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VIRUS / Per qualsiasi sport si ipotizza lo stop totale: tutto non sarà più come prima

Non ci sono né precedenti né regolamenti a cui far riferimento. In Abruzzo, al tempo del terremoto a L’Aquila, le classifiche maturate fino a quel momento furono considerate definitive

VALLESINA, 13 marzo 2020 – Stiamo andando verso decisioni nette e, purtroppo, drastiche. Parliamo di sport, parliamo soprattutto, per ciò che ci riguarda, di campionati dilettantistici: calcio, pallacanestro, pallavolo, pallamano, pallanuoto, scherma, rugby, calcio a cinque.

Paolo Cellini, presidente del Comitato Regionale marchigiano della Figc nei giorni scorsi, all’indomani del decreto del Presidente del Consiglio Conte che stoppava ogni attività fino al 3 aprile, aveva ottimisticamente dichiarato: “Siamo ancora in tempo”.

Dobbiamo essere tutti ottimisti e dobbiamo fare il tifo per questa previsione, il che vorrebbe dire che la situazione emergenza sanitaria sarebbe rientrata, per il bene di tutti.

Ieri però la dichiarazione del dott. Ricciardi, dell’Organizzazione Mondiale della sanità, che collabora con la Protezione Civile e con il Governo Conte, si è lanciato in una previsione che, se confermata dai fatti, non lascerebbe aperta alcuna possibilità, ipotizzando come l’estate 2020 la linea di confine tra l’emergenza ed il ritorno alla normalità.

Se questo sarà confermato l’ipotesi di incominciare a pensare di considerare i campionati degli sport sopra citati chiusi alla data attuale e quel che è stato fatto in pratica diventa definitivo, diventa realtà.

Non ci sono precedenti simili ma potrebbe essere preso ad esempio quanto accadde in occasione del terremoto de L’Aquila che avvenne nel mese di aprile 2009.

In quella circostanza, in Abruzzo, le classifiche maturate fino a quel momento furono considerate definitive. A livello di regolamenti, nel Noif per il calcio, c’è un vuoto perché un’ipotesi simile non viene presa in considerazione.

Stanno dunque emergendo in questi giorni tutta una serie di questioni in ordine a chi retrocede ed a chi viene promosso, a meno di una vera e propria moratoria.

Le ipotesi vanno dalla ripresa delle competizioni, allo stop della stagione regolare per l’avvio di play-off e play-out così stando alle classifiche attuali fino alla cancellazione della stagione sportiva.

Una situazione difficilissima che metterebbe in ginocchio, e perché no anche sul piano economico, le piccole società di provincia e di quartiere visto che gli sponsor, i quali vengono soprattutto dal mondo degli imprenditori locali, o addirittura dalle amicizie personali, alla fine di questa emergenza, sarà più facile che si concentrino sulle proprie aziende anziché al sostegno delle squadre di calcio anche se davanti casa loro o dove loro stessi magari giocano.

Sempre per il calcio il Consiglio Federale straordinario della Figc del 23 marzo potrà dare risposte più esaustive in tal senso, ma per quella data l’impressione è che regni ancora tanta incertezza.

L’auspicio e la speranza è che, però, tra 10 giorni si possano iniziare ad intravedere i primi risultati di queste misure restrittive per evitare il contagio da Coronavirus.

A quel punto, ciò che è speranza diventerebbe certezza. Allora i campionati potrebbe concludersi in tutta tranquillità sui campi da gioco.

Ci viene in mente in momenti così difficili i celebri versi di Lorenzo de’ Medici il Magnifico “di doman non c’è certezza” pur consapevoli di quello che è, purtroppo, il presente; prima d’ora mai vissuto.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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