Editoria / 50 anni di sport a Jesi dal 1976 al 2025

Di prossima pubblicazione edito da Life Color Comunication srl scritto dal giornalista Evasio Santoni

JESI, 26 febbraio 2025 –  E’ in fase di realizzazione il libro sugli ultimi 50 anni di sport a Jesi.  leggi qui…

L’opera uscirà a settembre 2025, con il patrocinio del Comune di Jesi, del Coni e di altre Federazioni o Associazioni, alle quali è stata inoltrata richiesta in merito, in occasione della NOTTE AZZURRA nel settembre 2025.

Gli argomenti trattati saranno tantissimi ed il tutto correlato e documentato da tantissime foto che rappresentano la storia sportiva della città, da ogni lato la si guardi, grazie alle gesta dei singoli e dei successi di squadra.

E’ ben noto che la città di Jesi è stata da sempre e da tutti definita come la ‘città dello sport’ designata nel 2014 dalla riconoscenza di ‘città Europea dello sport’: 40.635 abitanti, 17.736 tesserati, 43,6% degli jesini che praticavano sport. (fonte ufficiale Comune di Jesi anno 2013)

Tanti i titoli conseguiti alle Olimpiadi, ai vari Mondiali ed Europei di categoria con molti atleti, allenatori, presidenti, dirigenti, amministratori pubblici che si sono distinti e saliti sul gradino più alto del podio, ma anche contribuito affinchè il tutto si sia positivamente realizzato, non solo nella città di Federico II ma in tutto il mondo.

Il libro racconterà esperienze indimenticabili, aneddoti, ricorderà personaggi che hanno dato tanto in questo settore alla città, illustrerà la nascita e la storia dell’impiantistica sportiva locale; narrerà ed elencherà tutti i club che nel periodo hanno dato tanto alla crescita in ambito sportivo in tutte le discipline. Evidenzierà le particolarità che hanno fatto conoscere Jesi nel mondo, come i successi delle schermitrici alle Olimpiadi, ma anche le varie particolarità e curiosità come ad esempio la contemporaneità, unica al mondo, di due jesini commissari tecnici in carica di due squadre nazionali.           

Ovviamente produrrà numeri e parlerà anche di quattro club che hanno avuto il privilegio, ognuno per la propria disciplina, di prendere parte al massimo campionato a squadre, serie A, nazionale: Monteschiavo volley, Jesina calcio femminile, Jesina C5, Aurora Sicc Bpa.

L’autore, forte dell’esperienza positiva di altre recenti pubblicazioni – “Jesi città di tappa” e “50 anni della Bocciofila Jesina”proporrà anche la storia delle varie associazioni jesine legate allo sport e al mondo dei disabili che in tante discipline stanno cercando, ma già anche ottenuto, successi sportivi con il nome ed i colori di Jesi.

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Jesi / Basket, Michele Maggioli nel quintetto ‘All Time’ dei giocatori italiani

Il giocatore, allora in maglia Sicc Bpa e Fileni, fa parte della squadra composta da giocatori italiani che nel corso della storia hanno preso parte al campionato di serie A2

JESI, 10 gennaio 2025 – Michele Maggioli è stato votato come miglior pivot nel quintetto eletto per stabilire la squadra “All Time” dei giocatori italiani che nel corso della storia hanno preso parte al Campionato di Serie A2 che compie in questa stagione i 50 anni di vita.

Con lui Carlton Myers, Mario Boni, Sergio Mastroianni e Giacomo Galanda.

Maggioli osannato dai tifosi di Jesi e Imola

Maggioli nel periodo della sua attività agonistica ha indossato le maglie di Avellino (dove nel 2003-2004 ha vinto il campionato proprio contro Jesi risultando anche il cannoniere del campionato) e la maglia dell’Aurora Jesi targata Sicc Bpa e Fileni per ben 289 volte realizzando 4506 punti complessivi. 

Nel quintetto degli stranieri eletto come miglior giocatore Rodney Monroe per le sue presenze con la squadra di Fabriano.

Maggioli, 47 anni, ha mosso i primi passi nel settore giovanile dell’allora Victoria Libertas Pesaro e il suo esordio in serie A1 con la casacca pesarese nel gennaio 1996. Poi Siena, Avellino, Reggio Emilia, Jesi, Virtus Bologna e Imola per una carriera complessiva di tutto rilievo coronata dalla maglia azzurra con 49 presenze e 198 punti realizzati.

Maggioli, contattato, ci ha detto: “Sicuramente mi ha fatto piacere e vuol dire che qualcuno si è ricordato di me e quindi grazie a chi mi ha votato e a chi ha pensato a me. Sono anche in buona compagnia non soltanto perché gli altri quattro sono stati grandissimi giocatori ma con ognuno di loro c’è un legame particolare. Sergio Mastroianni è stato il mio playmaker ad Avellino ed è stato veramente il primo che mi ha preso e mi ha messo sotto la sua ala coccolandomi ed  aiutatandomi e dandomi una visione di quello che poteva essere da lì a qualche anno. Karlton è il mio idolo da ragazzino, Mario Boni un amico caro che mi ha insegnato tantissimo. Anche con Galanda ho condiviso tantissime cose soprattutto in nazionale, un amico anche lui oltre a essere stato veramente un giocatore che ha vinto tantissimo, una persona che stimo e rispetto”. 

Nel giorno del suo addio al basket giocato il Palatriccoli lo ha omaggiato e lui scrisse questa lettera

Anche per me è giunto il momento di dire addio a questo sogno che dura ormai da più di venti anni che è il basket giocato. Si un sogno! Perché cosi l’ho vissuto e ne sono sempre stato consapevole, fin dall’inizio. Smetto felice, pieno e sereno nell’aver dato tutto ciò che avevo fisicamente, mentalmente ed emotivamente e con la consapevolezza di avere anche ricevuto indietro tantissimo. Se ripenso da dove sono partito mi commuovo. Vedo quel bambino che in prima elementare era alto come quelli di quinta e che in terza aveva già superato le maestre. Mi ricordo quando in quarta elementare mi hanno detto che la Scavolini aveva vinto lo scudetto e non riuscivo a capire, perché per me bambino cresciuto in periferia, la Scavolini era semplicemente la fabbrica dove lavoravano alcuni miei vicini di casa o amici di famiglia. Ricordo quando a 11 anni giocavo ancora con he-man o a nascondino con i miei coetanei e gli adulti mi guardavano perplessi perché sfioravo il metro e ottanta! Non era facile trovare una collocazione, madre natura mi aveva dato tanto e a volte sembrava quasi troppo. Poi una persona, che non smetterò mai di ringraziare, mi disse che i ragazzi con le mie qualità non nascono tutti i giorni, mi fece sentire speciale e mi diede una visione, la possibilità di vivere un sogno e sopratutto di trovare la mia dimensione. Un mondo in cui i ragazzi avevano i miei stessi problemi nel trovare i vestiti o le scarpe, la stessa impopolarità ed impaccio con le ragazze, ma sopratutto lo stesso sublime sogno. Ne è passato di tempo da allora e adesso con tenerezza rivedo gli stessi occhi sognanti in mio figlio che gioca a calcio. Gli auguro di cuore di fare il mio stesso percorso o anche meglio perché le esperienze che ho avuto, l’opportunità di vivere, le persone che ho conosciuto, i luoghi che ho visitato sono stati il vero valore aggiunto di questo viaggio. A volte mi chiedono dei sacrifici che ho fatto ma in cuor mio so che il sacrificio grande sarebbe stato costringere me stesso ad andare a ballare la domenica pomeriggio al Colosseo (mitica discoteca di Montecchio) come facevano tutti i miei coetanei invece di andare al campetto a fare un 21 o un giro d’Italia. In una carriera lunga 22 anni sono state tante le persone che hanno incrociato la mia vita e lasciato un segno tangibile. Ringraziarvi tutti è difficile ma ci provo. Inizio dai miei genitori e dalla mia famiglia. Grazie per avermi sempre lasciato libero di decidere, per non aver mai interferito e avermi dato fiducia. La vostra umiltà è stata esemplare. A mio fratello e mia sorella che sono sempre stati i miei primi tifosi senza darlo a vedere. Vi voglio bene. Grazie al mio prof di educazione fisica delle medie, Renzo Amadori. La scintilla l’hai accesa tu, chi mi ha apprezzato sul campo lo deve a te. Ai miei allenatori del settore giovanile, siete stati super nell’insegnarmi i fondamentali del basket ma soprattutto i valori che regolano questo sport e la vita in generale. Ai preparatori atletici che con competenza hanno lavorato sul mio fisico un pò particolare, dedicandomi attenzione e scrupolosità anche in momenti e orari straordinari. Alle quattro società a cui devo di più e a cui mi sono legato maggiormente. La V.L Pesaro per avermi cresciuto e formato. Ricordo ancora quando ritornai a casa con la borsa e il materiale dopo il primo allenamento. Mi svegliai 2/3 volte nella notte per controllare se la borsa era ancora lì, appoggiata sul comò e che fosse tutto vero. La Scandone Avellino che mi diede la possibilità di giocare la mia prima vera stagione importante. Mi accolse con tanto affetto e mille attenzioni, ma sopratutto mi diede l’opportunità di conoscere una terra stupenda e persone che ancora oggi sono nella mia vita. Un immenso grazie all’Aurora basket Jesi dove ho vissuto in assoluto i miei anni migliori, dove è nato mio figlio e luogo che sento ancora intimamente casa. Infine grazie all’Andrea Costa Imola che ha avuto il coraggio di puntare su di me a 38 anni suonati e mi ha dato la chance di un colpo di coda di fine carriera in grande stile. Grazie al mio primo e unico agente in 22 anni da pro, Stefano Meller. Ho sempre faticato a vederti come un agente, per me sei sempre stato un amico, un fratello maggiore. Grazie per avermi accompagnato, tutelato, rispettato anche quando abbiamo avuto visioni differenti e grazie sopratutto per esserci sempre stato anche per problemi che con il basket avevano poco a che fare. Grazie a tutti i miei coach da senior. Qualcuno di voi sarà sempre un riferimento importante un mentore. Grazie anche ai coach con cui il rapporto non è mai sbocciato, perché per fare funzionare le cose bisogna sempre essere in due, mi avete dato lo spunto per guardarmi dentro e capire qual era il mio di pezzo da sistemare. Grazie a tutti i miei compagni di squadra. Qualcuno di voi è diventato un fratello acquisito e con tantissimi altri è nato un rapporto di stima e affetto sincero. I vostri valori, il vostro spirito di sacrificio e la vostra onestà è da campioni veri. Fiero di aver lottato con voi. Grazie a tutte le persone che hanno fatto parte dello staff dirigenziale, tecnico e sanitario delle squadre in cui ho giocato, perché so bene quanto posso essere rompicoglioni quando voglio, ma voi avete sempre avuto tanta pazienza e disponibilità. Grazie ai tifosi. A quelli che mi hanno sempre sostenuto, che sono la maggior parte, e anche a quelli che mi hanno un pò massacrato perché cercare di chiudervi la bocca è stato uno stimolo. Grazie ai giornalisti, siete una parte importante del movimento, anche se a volte non vi viene riconosciuto, continuate con il vostro contributo con passione e pazienza. Grazie ai tanti arbitri che mi hanno arbitrato, so che il vostro non è un lavoro facile e, anche se non sempre vi ho aiutato, avete tutto il mio rispetto. Un grazie anche a tutti gli imprenditori che continuano ad investire nello sport più bello del mondo. Il pensiero va inevitabilmente a Scavolini e a Fileni e al contributo che hanno dato. Sono convinto che ritroveremo presto la strada per far tornare il nostro amato basket italiano al livello che merita. Grazie agli amici veri, quelli che si contano sulle dita di una mano. Voi che avevate il coraggio di chiamarmi anche il lunedì dopo una sconfitta. Il vostro conforto, la vostra presenza, il vostro affetto e la vostra onestà mi hanno accompagnato tutto il tempo e sempre mi accompagneranno. Un grazie gigante a mio figlio Matteo che in questi anni ha dovuto sopportare i miei orari, le mie partite, le mie corse in macchina, le mie trasferte, le feste e le ricorrenze sui campi. Sei stato una spinta incredibile in questi 9 anni, una motivazione in più e il protagonista dei miei momenti più felici anche dopo le sconfitte più cocenti. Un grazie particolare ad una persona che sarà sempre speciale per me, che è la mamma di mio figlio, e non c’è niente altro da aggiungere. Grazie a te che adesso mi dovrai sopportare in casa, guarda che sono ingombrante! Due capitani sotto lo stesso tetto, un solo palcoscenico da dividere per due personalità importanti. Sarà come è sempre stato, con tenacia, passione, riconoscenza, sensibilità, amore e a volte un po’ di sacrificio. Anche questa squadra farà il suo percorso nella vita del futuro che verrà. E per chiudere grazie a me e a quel ragazzino impacciato in quel corpo da gigante che faticava a trovare il suo posto nel mondo e che ha afferrato un sogno, visualizzandolo così tante  volte che lo ha fatto diventare realtà. Il vostro Michele#5




Jesi / Milan Tomic ex giocatore della Sicc Bpa nello staff di Ettore Messina all’Armani Jeans Milano

Un altro ex giocatore dell’Aurora Basket targata Sicc Bpa alla ribalta con la prima squadra del club che da pochi giorni ha vinto lo scudetto del massimo campionato italiano

JESI, 6 luglio 2023 – La Pallacanestro Olimpia Milano ha inserito nel proprio staff tecnico, in prima squadra, guidato da coach Ettore Messina, Milan Tomic. 

Tomic a Milano ritrova ‘Lupo’ Rossini.

Nato a Belgrado il 24 luglio 1973, da giocatore ha indossato per 13 stagioni la maglia dell’Olimpiacos Pireo. Punto di forza della nazionale della Jugoslavia ha giocato al fianco di campioni come Divac, Rebraca, Danilovi, Stojakovic, Bodiroga. Ha vinto un l’Eurolega nel 1997 cinque titoli greci e tre volte la Coppa di Grecia.

Perchè parliamo di Tomic? Perchè la sua carriera da giocatore è terminata a Jesi quando l’allora Sicc Bpa era in serie A.

Alla fine del girone d’andata, alla vigilia della trasferta in casa di Milano, del campionato 2004-2005, il quintetto jesino aveva 10 punti in classifica per il penultimo posto appaiati a Biella, davanti a Reggio Calabria. 

Dopo la sconfitta in terra di Lombardia coach ‘Gigio’ Gresta venne esonerato ed al suo posto subentrò Slobodan Subotic con un trascorso eccellente nel campionato greco (Panathinaikos, Aris Salonicco, Olimpiacos) e coach anche della nazionale slovena. Subotic conosceva già due giocatori della Sicc, Boni e Jurak, per averli allenati il primo all’Aris Salonicco, il secondo all’Olimpiacos ed in Slovenia. Il debutto di Subotic è subito fortunato ed il Napoli, pur trascinato dall’ex Mason Rocca, perde a Jesi: 97-89.

La squadra gialloverde prova a rinforzarsi e firma proprio Milan Tonic, play guardia, che giocò 14 partite.

Al debutto di Tomic, contro il Siena allenato da Recalcati, che annoverava giocatori come Mayers, Galanda, Chiagic, Zukauskas, Datome, Jesi vince ancora: 83-77. Dopo Siena, però, era il 6 febbraio 2005, la Sicc deve attendere quasi due mesi per ritornare ad esultare e lo fa contro Reggio Emilia dove allora giocava pure Franco Migliori: 70-62. 

La Sicc Bpa è penultima in classifica con due punti di vantaggio su Reggio Calabria e distaccata di due lunghezze dal Biella. La sequenza del calendario in quel momento vedeva Reggio Calabria in casa, derby di Pesaro e Biella in casa. In quel periodo, 2 aprile 2005, si registrò la morte di Papa Giovanni Paolo II, l’Italia decretò il lutto nazionale, ed il campionato fu sospeso.

Si riprese da Pesaro, e poi una dietro l’altra al Palatriccoli arrivarono Reggio Calabria, di giovedì, e Biella.

L’ambiente leoncello era carico e ci credeva. Battere la squadra di Tonino Zorzi e poi quella di Ramagli poteva voler dire salvezza.

Jesi vinse a Pesaro per 80-72 ma nella tre giorni al Palatriccoli steccò contro Reggio Calabria (83-86) e vinse contro Biella (77-70). Fu il segnale della resa perché poi si registrarono due sconfitte consecutive a Cantù per  89-88 e Teramo per 91-84 che sancirono la retrocessione.

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AMARCORD / Basket Jesi, 2005-2006: supplementare inedito e cronaca nera

Sicc-Ferrara terminata 4 giocatori contro 3 con patron Latini sugli spalti colto da malore; incidente stradale a Montonari, Dorsey e Kabba

JESI, 4 maggio 2020 – Sicc Aurora basket, stagione 2005-2006.

Felicaldi, Banchi, Latini

Dopo l’esperienza in serie A la Sicc Bpa ritorna in Legadue e riparte con Luca Banchi in panchina.

L’allenatore di Grosseto, una vita nella pallacanestro Livorno, sceglie Jesi per lanciarsi nel grande basket fuori dalla Toscana.

Con lui, per rilanciare il basket a Jesi, arriva Romain Sato, ala-piccola uscita da Xavier University, che nella città marchigiana riuscirà a far esplodere tutto il suo talento e potenziale per poi salire, negli anni successivi, agli onori dell’Nba americana.

E’ stato per il basket jesino un anno sportivo pieno di soddisfazioni ma anche di sofferenze.

Dorsey (di schiena), Watson, Casini, Maggioli, Montonati, Rossini

Un anno segnato in campo e fuori da episodi difficilmente dimenticabili: dalle 200 partite in maglia aurorina di ‘Lupo’ Rossini; alle 500 gare con la Sicc di Alfiero Latini sponsor.

Ma anche l’anno in cui si ricorderà l’incidente d’auto notturno di Montonati, Dorsey e Kabba, usciti dalla discoteca, nella settimana della trasferta a Scafati.

L’incidente si verificò nei pressi di Porto Recanati con l’auto con la quale viaggiavano i tre finita fuori strada.

I giocatori jesini furono trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche per accertamenti.

Un episodio che ha segnato, ovviamente, anche la stagione sul piano sportivo con la squadra che da quell’episodio in poi, senza i tre americani, ha perso tutte le partite fino alla fine della regular season.

In classifica generale la squadra ottenne il nono posto ed il primo turno di play off contro Ferrara giunta seconda.

Gara3 con Ferrara al Palatriccoli venerdì 5 maggio 2006: esattamente 14 anni fa!

Una serata caratterizzata dal malore accusato durante la partita da Alfiero latini, seduto in tribuna.

Latini – Belcecchi

Un attacco cardiaco fortunatamente tamponato dagli interventi di alcuni medici presenti nell’impianto di via Tabano e poi la corsa per trasferire il patron verso il Lancisi di Ancona.

Una serata caratterizzata da una gara, quella sulle tavole da gioco, terminata con due tempi supplementari, l’ultimo dei quai durato otre 17 minuti (nel video allegato tutto il tempo supplementare).

E poi, cosa insolita in una partita di basket, con la Sicc perdente ma in superiorità numerica di 3 giocatori contro 5.

Gara1 (82-72) e gara2 (95-83) aveva visto vincere Ferrara in casa e presentarsi al Palatriccoli con la serie in suo favore per 2-0.

Alla Sicc il compito di ribaltare la situazione e riportare Ferrara alla finale in casa propria. Nella foto quanto scrisse Gianluca Petronio alla vigilia di gara3 nella sua rubrica ‘appunti di viaggio’ su Basket Notizie, il giornalino della società diretto dal collega Gianni Angelucci.

Il quintetto di Banchi partì bene, giocando pure bene tanto da accumulare un +18 sugli estensi. Il quintetto di Dalmonte recuperò tutto e tre minuti dalla fine del tempo regolare era addirittura in vantaggio. Sato, sulla sirena, dalla lunetta, conquista la parità.

Nel primo supplementare grande equilibrio. A 30’’ dalla fine Jesi è sul +2. Inizia la girandola di falli sistematici e a 3’’ dalla fine la Sicc è sul +3. Lestini è in lunetta. Primo tiro libero centrato. Il secondo lo sbaglia appositamente e Thomas, più lesto di tutti, prende il rimbalzo e segna il 104-104.

Il secondo tempo supplementare lo potete vedere nelle immagini allegate come sopra segnalato.

Un tempo di 5’ che ne dura oltre 17’. Ferrara ha 5 giocatori contati, resta prima in 4 sul 109-109 e poi in 3 (Thomas, Foiera, Ruggiero). Jesi sbaglia tutto, il possibile e l’impossibile, resta negli ultimi secondi in 4 (Schraerer, Rossini, Rizzitiello, Knapp), accusando l’uscita di Sato per falli, e Ferrara vince per 116-125.

Alla sirena 13 giocatori in totale seduti in panchina. Per Jesi: Casini, Maggioli, Montonati, Sato, Larsson, Dorsey. Per Ferrara: Darby, Maestrello, Lestini, Ghiacci, Maioli, Lechthaler , Bryan.

Ferrara poi in semifinale fu eliminata da Rieti.

Manzotti Federico team manager

E’ stato anche il campionato dei due derby contro il Fabriano allenato da Meo Sacchetti, oggi coach della nazionale italiana. Due partite per una vittoria a testa.

Fabriano vinse a Jesi il 30 ottobre 2005 per 90-91. Sicc Bpa Jesi – Casini 14, Maggioli 5, Montonati 16, Rossini 2, Sato 28, Mortellaro 2, Watson 20, Kaunisto 3, Rizzitiello, Romboli. All. Banchi. Carifac Fabriano – Ruini 3, Cinciarini 23, Infanti, Masieri 18, Thomas 18, Oliver 9, Passera, Chiarucci, Prelazzi 2, Massie 18. All. Sacchetti. Arbitri: Giansanti, Martolini, Bertelli. Parziali: 22-24, 44-44, 63-75

La Sicc però al ritorno passò a Fabriano per 71-97 il 5 febbraio 2006. Carifac Fabriano – Ruini 4, Cinciarini 9, Cortese, Masieri 8, Thomas 2, Oliver 19, Passera, Prelazzi, Massie 11, Kraidy 18. All. Sacchetti. Sicc Bpa Jesi – Casini 15, Maggioli 14, Montonati 16, Rossini 7, Sato 29, Kabba 2, Rizzitiello, Dorsey 14, Knapp, Romboli. All. Banchi. Arbitri: Longhi, Terranova, Ciano. Parziali: 23-19, 40-40, 53-74

In questo campionato la Sicc Bpa finì con il seguente roster: Casini, Maggioli, Montonati, Grosso, Schraeder, Rossini, Sato, Kabba, Rizzitiello, Dorsey, Cittadini, Bianchi, Knapp.

La stagione della Legadue ha visto prevalere Scafati salito in serie A. Al secondo posto Ferrara e poi Caserta, Rimini, Rieti, Imola, Montegranaro, Montecatini.

Tra i tanti ex che il quintetto jesino ha incrociato durante tutta la stagione ricordiamo Setti a Novara, Whiting a Rimini, Boni a Montecatini, Guerra a Imola, Salvi, Stanic e Flamini a Scafati, Ezugwu a Pavia.

Infine va anche ricordato che all’inizio proprio del campionato 2005-2006 venne anche intitolata la palestra di via del Prato a Primo Novelli scomparso qualche mese prima, cofondatore con Gianni Rossetti e Carlo Barchiesi dell’Aurora basket nel lontano 1965.

Pochi giorni dopo la fine della stagione l’azienda Sicc cucine componibile dice stop alla sua sponsorizzazione con l’Aurora basket durata circa 14 anni. In estate inizia l’avventura della famiglia Fileni e la stagione successiva si riparte con Slodoban Subotic in panchina.

Evasio Santoni

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