CALCIO / Euro2020 Inghilterra – Italia: scaramanzia, non è vero ma ci credo

Alla vigilia della finale se ne tirano fuori e se ne fanno di tutte pur di essere vicini alla nazionale di calcio italiana allenata da Roberto Mancini

JESI, 8 luglio 2021 – A Napoli, ma non solo, come ben si sa, la scaramanzia ha un posto importante nelle azioni quotidiane. Nel mondo del calcio è la stessa cosa dove ogni giocatore o allenatore, a tutti i livelli, si affida a riti ed oggetti per il buon esito delle partite.

Si dice che Sivori e Maradona prima delle gare si dirigevano sempre verso una porta per poi calciare il pallone in rete senza portiere.

Nell’ultima partita tra Italia e Spagna le telecamere si sono soffermate, durante la fase di riscaldamento, su Immobile, Insigne e Chiesa che tiravano in porta da fuori area smettendo con questo rito solo dopo aver messo la palla dentro la porta: non importa se c’era o non c’era il portiere.

Si narra che ad ogni partenza del pullman da Coverciano, centro sportivo della Figc e sede del ritiro azzurro, in questo periodo, Vialli viene sempre dimenticato.

La prima volta quando l’Italia partì per Roma per scendere in campo per il debutto contro la Turchia la cosa fu casuale ma tutte le altre volte l’azione è stata volutamente ripetuta e tutto organizzato ai minimi dettagli.

Ergo, domenica sera alle 21 tutti al proprio posto seduti ed allineati come le volte precedenti.

Anche Aldo Mancini, papà di Roberto, nella intervista rilasciata ieri al nostro giornale (leggi qui…) si è dimostrato scaramantico confermando che le partite dell’Italia per gli Euro2020 le ha viste tutte in casa solo insieme alla moglie Marianna e così sarà anche domenica sera nella finale contro l’Inghilterra.

Marino Zannotti – Roberto Mancini

Anche il ‘Mancio’ ha i suoi riti...fuori dal calcio. Si narra che ogni volta che esce con la bicicletta a Jesi con i suoi amici non si parte fino a che non è arrivato Marino. Il rito insomma è aspettare Marino perché è sempre in ritardo e Roberto Mancini impone a tutti di aspettarlo!

Per gli amanti della scaramanzia ricordiamo alcuni numeri.

Domenica 11 luglio 1982 l’Italia conquistò il titolo mondiale a Madrid contro la Germania (3-1 reti di Rossi, Tardelli Altobelli; ndr).

L’Italia ha già vinto due volte a Wembley nel 1973 (14 novembre Inghilterra – Italia 0-1 rete di Capello; ndr) e 24 anni dopo nel 1997 (12 febbraio Inghilterra – Italia 0-1 rete di Zola; ndr) e domenica sarà ancora 24 anni dopo….

Considerato che la scaramanzia alla vigilia è la miglior amica di tutti anche il presidente Mattarella domenica sarà a Wembley.

Perché? Presto detto: a Madrid 1982 c’era Sandro Pertini, a Berlino 2006 (Italia ancora campione del mondo) c’era Giorgio Napolitano.

Chiamatela scaramanzia, chiamatela azioni per propiziare la buona sorte, chiamatela come vi pare ma domenica sera 11 luglio alle ore 21 tutti al proprio posto!

Evasio Santoni

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JESI / Aldo Mancini, Roberto ha creato un gruppo, una famiglia a lui il 40% dei meriti

Tre i precedenti in Inghilterra per il Ct azzurro: lo scudetto a Manchester e le finali come calciatore di Coppa Campioni e Coppa delle Coppe

JESI, 7 luglio 2021  – Se in tutta Italia e tutti gli italiani stanno rispolverando il tricolore e gridano tutti insieme ‘forza azzurri’ a Jesi la festa è doppia ed il tifo è anche e soprattutto per Roberto Mancini il Ct della nazionale di calcio italiana che martedì sera ha battuto la Spagna ai rigori e domenica prossima a Wembley, in finale, proverà a conquistare il titolo di campione d’Europa Euro 2020.

In Inghilterra Mancini ha già esultato come allenatore nel 2012 quando alla guida del Manchester City ha vinto la Premiere League. Quel giorno, il 13 maggio, a Manchester c’era pure anche Aldo Mancini papà di Roberto e mamma Marianna a festeggiare l’impresa.

13 maggio 2012, Manchester – Roberto Mancini con papà Aldo e mamma Marianna il giorno dello scudetto

Una vittoria storica e molto sofferta. Al 90′ infatti l’undici di Mancini era sotto di 1-2 contro il Queens Park Rangers. Per diventare campioni d’Inghilterra la squadra doveva solo vincere. Al minuto 91 Edin Dzeko segna il goal del 2-2 e poco dopo Balotelli porgeva un assist ad Aguero che scartava un avversario e scaricava in porta la rete del 3-2 e dello scudetto che dopo 44 anni ritornava sul petto del Manchester City.

“Ricordo benissimo quel giornoci dice Aldo fu una gran gioia ed una gran festa. Ma Roberto in Inghilterra ha anche altre due esperienze, entrambe come giocatore, una con la Sampdoria nella finale di Coppa dei Campioni nel maggio 1992 con la vittoria del Barcellona e in Coppa delle Coppe a Birmingham contro il Real Mallorca nel maggio 1999 con la Lazio che vinse 2-1″.  

Ha parlato con Roberto nelle ultime ore?

“Certamente e come tutti gli ho fatto i complimenti per il risultato conquistato non solo e non tanto con la Spagna ma per tutto il Torneo”.

E cosa dice Aldo Mancini dell’Italia?

“Contro la Spagna l’Italia è stata, specialmente a centrocampo, leggermente inferiore ma la prestazione degli azzurri va valutata nel suo complesso. I giocatori all’inizio sono partiti per puntare ad arrivare fino in fondo. Il merito di Roberto è aver creato un gruppo, una famiglia che nella nazionale non c’era ed ha raccolto i frutti. La mia soddisfazione è ancor più forte perchè hanno giocato soprattutto i giovani. Abbiamo fatto un gran passo avanti e Roberto è stato l’attore principale, ha creduto in questi ragazzi creando un gruppo dove tutti gli vogliono bene e dove tutti hanno il piacere di stare insieme. Insomma proprio come una famiglia”. 

Aldo e Roberto Mancini

Questo è un grande merito?

“Certo e sono contento. Il merito maggiore è dei giocatori ma anche l’allenatore ci ha messo del suo”.

Contento anche che tutti parlano dell’Italia e di Mancini?

“Come non esserlo. Se l’Italia vince si è soddisfatti anche se qualcuno trova sempre il modo ed il tempo di fare qualche critica. Ora l’Italia è ritornata nel giro delle grandi squadre a livello mondiale”. 

Quanto è il merito di un allenatore in una squadra che vince?

“Il 40% ed è importante in una squadra”. 

amici di Roberto Mancini al Lady Green di Moie la sera della partita Italia – Spagna

Dove guarda la partita Aldo Mancini?

“Come sempre fatto per tutte le partite fin qui giocate dall’Italia in casa da solo con mia moglie e così sarà anche domenica prossima. Mi avevano invitato i suoi amici ad unirmi qualche volta a loro ma preferisco così”.

Oramai è anche scaramanzia? 

“Una volta c’è stato anche mio nipote con me ma preferisco essere da solo si è più tranquilli ed anche più liberi di poter dire ed esprimere la propria opinione”.

Evasio Santoni

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