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CORONAVIRUS / Decreto ‘salva economia’, 600 euro di indennità per i tesserati

Vale per le società e associazioni sportive dilettantistiche in relazione ai rapporti con i propri tesserati che percepivano compensi non superiori a 10mila euro annui

JESI, 17 marzo 2020 – Aiuti da parte del Governo anche al mondo dello sport dilettantistico.

E’ questo quello che si legge nel decreto firmato ieri dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

600 € di indennità ai collaboratori sportivi per un massimo di tre mesi e parametrata all’effettivo periodo di sospensione dell’attività. “La medesima indennitàsi legge nel decreto ‘salva economia’ approvatoè riconosciuta in relazione ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’art. 67, comma 1, lettera m, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986”.

600 € che vale come una tantum per chi è rimasto senza entrate considerata la chiusura di tutti gli impianti sportivi e di tutte le attività e per qualsiasi sport.

Vale insomma per tecnici, istruttori, calciatori, cestisti, pallavolisti, tutti i tesserati e collaboratori di qualsiasi disciplina sportiva impegnati nello sport dilettantistico, che percepivano finora compensi, dimostrabili ed esentasse, fino a 10mila € l’anno.

Un aiuto economico importante in un momento dove il futuro sembra davvero segnato, almeno per certe categorie e per certe discipline.

Un anno sportivo che potrebbe già aver definitivamente concluso il proprio percorso in attesa delle decisione di come verrà considerato a livello di promozioni e retrocessioni.

Con oltre un mese di inattività assoluta è difficile immaginare ripresentarsi in campo e continuare da dove si era lasciato specialmente per chi, come in questo caso, ha necessità di una attività fisica costante e continuativa per poter rendere al meglio.

Le ipotesi al vaglio sono tante come pure quella di azzerare e annullare tutto e di ripartire a settembre 2020 come se da settembre 2019 a febbraio 2020 non fosse successo niente.

D’altronde, con tre mesi ancora da giocare, ogni verdetto sarebbe potuto essere ribaltato, anche quelli decisamente più positivi o negativi che siano.

Oggi più che mai il detto ‘fino a che la matematica non ci condanna o ci premia‘ è attuale e veritiero.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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