Basket / Noah Giacchè: “Il mio percorso è partito da Jesi, ma la strada è ancora lunga”

Dal primo canestro alle prime responsabilità in campo, il racconto di un ragazzo che ha trasformato la passione in professione, portando con sé i valori e la mentalità della sua città. L’importanza di coach Ghizzinardi
JESI, 16 ottobre 2025 – Nostra intervista a Noah Giacchè giocatore di basket cresciuto nell’Aurora Jesi e oggi uno dei protagonisti della stagione con la Dinamo Gorizia.
Noah, se ti guardi indietro, qual è stato il momento in cui hai capito che il basket sarebbe stato più di una passione?
Il momento in cui ho capito che il basket sarebbe stato più di una semplice passione è stato il mio primo anno in Serie B. Fino ad allora avevo vissuto lo sport come un percorso condiviso con i miei amici, senza una vera prospettiva lavorativa. Dopo l’esperienza in Toscana, a Pontedera, che avevo considerato più una sfida personale che una strada definitiva, tornare a Jesi e far parte della prima squadra è stato decisivo. Lì ho dimostrato a me stesso e agli altri che potevo stare in campo — e starci bene. Da quel momento ho cambiato mentalità: ho iniziato a vivere e pensare come qualcuno che voleva fare del basket il proprio lavoro.
Chi ti ha trasmesso di più — tecnicamente e umanamente — durante gli anni di formazione a Jesi? C’è una figura o un episodio che senti ancora come “la scintilla” del tuo percorso?
A Jesi ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno lasciato molto. Dorando Costantini è stato un punto di riferimento nei primi anni, soprattutto nell’approccio allo sport in generale. Poi Marco Raffaeli, con cui ho ancora oggi un bellissimo rapporto, e Massimo Costagliola, che ha proseguito il lavoro di Marco portandoci alle finali nazionali under 16 con i ragazzi del 2000. Importanti anche Francesco Francioni, che ha fatto da ponte tra le giovanili e la prima squadra, e Marcello Ghizzinardi, che mi ha lanciato come professionista. Ricordo un episodio in particolare: durante una partita di Supercoppa, al secondo anno, stavo faticando. All’intervallo, coach Ghizzinardi mi sbatté la lavagnetta in testa e mi disse: “Svegliati, non sei più l’under appena arrivato!”. In quel gesto ho colto la volontà di responsabilizzarmi, di farmi capire che il mio ruolo era cambiato. È stato un momento chiave della mia crescita.
Quest’anno stai viaggiando su numeri importanti, ma la tua crescita sembra andare oltre le statistiche. In cosa ti senti davvero maturato come giocatore e come uomo?
Sono felice dei numeri, ma non mi fermo a quelli. Guardo a come la squadra gioca, a come posso incidere di più per aiutare i compagni e la società. Mi sento cresciuto nella gestione della squadra e dei momenti della partita. Sto imparando a restare positivo, a portare sempre energia e concretezza. È un’arma che sto affinando, e i risultati si vedono.
Jesi è una città che vive di basket e di talento locale. Quanto ha inciso l’ambiente jesino sulla tua mentalità e sul tuo modo di stare in campo?
Tantissimo. Jesi e Pontedera sono state le due tappe che più mi hanno formato. Crescere in una città che respira pallacanestro ogni giorno è una fortuna che capisci pienamente solo col tempo. L’etica del lavoro, la serietà dei progetti e la qualità degli istruttori jesini hanno alzato il livello di tanti giocatori, me compreso. Avere assorbito quella mentalità e portarla nei contesti successivi è stato fondamentale per emergere.
Da playmaker sei il cervello della squadra. Cosa significa per te “guidare” un gruppo oggi, e quanto c’è del ragazzo cresciuto nelle giovanili jesine nel modo in cui lo fai?
Guidare un gruppo è una responsabilità che mi onora. Poter contare su compagni che credono in me, e credere in loro, è una sensazione unica. Il mio modo di essere leader nasce a Jesi: lì ho imparato la fame, la voglia di vincere e la costanza nel migliorarsi. Sono valori che porto dentro ogni settimana, in ogni partita.
Ti immagini, un giorno, di riportare quella stessa leadership nella tua città, magari vestendo di nuovo la maglia jesina?
Sicuramente. Giocare per la propria città è un sogno che tutti abbiamo da bambini. Oggi sono concentrato su Gorizia: qui c’è un progetto serio, una società solida e un ambiente che sta crescendo. Non escludo nulla: se un domani ci fosse la possibilità di tornare a Jesi, la prenderei sicuramente in considerazione.
Se potessi parlare al Noah di dieci anni fa, quello che sognava dietro un pallone da basket a Jesi, cosa gli diresti oggi?
Gli direi di partire e di non aver paura. Crescere lontano da casa ti forma, ti fortifica dentro e fuori dal campo. Partire a quindici anni, e poi di nuovo da professionista, non è stato facile, ma mi ha reso ciò che sono oggi. Gli direi di credere sempre in se stesso e di non smettere mai di inseguire i propri sogni, perché con dedizione possono diventare realtà. Per me è stato così.
Matteo Sebastianelli
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JESI, 25 gennaio 2024 – La “sua” EA7 Milano ha giocato domenica scorsa alla Vitrifrigo Arena di Pesaro, stritolando letteralmente la Carpegna Prosciutto (65-85). Un’occasione buona concedersi un giorno di riposo a casa sua, a San Marcello.
In Eurolega, anche se in questa stagione vanno alla post-season le prime 10, siete nelle condizioni di non dover sbagliare più niente…

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SENIGALLIA, 26 Maggio 2023 – Terminato con un’amara discesa (o riposizionamento, che dir si voglia) nella futura B Interregionale, è tempo di bilanci ma anche di guardare avanti per la Goldengas Senigallia.

JESI, 14 maggio 2023 – Lo hanno preso in parola. Da sempre andava dicendo: “a 70 anni appenderò le scarpe al chiodo”.


JESI, 20 ottobre 2022 – Domenica 23 ottobre, match importante per la General Contractor Jesi che ospiterà al PalaTriccoli la corazzata Firenze dell’ex Luigi ‘Gigio’ Gresta. 




A proposito dei primi allenanti ufficiali di lunedì Ghizzinardi specifica: “A diffidenza di come accadeva anni addietro ora da subito i giocatori avranno un tipo di allenamento con la palla in mano: non “cinque contro cinque” ma situazioni di “contro zero”. Ad esempio cinque contro zero o tre contro zero. Si punterà quindi inizialmente su un tipo di allenamento tecnico basato sulle collaborazioni ma non prettamente agonistico. Un’intensità bassa dovuta al lavoro intenso che verrà svolto invece al mattino (la preparazione atletica sulla pista del Cardinaletti). Per quanto riguarda le sedute specificatamente tecniche occorrerà attendere i confronti ed i responsi delle prime partite amichevoli, a cominciare da quello contro Ancona.”













Un progetto, come è stato presentato, di medio/lungo termine atto a riportare la pallacanestro di Jesi nel posto che più le compete con la promessa di tener fede al glorioso passato dell’Aurora, tanto che sul tavolo dei nuovi dirigenti era stata posta, non a caso, e spiccava imponente la foto della squadra che era salita in serie A1, e con l’intento di riscattare un posto al sole già a partire dal prossimo campionato.

JESI, 29 luglio 2022 – C’era da aspettarselo che l’atmosfera era tesa e che i tifosi, presenti in numero consistente, avrebbero confermato il loro ‘non gradimento’ in questa operazione nata male e che sta proseguendo sulla stessa falsariga per mancanza sopratutto di chiarezza, di tempi adeguati ed opportuni, di credibilità.
La novità inaspettata ha suscitato non poche perplessità o dubbi da parte della piazza.






Ad anticipare tutti era stato però il vice Sindaco di Jesi, nonchè assessore allo sport del Comune di Jesi Samuele Animali che in mattinata ha telefonato all’ex amminisratore unico Lardinelli il quale gli ha sostanzialmente confermato quanto da noi scritto.



“Preso atto della decisione assunta da Nelson di concludere la propria carriera da giocatore – scrive la società aurorina – gli è stato offerto il ruolo di Club Manager lasciato vacante durante la scorsa stagione da Michele Maggioli. Nelson –prosegue la nota – entrerà nello staff come figura di raccordo tra società e squadra, mettendo a disposizione la sua pluriennale e consolidata esperienza di parquet, con l’obiettivo di trasformarla in efficienza nel nuovo ruolo societario”.


Patrick Gatti, (foto di primo piano dal sito dell’Aurora basket) classe 2001, di Como. E’ cresciuto tra le giovanili del Cantù, grazie al quale riesce pure ad ottenere varie convocazioni nelle Nazionali Giovanili, spiccando già per le sue qualità. Nel 2017, con l’Italia Under 16, ha partecipato anche all’Europeo in Montenegro, chiudendo al nono posto. Nel 2019/20, debutta Senior sempre con Cantù dove assieme alla squadra ottiene un record di 19 vittorie e 4 sconfitte. Inoltre, vittoria in Supercoppa e una combattuta semifinale playoff contro Livorno, persa soltanto in gara 5. Si mette comunque in luce tanto da valergli la chiamata da Fabriano, ma nel corso dell’anno, non riuscendo qui a trovare la sua dimensione, ritorna in Brianza.














Vince a Civitanova gara 4 mettendo la parola fine ai play out. ha vinto per 68-79 al termine di una partita dove le emozioni e il cuore non sono di certo mancati.


Un super Riccio e gli over time risultano letali per gli arancioblù i quali dovranno giocarsi il tutto per tutto nelle gare 3 e 4 a Civitanova.
Over time. Che proseguono in un clima di tensione e falli. Jesi perde lucidità . Al 44’ sul 70-75 con Rizzitiello che dalla lunetta fa 1/3 e Magrini successivamente sbaglia un tiro da tre. Valentini a 7” dalla fine commette il quinto fallo su Costa che realizza 2/2 mandando in ghiaccio la partita, 72-77.
Coach Francioni: “ci prendiamo questa prima vittoria ma abbiamo da lavorare sulle difficoltà incontrate, soprattutto durante il primo quarto. Siamo partiti a rilento e abbiamo concesso troppi spazi. Bravi i ragazzi a restare sul pezzo e a capire quali cose non andavano specie in attacco dove inizialmente abbiamo sofferto la fisicità degli avversari, che è poi un loro tratto distintivo. Tolta la paura iniziale, abbiamo sbloccato la situazione e poi preso il largo. Vittoria soddisfacente ma che non conta nulla. Abbiamo ancora da lottare e non sono ammessi sbagli. Il campo di Civitanova oltretutto è molto impegnativo e dobbiano andarci forti di un dippio vantaggio: nella gara di ritorno della regular sesason ci diedero una severa lezione”.







maggio e mercoledì 18 maggio al Palatriccoli (foto in primo piano di Gino Candolfi) mentre gara3 ed eventuale gara4 venerdì 20 maggio e domenica 22 maggio in trasferta. L’eventuale gara5 mercoledì 25 maggio sempre al Palatriccoli.
Alla vigilia dell’ultimo turno di campionato, con l’Aurora Jesi che ospiterà al Palatriccoli Teramo, non è ancora definitivo il nome dell’avversaria play out considerato che la classifica recita: Civitanova punti 8, Montegranaro e Giulianova punti 6. Civitanova domenica 8 maggio giocherà in casa sarà Faenza mentre Montegranaro sarà a Roseto e Giulianova a Rieti. Chi tra queste tre arriverà prima in classifica, al momento tutto lascia pensare Civitanova, affronterà l’Aurora Jesi.












Gay, Gloria e Ferraro sono stati protagonisti di buone giocate ma quando Roseto ha alzato i ritmi, spinti da un micidiale Serafini e da Pastore autore nelle ultime battute di gioco della tripla vincente, non c’è stato niente da fare e gli abruzzesi, con questi due punti, ritornano di fatto solitari in testa della classifica.
Il suo nome è stato ed è legato alla concessionaria Renault in viale don Minzoni a Jesi, attività in essere sin dal lontano 1972 avviata in via Colocci.


















Il quale si è mostrato visibilmente sotto tono e provato dalle tante gare ravvicinate, tre in sette giorni, che non ha giovato. Bene Gloria, protagonista di belle giocate, che si distingue tra le file arancioblu con i suoi 22 punti.
