diventa pure un costo, cifre che i dilettanti non sempre e non tutti si possono permettere.

Di conseguenza la data di ripartenza non sarà facile programmarla. Addirittura c’è chi ipotizza anche gennaio o febbraio 2021.

Se così sarà, e tutti auspicano di no perchè vorrebbe significare avere a che fare ancora con il virus, considerato che ancora si dovevano giocare otto gare e tutti i relativi play off, perchè nessuno ha preso in considerazione quella proposta che prevedeva di spalmare in due stagioni un solo campionato?

A Chiaravalle, Castelferretti e Jesi, dalle parti di San Sebastiano, la bottiglia di spumante per brindare è comunque già in ghiaccio.

Anche dalle parti del Carotti e a Sassoferrato si aspetta il verdetto definitivo favorevole, poi si penserà a come ripartire.

(e.s.)

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JESI / Impianti sportivi tutti chiusi o quasi in attesa del 25 maggio

questa mattina video conferenza sul da farsi per la riapertura con la presenza di Fabio Luna presidente regionale del Coni

JESI, 18 maggio 2020 – Tutti pronti a ritornare in campo e sulle tavole da gioco ma gli impianti sportivi restano ancora chiusi.

I protocolli adeguati di sicurezza ancora non garantiscono la possibilità di apertura e fino al 25 maggio di certo tutto resta chiuso.

A Jesi, a parte i circoli tennis, dove è consentito solo l’uno contro uno, il resto è off limits.

Questa mattina c’è stato un incontro in video conferenza dove hanno partecipato anche il presidente del Coni regionale Fabio Luna e addetti della Regione Marche.

Si è preso tempo fino al 25 maggio.

Nello specifico ci si dovrà adattare ad entrare negli impianti con mascherine, possibile il rilevamento della  temperatura, ci sarà l’obbligo delle prenotazione delle attività, no agli assembramenti e di conseguenza no alle lezioni di gruppo.

Spogliatoi e docce dovranno avere accessi assicurati distanziati e distinti.

Per le piscine, ad esempio, istruttore fuori dall’acqua, obbligatorio in acqua spazi adeguati.

In sostanza per tutti la misura principale è il distanziamento dagli altri e molto importante diventa la sanificazione degli attrezzi e degli strumenti da utilizzare alla fine di ogni loro utilizzo.

Neanche per le palestre il semaforo è verde. Il contatto è vietato.

Palatriccoli, Palascherma e stadio Carotti ancora chiusi. Impianti anche in sub judice, almeno quelli di proprietà del Comune  considerato che per lo stadio carotti la jesina ha rigettato la convenzione e che dal a giugno dovrà essere riassegnata come pure quella del palatriccoli in scadenza alla Uisp il 31 luglio.  L’amministrazione comunale dovrà emettere nuovi bandi e questa volta, a meno di soprese, la Uisp è quasi certi ritornerà in possesso di tutto. 

Il 25 maggio molti sperano ma questi grossi impianti se riapriranno per chi riapriranno?

I campionati sono tutti fermi e non si sa quando riprenderanno.

Lo sport agonistico e amatoriale per il momento può anche attendere.




JESI / Buon compleanno Giovanna Trillini

campionessa immensa e donna, con autenticità, mai alla ricerca ossessionata delle luci dei riflettori: 8 medaglie olimpiche, di cui 4 d’oro 

JESI, 17 maggio 2020 – Giovanna Trillini ha spento 50 candeline.

Una vera e propria ambasciatrice Jesina nel mondo, che oltre allo straordinario talento e alla determinazione, ha sempre mostrato il suo sorriso sincero, senza trucchi.

Giovanna si è sempre contraddistinta per essere campionessa immensa e donna, con autenticità, mai alla ricerca ossessionata delle luci dei riflettori.

La immaginiamo a festeggiare con la sua famiglia, i figli Claudia e Giovanni, e magari “l’intrusione” della sua attuale allieva Elisa Di Francisca.

La carriera di Giovanna Trillini parla da sola, e i numeri da solitamente freddi diventano trionfali: 8 medaglie olimpiche, di cui 4 d’oro, 19 quelle mondiali, e 6 i titoli europei.

Una cavalcata inarrestabile che la Federazione Italiana Scherma ha raccontato nel suo bel messaggio di auguri: “Quel successo a Barcellona92 con il tutore Donjoy al ginocchio sinistro, così come la bandiera portata fiera ad Atlanta ’96 ed ancora il titolo mondiale di Città del Capo ’97 seguito a quello di Budapest ’91, sino al rammarico individuale di Pechino 2008 chiuso col bronzo a squadre. Nel mezzo un milione e più di stoccate, di assalti, di allenamenti, di sfide e di risate e abbracci con le compagne di squadra. Dal fioretto al piastrone: un passaggio quasi naturale per chi si è formata alla scuola di un maestro come Ezio Triccoli ed è maturata sotto la guida di altri grandi maestri. Da fondo pedana, chiudendo quel cerchio virtuoso della scherma che vede trasformare in insegnamento quanto a tua volta hai appreso in anni sulle pedane, è guida di bambini nei loro primi approcci col fioretto e di atlete ai vertici mondiali. Oggi lo sport italiano è in festa per i 50 anni di una donna che, parlando della scherma in una delle mille interviste, ammise: c’è chi sostiene che sia un’arte. Per me è puro divertimento!“.

Buon Compleanno Giovanna, stella nel firmamento del Mondo, orgoglio Jesino.

La redazione di Vallesina Tv e Qdmnotizie oltre agli auguri gli regala due foto storiche d’archivio datate anni ’90.

Marco Pigliapoco

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JESINA CALCIO / Cessione società: passi avanti, trattative in corso

Il presidente Mosconi intenzionato seriamente a passare la mano; pervenute alla società proposte scritte di acquisto delle quote

JESI, 16 maggio 2020 – Sarà un film già visto oppure si potrà parlare veramente di nuovi soci o di nuova gestione?

Chiariotti – Mosconi

Il tempo, almeno altri quindici giorni, ci dirà quale sarà il futuro e con chi della Jesina calcio.

Sta di fatto che i probabili nuovi acquirenti, sembrano ci siano stati due interessamenti distinti da parte di gruppi non jesini che hanno manifestato la volontà all’acquisto e hanno messo nero su bianco nel richiedere atti e documenti seguiti poi da proposte ufficiali pervenute in sede.

Sono tuttavia ancora tanti i dubbi e le perplessità e forse neanche è possibile definire un quadro chiaro dei mezzi in campo per tradurre in realtà la volontà di cambiare.

La cosa più importante, in questa fase, è stabilire due cose. Da un lato se veramente Mosconi vuol cedere. Dall’altra capire e distinguere bene se le manifestazioni di interesse presentate al vice presidente operativo Cossu, delegato al riguardo, siano chiacchiere, semplici sondaggi, vera trattativa e volontà di portare in porto l’operazione.

Alessandro Cossu

Fondamentale ovvio il distinguo se non altro per la chiarezza e per far capire a tutti, un domani, quali carte sono state giocate.

Il fatto più importante è che Mosconi, finalmente e veramente, si sia posto nella lunghezza d’onda di cedere le azioni societarie: senza questa condizione tutto il resto non esiste. D’altronde è lui che deve decidere detenendo il 95% delle quote. Anche lo scorso anno Mosconi sembrava intenzionato ma poi, alla fine, aveva deciso di affidarsi a Gagliardini e Micozzi e continuare lui la gestione. Ora non è così! L’atteggiamento del presidente è diverso.

Tutto si gioca sulla situazione debitoria non facile con l’Erario e con le risultanze dell’accertamento della Guardia di Finanza, oltre alle pendenze con giocatori e fornitori. Sembra però che si sia trovata la via d’uscita affinchè eventuali nuovi soci siano di molto o del tutto sollevati da queste incombenze. Staremo a vedere.

Il tempo ancora gioca a favore della trattativa e sarà importante anche conoscere ufficialmente a quale campionato la Jesina parteciperà la prossima stagione.

Questo lo si saprà con certezza il 22 maggio prossimo quando la Lnd si riunirà per decidere in merito con la speranza che vengano confermate le anticipazioni del blocco delle retrocessioni.

Altrimenti gli scenari potrebbero pure mutare.

Evasio Santoni

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CALCIO / Non solo Jesina: la storia in città conta altri dodici club

Aurora Jesi, Borgo Minonna, Duomo, Folgore, Gherardi, Latini, Largo Europa,  Libertas, Mazzangrugno, Spes Jesi, Vigor Ras, Virtus Jesi

JESI, 15 maggio 2020 –  Non solo Jesina. Parlare di calcio a Jesi porta alla luce tante altre piccole e grandi certezze storiche che nel tempo hanno dato spazio a club per lo più rappresentativi dei vari quartieri, rioni, frazioni e realtà della città.

Paolo Pirani

Società di calcio nate soprattutto per aggregare giovani dislocati anche e soprattutto nella periferia e che hanno costituito pure dei bacini che hanno permesso a diversi di loro di poter aspirare, sotto l’aspetto tecnico e delle personali ambizioni sportive, a un qualcosa di migliore sia nella stessa Jesi che in giro per la Regione e, per diversi, anche in giro per l’Italia.

In molti, anzi la stragrande maggioranza, sono passati pure in maglia Jesina.

Ne ricordiamo alcuni e se ne dimentichiamo altri non certo per volontà: Sergio Paolinelli,

Luca Marchegiani, Luciano Barboni.

Il riferimento è alle società di Aurora Jesi, Borgo Minonna, Duomo, Folgore, Gherardi,

Don Roberto Vico

Polita Marco

Latini, Largo Europa,  Libertas, Mazzangrugno, Spes Jesi, Vigor Ras, Virtus Jesi.

Alcune di queste hanno raggiunto la massima categoria in ambito marchigiano altre hanno disputato solo campionati di Terza Categoria.

Le più longeve come matricola iscritta al Comitato Regionale Marche sono Spes Jesi, Aurora Jesi, Vigor Ras e Gherardi.  La più giovane la Virtus Jesi. 

Spes Jesi, Aurora, Largo Europa cresciute e gestite per merito e capacità di personaggi come Paolo Pirani, Don Roberto Vico, Marco Polita.

Senza dimenticare anche personaggi come Giuseppe Tiberi (Vigor Ras), Alfiero Paolinelli (Gherardi), Valentino Bozzi (Gherardi).

San Sebastiano

In questo scritto riportiamo alla luce una storia che gli ultra 50enni jesini ricorderanno con piacere, soptattutto attraverso le foto, ed a molti di loro permetteranno di rivedere un film dove la parola fine sembra abolita.

Un vissuto personale fatto di rivalità spesso e volentieri anche acerrime ma genuine. Avversari o compagni di squadra la domenica sui campi di calcio dell’Antistadio, di San Sebastiano, del Cardinaletti, dello stadio Comunale, del Petraccini, di via Asiago, del Collegio Pergolesi, del Cleto Merli. Sfottò, scagnarate, a volte anche qualche ‘genuino’ vaffa, ma poi tutti insieme, spesso e volentieri, attorno ad un tavolo a riderci sopra.

 

DAL’ALBUM DELLE FOTO IL RICORDO DI TUTTE

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C’è stata sicuramente una stagione quella datata 1994-95 dove, oltre alla Jesina, ben otto di esse partecipavano ai vari campionati dilettantistici regionali organizzati dalla Figc Comitato Regionale Marchigiano.

Forconi Stefano

Largo Europa in Promozione; Spes Jesi e Aurora Jesi in Prima categoria; Folgore, Borgo Minonna, Mazzangrugno e Duomo  in Seconda Categoria; Libertas in Terza Categoria.

Precedentemente in campo, alcune già alla fine degli anni ’60 e inizio ’70, Gherardi, Latini, Vigor Ras.

Poi bel 2005 è nata la Virtus Jesi allenata da Stefano ‘Forcò’ Forconi.

Per la stagione 1994-95 abbiamo dei ricordi dettagliati.

Nel campionato di Promozione  il Largo Europa, al secondo anno consecutivo, difendeva in categoria i colori della città leoncella. Allenatore Marco Barchiesi, presidente prima Marco Polita poi Armando Latini, considerato che Polita nel frattempo era diventato Sindaco di Jesi, direttore sportivo Valentino Campanelli.

Barchiesi Marco

La rosa iniziale del Largo Europa era la seguente. Portieri: Giacconi Andrea, Bini Valerio; difensori: Anconetani Roberto, Filomeni Roberto, Luchetta Gabriele, Sarzana Fabio, Barchiesi Massimo, Staffolani Luca; centrocampisti: Carducci Gianni, Romanelli Massimiliano, Marchegiani Andrea, Palombini Daniele, Riga Massimiliano, Vico Giuliano,Zamponi Paolo, Di Biase Michele, Bosi Alessandro, Luminari Diego; attaccanti: Copri Andrea, Ottaviani Simone, Filottrani Marco.

 

Nel Girone B della Prima Categoria Spes Jesi ed Aurora si erano presentate ai nastri di partenza

Ferretti Gianfranco ‘maghetto’

ambiziose e comunque il traguardo della salvezza era l’obiettivo da dover principalmente perseguire. Il club del presidente Paolo Pirani aveva consegnato la panchina a Gianfranco Ferretti, alias il ‘maghetto’, mentre quello del presidente Gabriele Benigni aveva riconfermato Gianluca Pigliapoco.

Le rispettive rose. Spes Jesi. Portieri: Carbonari, Piantanelli; difensori: Fazi, Allegrini, Brunori, Giuliani, Morichelli, Uncini; centrocampisti: Giuliani, Federici Marcello e Walter, Moretti,

Pigliapoco Gianluca

Scaloni, Stacchiotti, Bortoluzzi; attaccanti: Zenobi, Bastari, Coppari, Giuliani, Serrani, Serri.

Aurora Jesi. Portieri: Branchesi, Zannotti; difensori: Benigni, Bini, Cardinali, Governatori, Loreti, Ricci, Barchiesi, Bertini; centrocampisti: Bigi, Pasquinelli, Santarelli, Santoni, Taviani, Vimini, Bianchetti, Loccioni, Marinangeli; attaccanti: Fabrizi, Sabbatini, Scarponi.

 

Focanti Gilberto ‘tagnin’

In Seconda Categoria quattro i club leoncelli ai nastri di partenza che, sempre nel campionato 1994-95, hanno dato battaglia in giro per i campi della provincia e tutte inserite nel Girone D. Alle aventi diritto Borgo Minonna, Mazzangrugno e Duomo (l’undici di Stefano Forconi e del presidente Fabrizio Togni alla prima esperienza in Terza Categoria aveva subito centrato la promozione in Seconda) si era aggiunta la Folgore del presidente Sirio Tantucci e dell’allenatore Sandro Catani.

Un girone interessantissimo con tanti derby (Maiolati, Castelplanio, Castelbellino, Serrana, Sampaolese tanto per citarne alcune) oltre ad altre formazioni del comprensorio fabrianese.

Il Borgo Minonna del presidente Franco Centanni presentava Gilberto Focanti in panchina mentre il Mazzangrugno del presidente Mauro Magagnini in panchina aveva Paolo Fulgenzi.

Faini Marcello

Una nota di colore di quel campionato e di questo girone D vedeva altri allenatori jesini impegnati in squadre avversarie come Giorgio Sternardi alla Serrana, Marcello Faini al Castelbellino e Cesare Carletti a Maiolati.

Insomma derby nei derby. Nota curiosa. Alla prima di campionato il Mazzangrugno aveva infialto 6 gol di cui 4 di Andreanelli alla Folgore; il Borgo Minonna aveva vinto 1-0 al 90’ su punizione contro il Serradica; il Duomo pareggiato a Falconara.

Le rose.

Folgore. Portieri: Rosati, Fratoni Simone; difensori: Lazzari, Melonari, Cecati Giovanni, Corinaldesi Alessandro, Luzzi,

Centanni, Borgo Minonna

Fratoni Alessandro e Cristian, Manoni, Moreschi, Zingaretti; centrocampisti: Corinaldesi Francesco, Cecati Francesco, Ciattaglia, Compagnucci, Lancioni, Magrini, Marcelletti; attaccanti: Ausili, Sbaffi, Trombetti.

Borgo Minonna. Portieri: Bettarelli; difensori: Fattori, Bimbo, Ferretti, Laloni, Santoni, Sparaciari, Montanari, Ferretti, Gambini, Dolciotti; centrocampisti: Cirilli, Ciarmatori, Filipponi, Girini, Fioretti; attaccanti: Cirilli Brecciaroli, Bolognini, Rosini.

Giuliani Italo

Duomo. Portieri: Pierandrei, Pucci; difensori: Stronati, Lucaboni, Spendolini, Dolciotti, Grechi, Manzetti; centrocampisti: Ginesi, Mei, Pianelli, Vignati, Fida, Chiappa, Sassaroli, Cardinaletti; attaccanti: Fabrizi, Bertini, Mancinelli.

Mazzangrugno. Portieri: Ganzetti, Pulita, Mazzarini; difensori: Fiorani, Togni, Bianchi, Mazzarini, Catani; centrocampisti: Radicioni, Fulgenzi, Sabbatini, Piermattei, Bertalà, Carnevalini, Medici, Moretti, Ausili, Bagnarelli, Pellonara; attaccanti: Grilli, Petrucci, Paoloni, Gasparri, Andreanelli.

In quell’annata 1994-95 anche la Libertas Jesi del presidente Italo Giuliani partecipava al campionato organizzato dalla Figc inscritta in Terza Categoria allenatore Bruno Fabbretti.

Da registrare anche che agli inizi degli anni ’80 un altro club jesino, seppur limitatamente nel tempo, ha registrato la propria presenza in Terza Categoria: il Club Juventus Jesi dove tra l’altro ha iniziato le prime parate da giovanissimo Luca Marchegiani. Presidente della società Adriano Lucarelli, segretario Osvaldo Presti, allenatore Giuseppe Giuliani.

Evasio Santoni

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CALCIO / Serie D, torna il derby Jesi-Ancona

Eccellenza a 16 squadre con le anconetane Biagio Chiaravalle, Fabriano Cerreto, Sassoferrato Genga, Marina e Vigor Senigallia

JESI, 14 maggio 2020 – La prossima settimana sarà quella delle conferme e delle novità.

Il Decreto emanato dal Governo nella serata del 13 maggio, nella parte che riguarda lo sport, come avevamo già anticipato ieri, dichiara la fine dei campionati dilettantistici e rimette alle rispettive Federazioni la decisione per ciò che riguardano le classifiche.

Tra i dilettanti l’intenzione è nota. La scelta sarà quella di cristallizzare le graduatorie con le prime promosse, nessuna retrocessione e poi qualche ripescaggio.

I rispettivi Comitati Regionali poi metteranno mano alla composizione dei campionati di competenza per la prossima stagione 2020-2021 con la possibilità, quasi una necessità, di diversi ripescaggi e quasi sicuramente con alcuni campionati che potrebbero aumentare per numero di squadre partecipanti.

Comitati che potranno decidere in assoluta libertà senza la spada di Damocle dei ricorsi, e questo era un punto molto importante da dover affrontare e puntualizzare, come nei giorni scorsi avevamo anticipato, considerato che il Decreto Governativo li mette al riparo da certi scenari che potevano maturare.

SERIE D –

Promosso il Castelfidardo, anche l’Anconitana, giunta seconda, sarà ripescata in serie D.

Pieroni Ermanno

Il club dorico non nasconde questa possibilità ed evenienza e già si è mossa per preparare tutte le carte per essere pronta ed in regola al momento opportuno.

Per non rischiare ha assunto un professionista nel campo della Giustizia Sportiva l’avvocato Eduardo Chiacchio il quale dalle colonne del Corriere Adriatico ha subito sentenziato: «Darò tutto me stesso per permettere all’Anconitana di disputare la prossima serie D. Ci siamo sentiti con il presidente Marconi, le cose sono chiare sin dall’inizio. So bene quello che mi è stato chiesto e non lesinerò energie per ottenerlo».

E ci riuscirà!

L’Anconitana ha sondato il terreno per portare in Ancona lo jesino Ermanno Pieroni che contattato al riguardo non ha smentito. Pieroni è legato all’Arezzo con il quale aveva, quando si era legato al club toscano, condiviso un programma da attuare in tre anni. I primi due sono andati come tutti si auspicavano ed ora siamo alla vigilia del terzo. Pieroni sceglierà di dire si all’Anconitana oppure proseguirà col club amaranto per portare a compimento il progetto Arezzo?

Cossu Alessandro

Sta di fatto che con l’Ancona in serie D ritornerà il derby dei derby: Jesina – Anconitana.

Questo perchè bloccate le retrocessioni la Jesina, ultima in classifica, usufruirà di questa prospettiva e resterà nel massimo campionato dilettantistico nazionale. Sperando che Cossu riesca a fare il ‘miracolo’ e consegnare questa soddisfazione ai tifosi leoncelli.

Serie D che potrebbe veder modificata la propria geografia se dalle parole la Lnd passerà ai fatti.

Nel senso che i gironi verrebbero completamente rivoluzionati e modificati tenendo conto della vicinanza territoriale tra i club. A questo punto dalle sette marchigiane dello scorso campionato si passerà ad otto, in uscita il Matelica dentro il Castelfidardo e l’Anconitana. Con questo criterio non ci sarà più il Campobasso, Vastese, Agnone, Vastogirardi, Fiuggi, Avezzano e forse tutte le altre abruzzesi per un girone composto da Marche, parte dell’Umbria e qualche Romagnola come ad esempio già lo era il Cattolica.

ECCELLENZA

Derby Fabriano – Sassoferrato

Con questa prospettiva il campionato di Eccellenza Marche non avrebbe alcun problema. In uscita Castelfidardo ed Ancona in entrata la Biagio Chiaravalle e l’Atletico Ascoli.

Girone a 16 squadre comprensivo delle altre della provincia di Ancona come Vigor Senigallia, Fabriano Cerreto, Sassoferrato Genga, Marina.

Come si muoveranno le ‘nostre’ della Vallesina? Prima della sosta forzata gli allenatori erano i seguenti. Biagio Chiaravalle (Malavenda), Fabriano Cerreto (Fenucci), Sassoferrato Genga (Spuri), Vigor Senigallia (Clementi), Marina (Mariani) 

PROMOZIONE

Senza le due promosse del Girone A e B, con l’arrivo di Fermignanese, Portuali Ancona, Trodica e Castignano

Sampaolese – Portuali

dalla prima categoria, i due gironi avrebbero 17 squadre ciascuno.

Possibile due ripescaggi tra le attuali seconde che sono K Sport Azzurra, Sampaolese, Cuentina, Lama United per comporre due gironi da 18 oppure il Comitato Regionale adotterà lo stesso criterio e sistema della stagione 2018-2019 con due gironi formati da 17 squadre.

In Prima Categoria potrebbero iniziare le prime difficoltà di club che manifesteranno incertezze per ripartire.

Difficoltà legate agli sponsor ed agli impianti.

Qui si misurerà la capacità del Comitato Regionale Marche nel predisporre aiuti concreti per tutti e per la messa a norma e sicurezza di tutti i campi da gioco.

PRIMA CATEGORIA

Villa Strada – Castelfrettese

Tutto dipende da come sarà organizzata la Promozione.

Promozione a 17 squadre o 18 squadre, Prima Categoria mutata rispetto al numero dei club componenti ogni girone marchigiano.

Le formazioni saranno automaticamente rimpiazzate dalle prime otto attualmente in testa negli otto giorni di Seconda Categoria.

Forse soluzione facile ed più idonea, ma non è detto, e riguardano le seguenti società: Fermignano, Tavullia, Colle 2006, Castelfrettese, Appignanese, Elfa Tolentino, Montottone Grottese, Orsini Monticelli.

Evasio Santoni

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CALCIO DILETTANTI / Tutte le decisioni in mano alla Federazione: promosse le prime, no alle retrocessioni

Il tutto sarà ufficializzato nel prossimo Consiglio Federale del 20 maggio e il 22 dalla Lega Dilettanti; Jesina salva Biagio in Eccellenza 

JESI, 13 maggio 2020 – Tutto in mano alle Federazioni per decidere la fine della stagione calcistica interrotta a febbraio.

E considerato tutto quello che nelle ultime settimane si è detto si va, in tutti i campionati dilettantistici, verso la cristallizzazione delle classifiche al momento della sospensione dei campionati e precisamente alla promozione delle prime in classifica  e no alle retrocessioni.

Dunque Jesina e Sassoferrato Genga salve, Biagio Chiaravalle in Eccellenza e Castelfrettese in Prima Categoria.

Il tutto sarà ufficializzato nel prossimo Consiglio Federale rimandato l’8 maggio scorso e riconvocato per il 20 maggio. Poi il 22 maggio la Lega Dilettanti prenderà i provvedimenti in merito. 

Il Decreto del Governo emanato dal Consiglio dei Ministri poco fa passa la palla appunto alle varie Federazioni di competenza prevedendo anche lo scudo giuridico che eviti i ricorsi, e qui già in molti avevano manifestato l’intenzione di ricorrervi come oggi avevamo scritto, riducendo a un unico grado di Giudizio presso il Collegio di garanzia dello Sport  presso il Coni entro sette giorni.

Finito l’iter della giustizia sportiva, in caso di ricorso a quella amministrativa, il percorso sarà accelerato. La competenza sarà solo del Tar del Lazio, a cui ci si potrà rivolgere entro 15 giorni. Il Tar avrà tempo 7 giorni per avviare la discussione con la prima udienza (rinviabile di altri 7 giorni al massimo). Il Tar dovrà decidere entro il giorno successivo. La motivazione della sentenza, in caso questa sia particolarmente complicata, potrà arrivare al massimo dopo 10 giorni. L’appello al Consiglio di Stato potrà essere effettuato al massimo entro 15 giorni. Anche il Consiglio di Stato dovrà decidere con lo stesso iter serrato del Tar.

In sostanza il decreto stabilisce che le Federazioni possano prendere provvedimenti relativi all’annullamento, alla prosecuzione e alla conclusione dei campionati, compresa la definizione delleclassifiche finali, per la stagione 2019/2020.

Inoltre, potranno determinare l’organizzazione, la composizione e le modalità di svolgimento delle competizioni e dei campionati per la stagione 2020/2021

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Terza nella classifica disciplina, seconda in quella ‘giovani D valore’

Nella prima dietro a Sangiustese e Campobasso, nella seconda alle spalle della Sangiustese e davanti alla Recanatese

JESI, 15 maggio 2020 – Il 9 marzo scorso il Dipartimento Interregionale della Figc Lega Nazionale Dilettanti, la serie D tanto per intenderci, con un proprio comunicato aveva dichiarato la sospensione dell’attività agonistica con effetto immediato. Attività ancora in sospeso in attesa delle decisioni che oramai, sembra solo questione di ore, verranno definitivamente prese.

Nel frattempo sul sito notiziariodelcalcio.com è stata pubblicata la classifica, che si può ritenere finale, della Coppa Disciplina comprendente tutte le squadre della serie D.

Al primo posto il Fossano, all’ultimo il Foggia.

Nel girone F della serie D, quello della Jesina, la squadra più corretta di tutte è stata la Sangiustese, ottava nella graduatoria complessiva,  poi il Campobasso (35esimo posto) e al terzo posto la Jesina (41esima posizione).

Anche la speciale graduatoria ‘giovani D valore’ con ogni probabilità sarà dichiarata ufficiale al momento della sospensione del campionato.

Nell’ultima rilevazione conteggiata la Jesina era al secondo posto con 775 punti alle spalle della Sangiustese (1029) e davanti alla Recanatese (767).

Il premio finale consisteva in una somma di denaro equivalente a 25000€ per il primo, 15000€ per il secondo, 10000€ per i terzo club classificato. Se verrà dichiarato il blocco delle retrocessioni la Jesina potrebbe passare all’incasso per riscuotere il premio che, vista la classifica prima dello stop ai campionati per il Coronavirus, era oramai data per persa.

Dopo una stagione di delusioni, se tutto quanto sopra sarà confermato e ratificato, sicuramente la stagione finisce con un sorriso, che possa essere di buon auspicio per ripartire.

Evasio Santoni

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AMARCORD / Basket, dalle tavole del Palatriccoli allo scudetto

Dieci scudetti per Sato, Moss, Rombaldoni, Brooks, Banchi: campioni, alcuni all’epoca anche sconosciuti, passati tutti sulle tavole da gioco del Palatriccoli

JESI, 13 maggio 2020 – Il basket a Jesi, negli ultimi 20 anni, è stato lo sport di squadra per eccellenza per aver coinvolto tantissima gente, tifosi ed appassionati, ottenendo anche dei risultati importanti come la conquista della storica promozione in serie A.

I grandi traguardi, come tutti sanno, non vengono per caso, e si ottengono con una programmazione ottimale e con dei tecnici e dei giocatori di qualità.

Tra i tanti coach e giocatori cinque di loro, dopo l’esperienza del Palatriccoli, hanno vestito maglie di prestigio e conquistato lo scudetto.

Parliamo di Romain Sato, David Moss, Jeff Brooks, Rodolfo Rombaldoni e Luca Banchi.

Romanin Sato – E’ approdato a Jesi nella stagione 2005-2006 collezionando 26 presenze e 665 punti. Sato era in quintetto allenato da Luca Banchi. Nella sua prima partita al Palatriccoli contro Pavia (Sicc vincente per 88-71) ha realizzato 39 punti risultando in quel periodo il quarto bomber di sempre in maglia Jesi in una partita di serie A. Sato si definiva un giocatore che sapeva difendere e gran saltatore a rimbalzo. Prima di Jesi aveva avuto una esperienza in Nba. Dopo Jesi Sato ha giocato i play off in Spagna con il Barcellona per poi trasferirsi a Siena. In Toscana ha vinto quattro campionati consecutivi, 4 scudetti, disputando 123 partite per 1611 punti. Oltre a 2 Coppe Italia, 3 Supercoppe e partecipando alla Final Four di Eurolega.

David Moss – Giunto a Jesi nel campionato 2007-2008, coach Andrea Capobianco, giocando 41 gare per 723 punti vincendo la Coppa Italia di Legadue. Ha vinto due scudetti con due maglie diverse. Nella stagione 2010-2001 a Siena e nel campionato 2013-2014 a Milano. A dir il vero Moss, sulle tavole da gioco a Siena, di scudetti ne ha vinti praticamente tre ma due di questi sono stati revocati dalla Fip. A Siena Moss ha vinto anche una Coppa Italia e 2 Supercoppe.

Rodolfo Rombaldoni – In maglia Sicc con ‘Gigio’ Gresta allenatore in serie A nella stagione 2004-2005. Qualche mese prima di mettere piede a Jesi Rombaldoni aveva vissuto l’esperienza alle Olimpiadi ad Atene con la maglia della nazionale italiana. Gioca solo 22 partite per 224 punti perchè nel febbraio 2005 si trasferisce alla Fortitudo Bologna dove vince subito lo scudetto. L’altro scudetto Rombaldoni lo ha vinto a Siena nella stagione 2006-2007.

Jeff Brooks – Nella stagione 2011-2012 la Fileni allenata da Stefano Cioppi pesca Jeff Brooks in uscita dalla Pennsylvania University e gioca 28 gare per 476 punti. Dopo Jesi Brooks approda a Cantù e Caserta e nel campionato 2014-2015 Meo Sacchetti lo vuole a Sassari dove vince il campionato, il primo in assoluto della storia di un club della Sardegna, giocando 21 gare per 183 punti.

Luca Banchi – E’ l’allenatore a Jesi del dopo retrocessione dalla serie A: stagione 2005-2006. Allena per 30 partite con 15 vittorie e 15 sconfitte. Dopo Jesi ritorna a Siena dove resta 5 anni per poi firmare con Milano dove vince subito lo scudetto nella stagione 2013-2014 battendo in finale play off a gara7 Siena.

Evasio Santoni

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CALCIO DILETTANTI / Estate calda: dopo l’emergenza sanitaria il caos ricorsi

Dal prossimo Consiglio Federale, rinviato a data da destinarsi, la decisione su promozioni, retrocession, ripescaggi. Scelte che creeranno disappunto e ricorsi

JESI, 13 maggio 2020 – Sono trascorsi 40 giorni da quando il presidente della LND Cosimo Sibilia in una intervista giornalistica aveva dichiarato: “Terminata l’emergenza sanitaria torneremo in campo. Dobbiamo prendere decisioni forti ed incisive che diano delle risposte alle persone. In altri sport si gioca 4 volte a settimana, serve sacrificio da parte di tutti”.

Sibilia Cosimo

Ora il tempo è passato e l’emergenza sanitaria per il Coronavirus non ha giocato a favore delle intenzioni del Presidente Nazionale dei dilettanti. Di recente Sibilia, alla vigilia del Consiglio Federale dell’8 maggio scorso poi rinviato a data da destinarsi, aveva corretto il tiro: “Il tempo sta passando inesorabilmente e credo sia quasi impossibile per i Dilettanti pensare di tornare a giocare. La speranza è che non ci siano tanti ricorsi perché sento molte società pronte ad adire alle vie legali”.

Da chi è formato il Consiglio Federale? Chi sono i personaggi che dovranno decidere del futuro del calcio in Italia a tutti i livelli?

Oltre al presidente della Figc Gravina  hanno diritto a partecipare per la L.N.P. – Serie A: Gaetano Miccichè (Presidente), Claudio Lotito, Giuseppe Marotta;  L.N.P. – Serie B: Mauro Balata (Presidente); Lega Pro: Francesco Ghirelli (Presidente), Walter Baumgartner, Pietro Lo Monaco; L.N.D.: Cosimo Sibilia (Presidente), Andrea Montemurro (Consigliere Nazionale), Stella Frascà (Consigliere Nazionale), Giuseppe Baretti (Consigliere Area Nord), Francesco Franchi (Consigliere Area Centro), Maria Rita Acciardi (Consigliere Area Sud);  A.I.C.: Damiano Tommasi (Presidente), Umberto Calcagno, Sara Gama, Gianluca Zambrotta;  A.I.A.C.: Mario Beretta, Zoi Gloria Giatras; A.I.A.: Marcello Nicchi (Presidente).

Il problema per i Dilettanti sarà come dichiarare conclusa la stagione e come.

La proposta sarebbe quella di andare verso la cristallizzazione delle classifiche. Di conseguenza promozione per le prime, niente retrocessioni e ripescaggi da prendere in considerazione solo al momento della composizione dei gironi per la prossima stagione.

Qui si innescherebbe un meccanismo di ricorsi non indifferente, come di certo ricorreranno le seconde o terze classificate considerato che con otto giornate al termine e 24 punti a disposizione tutto ancora sarebbe possibile.

Molti club già si sono mossi prenotando i miglior legali del settore, luminari del diritto sportivo, anche per concorrere al meglio e con tutte le carte in regola per essere inseriti nella graduatoria dei ripescaggi.

La notizia allora sarebbe quella che il presidente Gravina avrebbe chiesto al Governo un decreto che eviti gli immaginabili ricorsi contro i verdetti che verranno emessi dai vari Comitati Regionali.  E se a decidere non fosse un solo tribunale e Giudice i verdetti potrebbero anche accavallarsi con tutte le conseguenze del caso.

Insomma dopo l’emergenza sanitaria ci potrebbe essere l’emergenza ricorsi a bloccare tutto.

Situazione che già avevamo capito a caldo, pochi giorni dopo la sospensione dei campionati, quando alcuni addetti ai lavori delle società di ‘casa nostra’ avevano già lasciato intuire che la cristallizzazione dei campionati non sarebbe stata accolta favorevolmente.

Classifiche a otto giornate dal termine

ECCELLENZA – Castelfidardo 42; Anconitana 40; Atletico Gallo 39; Porto D’Ascoli 37; Forsempronese, Montefano 36; Vigor Senigallia 33; Urbania 32; Valdichienti, Marina 31; Atletico Alma 28; Azzurra Colli, Fabriano Cerreto 24; Grottammare 21; San Marco Lorese 20; Sassoferrato Genga 16

PROMOZIONEBiagio Chiaravalle 47; Vigor Castelfidardo 41; Gabicce Gradara 39; Urbino 34; Osimana 33; Villa San Martino, Passampese, Filottranese 31; Moie Vallesina, Marzocca 30; Mondolfo 28; Barbara, Cantiano 26; Osimostazione 25; Valfoglia 22; Camerano 14

PRIMA CATEGORIA – Portuali 45; Sampaolese 43, Borgo Minonna 40, Chiaravalle 37, Monserra, Marotta 34, Montemarciano, Cupramontana 33, Staffolo 31, Villa Musone, San Biagio 26, Labor 25; Castelleonese, Laurentina 23, Le Torri Castelplanio 21, Falconarese 17

SECONDA CATEGORIA – Castelfrettese 47, Castelbellino 42, Victoria Strada 39, San Francesco Cingoli 38, Osimo 37, Leonessa Montoro 36, SA Castelfidardo, Largo Europa 34, Palombina Vecchia 33, Monsano 31, Serrana 29, Agugliano Polverigi 28, Accademia Montefano 27, Cameratese 20, Maiolati United 17, Falconara 3

Evasio Santoni

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AMARCORD / Anche Panetti, Brambilla e Scarpa dalla Jesina in serie A

Panetti portiere soprannominato ‘puma’ a Roma e Torino; Brambilla centrocampista a Messina e Genova; Scarpa attaccante a Perugia

JESI, 12 maggio 2020 – Nella puntata precedente avevamo posto all’attenzione dieci calciatori che dalla Jesina erano saliti in serie A.

La maglia leoncella nella sua lunga storia ha avviato altri calciatori verso l’olimpo del calcio della serie A e tra questi Luciano Panetti, Eugenio Brambilla e Mario Scarpa.

Luciano Panetti, portiere –  Panetti ha difeso la porta dei leoncelli nella stagione 1951-52 giocando 21 partite. Una di queste, il derby contro l’Ancona, nel febbraio 1952 con la Jesina che si impose per 3-0 con reti di Zavatti, Pallavicini e Rizzitelli.

Jesina – Panetti, Lazzarini, Fazi, Memè, Cattabrini, Cataffi, Barchiesi, Jola, Pallavicini, Zavatti, Rizzitrelli. All. Longhi. Panetti ha giocato in serie A ben 168 gare tra Roma (147) e Torino (21). A Roma, Panetti era soprannominato ‘puma’.

 

Eugenio Brambilla, centrocampista – Tre stagioni a Jesi per 91 presenze e 16 gol.

Una delle sue presenze con gol fu nel derby a Senigallia nel novembre del 1961: Vigor Senigallia – Jesina 2-4.

Jesina – Bini, Argentati, Del Fabbro, Bagnarelli, Cellottini, Liuti, Selva, Brambilla, Pantani, Driussi, Giacomucci. All. Brossi. Le altre reti leoncelle furono siglate da Selva e Giacomucci (doppietta).

Brambilla ha calcato i campi della serie A per 53 volte tra Messina e Genova con 4 reti all’attivo.

 

Mario Scarpa, attaccante – Scarpa ha giocato a Jesi nella stagione 1968-69 con 23 presenze e 6 gol.

Sua la doppietta per il 2-1 sul Rimini del settembre 1968.

Jesina – Grassi, Gazzoni, Schicchi, Tontini, Forlivesi, Faggiotti, Alpini, Cignani, Scarpa, Bazzarini, Salvigni. All. Zavatti.

In serie A Scarpa ha debuttato con la maglia del Perugia giocando per tre campionati consecutivi con 63 presenze e 10 reti

(e.s.)

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Si ringrazia per la collaborazione Pieralberto Giaccaglia



AMARCORD / Jesina, la top ten dei leoncelli finiti in serie A

Da Marchegiani con Lazio, Torino e Chievo Verona a Paolinelli con la Cremonese. Anche Bertarelli padre e figlio dal Comunale di viale Cavallotti ai campi della serie A

JESI, 12 maggio 2020 – Le ambizioni, o meglio dire il sogno, di ognuno di quelli che giocano al calcio è di arrivare in serie A, di calcare i campi dove giocano i più forti del settore.

Quali e quanti sono stati i giocatori che hanno indossato la casacca della Jesina e poi si sono ritrovati nel massimo campionato nazionale?

Almeno dieci tra i quali anche chi è riuscito a festeggiare lo scudetto.

Luca Marchegiani, portiere – ha indossato la maglia leoncella per 33 volte in serie C2 (1986-87 allenatore Vannini) e poi ha cumulato 389 presenze in serie A: Torino (80), Lazio (243), Chievo Verona (66). Ha vinto uno scudetto con la Lazio (1999-2000).

Marco Sgrò, centrocampista – a Jesi in serie C2 nel campionato 1988-89 (allenatore prima Luzii, poi Corelli) per 34 presenze e 7 reti. In serie A con 120 gettoni sia a Bergamo con l’Atalanta (105) che a Genova in maglia Sampdoria (15).

Giuliano Bertarelli, attaccante – Ha giocato nella Jesina per due stagioni (serie C: 1966-67 e 1967-68 allenatore Gaudenzio Bernasconi) scendendo in campo per 63 volte (10 reti) e poi in serie A per 84 presenze: Cesena (66), Pescara (18).

Ricardo Paciocco, attaccante – Due campionati come attaccante a Jesi (serie C2 1981-82, 1982-83 allenatori Alberto Baldoni e Gegè Di Giacomo) con 60 presenze e 26 gol e poi il salto al Milan con 2 presenze in maglia rossonera. Dal Milan al Lecce (51) e poi a Pisa (21) per un totale di 74 presenze nella massima serie nazionale.

Roberto Cevoli, difensore – Ha giocato in serie A a Modena scendendo in campo per 57 volte. A Jesi era giunto nel campionato 1990-91, serie C2, allenatore Bruno Piccioni che l’aveva utilizzato per 31 volte ed 1 gol.

Mauro Bertarelli, attaccante – Da Jesi all’Ancona e poi a Genova sponda Sampdoria dove ha disputato in serie A 52 gare. In maglia leoncella era sceso in campo 8 volte (1 rete), serie C2, nel campionato 1987-88 allenatore Alberto Baldoni.

Andrea Cuicchi, difensore – Due campionati a Jesi tra il 1983 e 1985 tra C2 e serie C1 allenatore Beniamino Di Giacomo. Cuicchi ha debuttato in serie A a Padova totalizzando 46 presenze.

Felice Centofanti, centrocampista – A Jesi a tempi di Sgrò e Corrado Micheloni dunque con Luzii e Corelli per 31 presenze e 5 gol. Di seguito l’Inter (9), Ancona (18). Totale serie A: 27.

Sergio Paolinelli, difensore – Jesino doc ha giocato in serie D nel campionato 1973-74 23 volte allenato da Aroldo Collesi per 31 presenze ed 1 gol. Nella massima serie ha indossato la maglia della Cremonese, dopo aver vinto la serie B, per 24 presenze.

Lucio Bernardini, centrocampista – C1 a Jesi (1984-85) con Gegè Di Giacomo per 29 presenze andando in gol per 3 volte. Serie A ad Ascoli, 11 partite disputate, dopo tanto Cagliari in serie B.

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / Qualcosa si muove, segnali positivi

Due almeno le manifestazioni di interesse dopo l’annuncio di Mosconi di cedere la società gratuitamente. Passi avanti per il settore giovanile

JESI, 11 maggio 2020 – Non stanno certo con le mani in mano gli addetti ai lavori in casa Jesina, e soprattutto il vice presidente operativo Alessandro Cossu, nel tentativo di trovare la giusta soluzione per ripartire.

Dopo il nero su bianco del socio di maggioranza Gianfilippo Mosconi che aveva scritto di essere “disposto a cedere la Jesina anche gratuitamente” in un comunicato trasmesso poco fa dal responsabile alla comunicazione della società si legge che “per quanto concerne la possibile cessione Societaria, ad oggi registriamo diverse manifestazione d’interesse da parte di alcuni soggetti che hanno chiesto informazioni. La Società è impegnata a verificare se sussistono le basi per proseguire nelle trattative”.

Bene l’interessamento a dimostrazione che il marchio Jesina è appetibile.

Inoltre il settore giovanile. “Continua con determinazione il confronto con le altre realtà localiprosegue la notavolto alla riorganizzazione e al rafforzamento dei settori giovanili. Nei prossimi giorni contiamo di fornire importanti novità”.

(e.s.)

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JESI / Andrea Cardinaletti lascia il Brescia calcio e sceglie la Figc

Cardinaletti ha indossato la maglia della  Jesina con 17 presenze 2 gol. Nel 1977-78 ha avuto una esperienza nella Primavera del Milan

JESI, 11 maggio 2020 – Nuovo incarico per lo jesino Andrea Cardinaletti.

Nel giugno dello scorso anno Cardinaletti era approdato a Brescia con il club del presidente Massimo Cellino assumendo il ruolo di direttore generale.

Ora per l’ex delle Rondinelle sembra pronto un incarico in FIGC dove si occuperà dei progetti degli stadi su indicazione del Presidente della Federcalcio Gravina.

Cardinaletti, 63 anni, in passato, dopo essere stato manager della ex Banca Popolare di Ancona, aveva ricoperto il ruolo di presidente del Credito Sportivo e ha svolto ruoli importanti di dirigente anche a Palermo con il presidente Zamparini ed Ascoli. Nel periodo marchigiano è stato consigliere della Lega Calcio di serie B.

Da ragazzo, Cardinaletti, ha giocato con la maglia dell’Aurora e pure con la Jesina (17 presenze 2 gol).

Nel 1977-78 ha avuto una esperienza con la Primavera del Milan.

(e.s.)

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CALCIO DILETTANTI / Ultimo week end d’attesa, necessaria una task force per ripartire

Il 18 maggio probabile timida ripresa dell’attività con la riapertura dei campi: le società sportive dovranno garantire che tutto sia perfettamente in regola

JESI, 10 maggio 2020 – Mettere una pietra sopra a quanto accaduto e prepararsi in maniera adeguata e pertinente per riprendere l’attività.

Oramai è chiaro che l’emergenza coronavirus porterà ad una riforma dei vari format dei campionati anche tra i dilettanti.

Il calcio infatti è di fronte ad un bivio e la situazione anomala in cui da mesi viviamo potrebbe far maturare la spinta giusta  per le riforme oramai non più rinviabili.

L’unica cosa da fare è dichiarare finalmente chiusa la vecchia stagione, e non si capisce proprio perché nessuno abbia avuto non tanto il coraggio ma l’autorevolezza di farlo.

Tutte le altre Federazioni hanno già avviato delle procedure e dei procedimenti annunciando anche provvedimenti ad hoc per le loro società affiliate.

Certo ci son state e ci saranno consensi e critiche; sta di fatto che decidere è più difficile che criticare ma è necessario farlo e farlo in fretta. E’ ovvio che da qualunque parte la si voglia vedere sarà sempre difficile trovare delle disposizioni che accontenti tutti. Specialmente ai piani inferiori.

Le difficoltà alle quali i club minori andranno incontro saranno enormi. Le società sportive dilettantistiche alla fine di ogni stagione riescono si e no a pareggiare i costi di gestione grazie alla raccolta di contributi liberi, feste paesane, sponsorizzazioni.

Con l’emergenza sanitaria questi introiti saranno davvero difficile reperirli.

Poi adottare le misure governative, almeno quelle emanate fino ad oggi, diventerà un tabù. Un esempio banale? Molti club vanno in trasferta con le auto private o i pulmini da 9 posti per limitare i costi. Non si potrà più fare.

Oltre agli spogliatoi dove oltre l’80% non sono idonei o al limite dell’utilizzo. Per non parlare di situazioni dove mentre si gioca il secondo tempo di una partita negli stessi stanzoni utilizzati da chi sta giocando si preparano quelli della partita successiva.

Ci vorranno in molti casi interventi delle Amministrazioni locali sia in investimenti che in risorse umane per garantire la massima sicurezza.

Tuttavia sembra che dal 18 maggio si possa timidamente ripartire. Il Governo con ogni probabilità garantirà  misure di sostegno per il rilancio di tutti e di tutte le discipline a qualsiasi livello.

Non sarà proprio lo sport come eravamo abituati a conoscere ma si dovrebbe ripartire rispettando linee guida ben ferree.

Già in precedenza con il DPDC di marzo erano state emanate per tutti – atleti, allenatori, arbitri, dirigenti, massaggiatori, spettatori, addetti ai lavori – alcune norme fondamentali igienico-sanitarie da adottare durante le gare come non sputare per terra e acqua personalizzata per tutti e negli allenamenti per la sicurezza all’interno degli spogliatoi dove disinfettare gli stessi e i servizi igienici dovrà essere costante e continua come quella dei tavoli, panche, panchine, sedie, attaccapanni, pavimenti, rubinetti, maniglie, docce. 

Insomma, oltre a costruire una squadra, si dovrà anche predisporre una task force per garantire la sicurezza di tutti. Chi ci riuscirà? Basterà il volontariato o la passione di alcuni come fino ad oggi spesso tutti si sono rivolti per abbassare i costi?

(e.s.)

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JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte trentesima)

23 maggio 1985 (Orlando Maini), 14 giugno 1995 (Marco Fincato), 8 luglio 2014 (Marianne Vos), 18 marzo 2019 (Julian Alaphilippe)

JESI, 10 maggio 2020Quattro date per quattro appuntamenti del ciclismo nazionale nella marca di Jesi.

23 maggio 1985 (giro d’Italia, tappa Cervia-Jesi), 14 giugno 1995 (giro d’Italia dilettanti, tappa  Fermo-Jesi), 8 luglio 2014 (giro d’Italia femminile, tappa Alba Adriatica-Jesi), 18 marzo 2019 (Tirreno Adriatico, tappa  Matelica-Jesi).   Sul podio in ordine di tempo, Orlando Maini, Marco Fincato, Marianne Vos, Julian Alaphilippe.

I riflettori, in particolare, sono puntati sul 25° Giro d’Italia dilettanti del 1995 quando a Jesi, in quegli anni, l’attività del ciclismo era ben avviata e molto praticata tra i dilettanti e nel mondo giovanile.

Tre le società in città a rappresentare le due ruote: Sicc Cucine Componibili, G.S.Pieralisi, Velo Club.

Soprattutto il G.S. Pieralisi, dove responsabile del settore ciclismo era Eddo Romagnoli, oggi segretario del Comitato Jesi Gran Ciclismo, vantava tantissimi atleti dalle categorie giovanissimi, esordienti, allievi, dilettanti.

Nella pagina di giornale ‘Jesi Sportiva’ si nota anche la presenza nella categoria allievi di un ‘certo’ Michele Scarponi che in quella stagione collezionò 1 primo posto, 6 secondi posti, e 10 piazzamenti tra i primi 5 classificati mettendosi all’attenzione dei talent scout.

Jesi, in quella stagione sportiva, venne scelta come sede d’arrivo della prima tappa di km 148, Fermo-Jesi, dopo il prologo del giorno prima di 11 km a Porto San Giorgio.

170 i corridori al via in rappresentanza delle selezioni delle regioni d’Italia.

La gara, con partenza da Fermo, raggiunse Jesi da Santa Maria Nuova per portarsi una prima volta in via M.L.King salendo dal viale della Vittoria e via Papa Giovanni XXIII per proseguire poi verso la località Acquasanta e scendere a Pianello Vallesina per poi immettersi nella Boccolina  – ripida strada di collegamento tra Moie e Maiolati Spontini di km 2,2 – e ritornare a Jesi in via M.L.King dove era fissato il traguardo.

Fincato

Bolletta Mario – Eddy Mercks

A vincere Marco Fincato che correva per la Roslotto, soprannominato ‘cavallo pazzo’,  la stagione successiva, da professionista, nella squadra di Marco Pantani.

Il giorno dopo, la partenza da Jesi per la tappa direzione Castel Maggiore (Bo), avvenne da piazza della Repubblica con la carovana che percorse Corso Matteotti fino all’Arco Clementino e ritornare indietro con una inversione ad ‘U’ sempre in piazza della Repubblica, via Pergolesi, vicolo delle  Terme, discesa del Montirozzo, piazzale San Savino, via San Giuseppe, via Garibaldi per proseguire direzione San Marcello.

Per le Marche il commissario tecnico e selezionatore era lo jesino Mario Bolletta con in squadra Mirko Mariani, Roberto Fortunato e Fortunato Baliani della Sicc.

Gli altri tre corridori marchigiani della squadra Marche erano: Francesco Di Ruscio, Andrea Patuelli e Sandro Senesi.

Il giro del 1995 lo vinse Giuseppe Di Grande, secondo Daniele Sgnaolin.

Ricordi indelebili come le altre tre giornate, negli anni, del ciclismo jesino vissute con la partecipazione di tantissima gente, attenta e festante, lungo le strade.

Sportivi appassionati e curiosi come dimostra la foto dell’arrivo

Pierelli Diego – Romagnoli Eddo vice presidente e segretario del Comitato Jesi Gran Ciclismo

della tappa del Giro d’Italia femminile lungo Corso Matteotti nel luglio 2014.

Dimostrazione che a Jesi il ciclismo piace.

Ora dopo la performance dello scorso anno, con l’appuntamento della Tirreno Adriatico, in città si spera ed attende.

Si spera di poter rivivere certe giornate di sport, si attende che il grande evento, paragonabile soprattutto a quello del 1985, possa essere replicato.

Il Comitato Jesi Gran Ciclismo sta lavorando giorno dopo giorno affinché i desideri di tutti gli appassionati possano essere soddisfatti.

Non sarà nè facile nè semplice ma ci sta provando. Al Comitato piace affrontare le sfide e ha dimostrato pure capacità organizzativa. Quanto si dovrà aspettare? Dipendesse dal Comitato pochissimo e solo questo è già un segnale che fa sognare!

Evasio Santoni

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AMARCORD / Eccellenza 2007-2008, la finale play-off tra Jesina e Cingolana

Il derby tra leoncelli e biancorossi vide la vittoria per 0-1 per i cingolani grazie alla rete di Bonsignore. Il ricordo di capitan Tombesi

CINGOLI, 9 maggio 2020 – Prosegue il ricordo delle grandi imprese della Cingolana nel campionato di Eccellenza. Oggi è il turno della finale play-off della stagione 2007-2008 contro la Jesina, vinta a sorpresa dai biancorossi di mister Sabbatini contro la corazzata di Giovanni Trillini, che spalancò ai biancorossi le porte degli spareggi nazionali per la promozione in Serie D, di cui abbiamo già parlato.

La stagione 2007-2008

Il campionato di Eccellenza 2007-2008 è stato uno dei più esaltanti per le nostre due formazioni della Vallesina. La Jesina, infatti, aveva finito il campionato al secondo posto con 56 punti, trascinata dalle 23 reti di bomber Crispino, cedendo il passo solamente all’Elpidiense Cascinare, trionfatrice del campionato con 60 punti. La rosa era di altissimo livello, passando dal trio delle meraviglie Figueroa-Crispino-Borrelli, ai centrali difensivi Alessandrini e Focante, grandi ex della gara dalla sponda della squadra di Jesi.

La Cingolana è subito dietro, al terzo posto con 54 punti. Il goleador della squadra è Gabriele Bonsignore, 13 reti in stagione, attaccante siculo classe 1982, appena tornato dalla parentesi non molto felice con i leoncelli. L’ossatura dell’undici, capitanata dal “sindaco” Fabio Tombesi, mescola giovani talenti locali come Federici, Schiavoni, Piccini o Gagliardini, a giocatori d’esperienza come i fratelli Alessandro e Lorenzo Gigli, i fantasisti Aquino e Simoncelli, i difensori Masi e Cangiano, il portiere Giulietti.

Gabriele Bonsignore contrastato da due giocatori della Jesina (foto Cristian Ballarini)

Le semifinali play-off

La griglia play-off è completata dall’Osimana quarta (51 punti) e dal Bikkembergs Fossombrone quinto (50). La Jesina contro i pesaresi si impone per 0-1 in trasferta e per 2-0 al Carotti. La Cingolana pareggia al “Diana” di Osimo 0-0 e prevale allo Spivach 1-0 sull’Osimana grazie al gol di Marco Strappini. La finale è tra leoncelli e biancorossi.

La finale

La sfida del 18 maggio 2008 si giocherà al “Rocchegiani” di Falconara Marittima, con gli jesini dati per favoriti, ai quali sarebbe bastato anche un pareggio dopo i supplementari per il passaggio del turno. «La Jesina – ricorda il capitano biancorosso Fabio Tombesi – era una corazzata e tutto l’ambiente era sicuro al 100% di volare in Serie D e di vincere contro di noi, dopo anni di Eccellenza. Questo è confermato dall’affluenza dei loro tifosi, nonostante comunque la presenza di tanti cingolani. Il centravanti Crispino era di un’altra categoria. Pensavano di trionfare, ma gli è andata male…».

Il clima nello stadio falconarese, infatti, è da partita di Serie C, con uno stadio gremito in ogni ordine di posto nella tribuna centrale. A destra della tribuna stampa erano stati posizionati i circa 1000 cingolani, mentre 1300 jesini occupavano la parte a sinistra, con la Curva leoncella a realizzare una suntuosa coreografia. E’ stata criticata la scelta di separare le due tifoserie con un semplice nastro di nylon: a fine partita, infatti, ci saranno dei tafferugli tra alcuni sostenitori più accesi. Chi scrive, all’epoca 13enne tifoso sfegatato della Cingolana, era presente in tribuna, come testimoniato dalla foto.

Il pubblico cingolano, chi scrive è al centro della foto in felpa nera (foto Ballarini)

Il primo tempo

L’arbitro Pagliano di Milano fischia il calcio di inizio. La Jesina parte subito meglio, creando occasioni da rete già al primo minuto con Borrelli, palla sopra la traversa da posizione invitante. Fabrizi al 9’ sfiora il palo di testa. La Cingolana ha la prima occasione al 37’, quando il portiere Pieralisi non si intende con Focante, Bonsignore prova ad approfittarne ma la sfera finisce a lato. Crispino non riesce ad incidere, perché ancora non al massimo della forma rientrato da un infortunio. Giulietti miracoleggia su Lanciotti prima della pausa, si va al riposo sullo 0-0.

Tombesi impedisce il passaggio di Crispino (foto Ballarini)

La squadra di mister Sabbatini è trascinata da uno strepitoso capitan Tombesi. “La Jesina – scriveva il nostro Evasio Santoni nel suo articolo post partita su “Il Messaggero” – ha trovato una Cingolana molto attenta, determinata e concreta sulla fascia mediana del campo, oltre ad un Tombesi gran dominatore della propria area di rigore. Il capitano è riuscito praticamente a respingere di testa tutti gli assalti davanti a Giulietti”.

Proprio l’attuale allenatore del Camerano ci svela un clamoroso retroscena. «Il giorno prima della partita – chiarisce Fabio – mi feci male in casa al ginocchio, giocando con il mio cane alano di 65 kg, che mi venne addosso sulla gamba. Provavo un dolore allucinante. Alla partita, non ho avuto il coraggio di dirlo a mister Sabbatini, per la tanta voglia di giocare. Gli dissi che avevo questo problema all’inizio del riscaldamento, provavo talmente tanto dolore che non ce la facevo a correre. Il dottore mi fece delle punture direttamente al ginocchio, ho giocato indossando anche una benda, perché non potevo non giocare una partita del genere, volevo vincere questa sfida».

Il secondo tempo

Nei primi minuti della ripresa, i leoncelli cercano il vantaggio a tutti i costi con Crispino, Focante e Figueroa, ma dall’altra parte Bonsignore di testa ha dato l’illusione del gol ai tifosi di Cingoli. E’ il preludio della rete che deciderà la gara. 64°: l’ex Alessandrini sbaglia il disimpegno da un rinvio innocuo, l’altro ex Bonsignore ne approfitta e, solo davanti a Pieralisi, lo batte con freddezza. La Cingolana passa in vantaggio, tifosi jesini ammutoliti e Inferno Biancorosso in festa. Bonsignore, provocato in precedenza dai alcuni ultras leoncelli, va ad esultare sotto la curva dei supporters avversari, mimando la mitraglietta alla Batisuta, accendendo gli animi delle due tifoserie, le quali fino a quel momento erano tranquille ed indifferenti tra loro.

L’esultanza dopo il gol del vantaggio (foto Ballarini)

Tombesi quasi si emoziona nel ricordare il gol. «La partita – racconta – è stata decisa da una disattenzione della loro retroguardia, e Gabriele fece la rete da buon rapace d’area, dato che appena vedeva la porta era impeccabile».

La Jesina non riesce a reagire se non con mischie e deboli tentativi di Lanciotti e Spugni. Il gol ha dato sicurezze alla Cingolana, trascinata da un super Marco Strappini, che dalla stagione successiva diventerà una bandiera dei leoncelli.La squadra di Sabbatini – spiegava Evasio Santoni – ha giocato con molta pazienza, senza mai dare l’impressione di voler affrettare i tempi, quasi convinta che prima o poi l’occasione propizia sarebbe capitata”.

Festa Cingolana, amarezza Jesina

Al triplice fischio, è festa per i biancorossi, che ottengono così la qualificazione agli spareggi nazionali per la promozione (di cui abbiamo parlato), dopo la finale play-off di due anni prima persa contro il Montegiorgio a Macerata. «Per l’ennesima volta – conclude capitan Tombesi – avevamo fatto uno sgarbo alla Jesina, tra emozioni e brividi finali. E’ stata una grande vittoria di squadra e di gruppo. Seppur inferiori alla corazzata Jesina, eravamo una formazione estremamente forte».

Il “Rocchegiani” di Falconara è uno stadio ricorrente nella storia del calcio cingolano. Proprio il 18 maggio 1986, infatti, la Cingolana vinse nello stesso campo contro la Sangiustese nella finale tra le due vincenti dei gironi di Promozione, portando i biancorossi per la prima volta in Interregionale. Questa data resterà nella storia del calcio di Cingoli soprattutto come lo sgambetto della outsider Cingolana contro la blasonata corazzata Jesina, grande delusa di quella stagione.

Le pagelle di Leonardo Massaccesi (Corriere Adriatico): Giulietti 7, Federici 5.5., Masi 6, Strappini 8, Cangiano 6.5, Schiavoni 6, Gigli Lorenzo 7, Sacchi 6, Aquino ng, Simoncelli 6.5, Gigli Alessandro ng, Bonsignore 6.5.

Jesina – Cingolana 0-1

Marcatore: 64’ Bonsignore
Jesina: Pieralisi, Federici, Venanzi, Altini (26’ st Spugni), Alessandrini, Focante, Lanciotti, Figueroa, Crispino, Borrelli, Fabrizi. All. Trillini.
A disposizione: Bugatti, Catani, Bussaglia, Rossi, Molinari, Marini
Cingolana: Giulietti, Federici, Masi, Strappini, Tombesi, Cangiano, Schiavoni, Gigli L., Sacchi (37’ st Aquino), Simoncelli (32’ st Gigli A.), Bonsignore. All. Sabbatini
A disposizione: Spurio, Maccioni, Gagliardini, Erbuto, Piccini
Arbitro: Pagliano di Milano
Note – spettatori 2300 circa; angoli: 8-3; ammoniti: Crispino (J), Figueroa (J), Gigli A. (C), Federici (C); recupero 1’ + 4’

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Si ringraziano Evasio Santoni e Leonardo Massaccesi per il materiale giornalistico fornito, Fabio Tombesi per l’intervista, Mirco Mazzieri per le foto (Cristian Ballerini Fotografo)

Giacomo Grasselli

giacomo.grasselli@qdmnotizie.it

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JESI / Il tennis al Circolo Cittadino è ripartito, tutti i campi prenotati

Il decalogo per poter giocare suggerito dalla Federtennis; il maestro Carbonari soddisfatto per la ripartenza e per l’entusiasmo a ritornare sui campi dei tennisti

JESI, 9 maggio 2020 – Il tennis al Circolo Cittadino è ufficialmente ripartito secondo le disposizioni diffuse nel decreto del presidente della regione Marche Luca Ceriscioli.

L’inizio è stato ieri 8 maggio dopo che tutto era stato predisposto secondo le regole per garantire ai frequentatori e soci un inizio di ritorno alle abitudini in assoluta sicurezza.

Il decalogo per poter giocare suggerito nei giorni precedenti dalla stessa Federtennis è il seguente: in prossimità dei campi devi arrivare sempre con mascherina, guanti e gel igienizzante nel porta racchette; mantieni sempre la distanza di sicurezza di almeno un metro prima, durante e dopo aver giocato a tennis, soprattutto nel doppio; quando giochi, ricordati di indossare il guanto con la mano non dominate con cui lanci la palla nel servizio o raccogli le palline; se non riesci a giocare con il guanto, poiché giochi il rovescio a due mani, utilizza il gel disinfettante ad ogni cambio campo; la stretta di mano, o il “batti cinque” puoi sostituirla con un tocco della punta della racchetta con quella del tuo compagno di gioco; se hai giocato un match, l’arbitro puoi salutarlo indicandolo con la testa della racchetta; prima e dopo il match lavati accuratamente le mani e appena puoi utilizza il gel igienizzante; cambia campo dal lato opposto rispetto al tuo avversario; se non è possibile ricordati la distanza di sicurezza; togli l’over-grip al termine di ogni incontro e rimettine uno nuovo prima del successivo. Inoltre è assolutamente vietato utilizzare gli spogliatoi e le docce degli impianti.
Altro accorgimento consigliato per la sicurezza riguarda l’uso delle palle da gioco. “Sarebbe cosa buona che i due giocatori utilizzassero palline diverse per andare al servizio. Diventa semplice se le palline venissero segnate con due colori diversi ed il giocatore sceglie sempre lo stesso colore. Così facendo ogni tennista verrà a contatto diretto con le mani solamente con le proprie palline”.

Alessandro Carbonari con le campionesse d’Italia

Suggerimenti, ma anche regole da rispettare, totalmente in vigore, e scrupolosamente osservate, nell’impianto del Circolo jesino.

Nella foto di copertina si vedono i due giocatori insieme e non a distanza di sicurezza.
Va detto che i due tennisti son padre e figlio e dunque la distanza, abitando e vivendo insieme, non avrebbe alcun senso.
Il maestro, istruttore e responsabile del tennis club del Circolo Cittadino Alessandro Carbonari è soddisfatto della ripartenza: “C’è stato un grande entusiasmo per la riapertura ed al momento abbiamo fatto riprendere a giocare sui nostri campi solo le prenotazioni mentre per i corsi, che si potranno svolgere solo in maniera singola,  stiamo predisponendo tutto al meglio secondo le linee guida e la massima sicurezza”.
Evasio Santoni
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JESI / Terreno dello stadio Carotti non più in sofferenza, chi ci giocherà?

Tutti in attesa di quello che Cossu sarà riuscito a progettare per una ripartenza all’insegna della credibilità, competenza e tradizione sportiva

JESI, 8 maggio 2020– Nel marzo del 2016 la Jesina calcio aveva preso in gestione lo stadio Carotti, l’antistadio, l’annesso servizio bar e il parco pubblico adiacente dopo la gara pubblica avviata dall’Amministrazione Comunale proprietaria dell’impianto sportivo e del verde adiacente.

Assieme alla Jesina, società capofila, altre imprese avevano contribuito a far vincere al club leoncello con la formula dell’ ATI (associazione temporanea di impresa) e precisamente l‘Asd Aurora Calcio Jesi, l’A.s.d. Ackapawa Sport Club Jesi, la cooperativa Sociale Tadamon Onlus, la Ssd Sampaolese Calcio e l’A.p.s. Commons.

Nel tempo alcune di queste società hanno rotto con la società capofila.

Jesina – P.S.Elpidio

La gestione scadeva il 31 marzo 2020 e poteva essere prolungata, se esisteva la volontà da parte della Jesina, per ulteriori due anni.

All’epoca, nel 2016, come si ricorderà, ci fu uno scontro aspro tra la Uisp e Jesina che nella gara del triennio precedente avevano partecipato in accordo, vinto e gestito l’impianto. Poi in seguito la collaborazione si interruppe.

Ora, nel mese di febbraio 2020,  la Jesina ha rinunciato a proseguire con la gestione comunicando all’Amministrazione Comunale la propria intenzione, da giugno, di rinunciare a proseguire per mancanza di risorse umane ed economiche.

Il 1 marzo allo stadio Carotti la Jesina ha giocato la sua ultima partita di campionato contro il P.S.Elpidio, stagione interrotta a causa dell’emergenza sanitaria per il Covid-19.

Il terreno di gioco del Comunale era diventato una sorta di campo di patate.

Mosconi, socio di maggioranza

In queste settimane però il manto erboso dell’impianto è stato sempre manutenzionato a dovere, con acqua e taglio, da Primo e Claudio Scarpini ed oggi, il terreno verde, non è più in sofferenza e le condizioni sono più che buone.

Sicuramente si dovrà continuare a lavorare per tutta la primavera e l’estate per renderlo ancora più perfetto e presentarlo per l’inizio della prossima stagione nelle migliori condizioni.

Chi lo farà? Se la Jesina dal 1 giugno non avrà più le autorizzazioni per la gestione il Comune come provvederà?

Chiariotti, presidente

Sicuramente l’amministrazione comunale starà studiando soluzioni adeguate e dovrà considerare che la Jesina stessa, a molti dei collaboratori, come ha fatto settimane fa per i tecnici del settore giovanile, ha comunicato di ritenersi liberi fino a nuove disposizioni.

Infine c’è soprattutto da domandarsi: che fine farà la Jesina?

Maggio diventa un mese particolare ed è anche l’ultimo mese utile a Cossu per verificare se esistono le condizioni per continuare come e con chi, come lui stesso aveva chiaramente lasciato intendere nel momento in cui aveva assunto il ruolo di vice presidente operativo.

Nella speranza che la Jesina dopo l’emergenza sanitaria ritorni a percorrere una strada degna della sua trazione e con persone all’altezza della situazione appassionate, credibili e competenti.

Evasio Santoni

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 JESI / Aurora basket, Lardinelli a ruota libera: «Fip, una politica al massacro»

Lardinelli è deluso e amareggiato. L’intensione è quella di non iscrivere squadre a nessun campionato seniores. Garantito solo il settore giovanile

JESI, 8 maggio 2020 –  Nella giornata di giovedì 7 maggio la Fip (Federazione italiana pallacanestro) ha tenuto il suo Consiglio Federale presieduto da Giovanni Petrucci con la presenza dei presidente delle tre Leghe Gandini (A), Basciano (A/2, B, dilettanti), Protani (femminile).

Tra le altre decisioni prese quella di posticipare dal 27 maggio al 10 giugno il pagamento della rata di fine stagione, di non assegnare né titoli né di prevedere retrocessioni, di indicare come data di inizio stagione 2020-2021 ottobre, di stanziare 700.000 ai Comitati Regionali (circa 35mila euro a Regione; ndr), di erogare 2milioni di euro di premialità, di spostare la data di affiliazione dai primi di luglio al 31 luglio 2020.

Su queste decisioni abbiamo raccolto il parere, completamente negativo e di disappunto, di Altero Lardinelli presidente dell’Aurora basket e vice presidente della LNP (Lega nazionale pallacanestro).

Lardinelli, dall’alto impongono il da farsi?

“Decisioni tutte contestabili. Come è possibile posticipare solo di dieci giorni la rata di fine stagione senza prendere in considerazione un periodo più lungo e addirittura di ridurla considerato che abbiamo stoppato l’attività, in tutti i sensi, da oltre due mesi? Con tutti i problemi economici e finanziari che le aziende in questo periodo di Covid hanno, come pensano i dirigenti della pallacanestro nazionale che noi società si possa introitare in questo periodo dalle aziende gli impegni di sponsorizzazione per far fronte alle loro richieste? Dove si trovano i soldi per pagare le rate che la Fip ci chiede? E’ assolutamente una mancanza di rispetto“.

Vi garantiscono delle liquidità?

“Sono tutte furberie. Fanno passare per interventi Covid i premi giovanili stanziati in bilancio all’inizio dell’anno. Come i 700.000 euro che danno ai Comitati Regionali, in media 35.000 a Comitato. Qualcuno mi deve spiegare come faranno i Comitati a ridistribuirli alle società. Non saranno sufficienti neanche per coprire le loro spese”.

Cosa propone Lardinelli?

“La cosa più semplice: ascoltare.  Il Consiglio Federale invece di ascoltare le società e capire di cosa hanno bisogno, le ignorano e le escludono.  Non ci chiama e ci consulta nessuno e decidono di testa loro senza capire e conoscere la realtà dei territori e delle società che vi operano”.

Cosa farà l’Aurora?

“Personalmente mi sento preso in giro e mi sono stancato. Il prossimo anno, se le cose rimarranno così, probabilmente faremo solo campionati regionali giovanili e stop. Loro preferirebbero che molti di noi falliscano ma noi questa soddisfazione non glie la daremo”.

Si spieghi meglio?

“Hanno tutto l’interesse che molte società falliscano per andare  a prendersi i premi Nas ed incamerarseli, è questo il loro vero obiettivo.”

Più dettagliatamente?

“I premi Nas sono i premi di incentivazione che la Fip gira alle società che fanno settore giovanile in base ai campionati di appartenenze. Esempio. Battisti è tesserato a Cesena e si è svincolato con l’Aurora. Cesena, società di serie B, paga 6mila euro di Nas alla Fip e questa li rigira all’Aurora basket trattenendosi il 3%. . Per la serie A2 la quota è di 9mila euro, per la serie A è di 12mila euro. Se l’Aurora falisse questo premio resterebbe in cassa alla Fip per ogni anno della carriera dell’atleta. Quindi è evidente, e come molti dicono, la Fip ha tutto l’interesse che le società falliscano. La mancata dilazione del pagamento della rata va solo in questa direzione, quella di far chiudere i settori giovanili come lo è stato negli ultimi anni per Siena, Virtus Bologna, Fortitudo Bologna ed altri e per tutti i giocatori che sono stati avviati da queste società il premio Nas lo incassa la Fip. Una vera politica al massacro”.

 Gli altri cosa dicono?

“Ho parlato con tanti presidenti in questi giorni e tutti sono disposti a pagare la rata di fine stagione ma ci devono dare il tempo per poter incassare e devono permettere alle aziende di ripartire e di onorare i contratti di sponsorizzazione in essere. Il problema è adesso: dove trovano le società i soldi se le aziende hanno chiuso i rubinetti?”

Ci sono anche i tesserati?

“Appunto! Molte delle società interpellate ha impegni con i propri tesserati a maggio e giugno per saldare la stagione, come si fa a pagare anche la FIP? Se devo pagare la Fip perchè altrimenti ci estromette dal campionato non posso pagare i tesserati o li devo pagare in parte e diluire i loro emolumenti. La cosa più giusta e logica sarebbe che ad aspettare fosse la FIP e non i tesserati molti dei quali ci vivono con quei soldi”.

Ed anche le aziende?

“Nelle aziende ci sono andato e mi hanno risposto: Lardinelli io voglio rispettare gli impegni che ho preso con l’Aurora basket ma prima i dipendenti, poi i fornitori e per l’Aurora ci sarà tempo. Discorso logico. Mica posso rivolgermi ad un avvocato per recuperare i soldi dei contratti scaduti. Quelle aziende mi chiuderanno le porte in faccia per sempre”.

I campionati riprenderanno ad ottobre?

“La Fip vuole iniziare i campionati ad ottobre. Come LNP abbiamo più volte ribadito che il campionato inizierà a condizione di giocare a porte aperte, e mi sembra alquanto improbabile farlo ad ottobre. Nel nostro piccolo ho parlato con l’assessore allo sport Ugo Coltorti e mi ha riferito che le palestre delle scuole non le possono aprire  perché ci sono tante cose da fare per il Covid ed ancora il protocollo non è chiaro. Se non aprono le palestre dove ci alleniamo, come facciamo a giocare ad ottobre. Queste cose chi decide le conosce? Dicono ci si allena con le mascherine. Ma se non ci sono le palestre cosa ci faccio con le mascherine. Sono fuori dalla realtà perché non si confrontano con chi tutti i giorni vive la realtà. Noi non siamo ascoltati né dai consiglieri federali né dai presidenti regionali”.

Com’è la situazione in casa Aurora?

“Abbiamo fatture aperte da incassare per febbraio e marzo di 170.000 euro, abbiamo incassato 1.220 euro. Poi va considerato che la nostra società ha rimesso incassi per le gare contro Fabriano, Montegranaro, Cento più eventuali play off. Una rimessa pari a 250.000 euro oltre i play off. Per ciò che riguardano le spese queste si aggiravano per circa 200.000 euro.  Il Covid insomma ci ha massacrato”.

 

Per ultimo la situazione squadra: si vocifera di una riconferma di Ghizzinardi, e i giocatori?

“Adesso l’allenatore è l’ultimo dei problemi anche se con il coach abbiamo parlato. Per ciò che riguardano i giocatori stiamo chiudendo con tutti transando di comune accordo”.

Il futuro?

“Al momento non ci iscriveremo a nessun campionato seniores, devo riflettere. L’Aurora basket farà sicuramente il settore giovanile. Ma come noi saranno in molti a decidere per questa strada. Poi vedremo se la Fip cambierà registro”.

Evasio Santoni

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JESI / Aurora Calcio settore giovanile, si prosegue con Francesco Bacci

Gli iscritti in due anni sono raddoppiati e il centro sportivo del Cardinaletti è e resterà il quartier generale tecnico della società

JESI, 8 maggio 2020 – L’Aurora Calcio Jesi, settore giovanile, e Francesco Bacci ancora insieme.

La società di Largogrammercato ha comunicato che sara’ ancora Francesco Bacci il Responsabile Tecnico per i prossimi anni.

Il presidente Emiliano Togni ha confermato che il rapporto che lega l’Aurora Calcio a Francesco Bacci non si limiterà ad un progetto di breve durata, ma  a lungo termine.

“Progettosostiene il presidente che sta dando degli ottimi frutti. La società ha ritrovato la forza e l’entusiasmo per crescere, i dati ne danno prova. Gli iscritti in due anni sono raddoppiati e il centro sportivo del Cardinaletti è e resterà il quartier generale tecnico della società”.

Con Togni e Bacci  completeranno la squadra dirigenziale Martiniello, Branchesi e Grattini.

La squadra degli allenatori sarà, per la quasi totalità, tutta confermata, cosi come per i collaboratori degli allenatori. Nei prossimi giorni verranno comunicati tutti i nominativi, compresi i nuovi arrivati.

“Dal punto di vista organizzativoconclude Togni l’Aurora è già pronta per la nuova stagione. Nuovi progetti e nuove collaborazioni sono in via di definizione, ma verranno comunicati successivamente. Insomma il futuro è ben delineato e con obiettivi ben chiari. Non resta che attendere la nuova stagione”.

(e.s.)

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JESI / Beach tennis, Maddy Cini: «ripartiamo con una marcia in più»

Lunedì 11 maggio riapre lo “Jesi Beach Palace” in via Zannoni, e la campionessa del mondo è pronta a tornare sulla sabbia

JESI, 8 maggio 2020 – Finalmente. Dopo i mesi di inattività forzata, lunedì 11 maggio lo “Jesi Beach Palace” riaprirà le porte.

Cini Maddy Maddalena

Protocollo da seguire strettissimo: consentite soltanto partite uno contro uno, lezioni singole, niente spogliatoi e docce, obbligo di indossare un guanto sulla mano non dominante mentre si gioca, e via dicendo, ma una ripresa completa da una pandemia passa anche dal rispetto temporaneo di queste regole.

Insieme alla struttura di via Alfredo Zannoni torna ovviamente in pista anche la campionessa del mondo di Beach Tennis Maddalena Cini.

Tanta attività fisica durante la quarantena e poche lagne per lei, che pure si nutre di pane, sabbia e palline colorate: “Non spetta a me commentare i decreti  governativispiega Maddalena con la sua proverbiale grintac’è ancora un po’ di confusione, ma non possiamo fare altre che attenerci alle regole”.

Altri sono stati i pensieri per Maddy, in una miscela di amarezza e orgoglio: “La verità è che in questa fase di emergenza il Beach Tennis è stato accantonato. La Federazione si è concentrata per risolvere i problemi del Tennis, del Paddle, ma si è dimenticata di noi. Il nostro sport è stato addirittura etichettato come “racchettoni” o “tennis al volo”, e questo non va bene”.

Niente vittimismo per la principessa del Beach Tennis, ma un’analisi lucida e senza sbavature: “So bene che nel nostro mondo non circolano grandi interesse economici, che non abbiamo i riflettori delle televisioni accesi, ma facciamo enormi sacrifici, e la nostra passione va rispettata”.

Maddalena Cini però, da donna, atleta e campionessa, volge lo sguardo in avanti: “Noi protagonisti del Beach Tennis dovremmo trovare il modo di vederci, unirci, e far valere le nostre proposte nelle sedi competenti. Il nostro movimento è cresciuto negli anni, ma ora è il momento di fare un salto in avanti. Anche da una situazione difficile come quella che abbiamo vissuto, si può e si deve ripartire con una marcia in più”.

Il Presidente FIT Angelo Binaghi è avvisto, e tutti gli appassionati possono rallegrarsi: Maddy is back!

Marco Pigliapoco

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JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte ventinovesima)

Giocatrici importanti che in seguito anche giocato in categorie di vertice nazionale come Simona Romagnoli o importanti dirigenti come Veruska Anacleti

JESI, 08 maggio 2020 – Tuffo nella pallavolo femminile, per la rubrica che dal 22 marzo racconta lo sport vissuto in città, soprattutto, in particolare per questa volta, per la stagione sportiva 1994-95.

Andando indietro nel tempo, oltre 15 anni fa, va ricordato che le donne sotto rete a rappresentare Jesi, oltre alla Mark Leasing Pieralisi ai piani superiori, erano espressione anche della Libertas Gastreghini e la D.a.r.vi. entrambe ai nastri di partenza della C2.

Fu un campionato, 1994-95, appassionante e ricco di soddisfazioni.

 

Dopo due anni di promozioni parallele i due sestetti furono inseriti nel girone A, appunto della C2.

Precedentemente va anche ricordato che la Darvi aveva vinto il tricolore Uisp con Jesi capitale della pallavolo amatoriale. La Darvi, a rappresentare le Marche, nel campo femminile in finale, giocata al palasport di Jesi,  affrontò la rappresentativa della Toscana vincendo per 3-0.

Allenatore della Libertas in quella stagione di serie C2 Nicola Viniello, vice Cristiano Paoletti; nella Darvi Alessandro Molinelli con Marco Massaccesi al suo fianco.

La rosa del club del presidente Italo Giuliani: Marta Bartolucci e Sara Trillini, neo acquisti, oltre alle riconfermate Paola Piccinini, Federica Filosa, Valeria Napolelli, Michela Corinalesi, Caterina Lungarini, Erika Sarti, Claudia Politi, Elisabetta Albanesi, Michela Mazzarini, Irene Cappelletti.

Per la Darvi di Sergio Cerioni : Veruska Anacleti e Simona Romagnoli, nuovi acquisti, Federica Bartolucci, Debora Pigliapoco, Stefania Scorcelletti, Mara Cingolani,  Emanuela Barigelli,  Laura Cecconi, Carla Rossetti, Monia Latini, Valeria Vecci, Giovanna Bigi, Loretta Carletti.

L’anno precedente, quello della promozione in serie D, i due derby di campionato si conclusero con questi risultati: Gastreghini – Darvi 3-0, Darvi-Gastreghini 3-1.

21 dicembre 1993, Gastreghibi-Darvi 3-0. Gastreghini – Rossi, Filosa, Piccinini, Corinaldesi, Albanesi, Mazzarini, Lungarini, Napolelli, cappelletti, Santi. All. Viniello. Darvi – Scorcelletti, Rossetti, Latini, Cingolani, Carletti, Bartolucci, Catani, Montesi, Bini, Pigliapoco, Andreoni. All. Molinelli. Arbitro – Conti. Parziali – 15-9, 17-15, 15-7

21 marzo 1994, Darvi – Gastreghini 3-1. Darvi – Carletti, Bartolucci, Montesi, Pigliapoco, Andreoni, Bini, Cingolani, Latini, Catani, Rossetti, Scorcelletti, Cecconi. All. Molinelli.  Gastreghini – Albanesi, Cappelletti, Corinaldesi, Filosa, Lungarini, Mazzarini, Napolelli, Piccinini, Pistola, Santi, Manzetti, Rossi. All. Viniello.

A questo secondo derby le squadre si erano presentate entrambe in testa alla classifica e per effetto del risultato finale la Darvi conquistò il primato in solitudine.

Ritornando alla C2, nel febbraio del 1995, alla fine della stagione regolare, la Darvi accede ai play off per salire in C1. Sei le squadre contendenti per 2 posti: Darvi Jesi, Della Rovere Conad Fermignano, Carifano, Coman, Somais, Compibel.

Per la pool retrocessione la Gastreghini Libertas parte a sua volta da una posizione di sicura tranquillità in testa alla classifica con 14 punti.

Il 10 marzo 1995, dopo due gare, la Darvi è già in fuga: due vittorie. Ed anche la Gastreghini mantiene la testa della classifica verso il traguardo della salvezza.

Al terzo appuntamento la Darvi perde a Fermignano per 3-1. Classifica: Somacis 6; Darvi 4.

Il sestetto di Molinelli perde il big match con la Somacis ma poi si riscatta contro la Compibel e, sfruttando il fattore campo, batte a Jesi la Somacis al tie break per 16-14 e sale in C1.

Nella stagione successiva al marchio Darvi si affianca anche il New Point e il girone è di quelli impegnativi con tante avversarie Toscane, dell’Emilia Romagna, ed i derby di Fabriano, Falconara, Castelfidardo e Colbordolo.

Squadra pressoché riconfermata sia nello staff tecnico che nelle giocatrici con Loretta Carletti nel ruolo di direttore sportivo. Inizio promettente con la vittoria in casa col Colbordolo e sconfitta a  Bologna. Alla fine è salvezza sul campo ma poi in estate la riforma dei campionati riporta tutto in ambito regionale.

In C2 La Libertas Gastreghini, invece, affida la panchina a Egino Cecato per un’altra stagione nella categoria da protagonista.

(e.s.)

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JESI / Circolo Cittadino: si può giocare a tennis, ecco come

Disposizioni rigidissime: vietato avvalersi dei locali interni ad uso comune quali spogliatoi, bar interni, docce

JESI, 7 maggio 2020  – Riaprono i cancelli del Circolo tennis Jesi.

Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli con decreto nr. 147 firmato in data 6 maggio consente tra le altre cose la pratica delle attività sportive e motorie svolte in forma individuale.

Tra queste il tennis singolo pur se è vietato avvalersi dei locali interni ad uso comune quali spogliatoi, bar interni, docce.

Le attività possono essere svolte dalle ore 6 alle ore 22 ed esclusivamente in modalità individuale, preferibilmente all’aria aperta e, comunque, con il rispetto delle misure di sicurezza.

Sono inoltre consentite le sessioni di allenamento in forma individuale di atleti professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione a manifestazione nazionali ed internazionali, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in strutture a porte chiuse.

Di conseguenza anche i campi da tennis del Circolo Cittadino di Jesi riaprono i battenti.

Si potrà giocare preferibilmente all’aperto e con il rispetto dei dispositivi di protezione individuale e con le dovute misure di distanziamento sociale.

Nei prossimi giorni verranno anche date le linee guida riguardo ai corsi Accademia e Scuola Tennis al momento ancora sospesi.

Nelle linee guida si invitano i giocatori PRIMA pulire a fondo il materiale di gioco, lavarsi le mani, portare in campo la propria bottiglia d’acqua e bere solo da quella, non toccare le recinzioni dei campi prima di giocare; MENTRE indossare un guanto sulla mano che non tiene la racchetta, disinfettare le mani a ogni fine game, non toccare la faccia con le mani, prendere la palla da terra con racchetta e piede e mandarla all’avversario, sistemate le due panchine sui lati opposti, salutare solo toccandosi con le racchette; DOPO cambiare subito l’overgrip della racchetta, lavarsi le mani, fare la doccia a casa.

(e.s.)

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VOLLEY / La Lardini lascia il Palatriccoli di Jesi: ci eravamo tanto amati

In via di definizione, mancherebbe solo la firma, la fusione tra la Lardini Filottrano e la Roana Cbf Macerata. Nuova sede per le gare il Palas Fontescodella 

JESI, 7 maggio 2020 – E’ durata solo cinque mesi la presenza della Lardini Filottrano al Palatriccoli di Jesi per gli allenamenti e le gare casalinghe nella massima serie di Volley serie A.

In queste ore, sembra manchi solo la firma, viene confermata la fusione da entrambi le parti tra la Lardini Filottrano e la Roana Cbf Helvia Recina Volley Macerata con l’inevitabile trasferimento dell’attività sportiva al Palas Fontescodella di Macerata.

La Lardini negli ultimi cinque anni ha sempre emigrato: 4 anni ad Osimo al PalaBaldinelli, 1 a Jesi al Palatriccoli.

La Roana Cbf è una società militante in serie A2 e la fusione comporterebbe la messa in campo di una sola formazione nel massimo campionato nazionale rinunciando evidentemente all’iscrizione nel campionato di seconda serie nazionale.

Evasio Santoni

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JESI / Roberto Mancini ancora sulla due ruote per ripartire

Consiglio federale dell’8 maggio rinviato: si attende l’incontro risolutivo tra il Comitato tecnico-scientifico del Governo e la Federcalcio  

JESI, 7 maggio 2020 – Dopo l’uscita amatoriale del 4 maggio Roberto Mancini è ritornato in bicicletta per rimettersi in moto. Questa volta il gruppo dei ciclisti ‘azzurri di Jesi’ è aumentato di numero.

Oltre al ct della nazionale di calcio azzurra, Piero, Tonino, Massimo, Gino, Lido e Alessandro.

Rispettando le regole e la distanza la comitiva si è portata fino alla Rotonda di Senigallia e dopo la foto di rito ha fatto ritorno a Jesi.

Mancini attende a casa sua le decisioni del vertice della Figc per la ripresa del campionato di calcio di serie A per poi programmare l’attività, fino a fine anno, della nazionale.

Il consiglio federale che si sarebbe dovuto riunire domani 8 maggio è stato rimandato a data da destinarsi per valutare al meglio la situazione.

Questo il comunicato emesso: “La riunione del Consiglio Federale programmata l’8 maggio è stata posticipata per la necessità di maggiori approfondimenti riguardante anche la riforma della serie C. Per consentire al sistema calcio di fronteggiare la crisi contingente, il Consiglio Federale sarà prossimamente riconvocato con all’ordine del giorno le tematiche inerenti la ripresa dell’attività sportiva e per stabilire le linee guida per l’iscrizione ai prossimi campionati”.

In queste ore, al massimo domani, si terrà anche l’incontro risolutivo tra il Comitato tecnico-scientifico del Governo e la Federcalcio per la stesura del protocollo finale per la ripresa di tutta l’attività.

(e.s.)

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JESI / Baldinelli, Maggioli, Rossini, Strappini: fenomeni ieri e per sempre

Lettere di ringraziamento, ricordi e saluti alla città e ai loro tifosi. Un inedito scritto del professor Ottorino Appolloni ai ‘due Latini’

JESI, 07 maggio 2020Quattro monumenti che hanno scritto la storia dello sport a Jesi sia esso pallacanestro sia calcio.

Quattro personaggi, non jesini, che sono entrati nel cuore degli stessi e che hanno fatto parlare Jesi in giro per l’Italia grazie alle loro performance sulle tavole da gioco di un palazzetto dello sport o sui prati verdi di un rettangolo di calcio.

Baldinelli Alessio

Parliamo di Alessio Baldinelli, ‘Lupo’ Alberto Rossini, Marco Strappini e Michele Maggioli: un allenatore e tre capitani.

Poi ci sono pure quelli che meritano una citazione tutta particolare come il prof. Ottorino Appolloni, pioniere della pallacanestro a Jesi, e come i ‘due… Latini’ identificati appunto dal professore stesso Alfiero e Leopoldo Latini.

Perché questi personaggi? Perché nella lunga storia dello sport a Jesi, negli ultimi 25 anni, di loro abbiamo degli scritti.

Lettere inviateci, due personalmente ed altre tre come ai colleghi giornalisti ed agli sportivi tutti, per esprimere il loro stato d’animo dopo un esonero (Baldinelli); per ringraziare tutti i tifosi e sportivi nel momento in cui era giunta l’ora di appendere le classiche scarpette al chiodo (Rossini, Maggioli, Strapini); per esprimere dei momenti, sentimenti e sensazioni, da tifoso e da appassionato della situazione che Jesina e Aurora basket stavano proponendo o attraversando (Appolloni).

Alessio Baldinelli ci scrisse nel gennaio 1998, esonerato come coach dall’allora Sicc Cucine Componibili e sostituito da Massimo Mangano. Ricoprivamo l’incarico di direttore responsabile del quindicinale sportivo ‘Jesi Sportiva’ che trattava a 360° lo sport in città.

Qui sotto la foto del giornale dell’epoca.

Nel marzo 1998 anche il prof. Appolloni sempre dalle colonne di ‘Jesi Sportiva’ ha voluto omaggiare i ‘due… Latini’:

Appolloni Ottorino

Leopoldo e Alfiero. 

Il primo già aveva portato Jesi sul trono del calcio nazionale, in serie C, ed aveva anche assaporato quello che poteva significare la pallacanestro sponsorizzando con il nome della propria azienda il club di Forlì in serie A;  il secondo, già impegnato in quel periodo nella pallavolo ed in passato nel ciclismo, stava per compiere con il basket un’impresa storica ed assoluta. Appolloni, aveva esercitato anche come giornalista, era un intenditore critico e fine osservatore delle vicende sportive della sua città.

 

 

Anche per il Prof. Appolloni la foto del giornale dell’epoca.

 

Poi i campioni sul campo.

‘LUPO’ ALBERTO ROSSINI

Rossini, nel novembre 2011, ha voluto ringraziare tutti tramite un volume “Il Lupo è uscito dal branco”, vivace racconto dell’esperienza che ha segnato per sempre la vita del protagonista. Un racconto a 360 gradi del quale tramite il nostro collaboratore Marco Pigliapoco abbiamo estrapolato dei significativi passaggi che riguardano Jesi e la pallacanestro.

LUPO A JESI: COME TUTTO EBBE INIZIO: Davvero non sapevo dove fosse Jesi. Guardai sulla cartina geografica. Un puntino dalle parti di Ancona, nella Marche. Nemmeno sul mare. … E in un caldo pomeriggio di luglio del 2000, Jesi si trasformò da un anonimo incastonato tra le colline marchigiane alla mia seconda casa, perché l’uomo della provvidenza stava per bussare alla mia porta. Era Andrea Mazzon, coach che conoscevo da tempo e stimavo per le sue capacità.“Dove giochi quest’anno Lupo?” “Non lo so ancora. Voglio andare via da Roma perché mi hanno fatto giocare veramente poco e non mi sento ancora vecchio. Ho trent’anni”“Perché non vieni a Jesi?” “A Jesi? Dov’è? Cosa fate?” “Vicino ad Ancona. Facciamo l’A2. Io ho firmato per loro, è gente seria che fa le cose come si deve. Se sei d’accordo parlo con la società” Nemmeno una settimana dopo ero a Jesi a parlare con l’allora general manager Chiapparo, ma soprattutto per vedere la Città e capire l’ambiente. Era una cittadina più o meno come Cantù, molto tranquilla, ma con tutto quello che serviva a portata di mano e con il mare a venti minuti. Ottimo posto per viverci, l’ideale dopo il caos di Roma. Chiesi ragguagli anche a mio cugino, Andrea Conti, che aveva giocato a Jesi un paio d’anni, e da lui ebbi conferma alle mie sensazioni. Non mi pesava scendere in A2, mi interessavano i progetti, le ambizioni, gli obiettivi, la serietà della dirigenza. E tutto quadrava alla perfezione. Trovai l’accordo economico in non più di dieci minuti: due anni di contratto perché mi fecero proprio una bella impressione, e perché Jesi mi avrebbe consentito di tornare a respirare una buona aria, quelle delle piccole Città a misura d’uomo….Dieci anni dopo posso dire con assoluta certezza che Jesi è tata la scelta giusta. L’AURORA VOLA IN SERIE A1: QUELLA SERA A SCAFATI “i have a dream”. Il mio non era ambizioso e rivoluzionario come quello di Martin Luther King, ma molto più caduco e umano: tornare a giocare in serie A1 e farlo con la maglia dell’Aurora Jesi….Ogni anno lottavamo come disperati nella stagione regolare e nei play off, ma alla fine non avevamo mai niente da festeggiare… Restammo, fra i vecchi, solo io, Mason Rocca e Casini, ai quali si aggiunsero molti volti nuovi, qualche scommessa e

Rossini e i giornalisti jesini

qualcuno già noto, ma non di prima fascia. Devo essere sincero: nei primi giorni il gruppo non mi stava entusiasmando. Si, c’era un moro che saltava come un grillo, c’era un buon tiratore, ma non riuscivo a valutare bene il potenziale della squadra. In panchina un giovane alla prima esperienza come capo allenatore, Gigio Gresta, che giorno dopo giorno si è rivelato molto bravo nel costruire l’amalgama e navigato nell’allenarci. Dopo le prime giornate, però, mi resi conto che potevamo andare lontano… Naturalmente, proprio perché la fortuna è cieca e la sfiga ci vede benissimo, nella fase a orologio prima dei play off, il nostro americano Whiting si ruppe un ginocchio e fu costretto a fermarsi per lungo tempo. Ma proprio questo infortunio si rivelò, a mio avviso, la chiave di volta della stagione. Il posto di Whiting, infatti, fu preso dall’allora sesto uomo Brett Blizzard… che si dimostrò all’altezza di ogni situazione, contro qualsiasi squadra, e in qualunque ambiente. L’altro episodio che ebbe un effetto positivo devastante sulla nostra squadra e sull’esito della stagione avvenne negli spogliatoi di Scafati. Avevamo appena perso gara4 del primo turno di play off e la sfida era in perfetta parità: 2-2. Ci saremmo giocati tutto nella “bella” tre giorni dopo a Jesi. Noi eravamo di gran lunga più forti di loro, ma venivamo da due sconfitte che avevano rimesso in equilibrio la serie. Sconfitte maturate anche a causa del nostro

Rocca, Singleton, Rossini e il presidente di Lega Valentino Renzi dopo il successo a Bologna

americano James Singleton, il giocatore con più talento della squadra, ma anche molto giovane e quindi per certi versi più difficile da gestire. Quella sera, però, aveva superato ogni limite: sembrava non gliene fregasse nulla della partita, non l’avevo visto lottare come sapeva, mi era parso di cogliere sul suo volto un distacco netto rispetto al resto della squadra, quasi non vedesse l’ora di finire quell’avventura a Jesi per tornarsene a casa. La scintilla che provocò i fuochi d’artificio fu vedere Singleton che rideva e ascoltava musica prima di entrare in doccia. Apriti cielo! Ma come? Avevamo appena sprecato l’occasione di andare in semifinale, ci toccava giocare tutto in 40 minuti e lui rideva? Gli sono andato vicino a muso duro e ho cominciato a inveire contro di lui: “Se non vuoi più giocare devi avere il coraggio di dirlogli ho gridato a un centimetro dalla sua facciase non ti va più bene tornatene a casa, ma non prendere per il culo i tuoi compagni di squadra che sputano l’anima. Tira fuori le palle se le hai, anche se mi sembra che tu non le abbia proprio”. E lui cosa ha fatto? Mi ha guardato e ha sorriso senza dire una sola parola. Se possibile, la situazione si stava aggravando ancora di più. Ero una furia. Nero di rabbia. E con me Mason, che lo ha affrontato con fare minaccioso. Per qualche secondo ho temuto seriamente che venissero alle mani. Intanto Brett provvedeva a piazzarsi davanti alla porta dello spogliatoio impedendo a chiunque di entrare. Al di là c’erano solo Mason e James quasi naso contro naso. In inglese strettissimo Rocca stava investendo di parole il suo compagno, proseguendo nella strada

Singleton James

che avevo tracciato io. … Vi giuro che quel quarto d’ora è stato uno dei più intensi della mia vita da giocatore: tremavano i muri dello spogliatoio di Scafati. E tutti gli altri giocatori erano solidali con me e Mason. Forse per James era giusto rifletterci. Più tardi, sulla strada di ritorno a Jesi, il pullman si fermò all’autogrill  perché dovevamo cenare. Eravamo seduti quando a un tratto vidi arrivare la sagoma di James. Puntava verso di me. “Oddio Lupo, siamo al secondo round” pensai in una frazione di attimo. Invece il nostro americano aveva tutt’altre intenzioni: “Scusami Lupo” mi disse prima di abbracciarmi davanti a tutti… Da quel momento non abbiamo sbagliato più una sola partita…L’AURORA VOLA IN A1: A BOLOGNA L’APOTEOSI Fra noi e la promozione in A1 c’era “solo” la Virtus Bologna, la nobile decaduta, partita con grandi ambizioni e finita, nella stagione regolare, dietro di noi… Dovevamo andare a Bologna per gara 3. Durissima ma decisiva… Palla a due e tutto come previsto. Ho alzato lo sguardo verso il tabellone dopo circa dieci minuti e ho visto + 15 per noi; l’ho rialzato a due minuti dalla fine del match quando sono uscito dal campo e segnava +25 per noi. In mezzo trenta minuti di pallacanestro giocata alla perfezione con sorrisi stampati in faccia, con gente che si buttava su tutte le palle vaganti, con pacche sulle spalle o sul sedere, con cinque alti a ogni azione ben fatta, con abbracci fra tutti noi, con solo la voce del pubblico di Jesi che risuonava nel tempio del basket italiano. Attimi indimenticabili che nessuno potrà mai togliermi e che resteranno per sempre nella mia memoria e nella mia pelle.. E poi alzare il trofeo davanti a un gruppo di compagni in lacrime per la gioia immensa e vedere i nostri tifosi, la nostra gente, osannarci sulle gradinate è stato impagabile. In quei momenti mi è passata davanti agli occhi la mia vita sportiva come fosse un film accelerato a mille… Siamo tornati a Jesi a notte fonda e la città era ancora sveglia ad aspettarci, soprattutto quei 4000 che avevano visto la partita sui maxischermi. Vedere l’entusiasmo, la gioia, l‘esaltazione dei tifosi in piazza – soprattutto dei ragazzi dell’ Avanguardia che non si erano persi una sola trasferta – fu speciale. Proprio con loro ho avuto sempre un bellissimo rapporto fatto di genuinità, sincerità, schiettezza. Un gruppo, l’ Avanguardia, quasi anarchico perchè non legato a logiche di alcun tipo, ma autogestito. Quell’anno anche loro si sono conquistati meritatamente una fetta della nostra promozione… Se ripenso a quell’anno e a quei giorni mi viene ancora la pelle d’oca. Il mio sogno era diventato realtà.

 

Da via Tabano a viale Cavallotti il percorso è breve: Marco Strappini

Strappini Marco

243 presenze con la maglia leoncella il capitano Marco Strappini in occasione della mostra per i 90 anni di storia della Jesina è stato il giocatore più votato dai tifosi e lui per ringraziare ha scritto: “Ciao a tutti, non saprei da dove iniziare con i GRAZIE ma ci proverò passo passo. Dopo alcuni mesi passati lontano dal mondo leoncello è stato emozionante ristudiare la storia della Jesina nella mostra che ha ripercorso i primi 90 anni di questa ‘nostra’ Storia. La storia della fede che unisce generazioni sotto un’unica grande bandiera, quella biancorossa. Grazie quindi a chi ha voluto fortemente questa mostra e che l’ha allestita in maniera impeccabile e suggestiva: da Michele Grilli, a Francesco Cherubini passando per Marco Pigliapoco, Sandro Cossu e tutti gli altri che si sono adoperati per realizzare un qualcosa di speciale…le presenze quotidiane da record di tanti appassionati ne sono, credo, la testimonianza più tangibile e gratificante per gli organizzatori. Ricevo questo riconoscimento con stupore ma tanto tanto orgoglio. Essere accostato a leggende come Micheloni, Ceppi, Garbuglia e gli altri per me è già stata una soddisfazione infinita, sapere poi di aver ricevuto più voti di tutti mi ha lasciato, credetemi, COMMOSSO. Ringrazio la società Jesina Calcio e tutti i dirigenti, magazzinieri, giocatori, allenatori e amici che in questi anni ho avuto la fortuna di conoscere, dal presidente Marco Polita a tutti gli altri…è vero, negli ultimi periodi ci sono state delle tensioni ma se è anche vero che la Jesina è una famiglia e che tutti noi ne facciamo parte, credo sia normale che ci siano momenti meno felici di altri, l’importante è riconoscersi sempre sotto la stessa BANDIERA. Grazie al pubblico di Jesi, ai ragazzi della curva in particolare che mi hanno sempre dimostrato un’affetto incondizionato e che spero di aver ricambiato spendendo tutto quello che potevo ogni domenica in campo. Difendere la maglia ovunque e comunque è stata sempre mia la priorità e dovrà esserlo per chi avrà la fortuna di indossare questi colori in futuro. L’augurio è semplicemente questo, che la passione di tanti e tanti cuori venga premiata con un futuro il più possibile esaltante. Questo riconoscimento ha nel mio cuore un valore assoluto, lo voglio dedicare a mio padre e mia madre, miei tifosi e quindi della Jesina che mi hanno seguito in silenzio al Carotti e sui campi di tutta Italia. Ho ricevuto la notizia del riconoscimento in anteprima proprio il giorno della festa del papà…un piccolo segnale che non mi ha lasciato indifferente. Ragazzi, un abbraccio a tutti, ci vedremo prestissimo allo stadio se IL GRANDE Marco Pigliapoco riuscirà a mettere insieme i ‘pezzi’ e sempre FORZA JESINA!!!!!”

Michele Maggioli, l’americano della Legadue

Michele Maggioli al Palatriccoli, battendo Jesi, aveva conquistato la serie A con la maglia del’Avellino. A Jesi, sempre su quelle tavole, da giocatore dell’Aurora ha ricevuto una infinità di applausi. Al Palatriccoli è stato omaggiato dal popolo del basket nel giorno del suo addio alla pallacanestro giocata. A Jesi ora è ritornato come dirigente per cercare di riportare il club ai fasti di un tempo.

Maggioli, maglia numero 5 ritirata

Anche per me è giunto il momento di dire addio a questo sogno che dura ormai da più di venti anni che è il basket giocato. Si un sogno! Perché cosi l’ho vissuto e ne sono sempre stato consapevole, fin dall’inizio. Smetto felice, pieno e sereno nell’aver dato tutto ciò che avevo fisicamente, mentalmente ed emotivamente e con la consapevolezza di avere anche ricevuto indietro tantissimo. Se ripenso da dove sono partito mi commuovo. Vedo quel bambino che in prima elementare era alto come quelli di quinta e che in terza aveva già superato le maestre. Mi ricordo quando in quarta elementare mi hanno detto che la Scavolini aveva vinto lo scudetto e non riuscivo a capire, perché per me bambino cresciuto in periferia, la Scavolini era semplicemente la fabbrica dove lavoravano alcuni miei vicini di casa o amici di famiglia. Ricordo quando a 11 anni giocavo ancora con he-man o a nascondino con i miei coetanei e gli adulti mi guardavano perplessi perché sfioravo il metro e ottanta! Non era facile trovare una collocazione, madre natura mi aveva dato tanto e a volte sembrava quasi troppo. Poi una persona, che non smetterò mai di ringraziare, mi disse che i ragazzi con le mie qualità non nascono tutti i giorni, mi fece sentire speciale e mi diede una visione, la possibilità di vivere un sogno e sopratutto di trovare la mia dimensione. Un mondo in cui i ragazzi avevano i miei stessi problemi nel trovare i vestiti o le scarpe, la stessa impopolarità ed impaccio con le ragazze, ma sopratutto lo stesso sublime sogno. Ne è passato di tempo da allora e adesso con tenerezza rivedo gli stessi occhi sognanti in mio figlio che gioca a calcio. Gli auguro di cuore di fare il mio stesso percorso o anche meglio perché le esperienze che ho avuto, l’opportunità di vivere, le persone che ho conosciuto, i luoghi che ho visitato sono stati il vero valore aggiunto di questo viaggio. 

premiazioni Maggioli – Montoro

A volte mi chiedono dei sacrifici che ho fatto ma in cuor mio so che il sacrificio grande sarebbe stato costringere me stesso ad andare a ballare la domenica pomeriggio al Colosseo (mitica discoteca di Montecchio) come facevano tutti i miei coetanei invece di andare al campetto a fare un 21 o un giro d’Italia. In una carriera lunga 22 anni sono state tante le persone che hanno incrociato la mia vita e lasciato un segno tangibile. Ringraziarvi tutti è difficile ma ci provo. Inizio dai miei genitori e dalla mia famiglia. Grazie per avermi sempre lasciato libero di decidere, per non aver mai interferito e avermi dato fiducia. La vostra umiltà è stata esemplare. A mio fratello e mia sorella che sono sempre stati i miei primi tifosi senza darlo a vedere. Vi voglio bene. Grazie al mio prof di educazione fisica delle medie, Renzo Amadori. La scintilla l’hai accesa tu, chi mi ha apprezzato sul campo lo deve a te. Ai miei allenatori del settore giovanile, siete stati super nell’insegnarmi i fondamentali del basket ma soprattutto i valori che regolano questo sport e la vita in generale. Ai preparatori atletici che con competenza hanno lavorato sul mio fisico un pò particolare, dedicandomi attenzione e scrupolosità anche in momenti e orari straordinari. Alle quattro società a cui devo di più e a cui mi sono legato maggiormente. La V.L Pesaro per avermi cresciuto e formato. Ricordo ancora quando ritornai a casa con la borsa e il materiale dopo il primo allenamento. Mi svegliai 2/3 volte nella notte per controllare se la borsa era ancora lì, appoggiata sul comò e che fosse tutto vero. La Scandone Avellino che mi diede la possibilità di giocare la mia

Tifosi jesini ed imolesi pro Maggioli

prima vera stagione importante. Mi accolse con tanto affetto e mille attenzioni, ma sopratutto mi diede l’opportunità di conoscere una terra stupenda e persone che ancora oggi sono nella mia vita. Un immenso grazie all’Aurora basket Jesi dove ho vissuto in assoluto i miei anni migliori, dove è nato mio figlio e luogo che sento ancora intimamente casa. Infine grazie all’Andrea Costa Imola che ha avuto il coraggio di puntare su di me a 38 anni suonati e mi ha dato la chance di un colpo di coda di fine carriera in grande stile. Grazie al mio primo e unico agente in 22 anni da pro, Stefano Meller. Ho sempre faticato a vederti come un agente, per me sei sempre stato un amico, un fratello maggiore. Grazie per avermi accompagnato, tutelato, rispettato anche quando abbiamo avuto visioni differenti e grazie sopratutto per esserci sempre stato anche per problemi che con il basket avevano poco a che fare. Grazie a tutti i miei coach da senior. Qualcuno di voi sarà sempre un riferimento importante un mentore. Grazie anche ai coach con cui il rapporto non è mai sbocciato, perché per fare funzionare le cose bisogna sempre essere in due, mi avete dato lo spunto per guardarmi dentro e capire qual era il mio di pezzo da sistemare. Grazie a tutti i miei compagni di squadra. Qualcuno di voi è diventato un fratello acquisito e con tantissimi altri è nato un rapporto di stima e affetto sincero. I vostri valori, il vostro spirito di sacrificio e la vostra onestà è da campioni veri. Fiero di aver lottato con voi. Grazie a tutte le persone che hanno fatto parte dello staff dirigenziale, tecnico e sanitario delle squadre in cui ho giocato, perché so bene quanto posso essere rompicoglioni quando voglio, ma voi avete sempre avuto tanta pazienza e disponibilità. Grazie ai tifosi. A quelli che mi hanno sempre sostenuto, che sono la maggior parte, e anche a quelli che mi hanno un pò massacrato perché cercare di chiudervi la bocca è stato uno stimolo. Grazie ai giornalisti, siete una parte importante del movimento, anche se a volte non vi viene riconosciuto, continuate con il vostro contributo con passione e pazienza. Grazie ai tanti arbitri che mi hanno arbitrato, so che il vostro non è un lavoro facile e, anche se non sempre vi ho aiutato, avete tutto il mio rispetto. Un grazie anche a tutti gli imprenditori che continuano ad investire nello sport più bello del mondo. Il pensiero va inevitabilmente a Scavolini e a Fileni e al contributo che hanno dato. Sono convinto che ritroveremo presto la strada per far tornare il nostro amato basket italiano al livello che merita. Grazie agli amici veri, quelli che si contano sulle dita di una mano. Voi che avevate il coraggio di chiamarmi anche il lunedì dopo una sconfitta. Il vostro conforto, la vostra presenza, il vostro affetto e la vostra onestà mi hanno accompagnato tutto il tempo e sempre mi accompagneranno. Un grazie gigante a mio figlio Matteo che in questi anni ha dovuto sopportare i miei orari, le mie partite, le mie corse in macchina, le mie trasferte, le feste e le ricorrenze sui campi. Sei stato una spinta incredibile in questi 9 anni, una motivazione in più e il protagonista dei miei momenti più felici anche dopo le sconfitte più cocenti. Un grazie particolare ad una persona che sarà sempre speciale per me, che è la mamma di mio figlio, e non c’è niente altro da aggiungere. Grazie a te che adesso mi dovrai sopportare in casa, guarda che sono ingombrante! Due capitani sotto lo stesso tetto, un solo palcoscenico da dividere per due personalità importanti. Sarà come è sempre stato, con tenacia, passione, riconoscenza, sensibilità, amore e a volte un po’ di sacrificio. Anche questa squadra farà il suo percorso nella vita del futuro che verrà. E per chiudere grazie a me e a quel ragazzino impacciato in quel corpo da gigante che faticava a trovare il suo posto nel mondo e che ha afferrato un sogno, visualizzandolo così tante  volte che lo ha fatto diventare realtà. Il vostro Michele#5

Evasio Santoni

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SPORT / Contributi a tasso zero per le società dilettantistiche

Emergenza sanitaria Covid: prevista pure la sospensione per i singoli privati impegnati nello sport delle rate dei mutui da marzo a settembre 2020

JESI, 6 maggio 2020 – Provvedimenti a favore delle società sportive in un periodo di emergenza sanitaria legata al Covid-19.

In arrivo infatti finanziamenti a tasso zero destinati a far fronte alle esigenze di liquidità collegate all’emergenza sanitaria in atto a favore dei club dilettantistici, di qualsiasi disciplina sportiva, iscritti al Coni.

Finanziamenti, minimo e massimo

Si va da un minimo di 3000€ a un massimo di 25000€ in riferimento all’ultimo bilancio (2018) o alle entrate rendicontate del 2018.

La durata è di 6 anni dei quali 2 di pre ammortamento e 4 di ammortamento.

La prima rata da restituire dopo 2 anni.

Le Ssd e le Asd potranno farne richiesta all’Ics (Credito Sportivo Italiano).

Possono accedere a tale prestito anche le società iscritte al Csi (centro sportivo italiano).

Rata mutui sospesa per singoli privati

Oltre agli aiuti alle società sportive il Credito Sportivo interverrà anche con i singoli privati impegnati nel settore sportivo per la sospensione, qualora venga fatta richiesta, del pagamento delle rate dei mutui contratti senza costi aggiuntivi in scadenza da marzo a settembre 2020.

(e.s.)

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AMARCORD / Calcio a cinque: quando Jesi era in serie A

Allenatore Roberto Osimani, vice Sandro Ceccarelli; prima una finale nazionale di Coppa Italia poi altri due campionati nella massima serie

JESI, 5 maggio 2020 – Quando si parla di serie A, a Jesi, si pensa solo a basket e volley.

Non è così perché anche il calcio a cinque ha vissuto stagioni importanti nella massima serie nazionale.

E se la stagione 95-96 è stata importante per la pallacanestro targata Sicc lo è stato altrettanto per il C5, il primo campionato di serie A1 della storia del calcetto Jesino.

Il calcio a cinque a Jesi è nato praticamente al Circolo Cittadino.

E lì si è sviluppato e conquistato le platee nazionali grazie alla passione e competenza di tre personaggi chiave: Marcello Liuti, Bruno Sassaroli e Alessandro Ciccarelli.

La squadra si impone subito al primo posto nel campionato di serie A regionale e poi la Coppa Marche ottenendo il diritto a partecipare alla fase nazionale della Coppa Italia.

La Coppa Marche viene vinta anche nella stagione 1987-88, mentre l’anno successivo la squadra si piazza al terzo posto.

Dal 1990-91 al 1993-94 la squadra del Circolo Cittadino gioca nel campionato nazionale in serie B, ottenendo sempre ottimi risultati, fino alla promozione, nel 1994-95, nel campionato di serie A2.

Nel 1995 la squadra ottiene un risultato di assoluto prestigio con la conquista della finale nazionale di Coppa Italia dopo aver eliminato ben tre avversarie della serie A.

Recchi Pietro

Il quintetto Jesino, che partecipa al campionato di serie B, è di qualità e livello (foto di copertina) ed annovera elementi come Giusti, Sebastianelli, Recchi, Stronati, Carbini, Braconi, Mancinelli, Diomaiuta, Spuriforotti, Gianangeli.

Allenati da Sandro Ciccarelli eliminano una dietro l’altra, in gare di andata e ritorno, la Giampaoli, Scudo, Chieti, Fiumicino (A), Tomimi Jm (A) e Hellas Verona (A) e conquistano la finalissima di Saint Vincent in Val D’Aosta contro il Torrino Roma.

In finale però, contro l’avversaria che al termine della stagione vincerà lo scudetto, non c’è nulla da fare e viene battuta per 3-1.

E’ anche la stagione della convocazione di Pietro Recchi in maglia azzurra con la nazionale italiana.  

Qui rimane per due anni, dopodiché ancora una promozione, 1996-97, questa volta in serie A.

L’apparizione nella massima serie dura solo un campionato ma la stagione successiva, in serie B, vince di nuovo e ritorna nella massima serie dove staziona per due stagioni consecutive: la prima si salva, la seconda retrocede.

Poi nella categoria inferiore, ma l’assenza di sponsor fa perdere un po’ a tutti entusiasmo e voglia di fare grande cose, sfiorando però di nuovo il ritorno in serie A.

Osimani Roberto

Allenatore degli anni importanti del C5 a livello nazionale è Roberto Osimani, proveniente da Chiaravalle, con un passato di buon giocatore, che sostituisce Sandro Ceccarelli che non può più dedicare il tempo necessario per impegni di lavoro, praticamente il padre jesino di questo sport, che resta in società sempre con collaborazioni importanti, attive e qualificate.

Il club leoncello, dopo anni di assenza, riparte dalle categorie inferiori e nel 2006-07 cambia denominazione in Associazione Sportiva Nuova Jesina Calcio a 5 sfiorando il ritorno in serie B venendo però sconfitta nella finale dei play-off regionali.

L’estate successiva la società si fonde con un club di Castelfidardo cessando la sua ventennale attività sportiva. 

Il calcio a cinque a Jesi tuttavia è sempre praticato e si verifica una sorta di ritorno di fiamma.

Foto e pagine di giornale storiche

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A colmare il vuoto ci pensa la società Acli San Giuseppe che in pochi campionati ritorna in Serie B grazie alla vittoria nella Coppa Italia di Serie C.

Jesi calcio a 5 Coppa Marche

Poco dopo il club, ancora una volta per mancanza di fondi, si auto-retrocede nei tornei regionali per poi scomparire.

Nell’estate 2013 viene fondato lo Jesi calcio a 5.

Al ritorno in palestra la nuova squadra centra subito la promozione nel campionato di Serie C2 e nel 2016-17 la C1.

Nella stagione 2018-19, storia recente, vince la Coppa Italia regionale e prende parte alla fase nazionale venendo eliminata al 1º turno dal Palmanova. Allenatore Gabriele Pieralisi.

Un po’ di storia del primo campionato in serie A.

Il primo campionato della storia del calcetto di Jesi in serie A vede il debutto con sconfitta a Milano contro i vice campioni in carica.

Il debutto al Palatriccoli, il sabato pomeriggio l’impianto di via Tabano è sempre pieno di tifosi come dimostra l’immagine a lato, è contro la Bnl Roma.

Una stagione difficile da difendere considerato che le retrocessioni saranno ben 4 e la quint’ultima con la sest’ultima parteciperanno a loro volta ad altri spareggi per mantenere la massima divisione.

Le squadre partecipanti sono 18: Bnl Roma, Milano, Torino, Pomezia, Palermo, Lazio, Augusta, Reggio Calabria, Genzano, Cus Chieti, Roma Lamaro, Padova, Prato, Ficuzza, Afragola, Jesina C5, Palmanova, Pescara.

La Jesina è sponsorizzata OXL, allenata appunto da Roberto Osimani e Sandro Ceccarelli vice.

L’avvio è terribile: 4 gare 4 sconfitte. Poi il pari casalingo contro il Pomezia.

Bilò David

Ricordi indimenticabili. Una partita questa dominata soprattutto nel primo tempo e che a cinque minuti dal termine vedeva Jesi sul punteggio di 4-2. La paura di perdere e l’emozione del primo successo in serie A giocò un brutto scherzo a Genangeli, Bilò e compagni. A sei secondi dalla fine ancora 4-3 e palla sui piedi di Jesi per un fallo laterale. Sta di fatto che il quintetto leoncello è riuscito a perdere palla, far battere un angolo agli avversari e battuto il portiere Filiputti per l’incredibile pareggio.

La squadra del presidente Liuti perde ancora in casa col Palmanova ma poi va a vincere a Chieti e supera in casa il Prato, la rivale di sempre. 11 gare 7 punti.

Alla fine del girone d’andata la squadra è penultima in classifica con 14 punti alla pari con Palmanova e Roma Lamaro. Ultima a 5 punti Afragola, quintultima con 17 punti Ficuzza.

La prima del ritorno, pari interno contro Milano capolista, crea ottimismo in tutti.

Ed  invece non ne va più bene una ed il trend di risultati negativi, 10 gare 0 punti, vede la Jesina sempre penultima con 15 punti dopo 25 partite e ben 12 punti da recuperare  per sperare almeno negli spareggi.

Sta di fatto che la squadra non molla. Batte il Chieti, pareggia a Palermo e batte in casa il Ficuzza: 22 punti in classifica ed 8 da recuperare sul Pescara quintultimo.

Le ultime cinque partite, un solo successo: 5-4 sull’Angolana.

Classifica finale: BNL 80; Lazio 74; Milano 68; Torino 67; Augusta 62; Petrarca 57; Palermo 52; Genzano 50; Pomezia 48; Reggio Calabria 45; Prato 44; Chieti 42; Roma 37; Angolana 33; Afragola 29; Jesina C5, Ficuzza 25; Palmanova 23.

Il campionato fu vinto dalla Lazio che in finale play off superò la Bnl Roma al meglio di tre gare per 3-0: 1-0, 5-3,6-3.

La rosa della squadra: Braconi Marco, Giusti Paolo, Animobono Cristiano, Maggiori Luca, Pucci Davide, Recchi Pietro, Filiputti Andrea, Fioretti Sandro, Bonucci Andrea, Severoni Francesco, Bilò David, Gianangeli Roberto.

Evasio Santoni

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CALCIO / Rinviato il Consiglio Federale, via alla riforma: una rivoluzione

Serie B con due gironi, via la Legapro; terzo campionato semiprofessionistico; via la serie D ritorna l’Interregionale

JESI, 5 maggio 2020 – Il Consiglio Federale dell’8 maggio, giorno fatidico per stabilire la fine dei campionati in sospeso dopo l’emergenza coronavirus, è in discussione e con ogni probabilità potrebbe essere rinviato.

Insomma il calcio si prende ancora tempo per decidere, al contrario di tutte le altre discipline, e cosa fare.

Il tutto però sembra condizionato dal fatto che l’incontro con il Comitato medico-scientifico per discutere le criticità del protocollo sanitario, indispensabile per stabilire l’eventuale ripartenza, sia slittato.

Sembra tuttavia una sorta di giustificazione, di un rinvio tecnico legato ad un qualcosa di più importante, se fosse tutta verità, e che riguarderebbe l’eventuale riforma dei campionati professionistici dove la discussione avviata da tempo sembra aver trovato una soluzione.

L’emergenza Covid avrebbe portato ad una riforma storica del calcio a tutti i livelli.

Chi ha lavorato a tale progetto sembra aver trovato la soluzione riducendo i club professionistici attualmente 100 (20 squadre in serie A, 20 in B, 60 in Legapro divise in tre gironi) a 60: serie A, 20 squadre; serie B, 40 squadre di due gironi composta anche da 20 club promossi dalla serie C.

Poi terzo campionato italiano formato dalle altre 40 formazioni della Legapro e dalle vincenti della serie D e a diversi ripescaggi. Questo campionato diventerà una sorta di semiprofessionismo.

Via dunque la serie D per ritornare la vecchia Interregionale con 8 gironi da 18 squadre composti da quelle formazioni che attualmente sono in serie D che non salgono nel terzo campionato oltre alle neo promosse dall’Eccellenza compreso molti ripescaggi.

Questa soluzioni, se attuata, sarebbe una vera e propria rivoluzione con l’inevitabile chiusura di tanti club.

(e.s.)

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CICLISMO / Pronti a ripartire, a settembre a Jesi passa la Tirreno Adriatico

Doveva disputarsi dall’11 al 17 marzo si correrà invece dal 7 al 14 settembre prossimo

JESI, 5 maggio 2020 – Il ciclismo è pronto a ripartire.

L’Unione Ciclistica Internazionale ha programmato di nuovo la stagione, in generale, e niente andrà perso.

Il 1 Agosto ci sarà Strade Bianche, l’8 la Milano-Sanremo, dal 7 al 14 settembre la Tirreno-Adriatico e dal 3 al 25 ottobre il Giro d’Italia.

Tutto era stato fermato a causa dell’emergenza Covid ed ora tutto ripartirà.

Per ciò che riguarda la 55° edizione della Tirreno Adriatico la corsa passerà anche per Jesi.

Si doveva disputare dal 11 al 17 marzo e per ciò che riguarda la sesta tappa la Castelfidardo-Senigallia di km 174 con passaggio a Jesi, grazie anche al Comitato Jesi Gran Ciclismo dopo la perfetta organizzazione dell’arrivo in viale della Vittoria della tappa della scorsa edizione, proveniente da Polverigi e diretta a Monsano per proseguire verso San Marcello sarà effettuata il 13 settembre.

(e.s.)

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JESI / Tifosi al fianco dei servizi sociali, un gesto di grande responsabilità

Hanno consegnato bancali di detergenti e prodotti per l’igiene donati dalla Croce Rossa Italiana comitato di Jesi. La soddisfazione dell’assessore Marialuisa Quaglieri

JESI, 5 maggio 2020 – I tifosi dell’Aurora basket e della Jesina calcio si dimostrano sempre più meravigliosi al fianco dei servizi sociali.

Sono quelli della ‘Curva Nord Jesi basket‘ e quelli del ‘Eppure il vento soffia ancora’ che in tempo di emergenza sanitaria per il Covid-19 hanno contattato l’assessore ai servizi sociali Marialuisa Quaglieri mettendosi a disposizione: “Noi ci siamo, pronti a dare una mano”.

 

Sin dall’inizio dell’epidemia infatti stanno supportando i servizi sociali in piccole ma importanti attività.

Questa mattina hanno scaricato presso l’Adra bancali di detergenti e prodotti per l’igiene: saponi, shampi, bagnoschiuma, gel igienizzanti e quant’altro che molte famiglie fanno fatica a permettersi, ora che si sono azzerati anche quei pochi redditi che riuscivano ad ottenere con lavori saltuari.

A donarli è stata la Croce Rossa Italiana che, tramite il comitato di Jesi presieduto da Francesco Bravi, si è coordinato con il Comune per una equa distribuzione delle risorse di prima necessità tra le varie associazioni che a Jesi sono in prima linea per aiutare le famiglie in difficoltà.

Come l’Adra, appunto, l’associazione della Chiesa Cristiana Avventista che è già protagonista nel Tavolo della Solidarietà.

Ma anche per la Caritas i tifosi jesini non hanno lesinato il loro prezioso aiuto, andando a consegnare a domicilio la spesa e generi alimentari alle famiglie segnalate dall’associazione cattolica.

“Ragazzi straordinari che spontaneamente si sono rivolti a me per dare la loro disponibilità” sottolinea l’assessore Quaglieri che aggiunge: “Il bello è che ogni volta che vengono chiamati si rendono subito disponibili, eseguono il tutto alla perfezione e si dichiarano immediatamente pronti per un’altra attività. Un supporto importante per il terzo settore e per le tante associazioni attive che hanno bisogno di una mano concreta per gestire il flusso di beni che arriva per destinarli ai nuclei familiari più fragili. In questo contesto un ringraziamento va speso anche per la Croce Rossa che davvero sta compiendo un lavoro straordinario sul territorio con innumerevoli servizi.  L’ho già comunicato al presidente Bravi: la loro azione è stata davvero straordinaria”.

(e.s.)

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CALCIO DILETTANTI / L’ora delle decisioni: campionati, mutui e fondi straordinari

venerdì 8 maggio confermato il consiglio federale della figc; si riprenderà solo in assoluta sicurezza dunque per il momento non si gioca

JESI, 5 maggio 2020 – Il calcio arriverà per ultimo ma in cantiere ci sono importanti novità.

In attesa del Consiglio Federale di venerdì prossimo 8 maggio dove oramai è pressochè certo che sarà messa la parola fine ai campionati dilettantistici, dalla Serie D alla Terza Categoria, fermatisi due mesi fa causa coronavirus, ed in attesa delle decisioni che verranno prese circa l’esito finale degli stessi, il ministro dello Sport Spadafora è stato chiaro.

In sintesi ha detto che si riprenderà solo in caso di sicurezza e se ci saranno le condizioni per farlo.

Ergo, i dilettanti non riprenderanno. 

Di conseguenza ogni data ipotizzata per la ripartenza è prematura non escludendo, addirittura, che neanche per settembre esiste la certezza di una ripresa.

Ma la cosa più importante e che riguarda tutte le società, ed i rispettivi settori giovanili, è che il ministro ha anticipato dei provvedimenti per aiutare migliaia di club e lo sport base, come riportano gran parte dei quotidiani nazionali: “100 milioni del Credito Sportivo di cui il 70% per le associazioni dilettantistiche e mutui a tasso zero”. Inoltre “verrà stanziato un fondo straordinario a fondo perduto per le società di base”.

Insomma aiuti per tutte quelle società, come nei giorni scorsi aveva chiesto il presidente della Lnd Cosimo Sibilia, che avranno difficoltà a ripartire.

Poi, dopo il Consiglio Federale di venerdì, la palla passerà ai Comitati Regionali. Tuttavia è pressoche certo che le scelte saranno unitarie e non come ha fatto la politica che il Governo centrale ha emesso dei decreti e i Governatori con i Sindaci ci hanno poi messo del loro, a torto o a ragione.

Evasio Santoni

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JESI / Roberto Mancini sui pedali per ritornare all’aria aperta

Il percorso fuori comune fino a Serra San Quirico, Maiolati e di ritorno a Jesi per via Piandelmedico e Borgo Minonna

JESI, 4 maggio 2020 – Caduto l’obbligo di muoversi entro i 200 metri dalla propria abitazione Roberto Mancini, insieme a Massimo Albonetti hanno preso la bici e, come ai vecchi tempi riferito ad alcune settimane fa, prima del tutti dentro per il Coronavirus, hanno pedalato.

La voglia di tornare all’aria aperta era tanta e tale che il Commissario Tecnico della Nazionale di Calcio Italiana, dopo circa due mesi d’obbligo in casa, come tutti gli italiani, è salito in bicicletta rispettando la distanza di due metri con il suo compagno di viaggio.

Non essendoci più l’obbligo di rimanere vicino casa per l’attività motoria e potendosi spingere anche fuori Comune i due hanno percorso il tragitto da Jesi fino a Serra San Quirico. Poi Scisciano, nel Comune di Maiolati, Piandelmedico e Borgo Minonna di ritorno a casa.

Mancini ha preso alla lettera l’invito del suo collega ed amico Davide Cassani, ct azzurro del ciclismo, pedalando con giudizio, responsabilità e rispettosi al massimo anche verso gli altri.

Nei prossimi giorni altra uscita e forse il gruppo amatoriale del pedale jesino aumenterà ma sempre nel rispetto delle normative.

Mancini resterà a Jesi, a casa sua, vicino ai suoi genitori, per altri giorni in attesa del Consiglio Federale della Figc che si riunirà venerdì 8 maggio per prendere la decisione definitiva su come e quando riprendere il campionato di serie A oltre a decidere sul calcio in generale per tutti i campionati compresi quelli dilettantistici.

A quel punto anche l’attività della nazionale di calcio potrebbe rivedere una ripresa se non altro programmare come e quando iniziare con i primi raduni.

Posticipati gli Europei a giugno del 2021 il calendario prevederebbe la Nations League  con le partita del 4 settembre 2020  e del 7 settembre 2020 Italia-Bosnia e Olanda-Italia.

(e.s.)

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AMARCORD / Basket Jesi, 2005-2006: supplementare inedito e cronaca nera

Sicc-Ferrara terminata 4 giocatori contro 3 con patron Latini sugli spalti colto da malore; incidente stradale a Montonari, Dorsey e Kabba

JESI, 4 maggio 2020 – Sicc Aurora basket, stagione 2005-2006.

Felicaldi, Banchi, Latini

Dopo l’esperienza in serie A la Sicc Bpa ritorna in Legadue e riparte con Luca Banchi in panchina.

L’allenatore di Grosseto, una vita nella pallacanestro Livorno, sceglie Jesi per lanciarsi nel grande basket fuori dalla Toscana.

Con lui, per rilanciare il basket a Jesi, arriva Romain Sato, ala-piccola uscita da Xavier University, che nella città marchigiana riuscirà a far esplodere tutto il suo talento e potenziale per poi salire, negli anni successivi, agli onori dell’Nba americana.

E’ stato per il basket jesino un anno sportivo pieno di soddisfazioni ma anche di sofferenze.

Dorsey (di schiena), Watson, Casini, Maggioli, Montonati, Rossini

Un anno segnato in campo e fuori da episodi difficilmente dimenticabili: dalle 200 partite in maglia aurorina di ‘Lupo’ Rossini; alle 500 gare con la Sicc di Alfiero Latini sponsor.

Ma anche l’anno in cui si ricorderà l’incidente d’auto notturno di Montonati, Dorsey e Kabba, usciti dalla discoteca, nella settimana della trasferta a Scafati.

L’incidente si verificò nei pressi di Porto Recanati con l’auto con la quale viaggiavano i tre finita fuori strada.

I giocatori jesini furono trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche per accertamenti.

Un episodio che ha segnato, ovviamente, anche la stagione sul piano sportivo con la squadra che da quell’episodio in poi, senza i tre americani, ha perso tutte le partite fino alla fine della regular season.

In classifica generale la squadra ottenne il nono posto ed il primo turno di play off contro Ferrara giunta seconda.

Gara3 con Ferrara al Palatriccoli venerdì 5 maggio 2006: esattamente 14 anni fa!

Una serata caratterizzata dal malore accusato durante la partita da Alfiero latini, seduto in tribuna.

Latini – Belcecchi

Un attacco cardiaco fortunatamente tamponato dagli interventi di alcuni medici presenti nell’impianto di via Tabano e poi la corsa per trasferire il patron verso il Lancisi di Ancona.

Una serata caratterizzata da una gara, quella sulle tavole da gioco, terminata con due tempi supplementari, l’ultimo dei quai durato otre 17 minuti (nel video allegato tutto il tempo supplementare).

E poi, cosa insolita in una partita di basket, con la Sicc perdente ma in superiorità numerica di 3 giocatori contro 5.

Gara1 (82-72) e gara2 (95-83) aveva visto vincere Ferrara in casa e presentarsi al Palatriccoli con la serie in suo favore per 2-0.

Alla Sicc il compito di ribaltare la situazione e riportare Ferrara alla finale in casa propria. Nella foto quanto scrisse Gianluca Petronio alla vigilia di gara3 nella sua rubrica ‘appunti di viaggio’ su Basket Notizie, il giornalino della società diretto dal collega Gianni Angelucci.

Il quintetto di Banchi partì bene, giocando pure bene tanto da accumulare un +18 sugli estensi. Il quintetto di Dalmonte recuperò tutto e tre minuti dalla fine del tempo regolare era addirittura in vantaggio. Sato, sulla sirena, dalla lunetta, conquista la parità.

Nel primo supplementare grande equilibrio. A 30’’ dalla fine Jesi è sul +2. Inizia la girandola di falli sistematici e a 3’’ dalla fine la Sicc è sul +3. Lestini è in lunetta. Primo tiro libero centrato. Il secondo lo sbaglia appositamente e Thomas, più lesto di tutti, prende il rimbalzo e segna il 104-104.

Il secondo tempo supplementare lo potete vedere nelle immagini allegate come sopra segnalato.

Un tempo di 5’ che ne dura oltre 17’. Ferrara ha 5 giocatori contati, resta prima in 4 sul 109-109 e poi in 3 (Thomas, Foiera, Ruggiero). Jesi sbaglia tutto, il possibile e l’impossibile, resta negli ultimi secondi in 4 (Schraerer, Rossini, Rizzitiello, Knapp), accusando l’uscita di Sato per falli, e Ferrara vince per 116-125.

Alla sirena 13 giocatori in totale seduti in panchina. Per Jesi: Casini, Maggioli, Montonati, Sato, Larsson, Dorsey. Per Ferrara: Darby, Maestrello, Lestini, Ghiacci, Maioli, Lechthaler , Bryan.

Ferrara poi in semifinale fu eliminata da Rieti.

Manzotti Federico team manager

E’ stato anche il campionato dei due derby contro il Fabriano allenato da Meo Sacchetti, oggi coach della nazionale italiana. Due partite per una vittoria a testa.

Fabriano vinse a Jesi il 30 ottobre 2005 per 90-91. Sicc Bpa Jesi – Casini 14, Maggioli 5, Montonati 16, Rossini 2, Sato 28, Mortellaro 2, Watson 20, Kaunisto 3, Rizzitiello, Romboli. All. Banchi. Carifac Fabriano – Ruini 3, Cinciarini 23, Infanti, Masieri 18, Thomas 18, Oliver 9, Passera, Chiarucci, Prelazzi 2, Massie 18. All. Sacchetti. Arbitri: Giansanti, Martolini, Bertelli. Parziali: 22-24, 44-44, 63-75

La Sicc però al ritorno passò a Fabriano per 71-97 il 5 febbraio 2006. Carifac Fabriano – Ruini 4, Cinciarini 9, Cortese, Masieri 8, Thomas 2, Oliver 19, Passera, Prelazzi, Massie 11, Kraidy 18. All. Sacchetti. Sicc Bpa Jesi – Casini 15, Maggioli 14, Montonati 16, Rossini 7, Sato 29, Kabba 2, Rizzitiello, Dorsey 14, Knapp, Romboli. All. Banchi. Arbitri: Longhi, Terranova, Ciano. Parziali: 23-19, 40-40, 53-74

In questo campionato la Sicc Bpa finì con il seguente roster: Casini, Maggioli, Montonati, Grosso, Schraeder, Rossini, Sato, Kabba, Rizzitiello, Dorsey, Cittadini, Bianchi, Knapp.

La stagione della Legadue ha visto prevalere Scafati salito in serie A. Al secondo posto Ferrara e poi Caserta, Rimini, Rieti, Imola, Montegranaro, Montecatini.

Tra i tanti ex che il quintetto jesino ha incrociato durante tutta la stagione ricordiamo Setti a Novara, Whiting a Rimini, Boni a Montecatini, Guerra a Imola, Salvi, Stanic e Flamini a Scafati, Ezugwu a Pavia.

Infine va anche ricordato che all’inizio proprio del campionato 2005-2006 venne anche intitolata la palestra di via del Prato a Primo Novelli scomparso qualche mese prima, cofondatore con Gianni Rossetti e Carlo Barchiesi dell’Aurora basket nel lontano 1965.

Pochi giorni dopo la fine della stagione l’azienda Sicc cucine componibile dice stop alla sua sponsorizzazione con l’Aurora basket durata circa 14 anni. In estate inizia l’avventura della famiglia Fileni e la stagione successiva si riparte con Slodoban Subotic in panchina.

Evasio Santoni

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AMARCORD / Volley: Jesi in serie A con la Tre Valli, Ipersidis e Monte Schiavo

Julio Velasco e la serie A; la palestra Carbonari troppo piccola, il palazzetto dello sport di via Tabano grazie all’allora assessore Rocchetti; le finali scudetto della Monte Schiavo

JESI, 3 maggio 2020 – Il periodo d’oro della pallavolo jesina maschile è targata Julio Velasco mentre in quella femminile il Palatriccoli è stato teatro del film della serie A1 con le ragazze che hanno scritto anche pagine importanti della storia del volley nazionale.

Palestra Carbonari

La storia della pallavolo maschile inizia praticamente nel 1982 con l’allora Tre Valli che vince il campionato e sale in A2.

Due campionati di serie A ai massimi livelli, giocati alla palestra Carbonari, a volte strapiena oltre ogni limite, con un secondo e quarto posto.

Poi la squadra cambia nome, diventa Illy Jesi, e nel campionato 1985-86 retrocede in serie B.

Ancora un cambio di casacca con Ipersidis primo sponsor e di nuovo nel 1986-87 la promozione in A2 è cosa fatta: 1988 (4° posto), ’89 (12°), 1990 (10°).

Nel 1991 il volley Jesi ritorna in serie B.

L’esordio in serie A di Jesi avvenne nell’ottobre 1983 a Catania allenatore Julio Velasco, vice Alberto Santoni.

Casoni Sandro, presidente

Il sestetto sceso in campo era composto da Giannini, Kantor, Esposto, Petrelli, Wagenpfiel, Fanesi.

Altri componenti la squadra Martelli, Scortichini, Quartini, Sasso, Squartini, Pigliapoco, Pozzi.

Jesi vinse 3-0: 10-15, 7-15, 11-15.

La stagione successiva 1984-85 Velasco fu confermato dal presidente Sandrino Casoni e dal direttore sportivo Giuseppe ‘Beppe’ Cormio.

In squadra anche Roberto Masciarelli, Martinelli, Velletrani, Cecato, Viscuso, Kantor, Wagenpfeil, Fanesi, Petreli, Martelli, Pigliapoco e Pozzi.

La stagione successiva Velasco prese la strada di Modena e ritornò a Jesi nel giugno 1987 con la Panini

Amarcord Tre Valli

avversario della Kutiba Falconara.

Un Palazzetto dello Sport di via Tabano, fortemente voluto dall’allora assessore allo sport del Comune di Jesi Leonello Rocchetti, inaugurato per l’occasione, occupato dal oltre 4000 spettatori, per la finale scudetto.

Scudetto poi vinto dalla squadra di Velasco.

L’altra apparizione in serie A per Jesi nel 1988-89.

L’anno precedente la squadra di Lamberto Giordani, sempre con Cormio direttore sportivo, e Sebastiano D’Onofrio presidente, targata Ipersidis vince la serie B.

La squadra era così composta: Petrini, Bocchini, Pozzi, Lucconi, Angelucci, Badiali, Cerioni, Giuliani, Lucchetti, Mancinelli, Moretti, Pigliapoco.

La stagione della serie A, al vertice del club Gianfranco Fioretti, il riconfermato coach Giordani può contare su: Bocchini, Giuliani, Lucchetti, Mancinelli, Moretti, Pigliapoco, Lucconi, Badiali,  Zappoli, Petrov. 

9 marzo 2016 Palazzo dei Convegni

Il 9 marzo del 2016 con il supporto del Comune di Jesi e del Panathlon, organizzato dal Volley Cub Jesi con la collaborazione attiva di Marco Massaccesi, a Palazzo dei Convegni è andato in scena l’evento “volley Jesi riabbraccia la sua storia”.

Ospiti d’onore, Waldo Kantor e Peppe Cormio.

All’appuntamento erano presenti Roberto Masciarelli e Gianfranco Fanesi, giocatori dell’allora Tre Valli, l’attuale presidente del sodalizio Mario Rango, Sandrino Casoni, Alberto Santoni ed altri.

 

 

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Dal maschile al femminile la strada è breve.

La pallavolo Giannino Pieralisi nasce nel 1969 e dopo decenni di attività nel 1983-84 sale in serie A2.

Cinque anni consecutivi di A2, dove sfiora la massima serie, ma poi retrocede in B dopo il campionato 1988-89.

Nuova promozione in A2 nel 1995-96.

L’obiettivo della serie A1 viene centrato a conclusione del campionato 2000-2001.

Nella massima serie nazionale la Monte Schiavo Banca Marche diventa una protagonista assoluta e nel 2005-2006, dopo aver ottenuto il quinto posto a conclusione della stagione regolare, accede alla finale scudetto sconfitta da Bergamo 3-0.

I parziali: 3-1 (16-25, 25-21, 25-22, 25-15); 1-3 (25-19, 16-25, 26-28, 21-25); 3-0 (25-17, 25-19, 25-22).

La squadra jesina allenata da Emanuele Fracascia era composta da: Petkova, Togut, Orazi, Kilic, Arimattei, Marinova, Borgogelli, Ritschelova Marcela, Zilio, Mifkova, Aldrich, Cimoli.

Altra finale scudetto la stagione successiva, dopo un secondo posto in campionato, ed ancora sconfitta questa volta da Perugia sempre per 3-0.

Gara1, 2-3: 23-25, 25-15, 21-25, 25-22, 13-15; gara2, 3-0: 25-23, 25-20, 25-22; gara3, 0-3: 18-25, 13-25, 27-29.

La formazione jesina allenata da Marcello Abbondanza era composta da Petkova, Togut, Orazi, Giogoli, Marinova, Rinieri, Bown, Zilio, Carvalho, Imprescia, Calloni, Bartolini, Padua, Travaglini, Cella, Zamora.

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Insomma anche il volley a Jesi ha avuto le sue stagioni da protagonista salendo alla ribalta del panorama sportivo nazionale.

Una disciplina che ha avuto altre storie fantastiche proprio a Jesi e che nei prossimi giorni avremo modo di raccontare e approfondire.

Evasio Santoni

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Si ringrazia per la collaborazione e per il materiale fotografico: Anna Vincenzoni, Marco Massaccesi, Daniele Bartocci, Pierino Gagliardini, Tiziano Lenti

 




CALCIO DILETTANTI / Secondo il metodo Sibilia Jesina in serie D, Chiaravalle in Eccellenza

C’è anche l’ipotesi di alcuni presidenti di Comitati Regionali di congelare tutto: no a promozioni e retrocessioni si ai ripescaggi. E’ se invece si ripartisse a settembre?

JESI, 2 maggio 2020 –  Se passa il metodo Sibilia, presidente della Lnd calcio, la Jesina anche la prossima stagione sarà in serie D (nella foto in primo piano l’ultima partita interna contro il P.S.Elpidio), la Biagio Chiaravalle salirà in Eccellenza.

Siamo arrivati al momento delle decisioni che dopo tanto parlare qualcuno dovrà finalmente e necessariamente prendere.

Cosa accadrà per i campionati dilettantistici stoppatisi a febbraio a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19?

Per essere dichiarati conclusi mancavano ancora 8 gare  ancora oltre alla relativa post season, – play off e play out – dove previsti.

Domani 3 maggio sarebbe stata l’ultima giornata della serie D.

Tante le ipotesi avanzate in queste lunghe settimane di inattività e, stando alle diverse opinioni, tutte o quasi con la spada di Damocle dei ricorsi già pronta da chi si sentirà penalizzato perché le prime classificate, secondo alcuni, non potranno essere considerate vincitrici con tante partite ancora da giocare e le attuali seconde in diritto ad opporsi.

Rossini Leonardo capitano Biagio

Esistono campionati dove ci sono squadre appaiate in vetta alla classifica e dove la differenza tra la prima e la seconda è di un sol punto. Con oltre 24 punti ancora a disposizione tutto potrebbe accadere.

L’esempio del campionato di Eccellenza Marche ne è un esempio: Castelfidardo 42 punti, Anconitana 40.

Ma anche in Basilicata, Lavello e Rotonda, e Piemonte, Saluzzo e Derthona, con due squadre appaiate al comando con gli stessi punti. In Liguria, altro esempio, l’Imperia ha un punto di vantaggio sul Sestri Levante e in Veneto il San Giorgio Sedico lo stesso sul Portogruaro.

In serie D poi il Bitonto, altro esempio,  comanda sul Foggia con un punto di vantaggio.

Jesina Tolentino 28 settembre 2019

Ecco dunque, proprio per queste situazioni, che l’ennesima ipotesi avanzata corrisponderebbe al pensiero di chi non vuol parlare di promozioni e retrocessioni ma di congelamento di campionati ed eventuali ripescaggi e integrazione di organici.

Tuttavia ogni decisione sarà a caduta e dipenderà dalla serie A, dove si prospetta una riduzione delle retrocessioni; dalla serie B e, soprattutto, dalla LegaPro che ha annunciato già il blocco delle retrocessioni in serie D.

Se questo sarà confermato gioco forza le promozioni dalla D alla Lega Pro sono a rischio e, in ugual misura, dall’Eccellenza alla serie D, e in ogni campionato Regionale visto che è tutto concatenato.

Esiste poi il rischio concreto di tanti club che potrebbero addirittura scomparire.

Nelle ultime ore il presidente della LND Cosimo Sibilia ha confermato di nuovo quello che da tempo sostiene parlando addirittura di 3500 società in odore di chiudere, il 30% del totale nazionale, legato soprattutto al problema sponsorizzazioni ed aiuti economici da parte di imprenditori, più o meno piccoli, che avevano investito per passione e conoscenze nelle squadre del loro territorio.

Cellini Paolo

Per la sospensione dei campionati, e le decisioni ad esso collegate circa i verdetti, Sibilia in una intervista al Corriere dello Sport ha ribadito: “Credo che sarà privilegiata l’idea di premiare le promozioni e non punire le squadre in lotta per non retrocedere”.

Se così sarà Biagio Chiaravalle in Eccellenza e Castelfrettese in Prima Categoria; la Jesina resterebbe in serie D.

Ma anche il Sassoferrato Genga, come pure il Fabriano Cerreto, confermate in Eccellenza.

Si attende insomma l’ultima parola. 

Si sta valutando anche l’opportunità di far ritornare il campionato di Eccellenza Marche, come pure i due gironi di Promozione, a 18 squadre. Questo nell’ottica di garantire con i ripescaggi gli investimenti e i meriti sportivi di altri club come potrebbero essere, se interessati, il Borgo Minonna, la Sampaolese, il Castelbellino, mostratisi fino ad un certo punto della stagione, quello dello stop, con le carte in regola per tentare di provare a salire e meritevoli di promozione.

Decisione questa ultima che solo il Comitato Regionale della Figc Marche presieduto da Paolo Cellini potrà prendere dopo aver preso atto delle direttive della Lnd e aver attentamente valutato la situazione che si creerà nella regione di appartenenza.

Sibilia Cosimo

Esiste anche la proposta di alcuni soggetti autorevoli che vorrebbero ricominciare con gli allenamenti ad agosto. A settembre poi, invece di iniziare la stagione 2020/2021, terminare quella in corso con playoff e playout compresi.

Il tutto da concludersi entro dicembre.

In maniera tale che la pausa invernale serva per ripartire a metà gennaio con la nuova stagione che sicuramente dovrà rispettare dei turni infrasettimanali per rimettere tutto nell’ordine delle cose entro giugno 2021.

Ogni provvedimento, diciamo tecnico, che verrà preso non potrà prescindere dagli aiuti alle società.

Ritorniamo alle parole di Sibilia che già un mese fa circa, intervistato dal Messaggero, aveva detto: “Servirà un intervento governativo perché altrimenti sarà dura affrontare la realtà: alla ripresa, se non si interverrà, pochi avranno infatti voglia di tenere vivo il calcio dilettantistico. Si dovrà intervenire su comuni e enti locali per agevolare l’utilizzo degli impianti sportivi o fornire coperture economiche per fronteggiare i danni. Oltre a importanti interventi normativi, che solo il Governo può fare. Proporremo un ridimensionamento degli oneri che le società devono sostenere per partecipare ai campionati”.

E infine c’è anche chi è, diciamo, pessimista. E dice che neanche dopo l’estate il calcio dilettantistico riuscirà a ripartire. Non lo dice per mietere allarmismo ma fa ad esempio riferimento agli artisti, agli attori che lavorano nei teatri. Se quel settore parla di ritornare a lavorare a dicembre 2020- gennaio 2021 si interrogano: come potremo riaprire un campo sportivo per una partita di calcio?  Perchè è ovvio a tutti che una partita di calcio senza pubblico è davvero deprimente e poi: che partita di calcio sarebbe?

Classifiche a otto giornate dal termine

ECCELLENZA – Castelfidardo 42; Anconitana 40; Atletico Gallo 39; Porto D’Ascoli 37; Forsempronese, Montefano 36; Vigor Senigallia 33; Urbania 32; Valdichienti, Marina 31; Atletico Alma 28; Azzurra Colli, Fabriano Cerreto 24; Grottammare 21; San Marco Lorese 20; Sassoferrato Genga 16

PROMOZIONEBiagio Chiaravalle 47; Vigor Castelfidardo 41; Gabicce Gradara 39; Urbino 34; Osimana 33; Villa San Martino, Passampese, Filottranese 31; Moie Vallesina, Marzocca 30; Mondolfo 28; Barbara, Cantiano 26; Osimostazione 25; Valfoglia 22; Camerano 14

PRIMA CATEGORIA – Portuali 45; Sampaolese 43, Borgo Minonna 40, Chiaravalle 37, Monserra, Marotta 34, Montemarciano, Cupramontana 33, Staffolo 31, Villa Musone, San Biagio 26, Labor 25; Castelleonese, Laurentina 23, Le Torri Castelplanio 21, Falconarese 17

SECONDA CATEGORIA – Castelfrettese 47, Castelbellino 42, Victoria Strada 39, San Francesco Cingoli 38, Osimo 37, Leonessa Montoro 36, SA Castelfidardo, Largo Europa 34, Palombina Vecchia 33, Monsano 31, Serrana 29, Agugliano Polverigi 28, Accademia Montefano 27, Cameratese 20, Maiolati United 17, Falconara 3

Evasio Santoni

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VOLLEY / Stagione 2020-2021: oltre 4 milioni per società, atleti, tecnici e settore giovanile

Per le 4232 società affiliate la prossima stagione iscrizione a 15€; saranno restituite le tasse gara versate relative alle partite non disputate

JESI, 1 maggio 2020 – Sin dall’8 aprile scorso la FIPAV (federazione italiana pallavolo) aveva deciso di dire stop alla stagione agonistica decidendo che non ci sarebbero state nei tanti campionati, ed a tutti i livelli, nè Promozioni nè Retrocessioni e tanto meno scudetti.

Anzi, per i titoli di campioni d’Italia sia maschile che femminile, questi sarebbero stati dedicati alla Protezione Civile, ai Medici, Infermieri, Forze dell’Ordine in un momento particolare di emergenza sanitaria impegnati tutti sul territorio nazionale in difesa e contro il virus.

La Fipav però è andata oltre.

Mentre nel calcio ancora è tutto da decidere, e si parla ancora di ripresa dell’attività, la pallavolo ha preso importanti decisioni sotto l’aspetto economico per le 4232 società affiliate a loro difesa e a difesa di atleti, tecnici e settori giovanili per un impatto economico pari oltre i 4 milioni di euro.

Lo stop alla pallavolo ha creato perdite stimate in oltre 20 milioni di euro per la pallavolo di base, a cui si aggiungono i quasi 29 milioni per quella di vertice.

SOCIETÀ: per la stagione 2020/2021 la quota di affiliazione sarà di 15€ euro, comprensivi del tesseramento di 6 dirigenti.  L’impatto dell’intervento economico è pari a 1.830.050,00€

ATLETI E TECNICI: riduzione del contributo di tesseramento a carico delle società con agevolazioni per atleti/e italiani e per i tecnici. per agevolazioni pari a  a 968.234,50€.

GIOVANI: nella stagione 2020-2021 la Fipav si farà carico interamente dei contributi di iscrizione e delle tasse gara. Il valore economico di questo provvedimento è pari a 1.876.650,00€.

Oltre a tutto questo, la Federazione restituirà a tutte le società le tasse gare già versate relative alle partite non disputate a causa del Covid-19.

Vantaggi dunque anche per le nostre formazioni rappresentate dalla Lardini Filottrano, Moie volley, Termoforgia Castelbellino, Pieralisi, Volley Jesi e le altre squadre del fabrianese e della Vallesina tutta.

(e.s.)

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JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte ventottesima)

La maglia tricolore per il 150° anniversario dell’unità d’Italia, la finale a Bari di Coppa Italia, la semifinale play out contro l’Omegna, la retrocessione

JESI, 1 maggio 2020 – 12 campionati, 2 retrocessioni, 1 finale di Coppa Italia, 1 semifinale play out salvezza, 1 ripescaggio.

E’ questa la storia dell’Aurora basket che ha visto dal 2008-09 iniziare con Andrea Zanchi in panchina, dopo l’uscita di Andrea Capobianco, fino ai giorni d’oggi, e ben 11 allenatori: Ciaboco, Vanoncini, Bartocci, Cioppi, Pecchia, Coen, Lasi, Cagnazzo, Valli, Ghizzinardi.  

La squadra è retrocessa nel campionato 2009-2010 (Vanoncini-Bartocci) per poi in estate essere ripescata. Altra retrocessione nella stagione 2018-2019 (Cagnazzo).

Nel campionato 2010-2011, nel marzo 2011, in coincidenza con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia la squadra, unica nei campionati nazionali, è scesa in campo con la maglia tricolore, appositamente confezionata, sia in casa contro l’Assigeco Casalpusterlego, 13 marzo 2011, che a Udine, 20 marzo 2011.

Suggestivo l’anteprima della partita contro Casalpusterlengo con il tenore jesino Franco Corinaldesi a cantare l’inno di Mameli e la Fileni schierata sulle tavole da gioco con la maglia tricolore (foto).

Risultato finale 86-72. Fileni Bpa: Maggioli 19 (7/13, 1/2), Rossi 7 (2/4, 1/1), Nocedal 8 (3/4, 0/3), Pecile 24 (7/10, 1/3), Tagliabue 2 (1/1, 0/0), Pergolini, Migliori 9 (2/4, 1/3), Tusek 4 (2/2, 0/2), Elder 13  (6/8, 0/2), Santiangeli, Pirani, All. Cioppi Assigeco BPL Casalpusterlengo: Boykin 8 (2/3, 1/5), Venuto, Bertolazzi 6 (1/2, 1/4), Cerella 18 (5/8, 1/3), Ezugwu 6 (3/9, 0/0), Simoncelli 3 (0/2, 1/4), Verri, Chiumenti 4 (1/1, 0/1), Banti 4 (1/4, 0/0), Marigney 23 (7/10, 3/5). All. Sacco Arbitri: Perretti,  Di Gianbattista, Quarta

Nella gallery fotografica un po’ di storia degli anni in questione attraverso le immagini dei tifosi

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Nel 2011-2012, allenatore Cioppi, l’allora Fileni ha disputato la fase finale di Coppa Italia a Bari perdendo l’ultima gara contro Brindisi per 74-77. Una finale persa in malo modo tanto che a caldo il commento di Michele Maggioli fu: “Siamo una squadra e l’abbiamo dimostrato. Non abbiamo nulla da rimproverarci ma in più d’una occasione i protagonisti in campo non siamo stati noi giocatori. Il mio non vuol essere vittimismo e vi dico che uno degli arbitri mi ha chiesto anche scusa e questo la dice lunga su come sono andate le cose”.

Prima della partita,ricordiamo i festeggiamenti a Ryan Hoover (foto) che in nottata era diventato papà.

Fileni Bpa Jesi: Maggioli 15 (3/9, 1/2), Battisti ne, Hoover 10 (1/1, 2/8), Valentini 2 (1/1, 0/2), Migliori 4 (2/3, 0/4), Ginesi ne, Bargnesi ne, Di Giacomo ne, Brooks 16 (3/7, 2/6), Santiangeli, McConnell 27 (4/6, 2/3), Dolic ne. All. Cioppi. Enel Brindisi: Maestrello 5 (1/3, 1/5), Formenti 3 (0/1, 1/3), Hunter 19 (5/8, 1/3), Borovnjak 13 (6/8, 0/0), Callahan 15 (3/7, 2/6), Wojciechowski 2 (1/1, 0/0), Zerini 4 (2/5, 0/1), Vorzillo ne, Giuri 16 (3/6, 3/5), Preite ne. All. Bucchi Arbitri: Mazzoni, Moretti, Bartoli

Nel campionato 2015-2016, iniziato con Lasi e poi sul finale sostituito da Cagnazzo, il quintetto jesino ha salvato la categoria battendo nella semifinale play out, al meglio di cinque gare, l’Omegna.

Prime due partite vinte a Jesi e poi l’Omegna in casa, a Castelletto Ticino, aveva pareggiato la serie. La finale, il 12 maggio del 2016 venne vinta dal quintetto jesino.

Nelle due stagioni successive una salvezza tranquilla ed una retrocessione in serie B.

Fino al campionato attuale che si è concluso in anticipo a causa dell’emergenza sanitaria del Covid che dopo oltre due decenni consecutivi ha visto la squadra jesina inserita nella terza serie cercando di puntare ad un rilancio prima con Valli sostituito in corsa da Ghizzinardi.

Evasio Santoni

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JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte ventisettesima)

Poco più di otto anni, gli ultimi, travagliati ed incerti. Tanti allenatori, dal dopo Fenucci a Sauro Trillini, società che è passata di mano, retrocessioni e ripescaggi

JESI, 28 aprile 2020 – Dal dicembre 2011 ad oggi, otto anni di attività, la Jesina ha tesserato 10 allenatori.

Se si considera qualche ritorno, gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina leoncella sono stati 13.

Fenucci Gianluca

In definitiva su 9 campionati disputati, tutti in serie D, solo in 5 il tecnico che aveva iniziato la preparazione ha poi portato a compimento la stagione: Amaolo 2012-2013, Bacci 2013-2014 e 2014-2015, Bugari 2015-2016, Ciampelli 2018-2019.

Il cambio di panchina iniziò nel dicembre 2011 quando Gianluca Fenucci, dopo la sconfitta interna contro l’Atessa Val di Sangro, fu esonerato per Daniele Amaolo.

Era esattamente il 27 novembre 2011. A punire i leoncelli l’ex Giansante al 10’ del secondo tempo. Poi l’attaccante in uno scontro fortuito con il portiere della jesina Giovagnoli si infortunò in maniera anche grave.

L’undici di Fenucci, in gradinata perché squalificato, è sfortunato: Scartozzi colpisce il palo, Trimarco in due occasioni dove era più facile metterla dentro che fuori, la mette fuori.

Ecco la formazione schierata. Jesina – Giovagnoli, Pascucci, Alessandrini, Severini, Strappini, (30’ st Rossini), Scartozzi (30’ st Trimarco), Frulla, Costantini (12’ st Cardinali M.), Gabrielloni T., Cavaliere. All. Bacci. A disp. Priori, Cardinali N., Campana, Gabrielloni A.

Il giorno dopo la società sollevò dall’incarico il mister chiaravallese.

Bonacci Augusto

Sostituzione “resasi necessaria per tentare di dare una svolta al campionato che purtroppo non sta delineandosi come si voleva”. Il comunicato proseguiva: “la Jesina ringrazia l’allenatore per i successi e le soddisfazioni regalate negli ultimi anni ma è anche consapevole che si debba fare il possibile per invertire il ruolo di marcia fin qui tenuto e di voltare immediatamente pagina nel tentativo di cercare la soluzione giusta per rimettere in senso una situazione deficitaria”.

Con l’esonero di Fenucci anche il diesse Bonacci si dimise. Arrivò Daniele Amaolo.

Fenucci a caldo si limitò a dichiarare: “Non credo che sia una decisione giusta. Qualcuno dopo 17 anni ha giocato di nuovo sporco. A caldo mi sento di ringraziare lo zoccolo duro dei giocatori, i tifosi, Cervigni, Polita e basta”.

Poi nei mesi seguenti tra Polita e Fenucci sono spuntate anche le carte bollate per la questioni rimborsi che il tecnico pretendeva in base a delle scritture e a degli assegni post datati in suo possesso.

Alla fine tutto si risolse in maniera bonaria e è “prevalso il buon senso” come si leggeva in una nota della società che metteva la parola fine alla querelle.

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Negro Giuseppe

Il debutto di Amaolo fu col botto: due trasferte, in casa del Real Rimini e a Miglianico, due vittorie.

Arrivarono anche i rinforzi come Negro, Invernizzi, Gabrieli e la Jesina si salvò.

L’anno successivo la squadra, con il riconfermato Amaolo, fece un ottimo campionato: nono posto.

Poi il presidente Polita decise di affidare la conduzione tecnica ad un allenatore giovane fatto in casa puntando sulla riduzione del budget: Francesco Bacci.

Bacci Francesco

Pierandrei Riccardo

Bacci valorizzò tutto il potenziale da lui fatto crescere nel settore giovanile nel campionao Juniores e la Jesina, a fine stagione, ottenne anche il premio ‘giovani D valore’  – uno del 1993, due del 1994 ed uno del 1995 – per aver schierato tanti under.

Tra gli altri ricordiamo Pierandrei, Sassaroli, Tullio, Ambrosi, Carnevali, Gasparini, Campana, Conte, Bastianelli, Silvestrini, Remedi, Mbaye, Cicodemi.

Due campionati con Francesco Bacci allenatore ha sempre voluto significare salvezza tranquilla (ottava e undicesima posizione) ed anche tante soddisfazioni, soprattutto nei derby.

Nella gallery fotografica un po’ di storia degli anni in questione attraverso le immagini dei tifosi

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Oltre ad un ritrovato feeling con la tifoseria che è stato uno degli obiettivi a cui tutti puntavano e che i tifosi stessi avevano compreso visti i progetti della società.

Bugari Yuri

Nel 2015-16 arriva in panchina  Bugari. Una stagione difficile dove fuori casa la squadra è pressoché un disastro come ad Avezzano dove perde 5-0 o Fermo 4-1 tanto da far commentare come ‘gite fuori porta’ le trasferte leoncelle.

I tifosi chiedono l’esonero di Bugari, Polita non ne vuol sapere.

In casa però era sempre un’altra Jesina e questo per fortuna fece classifica.

Dopo i tre punti interni contro il Monticelli la polemica tuttavia esplose.

Su Qdmnotizie nella rubrica l’Opinione avevamo così commentato: “Litiga con i tifosi, se la prende con i giornalisti. A

Jesina contestazione tifosi

Il ‘grazie’ a Marco Strappini

Jesi succede anche questo. Protagonista il mister leoncello Bugari. Quando vinci e sei contestato l’effetto mentale potrebbe portare a pensare tante cose tra le quali quella di non essere stato in grado di imprimere nei confronti dei contestatori la fiducia e la capacità di rappresentarti e sostenerti. Conquistare i tre punti sul campo e poi dover rispondere del proprio operato ai tifosi è peggio di una sconfitta. Questo ha capito mister Bugari dopo la gara di domenica scorsa contro il Monticelli. La Jesina in classifica generale è entrata di diritto, almeno parzialmente, nei play off. Bugari però ha dovuto subire qualche improperio dai tifosi della curva e rientrare a testa bassa nello spogliatoio decidendo di non presentarsi in sala stampa. Forse perché ha anche sentito echeggiare a più riprese la parola dimissioni”.

A fine stagione la Jesina arriva sesta. Bugari non viene riconfermato, ci mancava altro, e viene individuato Vagnoni.

Il tecnico ex giocatore di qualità con la maglia della Maceratese e Montegiorgio non soddisfa la dirigenza.

Tardella – Polita

Era il 31 ottobre 2016: esonerato. Si erano disputate nove gare di campionato: tre vittorie, un pareggio, cinque sconfitte. Inoltre la Jesina aveva anche superato tre turni di Coppa Italia con la squadra agli ottavi di finale.

Viene richiamato Bugari con tutta la tifoseria contro. Una situazione paradossale. Squadra e tifosi da una parte, società e allenatore dall’altra. Alla fine la salvezza è conquistata: decima posizione.

Siamo alla stagione di un accordo tra Polita e la Tardella. Un accordo che in seguito farà ricredere Polita tanto da far scrivere all’ex presidente al momento della sua uscita e del passaggio societario: “Tralasciando l’errore (forse uno dei pochi) commesso nell’ultima stagione di aver fatto gestire per alcuni mesi la Società a terzi esterni, dicotomia che anche nello sport non premia…”.

In panchina Franco Gianangeli. E’ storia recente già raccontata che porta ai giorni d’oggi.

Franco Gianangeli

A Gianangeli viene preferito Francesco Bacci che dura due partite perchè le sue richieste di rinforzare la squadra non vengono esaudite e poi Daniele Di Donato che porta la Jesina allo spareggio play out perso a Sant’Egidio alla Vibrata contro il San Nicolò.

E’ anche la stagione del presunto doping che vede squalificati due dirigenti della Jesina tra i quali l’allora vice presidente.

Inizia l’era Mosconi – Chiariotti con il ripescaggio in serie D ma con tante perplessità da parte di tutti, oltre all’incertezza ed alla precarietà che ancora regna sovrana.

Mosconi – Polita

La stagione sportiva targata Ciampelli inizia male, prosegue malissimo fino a Natale 2018.

In seguito, dopo alcuni risultati importati come la vittoria interna contro il Matelica, si assiste, almeno nei risultati, ad una ripresa ed al rilancio. Il finale è in crescendo.

 

Il feeling tra Ciampelli e la tifoseria si riscalda alla fine delle ultime giornate di campionato. I tifosi invocano, anche con degli striscioni, la riconferma.

striscione pro Ciampelli

Si ritorna ad una divisione che più netta non si può quando il tecnico umbro decide di sposare la causa e il progetto nell’Anconitana.

E’ una sorta di tradimento sportivo mal digerito e forse per lo stesso Ciampelli un passo troppo azzardato, ed in futuro si rileverà tale, ed anche una sorta di resa considerato che dalla serie D accetta di scendere di categoria.

 

A Jesi, invece, dopo una estate trascorsa a sfogliare la classica margherita, Mosconi si affida a Micozzi e

Cuicchi – Carassai

Gagliardini in cabina di regia ma perde Gianfranco Amici che comunque la stagione precedente aveva fatto bene: arriva alla guida tecnica Omar Manuelli (7 partite, 2 pareggi e 5 sconfitte), poi Andrea Cuicchi (4 gare, 4 sconfitte) annunciato insieme a Carassai, con quest’ultimo rimasto sempre nell’ombra, e mai si è capito il perchè di tale iniziale annuncio, infine Sauro Trillini.

Siamo davvero ai giorni d’oggi.

La Jesina è ultima in classifica, il virus Covid ancora blocca tutto, il campionato è sospeso, si attendono le decisioni degli organi competenti.

Della serie: del futur non c’è certezza.

Evasio Santoni

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CALCIO / Ammonizione, cartellino giallo per chi sputa in campo

La Fifa che sembra stia per emanare una direttiva legata alle misure di sicurezza anti-Coronavirus

JESI, 29 aprile 2020 – E’ un fatto di educazione e di buon senso.

E’ un gesto offensivo, di mala educazione, volgare. Insomma un  tabù sociale.

Sputare contro una persona è mancanza di rispetto a volte anche umiliante.

Capita però di sputare anche accidentalmente, seppur è una forma anti igienica, magari come forma di abitudine, e spesso lo fanno i calciatori durante una partita sputando per terra o dopo aver bevuto.

In tempi di Covid-19 qualcuno sembra voler dire basta con gli sputi nel calcio.

Questo qualcuno è la Fifa che sembra stia per emanare una direttiva legata alle misure di sicurezza anti-Coronavirus.

Lo studio è in esame e sul piano disciplinare si prevede una punizione, il cartellino giallo, un intervento dell’arbitro con una ammonizione immediata.

Provvedimento che potrebbe essere messo in atto alla ripartenza dei campionati.

(e.s.)

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SOCIETÀ SPORTIVE / ‘Il Sole 24 ore’ lancia l’allarme: 40-50mila club a rischio chiusura

La richiesta dello sport al Governo per provvedimenti di salvataggio del sistema che vanta oltre 12 milioni di tesserati

JESI, 29 aprile 2020 – Il quotidiano ‘Il Sole 24 ore’ in un articolo odierno a firma di Marco Bellinazzo offre una analisi pessimistica di quello che potrebbe essere il futuro di molte società sportive in Italia, a tutti i livelli e di tutte le discipline.

“Il prolungato lockdown, senza misure di sostegno,scrive Bellinazzopotrebbe far sparire 40-50 mila società sportive (tra il 15 e 20%) ”

Tutto questo se il Governo non emetterà provvedimenti in misure finanziarie, riguardo con particolarità le sponsorizzazioni.

In Italia vengono stimati circa 12 milioni di tesserati e nel registro del Coni le società sportive iscritte sono 120mila e oltre 150mila tra società e associazioni dilettantistiche.

Nell’articolo la soluzione di Ghirelli presidente della LegaPro di calcio: “Abbiamo proposto l’introduzione di un incentivo fiscale per premiare le aziende che promuoveranno la propria attività attraverso campagne pubblicitarie effettuate da società sia dilettantistiche che professionistiche”. 

Il presidente della Lnd di calcio Cosimo Sibilia invece sostiene che “tutte le iniziative che favoriscono il mondo dello sport di base sono ben valutate. Naturalmente si parla di provvedimenti che vanno bene in periodi di gestione ordinaria. Molti di questi provvedimenti hanno effetti significativi nel lungo periodo. Il mondo dello sport dilettantistico ha bisogno di interventi straordinari e strutturali”. 

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Si smorzano i toni della polemica

I rapporti umani e personali al di sopra di tutto; Mosconi e Possanzini per ritornare a cercare di vedere le cose in modo costruttivo

JESI, 29 aprile 2020 – Una nota congiunta a firma di Gianfilippo Mosconi e Roberto Possanzini mette la parola fine ad una serie di vedute, anche accese, sfociate a volte in polemiche, che nei giorni scorsi avevano visto protagonisti il socio di maggioranza della Jesina calcio Mosconi, il presidente del Moie Vallesina Possanzini e Graziano Tittarelli.

“Lo scambio di vedute calcistiche che si è alimentato in queste ore tra la Jesina Calcio e il Moie Vallesina,si legge nel comunicato figlio di un sano trasporto emotivo, non ha in alcun modo intaccato il buon rapporto umano tra i sottoscritti. Continueremo a confrontarci personalmente, con schiettezza e lealtà, come abbiamo sempre fatto. Siamo certi che all’interno delle compagini societarie, tutti ritroveremo presto la serenità per cercare le giuste collaborazioni, come avvenuto in passato e come dovrà essere in futuro. Firmato Gianfilippo Mosconi e Roberto Possanzini”.

Ed i progetti futuri, eventuali, tra la Jesina ed il Moie Vallesina continueranno ad essere discussi?

Forse che si, forse che no. Più la seconda che la prima. L’importante che la rottura manifestata nei giorni scorsi sia stata ricomposta e come sempre è accaduto ed accadrà il tempo, se c’è volontà ed intenti di vedute, mette sempre a posto ogni cosa.

(e.s.)

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CALCIO DILETTANTI / Venerdì 8 maggio il giorno dello stop

Il problema è come chiudere e come considerare la stagione per i primi cinque mesi giocati e le rispettive classifiche acquisite

JESI, 28 aprile 2020 – Sarà venerdì 8 maggio il giorno in cui il Consiglio Federale della Figc metterà la parola fine a tutti i campionati dilettantistici.

Oramai è chiaro che per questa stagione i campionati di calcio dalla serie D alla Terza Categoria non riprenderanno più.

E’ chiaro prendendo, ad esempio, ciò che succede in serie A dove lo scontro è totale e dove addirittura si sta sfogliando la classica margherita tra il ministro dello sport Spadafora che dichiara “mai fatte promesse” e i presidenti dei club della serie A che invece sostengono come il 14 giugno 2020 “sia la data limite per ripartire”.

Se non c’è accordo e condivisione dove lo sport è una industria che fattura tantissimo per le serie cadette la ripresa è davvero una chimera, quasi impossibile.

Nel calcio nessuno è stato in grado di prendere finora una decisione, a nessun livello, a differenza delle altre Federazioni sportive dove tutte, e da tempo, hanno detto stop.

Nel calcio ancora si spera: a dimostrazione che in pochi conoscono la realtà delle periferie. Una ripartenza nel rispetto delle disposizioni è nella maggior parte degli impianti  impossibile.

Tutti parlano di un difficile ritorno alla normalità nel volgere di poco tempo come fa il calcio a pensare il contrario?

Il presidente Cosimo Sibilia della Lnd  continua a ripetere: “Faremo tutto il possibile per tornare in campo, finchè non ci diranno che non è possible noi faremo ogni sforzo”.

Ma chi deve dire che è impossibile? Il presidente della Lega non si è fatto mai spiegare o non ha mai visto un impianto con annesso spogliatoio di un campo dall’Eccellenza alla Terza Categoria ad esempio delle Marche?

Sicuramente no altrimenti avrebbe fatto come i suoi colleghi di altre discipline sportive che prima dell’intervento della Federazione hanno chiesto in anticipo la chiusura della stagione poi puntualmente decretata.

Il problema non è chiudere, tanto si chiuderà. Il problema è come chiudere e come considerare la stagione per i primi cinque mesi giocati e le rispettive classifiche acquisite.

Qui sta il nocciolo. Ogni decisione che verrà presa avrà conseguenze ed una massa di ricorsi. Si porrà insomma il problema delle promozioni e delle retrocessioni.

La Lnd vorrebbe che le prime dei nove gironi debbano essere ammesse in Lega Pro ma dalla Lega Pro propendono per zero retrocessioni. E via a scalare.

La Lnd poi ipotizza una ristrutturazione dei campionati in previsione di tante rinunce, a cominciare dalla D, che si vorrebbe regionalizzare. Qualcuno parla anche di forfait nei vari campionati di Eccellenza e di conseguenza regionalizzare anche quello che attualmente è il primo dei campionati organizzati dai Comitati di ogni regione.

Ci sono poi quelli che vorrebbero l’annullamento totale della stagione in corso fin qui disputata, chi prendere come buone le classifiche alla fine del girone d’andata, chi vorrebbe ripartire a novembre dal punto in cui ci si è fermati.

Uno scenario ancora incerto come è incerto il volere di chi deve decidere.

Questa è una occasione, una grossa opportunità, per ripensare tutto il calcio a livello di dilettanti e di settore giovanile. Troppe realtà, anche di casa nostra, assomigliavano più ad un semi professionismo che non al vero senso che la parola dilettanti deve significare: coltivare una disciplina sportiva come attività marginale per puro diletto.

Sperando poi che chi deve decidere in queste lunghe settimane di attesa abbia lavorato e pensato a come costruire il futuro: programmare per tempo una ripartenza dopo l’estate e una riorganizzazione delle squadre e dei propri modelli societari appare fin troppo evidente come un passo che diventerà obbligato.

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Mosconi vende, sarà vero?

Se si prendono le distanze da personaggi come Graziano Tittarelli, che per di più è anche di Jesi, la preoccupazione monta ancor di più

JESI, 28 aprile 2020 – Lungo comunicato da parte della Jesina circa le vicende maturate in questi giorni dopo la lettera trasmessa dalla società ai genitori dei ragazzi tesserati col club leoncello.

Giancarlo Chiariotti

Nella missiva si evince che chi aveva “pagato per intero la quota, la stessa, sarà calcolata in base ai mesi di effettiva attività svolta e scalata al momento del tesseramento per la prossima stagione; coloro che non hanno pagato quanto dovuto per i mesi di effettiva attività svolta la rimanenza sarà calcolata e versata alla società sempre al momento del prossimo tesseramento”.

Nessun accenno di risposta nel comunicato a quanto sopra anche se i genitori che hanno versato per intero le quote e decideranno di non affidare più i propri figli alla Jesina avrebbero volentieri voluto sentirsi dire quando e come recupereranno le quote versate, come gli stessi allenatori ben volentieri avrebbero voluto sentirsi tranquillizzare, ben sapendo che la stagione terminerà il 30 giugno, come e quando recuperare le loro spettanze maturate fino a febbraio 2020.

Mosconi nel comunicato che sotto riportiamo integralmente dice poi di ‘poter smentire punto per punto le dichiarazioni rilasciate al nostro giornale da Graziano Tittarelli“.

Lo faccia presidente. Chiarisca tutto perchè i dubbi non consentono di capire la verità. Lo faccia perchè a noi e agli sportivi tutti piacerebbe sapere ad esempio se la sponsorizzazione che Astralmusic ha fatto per la Jesina tanto che la squadra Juniores ha giocato il campionato portando in giro per l’Italia sulle maglie questo nome, che come è noto è di proprietà di Graziano Tittarelli, sia stata fatta come semplice amicizia o per grazia ricevuta.

Poi, presidente Mosconi, anzi più precisamente ex presidente ma socio di maggioranza, visto che il presidente della Jesina è Giancarlo Chiariotti, ci piacere sapere se la sua intenzione di passare la società ‘anche gratuitamente’ abbia la stessa credibilità dell’estate scorsa, finita poi come tutti sanno, o veramente questa volta le intenzioni sono serie. Non sarebbe il caso in caso di cessione convinta di mettere a disposizione di eventuali interessamenti la due diligence? Solo così facendo si conosceranno effettivamente tutti gli eventuali debiti in capo alla società.

Le diciamo questo ex presidente perchè Lei, solo quindici giorni fa, al presidente del Moie Roberto Possanzini, ha detto che resterà alla Jesina anche se questa dovesse ripartire dalla Seconda Categoria. Anche al presidente Possanzini vorrà rispondere punto su punto alle affermazioni fatte?

I precedenti, presidente Mosconi, non giocano a suo favore. Come l’incompetenza dimostrata dalla sua società e dalla gran parte, tanti purtroppo, dei suoi collaboratori,  è stata tanta e tale che siamo preoccupati.

Diciamo questo con cognizione di causa: da oltre 40 anni seguiamo le vicende di questa ‘amata’ squadra e pensiamo di averne causa e diritto in merito e materia.

Se poi si prendono le distanze da personaggi come Graziano Tittarelli, che per di più è anche di Jesi, la preoccupazione monta ancor di più.

L’unica cosa che ancora ci fa ben sperare è la presenza di Alessandro Cossu. Cerchi di non bruciare anche questa carta perchè la fine sarebbe definitivamente segnata. E se il 1 giugno anche Alessandro Cossu si farà da parte?

Il comunicato

“Spiace leggere affermazioni che non corrispondono alla verità dei fatti, – attacca Gianfilippo Mosconifino ad arrivare alla prosa di mie volonta’ presunte. Mi rivolgo in particolar modo alle dichiarazioni del sig. Graziano Tittarelli, che potrei smentire punto per punto, ma mi limito a dire che con lo stesso i colloqui erano iniziati a ottobre 2019, informando di ciò anche il Presidente del Moie Vallesina Roberto Possanzini, sia per il rapporto che mi lega a quest’ultimo, sia per la correttezza che mi ha sempre contraddistinto, sapendo che lo stesso Tittarelli era in qualche modo legato alla società di cui sopra. Nel frattempo ad inizio anno 2020 con l’arrivo di Alessandro Cossu è nata l’idea di fare squadra tra le realtà del territorio che correttamente sono state tutte interpellate. Questo per me resta a tutt’oggi una “stella polare” ma, mio malgrado, non posso far altro che prendere atto del loro ripensamento. Certo, avrei preferito sentirmelo dire direttamente, visto che il mio numero di telefono è stato sempre a disposizione di tutti, piuttosto che leggere ricostruzioni sommarie sui social. Aggiungo, il sig. Tittarelli può tranquillamente non sentirsi legato da vincoli con la jesina fino a l 1 giugno, in quanto non ne vedo il motivo, visto il suo legittimo desiderio di lavorare con un’altra società. “Siamo disposti a cedere la Jesina,continua Mosconianche gratuitamente. Ho delegato in via esclusiva il Vice Presidente esecutivo Alessandro Cossu, figura di garanzia assoluta per tutta la Città, a trattare la cessione della Società con tutti i soggetti che si dimostreranno interessati, e che porteranno proposte concrete, solide e credibili. In questo modo, nessuno potrà usare il mio nome in modo strumentale, o ancor peggio come un alibi. Il 1 Giugno 2020 valuteremmo le proposte che realmente saranno sopra il tavolo, ma una cosa è certa: a prescindere dalla categoria, non lascerò morire la Jesina come da tempo qualcuno si auspica. E per questo lavoreremmo in questo periodo, al fine di non farci trovare impreparati, come invece è accaduto in passato. Nel caso, andando oltre alle chiacchiere, nessuno si dimostrerà interessato nel rilevare il Club, insieme ad Alessandro Cossu e ad altri sani e seri collaboratori, lavoreremo per un vero rilancio a 360 gradi.  Una Società, la Jesina, che va ricordato è ad oggi fortemente impegnata nella riorganizzazione del settore giovanile con progetti aggregativi ed ambiziosi, e che per un chiaro impegno preso dal Sig. Mosconi, non lascerà pendenze economiche per la stagione 2019/20, rispetto agli impegni economici pattuiti con giocatori, collaboratori e allenatori”.

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / Graziano Tittarelli: «Il mio sostegno è a Cossu no alla società»

Roberto Possanzini e Graziano Tittarelli nel calcio sono una pedina sola. Se le intenzioni non sono credibili e paritarie resteranno a Moie

JESI, 27 aprile 2020 – L’intervista dei giorni corsi a Roberto Possanzini presidente del Moie e le due lettere inviate dalla Jesina calcio ai genitori del settore giovanile e ai tecnici e dirigenti dello stesso ha scatenato un  mare di considerazioni.

Come pure la reazione di alcuni genitori, dirigenti e tecnici.

In molti si sono rivolti a noi per chiarimenti: che ne sarà delle quote pagate per intero se a nuova stagione i genitori decideranno di portare i loro figli altrove? come verranno saldate le spettanze ai tecnici? La risposta è stata ovvia e quella di rivolgersi alla proprietà nelle figure di Mosconi e Chiariotti.

Altri si sono rivolti a Graziano Tittarelli. Nel gennaio scorso Tittarelli insieme a Pietro Panettieri e Marco Pigliapoco  era entrato in un pool di lavoro affiancando Cossu per avviare un progetto che a fine maggio avrebbe partorito i suoi risultati.

Poi il Coronavirus che non ha bloccato i lavori ma sicuramente non li ha accelerati.

Tittarelli vuol chiarire la sua posizione? 

“Ho accettato l’invito di Alessandro Cossu senza alcun rimborso spese per dare la mia esperienza ad avviare un progetto ma non sono entrato nella società Jesina né come Graziano Tittarelli né come Astralmusic. Darò una mano a Cossu fino al 1 giugno, è un amico e lo stimo. Spero che riesca nell’intento. Sono legato al Moie Vallesina e non uscirò da lì per andare alla Jesina calcio”.

Tittarelli Graziano

Tittarelli e Astralmusic crede nel progetto Moie Vallesina?

“Sono dirigente e sponsor della società del presidente Roberto Possanzini e non ho alcuna intenzione di abbandonare. Il nome della mia azienda sulle maglie della squadra Juniores della Jesina è stato un accordo estemporaneo fine a se stesso. Di conseguenza se genitori e tecnici del settore giovanile del club leoncello hanno delle richieste da fare o dei dubbi da soddisfare devono rivolgere alla proprietà Jesina”.

Allargare una collaborazione a tutti i settori giovanili della Vallesina potrebbe essere la mossa vincente per ripartire dopo la crisi?

“Sono d’accordo ma con un progetto serio. Estendere le collaborazioni con strutture idonee e adeguate sarebbe la strada da percorrere ed il Moie Vallesina aprirà le porte a questa possibilità collaborando. Roberto Possanzini e Graziano Tittarelli nel calcio sono una pedina sola. Valuteremo le possibilità ma se le intenzioni non sono credibili e paritarie resteremo a Moie. Non abbiamo alcuna intenzione di entrare in questa Jesina calcio”.

Gli sforzi di Cossu resteranno sulla carta?

“Spero di no! Tittarelli però non vuol essere abbinato alla società della Jesina calcio. Bisognerà ripartire da zero, se c’è continuità non va bene. Mi sono impegnato fino al 1 giugno e poi proseguirò a Moie”

Sembra tuttavia che Aurora calcio e Junior Jesina abbiano dato l’ok ad una collaborazione?

“Le risposte sono state date alla persona di Cossu non alla Jesina. Ripeto: la gente, come tesserati e genitori, si aspetta qualcosa da me o da Astralmusic ma ora non è così. Per le problematiche in corso bisogna rivolgersi alla proprietà Jesina e a nessun altro.

Se il progetto Cossu diventerà vincente poi si chiamerà Jesina?

“Lo verificheremo e spero di si ma in questo momento non ne vedo le basi”.

Mosconi e Chiariotti che faranno secondo Tittarelli?

“Rimarranno al loro posto! Negli anni precedenti la Jesina ci aveva contattato come Moie. La collaborazione chiesta a noi era quella di dover portare un pacchetto economico e finiva lì. Non va bene! Ora come Jesina, ed anche Possanzini è d’accordo su questo, non vediamo niente di nuovo. Di conseguenza resteremo a Moie.  Il Moie resterà Moie e la Jesina rimane Jesina. Quando dico Jesina non dico Cossu. Cossu fa parte di un progetto che non è Jesina, potrebbe diventarlo ma ancora non lo è”.

Un periodo difficile per il calcio in generale?

“In questo periodo il calcio passa in seconda posizione: prima l’azienda poi il resto. Prima vanno aiutate le persone e le famiglie”.

Che fine farà il calcio?

“Molte società andranno in difficoltà e non si sa come si ripartirà e quando. C’è molta paura. Anche io ho tre figli che vanno a scuola calcio e mi interrogo se sarà tutto a norma, ampi spogliatoi, spazi larghi. Poi le sponsorizzazioni. Molti degli aiuti verranno a mancare. Ci sarà un ridimensionamento che era necessario: troppo professionismo nei dilettanti. A Moie siamo in riga: società sana e strutture a disposizione idonee. Anche i settori giovanili subiranno un calo, molte società scompariranno e per questo che ci vuole un nuovo progetto una nuova visione d’insieme per ripartire. Cossu ed anche Possanzini hanno visto lontano ma mi sembra che non tutti la vedono alla stessa maniera ”.

Evasio Santoni

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JESI / Post emergenza, qual è la prima cosa che farò? Gli sportivi rispondono

Andare a correre, riabbracciare figli e nipoti, riprendere gli allenamenti: il ritorno alla normalità l’aspirazione più grande

JESI, 27 aprile 2020 – L’isolamento e il distanziamento sociale, dopo quasi due mesi, iniziano a farsi pesanti. E l’immaginazione, inevitabilmente, si proietta al post emergenza.

continua…




JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte ventiseiesima)

Storia del cub 7C al seguito della Jesina ad Arezzo per lo spareggio contro il Riccione del 7 giugno del 1981

JESI, 26 aprile 2020 – Non potevamo non dedicare una puntata dello “sport che unisce, foto e idee per resistere” ad una foto storica, inedita, che ricorda lo spareggio di Arezzo del 7 giungo 1981 tra la Jesina e il Riccione.

Gara come tutti sanno vinta dai leoncelli per 1-0 con rete di Ballarini.

Non parliamo di campo, nè dei giocatori, nè di tattica o tecnica, ma dei tifosi.

Pubblichiamo una foto che rappresenta la spedizione del club 7C (comitato cene colazioni club calcio circolo cittadino) in Toscana per tifare i leoncelli.

Nella foto si notano: Talacchia Marco (tabaccò), Bruno Sassaroli, Giuseppe Gasparetti, Roberto Franconi, Sandro Ceccarelli, Paolo Barchiesi, Sergio Felcini, Giuseppe Maccarini (Peppe il formaggiaro), Marcello Liuti, Piero Fiorindi (ex allenatore della jesina), Vladimiro Bubba, Bassotti Stefano (di spalle) Leonardo Fabrizi (Fossombrò), Sandro Bigi (il bello).

Oltre a citati c’erano anche altri tre jesini non riconoscibili nella foto perchè coperti.

Le cronache raccontano che la comitiva, dopo la foto di rito in via Giuoco del Pallone a Cortona si sia portata in un ristorante appunto di Cortona per il pranzo. Marcello Liuti avrebbe ordinato una bistecca alla fiorentina abbastanza grande misurandola in altezza con uno stuzzicadenti: dell’ordine di 7 cm circa.

Il cameriere portata l’ordinazione in cucina riceve la domanda della cuoca: in quanti la mangiano? Il cameriere: uno solo! La cuoca di rimando: non ci credo!

La bistecca una volta pronta viene servita a Liuti. Durante il pranzo, ogni volta che il cameriere rientrava in cucina doveva soddisfare la curiosità della signora che continuava nella sua richiesta. Alla fine del pranzo, nel piatto, ovviamente, era rimasto solo l’osso.

Il cameriere riportato il piatto con l’osso in cucina confermava alla cuoca che una sola persona aveva consumato quell’ordinazione. A quel punto la cuoca, liberatasi degli indumenti da cucina, si portò in sala per conoscere personalmente Liuti.

Una delle tante storie goliardiche datate nel tempo.

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Settore Giovanile: quote scalate il prossimo anno, tecnici e dirigenti tutti liberi

Gli allenatori del Settore Giovanile leoncello sono stati tutti liberati. Solo in futuro chi rientrerà nel progetto del club sarà di nuovo contattato 

JESI, 27 aprile 2020 – Tutto tace in casa Jesina a livello societario e di serie D.

Alessandro Cossu ed i suoi collaboratori, Graziano Tittarelli, Pietro Panettieri e Marco Pigliapoco, stanno lavorando per il futuro.

L’appello lanciato nei giorni scorsi dal presidente del Moie Vallesina Roberto Possanzini sembra aver trovato un mare di consensi e di conseguenza non resta che attendere per verificare cosa accadrà.

Tutto tace anche per ciò che sarà la fine della stagione dei campionati dilettantistici, serie D compresa, stoppatisi alcuni il 1 marzo altri anche prima.

Una delle formazioni Juniores Jesina 2019-2020

Curioso è il fatto che domenica scorsa, se tutto sarebbe proseguito normalmente, si sarebbe concluso il campionato di Eccellenza e di Terza Categoria mentre nell’ultimo week end i campionati di Promozione, Prima e Seconda Categoria. L’ultima domenica della serie D si sarebbe consumata il 3 maggio.

Staremo a vedere come e quando finirà in attesa appunto che arrivino notizie più precise riguardo alle possibili soluzioni dettate dall’emergenza Covid19.

Nel frattempo la Jesina ha comunicato ai propri tesserati e agli allenatori del settore giovanile, dove il responsabile è Simone Strappini anche allenatore della Juniores, alcune decisioni.

Ai genitori dei giovani calciatori ha scritto che entro e non oltre la prima quindicina del mese di giugno farà conoscere il programma che intende intraprendere per la prossima stagione sportiva 2020/2021 riguardante l’organizzazione del settore giovanile. Coloro che hanno pagato per intero la quota, la stessa, sarà calcolata in base ai mesi di effettiva attività svolta e scalata al momento del tesseramento per la prossima stagione; coloro che non hanno pagato quanto dovuto per i mesi di effettiva attività svolta la rimanenza sarà calcolata e versata alla società sempre al momento del prossimo tesseramento”.

Agli allenatori e dirigenti, sempre del settore giovanile che considerato che in questo momento la Jesina Calcio sta lavorando per programmare la prossima stagione sportiva 2020/2021, comprendiamo che giustamente Tecnici e Dirigenti hanno bisogno di notizie sul proprio futuro con la Jesina Calcio, comunichiamo che ognuno è libero di programmare e valutare le offerte che gli preverranno. Sarà cura di questa società prendere contatti con chi potrebbe rientrare nella programmazione di cui sopra per un eventuale accordo”.

(e.s.)

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JESI / Valentina Vezzali, quattro anni fa l’addio della fiorettista mondiale alle pedane

Il 26 aprile del 2016 a Rio de Janeiro ha chiuso la carriera con un argento mondiale in squadra con Di Francisca, Errigo e Batini

JESI, 26 aprile 2020 – Quattro anni fa l’ultima medaglia e poi l’addio all’attività agonistica.

Il 26 aprile del 2016 a Rio de Janeiro Valentina Vezzali ha chiuso la carriera con un argento mondiale a squadre.

Il team rosa del fioretto femminile era composta dalla Vezzali, da Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Martina Batini.

La pluricampionessa azzurra e mondiale aveva annunciato il suo addio all’attività agonistica sin dalla vigilia.

Per lei un tripudio di applausi ed il giusto tributo del mondo della scherma internazionale ad inizio della giornata di gara: ogni squadra qualificata ai quarti le hanno reso omaggio mentre le compagne azzurre le hanno dedicato il balletto con cui aprono ogni sfida.

Portabandiera dell’Italia alle Olimpiadi di Londra 2012, il suo palmares non ammette equivoci.

Cinque olimpiadi consecutive (Atlanta 1996, Sydney 2000, Atene 2004, Pechino 2008, Londra 2012), e sempre sul podio. Prima schermitrice di fioretto femminile al mondo a essersi aggiudicata tre medaglie d’oro olimpiche individuali in tre consecutive edizioni, più altri tre ori olimpici nelle gare a squadre.

Ha vinto anche un argento e un bronzo singoli e un bronzo a squadre nello stesso evento.

Poi sei titoli mondiali e cinque titoli europei individuali.

In carriera ha vinto 11 volte la Coppa del Mondo, 14 volte il titolo nazionale assoluto individuale e  12 conquistati a squadre.

È l’atleta italiana più medagliata di tutti i tempi.

Ha iniziato a salire in pedana nel 1980 ed a 15 anni è sul podio nel Campionato Mondiale Cadette.  La Vezzali aveva così annunciato il suo addio: Nella scherma oltre il senso della misura è fondamentale una buona scelta di tempo. C’è un tempo per tutto e credo che questo sia il giusto tempo per togliere la maschera, appendere il fioretto al chiodo ed avviare un nuovo inizio. La scherma è stata la mia vita, il fioretto mi accompagna da quando avevo poco più di sei anni ed insieme abbiamo condiviso emozioni, delusioni, medaglie, infortuni, lacrime di gioia e lacrime di rabbia. Lascio la pedana con la consapevolezza di aver dato tutto quello che potevo dare a questo affascinante sport  e la certezza di aver ricevuto almeno altrettanto. Ho due splendidi figli e una famiglia meravigliosa e da tempo ho cominciato a misurarmi nella vita anche al di fuori della pedana, ma lasciare questo grande amore comunque non è facile. Ma di una cosa sono certa: la scherma mi ha insegnato a battermi e a non mollare mai. Ha formato il mio dna e nella vita dopo ogni fine c’è sempre un inizio ed io non vedo il tramonto, ma l’alba di nuove sfide da affrontare e da vincere”. 

Un omaggio doveroso ad una grande campionessa.

(e.s.)

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AMARCORD / Aurora basket maggio 2016: gara5 contro Omegna, la salvezza

Stagione iniziata con Lasi, Green e Hunter; conclusa con Cagnazzo, Corbett e Sorokas. Salvezza conquistata ai play out

JESI, 26 aprile 2020 – Campionato 2015-2016, la salvezza.

La stagione inizia con Maurizio Lasi in panchina sostituito in corsa nell’aprile del 2016 da Damiano Cagnazzo.

Ad inizio di stagione non c’è più la Fileni come sponsor, non c’è più Federico Manzotti come team manager e direttore sportivo.

Il campionato parte senza sponsor principale, poi arriverà Betulline, e con Federico Ligi direttore sportivo.

Il neo coach non riesce a salvare la squadra e si prospettano i play out. La società rinforza la squadra con gli innesti di Corbett e Sorokas al posto di Green e Hunter.

Marshall Corbett

La Betulline Jesi al termine della stagione regolare del campionato di serie A2 girone Est guadagna il terzultimo posto a pari merito con Recanati (penultimo per effetto degli scorsi diretti; in stagione Jesi ha vinto entrambi le gare: a Recanati 72-79, a Jesi 86-83) con 16 punti.

L’incrocio nei play out è con la Paffoni Omegna penultima con 24 punti nel girone Ovest.

L’altra semifinale play out vede Recanati contro l’Acea Roma. Retrocesse dirette Barcellona Pozzo di Gotto e Matera.

Con Omegna la serie delle cinque partite hanno portato questi punteggi. Jesi vince le prime due gare a Jesi 80-74 e 83-77. Poi cede in Piemonte 91-73 in gara3 e 86-77 in gara 4.

Gara5 a Jesi il 12 maggio 2016.

Ecco il resoconto a firma di Evasio Santoni sul Messaggero di Ancona.

Betulline Jesi – Paffoni Omegna  75-61 – Grande spettacolo di pubblico al Palatriccoli e gara che inizia come una vera e propria finale. Ma alla resa dei conti non c’è stata praticamente partita. Atteggiamento contrapposto delle due squadre nella prima parte di gara con il quintetto di Cagnazzo molto aggressivo e determinato e quello ospite troppo attendista che in pratica ha spaccato subito la partita. Jesi gioca con Santiangeli play, Gueye su Galloway e Battisti in panchina. Omegna risponde con un quintetto di piccoli considerato che Smith, infortunatosi in gara3, è out per infortunio e Iannuzzi inizialmente solo in panchina. Il capitano della Betulline, rispetto alla partita precedente a Castelletto Ticino, dà subito il suo contributo con due triple che permettono a Jesi di portarsi sul +8 dopo 3’24’’ di gioco. Jesi insiste, i piemontesi sono in difficoltà soprattutto sotto

Santiangeli Marco

le plance. +10, 25-15, dopo 10 minuti. Parziale di 11-0 per Jesi, Omegna è frastornato ed alle corde. A 5’ dal riposo: 36-15. +21, 42-21, al riposo. Nel terzo parziale Jesi non subisce la reazione, a volte disperata, di Omegna e mantiene il proprio vantaggio iniziando gli ultimi dieci minuti della stagione sul +20: 57-37. Omegna batte un colpo con un parziale di 0-5 ma è un fuoco di paglia. A 5’ dalla sirena finale: 63-45. Finisce in crescendo con il palas tutto a festeggiare la salvezza. D’altronde era questo l’obiettivo iniziale della società. Traguardo sofferto ma centrato. BETULLINE JESI: Battisti 4, Scali, Maganza 9, Janelidze 4, Corbett 24, Paci 2, Santiangeli 16, Picarelli 3, Guye 5, Sorokas 8. All. Cagnazzo. OMEGNA: Zanelli 5, Iannuzzi 16, Vildera ne, Cappelletti 12, Galmarini 2, Marusic 5, Casella 6, Banach ne, Gurini 9, Galloway 6. All. Farina

In sala stampa per Cagnazzo tante dediche. La prima alla sua famiglia che in questi ultimi periodi “mi ha davvero

Tifosi Jesi in viaggio verso Castelletto Ticino per gara3

sopportato”. La seconda ai giocatoriche sono stati capaci di fare un passo in avanti marcato e determinante”. La terza dedica alla società: “ha avuto grande fiducia in me e ne sono orgoglioso”. Poi, non in ordine di importanza, ma perché veramente il clima da dimesso e quasi indifferente di inizio stagione si è trasformato in partecipazione totale, alla città di Jesi: “penso che non solo i presenti (registrate oltre 3000 presenze; ndr) ma un’intera città abbia scritto una bellissima pagina nei venti anni di serie A”. Sul piano tecnico specifico Cagnazzo ha aggiunto: “Abbiamo dato tutto ed i ragazzi hanno disputato una delle migliori partite degli ultimi campionati, specialmente nel primo tempo”.

Una salvezza insomma che può considerarsi alla pari di una importante trofeo. Un’altra pagina importante del basket aurorino.

Evasio Santoni

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JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte venticinquesima)

I due derby della stagione 2002-2003 Jesi – Real Vallesina con tanti ex in campo. All’andata doppietta di Cavaliere al ritorno di Cabello

JESI, 24 aprile 2020 – Correva l’anno 2002 e precisamente il 10 novembre.

Allo stadio Comunale di Jesi, per la 9° giornata del girone d’andata del campionato di Eccellenza, l’appuntamento era per il derby tra la Jesina e il Real Vallesina.

Coltorti

Una domenica particolare con tanti ex in campo e soprattutto nelle fila del Real Vallesina con la maglia numero 10 e capitano Ugo Coltorti.

Le formazioni di quella domenica.

Jesi – Bugio, Arcolai, Tomassoni, Mazzaferro, Fontana, Bartolucci, Pulita, Finucci, (Ruggeri, Bingunia), Cocilova (Cardinali), Liberti, Santini

Real Vallesina – Cerbino, Belelli, Giorgini, Boncompani, Bevilacqua, Gigli, Candelari (Mandolini), Coacci (Gasparetti), Cavaliere, Coltorti (Verdenelli), Gabrielloni.

Arbitro – Coccia di san Benedetto del Tronto

Reti – 18′ pt Liberti, 19′ st e 41 st’ Cavaliere

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Poi nel ritorno al Pierucci la Jesina, che nel frattempo aveva inserito in squadra Cabello arrivato a gennaio 2003 e che a fine stagione in 16 partite ha totalizzato 8 gol, ha vinto per 2-1. Era il 9 marzo 2003.

Cabello

Formazioni.

Real Vallesina – Cerbino, Belelli, Giorgini, Boncompani (Verdenelli), Bevilacqua (Gabrielloni), Gigli, Candelari, Coacci, Cavaliere, Coltorti, Mandolini.

Jesi – Bugio, Arcolai, Stabile (Pulita), Mazzaferro, Diamanti A., Fontana, Tomassoni, Malaccari (Ruggeri), Cabello, Cocilova (Santoni), Liberti

Arbitro – Vitali di Pesaro

Reti – 21′ pt 24′ st su rig Cabello, 25′ st Coacci

La classifica finale, dopo 30 partite, ha visto primeggiare l’Urbino con 63 punti e retrocedere l’Urbania con 10 punti. Il Real Vallesina giunse prima della Jesina all’8° posto con 42 punti ed i leoncelli al 9° posto con 41 punti.

Allenatore del Real Vallesina Andrea Brugnera mentre la Jesina in quel campionato si affidò a tre tecnici: Roberto Cottone, Simone Brinoni, Enrico Piccioni.

Direttore generale Antonio Recchi presidente Giuseppe Castellucci.

La stagione precedente la Jesina era retrocessa dalla serie D. Salva sul campo all’ultima giornata sconfiggendo il Tolentino al Carotti, allenatore Gianfranco Ferretti. In estate la doccia fredda. Per un illecito commesso dal Forlì ai danni della formazione del Tolentino i cremisi ottennero la vittoria a tavolino. I punti  recuperati furono sufficienti a scavalcare la Jesina che così retrocesse in Eccellenza.

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / Rinviate le cause promosse dalla società e dall’ex presidente Polita

Nel mese di ottobre il Tribunale valuterà la fondatezza della denuncia per diffamazione a mezzo stampa inoltrata dall’ex presidente Polita

JESI, 23 aprile 2020 – In questo periodo di Covid tutto si è fermato e rimandato.

Anche l’udienza del 17 marzo scorso quando la Commissione Tributaria Provinciale di Ancona avrebbe dovuto discutere le due cause riguardanti la Jesina Calcio circa la deducibilità come costi dei rimborsi spese promossa dallo stesso club leoncello e quella promossa dall’avv. Polita, ex presidente, riguardante la contestazione della Guardia di Finanza dopo le indagini svolte e l’operazione denominata ‘cartellino giallo’.

A tal proposito dall’avv. Polita abbiamo ricevuto la nota che precisa come “le due cause la cui trattazione era stata fissata per il 17 marzo 2020 sono state rinviate a dopo la sospensione disposta dal Ministero a causa del Covid“.

Nel comunicato stampa Polita ricorda che le due cause riguardano1 – quella promossa dalla Jesina Calcio srl circa la deducibilità come costi dei rimborsi spese chilometrici inseriti a bilancio negli anni 2014, 2015 e 2016 che secondo la società sportiva sono deducibili ed esentasse ai sensi dell’art. 69, 2° comma, D.lgvo 22.12.1986 n. 197, mentre gli uffici Finanziari negano la deducibilità come costi; 2 –  quella promossa dall’ex presidente Marco Polita riguarda due contestazioni degli Uffici Finanziari: la prima per € 76.020,00 per aver la società inserito  bilancio negli anni 2014, 2015 e 2016 spese in eccesso per un tale importo, questa è la tesi degli Uffici Finanziari mentre l’ex Presidente eccepisce che a bilancio sono stati inseriti correttamente i rimborsi spese chilometrici per calciatori e tecnici residenti fuori provincia addirittura per € 101.684,64 in meno come documentazione già inviata il che dimostra l’avvenuto regolare pagamento di Ires e Irap da parte della società; al riguardo l’ex presidente ritiene che l’Agenzia delle Entrate sul punto abbia già fatto chiarezza. La seconda contestazione mossa ad egli riguarda € 5,500,00 per aver l’ex Presidente pagato una fattura in forma rateizzata cosa regolare e secondo lui, irregolare secondo gli Uffici Finanziari“.

A concludere la nota specifica che “la fondatezza della denuncia per diffamazione a mezzo stampa inoltrata dall’ex Presidente Polita anche e per conto degli ex soci verso i responsabili che hanno diffuso contro la Jesina Calcio srl il comunicato denigratorio il 04.07.2019 verrà valutata dal Tribunale nel mese di ottobre 2020; in tale circostanza il Tribunale deciderà la procedibilità delle indagini”.

(e.s.)

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SPORT / Annullati 9 Fossi, Rally dell’Adriatico, gara di ciclismo giovanile

Dopo l’annullamento dell’appuntamento jesino degli assoluti di scherma Giovani e Cadetti di ogni disciplina al Palatriccoli in programma dal 22 al 24 maggio  

JESI, 22 aprile 2020 – Il Coronavirus continua a mietere annullamenti e rinvii nel mondo delle gare e delle attività sportive.

Dopo la sospensione, ed in certi casi l‘annullamento, dei campionati a squadre di qualsiasi disciplina; dopo il rinvio di un anno delle Olimpiadi di Tokio, che avrebbe visto la partecipazione di atleti del nostro territorio; dopo l’annullamento dell’appuntamento jesino degli assoluti di scherma Giovani e Cadetti di ogni disciplina al Palatriccoli in programma dal 22 al 24 maggio con finale in piazza della Repubblica, ecco altri tre eventi rinviati a data già stabilita o a data da definire.

 

Parliamo del 7 giugno 2020 quando nell’anello del pattinaggio in via Tabano, nell’ambito di un progetto che riguarda la sicurezza dei ciclisti in strada il Comitato Jesi Gran Ciclismo in collaborazione con la Fondazione Scarponi, con il prof Massimo Ippoliti e del liceo artistico di Jesi ‘Mannucci, con il Pedale Chiaravallese, dopo più di 20 anni dalla chiusura del gruppo sportivo ciclistico Pieralisi,  era stato programmata una gara di ciclismo categoria Giovanissimi. Gara che oramai si disputerà il prossimo anno

Rally delle Marche CingoliDal ciclismo alle quattro ruote. Il 1 e 2 maggio era in programma il 27° rally Adriatico rimandato a data da destinarsi anche qui a causa della emergenza sanitaria da Covid.

Decisione assunta dagli organizzatori. La gara, che si sarebbe disputata a Cingoli, aveva doppia validità tricolore: la competizione moderna come prova del Campionato italiano Rally Terra e quella storica come corsa per il Campionato Italiano Rally Terra Storico. Nell’occasione si sarebbe anche assegnata la Coppa Rally di Zona.

Infine la 9 Fossi, Gran Fondo di Mountain Bike. Come tradizione l’appuntamento era sempre stato fissato per l’ultima domenica di aprile e l’edizione 2020 si sarebbe dovuta disputare domenica 26 aprile. Per la corsa, inaugurata nel 1998, è già stata fissata la data per il 2021: domenica 25 aprile.

(e.s.)

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CALCIO DILETTANTI / Si aspetta solo che qualcuno, finalmente, dica stop

E dopo averlo detto si aspetta qualche altro che dica in maniera definitiva e netta come si dovrà intendere conclusa la stagione giocata solo e fino a febbraio

JESI, 22 aprile 2020 – La serie A, leggasi Lega calcio, ha deciso ieri ,compatta, per la ripartenza.

Il Governo tramite il ministro dello sport Spadafora, prima della riunione delle società, aveva fatto precisazioni importanti e quasi gelato tutti: “non do per certa né  la ripresa del campionato né quella degli allenamenti”.

Cupramontana – Borgo Minonna (fase di gioco)

Come finirà?  Se l’incertezza regna sovrana in quella che è considerata una potenza anche economica, figuriamoci a livello di dilettanti quale possa essere la situazione e le incertezze.

Oramai è pressoché certo che per i campionati dalla serie D alla Terza Categoria si aspetta solo che qualcuno dica la famosa parolina: stop!

E dopo averla detta si aspetta qualche altro che dica in maniera definitiva e netta come si dovrà intendere conclusa la stagione giocata solo e fino a febbraio.

Anche qui il caos è totale ed assoluto perché dichiarare le attuali prime in classifica come promosse e non far retrocedere nessuno, creerebbe delle difficoltà a tutti i Comitati Regionali per la programmazione e stesura dei gironi delle rispettive categorie per la prossima stagione.

Ci sarebbe insomma una eccedenza di squadre in taluni campionati che dovrebbero far partire riforme su riforme.

Per ultimo, anche la posizione della Legapro, con la decisione delle retrocessioni bloccate, a caduta, comporterebbe problematiche non indifferenti nel settore dilettantistico.

Sibilia Cosimo presidente Lnd

A tal proposito in una intervista rilasciata al quotidiano La Stampa il presidente della Lnd Cosimo Sibilia ha dichiarato: “Con riferimento alle notizie riguardo a una sospensione definitiva del campionato di serie C e, soprattutto, ad un ipotizzato meccanismo di blocco di retrocessioni e di ripescaggi (oltre che di promozioni in serie B e dal Campionato nazionale di serie D), la Lega nazionale Dilettanti prende posizione, evidenziando che quella della LegaPro costituisce solo una semplice proposta non concordata. Ogni modifica regolamentare sulla specifica materia deve essere valutata dal Consiglio federale della Figc e, sul punto, la Lnd è ferma sul fatto che nessuna soluzione penalizzante per le società che militano nel campionato di serie D e, di riflesso, nei campionati di Eccellenza potrà essere approvata e trovare l’adesione dei Dilettanti”.

Attendendo i pronunciamenti, i motivi perché non si possa ripartire sono molteplici.

In primis la salute. Ancora non si sa come e quando partirà ufficialmente la cosidetta ‘fase due’ legata all’emergenza Covid, dove comunque ci sarà sempre un contenimento con tutta la complessità che ne deriva: un sistema che regoli la vita di tutti, anche e soprattutto nei comportamenti, non sarà facile applicarlo in quegli impianti dove si dovrà giocare al calcio e dove i contatti fisici sono inevitabili.

Tra i dilettanti mettere in piedi una macchina organizzativa ferrea oltre ai controlli medici sembra davvero impossibile. Il gioco, leggasi rischio, non vale proprio la candela.

Dopo la salute ci sono le strutture, quasi totalmente inadeguate per rispettare le disposizioni di distanza sociale come di certo si dovrà continuare a rispettare.

Poi il lato organizzativo e l’aspetto economico. Sul primo non si può dimenticare che chi gioca al calcio, sicuramente dall’Eccellenza in giù, almeno per il 45% sono tesserati che lavorano, un altro 50% è uno studente, un 5% lo fa ancora per professione. Come si può pensare che in un lasso di tempo ristrettissimo, 40-50 giorni, si possa portare a compimento i turni di campionato mancanti con tutti i play off e play out che ne dovrebbero conseguire.

Sul piano economico poi le note dolenti sono infinite. La questione sponsor che non interverranno più per sostenere lo sport potrebbe dilagare.

A tal proposito lo stesso ministro dello sport Spadafora ha parlato riguardo il calcio ed i dilettanti annunciando novità: “Riusciremo a dare il bonus di 600€ ai collaboratori sportivi” precisando “che sarà dato non solo a chi ha un reddito fino a 10mila€”. Poi per le società dilettantistiche ha annunciato “Saranno disponibili 100 milioni di euro, azione finalizzata ad evitare di far fallire centinaia di centri sportivi“.

Evasio Santoni

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MOIE / Il presidente Roberto Possanzini: «Siamo un modello, disposti comunque a collaborare»

Chi è in testa deve essere considerato vincente; se la decisione è di annullare tutto dovrà essere ugualmente accettata. Come si muove la Jesina

MOIE, 21 aprile 2020 – Il calcio dilettantistico riparte o non riparte? Come si concluderanno i campionati? Che decisioni prenderà il Comitato della Figc Marche?

La situazione delle società di base è molto difficile e riprendere gli allenamenti e addirittura giocare sembra molto difficile. Ancora i numeri giornalieri dicono di persone positive, di decessi e la situazione è dall’essere lontana dal ritorno alla normalità e di conseguenza abbassare la guardia è rischioso.

E’ tuttavia necessario tracciare un futuro con concrete proposte, con aiuti finanziari che possano permettere a tutte le piccole società, perché tra i dilettanti di questo parliamo, di sopravvivere e di superare questo tristissimo e tragico periodo, riprendendo a praticare il calcio.

Il comitato medico-scientifico della Federcalcio ha stabilito che alla ripresa degli allenamenti per la serie A le squadre siano raccolte in luoghi chiusi, sanificati e rispettosi di tutte le norme igienico-sanitarie che dovrebbe riguardare non solo giocatori e allenatori ma anche tutte le persone a contatto con loro.

Come faranno a livello di dilettanti, dalla serie D alla Terza categoria, dove in molti casi gli spogliatoi stessi sono già piccoli in questo momento?

Campo ‘Grande Torino’

Ne abbiamo parlato con Roberto Possanzini presidente del Moie Vallesina, campionato di Promozione.

Presidente, sono due mesi esatti che non si gioca più, come finirà?

“Sin da subito avevo intuito e detto che non si sarebbe giocato più. Mi avevano preso quasi per pazzo. Dicevo: c’è contatto fisico, sarà difficile ritornare in campo perché il calcio è contatto fisico. Avremo difficoltà a iniziare di nuovo addirittura a settembre. Perché? Da quel che so tramite amici virologi potremmo andare incontro a qualche focolaio di ritorno e questo deve farci stare sempre in allerta. A Moie come società sportiva siamo pronti. Nell’impianto del ‘Grande Torino’ ci sono addirittura 4/6 spogliatoi dunque strutture adeguate per mettere 10 persone per ogni spogliatoio ma non tutte le strutture sono così. E poi credo che non tutti i calciatori, anche quelli a livello di serie A, seppur controllati con dovizia, se non hanno certezze massime di non contagio, saranno disposti a scendere in campo. Figuriamoci tra i dilettanti”.

Le società sono da considerare come aziende? Senza sostegno molte scompariranno?

Molte società si finanziavamo con il volontariato e molte di esse con le feste estive di Paese dove i dirigenti lavoravano a paccare con le feste e le sagre per poter poi gestire la loro squadra che porta il nome della loro città. Molti avranno difficoltà a ripartire”.

Sicuramente molti di questi club vivevano al di sopra delle proprie forze economiche?

“In effetti era da molto che eravamo andati tutti lunghi. Il livello era troppo alto anche a categorie basse. I rimborsi spese erano a volte esagerati. Dovevamo mettere tutti i piedi per terra adesso saremo costretti a farlo.” 

Si può pensare ad un nuovo modello di società: tanti piccoli centri che si mettono insieme?

“Già da tempo, già da quando sono entrato al Moie Vallesina nove anni fa, mi ero ed avevo posto questa domanda. Nella Vallesina ci sono 14-15 società, perché non uniamo le forze per un settore giovanile unico? Poi se il Moie fa la Terza categoria o l’Eccellenza poco importava e importa. Nessuno mi ha seguito. Adesso qualcuno comincia a far sentire questa voce e prospettare questa soluzione come in questi giorni ha fatto la Jesina”.

Ci spieghi?

“La Jesina si è avvicinata, o meglio lo ha fatto Cossu, abbiamo parlato. Sarebbe una cosa buona e giusta ma penso che non sia fattibile”

Perché?

“Perché ho l’impressione che la società leoncella ha troppi problemi da dover risolvere prima di diventare una società capofila e portare avanti con una certa credibilità un percorso lungo che deve partire con idee e progetti credibili e fattibili. Servono le basi per fare certi tipi di discorsi. Alla vigilia di Pasqua ho parlato con Mosconi e ho dedotto che lui non ha alcuna intenzione di mollare. La Jesina sarebbe la società ideale per avviare il percorso ma prima deve al proprio interno fare chiarezza assoluta e stabilire e far capire all’esterno cosa vuole fare, chi è il vero interlocutore”.

Quale sarebbe l’ideale organizzazione che Possanzini vorrebbe?

“Già a suo tempo avevo proposto alla Jesina di diventare la squadra capofila e di riferimento per tutti gli altri club della Vallesina che dovrebbero diventare società satellite. Discorsi andati all’aria. Adesso qualcuno mi pare voglia riproporre questo discorso. Benissimo. Possanzini è disponibile, crede in questo progetto, vuole chiarezza. Dobbiamo sederci attorno ad un tavolo, tutti quanti insieme, discutere e trovare la sintesi. Poi si deve chiarire l’aspetto economico, il budget, le gerarchie. A quel punto il progetto si mette in mano ad una persona esperta e qualificata che potrebbe essere anche Cossu e si parte. Dovrà diventare insomma come una piramide, chiamiamola la Piramide del calcio della Vallesina”.

Jesina in serie D o massima espressione del territorio che rappresenta?

“Certamente ma la Jesina o chi per lei deve dimostrarlo di essere leader ed avere le capacità e la credibilità giusta. Poi il resto, tutte società satellite che lavorano principalmente, compresi gli altri club di Jesi, con e nel settore giovanile. I giovani più promettenti dovranno passare per la prima squadra della Jesina, gli altri nei vari campionati delle squadre di periferia. Solo così si riuscirà a costruire qualcosa di valido e positivo. Come un’azienda insomma con tanti soci. L’azienda calcio della Vallesina con i rappresentati delle società come soci. Ci sarà un dirigente che gestisce e che riferisce ai soci e da li si riparte di volta in volta”.  

Se invece il Moie ripartirà da solo?

“Il Moie è una società sana, ha tutto di proprietà, ha le strutture, due campi sportivi di assoluta qualità, un settore giovanile che comprende un bacino vasto con molti Paesi limitrofi che convergono da noi, tanto che abbiamo allestito diversi pulmini che fanno da spola tra il campo di allenamento ed i punti di ritrovo dei ragazzi, addirittura qualche genitore anche da Jesi ha preferito portare i propri figli a giocare al calcio da noi. Abbiamo dimostrato di essere seri, abbiamo le persone valide e giuste al posto giusto. Ripartiremo senza alcuna difficoltà”.  

Pronti dunque a superare la crisi?

“Questa crisi noi la supereremo. Se il Comitato Dilettanti della Federazione di Ancona ci dirà di ripartire noi siamo pronti. Molto probabilmente qualche sponsor lo perderemo ma ripartiremo ugualmente bene. Diminuiremo i compensi, i rimborsi spesa, e saremo in linea. Il problema non è però del singolo club. Come abbiamo detto prima mettiamoci tutti insieme ma non sarà facile. Dobbiamo ognuno diventare meno egoisti e rinunciare alle nostre poltrone e agli appellativi. Dobbiamo cambiare tutti mentalità. Dobbiamo pensare alla qualità e al divertimento dei nostri ragazzi. State certi che siamo sulla strada buona perché questa crisi ci farà rinunciare a tante cose e a vederne in ottica diversa tante altre”.

Se dovesse finire tutto come deve concludersi i campionati?

“Dovrà decidere la Federazione. Per me è giusto che chi è in testa debba essere considerato come vincente ma è anche giusto che se decidessero di annullare tutto si dovrà accettare. Il problema, ripeto, non è chi sale e chi scende ma capire quante società riusciranno a sopravvivere, iscriversi e ripresentarsi. Il problema diventerà quando a luglio si riapriranno le iscrizioni. Penso ad esempio alla serie D: chi sarà disposto a tirar fuori 25mila euro per iscriversi dopo quello che è successo?”.

Evasio Santoni

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JESI / Gianluca Dottori, allenatore: «Non credo che il calcio tutto ripartirà»

Le parole del vice allenatore di Paolo Montero alla Samb. Campione d’Italia Juniores alla guida della Recanatese segue sempre la Jesina e il calcio della Vallesina in generale

JESI, 20 aprile 2020 Il mondo del calcio si interroga come e quando ripartire.

Per quello di serie A stabilite le disposizioni sembrerebbe che si vada verso una soluzione positiva.

Per il resto, sempre rispettando quelle disposizioni, ci sembra proprio difficile riprendere nell’immediato anche e soprattutto perché in Italia, dove la stragrande maggioranza delle squadre sono iscritte nei campionati dilettantistici,  rispettare quelle norme e quelle regole sarà davvero dura.

Ne abbiamo parlato con Gianluca Dottori.

Un trascorso da calciatore con la maglia della Jesina: tutta la trafila nel settore giovanile prima all’Aurora, gemellata Jesina, allenato da Sauro Bacci e Pazienza, poi nella Berretti con Alfredo Zepponi, poi in rosa in prima squadra in C2 allenato da Spimi e Baldoni.

Dopo un infortunio è passato al Cerreto con mister Spuri Forotti prima di ritornare in rosa a Jesi con Venturini in squadra all’epoca di De Feis, Garbuglia, Appignanesi.

L’esperienza in panchina al Largo Europa è stato il via per nuove competenze nel mondo del calcio proseguite come responsabile del settore giovanile della Jesina prima di passare per Ancona, Macerata, Recanati.

Con i leopardiani ha vinto il titolo Juniores nazionale nel giugno 2018 battendo in finale a Forte dei Marmi il Seregno.

Dottori è presidente AIAC (associazione italiana allenatori calcio) di Ancona e vice presidente regionale.

Dottori raccontaci l’esperienza Sambenedettese?

“Esperienza molto importante perché vicino a Paolo Montero dove sono potuto crescere ed ho preso tutto quello che lui ha maturato negli anni che ha giocato alla Juventus e all’Atalanta. E’ una grande persona. Ovviamente allenare nei professionisti, e per me allenare per la prima volta gli adulti, è stata una crescita significativa dove ho maturato sempre più conoscenza ed a questo punto mi sento pronto ad allenare le prime squadre. La mia volontà è quella di continuare con mister Montero e poi se si presenterà l’occasione la valuterò”.

Due mesi di stop, come vivi la situazione attuale?

“La situazione attuale è particolare. Mi aggiorno da casa, on line. Il pensiero è sempre per il calcio, mi aggiorno, sono in contatto con mister Montero, con lo staff, con i preparatori atletici, con il direttore Fusco, perché è ovvio che dobbiamo monitorare la situazione insieme ai giocatori. La vivo come tutti gli allenatori che in questo momento sono fermi ma virtualmente lavorano e si aggiornano, cercano di fare programmazione tramite le piattaforme”.

Il futuro?

“Proprio nelle ore scorse è uscita questa proposta del blocco del campionato di LegaPro. Era una voce che girava da qualche settimana. Personalmente dico che ripartire sia molto difficile e, mia opinione, il campionato di serie C si fermerà, lo fermeranno. Darei la promozione alle prime classificate mentre per i play off ho dei dubbi che farle con il sorteggio sia la cosa migliore. Toglierei i play off, promuoverei le prime tre e farei una riforma dei campionati, soprattutto della LegaPro dove inserirei anche le prime della serie D perché mi sembra proprio giusto che le prime in classifica della serie D siano promosse.  Dalla serie C in giù dunque è molto difficile ripartire”.

Dunque?

“Ripartirà di certo la serie A, ho dei dubbi sulla serie B, che tuttavia con qualche modifica la faranno ripartire. Ho forti dubbi invece sulla LegaPro e il calcio dilettantistico dalla serie D alla Terza Categoria. Per me bloccheranno tutto, resetteranno tutto, per poi ripartire a settembre con la nuova stagione. Tra i dilettanti promozioni e retrocessioni è un bel dubbio perché mettere d’accordo tutte le società non sarà facile”.

Evasio Santoni

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JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte ventiquattresima)

In quel periodo Jesi poteva annoverare 120 società sportive, 17 mila tesserati, 30 impianti pubblici e una diffusa attività di base  

JESI, 20 aprile 2020 – Il 30 giugno 2014, Bruxelles, ha insignito Jesi col titolo di città Europea dello sport 2014.

Una onorificenza prestigiosa ed una opportunità importante per valorizzare e promuovere gli eventi sportivi organizzati nella città che per bacino di utenza è la più medagliata al mondo per i suoi successi alle Olimpiadi grazie ovviamente alla scherma.

Un riconoscimento europeo che ha affiancato il nome di Jesi a quelli precedentemente designati, quali ad esempio Reggio Calabria (2013), Firenze (2012), Trieste (2011) e poi negli anni successivi ad altri centri italiani importanti fino al 2020 dove è stata la città di Grottaglie ad essere scelta.

L’iter era stato abbastanza lungo.

Dopo l’accettazione della proposta della candidatura Jesi aveva ospitato la Commissione Nazionale Giudicante Città Europea dello Sport, che aveva valutato il tessuto sportivo locale ai fini della scelta tra le diverse città europee candidate, operando una valutazione degli impianti sportivi, dei luoghi preposti alle attività fisiche e della politica sportiva perseguita dall’Amministrazione Comunale.

La Commissione era proposta ad esaminare in particolare le caratteristiche del territorio (storia, cultura, turismo), le motivazioni che avevano portato alla candidatura, impianti sportivi, accessibilità degli impianti e delle attività sportive, eventi sportivi già svolti e previsti, misure volte a promuovere la salute e l’integrazione attraverso lo sport in tutte le classi sociali, presenza di società sportive, tasso di sportività della popolazione, progetto di comunicazione per la promozione della candidatura, relazioni tra l’Amministrazione pubblica locale e il sistema politico-sportivo locale, regionale, nazionale.

La Commissione era presieduta dal presidente ACES Gian Francesco Lupatelli  e dal segretario Sergio Allegrini ed è stata ospite a Jesi e poi, a conclusione, era stata organizzata prima una conferenza stampa a Palazzo della Signoria e poi una una conviviale ospite del locale Panathlon Club Jesi.

Il presidente Lupatelli nel rispondere alle varie sollecitazione dei presenti  aveva rimarcato la bella realtà sportiva della città che non si ferma ai soli risultati di vertice ma alla possibilità che hanno tutti i cittadini di praticare nei tanti impianti disseminati nel tessuto urbano, come dimostrato da quel 43% della popolazione che è tesserata con società sportive.

“Qualunque sarà in sede europea la decisioneaveva detto in quella occasione l’assessore allo sport Ugo Coltortiper Jesi è un’occasione importante. Lo stimolo per raggiungere questo ambito riconoscimento è forte così come la voglia della Jesi sportiva di fare sempre di più e meglio. Se il 43% degli jesini pratica uno sport vuol dire che tutti i cittadini sono coinvolti ed è la dimostrazione di quanto Jesi sia veramente una città a misura di sport”.

In quel periodo la città di Jesi annoverava circa 120 società sportive, 17 mila tesserati, 30 impianti pubblici, una diffusa attività di base sostenuta dagli enti di promozione sportiva, ed appunto il prestigio acquisito nello sport a livello mondiale a partire dalle olimpioniche del fioretto

Testimonial della candidatura le olimpioniche Elisa Di Francisca, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali e l’ex portiere della Nazionale Luca Marchegiani.

La cerimonia ufficiale dell’assegnazione è avvenuta il 6 luglio a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo.

La delegazione jesina era composta dal Sindaco Bacci, gli assessori Coltorti, Garofoli, Roncarelli, Giovanna Trillini, la signora Nunzia Toti dell’ufficio Sport del Comune di Jesi, Gianni Bambozzi past president Panathlon Jesi.

Bacci dopo aver ricevuto l’onoreficenza aveva sottolineato: Torniamo a Jesi non solo con un premio ma anche con informazioni utili per orientare al meglio l’azione amministrativa in funzione di opportunità di finanziamenti europei. Lavoreremo con la consapevolezza di essere una città che, anche in una sede prestigiosa come quella del Parlamento Europeo, è capace di ricevere alta considerazione”.

Il programma successivamente stilato delle manifestazioni, in elenco oltre 70 eventi, era stato molto ampio ed aveva visto la compartecipazione della Consulta dello Sport, l’Amministrazione Comunale, la Fondazione Pergolesi Spontini, il Coni, soggetti pubblici e privati ed ovviamente le società sportive.

Tra le varie attività anche convegni, incontri con grandi campioni, notte dei Musei, uno spettacolo con Gene Gnocchi, giochi vari, concerti, tornei giovanili di basket, tappa del Giro d’Italia di ciclismo donne, danza e ballo sotto le stelle, notte azzurra, inaugurazione Liceo Sportivo di Jesi, incontri con autori e personaggi legati al mondo dello sport, mezza maratona, XIV edizione del Festival Pergolesi Spontini dedicata a “Jesi Città Europea dello Sport.

Evasio Santoni

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