Tiro a Segno / Cingoli, il presidente Andrea Losa: “Il nostro impianto non chiuderà mai”

La replica del presidente dell’associazione di tiratori cingolani circa la presunta chiusura a causa della futura Casa di Riposo. “Tutti i nostri stand sono a norma. Abbiamo deciso noi di non puntare sulla linea dei 200 metri. Anche se non condivido il progetto dell’amministrazione comunale, abbiamo anche il certificato acustico sul rumore. Noi e Jesi proponiamo servizi diversi: non vogliono portarci via il Tiro a Segno. Non capisco l’accanimento verso di noi in campagna elettorale”
CINGOLI, 21 giugno 2024 – “Il Tiro a Segno di Cingoli non chiuderà mai, sia chiaro per tutti”. Esordisce così Andrea Losa, presidente dell’associazione dei tiratori cingolani con sede nella tanto chiacchierata struttura di via San Giuseppe, tra San Bonfilio e l’Aula Verde “Cavalletti”, nelle vicinanze del PalaQuaresima e dello Stadio Spivach. Proprio alle adiacenze del poligono di tiro, infatti, sorgerà la nuova Casa di Riposo, che tanto ha fatto discutere nell’ultima campagna elettorale.
Proprio il Tiro a Segno è stato oggetto di numerosi post sui social circa una sua presunta chiusura a causa proprio della costruzione (ancora non avviata) della nuova struttura per anziani. “Si leggono molte notizie inesatte – chiarisce Losa nell’intervista esclusiva a Vallesina.TV – e non veritiere sui social network. Direi che sono notizie da ‘osteria’, con poche fondamenta”.
“I nostri stand sono tutti a norma. Abbiamo accantonato noi la linea dei 200 metri”
Losa smentisce con forza molte argomentazioni usate dalla popolazione. In primis, quella secondo la quale gli stand dell’impianto non siano agibili. “Tutti i poligoni funzionanti nel nostro impianto sono a norma – spiega -, con tanto di collaudo dell’Unione Italiana Tiro a Segno e del Comando Militare di Pescara. Abbiamo, dunque, l’agibilità su tutti gli stand: 25 metri, 50 metri e aria compressa. Con tanto di firma dei militari che l’hanno collaudato.
Parlando, invece della linea dei 200 metri, non è una struttura che ci interessa più. Il motivo è semplice: per star dietro a tutte le normative dovremmo spendere una cifra vicina ai 400 mila euro. Non so se bastano. Con quei pochi tiratori che frequentano il Tiro a Segno di Cingoli, provenienti da Chiaravalle, Jesi e dalla provincia di Ancona, non si riesce ad ammortizzare una spesa così grande”.
“Tra l’altro – prosegue il presidente del TSN Cingoli – il nostro impianto è frequentato da tutti tranne che dai cingolani. Così abbiamo accantonato noi la linea dei 200 metri, anche su consiglio dei militari. Tra l’altro, non è vero che siamo stati ‘sgamati’ per presunte irregolarità sullo stand: li abbiamo chiamati noi, per capire se i 200 metri erano fattibili, senza costruire altre infrastrutture. Ci hanno dato il parere sfavorevole e quindi abbiamo accantonato questa possibilità”.
“Cingoli e Jesi offrono servizi diversi: gli jesini che interesse possono avere a portarci via il poligono?”
Le inesattezze riguardano anche questioni di tipo finanziario e di rapporti con altri enti, soprattutto con il TSN di Jesi. “Non è vero che non abbiamo disponibilità economiche – chiarisce Losa -: i soldi ce li abbiamo. Questo 2024, tra l’altro, è uno dei pochi anni in cui il bilancio è in attivo e lo utilizzeremo per fare dei lavori di manutenzione sull’edificio sociale. Non è vero che i nostri dirigenti sono solo jesini: ce n’è solo uno, gli altri sono tutti cingolani, compreso io che sono il presidente.
Il Tiro a Segno di Jesi offre un servizio diverso agli utenti rispetto a Cingoli, si concentra sulle competizioni sportive. Il nostro poligono, invece, è aperto agli amatori, agli appassionati di armi in genere e a quanti vogliono prendere il porto d’armi ad uso sportivo. I tiratori possono venire a sparare con la carabina, con la pistola o con l’area compressa. Non sono agonisti. Jesi, dunque, non ha nessun interesse a farci chiudere perché nessun amatore andrebbe nel loro impianto. Abbiamo due politiche diverse, semplicemente questo”.

La squadra agonistica del Tiro a Segno Nazionale di Cingoli nel 2020: Losa è l’unico accovacciato
Il rumore e la Casa di Riposo: “Abbiamo il certificato acustico, rilasciato al momento della dichiarazione di agibilità”.
L’argomentazione principale usata dagli oppositori della Casa di Riposo all’Aula Verde “Cavalletti” è stata il presunto rumore che sentirebbero gli anziani dallo sparo delle armi. “Se ne è parlato molto – spiega Losa -. Chiarisco che su questo aspetto noi siamo a norma: abbiamo il certificato acustico che viene fatto ogni rinnovo dell’agibilità. E lo dico chiaro e tondo: il Tiro a Segno di Cingoli non chiuderà mai!
Possiamo, infatti, passare ad altro tipo di gare, ad esempio con i calibri 22, dove la gente nemmeno si accorge che viene sparato un colpo. Oppure possiamo andare avanti con le gare ad aria compressa, che stanno andando di moda: non si sente il colpo nemmeno all’interno del poligono. Si possono fare tantissime cose con tantissimi calibri, senza disturbare nessuno”.
“Nella zona sportiva vanno costruite infrastrutture sportive per i giovani: poco è stato fatto in questi anni a Cingoli Capoluogo”
Losa, comunque, non sembra essere d’accordo sulla costruzione della struttura sanitaria per anziani in questo luogo. “A mio avviso – commenta il presidente del TSN – l’amministrazione comunale poteva valutare meglio la scelta di costruire la Casa di Riposo in piena zona sportiva, vicino al nostro poligono.
Sulla zona sportiva vanno costruite infrastrutture sportive: ho un figlio di 24 anni e deve recarsi o nelle frazioni o a Jesi per giocare a padel o a calcetto. Cosa ha fatto l’amministrazione comunale per i giovani a livello sportivo a Cingoli Capoluogo? In giro si sente che i ragazzi cingolani pensano solo a mangiare e bere: è logico, visto che la città offre molti bar e ristoranti. Altro non propone: cosa devono fare i ragazzi, se non spostarsi nelle città limitrofe? Questo è un mio parere da sportivo”.
Il Tiro a Segno e la campagna elettorale: “Cosa importa ai cingolani se la Casa di Riposo viene costruita vicino al poligono di tiro?”
Andrea Losa, infine, non ha gradito come il poligono cingolano sia stato utilizzato come tema della campagna elettorale. “Non capisco – conclude -tutto questo accanimento nei confronti del nostro Tiro a Segno. Puntualmente, poi, esce fuori ogni volta che ci sono le elezioni: passano 4 anni e si ritorna in silenzio, a nessuno importa nulla di noi. Siamo solo una delle strutture più vicine alla futura Casa di Riposo e ci utilizzano per i pretesti.
Tutti hanno parlato di noi, ma in concreto nessuno è venuto a parlarci per capire la situazione reale.Parlando con alcuni candidati dell’opposizione, infatti, ho spiegato che della nostra struttura non importa nulla a nessuno. Si potevano utilizzare altri temi per la campagna elettorale, non questo: alla gente, in fin dei conti, non importa se la casa di riposo viene costruita vicino a un poligono. Lo ribadisco: il Tiro a Segno di Cingoli non chiuderà mai! Tutti possono mettersi il cuore in pace”. E se lo dice il Presidente, si possono dormire sonni tranquilli. “All’indimenticato presidente Carlo Giuseppe Bernabei – aggiunge in conclusione – ho promesso che avrei combattuto per tenere aperto il nostro Poligono che è dedicato lui. Mi sembra rispettoso anche per ricordare un altro grande socio onorario e presidente del nostro TSN, Licio Storoni”.
Come sempre, Vallesina.Tv è disponibile per eventuali repliche da parte dei soggetti interessati
Giacomo Grasselli
©riproduzione riservata

