Jesi / Romano Piaggesi su Velasco: “Un genio: quella volta tra Carbonari, tango e bar Europa”

A poche settimane dalla medaglia d’oro italiana della pallavolo femminile alle Olimpiadi di Parigi si parla ancora di Julio Velasco ed in particolare con uno degli amici più vicini e fidati del  tecnico argentino

JESI, 31 agosto 2024 – “Non sono rimasto troppo meravigliato dalla medaglia d’oro di Parigi 2024. Conoscendo Julio sapevo che avrebbe fatto un lavoro eccezionale”.

romano piaggesi

Parola dello jesino Romano Piaggesi, ex allenatore Nazionale Sordi e Sitting Volley nonché ex collaboratore di Julio Velasco (indimenticabile l’annata 1984-85 in serie A2), ancora oggi suo grande amico al di fuori del rettangolo di gioco.

Piaggesi non ha bisogno di troppe presentazioni, avendo allenato a tutti i livelli, sia come prima squadra che come settore giovanile, facendo registrare importanti esperienze in qualità di allenatore in Serie A2 Maschile e B Femminile.L’oro Italvolley femminile alle Olimpiadi 2024? A mio avviso Julio era la persona giusta per entrare in quella specifica situazione, che si era venuta a creare con le giocatrici della squadra. Devo dire anche che Julio, a mio avviso, ha fatto una cosa geniale, portandosi dietro degli allenatori del calibro di Barbolini e Bernardi”.

Piaggesi ricorda poi il Julio Velasco del 1984-85, alla Palestra Carbonari di Jesi. In società, in quella stagione di A2, c’erano anche altri grandi personaggi del volley come Beppe Cormio e Paolo Giardinieri. “Julio era un innovatore, un genio. Il suo era un modus operandi diverso di allenare, con delle regole ben precise, sfruttando perfino il corridoio della Carbonari per non perdere tempo. È stato veramente importante, diede subito una certa impronta. La prima cosa che face quando entrò nel club jesino è chiedere alla società di poter avere più allenatori possibili del posto. Ovvero di chiedere magari a degli allenatori, che allenavano nei dintorni, di tornare in società. In questo modo, in caso di addio a Jesi (come fu poi nel 1985, direzione Panini Modena), ci sarebbero state delle basi concrete per poter lavorare tutti in un certo modo.  A Julio, dunque, sarebbe piaciuto lasciare in ogni modo, dentro la società, qualcosa di tangibile… A tal proposito ricordo che quasi tutti noi allenatori di Jesi (lo stesso Piaggesi ma anche Cecato e Pigliapoco, ndr) alla fine  eravamo in società…”.

Su Velasco Romano Piaggesi rivela: “Mi chiedete se può essere etichettato come un leader calmo? Direi che Julio dà l’impressione di essere estremamente calmo, riflessivo, studioso della partita. Ma con i giocatori vi assicuro che, se qualcosa non va, si fa sentire eccome! Sa essere duro con le parole giuste…”.

Aneddoti indimenticabili quelli vissuti con Velasco tra il 1983 e il 1985. “Di aneddoti ce ne sono in quantità industriale. Tutti i sabati e le domeniche, ad esempio, passavo con mia moglie a prendere lui, con la moglie e le figlie, nel suo appartamento di Pianello Vallesina: lo portavo a girare un pochino il nostro entroterra. Dalle sagre alle varie feste di paese. La nostra amicizia, d’altronde, è nata anche e soprattutto per queste situazioni qui. Impossibile dimenticare, tanto per citare un altro aneddoto, quando per la prima volta dopo tantissimo tempo riuscì a ballare con sua moglie un tango, mentre io e la mia tenevamo le sue bambine. Al secondo anno, sempre alla guida del volley Jesi, cambiò casa: da Pianello Vallesina a Jesi, sponda Viale Verdi, sopra all’ex bar Manoni, con la moglie e le sue due bimbe. In questo caso riusciva a spostarsi facilmente tra il vecchio caffè Manoni e il bar Europa. Era ormai conosciutissimo e stimato in zona, posso assicurare che girava abbastanza per Jesi tra buon cibo e passeggiate per il corso…”.

La conclusione di Piaggesi lascia un po’ l’amaro in bocca, come tra l’altro ci avevano confermato in tempi recenti Beppe Cormio e Paolo Giardinieri. “A Jesi stava nascendo qualcosa di straordinario sotto il profilo pallavolistico. Erano stati fatti dei programmi importanti, purtroppo venne a mancare presto il discorso economico. Saltò tutto ma era stata data una gran bella impostazione, con Beppe Cormio principale protagonista di questa cosa. Con quell’orientamento organizzativo e quell’impostazione si poteva lavorare davvero molto bene e creare un qualcosa di sensazionale”.

intervista a cura di Daniele Bartocci

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foto primo piano: Piaggesi, Velasco, Giardinieri, Massaccesi



VOLLEY / Da Velasco ai successi alla Lube, la carriera vincente di Giuseppe Cormio

Lo jesino, direttore sportivo della società civitanovese fresca scudettata, ha ancora un forte legame con la città

JESI, 1° maggio 2021 – C’è un pezzo di Jesi nel sesto scudetto della Cucine Lube Civitanova Marche in SuperLega Credem Banca di pallavolo. Il direttore sportivo della società, infatti, è lo jesino Giuseppe Cormio, per tutti Beppe. Negli anni ‘80 è stato giornalista e in seguito dirigente della Pallavolo Trevalli Jesi ai tempi di mister Julio Velasco, chiamato proprio da lui ad allenare la squadra di volley della città nel 1983.

Le emozioni da giornalista

Nato a Jesi nel 1955, da giovanissimo è stato corrispondente di diverse testate televisive e radiofoniche locali e nazionali, come Tv Centro Marche, Il Resto del Carlino e Telemontecarlo. Raccontò via radio una pagina storica dello sport della città di Federico II, ovvero la storica promozione in Serie C2 della Jesina nello spareggio di Arezzo contro il Riccione, il 7 luglio 1981.

«Non sono un nostalgico – spiega Cormio – ma ricordo tutto di quella giornata. La mia telecronaca con le interviste ancora si può trovare su YouTube ed ogni tanto me la vado a risentire. Ero molto giovane e molto tifoso della squadra, mi ricordo questo esodo di 7 mila persone da Jesi verso la Toscana, qualcosa di irripetibile. Mi ricordo il caldo di quella giornata, il gol di Ballarini, le emozioni vissute con la dirigenza della Jesina nelle persone dei compianti Latini, Fazi e tanti altri che hanno fatto la storia del calcio importante a Jesi. Ricordo bene il ritorno nella nostra città, con la festa in un albergo-ristorante. E’ una di quelle belle emozioni che restano indelebili nella memoria. Da giornalista l’avevo vissuta con tanta intensità e passione, realizzando servizi per Tv Centro Marche sia lungo la strada che alla stazione, con un treno speciale di mille tifosi leoncelli».

Il passaggio alla carriera dirigenziale e l’incontro con Velasco

Nel 1983 lasciò il giornalismo e divenne direttore sportivo della TreValli Jesi di pallavolo. «Ripenso spesso – spiega Cormio – alla casualità di questa carriera fortunata che ho avuto nello sport. Ho scelto di lasciare il mio mestiere di giornalista a quasi 30 anni, per provare a lavorare in ambito sportivo. All’epoca sembrava una cosa folle, un passo azzardato, in un momento in cui la pallavolo non aveva nulla di professionistico».

Poco dopo il suo ingresso nella società jesina, ingaggiò come allenatore un tecnico argentino sconosciuto ai più, ovvero Julio Velasco. L’accoppiata Cormio-Velasco portò alla società una storica promozione in Serie A2, prima che l’argentino diventasse uno degli allenatori sportivi più famosi e vincenti al mondo, vincitore di 2 mondiali, 3 europei e 5 World League con l’Italia, 4 scudetti e 3 Coppe Italia con squadre di club.

In piedi Giuseppe Cormio accanto a Julio Velasco nel 1983 – foto dall’album di Alberto Santoni

«Aver scelto Velasco – racconta Giuseppe Cormio – ha condizionato non solo la mia vita, ma anche quella di tante altre persone nella pallavolo. I suoi successi, specie con la “Generazione di fenomeni”, ci ha fatto capire che la nostra passione poteva diventare una professione. Penso che io sia stato fortunato quando ho chiamato il mister argentino, su consiglio di alcuni atleti suoi connazionali già in squadra. Penso spesso che ci siano delle concomitanze con la vita di tutti che cambiano il corso degli eventi. Poco tempo fa, la trasmissione “Vite incrociate” di Radio 24 ha analizzato l’incrocio della mia vita con quella di Velasco e come quest’incontro abbia introdotto tante novità nella pallavolo e nello sport in Italia».

In successi in giro per l’Italia

Anche la carriera dirigenziale di Giuseppe Cormìo è stata costellata da grandi successi. Nel 1990 passò al Petrarca Padova in Serie A1 nel ruolo di team manager. «E’ stato – spiega Cormìo – il primo passo nella pallavolo professionistica, dove ero anche il responsabile dell’ufficio stampa, per cui potevo conciliare queste due passioni».

E’ passato all’Alpitur Cuneo nel 1993, contribuendo alla vittoria di diversi trofei italiani ed internazionali. Dopo le parentesi alla Sicc Jesi di basket come direttore generale tra il 2000 e il 2001 e alla Bre Banca Cuneo, tornò a Padova fino al 2005, quando accettò la carica di General Manager del Trentino Volley a Trento. Grazie alle sue scelte di mercato e alla sua lungimiranza, la società in 7 anni vinse i suoi primi trofei in Italia e nel mondo, diventando una delle più vincenti del panorama nazionale. Ha fatto parte successivamente della dirigenza del Siena Calcio e della Robur Costa Ravenna di pallavolo.

Da sinistra Osmany Juantorena, il patron della Lube Fabio Giulianelli e Beppe Cormio con la coppa dello Scudetto 2021

Il ritorno a casa: Civitanova e Jesi

E’ tornato poi nelle Marche nel 2016, diventando il direttore sportivo della Lube Civitanova, dove sta vivendo un ciclo vincente di trionfi, con il culmine del triplete del 2019 con Scudetto, Champions League e Mondiale per Club, mentre in questa stagione è arrivato il double Campionato-Coppa Italia. Con Cormio in dirigenza, la società civitanovese ha vinto in totale anche 3 campionati italiani, 3 Coppe Italia. Anche sua figlia Gaia (nella foto di copertina) fa parte da quest’anno dello staff societario.

Giuseppe Cormio in occasione del premio giornalistico Giuseppe Luconi a Jesi nel settembre 2020

Il dirigente, nonostante i tanti anni “fuori casa”, ha ancora un forte legame con Jesi. «Torno in città – spiega Cormio –  quasi tutte le settimane, ho ancora tanti amici. Quando ho organizzato eventi importanti, come i campionati mondiali di Beach Volley e Soccer in collaborazione con Sky, ho sempre scelto la mia città, ce l’ho nel cuore. Con lo spostamento della Fontana dei Leoni in Piazza Federico II, certi eventi non si riuscirebbero più ad organizzare. Seguo gli eventi e le notizie della città attraverso i quotidiani ed i siti specializzati. Ho un affetto molto particolare per Jesi e la Vallesina: un’associazione socio-culturale appena nata, rappresentata da persone che lavorano in diversi settori importanti per la vita sociale, ha chiesto il mio contributo per delle proposte per il futuro della vallata, e ho detto subito sì. Mi ricordo bene, inoltre, del vostro Evasio Santoni, soprattutto quando giocava a calcio: era molto bravo e tecnico, anche se un po’ lento».

Giacomo Grasselli

giacomo.grasselli@qdmnotizie.it

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