PALLAMANO A2 / Chiaravalle, Mister Cocilova: «Il campionato dovrebbe fermarsi fino al 2021»

Il tecnico commenta la ripresa del campionato a dicembre: «Siamo dilettanti, i giocatori hanno paura di contagiare le proprie famiglie»
CHIARAVALLE, 28 novembre 2020 – Con i campionati di A2 fermi per tre settimane a causa Covid 19, Mister Albano Cocilova, da 13 stagioni in panchina per la ASD Pallamano Chiaravalle, dice la sua su questa riapertura anticipata e sul perché, almeno per il momento, andrebbe evitata.
Grazie mille per la disponibilità Mister, ci racconti un po’ di quella che è stata l’esperienza del contagio per la Pallamano Chiaravalle
«La squadra di A2 non si allena più dal 2 novembre. Pochi giorni dopo due dei nostri ragazzi hanno mostrato, per un solo giorno, sintomi influenzali e sono risultati positivi al tampone. Da lì, tramite un controllo a tappeto, abbiamo scoperto un totale di nove giocatori positivi (tutti asintomatici). Ad oggi di questi quattro si sono negativizzati e cinque ancora no. Al momento per noi il problema principale non è iniziare di nuovo ad allenarsi (cosa che cercheremo di fare già lunedì facendo prima un tampone di sicurezza a tutti gli atleti) ma il fatto che parecchi giocatori hanno paura di ricominciare».
La FIGH però ha deciso di riprendere la A2 dal 12 dicembre.
«Personalmente non riesco a condividere la scelta della Federazione di ripartire a dicembre quando si poteva aspettare gennaio. I tamponi preventivi, seppur utili, non sono il modo di ovviare al problema. Lo stiamo vedendo anche in A1 che ogni sabato due o tre partite saltano. Noi avremmo seri problemi a metter in campo una squadra in questo momento, i nostri giocatori (come quasi tutti in A2) non sono professionisti e devono pensare prima alla famiglia e al lavoro. Per questo credo sia meglio aspettare altri 20 giorni, almeno fino al 2021, per vedere se ci sono cambiamenti importanti in tutta Italia sul numero dei contagi e sulla diffusione del virus».
Come mai, secondo lei, alcune società si sono espresse in maniera favorevole al riavvio del campionato?
«Non riesco a capire la voglia di continuare delle altre squadre, ma credo dipenda dal fatto che finora sono stati fortunati a non avere casi in squadra. Oltretutto ci sono problemi logistici: allo stato attuale dobbiamo giocare anche nelle zone rosse, dobbiamo capire come poterci muovere. Ad esempio: quante persone possono salire su di un solo pulmino? Nei viaggi si entra in contatto con molte altre persone aggiungendo fattori di rischio anche solo per fare benzina».
I giocatori finora positivi a cosa vanno incontro dal punto di vista sportivo una volta negativizzati?
«Questo è un altro punto poco chiaro. Stando alle attuali normative non si capisce bene cosa deve fare chi è risultato positivo. Servono test approfonditi? Anche per questo credo sia meglio fermarsi ora per ripartire in sicurezza più avanti. La pallamano non è come il calcio, se c’è positivo tutta la squadra rischia la quarantena, con tutti i problemi annessi sul posto di lavoro».
In chiusura vorrebbe aggiungere qualcosa?
«Sì, certamente. Vorrei dire che noi siamo stati fortunati e che dobbiamo dare atto alla società per la risposta tempestiva messa in atto quando ha fatto fare un tampone di sicurezza a due ragazzi che hanno avuto la febbre a 38,5 per un unico giorno. Da qui ne sono usciti altri completamente asintomatici che però, purtroppo, in alcuni casi hanno passato il virus a dei famigliari. La Federazione deve capire che la paura non è tanto il contagio tra i giocatori, ma il rischio che questi portano a casa. Non siamo professionisti, fermiamoci finché siamo in tempo».
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Italiana Arbitri) sezione di Jesi.



Piccioni Riccardo: “Noi siamo fermi come tutti: sezione, polo di allenamento. Sono in contatto con i ragazzi, soprattutto via mail e social, i quali sperano che l’attività possa riprendere, che i campionati possano essere riavviati. Personalmente ne dubito. Cosa fanno i ragazzi. Tramite il settore tecnico di Roma, che ci ha inviato alcuni suggerimenti, si stanno attivando per poi essere pronti sia dal punto di vista tecnico che atletico. Dal punto di vista tecnico stiamo facendo fare ai nostri arbitri una serie di quiz a video, dove saranno restituite anche le risposte; sul piano atletico è stato predisposto un modulo di allenamento domestico da svolgere rigorosamente in casa per restare in forma pronti ad una eventuale ripresa. Ai 130 associati alla nostra sezione ho poi ribadito, e a questa cosa ci tengo particolarmente, di rispettare alla lettera le norme che ci sono state impartite ricordando a tutti che essendo arbitri, per primi, dobbiamo dare l’esempio di rispettare le norme di qualunque natura o forma, ci piaccia o no. Infine, soprattutto ai più giovani, ho chiesto di mandarmi sensazioni, stati d’animo del periodo che viviamo. Assicuro che stanno venendo fuori considerazioni di una maturità impressionante e sono convinto che quando tutto finirà emergerà il lato positivo di queste giovani generazioni per affrontare in seguito i problemi della comunità civica molto meglio di quanto abbiamo fatto noi negli ultimi decenni”.
Trudo Kevin: “In questo momento la priorità assoluta è riuscire a far migliorare la situazione, fermare il contagio, rispettare ciò che ci hanno suggerito, e precisamente restare a casa, che non mi sembra una cosa difficile da rispettare. Il calcio passa in secondo piano. Tutti noi l’abbiamo sottovalutato all’inizio. Sarebbe egoista pensare al calcio. Ma volendoci pensare dico che concludere i campionati in maniera arrangiata non sarebbe giusto sia per chi è primo, ultimo, in lotta per i play off, play out. Il campionato, qualora ce ne fosse il tempo e la possibilità, va concluso con regolarità ma dopo aver appurato con certezza che l’emergenza sanitaria sia totalmente e completamente superata. Spero che si possa concludere la stagione anche se si andrà per le lunghe, senza ovviamente esagerare, tenendo ben presente che tra noi dilettanti c’è chi lavora e che gioca anche e soprattutto per divertirsi e di conseguenza giocare ogni tre giorni aprirebbe le porte ad un altro problema e non è fattibile per tutti. Dall’Eccellenza alla terza categoria va preso in considerazione ogni cosa. Come però non è neanche giusto fermare tutto e prendere valide le classifiche così come sono in questo momento. Un bel rebus! Per parlare di calcio adesso rispettiamo quello che per il momento ci hanno detto poi chi di dovere troverà la giusta soluzione per tutti”.