Tennis / Un trionfo in Davis nato (anche) nelle Marche

Bolelli e Berrettini hanno vinto nei campi della nostra regione, dove hanno giocato pure Flavio Cobolli e suo padre Stefano
SENIGALLIA, 26 Novembre 2025 – Senza il campionissimo Jannik Sinner, ma anche senza il secondo miglior giocatore italiano, Lorenzo Musetti, mai come stavolta il trionfo azzurro in Coppa Davis, quarto nella storia ma primo in casa e soprattutto terzo consecutivo, ha rappresentato la vittoria di una intera squadra e di un intero movimento.
Schierando il numero 3 d’Italia, Flavio Cobolli, e addirittura il numero 6, Matteo Berrettini, l’Italia ha vinto ancora senza perdere nemmeno una partita e potendo permettersi di lasciare a riposo i doppisti Simone Bolelli e Andrea Vavassori, oltre all’altro singolarista Lorenzo Sonego.
Una vittoria del tennis italiano tutto, Marche comprese, anche se marchigiani tra i convocati non ce ne erano.
Ma le Marche hanno rappresentato un momento importante della carriera di campioni ora sulla bocca di tutti, anche di chi non ha mai preso una racchetta in mano.
Lo si osserva dando un’occhiata alla pagina facebook “1971-2021: 50 anni dalla vittoria di Adriano Panatta a Senigallia”, curata da Andrea Bocchini, autentica bibbia per gli appassionati di storia e memoria del tennis marchigiano.
Qui si scopre che, ad esempio, Berrettini vinse il suo primo titolo importante, un challenger, a San Benedetto del Tronto: era il 2017, appena quattro anni prima della finale di Wimbledon.
Anche Andrea Vavassori ha giocato una finale al Maggioni di San Benedetto ma l’ha persa, nel 2022 in doppio: appena due anni dopo, nel 2024, il tennista di Torino avrebbe vinto però uno Slam, gli Us Open, sempre in doppio (misto, con Sara Errani).
In Davis in caso di necessità Vavassori avrebbe giocato il doppio con Bolelli e anche il bolognese ha un passato di vittorie nelle Marche.
Era il 2012, Bolelli vinse il challenger di Recanati, ma in singolare, specialità che allora preferiva al doppio.
Infine i Cobolli, addiritura due: già perché Flavio, l’eroe di domenica 23 novembre a Bologna, appena due anni fa giocò anche lui al Maggioni di San Benedetto, uscendo ai quarti ma pure il padre, e suo allenatore, Stefano, più volte intervistato dalle tv in questi giorni, raggiunse i quarti nella nostra regione,
ormai oltre trent’anni fa.
Era il 1994: Stefano Cobolli aveva appena 17 anni ed era soltanto una promessa (tanto che, nei giornali di allora qui riportati, ne viene storpiato il cognome) e nei campi in terra battuta del Ponterosso di Senigallia raggiunse i quarti di finale del torneo Messersì, ad una delle ultime edizioni.
Il padre di Flavio avrebbe raggiunto al massimo la posizione 236 Atp.
Campi colpevolmente da tempo abbandonati con una riqualificazione più volte annunciata e data per vicina sia dalle amministrazioni di centro-sinistra precedenti che di quella attuale di centro-destra, ma che di fatto ancora non
si vede e nemmeno intravede.
Quel torneo, altra curiosità, lo vinse Andrea Spizzica, che poi sarebbe stato uno dei primi coach di Jannik Sinner (ora allenato da un marchigiano, l’ascolano Simone Vagnozzi), battendo in finale Luca Bottazzi, oggi studioso e commentatore di tennis e ovviamente di Davis.
Una serie di incroci quantomeno singolari, con le Marche protagoniste.
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