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PALLAMANO / Testa, cuore e gambe: il primo scudetto della Polisportiva Cingoli, le guerriere di Chianciano Terme

Il racconto della vittoria dello scudetto allieve del 1992-1993, che aprì le porte al periodo d’oro della Polisportiva Cingoli in ambito femminile

CINGOLI, 4 aprile 2020 – Il primo scudetto non si scorda mai, specie se è tutto in rosa. Le terribili allieve femminili della Polisportiva Cingoli della stagione 1992-1993, infatti, sono state le prime a portare il tricolore nella pallamano della società di Via Cerquatti.

Le ragazze erano allenate da Riccardo Trillini, ora direttore tecnico della Nazionale italiana. Oggi cercheremo di ricordare le emozioni di quei momenti.

Le protagoniste e il ritiro

La squadra veniva da due vittorie sfiorate: nel ’92 perse in finale, mentre nel ‘91 finì al terzo posto. Era quindi l’annata giusta per riprovarci. Mister Trillini convocò in estate Lucia Olivieri, figlia dello storico fondatore della società Quinto insieme a Luigino Quaresima, Eleonora Paciarotti, Giada Rapaccini, che in seguito diventerà allenatrice, Martina Coppari (ora assessore comunale), Barbara Tavoloni, Ottavia Branchesi, Pamela Gianfelici, Emanuela Pesaresi, Erica Matellicani, Maria Laura Maggiori e Michela Ciattaglia. «Il primo scudetto vinto – ci spiega proprio Riccardo Trillini – fu solo la consacrazione di un periodo della mia vita straordinario. Non c’era neanche bisogno di vincere i campionati per far sì che questo decennio diventasse il più bello e cruciale della mia carriera sportiva».

Riccardo Trillini, direttore tecnico della Nazionale di pallamano

Il ritiro di preparazione si è svolto presso il Convento dei Frati Cappuccini, poi successivamente all’Hotel Balcone delle Marche. Mister Trillini aveva già consegnato delle schede di pre-preparazione 15 giorni prima del ritiro, con diversi test per verificare se i compiti svolti a casa erano stati effettuati correttamente. Le atlete, anche se adolescenti, facevano sempre il loro dovere. «Quelle ragazze – continua il dt della Nazionale – sportivamente furono la mia scuola. Per loro era la prima esperienza sportiva. Forse per questo, e soprattutto per i tempi di allora, che è ancora più straordinario quello che davano a livello umano. Con loro avevo un rapporto di giovane padre con tante figlie. Ancora oggi, quando ci si incontra, vengono fuori più facilmente i ricordi della vita quotidiana, piuttosto che i ricordi sportivi».

Venivano effettuate ripetute nella zona del Tiro a Segno di via Cerquatti e venivano affrontati i gradoni dello Stadio Spivach. Nel corso delle stagione, le ragazze si allenavano e giocavano nella Pista di Pattinaggio, alla vecchia Pretura, in tutte le condizioni, con freddo e pioggia. Con umiltà, disordine, “cagiara” e tanta voglia di scherzare, le adolescenti cingolane amavano talmente tanto la pallamano da diventare delle vere e proprie professioniste.  Non è da tutti appassionarsi così, di qualcosa nella vita che faccia passare il sudore ed i sacrifici, come se siano la “normalità”.  «Molte di loro – chiude Trillini – ancora dicono che se potessero farebbero rivivere quell’esperienza ai loro figli, il che è tutto dire».

Lo scudetto

Dopo aver brillantemente superato la fase interregionale, le cingolane ottennero il pass per le finali nazionali di Chianciano Terme, in programma dall’11 al 13 giugno 1993. Le ragazze sono state accompagnate, oltre che da mister Trillini, anche dal segretario Mirco Mazzieri e dall’allenatore della squadra maschile Alessandro Bordoni. La squadra, nonostante non partisse con i favori del pronostico, smentì tutti gli addetti ai lavori e trionfò, battendo in finale la blasonata Sassari. Dopo 13 anni di storia, la Polisportiva aveva portato a Cingoli il primo tricolore.

«Nonostante – aggiunge Sara Amico, all’epoca giocatrice – la mia giovane età, come anche di tutta la squadra, ricordo benissimo l’emozione per un qualcosa di straordinario che abbiamo raggiunto, dopo tanti sacrifici e tante emozioni. Comunque quello che rimane nel tempo è l’amicizia e il rispetto che si sono creati all’interno di un gruppo fantastico. La sensazione era di aver raggiunto un obiettivo che agli occhi di tutti, o quasi, era irraggiungibile. Questo ci ha dato ancora di più una grande soddisfazione, che ci ha portato a raggiungere ulteriori traguardi nel tempo».

Gli anni d’oro della pallamano femminile cingolana

Le eroine di Chianciano, insieme ad altre pallamaniste, tra le altre, del calibro di Cristina Chiaraberta, Loretta e Simona Leoni, Giorgia Gianlorenzi e Cinzia Battistoni, infatti, si renderanno protagoniste degli anni d’oro della Polisportiva Cingoli in ambito femminile, con lo scudetto Juniores e la promozione in Serie A1 nel 1993-1994, fino al culmine raggiunto nel 1997 con la finale di Coppa Italia persa contro la Jomsa Rimini e la partecipazione alla Coppa delle Coppe. Alcune di loro arriveranno anche a giocare in azurro, mentre mister Trillini diventerà pochi anni dopo allenatore della Nazionale Juniores, trampolino di lancio di una carriera di vittorie e successi tra Ancona, Teramo, Conversano, Bressanone, nel campionato del Lussemburgo ed ora nella Nazionale maschile.

Solo in anni recenti, con le Analla’s Girls, si torneranno a vivere forti emozioni in ambito femminile. Le ragazze terribili di Trillini, definito dai giornali dell’epoca un “Sacchi minore”, hanno i loro nomi impressi nella storia dello sport cingolano e della pallamano marchigiana.

Si ringraziano Mirco Mazzieri, Riccardo Trillini e la FIGH, Emilia Mazzuferi, la pagina facebook Pallamano Cingoli – Operazione Nostalgia, Sara Amico e tutte le atlete di quell’annata

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Giacomo Grasselli

giacomo.grasselli@qdmnotizie.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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