Eccellenza / Jesina, Bacci raccoglie l’invito di Amici: “ricontatterò i personaggi che nel 2019 volevano subentrare”

L’ex Sindaco di Jesi chiamato in causa dice: “alla Jesina non si può dire di no, ricordo bene che quella volta si parlò solo di subentro”

JESI, 15 febbraio 2024 – Gianfranco Amici chiama Massimo Bacci risponde.

L’ex Sindaco di Jesi è stato chiamagto in causa dal direttore della Jesina Amici nella sua lettera di rientro, dopo essersi dimesso, ritornando a ricoprire il ruolo di direttore sportivo.

Amici tra le altre cose ha scritto: “Ora, anche l’ex Sindaco, se vuole, può dare una mano e ricontattare i ‘personaggi di alto profilo’ che allora erano interessati a subentrare: io per primo ne sarei felice”.

La risposta di Massimo Bacci, l’ex Sindaco di Jesi, non ha tardato ad arrivare: “Non ho capito il perché Amici mi abbia voluto coinvolgere ma per me non è un problema. Ho capito che ha bisogno di una mano e di ricoinvolgere nel possibile le persone che si erano interessate nel 2019. Per la Jesina, per motivi ovvii, non ci si può tirare in dietro, e risentirò queste persone. Amici parla di dare una mano ma lui sa che allora il messaggio era stato chiarissimo. Queste persone sarebbero entrate alla condizione che i dirigenti, e quella volta se non vado errato era dentro anche il presidente Mosconi (foto di primo piano quando ci fu l’incontro), si fossero fatti tutti da parte. Era la condizione che avevano posto: subentrare e basta! Quella volta c’era una situazione disperata di bilancio, adesso leggo che la società è sana e non ho dubbi che sia così, se lo dicono si vede che è così. All’epoca c’era in piedi un contenzioso che poi sembra essersi risolto ma quella volta la situazione era davvero complessa. Subentrare, almeno sulla carta, voleva dire accollarsi debiti molto significativi. Non conosco gli sviluppi ma la condizione era chiara: si subentrava totalmente alla dirigenza in essere all’epoca. Parliamo di cinque anni fa. Riparlare con quei soggetti lo rifaccio ben volentieri e se c’è volontà ancora di subentrare farò da tramite. D’altronde sono ritornato totalmente alla mia attività professionale che credo potrebbe servire per fare un passaggio di cessione di quote, di cessione d’azienda: insomma quello che potrebbe servire.  Non so se l’interesse sia rimasto però il tentativo, ripeto, lo farò volentieri ed in breve tempo”.

Evasio Santoni

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JESI / Giro d’Italia 2022, gli atti ufficiali del Comune per l’arrivo del 17 maggio

Stilato un programma di iniziative ed eventi collaterali, definito il Comitato di tappa presieduto dal Sindaco Bacci. Il 5 aprile il gran galà al teatro Pergolesi

JESI, 18 febbraio 2022 – Con le delibere di Giunta degli scorsi giorni ha preso il via ufficialmente la macchina organizzativa che porterà Jesi all’evento sportivo storico del 17 maggio 2022 quando tra le 17 e le 17,30 – così è riportato nella crono corsa della tappa Pescara – Jesi – si consumerà l’arrivo in viale della Vittoria.

trofeo giro d’italia 2022

La prima delibera riguarda la costituzione del Comitato tappa che sarà composto da membri dell’amministrazione Bacci e da componenti del Comitato Jesi Gran Ciclismo.

E precisamente: presidente, Massimo Bacci; Assessore Ugo Coltorti, coordinatore, Luca Celli; Dongiovanni Giovanni, comandante polizia locale; Mauro Torelli, dirigente comunale area servizi al cittadino; delegato arrivo, Diego Pierelli; delegato Open village, Eddo Romagnoli; delegato quartier tappa, Alessandro Cossu; delegato marketing, Simone Brunori; delegato stampa, Francesco Cherubini.

Pedale Chiaravallese, giovanissimi

Inoltre la Giunta ha approvato il programma di massima delle iniziative collaterali alla decima tappa: evento di gala, 5 aprile 2022 (Teatro Pergolesi); Mostra sul tema “Biciclette e mestieri” – esposizione di esemplari storici provenienti da collezione privata il 7 aprile a palazzo dei Convegni;

rassegna di incontri sul tema “Le donne nello sport”; Festa della Famiglia (con richiami in tema ciclistico), 1 maggio 2022 (Giardini Pubblici);

evento sulla sicurezza stradale, iniziativa rivolta agli studenti delle Scuole Superiori, 7 maggio 2022 (Palazzetto dello Sport);

“Bici in Città”, passeggiata amatoriale in bicicletta aperta alle famiglie, 8 maggio 2022 (circuito cittadino);

“Notte Rosa”, 13-14 maggio 2022 (Centro storico e altre aree della Città);

“Notte dei Musei”, 14 maggio 2022 (Musei Civici);

“Jesi Run”, 15 maggio 2022 (circuito cittadino).

Inoltre il 1 maggio a cura del Pedale Chiaravallese sarà organizzata una gara per giovanissimi ‘Michele Scarponi” in un  percorso di 600-800 mt per bambini dai 6 agli 11 anni.

Nella serata di gala del 5 aprile al teatro Pergolesi saranno presenti tantissimi ospiti di spicco dello sport locale e della specialità in particolare (Marino Bartoletti, Alessandra De Stefano, Daniele Bennati, Roberto Mancini, Giancarlo Polidori, Lino Secchi).

Sarà esibito anche il trofeo del Giro d’Italia 2022 che per tutta la giornata del 5 aprile sarà in esposizione nell’aula consiliare del Comune di Jesi a disposizione di appassionati e curiosi.

Nei prossimi giorni alcune importanti vie di comunicazione nel territorio di Jesi inizieranno a tingersi di rosa proprio in preparazione dell’evento.

Evasio Santoni

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CICLISMO / Giro d’Italia 2022, Pescara – Jesi: un mix di soddisfazione, impegno, emozione

I commenti di un evento unico, uno dei maggiori appuntamenti sportivi e occasione forse unica per mostrare al mondo la bellezza del territorio

JESI, 9 novembre 2021 – C’è grande soddisfazione per l’ufficialità di Jesi come sede di tappa dell’edizione 105 del Giro d’Italia.

Dopo 35 anni esatti il 17 maggio 2022 (l’altra volta fu il 23 maggio 1985; ndr) lungo Viale della Vittoria, all’altezza dell’incrocio con via San Francesco e via Chiappetti, sarà fissato lo striscione del traguardo con i corridori provenienti da Pescara dopo un percorso di 194 km.

Comitato Jesi Gran Ciclismo

Una tappa per finisseur che il tre volte campione del mondo Peter Sagan ha definito “molto interessante perchè aperta a più soluzioni, fughe da lontano, attacchi nel finale o volate ristrette. Questi sono percorsi che mi piacciono molto perchè adatti alle mie caratteristiche”.

L’organizzazione ha invece presentato la Pescara – Jesi come “tappa mista con la prima parte pianeggiante e costiera e la seconda ondulata lungo i Muri della zona di Jesi dopo aver scalato Civitanova Alta, Sant’Ignazio di Montelupone, Recanati, Filottrano, Santa Maria Nuova e Monsano: tutte salite impegnative, con alcuni tratti molto ripidi, che porteranno a Jesi un gruppetto selezionato per lo sprint finale”.

Il tratto finale attorno a Jesi è interessante con i corridori che dovrebbero scendere proveniente dalla provinciale sp 362 Jesina in località Torre per via Minonna in direzione ingresso Jesi-Centro della Superstrada SS76 e prendere per Mazzangrugno.

Raggiunta la piccola frazione di Jesi percorrendo la sp della Barchetta fino a Sant’Ubaldo di Monsano e salire verso il centro città direzione San Marcello. Al bivio di Montelatiere scendere di nuovo verso Jesi e all’incrocio con il viale del Lavoro salire per l’ultimo chilometro percorrendo viale della Vittoria fino al traguardo finale all’incrocio con via Chiappetti e via San Francesco.

Roberto Mancini, Marco Scarponi, Ugo Coltorti

Si avvera anche la speranza espressa nel marzo scorso da Roberto Mancini quando nel sostenere “quanto è bella una tappa del Giro D’Italia a Jesiaveva auspicato che “si dovrebbe fare di tutto per portare la corsa in rosa a Jesi e sarebbe giusto anche per ricordare Michele Scarponi“. Praticamente una anticipazione a 360° di quello che oggi l’organizzazione Rcs ha annunciato.

Alanphilippe – Bacci

Il primo ad informare la città è stato ovviamente il Sindaco Massimo Bacci: “Ci è appena stata confermata una bellissima notizia: il prossimo Giro d’Italia di ciclismo farà tappa a Jesi” ha scritto sulla sua pagina facebook aggiungendo “dopo 37 anni la nostra città tornerà di nuovo ad accogliere la carovana rosa nella tappa che partirà da Pescara e raggiungerà Jesi dopo 194 chilometri. Un grande evento popolare per uno sport che unisce il nostro paese, con un ritorno di immagine straordinario. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a questo eccezionale risultato ed un primo pensiero all’indimenticabile Michele Scarponi che queste strade le ha percorse in lungo ed in largo. Ora subito al lavoro per la migliore organizzazione possibile”.

Bacci sindaco – Coltorti Assessore allo sport

Soddisfatto, e come non poteva esserlo, l’assessore allo sport del Comne di Jesi Ugo Coltorti che si è speso molto ma che mai, della serie “non dire gatto quando non ce l’hai nel sacco”, seppur sollecitato, aveva fatto trapelare nulla. Oggi, diversamente, e giustamente, dice la sua: “E’ dal 2015 che ci proviamo ma va anche messo in conto gli ultimi due anni di Covid. Prima l’arrivo di una tappa del Giro d’Italia femminile (8 luglio 2014; ndr), poi la Tirreno Adriatico (17 marzo 2019; ndr), oggi finalmente possiamo dire che ce l’abbiamo fatta. Dopo 37 anni dall’ultimo evento possiamo dire di essere davvero soddisfatti. Ci prepareremo al meglio“. Lo sforzo è stato ripagato? “E’ un mese e mezzo che ci avevano detto di poter contare su questo evento ma fino a che oggi non c’è stata l’ufficialità, la certezza non c’era”Adesso inizia la fase di preparazione per farsi trovare pronti? “Adesso inizia il vero impegno. Per prima cosa speriamo che per quella data il parcheggio del vecchio ospedale sia fruibile ed attivo. Poi per i dettagli e gli aspetti tecnici ci dovremo di nuovo incontrare con l’organizzazione, coinvolgendo anche il Comitato di tappa, che sarà l’attuale Comitato Jesi Gran Ciclismo, già operativo e attivo anche la volta scorsa con la Tirreno Adriatico, ed insieme, in sinergia, valuteremo ogni cosa ad iniziare dall’identificare il quartiere di tappa”. Che sarà il palaTriccoli? “Vedremo!”. Al di la di tutto sarà un bell’impegno? “Certamente, quel giorno li dovrà coincidere con l’ultimo giorno di tutta una programmazione perchè dovremmo anche organizzare nei giorni precedenti degli eventi per arrivare al 17 maggio tutti carichi e pronti ad accogliere il momento finale. Ci impegneremo a raccontare già da un mese prima una bella storia preparando la città alla giornata. Intanto godiamoci questo annuncio“.

Roberto Mancini e Marco Scarponi

Infine Marco Scarponi, sorpreso del passaggio della corsa a Filottrano, al quale abbiamo dato noi la notizia e che così ha reagito: “Grande emozione, che bello! Pensa che il prossimo anno ricorrerà cinque anni dalla morte di Michele (22 aprile 2018; ndr) e questo penso sia un grande omaggio a lui con la corsa rosa che passa sia a Filottrano e poi l’arrivo a Jesi che è la città dove è nato e dove è cresciuto ciclisticamente. Veramente una emozione grande, grande, grande… e penso che sia giusto così!”.

Evasio Santoni

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AURORA BASKET / “Circle Project The Supporter” il nuovo Title Sponsor

La presentazione questa mattina nell’aula consiliare del Comune, presenti il sindaco Massimo Bacci e l’assessore Ugo Coltorti

JESI, 30 settembre 2020 – È il Circle Project The Sopporter il Title Sponsor dell’Aurora Basket per la corrente stagione.

L’aula consiliare del Comune di Jesi è stata lo scenario, questa mattina, per la presentazione al cospetto del sindaco Massimo Bacci e dell’assessore allo sport, Ugo Coltorti.

Presente lo staff tecnico aurorino, con il coach Marcello Ghizzinardi, il club manager Michele Maggioli, l’amministratore unico Altero Lardinelli ha sottolineato di «essere felicissimo che una realtà giovane, dinamica e in continua crescita come Circle Project abbia deciso di sostenere come Title Sponsor, con il suo nuovo prodotto Circle Project The Supporter, la nostra società».

«Nell’anno nel quale abbiamo costruito una rosa puntando sulla jesinità e che rispecchia quello che volevamo, poter annunciare questo accordo con un’azienda di eccellenza jesina è per me motivo di grande orgoglio e di immensa soddisfazione. Mi auguro che possa trasformarsi in un binomio vincente e duraturo nel tempo, così come si è sin qui rivelato».

Un legame rafforzato tra le due realtà, quella sportiva e quella imprenditoriale, in quanto già operativo da alcuni anni.

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La Circle Project, sita in via Cesare Battisti, specializzata nello sviluppo di prodotti e servizi alle aziende, ha in Francesco Guerrini, Stefano Ginesi e Giordano Gigli i suoi soci di riferimento e nasce nel 2005 con Aroldo Guerrini, presidente onorario e padre di Francesco, esperienza quarantennale in campo tecnologico e industriale, che rappresenta e contraddistingue per professionalità e serietà la società nel settore dell’industria.

L’azienda realizza progetti dando corpo alle idee dei propri clienti, spesso multinazionali, dai prototipi nel suo laboratorio, alla vera e propria costruzione di attrezzature atte alla produzione grazie alla rete sviluppata negli anni, dal piccolo al grande elettrodomestico all’automotive, includendo servizi di design industriale e di ingegneria meccanica.

Nel periodo del lockdown è maturata la decisione di sviluppare un prodotto proprio, appunto Circle Project The Supporter per «dare una sorta di protezione economica contro il coronavirus, partendo dai costi che abbiamo visto circolare su internet, relativi ai vari dispositivi di pannellature di protezione. Abbiamo pensato, quindi – spiega Stafano Ginesi, responsabile area progettazione, pianificazione ed esecuzione del prodotto – di andare incontro alla società e alle istituzioni realizzando una struttura economica ma altrettanto efficace, pensando inizialmente anche alla scuola e interfacciandoci con le istituzioni. E il prodotto è anche riutilizzabile per molte altre applicazioni».

Giordano Gigli – responsabile progettazione stampi, laboratorio e supporto tecnico – pone l’accento sul fatto che «l’Aurora Basket è la più grande realtà sportiva del territorio e dopo vari contatti abbiamo deciso di coniugare la potenzialità del nostro nuovo prodotto con la capacità attrattiva del sodalizio sportivo in una scommessa comune e condivisa che, siamo certi, funzionerà per entrambe».

Attenzione ai giovani, verso lo sport e il territorio senza dimenticare il sociale, la chiave che ha portato «alla scelta di abbracciare il progetto dell’Aurora Basket», specifica Francesco Guerrini, responsabile della gestione aziendale e degli acquisti.

«Perchè l’Aurora Basket persegue obiettivi e promuove valori nei quali, come azienda, crediamo fortemente».

E anche sindaco e assessore hanno rivolto complimenti a questo connubio «con uno sponsor che in tempi di lockdown ha impegnato risorse nel campo del sociale e, in questa circostanza, lo si ritrova anche nello sport».

Intervenuto anche Nelson Rizzitiello a nome della squadra.

A proposito di squadra coach Ghizzinardi continua nel suo programma di preparazione e per venerdì e sabato prossimi è prevista una serie di amichevoli in Campania contro Sant’Antimo (Serie B) e Benevento (C Gold).

Il tutto per farsi trovare pronti al debutto della Supercoppa fissato per domenica 11 ottobre quando l’Aurora basket ospiterà al Palatriccoli la Goldengas Senigallia.

Pino Nardella

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JESINA CALCIO / Amici già al lavoro, Bacci si fa da parte

“Strappini per il suo trascorso appartiene alla Jesina ed è del territorio dunque ha le credenziali giuste per il nostro progetto”

JESI, 9 giugno 2020 – Giorno uno della nuova proprietà Chiariotti in casa Jesina calcio e già Gianfranco Amici è dietro la scrivania a programmare dal lato sportivo la nuova stagione.

Come si sta muovendo, con quale budget?

“Siamo ripartitici dice Amicisperando e lavorando per far bene puntando l’attenzione verso il territorio. Sto contattando persone, giocatori, molto vicine a Jesi che abbiano qualità ed attenzione per e verso la Jesina. Il budget? Cercheremo di spendere il giusto non andando oltre alle possibilità e risorse che la società metterà a disposizione”.

Conferma il contatto con Marco Strappini per il ruolo di allenatore?

“Strappini per il suo trascorso appartiene alla Jesina ed è del territorio dunque ha le credenziali giuste per il nostro progetto”.

Non sarà facile ricostruire un rapporto con la città e la tifoseria anche se il ‘capitano’ Strappini è nel cuore di tutta la tifoseria leoncella?

“La Jesina ha bisogno della collaborazione di tutti, soprattutto di chi vuol bene alla maglia leoncella. Serve senso di appartenenza. Quando i tifosi dicono ‘la Jesina siamo noi’ hanno le loro buone e valide ragioni ma è pur vero che se non ci sono persone che investono economicamente è difficile poi dire di chi è la Jesina. L’ultima stagione è stata negativa e nessuno lo nega ma va ricordato che gli errori dell’estate scorsa hanno poi pregiudicato tutto il resto. Micozzi, Gagliardini ed altri ci hanno messo del loro e di più: è stata una partenza fuori da ogni logica e ne abbiamo pagato le conseguenze. A dicembre si è cercato di rimediare, senza successo. Il tifoso non è stato preso in giro: al punto in cui eravamo arrivati, e con la situazione di classifica, è stato davvero impossibile fare meglio. Strappini per me potrebbe essere la persona giusta, vedremo se sarà possibile inserirlo nel nuovo progetto”

La Jesina proverà ad essere ripescata?

“Siamo in sintonia con gli altri 30 club nel ‘salviamoci’ e tutto quello che ci sarà da fare lo faremo. Nel senso che ci proveremo e vedremo che risultati si potrà ottenere. Se alla fine sarà serie D saremo contentissimi se invece sarà Eccellenza ci presenteremo comunque con serietà e per far bene”.

Il settore giovanile?

“Proveremo a dare continuità anche se è notorio che molti se ne sono andati ma troveremo una soluzione per ripartire anche qui”.

Il Sindaco Bacci sembrava aver trovato dei ‘soggetti interessati’ e di ‘altro profilo’ per una soluzione diversa, invece?

“Invece tutta la situazione ha creato confusione e malumore. La sensazione è che ci siano stati personaggi che hanno manovrato di nascosto senza alcun risultato concreto. La Jesina resta la Jesina, le parole sono state tante i fatti nessuno”.

Ma se questi ‘personaggi’ ci fossero ancora, Chiariotti sarebbe disponibile a cedere le quote?

“Mi sembra sia stato chiaro in alcune dichiarazioni di questi giorni e la risposta è si”.

A proposito del Sindaco Massimo Bacci questi appresa nella giornata di ieri lunedì 8 giugno della nuova soluzione interna alla Jesina calcio maturata con l’acquisizione delle quote societarie da Gianfilippo Mosconi al presidente Giancarlo Chiariotti, ora socio unico, si è affidato ad un comunicato per prenderne atto e mettersi da parte  sostenendo che “quando avevo letto dell’intenzione del proprietario delle quote di maggioranza della Jesina Calcio di voler chiudere la società, mi ero legittimamente preoccupato ed avevo individuato un percorso per dare un futuro al sodalizio sportivo, trovando disponibilità a discuterne da parte di personalità di alto profilo. Ora, rispetto a quella opzione, è stata individuata una soluzione diversa, interna alla società, che ne garantisce la continuità. Ne prendo atto e formulo alla Jesina Calcio i migliori auguri per il futuro”.

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / Si riparte: Chiariotti socio unico, Amici incaricato di fare la squadra

Gianfilippo Mosconi (90%) e Maurizio Rossetti (10%) hanno ceduto le quote societarie a Giancarlo Chiariotti; per l’allenatore contattato Marco Strappini

JESI, 7 giugno 2020 – Pronti, via! Dopo giorni di tergiversare e nello stesso di trattative si è ritornati al punto di partenza.

Mosconi – Chiariotti – Amici

Questa mattina è avvenuto il passaggio delle quote societarie della Jesina calcio dalle mani di Gianfilippo Mosconi (90%) e Maurizio Rossetti (10%) a Giancarlo Chiariotti.

L’attuale presidente è diventato anche socio unico della Ssd Jesina calcio Srl con Mosconi che resterà come sponsor oltre a Gianfranco Amici al quale è stato affidato il mandato di programmare dal punto di vista tecnico la nuova stagione.

Sul piano pratico non cambia nulla. Anzi, Mosconi ha dato seguito alla sua volontà manifestata di lasciare, e se ci saranno ‘soggetti interessati’ questi cambieranno solo l’interlocutore rivolgendosi a Chiariotti.

Serie D o Eccellenza? Questo non dipenderà dalla Jesina ma da quello che a Roma deciderà il Consiglio Federale in queste ore riunito.

Strappini Simone

Di fatto è certo che la Jesina si iscriverà comunque al prossimo campionato e dunque si parte. Nel frattempo è stato anche contattato Marco Strappini che dovrebbe accettare l’incarico di allenatore della prima squadra qualunque sia la categoria.

Con lui il fratello Simone che dovrebbe assumere il ruolo di vice oltre che allenatore della Juniores.

Perchè questa accelerazione? Perchè da oggi pomeriggio, dopo il Consiglio Federale, la società potrebbe essere chiamata ad operare magari dando seguito alle iniziative del ‘Salviamoci’ i 31 club retrocessi a tavolino che potranno decidere di avviare una azione di ricorso che potrebbe richiedere tempi brevissimi.

Intanto il contatto telefonico di sabato e poi la telefonata di domenica pomeriggio tra il Sindaco Bacci e Mosconi non aveva portato a nulla di nuovo anche se tutto è, comunque, ancora in movimento.

In attesa magari di una nota del primo cittadino di Jesi la versione Mosconi è la seguente: “il sindaco mi ha contattato confermando quanto scritto nei giorni scorsi e cioè ha chiesto un mio farmi da parte considerato che ci sono personaggi, senza farmi i nomi, che avrebbero più appel di me disposti anche a ripartire da altra categoria tipo prima o terza. Questo è quello che hanno chiesto anche i tifosi in un comunicato. Ma io mi domando? Se le condizioni sono queste anche Mosconi è capace di applicare questa soluzione e di ripartire da queste categorie. Confermato che non sarà il Sindaco a dire Mosconi deve lasciare ma è Mosconi che ha deciso di lasciare, ritenendo non soddisfacente la proposta di Bacci, ho dato seguito alla mia volontà con il passaggio delle quote a Chiariotti, al quale ho detto grazie che mi ha tirato fuori da questa situazione, e la Jesina ripartirà. Ora se qualcuno effettivamente vuol dar seguito alla volontà espressa dal Sindaco per acquisire la società dovrà solo contattare Chiariotti”. 

Chiariotti poco fa ci ha confermato che se ci fossero soggetti interessati alla società lui si metterà a disposizione per qualsiasi chiarimento.

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Mosconi: «Voglio lasciare, dove sono i ‘soggetti interessati’?»

«il differenziale in negativo non supera i 30mila euro. Ripeto per chi non l’avesse ancora capito: Mosconi lascia per sua volontà non perché lo dice il Sindaco»

JESI, 6 giugno 2020“Il mio telefono è sempre acceso ma nessuno mi ha ancora telefonato”.

Mosconi – Bacci

Inizia così Gianfilippo Mosconi socio di maggioranza della Jesina calcio quando venerdì sera ci ha chiamato per esternare ancora una volta tutta la sua preoccupazione e le sue perplessità aggiungendo e precisando con insistenza: “Il Sindaco Bacci mercoledì pomeriggio ci ha informato che personaggi affidabili erano pronti a prendere in mano la Jesina calcio e che mercoledì sera o al massimo giovedì mattino si sarebbero presentati a noi. Così purtroppo non è stato”.

La condizione era, ed è, la vostra uscita dalla società: questo ancora non è avvenuto?

“La condizione è una solareplica Mosconi- ed è quella da me sempre sostenuta. Non è che il Sindaco Bacci manda via l’attuale dirigenza per far posto ai nuovi possibili acquirenti ma è Mosconi che ha deciso di andar via. Concettualmente e praticamente non è la stessa cosa. Sia chiaro una volta per tutte: il messaggio che voglio lanciare, coerente con quanto ho sempre sostenuto, è che il sottoscritto ha deciso di farsi da parte e ben vengano nuovi proprietari. E pure noto a tutti che se questo non accadrà Mosconi le quote comunque le cederà a Chiariotti uscendo di scena”.

Esiste sempre la questione debiti crediti?

“A parte l’erario che ho ereditato, a parte l’accertamento della Guardia di Finanza non riferito alla mia gestione, il differenziale in negativo non supera i 30mila euro. Non vedo dunque il problema. Ripeto per chi non l’avesse ancora capito: Mosconi lascia per sua volontà non perché lo dice il Sindaco. Ma se nessuno si presenta per dare continuità alla Jesina è necessario essere operativi e soprattutto la prossima settimana, quando con ogni probabilità dopo il Consiglio Federale dell’8 giugno se confermate le retrocessioni, saremo chiamati a far ricorso per tentare di mantenere la categoria. Eppoi sono arrabbiato davvero”

Si spieghi?

“I tifosi non ce l’hanno con me e tutti i giorni mi mandano messaggi confermando questo loro stato d’animo invitandomi a lasciare. Stiano tranquilli io lascio ma è pur vero che il mio telefono è sempre attivo ma non squilla mai, arrivano solo i loro messaggi. Dove stanno i ‘soggetti interessati’, dove sono queste ‘figure di alto profilo’?”

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Il presidente Chiariotti: “Chi vuole la società si deve assumere debiti e crediti”

Ed aggiunge: “Secondo il sindaco Bacci dovevamo già aver ricevuto proposte, aspettiamo che i soggetti interessati da lui annunciati si mostrino alla città”

JESI, 4 giugno 2020“Pronto sono Giancarlo Chiariotti!”

Presidente, il Sindaco è stato netto e chiaro: ci sono soggetti interessati ma alla condizione che tutta l’attuale dirigenza se ne vada?

Amici – Mosconi – Chiariotti

“Il sindaco a noi ha detto pure che questi potenziali soggetti avrebbero chiamato Mosconi già da ieri sera o al massimo questa mattina ma ancora non si sono fatti sentire. In realtà è Mosconi che ha premesso al Sindaco “o vado avanti così o lascio tutto”. Quindi l’attuale dirigenza, se effettivamente ci sono persone o gruppi che vogliono prendere la Jesina,  lascerà tutta la società. Questa è una precisazione doverosa”.

Chi sono?

“Non lo sappiamo, pur se richiesto il Sindaco non ci ha voluto svelare la loro identità. Non sapendo chi sono, non si conosce neanche che intenzione possono avere, è tutto aleatorio. Entro ieri sera o al massimo entro questa mattina a mezzogiorno avrebbero dovuto chiamare. Niente di ciò è avvenuto. Perciò siamo sempre e solo a rincorrere ipotesi e scenari che non si concretizzano mai”.

Chi prende il 100% cosa prende?

“Oneri e onori, è ovvio”.

Al Sindaco sono stati quantificate queste cifre?

“Avevo portate le carte, non le ha volute vedere. Il colloquio è durato 25 minuti scarsi e negli ultimi 5 minuti all’incontro ha partecipato anche l’assessore Coltorti”.

Mosconi aveva dichiarato che chi prende la Jesina la prende a costo zero: non è vero?

Giancarlo Chiariotti

“Si sta commettendo un grosso errore dal punto di fiscale e finanziario. Costo zero significa che il proprietario, in questi caso Mosconi, lascia non prendendo un euro ma chi subentra si accolla quello che c’è. Quindi vengono assunti alla stessa maniera debiti e crediti.”

Ma i debiti sono ingenti: Iva, guardia di finanza, costo della squadra, fornitori…

“Siamo chiari! Molti dei debiti che ci sono non stati fatti da Mosconi e sempre abbiamo detto a tutti qual è la situazione. Se uno la vuole se la prende così! In sostanza Mosconi cede le quote a costo zero ma la società rimane con la stessa partita Iva e restano crediti e debiti”.

I debiti con giocatori e fornitori sono gestibili?

“E’ una somma che si evade con qualche mese senza problemi, ovviamente se resta Mosconi. Il quale ha sempre detto che l’ordinario, le spese che ha generato la sua gestione, se lui prosegue le copre senza problemi. Cioè le paga la Jesina con lui proprietario. Stiamo facendo troppa confusione su una gestione che va gestita in maniera più tranquilla”

Dunque l’attuale proprietà è in attesa di essere contattata?

“Il Sindaco ci ha detto che qualcuno ci avrebbe chiamato. Alle 19 di oggi nessuno si è presentato. Bacci si è dimenticato nel comunicato di scrivere questo passaggio”.

Ma il via tutti del Sindaco è simile a quello dei tifosi?

“Il problema non è via tutti. Noi andiamo via e consegnare le famose chiavi al sindaco cosa vuol dire? Vuol dire lascio la società così com’è e chi la vuole la prende. Si stanno facendo affermazioni molto populiste che all’atto pratico non risolvono niente”.

Corrisponde al vero che negli ultimi giorni ci sono state richieste da parte di società finanziarie che hanno proposto l’acquisto della Jesina?

Micozzi – Mosconi

“Ne sono arrivate due una dalla Campania, l’altra dal Lazio. Non sono proposte da prendere in considerazione. Qui è giusto parlarci chiaro. Lasciamo perdere l’erario. Ma sul tema giocatori e fornitori noi saremo seri: liquideremo tutti. Perché né il sottoscritto, né Mosconi né Amici abbiamo voglia di andare in giro per Jesi ed essere additati come coloro che non hanno rispettato gli impegni verso altri nostri concittadini. La ‘conditio sine qua non’ è che i fornitori ordinari vanno assolutamente pagati. Poi che la cifra debitoria corrisponde più o meno alla situazione patrimoniale della Jesina, escluso sempre l’erario e la guardia di finanza,  è un dato di fatto”.

Come pensa Chiariotti di gestire la situazione, anche ambientale, con una intera città praticamente schierata contro l’attuale dirigenza?

“Secondo me ci sono tre livelli di responsabilità. In primis quella del presidente, la mia insomma, che ho sempre parlato poco e mai dettagliato la reale situazione. Poi c’è la responsabilità vostra dei giornalisti che danno notizie per quello che conoscono ma troppo, a mio giudizio, enfatizzate (scusi Chiariotti ma lei riconosce che in due anni si è sempre sottraggo al confronto? e magari quando lo ha fatto non è stato sempre leale e corretto con i giornalisti?). Poi c’è la responsabilità dei tifosi che preferiscono certe persone anziché altre. A Jesi anch’io conosco molta gente e so perfettamente come la si pensa, cosa vogliono. Qui è necessario capire una cosa: se vogliano il bene della Jesina tutti debbono stare calmi, tranquilli perché i problemi si risolvono. I tifosi debbono fare i tifosi, insomma venire allo stadio, incitare la squadra o fischiarla, perché è un loro sacrosanto diritto, però non bisogna mettere ‘paura’ perché chi vuol investire a Jesi non lo farà mai.  Questo clima fa scappare tutti!”

Certe situazioni sono state create anche dalla sua società, l’inizio della stagione scorsa è stato un delirio?

Maurizio Gagliardini

“Lo scorso anno ci siamo affidati ad un procuratore Bellocchi, che è amico di Gagliardini e Micozzi. Questi hanno mandato via tutti i giocatori dell’anno prima, e ti confermo che in tanti mi chiamavano che volevano restare a Jesi, perché hanno voluto gestire tutto loro: certo, gli è stato permesso. Ma non sanno fare e lo hanno dimostrato e per di più con Bellocchi che conosceva tutto il badget reale a disposizione. Addirittura ho messo loro in mano tutte le entrate certe con la data precisa di quando le sponsorizzazioni sarebbero arrivate nelle casse societarie. Non si poteva sbagliare. Di questo se ne sono fregati spendendo molto ma molto di più. Dopo la partita con il Tolentino (22 settembre 2019, 4° giornata; ndr) ho chiamato tutti e ho detto basta. Ho detto questi sono i debiti e tutti mettiamo mano al portafoglio per ripianare, subito. Risultato? Gagliardini e Micozzi se ne sono andati con Mosconi che si è ritrovato a dover far fronte a debiti fatti da altri. L’errore di Mosconi è essersi ‘innamorato’ di tre personaggi che non sanno fare e lui è andato in difficoltà. Adesso dobbiamo sopperire a problemi creati da terzi come è d’obbligo che tutti sappiano che quando siamo subentrati alla vecchia società abbiamo dovuto coprire oltre 100mila euro di debiti esistenti, oltre sempre all’erario. Insomma noi i debiti e i crediti nel maggio 2018 ce li siamo assunti”.

Se continuate voi cosa succederà?

“Si andrà avanti partecipando a qualunque campionato saremo chiamati ad iscriverci: o serie D o Eccellenza. Mosconi è contento di cedere le quote a me perché dice che sono uno che ci tiene al bene della Jesina. Naturalmente lui resterebbe come sponsor per garantire e soddisfare quello detto prima. Questo passaggio ancora non è stato fatto. Per noi è un discorso sociale, ci piace farlo, ci piace aiutare a fare calcio a Jesi ognuno con i propri ruoli”

Adesso bisogna anche accelerare per poter soddisfare all’inizio regolare della prossima stagione?

“Certo non possiamo perdere tempo perché se c’è da fare iscrizioni ed altre cose sportive vanno fatte nei tempi stabiliti”.

Ultima domanda: la proposta del gruppo che voleva il 49%?

“Respinta al mittente perché Mosconi non vuole fare società con gente che non conosce. Gli è bastato collaborare con Micozzi e Gagliardini”.

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / Il Sindaco Bacci ha la soluzione per ripartire ma «via tutti»

Dalla parte della Jesina ieri sera ed in mattinata invece nessun commento se non un semplice “incontro interlocutorio dunque nulla da comunicare”

JESI, 4 giugno 2020 – Gianfilippo Mosconi ha dato seguito alla sua volontà di incontrare il Sindaco di Jesi Massimo Bacci e nel pomeriggio di ieri mercoledì 3 giugno, assieme al presidente della Jesina Chiariotti e a Gianfranco Amici è stato ricevuto dal primo cittadino.

Questa mattina Bacci ha scritto: “ci sono soggetti interessati ma ad una condizione: via tutta l’attuale dirigenza”. Concretamente il Sindaco sostienedi aver condiviso le forti preoccupazioni dei tifosi circa il futuro della Jesina Calcio ed in particolare la volontà del proprietario della maggioranza delle quote Gianfilippo Mosconi di voler terminare questa esperienza e cedere la società”. Ed ha aggiunto: “Per il ruolo che rivesto mi sono sentito in dovere di sondare il terreno per capire se vi potessero essere potenziali soggetti – seri e credibili – interessati alla società. Posso annunciare che ho trovato disponibilità a discuterne da parte di alcune personalità di alto profilo che mi hanno però posto una precondizione irrinunciabile. E cioè che l’intera attuale dirigenza, a vario titolo rappresentata, esca definitivamente di scena. Tutto questo l’ho comunicato ai signori Gianfilippo Mosconi, Giancarlo Chiariotti e Gianfranco Amici con i quali mi sono incontrato ieri pomeriggio”. Poi il primo cittadino precisa: “Non avevo e non ho alcun potere di interferire nelle vicende di una società, come la Jesina, a tutti gli effetti privata. Ho viceversa il dovere di individuare una possibile soluzione di fronte al rischio – paventato dal diretto interessato e cioè il proprietario delle quote di maggioranza – che una società privata che coinvolge la passione di tantissimi cittadini possa terminare così, dopo oltre 90 anni in cui ha accompagnato i sogni e le emozioni di generazioni di tifosi. Ed è su questo sentiero che mi sono mosso, senza scavalcare alcuno, ma nel rigoroso rispetto sia delle regole sia della gloriosa storia sportiva della città di Jesi”.

Dalla parte della Jesina invece, ieri sera e questa mattina, nessun commento se non un semplice “incontro interlocutorio dunque nulla da comunicare”.

Certo è che l’iniziativa di Bacci adesso apre una profonda riflessione ed un profondo solco che dovrà trovare una soluzione, anche a breve tempo. Ci sono insomma due possibilità.

L’impressione è che Mosconi dia seguito al suo volere di cedere le quote a Chiariotti con quest’ultimo che ha dato mandato ad Amici di iniziare a muoversi per costruire la squadra.

Per giorni Mosconi però aveva parlato di non farcela più, di non voler iscrivere la squadra al prossimo campionato, di cercare soluzioni alternative, di portare le chiavi al Sindaco, di chiedere aiuto comunque al primo cittadino.

Adesso cosa deciderà effettivamente di fare?

A questo punto, dopo le dichiarazioni del Sindaco, Mosconi, Chiariotti, Amici dovranno necessariamente dire la loro in maniera convincente, trasparente, chiara, netta, risolutiva. Se andranno avanti dovranno dettare progetti, budget ed obiettivi a breve, medio, lungo termine.

I tifosi, la piazza, la città, attendono tutti un segnale. Le carte, a questo punto, dovranno essere tutte scoperte.

(e.s.)

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JESINA CALCIO / Mosconi: «Commessi tanti errori, chiederò aiuto a Bacci»

«lascerò risorse come un deposito cauzionale in Federazione, un introito dal Comune di Jesi, un valore di magazzino, il pullman ‘griffato’, un contratto di sponsorizzazione»

JESI, 31 maggio 2020 – Gli errori si pagano a caro prezzo.

E’ questo quello che pensa il socio di maggioranza della Jesina calcio Gianfilippo Mosconi.

Dopo due anni di gestione del club leoncello è fortemente convinto di voler passare la mano senza tirarsi indietro da quelle responsabilità che non nasconde e che intende rimediare.

“Ho preso, convinto da Chiariotti, la società dall’allora presidente Polita in condizioni non proprio ottimali, con tutti gli oneri ed onori in essere, – dice Mosconicon il titolo in Eccellenza, e dopo due anni di gestione posso dire che di errori ne ho commessi tanti ma tutti per inesperienza, perché mal consigliato, e per situazioni tutte avverse. Ora è giunta l’ora di trovare una soluzione alternativa perché voglio lasciare ma di certo non permetterò che la Jesina calcio finisca nel dimenticatoio.”

Cosa farà?

“Chiamerò il Sindaco Bacci chiedendo di aiutarmi. Gli dirò chiaramente quale è la situazione debitoria attuale e gli dirò pure che la mia intenzione, come d’altronde sto facendo, è quella di coprire tutte le perdite che in questi due anni di gestione, ma l’ultimo anno è stato quello più pesante, abbiamo accumulato. Ci vorrà del tempo, sicuramente limitato e ben preciso, ma nessuno un domani potrà dire di avanzare qualcosa dal sottoscritto. Gli dirò pure che sto facendo di tutto per restare in serie D”.

Situazione pesante?

“Pesante no, difficile si. Sono convinto di riuscire nell’intento. Già in queste settimane sono stati fatti passi avanti e concreti per soddisfare i creditori di qualsiasi natura e nei prossimi giorni ne farò ancora. Ma per ripartire serve che qualcuno prenda in mano la situazione e garantisca il futuro. Mosconi penserà al passato, chi vorrà partirà senza alcuna preoccupazione. Anzi lascerò pure qualche risorsa come ad esempio un deposito cauzionale consistente in Federazione, un introito del Comune di Jesi per quanto riguarda la gestione del Carotti, un valore di magazzino con materiale sportivo abbastanza cospicuo, il pullman ‘griffato’, altro materiale oltre ad un contratto di sponsorizzazione da usufruire anche per la prossima stagione. Insomma chi prenderà in mano la situazione potrà partire senza alcun costo pensando solo a fare la squadra”.

Perché allora tutte queste difficoltà?

“Perché all’inizio dello scorso anno ho fatto delle scelte sbagliate, ripeto tutte scelte sbagliate, puntando su Micozzi e Gagliardini, fidandomi di certa gente, e su altri consulenti. Ti ricordi quando ti dicevo nell’ottobre scorso che quest’anno avremmo speso più dell’anno precedente? Tutti mi dicevano che stavo dando i numeri ed invece avevo capito tutto ma già la frittata era fatta”.

Perché ha rifiutato la proposta dei cosi detti ‘riminesi’ dell’acquisto del 49% delle quote?

“Perché io voglio uscire definitivamente. Non intendo minimamente essere coinvolto in una nuova avventura. Saranno le persone più brave al mondo ma Mosconi vuol liberarsi della Jesina. E poi perché eventuali responsabilità ricadono sempre sul socio di maggioranza ed invece io non ne voglio più sapere”.

Come se ne esce fuori?

“Non lo so, so solo che a parte lo sponsor Santarelli non mi ha aiutato nessuno. Poi quando sembrava che qualcuno avesse intenzione di darmi una mano è scoppiato il Covid”.

Qual è la cosa che più le ha dato fastidio?

“Ho fatto danni alla Jesina, forse anche mal consigliato, però il danno me lo sono fatto da solo e per questo pagherò. Purtroppo sta pagando anche la Jesina ed i tifosi ce l’hanno con me. Questo mi dispiace tantissimo”.

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / Cossu al capolinea, la palla passa al sindaco Bacci

L’ultimo regalo di Chiariotti e Mosconi alla città: respinta al mittente l’unica proposta seria e credibile messa per iscritto pervenuta alla società

Cossu Alessandro

JESI, 30 maggio 2020 – Finisce dopo 120 giorni il periodo di ‘prova’ di Alessandro Cossu, inizia un mese di giugno dove per non scomparire definitivamente saranno importanti i fatti e quello che il Sindaco Massimo Bacci sarà capace di proporre e fare per salvare il titolo

Mosconi – Bacci

sportivo e, dopo 93 anni, il calcio in città.

Lunedì 1 giugno Chiariotti e Mosconi si presenteranno al primo cittadino per presentare i conti in rosso del club leoncello e chiedere aiuto.

A meno di una clamorosa marcia indietro, della serie ognuno per la sua strada alla ricerca di un futuro, che ci può stare se le voci di dissenso totale e di continue litigate tra il presidente della Jesina (Chiariotti) ed il socio di maggioranza

Tifosi

(Mosconi), venissero confermate, sembra finire nel peggiore dei modi, dopo 24 mesi di gestione, la storia di un glorioso club che ha nei tifosi un patrimonio ineguagliabile, un vero e proprio valore aggiunto che in questi anni è stato rifiutato, abbandonato e deluso.

 

Alessandro Cossu, come suo stile quando si prende un impegno, è stato puntale e preciso: “Come avevo detto è giunto il 30 maggio per tirare le somme. Mi sono incontrato con la società ed è emerso che la programmazione per la prossima stagione non si può fare perchè ci sono delle difficoltà economiche per ripartire. Mi sono dedicato in questo periodo a trovare delle soluzioni alternative, che stanno ancora in piedi. Quando sono arrivato si era detto che non avrebbe contato la categoria ma si doveva cercare la soluzione per dare un seguito. Per avere un seguito necessitano le risorse che al momento non ci sono. Mosconi è stato chiaro: vuol cedere le quote. Se non può cederle c’è anche un pensierino di non poterla iscrivere e lo manifesterà a chi di dovere. Arrivato a questo punto, dunque, non ha più senso che resti alla Jesina confermando che anche dall’esterno continuerò a cercare le soluzioni adatte. Con questa società trovare qualcuno che aiuti è molto difficile, c’è distacco da parte di tutti. La mia decisione è di non proseguire. Tornerei in ballo se le trattative che ho in piedi si concretizzassero e a quel punto le rappresenterò al sindaco a meno che prima, personalmente, non mi si presentassero delle soluzioni di poter svolgere il mio lavoro con un altro club.  Se c’è da dare una mano la darò per tenere in vita la Jesina. Chi è venuto con me in questi tre mesi, sempre a titolo gratuito, come l’avv. Panettieri, il responsabile della comunicazione Marco Pigliapoco, Graziano Tittarelli escono di scena con il sottoscritto”.

Parole chiare che confermano tutte le difficoltà del caso e già ben note.

Cossu, in sostanza, ci ha provato ma, sicuramente complice anche l’emergenza sanitaria che non lo ha favorito alla ricerca di rapporti con l’imprenditoria locale, ha alzato le mani.

A questo punto, sempre di più, non si spiega come il presidente Chiariotti abbia per l’ennesima volta respinto la proposta dei tre dirigenti, così detti ‘riminesi’, avanzata con lettera scritta e bollata senza se e senza ma.

L’ultimo regalo fatto al calcio Jesino da una società inadeguata e poco competente.

Ricordiamo che a firma di tre personaggi – uno di Chiaravalle, uno di Senigallia, uno domiciliato a Cattolica – con un documento scritto, dunque ufficiale, è stato chiesto l’acquisizione del 49% delle quote con una lettera di intenti di cessione da parte di Mosconi dell’altro 51% entro 30 Aprile 2021 da depositare presso un legale mentre la conduzione della nuova stagione sarebbe rimasta in carico totalmente ai nuovi acquirenti.

La richiesta ha ricevuto una lettera di risposta ufficiale netta e decisa: “come già comunicato viene ribadito che la proprietà della Jesina calcio valuta solamente la vendita al 100% delle quote societarie con effetto immediato”.

Ora, dopo la rinuncia di Cossu, forse si comprende che questa risposta è stata troppo frettolosa e magari avrebbe avuto bisogno di essere approfondita prima di essere respinta.

Ribadiamo che questi tre personaggi dall’estate scorsa provano a trovare una soluzione con l’attuale dirigenza, sempre respinti, e che già nell’ottobre scorso si erano presentati anche dal Sindaco Bacci per manifestare le loro intenzioni.

Perchè hanno sempre ricevuto un secco no? Forse oggi decade pure il concetto di ‘persone non convincenti’ sempre manifestato dagli addetti ai lavori leoncelli nei loro confronti.

Vista la situazione Chiariotti e Mosconi dovrebbero spiegare ai tifosi il loro concetto di ‘convincenti’.

Cosa accadrà nelle prossime ore? Da come si evince dalle parole di Cossu probabilmente Chiariotti  e Mosconi chiederanno un incontro con il Sindaco a cui passeranno la patata bollente, se già non si è fuori tempo massimo.

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / «Vergogna! Chi ama questa maglia vuole rispetto»

Il gruppo ‘…eppure il vento soffia ancora…’ si appella al Sindaco Bacci affinchè «si faccia supervisore e prenda in mano la situazione»

JESI, 25 maggio 2020 – La tifoseria leoncella è preoccupata.

Non è la prima volta che interviene per dire la propria opinione circa l’andamento  di una situazione che giorno dopo giorno diventa sempre più difficile ed incontrollabile.

Jesi 23 dicembre 2018

Il gruppo ‘….eppure il vento soffia ancora…’ interviene per affermare che «La Jesina Calcio con una società inadeguata e una squadra costruita da incompetenti si è meritata la retrocessione. Il covid-19 ha fermato giustamente un campionato che non aveva senso continuasse ma il destino della nostra maglia era già scritto. L’attuale compagine societaria ci ha riportato a due stagioni fa, prima della loro acquisizione, con un campionato ignobile senza un futuro… è stata solo allungata l’agonia con nessun progetto portato a termine. Vergogna!»

Sulla possibilità di un futuro diverso ricorda, come sempre ha fatto, che la Jesina appartiene al territorio e sostiene che «in questo periodo abbiamo letto tante favole su cordate di fuori Jesi, provincia e regione. Una società in difficoltà, con dei processi in corso è solo pane per squali in cerca di affari per i propri comodi. Oggi siamo a ricordarvi che la Jesina è di tutti quelli che avranno vissuto poche soddisfazioni, ma hanno un enorme passione per quei colori. Per noi e tutti quelli come noi che amano quella maglia dovete rispetto».

E suggerisce: «Ora si faccia piazza pulita e l’attuale società lasci immediatamente, è stato già perso troppo tempo con voi. Sia chiaro che nessuna vecchia conoscenza deve rientrare a far parte del futuro, perché quello che si sta verificando è una gestione sbagliata che si protrae da molti anni. Qualsiasi persona, imprenditore o gruppo voglia prendere in carico i nostri colori lo faccia per riportare gente allo stadio, passione e soddisfazioni ad una piazza che ha sempre avuto un valore aggiunto nel suo pubblico».

Infine vuole e chiede che «sia tramandata la jesinità a chi indossa quei colori e che della nostra città è un vanto. Chiediamo al comune, nella persona del Sindaco Bacci, si faccia supervisore e prenda in mano la situazione. Siamo disposti a rinascere in qualsiasi categoria se questo è il prezzo per riavere i valori che ci hanno fatto innamorare».  

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / Mosconi porta le chiavi al Sindaco: da dove, come e con chi si ripartirà

Due i fronti aperti compreso il nodo retrocessione. Respinta nei giorni scorsi la proposta d’acquisto ufficiale del 49% delle quote societarie

JESI, 24 maggio 2020Gianfilippo Mosconi sembrerebbe veramente deciso a lasciare.

Maggio 2019, Mosconi tranquillizza i tifosi

Tramite le colonne del Corriere Adriatico ha annunciato che porterà le chiavi al Sindaco.

Suggerimento lanciato nei giorni scorsi anche da queste colonne. Ora vedremo se dalle parole passerà ai fatti oppure è l’ennesima strategia per prendere tempo considerato che solo 100 giorni fa, nel giorno della presentazione di Alessandro Cossu come vice presidente operativo, con al fianco il presidente Chiariotti, lo stesso Mosconi aveva dichiarato  “non vogliamo mollare in alcun modo”.

Un passo ufficiale verso nuove soluzioni. Quali? Sicuramente a fermare temporaneamente le bocce pensando che sia la cosa migliore.

Ben venga un periodo di riflessione anche se, ripetiamo, siamo passati dal “non vogliamo mollare in alcun modo” 30 gennaio 2020 al “credo che non rimarrà altro che rivolgersi al Comune, portandole chiavi al sindaco e chiarendo che io non potrei iscrivere la squadra al prossimo campionato” 24 maggio 2020!

A questo punto, quale potrebbe essere la strada maestra in grado di dare davvero l’impulso giusto alla ripartenza del calcio a Jesi? In assenza dell’avvento di forze imprenditoriali locali, pura chimera alle nostre latitudini, almeno in questo periodo, il futuro è più che incerto.

Il passo indietro da parte di chi detiene la proprietà per concepire un progetto nuovo è una missione che può apparire impossibile stando alla situazione debitoria ma di fronte a un orizzonte cupo e con pochissime speranze solo uno sforzo di umiltà e una vena di visionaria follia possono aiutare a ritrovare il bandolo della matassa.

Sta anche per scadere il periodo di Alessandro Cossu che puntava e certamente ancora punta  su delle soluzioni che però si dovranno maturare entro i prossimi dieci giorni.

Cossu ci ha confermato che la trattativa avviata con i cosi detti ‘riminesi’ anche se con Rimini non hanno nulla a che fare considerato che i tre personaggi che si sono fatti avanti sono due del territorio, Chiaravalle e Senigallia, ed uno di Roma domiciliato a Cattolica.

Nel dettaglio Cossu ci ha detto che la proposta avanzata riguardava l’acquisizione del 49% delle quote con una lettera di intenti di cessione da parte di Mosconi dell’altro 51% entro 30 Aprile 2021 da depositare presso un legale mentre la conduzione della nuova stagione sarebbe rimasta in carico ai nuovi acquirenti.

A questa proposta la Jesina ha risposto ufficialmente che “come già comunicato viene ribadito che la proprietà della Jesina calcio valuta solamente la vendita al 100% delle quote societarie con effetto immediato”.

Da quel giorno in poi la trattativa si è bloccata.

Ora la palla passerebbe al Sindaco Bacci a meno appunto di altre proposte che potrebbero emergere nei prossimi giorni.

Poi la questione retrocessione e campionato di competenza per la prossima stagione qualora si trovasse il modo di ripartire.

Nella giornata di domani lunedì 25 maggio le 36 società, le ultime quattro in classifica per ogni girone della serie D, che la Lnd ha proposto di far retrocedere a tavolino, si ritroveranno in video conferenza per alzare tutte insieme la voce prima del 3 giugno prossimo, giorno del Consiglio Federale, dove verrà ufficializzato o meno il tutto, per far fronte comune e promuovere una sorta di documento provando anche a chiedere di essere ricevuti direttamente a Roma per esprimere il proprio dissenso alla retrocessione d’ufficio.

Insomma nessuno lascerà nulla di intentato per far valere le proprie ragioni ed è certo che se la proposta della Lnd diventerà ufficiale ogni club agirà poi per proprie conto in tutte le sedi perché una retrocessione a tavolino aveva solo il precedente per illecito sportivo mai per emergenza sanitaria.

Evasio Santoni

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JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte ventiquattresima)

In quel periodo Jesi poteva annoverare 120 società sportive, 17 mila tesserati, 30 impianti pubblici e una diffusa attività di base  

JESI, 20 aprile 2020 – Il 30 giugno 2014, Bruxelles, ha insignito Jesi col titolo di città Europea dello sport 2014.

Una onorificenza prestigiosa ed una opportunità importante per valorizzare e promuovere gli eventi sportivi organizzati nella città che per bacino di utenza è la più medagliata al mondo per i suoi successi alle Olimpiadi grazie ovviamente alla scherma.

Un riconoscimento europeo che ha affiancato il nome di Jesi a quelli precedentemente designati, quali ad esempio Reggio Calabria (2013), Firenze (2012), Trieste (2011) e poi negli anni successivi ad altri centri italiani importanti fino al 2020 dove è stata la città di Grottaglie ad essere scelta.

L’iter era stato abbastanza lungo.

Dopo l’accettazione della proposta della candidatura Jesi aveva ospitato la Commissione Nazionale Giudicante Città Europea dello Sport, che aveva valutato il tessuto sportivo locale ai fini della scelta tra le diverse città europee candidate, operando una valutazione degli impianti sportivi, dei luoghi preposti alle attività fisiche e della politica sportiva perseguita dall’Amministrazione Comunale.

La Commissione era proposta ad esaminare in particolare le caratteristiche del territorio (storia, cultura, turismo), le motivazioni che avevano portato alla candidatura, impianti sportivi, accessibilità degli impianti e delle attività sportive, eventi sportivi già svolti e previsti, misure volte a promuovere la salute e l’integrazione attraverso lo sport in tutte le classi sociali, presenza di società sportive, tasso di sportività della popolazione, progetto di comunicazione per la promozione della candidatura, relazioni tra l’Amministrazione pubblica locale e il sistema politico-sportivo locale, regionale, nazionale.

La Commissione era presieduta dal presidente ACES Gian Francesco Lupatelli  e dal segretario Sergio Allegrini ed è stata ospite a Jesi e poi, a conclusione, era stata organizzata prima una conferenza stampa a Palazzo della Signoria e poi una una conviviale ospite del locale Panathlon Club Jesi.

Il presidente Lupatelli nel rispondere alle varie sollecitazione dei presenti  aveva rimarcato la bella realtà sportiva della città che non si ferma ai soli risultati di vertice ma alla possibilità che hanno tutti i cittadini di praticare nei tanti impianti disseminati nel tessuto urbano, come dimostrato da quel 43% della popolazione che è tesserata con società sportive.

“Qualunque sarà in sede europea la decisioneaveva detto in quella occasione l’assessore allo sport Ugo Coltortiper Jesi è un’occasione importante. Lo stimolo per raggiungere questo ambito riconoscimento è forte così come la voglia della Jesi sportiva di fare sempre di più e meglio. Se il 43% degli jesini pratica uno sport vuol dire che tutti i cittadini sono coinvolti ed è la dimostrazione di quanto Jesi sia veramente una città a misura di sport”.

In quel periodo la città di Jesi annoverava circa 120 società sportive, 17 mila tesserati, 30 impianti pubblici, una diffusa attività di base sostenuta dagli enti di promozione sportiva, ed appunto il prestigio acquisito nello sport a livello mondiale a partire dalle olimpioniche del fioretto

Testimonial della candidatura le olimpioniche Elisa Di Francisca, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali e l’ex portiere della Nazionale Luca Marchegiani.

La cerimonia ufficiale dell’assegnazione è avvenuta il 6 luglio a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo.

La delegazione jesina era composta dal Sindaco Bacci, gli assessori Coltorti, Garofoli, Roncarelli, Giovanna Trillini, la signora Nunzia Toti dell’ufficio Sport del Comune di Jesi, Gianni Bambozzi past president Panathlon Jesi.

Bacci dopo aver ricevuto l’onoreficenza aveva sottolineato: Torniamo a Jesi non solo con un premio ma anche con informazioni utili per orientare al meglio l’azione amministrativa in funzione di opportunità di finanziamenti europei. Lavoreremo con la consapevolezza di essere una città che, anche in una sede prestigiosa come quella del Parlamento Europeo, è capace di ricevere alta considerazione”.

Il programma successivamente stilato delle manifestazioni, in elenco oltre 70 eventi, era stato molto ampio ed aveva visto la compartecipazione della Consulta dello Sport, l’Amministrazione Comunale, la Fondazione Pergolesi Spontini, il Coni, soggetti pubblici e privati ed ovviamente le società sportive.

Tra le varie attività anche convegni, incontri con grandi campioni, notte dei Musei, uno spettacolo con Gene Gnocchi, giochi vari, concerti, tornei giovanili di basket, tappa del Giro d’Italia di ciclismo donne, danza e ballo sotto le stelle, notte azzurra, inaugurazione Liceo Sportivo di Jesi, incontri con autori e personaggi legati al mondo dello sport, mezza maratona, XIV edizione del Festival Pergolesi Spontini dedicata a “Jesi Città Europea dello Sport.

Evasio Santoni

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JESI / Il ‘Mosconi’ resta alla Uisp, bocciato il progetto della Jesina calcio

La motivazione: per improcedibilità della proposta di finanza di progetto per carenza della documentazione prevista

JESI, 8 gennaio 2020 – La gestione del campo sportivo ‘Mosconi’ e della palestra di via Asiago resta per altri tre mesi alla Uisp in attesa della gara con scadenza 20 gennaio 2020.

E’ questa la decisione presa dalla Giunta Bacci “Preso atto che la S.S.D. Jesina Calcio s.r.l. – si legge nella delibera – ha manifestato l’intendimento di riqualificare il centro sportivo Asiago mediante il rifacimento in erba sintetica del rettangolo di gioco comprensivo di opere di sottofondo, impianto di irrigazione e accessori (nuove porte, nuove panchine, recinzioni) per un importo di € 437.284,72 e la realizzazione di un campo di calciotto in erba sintetica nell’area verde attigua, dove in passato era posizionato il campo da tennis, comprensivo di opere di sottofondo, impianto di irrigazione, accessori, recinzione e impianto di illuminazione  importo di € 198.491,80 si respinge per improcedibilità della proposta di finanza di progetto presentata dalla società stessa per carenza della documentazione prevista (piano economico-finanziario asseverato, cauzione)”.

Il presidente Chiariotti nella conferenza stampa di fine anno a domanda precisa con riferimento anche ai lavori di ammodernamento dell’Antistadio aveva risposto: “Nel giugno 2018 abbiamo presentato ufficialmente al Comune il progetto per via Asiago ed ancora attendiamo una risposta ufficiale. Per quanto riguarda l’Antistadio, che era un progetto alternativo a via Asiago, stessa sorte: domanda fatta risposta non ricevuta. A questo punto la deduzione è che il Comune ha altre priorità rispetto ai nostri progetti”.

Dunque per la Jesina calcio niente possibilità di interventi mirati per poter mettere a punto almeno un impianto su cui poter far lavorare e giocare quotidianamente i propri tesserati

Ora tenuto conto che in data 20 dicembre 2019 è stato pubblicato sul sito comunale l’avviso esplorativo finalizzato alla raccolta di manifestazioni di interesse per l’affidamento in gestione del campo sportivo Mosconi e della palestra Asiago con scadenza 20 gennaio 2020 l’amministrazione Bacci ha affidato per altri tre mesi la gestione del Campo Sportivo Mosconi e della Palestra Asiago alla UISP  al fine di garantire la continuità di gestione in attesa di una nuova assegnazione.

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / CORDATA NON LOCALE INTERESSATA A RILEVARE LA SOCIETA’

JESI, 29 ottobre 2019 – Secondo indiscrezioni raccolte ed in parte confermate dal presidente Mosconi da mesi una

Mosconi e Micozzi dal Sindaco Bacci

cordata capitanata da un imprenditore romagnolo, già in passato nel mondo del calcio, si sarebbe interessato, e tuttora sembra ancora esserlo, a rilevare la Jesina calcio o, al limite, affiancare lo stesso presidente Mosconi nella gestione futura del club.

Al fianco dell’imprenditore anche alcuni personaggi ed addetti ai lavori del territorio della Vallesina e di Senigallia.

Spunta insomma una nuova cordata o meglio già nel febbraio scorso e poi a luglio le parti si sarebbero incontrate discutendo e definendo certe situazioni.

Allora gli interessati avrebbero chiesto al presidente la due diligence, cioè la verifica dei bilanci societari, una sorta di indagine e accertamento preventivo sui contenuti di una attività di impresa al fine di permettere una miglior valutazione della stessa.

Tutto naufragò con la scelta del primo dirigente leoncello di affidarsi a Micozzi e Gagliardini.

In quel periodo, come si ricorderà, ci fu anche un interessamento attivo di Marco Cerioni che durò pochissimi giorni.

Adesso, la cosidetta cordata, sembra essere ritornata alla carica ed alcune domeniche fa gli interessati si sono di nuovo riproposti presentandosi allo stadio Carotti ad assistere ad alcuni incontri interni della Jesina, incontrando lo stesso Mosconi, e, notizia confermata, non ricevendo risposte hanno chiesto ed ottenuto di essere ricevuti nei giorni scorsi dal Sindaco di Jesi Massino Bacci per presentare la loro volontà ed il loro progetto.

La notizia ci è stata confermata nelle ore scorse da presidente stesso il quale però ha chiuso subito l’argomento: “non ci sono le condizioni per un ulteriore approfondimento ed avvio o proseguo della trattativa con i soggetti interessati”.

Il gioco delle parti in questo momento porterebbe a ridimensionare ogni cosa.

Se dovesse invece esistere qualcosa di concreto certamente verrà fissato un incontro ed anche una dead line entro la quale si dovrà stabilire se si arriverà a soluzione o meno.

La partita è aperta. Ci sarà un futuro societario diverso per il club leoncello?

Evasio Santoni

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JESI / GRAN GALA’ DELLA LIBERTAS AL PALATRICCOLI

JESI, 1 giugno 2019 – Saggio di fine stagione numero 39 in casa Libertas Jesi.

Il club del presidente Italo Giuliani ha radunato oltre 2300 persone nell’impianto di via Tabano per godersi lo spettacolo finale dell’ennesima annata da incorniciare.

Ginnastica artistica, taekwondo, pallavolo femminile le perle di una stagione d’oro.

In un impianto dove l’acustica, finalmente, è stata anche essa all’altezza della manifestazione, ma il tutto a spese e merito della Libertas, lo spettacolo è stato coinvolgente ed entusiasmante.

Gli atleti in pista hanno dato lustro alla loro bravura, anche gli istruttori sono da esaltare ed applaudire, ed alla fine meritate ovazioni ed applausi per tutti.

Anche per il presidente Giuliani, premiato con una targa dal Sindaco Bacci, e da tutti i suoi tesserati per i 40 anni di primo dirigente dello storico sodalizio jesino, è stata una serata all’insegna della meritata soddisfazione ed emozionante.

A presentare la serata Agnese Testadiferro e Andrea Valeri.

Il tema ‘un secolo di moda ed oltre’ è piaciuto ed anche questo è stato rimarcato da tutti i presenti.

 

(e.s.)

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